Menù di navigazione

 

72.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 12 MAGGIO 2021

 

(ANTIMERIDIANA)

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

OGGETTO 3339

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il superamento delle gabbie negli allevamenti intensivi. A firma della Consigliera: Piccinini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

PICCININI (M5S)

MAMMI, assessore

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 3336

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il nuovo polo estrattivo di Magliano situato nel Comune di Forlì e ricadente all'interno dell'area protetta SIC “IT4080006 - ZSC - Meandri del Fiume Ronco”. A firma della Consigliera: Zamboni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

ZAMBONI (EV)

LORI, assessore

ZAMBONI (EV)

 

OGGETTO 3335

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli interventi di disinfestazione e pulizia del lago di San Benedetto Val di Sambro (BO). A firma del Consigliere: Mastacchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

MASTACCHI (RCPER)

CALVANO, assessore

MASTACCHI (RCPER)

 

OGGETTO 3340

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa problematiche sindacali in Seta spa. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

BARCAIUOLO (FdI)

CORSINI, assessore

BARCAIUOLO (FdI)

 

OGGETTO 3352

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli interventi di riqualificazione necessari per restituire alla sua piena funzionalità il Ponte Leonardo Da Vinci, nel comune di Sasso Marconi (BO). A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

TARUFFI (ERCEP)

CORSINI, assessore

TARUFFI (ERCEP)

 

OGGETTO 3351

Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sul progetto di realizzazione di un impianto eolico situato in località Passo Cento Croci nei comuni di Albareto e Tornolo, con particolare riguardo alla situazione dell’avifauna migratoria. A firma della consigliera: Gibertoni.

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

GIBERTONI (MISTO)

PRESIDENTE (Petitti)

 

OGGETTO 3344

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l’attivazione dei punti vaccinali aziendali e dei relativi criteri di valenza territoriale. A firma dei Consiglieri: Bondavalli, Pigoni, Caliandro, Tarasconi, Daffadà

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

BONDAVALLI (BP)

PRESIDENTE (Rainieri)

CALVANO, assessore

BONDAVALLI (BP)

 

Ancora sull’oggetto 3351

PRESIDENTE (Rainieri)

GIBERTONI (MISTO)

PRIOLO, assessore

GIBERTONI (MISTO)

 

OGGETTO 3346

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per conoscere lo stato di liquidazione dei rimborsi alle ASP per le spese sostenute e per i mancati introiti. A firma dei Consiglieri: Maletti, Costa, Costi, Caliandro, Rontini, Zappaterra, Tarasconi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

MALETTI (PD)

CALVANO, assessore

MALETTI (PD)

 

OGGETTO 3347

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere dalla Giunta come intende corrispondere alle nuove indicazioni contenute nell’ultima Ordinanza del commissario straordinario all’emergenza Covid-19 (in cui si stabilisce la priorità assoluta, all’interno del piano vaccinale, di somministrazione del vaccino anti-Covid alle persone portatrici di disabilità gravi e dei loro familiari conviventi, assistenti-caregiver e genitori/tutori/affidatari). A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Caliandro, Rontini, Zappaterra, Tarasconi, Daffadà

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

MARCHETTI Francesca (PD)

CALVANO, assessore

MARCHETTI Francesca (PD)

CASTALDINI (FI)

 

OGGETTO 3348

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la quarantena in ambito scolastico. A firma del Consigliere: Pelloni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

PELLONI (LEGA)

CALVANO, assessore

PELLONI (LEGA)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

 

OGGETTO 3349

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le modalità con le quali si intende dare attuazione al Protocollo per la vaccinazione in azienda finalizzato a supportare la rapida realizzazione del Piano vaccinale nazionale anti SARSCoV-2/Covid-19. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Occhi, Marchetti Daniele, Stragliati, Liverani, Pompignoli, Bergamini, Catellani, Pelloni, Bargi, Facci, Montevecchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

RANCAN (LEGA)

CALVANO, assessore

RANCAN (LEGA)

 

OGGETTO 3350

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la vaccinazione ai genitori e caregiver di minori di 16 anni con disabilità. A firma della Consigliera: Castaldini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

CASTALDINI (FI)

CALVANO, assessore

CASTALDINI (FI)

 

OGGETTO 2970

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Legge europea per il 2021". (18)

(Relazione di minoranza, discussione ed esame articolato)

PRESIDENTE (Rainieri)

CATELLANI, relatrice di minoranza

MORI (PD)

CATELLANI, (Lega)

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta

ZAMBONI (EV)

AMICO (ERCEP)

RANCAN (Lega)

ZAMBONI (EV)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetto 2970

Emendamenti oggetto 2970

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,51

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 72 del giorno 12 maggio 2021.

Hanno giustificato la propria assenza il consigliere Iotti e l’assessore Donini. Procediamo con l’appello nominale.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BARCAIUOLO Michele
  3. BERGAMINI Fabio
  4. BESSI Gianni
  5. BONDAVALLI Stefania
  6. BULBI Massimo
  7. CALIANDRO Stefano
  8. CASTALDINI Valentina
  9. CATELLANI Maura
  10. COSTA Andrea
  11. COSTI Palma
  12. DAFFADÀ Matteo
  13. DELMONTE Gabriele
  14. FABBRI Marco
  15. FELICORI Mauro
  16. GIBERTONI Giulia
  17. LISEI Marco
  18. LIVERANI Andrea
  19. MALETTI Francesca
  20. MARCHETTI Daniele
  21. MASTACCHI Marco
  22. MONTALTI Lia
  23. MONTEVECCHI Matteo
  24. MORI Roberta
  25. MUMOLO Antonio
  26. OCCHI Emiliano
  27. PARUOLO Giuseppe
  28. PELLONI Simone
  29. PETITTI Emma
  30. PICCININI Silvia
  31. PIGONI Giulia
  32. PILLATI Marilena
  33. POMPIGNOLI Massimiliano
  34. RONTINI Manuela
  35. ROSSI Nadia
  36. SABATTINI Luca
  37. SONCINI Ottavia
  38. TAGLIAFERRI Giancarlo
  39. TARASCONI Katia
  40. TARUFFI Igor
  41. ZAMBONI Silvia
  42. ZAPPATERRA Marcella

 

PRESIDENTE (Petitti): Con 42 presenti iniziamo i nostri lavori d’aula.

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

PRESIDENTE (Petitti): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

 

OGGETTO 3339

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il superamento delle gabbie negli allevamenti intensivi. A firma della Consigliera: Piccinini

 

PRESIDENTE (Petitti): Partiamo dall’interrogazione 3339: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa il superamento delle gabbie negli allevamenti intensivi. A firma della consigliera Piccinini. Prego, consigliera.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Portiamo oggi in quest’aula il tema del superamento dell’utilizzo delle gabbie negli allevamenti, un tema […] in Commissione, ma lo voglio portare di nuovo in quest’aula per una comunicazione che ha seguito quella Commissione, che a mio avviso e non era come minimo rispondente alla realtà, quando si racconta che la Regione Emilia-Romagna è la prima Regione a vietare l’utilizzo delle gabbie.

Lo dico con un po’ di rammarico, ma ben consapevole di qual è il perimetro anche legislativo e giuridico entro il quale la Regione si può muovere e quali sono le competenze che la Regione può esercitare. Credo che oggi di questo argomento dobbiamo parlare e parlare seriamente, perché quello dell’utilizzo delle gabbie degli allevamenti intensivi è un tema che non riguarda solamente chi è sensibile all’argomento, chi non mangia carne, chi ne fa anche una questione etica, ma è un tema che ci riguarda tutti, perché tocca questioni di salute. Penso, per esempio, alla somministrazione che si fa spesso e volentieri negli allevamenti intensivi di un utilizzo smodato degli antibiotici, quindi questo ha a che fare con il problema, a tutti noi conosciuto, dell’antibiotico resistenza.

È un problema che ha a che fare con la sanità, legato alla zoonosi, al tema dello spillover che abbiamo visto durante questa pandemia, legato anche, per esempio, ai visoni. Anche questa è una battaglia che abbiamo condotto sempre in quest’aula, per provare ad arrivare a chiudere quegli allevamenti che sono quantomeno incivili, e all’interno di questi allevamenti vengono utilizzati veramente dei metodi barbari.

È una questione ambientale sicuramente e anche di qualità dell’aria. Sappiamo che gli allevamenti intensivi producono ammoniaca, che è il precursore delle polveri sottili, e in questa Regione non abbiamo evidentemente necessità di andare a peggiorare la già pessima qualità della nostra aria.

Proprio per tornare a quello che dicevo in premessa rispetto alla necessità di fare una discussione, che stia nel merito di questa questione, le chiedo, assessore, quali misure stia adottando e intenda adottare per il superamento delle gabbie negli allevamenti. Ricordo che questa discussione è nata anche sulla scorta di quanto sta succedendo a livello europeo, cioè di una petizione che è stata sottoscritta da 1.400.000 cittadini europei, la petizione End the Cage Age, per superare l’utilizzo delle gabbie è stata sostenuta anche da scienziati, da centinaia di associazioni e quindi è una petizione molto sentita. È un tema molto sentito e le chiedo se intende e come sostenere e valorizzare l’utilizzo di prodotti provenienti da allevamenti cage free e promuovere azioni di sensibilizzazione e consapevolezza nei confronti degli allevatori e dei consumatori.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Risponde l’assessore Mammi. Prego, assessore.

 

MAMMI, assessore: Grazie, presidente.

Grazie alla consigliera Piccinini, che mi permette di rendicontare e di fare il punto rispetto a quanto già si sta facendo, come Regione, rispetto ai temi che sono stati sollevati.

A me preme innanzitutto ricordare come la zootecnia e le produzioni di origine animale rappresentano un valore economico e sociale essenziale ed irrinunciabile per la nostra Regione, circa la metà della PLV complessiva, ed è un settore, quello zootecnico, importante per lo sviluppo del territorio, per il contrasto anche allo spopolamento della montagna e della collina, che sono storicamente legate a prodotti di alta qualità e a denominazione di origine, molti dei quali riconosciuti anche a livello internazionale, collocandoci tra le Regioni più zootecniche a livello nazionale. Ci sono produzioni come il Parmigiano Reggiano, per intenderci, che salvaguardano proprio la montagna della nostra Regione, grazie alla presenza di allevamenti e di imprese zootecniche.

Il benessere animale, ovviamente, come è stato ricordato, ha un quadro normativo, che è regolamentato a livello di Unione europea ed è articolato per diverse specie e categorie di animali, declinato poi a livello di ciascuno Stato membro, per cui gli allevamenti devono rispondere a precisi requisiti di legge che sostanzialmente ricalcano e applicano le direttive comunitarie.

A tal proposito, la Commissione UE ha preso un impegno, nell’ambito della Strategia Farm to Fork, di avviare un processo di riforma delle norme in materia, compresa la disciplina per l’etichettatura degli alimenti di origine animale prodotti nel rispetto del benessere animale, per migliorare le condizioni di allevamento del maggior numero possibile di animali di produzione alimentare, di aumentare la credibilità e la trasparenza dei mercati, di consentire ai consumatori di compiere scelte alimentari più informate. A livello nazionale, inoltre, il decreto Rilancio ha istituito il sistema di qualità nazionale per il benessere animale.

Nel 2019 l’Assessorato all’agricoltura ha affidato uno studio per un importo di 200.000 euro al Centro di ricerche e produzioni animali e quest’anno sono stati prodotti disciplinari di buone pratiche per una corretta gestione degli allevamenti, finalizzati al miglioramento della sostenibilità delle produzioni animali nelle principali filiere zootecniche regionali, al fine di incentivare la crescita di un modello di zootecnia che risulti sempre più compatibile con l’ambiente, economicamente sostenibile e socialmente responsabile, con l’ambizione di rappresentare un elemento di valore aggiunto per le filiere zootecniche.

Vogliamo poi, ovviamente, anche chiedere al Governo che nella nuova PAC del 2023 venga costituito un OCM zootecnico che possa premiare quelle imprese zootecniche che seguono queste buone pratiche che abbiamo individuato, come prima Regione, peraltro, in Italia.

L’assessorato regionale alla sanità, per il tramite del servizio di prevenzione collettiva e sanità pubblica, che si occupa di benessere animale è già impegnato nell’ambito di specifici gruppi di lavoro che coinvolgono anche il Ministero, le regioni a maggior vocazione zootecnica, il Centro nazionale di referenza per il benessere animale nella messa a punto di nuovi strumenti per il controllo ufficiale sul benessere animale in allevamento.

Le linee-guida messe a punto prevedono non solo la valutazione in allevamento della conformità ai requisiti stabiliti dalle normative comunitarie, ma anche la messa in evidenza e la registrazione da parte dei controllori ufficiali dell’applicazione di criteri gestionali migliorativi. Con particolare riferimento, poi, al benessere animale, coerentemente agli interventi attuati in passato con la misura specifica del PSR, nei disciplinari sono previsti, tra l’altro, livelli di miglioramento della tipologia di allevamento e delle superfici di stabulazione, che permettono di migliorare la libertà di movimento degli animali anche attraverso l’introduzione di sistemi alternativi che prevedono l’eliminazione delle gabbie, l’accesso degli animali a spazi all’aperto, livelli che vanno quindi oltre i requisiti minimi previsti dalle norme cogenti.

La sfida che dobbiamo cogliere è aiutare i nostri allevamenti ad operare in condizioni migliori, accogliere tutte le innovazioni utili per corrispondere ai livelli più alti, richiesti anche dai cittadini. La PAC, il Regolamento di transizione, il New Generation EU e il Recovery offrono grandi risorse che dobbiamo saper utilizzare al meglio per migliorare il benessere animale e la sostenibilità degli allevamenti, senza dimenticare né dare per scontata la salubrità e la qualità delle nostre produzioni.

Occorrono investimenti rilevanti a favore delle imprese, per adeguare le strutture di allevamento, per consentire condizioni di benessere e di sicurezza ottimali, che è una base indispensabile per ridurre anche l’uso dei farmaci e degli antimicrobici.

Occorre poi accrescere l’uso di tecnologie in grado di acquisire informazioni, di controllare e supportare la gestione dell’allevamento, la cosiddetta zootecnia di precisione, rafforzando la conoscenza attraverso la formazione e la consulenza. Abbiamo il dovere di non lasciare soli gli allevatori nelle filiere di riferimento, sapendo che la zootecnia è stata solo in minima parte coinvolta finora in aiuti di questo tipo, avendo molto più spesso subìto delle norme di carattere cogente. Invece, riteniamo che possano esserci le condizioni per valutare un nuovo approccio e per poterlo realizzare attraverso gli investimenti che avremo.

Noi utilizzeremo anche il PSR di transizione, ovviamente, per spingere il nostro sistema zootecnico in questa direzione. Nella Sottomisura 4.1 del PSR, nella futura programmazione strategica post 2022, faremo dei bandi rivolti a tutti i settori zootecnici che individuano tra i fabbisogni prioritari proprio il benessere animale, la biosicurezza e la zootecnia di precisione, anche inserendo criteri premianti. Da questo punto di vista, sono già previsti 120 milioni di euro per imprese della trasformazione e per imprese agricole, favorendo e mettendo sistemi prioritari premianti per chi investirà in questa direzione.

In questo percorso, anche le filiere sono molto attente e sicuramente favorevoli, possono e devono giocare un ruolo centrale rafforzando la capacità di coesione, assumendo sempre più il ruolo di strumenti di crescita, di programmazione, di equavalorizzazione per tutte le componenti, a partire dalla parte allevatoriale, sostenendo percorsi, appunto, di valorizzazione all’interno delle stesse, che devono comunicare ai cittadini questi cambiamenti offrendo informazioni trasparenti per scelte consapevoli.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Io parto da un concetto che condividiamo: questo è un problema che ci tocca evidentemente da vicino, perché siamo la seconda regione per allevamento di bovini da latte, per esempio. Accolgo favorevolmente, ma in realtà questa è anche una proposta che avevamo fatto come Movimento 5 Stelle e che è stata recepita all’interno del Documento strategico regionale, cioè quella di inserire il benessere animale all’interno della programmazione dei nuovi fondi europei. Quindi, mi fa piacere che venga confermato questo aspetto anche nei nuovi bandi, fermo restando che io credo, come chiede anche la petizione che è stata presentata al Parlamento europeo, serva anche rivedere e “ammodernare” la direttiva sul benessere animale, che credo sia la n. 98.

Sappiamo che la nuova PAC, che è in discussione, non è la migliore delle PAC possibili, però è anche vero che sono stati fatti dei passi in avanti proprio sul benessere animale, per esempio sugli eco-schemi. C’è un passaggio, però, che io non condivido, ossia quando si cita la strategia Farm to Fork, perché io credo che gli obiettivi di quella strategia vadano perseguiti con convinzione, e non è quello che è stato scritto all’interno della relazione della Sessione europea che abbiamo approvato ieri. All’interno di quel documento si dice che si rischia di far prevalere analisi ideologiche e, quindi, in un certo senso si dice che gli obiettivi di quella strategia sono forse troppo ambiziosi per la nostra regione, però io vorrei ricordare che uno di questi obiettivi è proprio la diminuzione della vendita degli antimicrobici e quindi degli antibiotici.

Fermo restando quello che ho detto, quindi, apprezzamento per la conferma del fatto che i nuovi bandi prevedranno il tema del benessere animale, sulla scorta di quanto chiedevamo e che è stato inserito all’interno del Documento Strategico regionale, non ho però sentito risposte per quanto riguarda la valorizzazione dei prodotti cage free e l’azione di sensibilizzazione nei confronti di allevatori e consumatori.

Su questo spero e mi auguro che ci siano margini per fare dei passi in avanti. Noi su questo insisteremo, proprio perché è necessario, dal mio punto di vista, in virtù del fatto che come Regione siamo fortemente impattati dagli allevamenti spesso anche intensivi, e credo e mi auguro che ci possano essere dei margini. Noi lo faremo per potere intervenire anche sulla valorizzazione di quei prodotti che provengono da allevamenti che non fanno utilizzo di gabbie.

Grazie.

 

OGGETTO 3336

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il nuovo polo estrattivo di Magliano situato nel Comune di Forlì e ricadente all’interno dell’area protetta SIC “IT4080006 - ZSC - Meandri del Fiume Ronco”. A firma della Consigliera: Zamboni

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 3336: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa il nuovo polo estrattivo di Magliano, situato nel Comune di Forlì e ricadenti all’interno dell’area protetta Meandri del Fiume Ronco. A firma della consigliera Zamboni.

Prego, consigliera.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Questa interrogazione pone l’attenzione sull’apertura di nuovi poli estrattivi nel Comune di Forlì, di cui si è appreso da organi di stampa.

Sono sei i nuovi poli estrattivi che il Comune di Forlì intende attivare. Tra questi, ce n’è uno che desta enorme preoccupazione, perché si trova in un’area protetta, ed è il polo estrattivo di Magliano, con una previsione di 12.025 metri cubi di estrazione.

Come ho anticipato, il polo estrattivo insiste in un’area che è stata sfruttata per diversi decenni, ma che aveva visto la dismissione delle attività, per cui nel frattempo si è fortemente rinaturizzata, tanto che la Regione ha istituito in quel tratto di fiume e nelle zone limitrofe un sito di interesse comunitario fin dai primi anni del 2000, un sito che è denominato Meandri del Fiume Ronco.

La previsione del polo estrattivo di Magliano all’interno di un’area protetta, quale appunto un SIC, se confermata, se confermata, risulterebbe quindi incompatibile con la normativa regionale in vigore, in quanto la delibera della Giunta regionale del 2013, “Misure generali di conservazione dei siti Natura 2000”, recepimento n. 184/07 “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione e a Zone di Protezione”, vieta espressamente l’attività estrattiva in tale area.

In questo caso stiamo parlando di un’iniziativa del Comune, non di un’iniziativa della Regione. La Regione in un certo senso è parte lesa, se confermata la volontà di attivare questi poli estrattivi. È parte lesa perché si va a creare un’attività che contraddice le disposizioni della Regione. Quindi, l’inserimento del polo estrattivo di Magliano nel Piano delle attività estrattive 2016-2026 è in netto contrasto sia con la pianificazione sovraordinata provinciale sia con la normativa “Protezione dei SIC regionali”.

Inoltre, c’è anche da sottolineare che, nell’area di questo polo estrattivo, è attualmente presente un’attività di lavorazione di inerti che lo studio d’incidenza del Piano delle attività estrattive 2016-2026 definisce come “un impianto di forte disturbo per la componente naturalistica e paesaggistica, che preclude il mantenimento dell’assetto delle reti ecologiche e compromette la sopravvivenza stessa delle specie presenti”.

Fatte tutte queste premesse e risottolineato che stiamo parlando di una iniziativa a carico del Comune, rispetto alla quale la Regione deve in un qualche senso autotutelarsi, fatte tutte queste premesse, alla Giunta Europa Verde chiede se non ritenga opportuno attivarsi affinché, da un lato, venga rivalutato l’inserimento nel Piano delle attività estrattive 2016-2026 del Comune di Forlì del polo estrattivo di Magliano, in quanto in netto contrasto con la pianificazione sovraordinata provinciale e con le misure di conservazione dei SIC, e anche se non ritenga opportuno attivarsi affinché venga trasferita in tempi brevi l’attività di lavorazione di inerti presente da ormai troppo tempo all’interno di quest’area protetta, un’attività le cui lavorazioni, come è stato ben evidenziato nello studio di incidenza ambientale, arrecano grande disturbo alla componente naturalistica e paesaggistica, precludendo quindi il mantenimento dell’assetto delle reti ecologiche, e compromettendo la sopravvivenza stessa delle specie presenti.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Risponde l’assessore Lori. Prego.

 

LORI, assessore: Grazie, presidente.

Intanto mi scuso, ma i tempi dei question time non ci hanno permesso di fare tutti gli approfondimenti degli iter procedurali in corso presso Comune e Provincia, ma naturalmente sono approfondimenti che faremo e di cui daremo conto nel più breve tempo possibile.

È chiaro che il Polo che è stato citato, il Polo Meandri del fiume Ronco, connesso a questa attività estrattiva, è di grande interesse. La ZSC Meandri del fiume Ronco è stata istituita, come diceva la consigliera Zamboni, nel 2000, ed ha una superficie pari a 189 ettari, che è stata successivamente ampliata nel periodo dal 2002, a 221, e successivamente ulteriormente ampliata nel 2006, fino agli attuali 232 ettari.

All’interno dei siti Natura 2000 le misure generali di conservazione prevedono che sia sempre vietato aprire nuove cave, o ampliare quelle esistenti, ad eccezione di quelle previste negli strumenti di pianificazione generali e di settore, comunali, provinciali o dei parchi nazionali e regionali, in corso di approvazione alla data del 7 ottobre 2013.

Per quanto concerne i SIC, vigenti alla data del 7 novembre (quindi ci sono dei riferimenti temporali differenti), il recupero finale di queste aree interessate dalle attività estrattive deve essere comunque realizzato per fini naturalistici, attraverso la creazione di zone umide, o di aree boscate, anche alternate a modesti spazi aperti, ed a condizione che sia conseguita la positiva valutazione d’incidenza dei singoli progetti, ovvero degli strumenti di pianificazione generali e di settore di riferimento dell’intervento.

Sono invece ammessi interventi di escavazione di pubblico interesse che siano finalizzati alla sicurezza territoriale, al risparmio della risorsa idrica, alla navigabilità, nonché alla rinaturazione e alla riqualificazione ambientale, purché pianificati e programmati dalle autorità pubbliche competenti, e a condizione che sia conseguita la positiva valutazione d’incidenza dei singoli progetti, ovvero degli strumenti di pianificazione generale di settore, di riferimento degli interventi.

Il recupero finale delle aree interessate, comprensive anche di un’adeguata fascia di rispetto, dovrà esclusivamente essere realizzato ai fini naturalistici attraverso la creazione di zone umide anche in questo caso, aree boscate e ampi spazi aperti, naturalmente con la realizzazione, che può essere prevista, anche di pareti verticali, cavità, detrito di falda alla base di pareti nei versanti collinari e montani, fatte salve le esigenze gestionali che hanno determinato la loro realizzazione. Questo è quello che dice la norma. Ne consegue evidentemente che una nuova attività estrattiva o un suo ampliamento all’interno dell’area ZSC in questione sia possibile solo alle seguenti condizioni: se è stata prevista negli strumenti di pianificazione generale di settore comunali e provinciali in corso di approvazione alla data del 7 ottobre 2013 e se il recupero finale delle aree interessate dall’attività estrattiva è previsto sia realizzato per fini naturalistici attraverso la creazione di zone umide e boscate, anche alternate a modesti spazi naturalistici. Insomma, quello che dice la norma, sostanzialmente. Compete – questo va detto, però, a Province e Comuni –, ai sensi della legge n. 7/2004, la valutazione di incidenza di piani e progetti ricadenti all’interno dei siti Rete Natura 2000.

Quanto al Piano delle attività estrattive del Comune di Forlì, questo ci risulta essere stato adottato nel 2018, epoca in cui, in virtù della vigente legge regionale n. 17/1991, la Regione non aveva competenze dirette in merito alla pianificazione comunale delle attività estrattive. Successivamente, nel luglio 2019, la Regione, nell’ambito delle proprie competenze di Ente gestore del sito, aveva però indicato nel suo parere per la VIncA del Piano delle attività estrattive comunale in cinque anni il periodo ritenuto congruo per la delocalizzazione dell’impianto di lavorazione del frantoio collocato all’interno del sito Rete Natura 2000.

Detto questo e definito questo quadro di carattere generale, naturalmente sarà nostra premura verificare lo stato dell’arte di eventuali procedimenti e naturalmente, per quanto di competenza, intervenire affinché tutte le tutele del caso vengano messe in atto.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Ringrazio l’assessore Lori per la risposta così dettagliata. Mi riservo naturalmente di leggere il testo, perché appunto si tratta di materia complessa, ma mi conforta che l’assessore abbia detto che da parte della Regione ci sarà la vigilanza su quanto effettivamente previsto all’interno di quest’area, che appunto è un’area protetta, per cui non può ospitare attività estrattive.

 

OGGETTO 3335

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli interventi di disinfestazione e pulizia del lago di San Benedetto Val di Sambro (BO). A firma del Consigliere: Mastacchi

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 3335: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa gli interventi di disinfestazione e pulizia del lago di San Benedetto Val di Sambro. A firma del consigliere Mastacchi.

Prego, consigliere.

 

MASTACCHI: Grazie, presidente. Buongiorno.

Vado direttamente alla lettura dell’interrogazione: “Premesso che nel giugno 1994, nella località Ca’ di Sotto, nel comune di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, si manifestò un movimento franoso di circa 13 milioni di metri cubi di terreno, che interessò l’intero versante.

La frana, oltre a distruggere alcuni edifici civili e renderne inagibili altri per motivi di sicurezza, interruppe la viabilità principale d’accesso all’abitato ed occluse l’alveo del torrente Sambro, determinando la formazione di un pericoloso invaso d’acqua.

Visto che il lago artificiale, che si è creato a seguito della frana, presenta solo uno sfioratore dal basso e l’acqua della parte superiore è stagnante, maleodorante, e risulta così l’ambiente ideale per il deposito di uova di zanzare, alcune delle quali sono anche molto pericolose per le persone, recentemente in zona è stato approvato il Piano regionale Arbovirosi 2021, con cui si confermano i cardini della strategia di prevenzione, a cui associare l’attività di contrasto delle zanzare, per ridurne la densità di popolazione sul territorio, a tutela della salute pubblica.

Considerato che tra gli strumenti operativi individuati dal Piano rientrano sia i trattamenti larvicidi sul suolo pubblico che le attività di disinfestazione per il controllo della popolazione di insetti vettori, sia della specie comune, Culex, che Tigre, Aedes, periodicamente è necessario effettuare operazioni di bonifica del lago creatosi a seguito della frana, per eliminare detriti e terra che vanno ad ostacolare il deflusso delle acque.

Interroga la Giunta per sapere se, in vista dell’imminente stagione estiva, è stato previsto e con quali tempi un Piano per la disinfestazione del lago e la rimozione dei detriti e della terra che lo invadono, e se per tali attività, a tutela della salute dei cittadini, sia prevista una periodicità annuale”.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Risponde l’assessore Calvano. Prego, assessore.

 

CALVANO, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere.

Rispetto alla preoccupazione sollevata dal consigliere Mastacchi in riferimento alla possibile presenza di zanzare nel lago di San Benedetto Val di Sambro e alla necessità di disinfestazione, si evidenzia che già in passato la situazione è stata monitorata con sopralluoghi da parte degli operatori ASL, supportando il Comune nella valutazione sull’opportunità o meno di procedere con trattamenti larvicidi. In quel caso si è ritenuto non necessario l’intervento.

Si conferma che la situazione creatasi con la formazione dell’invaso artificiale non può essere trattata alla stregua dei focolai di larve di zanzara che si formano in ambiente urbano e necessita di valutazioni ad hoc da fare nel momento stagionale opportuno, che corrisponde a una fase più avanzata della stagione primaverile-estiva.

Per quanto riguarda la situazione del Lago di Cà di Sotto, si evidenzia che il lago si è formato a seguito di un evento franoso del tutto naturale e che non vi sono opere antropiche per il mantenimento dello stesso. Il Servizio sicurezza territoriale e Protezione civile di Bologna provvede alla gestione idraulica e alla riduzione del rischio connesso alla presenza dell’invaso, in quanto competente unicamente per questi aspetti.

Si coglie l’occasione per evidenziare che negli anni 2016 e 2017 sono stati effettuati importanti lavori idraulici che hanno comportato lo svaso del bacino e il risezionamento del torrente Sambro, dove si immette il lago. Ad oggi, l’ambiente ha riacquistato la totale naturalità e non presenta rischi idraulici particolari.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Prego, consigliere Mastacchi.

 

MASTACCHI: Non sono soddisfatto, in particolare per l’ultima parte, dove si dice che ad oggi il lago non presenta problemi, cosa che assolutamente non corrisponde alla realtà perché, a seguito dei lavori, si è già ricreata una situazione molto simile a quella precedente. È vero che non ci sono problemi di pericolosità idraulica, ma è altrettanto vero che si sono ricreate delle parti dove ci sono aree di fango molto diffuso e aree stagnanti di acqua, che sono proprio quelle che creano questa diffusione della zanzara.

Quindi, al netto del tema delle zanzare, che sono una conseguenza della cattiva manutenzione, credo che sarebbe opportuno che la Regione si facesse carico di una manutenzione annuale. Anziché aspettare che la situazione degradi con un intervento come quello che è stato fatto qualche anno fa, sarebbe il caso, appunto, di fare una manutenzione periodica che consentirebbe una minore spesa sull’anno e anche una situazione molto più gestibile e molto più salubre sia dal punto di vista ambientale che idraulico, anche per l’impatto sul singolo anno.

 

OGGETTO 3340

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa problematiche sindacali in Seta spa. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con le interrogazioni. Siamo all’interrogazione 3340: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le problematiche sindacali in Seta Spa. A firma del consigliere Barcaiuolo.

Prego, consigliere.

 

BARCAIUOLO: Grazie, signor presidente.

L’interrogazione nasce da alcune segnalazioni che hanno avuto un riscontro anche sui media locali, rispetto ad uno sciopero che si è svolto nella giornata del 23 aprile scorso, proclamato, tra gli altri sindacati, da OrSA Trasporti e da USB.

La piattaforma su cui si basava questo sciopero aveva una serie di problematiche, tra cui la richiesta di omogeneità di trattamento tra vecchi e nuovi assunti dal 2012 col contratto integrativo di secondo livello, un miglioramento del trattamento economico, in particolar modo delle diarie per la guida filoviaria e per gli autosnodati, la revisione dei turni disagiati, o dei cosiddetti tempi- cuscinetto, e tutta un’altra serie di problematiche, anche sulla sanità lavorativa.

L’interrogazione a risposta immediata, però, pone il punto su una questione per me assolutamente fondamentale, ovvero il riconoscimento dei sindacati maggiormente rappresentativi in azienda nel tavolo delle trattative. Come sapete, Seta è quella società mista pubblico-privato, nata nel 2012 dall’accorpamento, dalla fusione di una serie di quelle che erano le cosiddette municipalizzate dei trasporti, in modo particolare quelle riguardanti la Provincia di Modena, la Provincia di Reggio Emilia e la Provincia di Piacenza. Ha un capitale sociale abbastanza complesso, in cui anche TPER, ovviamente tramite una holding, ha un suo peso, quindi è evidente il coinvolgimento, in tutto questo, anche della Regione Emilia-Romagna.

Io ricordo che l’articolo 39 della nostra Costituzione recita che “l’organizzazione sindacale è libera”. Su questo, nell’interrogazione è citato anche l’articolo 4, se non vado errato, del nostro Statuto, lo Statuto della Regione Emilia-Romagna che proprio sulle questioni sindacali dedica ben quattro commi, giustamente.

Io pongo una domanda rispetto alla situazione di questo sindacato, che sembra essere sicuramente uno dei maggiormente rappresentativi, sia per numero di iscritti, sia per il peso all’interno di Seta, che però non viene costantemente coinvolto nei tavoli sindacali. Il diritto sindacale è un diritto, lo so benissimo, complesso, è un diritto che ha le sue regole che discendono in larga parte, non in maniera esclusiva, dalla famosa legge 300 del 1970, quindi dallo Statuto dei lavoratori.

La domanda che pongo oggi – io ho depositato analoga interrogazione a risposta scritta, molto più articolata rispetto alle risposte che si chiedono alla Giunta – è capire, anche dall’assessore preposto alla mobilità, come valuti le problematiche e le situazioni di conflittualità esistenti all’interno di Seta Spa tra quelle esposte, ovviamente, nell’interrogazione e se ritenga che l’esclusione dei sindacati autonomi e di base dai tavoli delle trattative aziendali configuri o meno, o possa configurare o meno una condotta antisindacale.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Assessore Corsini, prego.

 

CORSINI, assessore: Grazie, presidente. Grazie al consigliere Barcaiuolo.

Nella risposta all’interrogazione, siccome chiama in causa relazioni sindacali, che sono, come è noto, di stretta competenza aziendale, riporto e comunico, ovviamente, quanto ricevuto su nostra richiesta dalla società di trasporto Seta. Questo perché – lo dico in premessa – le situazioni conflittuali sono normalmente nel novero comune delle relazioni sindacali, ma sono soprattutto di stretta competenza aziendale, precisando anche che da quanto espone Seta, poi ovviamente comunicherò la relazione dell’azienda, non appare che siano al momento rilevabili comportamenti antisindacali nel merito delle situazioni rilevate.

In merito alla presunta mancata applicazione dello Statuto dei lavoratori e a un comportamento discriminatorio dell’azienda in special modo nei confronti di OrSA Trasporti Autoferro, Seta fa presente che nei confronti di OrSA non è in atto alcun comportamento di carattere discriminatorio. A riprova di questo si segnala che già dal mese di maggio 2014, quindi sei anni fa, è stato siglato un protocollo aziendale di relazioni industriali tra l’azienda e l’organizzazione sindacale OrSA Trasporti Autoferro-TPL, con il quale è stato riconosciuto il sistema di relazioni industriali di livello aziendale previsto dal protocollo nazionale sottoscritto nel 2013 dalla stessa OrSA e da ASSTRA, che è l’Associazione nazionale delle aziende di trasporto pubblico. In virtù di questa sottoscrizione, è stata riconosciuta a OrSA l’agibilità sindacale, con particolare riferimento alla rappresentanza e ai relativi permessi sindacali fruibili dai rappresentanti dei lavoratori.

Per quanto attiene all’ammissione di OrSA Trasporti al tavolo delle trattative aziendali tramite il riconoscimento di una propria RSA, si rende noto che Seta ha attivato il tavolo di trattativa con le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria e OrSA Trasporti non risulta essere tra queste organizzazioni sindacali firmatarie del contratto nazionale.

In merito invece al mancato coinvolgimento del sindacato nell’elaborazione del doppio turno di ingresso degli alunni negli istituti scolastici modenesi, in vigore dal 26 al 30 aprile, si precisa che tale modalità è stata stabilita nell’ambito del tavolo prefettizio provinciale il giorno 23 aprile. Non è stato quindi materialmente possibile realizzare un coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nell’elaborazione dei turni di servizio in vigore dal 26 aprile. Tuttavia tali turni sono stati debitamente comunicati a mezzo mail a tutte le sigle presenti in azienda, compresa OrSA Trasporti, in applicazione del succitato protocollo.

In merito alla richiesta di indire all’interno dell’azienda, invece, le elezioni per la nomina delle RSU, si rende noto che in data 3 ottobre 2020 OrSA Trasporti ha inviato alle organizzazioni sindacali di categoria un invito alla costituzione della Commissione elettorale per indire elezioni RSU RLS, trasmesso a Seta e Agenzia per la Mobilità di Modena e di Reggio. Ricordiamo infatti che in tale procedura SETA non riveste alcun ruolo operativo, né decisionale, ma si limita a prendere atto di quanto deciso autonomamente dalle organizzazioni sindacali.

Nel riscontrare tale comunicazione, Seta ha dichiarato a più riprese la propria disponibilità ad attivarsi, qualora le procedure di costituzione delle RSU RLS verranno avviate dai soggetti legittimati, nel rispetto dei giusti termini previsti dagli accordi interconfederali.

Ad oggi, nessuna nuova comunicazione in merito risulta pervenuta a Seta da parte delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro.

In conclusione, si respinge l’attribuzione a Seta di comportamenti discriminatori o condotte antisindacali, ribadendo che Seta ha sempre operato nel pieno rispetto di quanto previsto dallo Statuto dei lavoratori e dai protocolli siglati con OrSA da ASSTRA e da Seta, e si ritiene pertanto inconferente il richiamo all’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Corsini.

Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente.

Ringrazio l’assessore per la risposta, ma mi devo considerare completamente insoddisfatto su tre piani: su un piano di metodo, su un piano di merito e su un piano di logica.

Sul piano del metodo, perché è evidente che io chiedevo una presa di posizione politica alla Giunta della Regione Emilia-Romagna rispetto ai fatti descritti nell’interrogazione, e l’Assessore ha esordito nella sua risposta dicendo “vi comunico quello che ci ha detto Seta”, che oggettivamente non può essere oggetto di una valutazione politica, perché ovviamente non si chiede alla Giunta di fare da passacarte rispetto a quello che dice Seta, ma si chiedeva una presa di posizione politica, che non è avvenuta.

Questo per quanto riguarda il piano del metodo. Sul piano del merito, signor assessore, larga parte della sua risposta sembrava letta dalle premesse della mia interrogazione, cioè, rispetto al protocollo sottoscritto con ASSTRA, è tutto scritto nella interrogazione. Purtroppo non ha detto assolutamente nulla di nuovo rispetto alla ricostruzione degli eventi fatti.

Io resto perplesso perché questa vicenda, oggettivamente, mi perplime perché ci sono delle cose che non funzionano rispetto al coinvolgimento del sindacato, probabilmente quello maggiormente rappresentativo o, se non è il maggiormente rappresentativo, è forse il secondo nel complesso delle tre Province su cui Seta opera.

Poi, mi perdoni. Lei si è smentito, rispetto all’inizio della sua risposta, nel finale, cioè lei all’inizio ha detto “Mah, verificheremo eccetera, quello che ci dice SETA è questo” e legge la risposta che Seta le ha prontamente inviato. Dopodiché conclude dicendo “Sono certo che è assolutamente rispettato lo Statuto dei lavoratori nel suo articolo 19 e che, quindi, non c’è alcun comportamento antisindacale”.

Delle due l’una, o lei si fida ciecamente, ed è legittimo, di quello che le viene detto da Seta o sennò fa la valutazione politica che ha fatto alla fine. Io credo che le due cose non possano stare insieme nella stessa risposta e non possono stare insieme, ovviamente, rispetto a un contenuto che perde di logicità.

Io a questo punto aspetterò la risposta scritta, ripeto, di analoga interrogazione, con ovviamente una formulazione di domande più precisa rispetto all’unica domanda che, come sappiamo, il nostro Regolamento permette di fare nell’interrogazione immediata. Tuttavia, ribadisco che sono completamente insoddisfatto della risposta.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 3352

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli interventi di riqualificazione necessari per restituire alla sua piena funzionalità il Ponte Leonardo Da Vinci, nel comune di Sasso Marconi (BO). A firma del Consigliere: Taruffi

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 3352, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa gli interventi di riqualificazione necessari per restituire alla sua piena funzionalità il ponte Leonardo da Vinci nel Comune di Sasso Marconi. L’interrogazione è a firma del consigliere Taruffi.

Prego, consigliere.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Torniamo su un tema sul quale siamo già intervenuti nelle settimane passate e nei mesi passati. Ci riferiamo agli interventi necessari per riportare alla piena funzionalità il ponte Leonardo da Vinci, lungo la strada Porrettana, che collega l’abitato di Sasso Marconi all’autostrada, quindi è uno snodo importante, fondamentale di collegamento per tutta la Valle del Reno, da Bologna, e ovviamente da Bologna verso l’Alta Valle del Reno, sull’Appennino bolognese, ma è anche un elemento di transito molto importante, tant’è che da lì parte la strada provinciale 325 di collegamento con la Valle del Setta e la Valle di Bisanzio. Uno snodo fondamentale, quindi, di tutte le vie di comunicazione dell’Appennino bolognese verso la città di Bologna, e intervallive, tra le due valli.

Il ponte […]. Grazie, ringrazio anche il consigliere Rancan. Il ponte, dicevo, è stato dapprima chiuso, utilizzato a senso unico alternato, da dicembre a febbraio, poi, da febbraio, completamente chiuso al traffico. Questo ha portato tutta la viabilità lungo il centro di Sasso Marconi, con problemi, ovviamente, di inquinamento dell’abitato, perché chiaramente tutto il traffico, adesso, non può che passare dal tratto di Porrettana che attraversa Sasso Marconi, il centro abitato, con problemi, quindi, sia di collegamento, sia di inquinamento del centro abitato.

La domanda, quindi, per arrivare al punto, è capire quali saranno i tempi di ripristino del ponte, quindi quanto tempo sarà necessario per gli interventi per ripristinare la corretta funzionalità del ponte, e il conseguente passaggio ad ANAS, visto che quel tratto di provinciale, e quel ponte in particolare, era oggetto di passaggio di trasferimento dalla Città Metropolitana ad ANAS. Quindi, quando avverrà il trasferimento dalla Città Metropolitana ad ANAS e qual è la tempistica per il ripristino della corretta funzionalità del ponte.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Taruffi.

Risponde l’assessore Corsini. Prego, assessore.

 

CORSINI, assessore: Grazie, presidente.

Grazie anche al consigliere Taruffi, perché la sua interrogazione mi consente di ritornare su un tema molto sentito dalle comunità locali interessate dalle problematiche del ponte e, quindi, dalle problematiche annesse di circolazione e viabilità stradale per fare il quadro della situazione dopo gli ultimi incontri con la Città metropolitana di Bologna e con ANAS.

La strada provinciale 325 Val di Setta, dall’innesto con la SS 64 all’innesto con la SP 37 “Ganzole”, a far data dall’8 aprile scorso – questo è il primo elemento da evidenziare – è stata trasferita, con apposito verbale di consegna, al Demanio dello Stato e, pertanto, è passata in gestione dalla Città metropolitana di Bologna ad ANAS Spa. Poiché, come è noto, il ponte in questione, il Ponte Leonardo da Vinci, costituisce la quasi totalità del tratto in questione, dal momento che lo stesso è interdetto al traffico in quanto vi insiste il cantiere di competenza della Città metropolitana di Bologna, quest’ultima, in attuazione del DPCM del 2019, è tenuta a concludere i lavori in corso prima del formale passaggio di competenza del ponte stesso ad ANAS.

Gli interventi in corso in questo momento da parte della Città metropolitana sono circoscritti alla sola Pila 15 del ponte e, a seguito dell’accelerazione del degrado intervenuto in corso d’opera, si è reso necessario affidare un incarico di progettazione per un intervento diverso da quello inizialmente ipotizzato, finalizzato a mettere in sicurezza la pila ai fini, appunto, del successivo passaggio di competenze ad ANAS, che provvederà al consolidamento complessivo di tutta la struttura. L’incarico di progettazione è in fase di affidamento e la Città metropolitana prevede di avviare i lavori entro la prima decade di giugno e di concluderli fra fine luglio e inizio agosto.

Nello stesso tempo, l’Ente Città metropolitana ha provveduto a mettere in sicurezza la sede ferroviaria della linea Porrettana da possibili distacchi di materiale del ponte ed entro il 21 maggio prevede di completare lo stesso tipo di intervento anche a protezione della viabilità locale adiacente alla ferrovia, in modo da consentire al Comune, che naturalmente è parte di questo percorso condiviso, di revocare l’ordinanza, attualmente vigente, di divieto di circolazione.

Per quanto riguarda, invece, l’intervento vero e proprio di consolidamento complessivo della struttura, diciamo l’intervento definitivo del Ponte Leonardo, di competenza, come si diceva, di ANAS, si prevede di avviare la progettazione a inizio giugno. Di conseguenza, tenuto conto dei tempi necessari per l’approvazione del progetto e per l’affidamento dell’appalto, si prevede indicativamente, da cronoprogramma di ANAS, l’avvio dei lavori nella primavera del prossimo anno e la conclusione nella primavera del 2024.

Naturalmente mi rendo conto che, detta così, i tempi potrebbero sembrare – e in parte lo sono – non brevi, questo è il cronoprogramma che ci ha inviato ANAS, ovviamente rispetto a questo cronoprogramma, di cui abbiamo preso atto, chiederemo alla stessa proprietà del ponte di accelerare il più possibile le tempistiche, per arrivare alla realizzazione definitiva dell’infrastruttura, tenuto conto che ci sono dei passaggi da effettuare, quindi un percorso che prevede la progettazione preliminare, la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva, ovviamente l’acquisizione di tutti i pareri e l’affidamento dei lavori.

Rispetto quindi alla tempistica che ANAS ci ha comunicato, che rispecchia fedelmente le procedure previste in casi come quello della realizzazione di un nuovo ponte, con ANAS proveremo a capire se ci siano i margini per abbreviare il più possibile le tempistiche che ci sono state comunicate dall’ANAS stessa.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Ringrazio l’assessore Corsini per la risposta, non posso però omettere di denunciare tutta la preoccupazione per la tempistica che ci è stata riportata. Siamo a maggio 2021, sostanzialmente stiamo dicendo che serviranno tre anni per risolvere il problema. È un tempo decisamente lungo, io credo che sia oltremodo necessario far sì che, anche attivandosi presso il Ministero competente, si arrivi ad un accordo con ANAS, per cercare di ridurre il più possibile questi tempi, che in questo momento appaiono davvero molto, molto lunghi.

Faccio anche presente che nelle prossime settimane, come già avevamo segnalato in una precedente nostra interrogazione, sulla quale torneremo nelle prossime settimane, il versante della Porrettana, della strada statale 64 che da Porretta arriva a Pistoia, sarà oggetto di un intervento di manutenzione sempre a carico di ANAS, versante toscano questa volta, che produrrà la chiusura del traforo del Signorino e la chiusura della strada statale 64. Quindi, per arrivare a Pistoia sarà necessario utilizzare delle strade alternative.

Anche quello è un lavoro che ci viene prospettato, la cui lunghezza è di diversi mesi. Si capisce bene che contestualmente stiamo dicendo che per l’inverno, primavera e probabilmente estate 2022 i collegamenti verso Bologna, da un lato, verso Pistoia, dall’altro, dell’Appennino bolognese saranno interessati da problematiche molto significative.

Io credo che, da questo punto di vista, sia necessario, lo dico sin da subito, prevedere nelle discussioni che faremo relativamente al bilancio misure compensative per quelle attività economiche e per quelle realtà produttive interessate dalla chiusura, ripeto, sia verso il versante toscano che dalle problematiche di collegamento verso Bologna. Credo che altrimenti, visto che già stiamo vivendo una situazione piuttosto problematica, ovviamente causata dalla pandemia, si aggiungerebbero problemi a problemi in un territorio che già ha molte fragilità con cui doversi misurare.

Quindi, io lo dico sin da subito. È necessario prevedere misure straordinarie di sostegno già nelle discussioni che faremo nel bilancio, nell’assestamento di luglio e poi anche, evidentemente, nel bilancio previsionale del 2022 perché questi sono tempi molto lunghi. Contestualmente, io credo, ma l’assessore Corsini ha dimostrato in questi mesi di avere il piglio giusto da questo punto di vista, si debba anche mettere intorno al tavolo, ripeto, non solo ANAS, ma anche il Ministero per provare a velocizzare il più possibile, tenendo presente, e concludo, che ancora adesso è aperto il cantiere ANAS di una frana sempre sul versante della strada statale 64 verso Pistoia, una frana che si è purtroppo causata due anni fa.

La situazione è questa. Abbiamo bisogno di misure urgenti e straordinarie perché il tessuto economico, commerciale e produttivo di quel territorio, altrimenti, andrebbe ulteriormente in difficoltà rispetto a quello che già non avviene.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Taruffi.

 

OGGETTO 3351

Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sul progetto di realizzazione di un impianto eolico situato in località Passo Cento Croci nei comuni di Albareto e Tornolo, con particolare riguardo alla situazione dell’avifauna migratoria. A firma della consigliera: Gibertoni.

 

PRESIDENTE (Petitti): procediamo con l’interrogazione 3351: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sul progetto di realizzazione di un impianto eolico situato in località Passo Cento Croci nei comuni di Albareto e Tornolo, con particolare riguardo alla situazione dell’avifauna migratoria. A firma della consigliera Gibertoni.

Prego, consigliera.

 

GIBERTONI: Buongiorno, spero che si senta e che non ci siano problemi di audio, se mi conferma, presidente, che mi sente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Se può alzare solo un po’ l’audio, proviamo così la sentiamo meglio.

 

GIBERTONI: Provo ad alzare […].

 

PRESIDENTE (Petitti): Proviamo a ripristinare il collegamento. Ecco. Consigliera Gibertoni?

 

GIBERTONI: Il question time riguarda […].

 

PRESIDENTE (Petitti): Chiedo alla regia un aiuto per alzare un po’ il volume dell’audio della consigliera Gibertoni. È la linea, c’è un problema di linea.

A questo punto, essendoci un problema di linea, non tiene il collegamento. A questo punto, proviamo a ricollegarci dopo.

 

OGGETTO 3344

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l’attivazione dei punti vaccinali aziendali e dei relativi criteri di valenza territoriale. A firma delle Consigliere: Bondavalli, Pigoni, Caliandro, Tarasconi, Daffadà

 

PRESIDENTE (Petitti): Passiamo all’interrogazione 3344: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa l’attivazione dei punti vaccinali aziendali e dei relativi criteri di valenza territoriale. A firma delle consigliere Bondavalli e Pigoni.

Prego, consigliera.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Questa interrogazione pone al centro un tema, penso, molto importante e soprattutto un tema strategico per il prosieguo della nostra campagna vaccinale, perché sicuramente il procedere del percorso vaccinale è più che mai l’argomento centrale del dibattito quotidiano sia sul piano nazionale sia, naturalmente, per quello che riguarda la nostra regione. Del resto, come abbiamo sempre sostenuto, passa proprio da lì l’uscita definitiva dalla pandemia e soprattutto anche la possibilità di arrivare, nel minor tempo possibile, a nuove riaperture delle nostre attività, naturalmente in sicurezza.

Va detto che in Emilia-Romagna il processo di vaccinazione della popolazione procede in modo fluido, procede in modo lineare, secondo le indicazioni fornite dal Commissario nazionale, evidenziando una volta di più un sistema sanitario affidabile, soprattutto un sistema sanitario all’altezza della sfida, che è delicata e soprattutto senza precedenti, naturalmente se pensiamo alla storia recente.

In questa settimana va ribadito, va ricordato che si sono aperte le prenotazioni per i nati dal 1962 al 1966, poi dal 13 maggio, quindi da domani, si apriranno quelle dal 1967 al 1971, con un quantitativo di dosi somministrate che, per quello che riguarda il territorio della nostra regione, ha superato le due milioni di unità.

Ecco, allora, che l’interrogazione si inserisce proprio in questo contesto di quadro generale e riguarda proprio le linee guida regionali che regolano l’estensione della campagna vaccinale anti Covid-19 alle attività economiche e produttive, indicazioni che sono uscite poche ore dopo questa interrogazione. Questo è un passaggio davvero importante, lo dicevo in apertura, un passaggio strategico, che dà la possibilità di concretizzare la disponibilità di aziende del territorio regionale a farsi parte attiva del processo di vaccinazione.

È un contributo prezioso, è un contributo da apprezzare, poiché si affianca all’azione condotta quotidianamente dal sistema sanitario pubblico, dando la possibilità di rafforzare la quantità delle vaccinazioni possibili ogni giorno, a maggior ragione proprio in una fase in cui la fornitura di dosi vaccinali sembra aver raggiunto finalmente un livello quantitativo adeguato a quanto definito in sede di programmazione. Ricordo anche gli obiettivi ambiziosi che nelle ultime ore ha dichiarato il generale Figliuolo, quello di arrivare a un milione di somministrazioni al giorno.

A questo proposito, anche a fronte di diverse richieste pervenute in merito proprio a seguito e a chiarimento della diffusione delle linee guida sull’attivazione dei punti vaccinali aziendali, la prima domanda che pongo è se sia possibile sapere quando essi potranno essere presuntamente operativi.

Individuare un tempo definito di avvio chiaramente sarà molto importante da comunicare a tutte quelle realtà che hanno già manifestato l’interesse a impegnarsi direttamente su questo tema, anche considerando quanto dichiarato sempre dal generale Figliuolo, il quale ha parlato genericamente di inizio di giugno.

Inoltre, a seguito della soglia minima delle 500 vaccinazioni giornaliere ed erogabili sino a 300 in casi di particolare necessità locali, nonché della priorità riconosciuta alle aziende che faranno richiesta come hub vaccinale di riferimento anche per altre, chiedo se sia ipotizzabile prevedere un numero di attivazioni presunte per territorio provinciale, cioè se si abbia un’idea di quante potrebbero essere e quante anche potrebbero servire da questo punto di vista per arrivare agli obiettivi che ci siamo proposti, quindi se ci sia da questo punto di vista una stima del numero di attivazioni che potrebbero essere attivate su ogni singola provincia della nostra Regione.

Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore Calvano, prego.

 

CALVANO, assessore: Grazie, presidente. Grazie alle consigliere per aver sollevato un tema di particolare attualità come questo.

La Regione Emilia-Romagna sta dando corso alla normativa nazionale emessa nel mese di aprile, in particolare al protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali, finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazioni anti Covid nei luoghi di , sottoscritto dalle parti sociali, su invito dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e della salute, e al documento allegato, redatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dai due Ministeri appena citati, dall’INAIL e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, recante “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti SARS Covid-19 nei luoghi di lavoro”.

Sulla base di queste indicazioni, tra cui la disponibilità di vaccini e il raggiungimento dei target prefissati per le categorie prioritarie, riconducibili ad età e fragilità, la Regione Emilia-Romagna ha avviato un’interlocuzione con le parti sociali all’interno del tavolo del Patto per il lavoro e per il clima.

Contestualmente, ha predisposto indirizzi operativi per l’estensione della campagna vaccinale alle attività economiche, indirizzi operativi che sono stati inviati nella giornata odierna alle Direzioni generali sanitarie e ai Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende sanitarie della Regione e alle associazioni datoriali e organizzazioni sindacali.

Il documento contiene indicazioni sulle modalità di somministrazione dei vaccini, comprensive delle caratteristiche e delle sedi vaccinali, sulla necessaria formazione dei medici competenti o degli altri sanitari responsabili dei punti. Fornisce inoltre indicazioni organizzative locali, considerando compatibile con le finalità di estensione della campagna vaccinale all’azienda, l’erogazione di 500 vaccinazioni al giorno. Il target prefissato può essere ridotto a non meno di 300 erogazioni/giorno in ragioni di particolari necessità locali, come ad esempio la conformazione geografica e la densità di popolazione lavorativa.

Si definisce, inoltre, la registrazione delle singole somministrazioni di vaccino attraverso un sistema informativo che sarà fornito gratuitamente ai punti vaccinali insieme ai vaccini e ai dispositivi per la somministrazione. Si resta in attesa delle priorità finalizzate all’implementazione di tale campagna vaccinale, che saranno contenute in un documento nazionale in corso di predisposizione.

La campagna vaccinale nei luoghi di lavoro potrà essere avviata all’inizio del mese di giugno, mantenendo l’interlocuzione all’interno dei firmatari del Patto per il lavoro e il clima, nell’ambito del quale saranno avanzate le candidature da parte di aziende o associazioni, nonché a strutture private che vogliano candidarsi a costituire punti vaccinali straordinari, aggiuntivi rispetto a quelli delle aziende sanitarie, puntando ad una copertura di tutte le Province della Regione.

Sulla base dei vaccini ad oggi disponibili, si prevede di destinarne al mondo del lavoro un numero di circa 5.000 al giorno, implementabili sulla base di maggiori consegne.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore.

Consigliera Bondavalli, due minuti per la replica.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Grazie all’assessore Calvano. 5.000 al giorno in ogni Provincia? Adesso magari chiedo la risposta.

 

(interruzione)

 

BONDAVALLI: In tutta la Regione. Okay, perfetto. Grazie, solo per avere questa delucidazione.

Rimaniamo, dunque, in attesa di questo documento nazionale, che, come diceva e confermava l’assessore Calvano, è in corso di predisposizione, con una Regione che mi pare abbia fatto tutti i passaggi necessari per poi farsi trovare pronta a iniziare questa campagna agli inizi di giugno, come veniva ricordato.

Penso sia davvero un contributo prezioso quello che le aziende e le imprese private potranno sicuramente dare a questa campagna di vaccinazione, che vede ancora, dal punto di vista dell’età anagrafica, alcune priorità, ma che poi, appunto, dai primi di giugno potrà interessare gran parte della popolazione.

Davvero penso che questo contributo sarà determinante anche per gli obiettivi, il raggiungimento degli obiettivi che ci stiamo predisposti. Quindi, grazie per questa risposta e chiaramente attendiamo questo documento nazionale, o meglio lo attendono le aziende, anche per prepararsi al meglio e per dimostrare anche la propria disponibilità a far parte di questo percorso.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

Ancora sull’oggetto 3351

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora, se la tecnologia ce lo permette, all’interrogazione 3351, a firma della consigliera Gibertoni, in merito al progetto di realizzazione di un impianto eolico situato in località Passo Cento Croci nei comuni di Albareto e Tornolo, in provincia di Parma, con particolare riguardo alla situazione dell’avifauna migratoria.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Il mio question time riguarda un impianto eolico che sta sul crinale parmense, in particolare all’interno del comune di Albareto. La domanda al centro del question time, al centro di questa interrogazione a risposta immediata, però, non è tanto sull’eolico in sé, quanto su quello che per me è stato uno strano cambiamento, una strana modifica che la Regione ha apportato in una delibera di aprile di quest’anno, con cui agevola il gestore rispetto, invece, ad una sua stessa precedente decisione che andava in un senso diverso.

In particolare, cerco di spiegarlo in modo sintetico, Il gestore di questo impianto eolico, un impianto molto impattante, sull’ambiente e sull’avifauna, chiede di avere un’agevolazione in merito al rispetto stesso della migrazione, dell’avifauna, che si trova a passare attraverso quel canale.

In particolare, la Regione, e questo è un secondo punto che non mi è molto chiaro di questo cambiamento, a marzo del 2020, pare contraria a questa richiesta, ad aprile del 2021, invece, accoglie parzialmente l’istanza dello stesso gestore e sostituisce una prescrizione importante, che diceva essenzialmente che il funzionamento degli impianti doveva essere sospeso durante i periodi di migrazione dell’avifauna, quindi molto chiaro e semplice; quando invece c’è il periodo di migrazione, le pale eoliche devono fermarsi, e si deve prevedere un congruo periodo di monitoraggio, cito, sulla fauna di interesse comunitario, così come richiesto in un parere ISPRA.

Lo sostituisce, quindi, un mese fa, con una prescrizione molto meno vincolante, che chiede semplicemente di non fermare assolutamente gli aerogeneratori, ma semplicemente di prevedere un sistema di sorveglianza attivo, con presenza di operatori sul campo, e poi, eventualmente, di monitorare e rallentare le pale, o comunque di non fermarle mai, però monitorare in qualche modo cosa succede all’avifauna.

Il problema è che la decisione che prendono non ha basi scientifiche, e questo è il tema che pongo alla Regione. Le decisioni che prende ad aprile, quindi, un mese fa, non hanno alcuna base scientifica: si basano addirittura su dati forniti dallo stesso gestore, oppure dal gestore vicino, che è a poca distanza, dove c’è un altro gestore che in quella zona gestisce, a sua volta, un altro impianto eolico simile. Quindi, la Regione si rifà ai dati forniti in modo peraltro non scientifico. Di questo credo che la stessa Regione dovrebbe avere consapevolezza. Ma se non ce l’ha, basta guardare anche le osservazioni che l’Associazione degli ornitologi fece sull’altro impianto, quello di cui abbiamo discusso nel question time della scorsa settimana, in cui non è che l’osservazione qualitativa, quasi a caso, possa costituire una base scientifica per decidere come si devono gestire gli impianti generatori nel rispetto dell’avifauna. Quindi, da un lato qui ho visto uno sbilanciamento forte. Di qui si può apprezzare un cambiamento, ossia una Regione che ancora in qualche modo l’anno scorso tiene sul piatto della bilancia lo sviluppo di questo impianto eolico, ma anche il rispetto del bene immateriale, che è quello dell’avifauna. Stiamo parlando di specie protette. Insomma, qua c’è da chiedersi veramente: se queste sono le specie protette in Emilia-Romagna, per quelle che non sono protette c’è da avere molta paura.

Adesso, invece, quello che sta succedendo è che si va totalmente incontro all’interesse industriale. Attenzione, però, io non dico che sui piatti della bilancia ci sia, da un lato, la compromissione del paesaggio, la compromissione dell’ambiente e, secondo me, la svendita dell’ambiente e delle specie protette e, dall’altro, lo sviluppo delle rinnovabili. No, non è così. Quello che sta facendo adesso la Regione è mettere, da un lato, la compromissione dell’ambiente, la svendita dell’ambiente e, dall’altro, in cambio gli interessi del gestore. È molto diverso. Tra l’altro, stiamo parlando di impianti che non sono risolutivi di nessun problema energetico e che molto spesso, anzi, socializzano le perdite in un modo che è molto impattante sulla spesa pubblica.

Vorrei ascoltare su questo, quindi, la risposta dell’assessore.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera.

Passiamo la parola all’assessore Priolo. Prego.

 

PRIOLO, assessore: In riferimento alle premesse considerazioni espresse nell’interrogazione, le preciso che non corrisponde al vero che la modifica del testo della prescrizione n. 53 della delibera di VIA n. 738/2012, apportata con la DGR n. 448/2021, l’abbia resa meno vincolante. La prescrizione, infatti, non è stata eliminata o alleggerita nei termini richiesti dal proponente, ma modificata e declinata diversamente, dettagliando i contenuti sulla base degli esiti dei monitoraggi fino ad ora eseguiti nell’area.

Il parere rilasciato dalla Regione Liguria all’interno del procedimento di VIA era un parere consultivo e non vincolante, che infatti non ha determinato dissenso. Il procedimento di VIA per il progetto di realizzazione dell’impianto eolico presso il Passo Cento Croci si è concluso positivamente nel 2012, come previsto dall’articolo 14-quater della legge n. 241/1990.

Il dissenso manifestato in sede di Conferenza dei Servizi dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Parma e Piacenza è stato superato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con delibera del 30 aprile 2012, nella quale sono state condivise e fatte proprie le motivazioni espresse dalla Regione Emilia-Romagna, dando atto della possibilità di procedere alla realizzazione del progetto.

Anche la decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha confermato che la Regione Emilia-Romagna, in qualità di autorità competente, ha assunto correttamente la decisione circa la valutazione degli impatti ambientali del progetto presentato, tenendo conto delle osservazioni, dei pareri e degli atti di competenza rilasciati dalle amministrazioni coinvolte nel procedimento, contemperando i diversi, legittimi interessi di tutela ambientale e minimizzazione degli impatti sulle diverse matrici ambientali con la produzione energetica da fonti rinnovabili, che da tempo è acquisita come un’importante fase verso la sostenibilità ambientale.

Si conferma che la Regione Emilia-Romagna è consapevole del fatto che la migrazione dell’avifauna avviene sia di notte, sia di giorno, ma il sistema di sorveglianza attivo con la presenza degli operatori ornitologi sul campo di notte non è attuabile.

Per quanto riguarda l’adozione di sistemi radar per il monitoraggio del flusso migratorio, da informazioni assunte non risultano disponibili sul mercato sistemi radar efficaci per poter percepire il passaggio delle piccole specie, distinguere le specie di interesse conservazionistico dalle altre, e che consentano inoltre di attuare rapidamente misure di riduzione dei rischi di impatto, quali il rallentamento fino allo spegnimento degli aerogeneratori.

Per l’area in questione, i dati di letteratura sul monitoraggio avifaunistico sono molto scarsi, così come non risultano disponibili dati di monitoraggio recenti su altri passi appenninici. L’unica possibilità attuale per valutare gli eventuali impatti dell’impianto eolico è quella di acquisire i dati di monitoraggio anno per anno, aggiornare lo stesso Piano di monitoraggio, se necessario, ed adottare nel caso opportune misure di mitigazione o riduzione del rischio di collisione.

Relativamente alla modifica della prescrizione, relativa al funzionamento degli aerogeneratori durante i periodi di immigrazione, sono state condotte valutazioni sulla base dei monitoraggi fino ad ora eseguiti per la fase di ante operam e per la fase di funzionamento dell’impianto 2019-2020, che hanno tenuto conto dei seguenti elementi.

Sia in primavera, sia in estate e autunno, le specie registrate non sembrano identificare finestre temporali di interesse, sebbene siano presenti settimane di passaggi più frequenti nel mese di settembre (prima, terza e quarta settimana).

Le specie migratorie di interesse conservazionistico presentano numeri di passaggio non particolarmente elevati, evidenziando comunque passaggi più rilevanti nel mese di settembre, 24 passaggi medi settimanali di specie, quali ad esempio poiana, averla piccola, biancone e tottavilla, rispetto al periodo primaverile, circa 12 passaggi medi settimanali. I report di monitoraggio hanno compreso anche i dati relativi al rilievo dei rapaci notturni e crepuscolari con il metodo playback, che hanno rilevato numeri bassi.

Il rischio di impatto appare ridotto sulla base delle quote di volo degli uccelli, che in buona parte avvengono al di sopra e al di sotto della quota di spezzatura degli aerogeneratori per la distanza di almeno 200 o 300 metri tra gli aerogeneratori che non creano un effetto barriera…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Assessore?

 

PRIOLO, assessore: …sul crinale e per la conformazione morfologicamente ampia e aperta del passo Cento Croci.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Assessore?

 

PRIOLO, assessore: Il sistema di sorveglianza è funzionale a mitigare e ridurre il rischio di collisioni di specie target, consentendo di avvistare uccelli anche a tre o quattro chilometri di distanza.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Assessore?

 

PRIOLO, assessore: Durante le visite di controllo effettuate non sono stati rilevati animali abbattuti. Nel 2019 è stato anche approntato un monitoraggio delle eventuali carcasse, per l’inserimento di prede di prova, che ha comportato la ridotta presenza di predatori nell’area degli aerogeneratori, metodologia migliorabile ed implementabile nei successivi monitoraggi.

I dati di monitoraggio relativi ad altro impianto eolico presente presso il passo Cento Croci hanno confermato come il movimento migratorio presenti numeri di specie target contenuti e sparsi nel tempo e nello spazio, su un fronte ampio e non concentrato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Assessore, la invito a concludere.

 

PRIOLO, assessore: Devo concludere? In conclusione, in merito all’interrogazione e per le considerazioni sopra riportate, non si reputa utile, opportuno e cautelativo ripristinare il precedente testo in quanto, sulla base dei monitoraggi finora eseguiti, manca una finestra temporale certa di migrazione con ampie variazioni giornaliere in base alla stagionalità e alle condizioni meteorologiche locali di provenienza dei flussi migratori. Viceversa, come già indicato dal proponente, durante le giornate di sorveglianza attiva è emerso come non siano verificatisi casi di necessità di bloccare gli aerogeneratori.

Alla consigliera darò comunque il testo della presente risposta che è ulteriormente esaustiva, ma ho esaurito il tempo e in ogni caso, credo, con i dati portati, di avere sufficientemente spiegato le motivazioni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore.

Consigliera Gibertoni, la invitiamo a non muovere troppo lo schermo del computer perché la vediamo nella sua intera bellezza, però ci viene il mal di mare, se continua a muoverlo. Prego. La vediamo, ma non la sentiamo.

 

GIBERTONI: Mi sentite, adesso?

 

PRESIDENTE (Rainieri): La sentiamo e la vediamo.

 

GIBERTONI: Bene.

Assessore, ovviamente la risposta è totalmente insoddisfacente: come si fa a dire, cioè, che sapete che gli uccelli migratori volano soprattutto di notte, e allora quelli ce li perdiamo? Stiamo parlando di migliaia, se non di miliardi di uccelli che volano attraverso l’Italia, verso le altre rotte europee. Vuol dire che si esclude il periodo notturno, che non si mette una sorveglianza in termini di radar e c’è una sorveglianza attiva, che però ho cercato di spiegare quanto non sia convincente, è su un livello assolutamente statisticamente non scientifico, del tutto qualitativo.

Questo mi fa capire che c’era da preoccuparsi quando è venuto via il nome “ambiente” dal Ministero. Quella è stata una forte preoccupazione, e lo stiamo vedendo in queste cose. Quella che vediamo adesso non è transizione ecologica, è transizione industriale, puramente industriale, colorata di ecologico, colorata di digitale, quello che volete, ma questa è transizione industriale.

Voi che dovreste essere il presidio del territorio, anche contro uno sbilanciamento così forte, non lo state facendo. Correte a sbilanciare quei piatti verso gli interessi industriali e basta, che non sono gli interessi delle rinnovabili, sono soltanto gli interessi dei gestori degli impianti, che probabilmente hanno tutto da guadagnarci, e la Regione si sta adeguando a questo.

Che presiedo, che filtro, che intermediazioni fa, agli interessi pubblici, la Regione in questo? Nessuno, se soltanto in 12 mesi abbiamo visto uno slittamento per cui prima tutelava e ad aprile diventa diversamente tutelante la prescrizione, perché non è tutelante affatto, lo dico con sarcasmo, la Regione si sta adeguando a lasciare un impianto fermo per settimane l’anno, per salvare la vita a un po’ gli uccelli (ma stiamo parlando di migliaia, se non milioni e miliardi) è un precedente che evidentemente questi gestori non gradiscono, e che quindi voi non volete fare. Ma attenzione, l’avvitamento tragico è questo, adesso cerco di spiegare e poi chiudo: noi veniamo da una lunga fase in cui questo Paese, e questa Regione in particolare, non ha saputo tenere insieme il rispetto dell’ambiente e lo sviluppo industriale, la grande sfida che si poneva, soprattutto a queste latitudini, con la qualità dell’aria e dell’acqua che abbiamo.

Dovremmo entrare in una grande fase di magnifiche sorti e progressive, e incappiamo nello stesso tragico equivoco: quello di non saper tenere insieme quello che è nostro, ambiente e paesaggio. Devo dirvelo io che avete un piano paesaggistico, e chiudo, con delle rinnovabili che ci porteranno soltanto problemi, perché non sono rinnovabili gestite seriamente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, la ringrazio.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie a lei.

 

OGGETTO 3346

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per conoscere lo stato di liquidazione dei rimborsi alle ASP per le spese sostenute e per i mancati introiti. A firma dei Consiglieri: Maletti, Costa, Costi, Caliandro, Rontini, Zappaterra, Tarasconi

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’interrogazione 3346, a firma dei consiglieri Maletti, Costa e Costi, per conoscere lo stato di liquidazione dei rimborsi delle ASP per le spese sostenute e per i mancati introiti.

Consigliera Maletti, prego.

 

MALETTI: Le ASP, aziende di servizi alla persona, nate dalla trasformazione delle IPAB per mantenere un presidio pubblico nell’ambito dei servizi, svolgono un ruolo fondamentale nell’assistenza alla popolazione in tutta la regione Emilia-Romagna, gestendo tantissimi servizi, circa il 20 per cento dei posti accreditati per accudire gli anziani, circa il 15 per cento dei posti accreditati per i disabili, ma anche tutto un insieme di altre attività rivolte ai minori e anche a gestire servizi sul territorio.

Le ASP hanno svolto un ruolo fondamentale nella tenuta dei servizi durante le due emergenze Covid-19 grazie al personale sanitario e socioassistenziale, che non si è certamente risparmiato, e nonostante molte case residenza siano state investite dalla pandemia.

Evidenziato che le ASP hanno attivato tutto quanto in loro potere al fine di rispondere ai bisogni assistenziali, con uno sforzo straordinario sulle case residenza, l’emergenza Covid-19 ha comunque amplificato gli elementi di criticità strutturale, che ben conosciamo e che si sono tradotti in difficoltà gestionali senza precedenti e che hanno reso ancora più evidente, come discusso anche in alcune Commissioni, soprattutto nella Commissione IV, avendo fatto anche l’audizione da parte delle ASP, la necessità di un’attenta valutazione della situazione in cui versano le ASP, in quanto non più sostenibili dal sistema degli Enti locali, che sono di fatto i soci di queste aziende alla persona, che derivano dalle regole per l’accreditamento, al diverso trattamento contrattuale del personale sanitario e socioassistenziale, alle difficoltà di bilancio dovute alle maggiori spese, tra cui l’IRAP, che rappresenta veramente un onere molto importante siccome è all’8,5 per cento, e ai mancati introiti per i posti non ricoperti nel periodo della pandemia.

Sottolineato che, superato un primo momento di difficoltà, la Regione Emilia-Romagna ha deciso, con la delibera n. 1662 del 16 novembre 2020, di mettere a disposizione una cifra importante, 25 milioni di euro, per far fronte alle spese necessarie per l’acquisto dei DPI, che avevano acquistato direttamente le ASP, sostenute dal 20 marzo 2020 da parte dei gestori, soprattutto delle case residenza per anziani, dei centri socioriabilitativi residenze per disabili, per i servizi di assistenza domiciliare accreditati, per le residenze sanitarie psichiatriche e per tutto un insieme di altri servizi gestiti direttamente dalle ASP, ma anche da tutto un insieme di altri soggetti, gestori sia del mondo privato che della cooperazione.

Il meccanismo di rimborso prevedeva un primo trasferimento di fondi alle Aziende USL, le quali, una volta verificata l’appropriatezza dei DPI reperiti in autonomia sulla base del fabbisogno delle singole strutture sociosanitarie, avrebbero dovuto ripartire tali fondi.

Considerato che nonostante, come risulta dalla risposta all’interrogazione n. 2646, la Regione abbia già liquidato i fondi alle Aziende USL, risulta che diversi soggetti gestori non abbiano ancora ricevuto quanto loro dovuto in ottemperanza alla delibera 1662, per cui si interroga la Giunta per sapere se intenda verificare lo stato di liquidazione alle ASP dei rimborsi per le spese sostenute e per i mancati introiti, in quanto ormai siamo nel mese di maggio ed entro il mese di giugno dovranno essere fatti anche i bilanci delle ASP, per cui abbiamo anche gli Enti locali, che sono la maggior parte dei soci di queste aziende, che sono in difficoltà rispetto a un tema di chiusura dei bilanci, ma c’è anche un fabbisogno finanziario delle ASP, come anche di altri soggetti, ma in questo caso delle ASP, molto importante, perché altrimenti devono chiedere finanziamenti per poter continuare a pagare gli stipendi e a sostenere le loro spese per la gestione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore Calvano, prego.

 

CALVANO, assessore: Grazie.

Ringrazio la consigliera Maletti e gli altri consiglieri e consigliere che hanno sottoscritto il question time, perché il tema è un tema che abbiamo già affrontato e che è giusto monitorare il più possibile.

La DGR n. 1662 del 16 novembre 2020 ha previsto una serie di interventi di sostegno economico a favore delle strutture sociosanitarie in ragione dell’emergenza pandemica. Il provvedimento ha fornito gli strumenti operativi a supporto delle aziende ASL riguardo il fabbisogno quali-quantitativo dei DPI nei servizi sociosanitari accreditati e i parametri di riferimento per il riconoscimento del contributo per l’acquisizione dei relativi dispositivi.

Con DGR n. 1732 del 23 novembre 2020, si è provveduto a riconoscere alle Aziende sanitarie un importo pari a oltre 18 milioni di euro, a sostegno degli oneri straordinari da riconoscere alle strutture sociosanitarie che hanno provveduto in via autonoma all’approvvigionamento dei DPI.

Sia le modalità di fornitura diretta dei DPI, sia quelle di rimborso straordinario ai soggetti gestori, nel caso di autoapprovvigionamento, sono state previste nei riguardi di tutti i gestori pubblici, per la stragrande maggioranza ASP, e privati, dei servizi sociosanitari accreditati.

È in capo all’Azienda ASL, presso la quale è in essere il contratto di servizi con la struttura, valutare se optare per la fornitura diretta o per le modalità di acquisizione autonoma da parte dei gestori dei servizi, procedendo in tal caso a definire degli specifici accordi con i soggetti gestori stessi.

Le modalità di erogazione del contributo ai gestori sono previste dalla delibera stessa e prevedono la verifica delle effettive spese sostenute per l’acquisto dei dispositivi.

Da un recentissimo confronto con i direttori delle attività socio-sanitarie delle ASL, ci risulta che le stesse hanno provveduto o stanno concludendo le procedure dei pagamenti relativi all’anno 2020 delle richieste di rimborso. Per velocizzare i percorsi amministrativi di liquidazione si sta definendo la modalità più semplificata di contribuzione ai costi sostenuti da parte dei gestori.

Per quanto riguarda i mancati introiti citati nel quesito, la DGR n. 1662 stessa ha previsto un altro intervento straordinario, a valere sulle risorse del Fondo regionale per la non autosufficienza, che riguarda la copertura dei costi affrontati dai soggetti gestori per tenere liberi alcuni posti residenziali, in particolare nelle CRA, al fine di poter garantire le quarantene e gli isolamenti, riducendo di conseguenza il tasso di occupazione delle strutture.

Dal monitoraggio regionale risulta che in tutti gli ambiti distrettuali sono state finanziate con Fondo regionale per la non autosufficienza le quote previste e regolate dalla DGR n. 1662/2020 a sostegno dei posti rimasti inoccupati a causa della pandemia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore.

Consigliera Maletti, due minuti.

 

MALETTI: Grazie, assessore Calvano, per la risposta.

Io mi dichiaro solo parzialmente soddisfatta, nel senso che, a fronte di un impegno molto importante della Regione nel trasferimento dei fondi e anche per aver fatto tutto un insieme di atti per riconoscere tutto un insieme di risorse ai soggetti gestori per far fronte alle spese sostenute e ai mancati introiti, noi abbiamo questi soggetti gestori che ad oggi, dopo più di un anno, non hanno ancora ricevuto questi importi, queste risorse, questi finanziamenti.

Allora io chiedo che la Regione Emilia-Romagna si faccia attiva nei confronti delle aziende sanitarie dei territori, siccome dipendono dalla Regione, proprio per accelerare queste procedure. Capisco che siamo tutti in difficoltà, siamo tutti in emergenza, però non cerchiamo di far sì che questi soggetti siano ancora più in difficoltà perché cerchiamo di ritardare i pagamenti per altre dinamiche o perché ci sono delle procedure amministrative che richiedono tanto tempo.

Siccome, come è stato detto, qui sono dei rimborsi per acquisti di DPI che sono stati fatti dal 20 marzo 2020, cioè un anno e due mesi fa.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

OGGETTO 3347

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere dalla Giunta come intende corrispondere alle nuove indicazioni contenute nell’ultima Ordinanza del commissario straordinario all’emergenza Covid-19 (in cui si stabilisce la priorità assoluta, all’interno del piano vaccinale, di somministrazione del vaccino anti-Covid alle persone portatrici di disabilità gravi e dei loro familiari conviventi, assistenti-caregiver- e genitori/tutori/affidatari). A firma della Consigliera: Marchetti Francesca, Caliandro, Rontini, Zappaterra, Tarasconi, Daffadà

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’interrogazione 3347, per sapere dalla Giunta come intende corrispondere alle nuove indicazioni contenute nell’ultima ordinanza del commissario straordinario all’emergenza Covid-19, in cui si stabilisce la priorità assoluta, all’interno del Piano vaccinale, di somministrazione del vaccino anti-Covid alle persone portatrici di disabilità gravi e dei loro familiari conviventi, assistenti-caregiver, e genitori/tutori/affidatari, a firma della consigliera Francesca Marchetti.

Consigliera, prego.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, presidente.

Per ripercorrere rispetto ai diversi provvedimenti che sono usciti, che si sono susseguiti, per porre attenzione ai più fragili e ai loro caregiver, parto dall’importante decreto del 12 marzo 2021, del Ministero della salute, che intitolava l’approvazione del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-Covid, costituito dal documento recante gli elementi di preparazione della strategia vaccinale di cui al decreto del 2 gennaio 2021 e le relative raccomandazioni ad interim sui gruppi dei target delle vaccinazioni anti-SARS ponevano l’attenzione anche sulle persone disabili e i loro familiari conviventi e caregiver.

L’ordinanza ultima, e al centro, poi, del question time del 9 aprile 2021 del Commissario straordinario per l’attuazione ed il coordinamento di queste misure a contrasto dell’emergenza, e quella del 6 maggio, declinano e chiariscono ancora meglio, a mio avviso, i target, rispettivamente alle raccomandazioni per quanto riguarda l’ordinanza del 9 aprile 2021, insieme alle priorità degli anziani ultraottantenni, vengono specificati coloro che sono nelle categorie fragili e disabili. Da ultima, proprio per potenziare ulteriormente la campagna vaccinale l’ordinanza del Commissario straordinario del 6 maggio, dà una serie di elementi operativi importanti rispetto alla vaccinazione delle persone con disabilità grave, di cui alla legge n. 104, e dei loro familiari conviventi, genitori, tutor, affidatari e loro caregiver.

Si prevede anche un’assistenza alla prenotazione complementare al portale on line; si prevede tutto un accesso, anche tramite il codice fiscale e la possibilità di estendere la vaccinazione anche per quelle persone che per patologie gravi non possono accedere per determinati problemi alla vaccinazione, ma si lascia la possibilità ai loro caregiver di effettuare la prenotazione.

In questo quadro, dove a livello regionale sicuramente è stato fatto un lavoro anche di condivisione da parte degli Assessorati alle politiche per la salute e per il welfare, con le più importanti associazioni rappresentative della regione aderenti a FISH e a FAND, per stabilire insieme le modalità organizzative più idonee e le linee guida, che sono già state inviate a tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere rispetto alla somministrazione del vaccino e anche agli estremamente vulnerabili, e considerato anche che dal 20 aprile è possibile per tutti i genitori o tutori affidatari di minori patologici estremamente vulnerabili e minori con disabilità gravi che non possono essere immunizzati perché di età inferiore ai sedici anni, quindi c’è stato un grande lavoro per poter utilizzare tutti quei canali per le prenotazioni, rispetto ai quali la Regione Emilia-Romagna sicuramente ha dimostrato di avere un livello organizzativo molto efficace, e ne cito alcuni perché sono tra quelli più utilizzati, gli sportelli CUP, le farmacie, l’app ER Salute e i numeri dell’ASL. Quindi, è un sistema organizzativo oggi capace di rispettare gli obiettivi prestabiliti e tenere la marcia così come richiesto sulla struttura commissariale.

Ecco, nonostante questo importante dato positivo, dai territori si rileva la necessità di dare più omogeneità tra le singole ASL per quanto riguarda la vaccinazione dei caregiver, proprio perché in alcuni casi sono già stati vaccinati facendo riferimento alla normativa, alle raccomandazioni di marzo, in altri, invece, questo processo e anche questa confusione data dalle modalità di prenotazione ed eventuali cambiamenti che si sono disposti anche in itinere a livello nazionale hanno creato un po’ di confusione, e sicuramente si susseguono anche alcune segnalazioni su un potenziamento e un monitoraggio che va fatto.

Credo che in quest’ottica proprio l’ultima indicazione di maggio del commissario straordinario voglia dare un’accelerazione e un’importante attenzione ai disabili e ai caregiver, e con questo question time chiedo proprio come la Giunta regionale intende corrispondere a queste indicazioni, per fare in modo che la somministrazione del vaccino alle persone portatrici di disabilità e ai loro caregiver venga assicurata e completata, e come si intende monitorare e rimuovere le eventuali disomogeneità a livello territoriale relative alle persone con disabilità e ai loro caregiver.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore Calvano, prego.

 

CALVANO, assessore: Grazie, presidente.

Ringrazio particolarmente la consigliera per l’attenzione ad un tema particolarmente sensibile come questo.

Le raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti Covid-19 del 10 marzo scorso, redatte dal Ministero della salute e trasmesse successivamente alle Aziende sanitarie della nostra Regione, hanno definito le patologie che rendono una persona estremamente vulnerabile e quindi prioritaria per ricevere la vaccinazione anti Covid-19.

Lo stesso documento ha stabilito che hanno diritto alla vaccinazione i genitori, tutori, affidatari dei pazienti estremamente vulnerabili di età minore o uguale a sedici anni. Hanno inoltre diritto alla vaccinazione anche i conviventi di pazienti estremamente vulnerabili, affetti da determinate patologie, ad esempio oncologici ed oncoematologici, in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure, e i familiari conviventi e i caregiver dei disabili gravi.

Le Aziende sanitarie hanno conseguentemente individuato, pubblicato e diffuso le modalità di presa in carico di questi soggetti. Questa avviene sia tramite chiamata diretta, nel caso in cui le ASL hanno conoscenza dei soggetti, sia tramite i moduli di autocandidatura, predisposti ad hoc dalle aziende.

La Regione Emilia-Romagna è assolutamente consapevole della necessità di procedere celermente alla copertura di queste categorie e, al fine di accelerarne l’individuazione, ha creato anche un proprio portale di autocandidatura, dedicato anche ai caregiver. Ad oggi, sul portale ci sono candidati 26.512 caregiver, in seguito avviene la verifica dei requisiti e, se la persona rientra effettivamente nella categoria, viene presa in carico dall’azienda USL che sta svolgendo le inoculazioni alle categorie più fragili.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore.

Consigliera, lei avrebbe finito il tempo, ma le dò un secondo se vuole ringraziare o meno l’assessore.

 

MARCHETTI Francesca: Sì, sono parzialmente soddisfatta, perché credo che ci sia bisogno di avere una mappatura più puntuale rispetto alle diverse realtà aziendali della Regione, comunque i caregiver sono sicuramente indispensabili per la cura delle persone disabili, quindi verificheremo con un monitoraggio ulteriore a che punto è la somministrazione dei vaccini di caregiver e disabili.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Bene, grazie.

Consigliera Castaldini…

 

CASTALDINI: …una difficoltà nel poter lavorare ed essere seguiti, perché poi…

 

PRESIDENTE (Rainieri): La ringrazio.

 

CASTALDINI: Prego.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Che non funzionasse benissimo la parte tecnica era già stato segnalato e stanno cercando di muoversi, di cercare di risistemare il più presto possibile la situazione. Grazie per il suo intervento.

 

OGGETTO 3348

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la quarantena in ambito scolastico. A firma del Consigliere: Pelloni

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’interrogazione 3348, circa la quarantena in ambito scolastico, a firma del consigliere Pelloni, a cui risponderà l’assessore Calvano.

Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Grazie, presidente. Buongiorno a tutti, visto che è la prima volta che intervengo quest’oggi.

Premesso che, con ordinanza del presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna n. 68 del 30 aprile 2021 avente ad oggetto “Ulteriore ordinanza, ai sensi dell’articolo 32 della Legge del 23 dicembre 1978 n. 833, in tema di Misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19. Indicazioni operative per la riapertura dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole”, le cui disposizioni si applicano a far data dal 3 maggio 2021 e sono efficaci fino al termine dell’anno scolastico 2020-2021, sono state approvate le seguenti indicazioni fornite dalla Direzione generale cura della persona, salute e welfare, con protocollo n. 412216 del 30 aprile 2021: indicazioni operative per la riapertura dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole, aggiornamento del protocollo per la gestione dei casi Covid-19 confermati in ambito scolastico in aree ad elevata prevalenza di varianti, le quali modificano i tempi d’attesa per la sottoposizione a tampone molecolare in caso di contatti stretti con soggetti Covid-19 positivi in ambito scolastico.

Nello specifico è stato ridotto da 14 giorni a dieci giorni il termine di attesa, a seguito di un contatto stretto con soggetto risultato Covid-19 positivo, trascorso il quale può essere eseguito il tampone molecolare. Parimenti è stato ridotto da 21 giorni quattordici giorni il termine della cosiddetta quarantena in caso di mancata sottoposizione a tampone molecolare a seguito di un contatto stretto con soggetto risultato Covid-19 positivo, trascorsa la quale, in assenza di sintomatologia, il soggetto è ritenuto non positivo a Covid-19.

Il Dipartimento di sanità pubblica individua i contatti stretti tra alunni, studenti e compagni di classe, e il personale scolastico, che hanno avuto presenza prolungate e significativa, interazione con il caso delle quarantotto ore precedenti l’esordio dei sintomi, effettuazione del tampone del caso confermato, sintomatico/asintomatico.

Gli alunni della classe sono considerati tutti contatti stretti. I docenti, al contrario, se hanno rispettato le misure di prevenzione Covid (mascherine e distanziamento) non sono individuati come contatti stretti, ma dovranno effettuare con immediatezza un tampone molecolare. Il rifiuto dell’esecuzione del test comporterà l’emissione di un provvedimento di quarantena della durata di 14 giorni.

Si chiede quindi alla Giunta per quali motivazioni non sia stato applicato agli studenti e al personale scolastico (non docente, ovviamente), che hanno sempre utilizzato le misure di prevenzione (quindi mascherina e distanziamento) lo stesso protocollo riservato gli insegnanti, a seguito di un contatto stretto con soggetto risultato Covid-19 positivo in ambito scolastico.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore, prego.

 

CALVANO, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere Pelloni.

Nella stesura degli ultimi protocolli per la gestione di un caso Covid in ambito scolastico, si è dovuto tener conto dell’ampia circolazione e maggiore diffusività delle varianti del virus nel territorio regionale, che hanno comportato un abbassamento dell’età media dei casi.

Nell’ambito della valutazione del rischio di contagio in ambito scolastico, nell’attuale contesto epidemiologico, gli studenti sono individuati come contatti stretti, vista la convivenza prolungata in ambiente confinato, e la stretta vicinanza e interazione reciproca.

Diverso è il profilo di rischio del docente, in termini di raccomandato distanziamento fisico. Durante lo svolgimento delle lezioni i docenti sono infatti collocati in una posizione più distanziata del resto della classe. L’indicazione è quella di mantenere la distanza di due metri tra cattedra e prima fila. Le tempistiche di contatto insegnanti/alunni sono da ritenersi comunque inferiori rispetto alle tempistiche di contatto tra alunni.

Se, quindi, vengono rispettati i protocolli di prevenzione (distanziamento e utilizzo della mascherina), gli insegnanti della classe non sono ritenuti contatti stretti. Laddove, invece, emerga evidenza di un contatto ravvicinato per un tempo prolungato tra un insegnante e un alunno positivo, o il contatto sia avvenuto in assenza di un utilizzo corretto della mascherina, l’insegnante verrà considerato contatto stretto alla pari degli alunni della classe.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore.

Consigliere Pelloni, due minuti.

 

PELLONI: Grazie, Presidente.

Non posso ritenermi soddisfatto della risposta, per un motivo molto semplice: la fattispecie dei collaboratori scolastici, ad esempio gli educatori assistenziali, soprattutto per i bambini certificati, che spesso sono su più classi, appunto anche loro, al pari dei docenti, se mantengono le misure di prevenzione, potrebbero fare il tampone molecolare e tornare in aula. Quindi, il rischio è che i bambini certificati senza gli educatori assistenziali non possano più tornare, se non assistiti, in aula. Questa è una fattispecie che a mio avviso… Anche i bidelli, che magari tra un’ora e l’altra sono andati in classe magari per sostituire l’arrivo o l’andata di un insegnante, non sono personale docente e, quindi, sono parimenti assimilati e omologati agli studenti, quindi anch’essi rimangono a casa per i giorni della quarantena.

Ribadisco anche questo: per tutte le persone non in ambito scolastico il tampone è consigliato sempre dopo i dieci o i quattordici giorni da un contatto positivo o dai sintomi, in maniera tale che il virus si sia in qualche modo espresso e non sia ancora in una fase di incubazione. Quindi, risulta poco chiaro che un insegnante può fare il tampone immediatamente, mentre tutto il resto della popolazione deve aspettare almeno dieci giorni per fare il tampone. C’è una differenza, una discrepanza, una contraddizione a nostro avviso molto, molto evidente, che andrebbe sanata. Ripeto, ormai sono veramente tante le classi che hanno situazioni di potenziali contatti, quindi viene messo a casa lo studente, non viene messo a casa, ad esempio, il docente, che nel frattempo va in altre classi, non viene messo a casa, ad esempio, il fratello, i genitori o la sorella del bambino in attesa di fare il tampone.

Ci sono evidenti contraddizioni che non fermano il contagio e contestualmente creano una disparità molto importante all’interno della popolazione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prima di passare alla prossima interrogazione, volevo rispondere alla collega Castaldini. Vedo che è impegnata. Volevo semplicemente dirle che è una questione dei televisori. Questa notte è saltato qualcosa nell’impianto di ricezione quindi…

 

(interruzione della consigliera Castaldini)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dei televisori. Quindi, abbiamo tutti i televisori degli uffici che non funzionano. Però, i tecnici stanno lavorando per cercare al più presto di ripristinarli.

Grazie.

 

OGGETTO 3349

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le modalità con le quali si intende dare attuazione al Protocollo per la vaccinazione in azienda finalizzato a supportare la rapida realizzazione del Piano vaccinale nazionale anti SARSCoV-2/Covid-19. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Occhi, Marchetti Daniele, Stragliati, Liverani, Pompignoli, Bergamini, Catellani, Pelloni, Bargi, Facci, Montevecchi

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’interrogazione 3349, circa le modalità con le quali si intende dare attuazione al Protocollo per la vaccinazione in azienda finalizzato a supportare la rapida realizzazione del Piano vaccinale nazionale anti SARSCoV-2/Covid-19, a firma dei consiglieri Rancan, Rainieri, Delmonte, Occhi, Marchetti Daniele, Stragliati, Liverani, Pompignoli, Bergamini, Catellani, Pelloni, Bargi, Facci, Montevecchi, a cui risponderà l’assessore Calvano.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Il mio question time avrà sicuramente un tenore diverso rispetto a quello di chi ha presentato un question time simile al mio precedentemente, perché, come abbiamo visto, il 6 aprile è stato siglato un accordo tra le parti sociali, coordinato dal Commissario generale Figliuolo, e successivamente, anche dopo appelli di diverse associazioni di categoria, vi sono state centinaia di aziende pronte, disponibili a vaccinare in azienda.

Ecco, qui bisogna fare una distinzione, però, tra quello che è stato detto e annunciato e quella che è la realtà dei fatti, perché non stiamo parlando di vaccinazioni in azienda, ma stiamo parlando di vaccinazioni per le aziende, che è molto diverso, perché, com’era stata concepita l’idea iniziale, era completamente non conforme a quello che oggi vediamo.

Sicuramente, però, quello che ci è stato detto precedentemente, prima di ieri pomeriggio, era che ci sarebbero stati 20-30 hub regionali che sarebbero andati ad assumere una vaccinazione giornaliera di circa 500 dosi al giorno, quindi pochi hub vaccinali sul territorio, divisi per le varie Province, quindi non si sarebbe trattato di una vaccinazione reale in azienda.

Oltretutto questa Assemblea ha votato all’unanimità una risoluzione per consentire e garantire questo. C’è da dire che le premesse non sono state ottime, nel senso che abbiamo dovuto aspettare la presentazione dei question time odierni per vedere la diramazione di linee guida informalmente a determinate aziende piuttosto che a determinate categorie, perché di ufficiale non risulta nulla, è stato fatto tutto informalmente.

È stato creato un gruppo di lavoro prima dei nostri question time, però ad oggi stiamo ancora parlando di informalità, quando sappiamo bene che altre Regioni hanno previsto a livello ufficiale la predisposizione di protocolli e di linee guida. Addirittura la CISL ha parlato di problemi, di dubbi e di mancanza di protocolli e di linee guida nella nostra Regione.

La mia domanda, però, è come siamo messi realmente, in che direzione vogliamo andare, ma soprattutto mi permetto di aggiornare in tempo reale il mio question time, sperando che non mi venga data una risposta di forma, su chi pagherà questi hub per le vaccinazioni aziendali, dato che il sistema informativo viene dato gratuitamente insieme alle dosi di vaccino. Ma chi pagherà direttamente gli hub a noi risultano essere le aziende, mentre in altre Regioni vengono pagati dal sistema sanitario regionale. Questo sicuramente è un tema e chiedo, quindi, di rispondere anche a questo mio aggiornamento del question time.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore Calvano, prego.

 

CALVANO, assessore: Ringrazio i consiglieri.

Il tono della risposta sarà simile a quello dato già alle consigliere Bondavalli e Pigoni, se non vado errato. Dire simile è un eufemismo perché è identica, nel senso che ripercorro il percorso che è in atto e che intendiamo mettere in campo come Regione.

Stiamo dando corso alla normativa nazionale emersa nel mese di aprile, in particolare quella del protocollo nazionale sottoscritto dalle parti sociali su invito dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e della salute e al documento allegato, redatto dalla Presidenza del Consiglio, dai due Ministeri citati, dall’INAIL e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome recante, appunto, Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti Covid nei luoghi di lavoro.

Sulla base di queste indicazioni, come già detto, alla disponibilità di vaccini e al raggiungimento dei target prefissati per le categorie prioritarie riconducibili per età e fragilità, la Regione Emilia-Romagna ha avviato un’interlocuzione con le parti sociali utilizzando il tavolo del Patto per il lavoro e per il clima. Contestualmente ha predisposto gli indirizzi operativi per l’estensione della campagna alle attività economiche, che sono stati inviati, gli indirizzi operativi, nella giornata odierna alle Direzioni generali sanitarie dei dipartimenti di sanità pubblica delle aziende sanitarie della Regione, delle associazioni datoriali e organizzazioni sindacali.

Il documento contiene indicazioni sulle modalità di somministrazione dei vaccini, comprensive delle caratteristiche delle sedi vaccinali, sulla necessaria formazione dei medici competenti e degli altri sanitari responsabili dei punti. Fornisce, inoltre, indicazioni organizzative locali, considerando compatibile con le finalità di estensione della campagna vaccinale alle aziende l’erogazione di 500 vaccinazioni al giorno. Il target prefissato può essere ridotto a non meno di 300 erogazioni al giorno, in ragione, come detto prima, di particolari necessità locali, come ad esempio la conformazione geografica o la densità di popolazione lavorativa.

Si definisce, inoltre, la registrazione delle singole amministrazioni di vaccino attraverso un sistema informativo che sarà fornito gratuitamente ai punti vaccinali, insieme ai vaccini e ai dispositivi per la somministrazione. Si resta in attesa delle priorità finalizzate all’implementazione di tale campagna vaccinale, che saranno contenute in un documento nazionale in corso di predisposizione. La campagna vaccinale nei luoghi di lavoro potrà essere avviata all’inizio del mese di giugno, mantenendo l’interlocuzione all’interno del Patto per il lavoro e per il clima, nell’ambito del quale saranno avanzate le candidature da parte delle aziende e delle associazioni, nonché delle strutture private che vogliano candidarsi e costituire punti vaccinali straordinari aggiuntivi rispetto a quelli delle aziende sanitarie, puntando ad una copertura di tutte le province della Regione.

Sulla base dei vaccini ad oggi disponibili si prevede di destinare al mondo del lavoro un numero di circa 5.000 vaccini al giorno, implementabili sulla base delle maggiori consegne.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Rancan, ha tre minuti.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Non mi ritengo soddisfatto della risposta perché da un lato possiamo dire che oggi parte il processo di coinvolgimento delle parti sociali e delle associazioni di categoria ufficiali. Ripeto: probabilmente ci voleva la sollecitazione del question time per arrivare a questo, perché fino all’altro giorno abbiamo assistito solo ad annunci puri, da parte soprattutto della presidenza di questa Regione. Come non mi ritengo soddisfatto semplicemente per il fatto che non è stata data risposta alla mia domanda, ma è stata data un’ennesima risposta formale burocratica, che era quello che io non volevo. Io volevo una risposta politica, perché penso che siamo qui a governare, siete qui a governare una Regione, quindi, un po’ di prospettiva bisogna darla e un po’ di risposte chiare devono essere date, soprattutto, ripeto, rispetto ai costi della gestione di questi hub vaccinali che sono a carico delle aziende.

Se non ho avuto una risposta in questo senso, io mi sento di poter dire questo. Al di là di vaccini, sistemi informativi, eccetera, la gestione logistica o altro, oltretutto non si tratterà solamente di vaccinazioni per le aziende, ma sappiamo bene che oltre ai dipendenti si aprirà anche a lavoratori di aziende vicine e abitanti del territorio, in generale. Questo è quello che a noi risulta.

Quindi, un po’ di fumo c’è ancora, un po’ di problemi. Poi aspetteremo di ricevere anche noi ufficialmente le linee-guida, perché come consiglieri non siamo stati interpellati in nulla, non siamo stati coinvolti nel processo, nessuna informativa in Commissione è stata fatta.

Ad oggi, mi risulta che dopo questi question time verrà fatta un’informativa, probabilmente la prossima settimana, o nelle settimane successive. Però sicuramente noi non sappiamo niente, come fino a qualche ora fa non sapevano nulla le associazioni di categoria e le imprese stesse. Questo è un grave problema. Ripeto ancora una volta: anche ieri il presidente ha annunciato che si partiva – “si parte” –, ma in realtà, sono ancora tutti nel panico.

Aspettiamo quindi che ci siano chiarezza e puntualità nella gestione di questa questione, perché la disponibilità delle aziende alle quali va il merito di essersi messe a disposizione per aiutare il pubblico nella campagna vaccinale, sicuramente deve essere un punto importante per la nostra Regione, per accelerare il più possibile le vaccinazioni e per accelerare la ripresa delle aziende stesse, ma anche di tutto il nostro sistema sanitario e della nostra regione.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

OGGETTO 3350

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la vaccinazione ai genitori e caregiver di minori di 16 anni con disabilità. A firma della Consigliera: Castaldini

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’interrogazione 3350, circa la vaccinazione ai genitori e caregiver di minori di sedici anni con disabilità, a firma della consigliera Castaldini.

Consigliera, prego.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente.

Colleghi consiglieri, so che su questo tema si è già espressa la collega Marchetti, ma io vorrei sottolineare e fare un accenno particolare ai genitori e ai caregiver con minori di sedici anni che hanno disabilità gravi.

Dico una data: 20 aprile. Il 20 aprile la Giunta, anche per bocca della vicepresidente Schlein, dichiara, attraverso vari comunicati stampa, che ormai l’avvenuta presa in carico dei caregiver è una certezza, ovvero basta certificare e verranno chiamate tutte quelle persone che hanno situazioni molto particolari a casa.

In particolare, racconto una storia che mi riguarda da vicino, perché fa parte del mio territorio, del comune di Bologna, che interessa gran parte dei genitori con bambini con la Sindrome di Down. In un certo senso può sembrare quasi semplice dare la priorità a questi casi, vorrei però provare a mettere l’accento su un punto fondamentale. Molti di questi casi si trovano in situazioni ancora più drammatiche perché chi accudisce queste persone molte volte sono ragazze madri. Allora, io chiedo alla politica di concentrarsi esattamente su questo aspetto, e cioè immaginare che, una volta preso il Covid, quella mamma sia ricoverata. È per quello che noi abbiamo il compito di fare in fretta, perché se già la situazione è drammatica di un ricovero per Covid, e chi è stato ricoverato lo sa benissimo, voi immaginate che impatto possa avere su una famiglia con un minore di sedici anni disabile che non ha forse, molto probabilmente reti di famiglia e non ha quella madre che è l’unico punto di riferimento della sua vita. Allora, questo è il contesto, questa è la serietà con cui noi ci approcciamo a questo livello.

Faccio in fretta perché non ho molto tempo. Ho scoperto tante cose, ovvero che giustamente, come è già stato citato, il generale Figliuolo dice alle Regioni, dunque anche alla Regione Emilia-Romagna, di creare un portale. Ecco, faccio appello a tutti dicendo: andate a iscrivervi a quel portale e vi assicuro che non avrete notizia, perché temo che non sia stata data un’indicazione chiara alle ASL di riferimento. Perché quei genitori che hanno disabili a carico sotto i 16 anni non vengono chiamati? Perché (lo dico con quasi assoluta certezza) i posti che vengono dati a loro sono quelli dei riservisti, non sono state aperte le agende per loro: questa è la triste verità.

Questa è la grande attenzione che si sente nella narrazione sempre degli ultimi, e poi dopo vengono trattati così. Allora, vi prego, ditela tutta la storia, perché ci sono Regioni che hanno fatto, in una giornata unica, tutti i caregiver, ci sono ASL che sicuramente si stanno muovendo meglio, come la Romagna, Modena, che hanno già un portale, ma temo che il problema sia questo, cioè la non riapertura dell’agenda e non chiamarli direttamente.

Spero di essere smentita anche oggi, in questo istante, non ho la preoccupazione di aver ragione, ma sappiate che da allora fino adesso questo è successo, questo è successo con mail insistenti da parte di tutte le associazioni, con la ricerca disperata di una risposta, con la preoccupazione di madri che evidentemente non vivono condizioni così serene da poter affrontare il ricovero in ospedale.

Se questa è la Regione Emilia-Romagna che immaginiamo, non è la mia, non è quella che immagino io.

Grazie per la risposta.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore Calvano, prego.

 

CALVANO, assessore: Grazie, presidente.

Come ho ringraziato prima la consigliera Marchetti, ringrazio la consigliera Castaldini per aver sollevato questo tema così importante, ringrazio le associazioni a difesa dei diritti dei disabili, con cui continuiamo a confrontarci per accelerare la vaccinazione dei soggetti estremamente vulnerabili.

Qualora non vi siano vaccini indicati per la loro fascia di età, ci rivolgiamo ai genitori, ai tutori, agli affidatari. In caso di disabilità grave, ai sensi della legge 104, hanno diritto alla vaccinazione anche i familiari, i conviventi e i caregiver.

Anche negli ultimi giorni, l’assessorato ha sollecitato le Aziende sanitarie affinché diano priorità assoluta e coinvolgano queste persone, in particolar modo genitori, tutori e affidatari. Siamo assolutamente consapevoli della necessità di procedere celermente alla copertura di queste categorie e abbiamo creato il portale di autocandidatura, come detto prima, richiesto dalle indicazioni nazionali, dedicato anche ai caregiver. In seguito alle candidature sul portale, avviene la verifica dei requisiti e, se la persona rientra effettivamente nella categoria, viene presa in carico dall’Azienda ASL che sta svolgendo l’inoculazione alle categorie più fragili.

La necessità, dopo le dovute verifiche, è quella di promuovere il prima possibile la presa in carico di tutti i genitori degli estremamente vulnerabili e dei caregiver, con tutte le modalità e iniziative a disposizione per vaccinarli presto e in sicurezza.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Castaldini, due minuti.

 

CASTALDINI: Ho già spiegato qual è, secondo me, il punto dolente di tutta questa storia.

Credo che dare la possibilità, in due giornate uniche, fisse, dare la possibilità a loro, come è già stato fatto in altre Regioni, di avere appuntamenti e avere la certezza di quando la campagna vaccinale inizierà e finirà, non si tratta di moltissime persone, noi oggi, in un giorno o due, possiamo tranquillamente vaccinare tutta questa categoria, proprio per sottolineare l’attenzione e per riprendere quella dignità che evidentemente abbiamo perso in questa storia.

Il vero problema è che, certo che i caregiver venivano chiamati direttamente, poi non veniva mai dato loro un appuntamento. Non venivano studiati gli elenchi. Parlo in particolare della ASL bolognese e della realtà che io conosco. Ribadisco, ci possono essere stati dei punti sicuramente di eccellenza, ovvero chi aveva il portale prima che Figliuolo lo indicasse.

Allora, questi errori non possono più accadere perché altrimenti perdiamo di vista il motivo per cui noi siamo seduti in quest’aula.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

OGGETTO 2970

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Legge europea per il 2021”. (18)

(Relazione di minoranza, discussione ed esame articolato)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo, quindi, i lavori dell’aula con il progetto di legge 2970 “Legge europea per il 2021”.

Ieri c’è stato l’intervento del relatore della Commissione, consigliere Bessi, ora passo la parola alla consigliera Catellani per l’intervento come relatrice di minoranza.

Consigliera, prego.

 

CATELLANI, relatrice di minoranza: Grazie, presidente.

Un grazie soprattutto al collega Bessi, che mi ha accompagnato in questo percorso. Abbiamo veramente lavorato a quattro mani, affrontando l’intero articolato e spesso e volentieri anche lavorando su alcune materie e confrontandoci su più di una legge nello stesso momento. Non è stato facile. […] la vicepresidente Schlein, che è stata sempre presente durante le Commissioni e che ci ha concesso, anche in questo caso, di poterci confrontare immediatamente rispetto alle tematiche sottese, che man mano si presentavano.

Il progetto di legge ha per oggetto le abrogazioni e le modifiche a leggi e disposizioni regionali collegate alla legge europea 2021, di concerto chiaramente con quella che è la fase ascendente e la fase discendente del processo normativo europeo. Nella parte finale dei pdl, che io vado sempre a verificare, dedicata alla scheda tecnico-finanziaria si legge che le modifiche, eccezion fatta per quelle del Capo V sulla mobilità sostenibile, non comportano nuovi oneri finanziari poiché sono soltanto modifiche di natura normativa.

È una frase sintetica che in realtà, secondo me, collide un pochino con quelli che sono gli effetti che in realtà le modifiche normative portano. Forse non ci sono effetti immediati rispetto a quelli che sono i maggiori oneri ma, senza ombra di dubbio, toccare la normativa, anche semplicemente abrogandola oppure adeguandola comporta effetti. Anche perché, incidentalmente, spesso queste norme vanno dopo ad intaccare e ad invadere altre leggi rispetto alle quali ulteriormente ci saranno conseguenze.

Quindi, per assunto, adeguare la normativa regionale a quella europea, ancorché a quella nazionale, non è mai senza effetti, soprattutto perché l’adeguamento comporta necessariamente sempre anche l’anima di una scelta politica.

Ecco perché quando, durante le Commissioni, qualche collega di maggioranza ha contestato giustamente il voto anticipato contrario al pdl, dicendo che si tratta di adeguamenti normativi e di abrogazioni imposte dalla normativa europea, quindi di adeguamento, non si può chiaramente non votare a favore, io concordo, anzi sono a corroborare quelle che sono state le affermazioni di questi colleghi. Non senza considerare, però, che il nostro motto non è quello di muoverci contra legem, assolutamente, ma quello, in realtà, di toccare la normativa e di toccarla in maniera tale che questa diventi più semplice e diventi più chiara.

Semplificare l’azione amministrativa significa tagliare passaggi procedurali inutili, tagliare controlli inutili, eliminare adempimenti inutili, eliminare orpelli e oneri inutili; vuol dire eliminare tutto ciò che è di ostacolo ad un funzionamento fluido dell’amministrazione.

Spesso, soprattutto in questo progetto di legge, abbiamo visto scelte politiche e adattamenti che in realtà della semplificazione non portano nulla, orpelli normativi che ridondano e che non sono condivisibili, e probabilmente, se ci pensate bene, non sono condivisibili neanche da voi, perché alla fine vanno a detrimento soltanto dell’utenza finale e dei professionisti che invece applicano queste normative.

Il voto, vi ho anticipato, è un voto contrario. Soltanto alcuni fugaci passaggi rispetto al pdl che è in realtà molto corposo: il primo è quello legato all’emendamento che abbiamo presentato, che va a toccare a toccare l’articolo 5 del pdl, che riguarda la legge n. 26/2004, all’articolo 25. In questo passaggio, che ha per oggetto i requisiti di prestazione energetica degli edifici, andate ad apportare una modifica per cui si fanno soggiacere tutti gli interventi di qualsiasi tipo edilizio, a questa normativa che è fortemente stringente.

Il nostro emendamento ha puntato a limitare questo tipo di normativa, soltanto a quelli che sono gli interventi strutturali importanti, per evitare che possano ricadere dentro questa normativa, interventi, ad esempio, come quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria, che dovrebbero invece essere esclusi a priori.

L’intervento nostro è quello proprio di tentare di semplificare e non di appesantire, soprattutto perché nello stesso articolo 25 in parola, poi andate ad eliminare la parte legata alle esclusioni, che invece è una parte assolutamente fluida, con una formula esistente che abbraccia tutte le casistiche, senza lasciare alcuna ombra di dubbio, per andare poi a inserire un nuovo articolo 25, l’8-bis, che prevede esclusioni che in parte sono assolutamente ultronee, come ad esempio quello degli edifici rurali non residenziali sprovvisti di climatizzazione, cioè le stalle, che evidentemente sono esclusi dalla normativa, per poi magari non inserire altri casi che dovrebbero, invece, abbracciare l’esclusione. Quindi, si va ad appesantire, si va a precisare e ad ampliare, purtroppo arrivando a portare a un intorpidimento del sistema, piuttosto che a un alleggerimento.

Sicuramente un altro difetto che si nota è quello di toccare leggi una alla volta. Forse sarebbe anche il caso… Capisco che è faticoso dal punto di vista normativo, ma bisognerebbe pensare, nell’ottica di una semplificazione, di iniziare a guardare le normative nel loro complesso, creando delle leggi quadro che riguardino la stessa materia, anziché rincorrere articolo per articolo, legge per legge le modifiche man mano che si presentano.

Un passaggio che avevo evidenziato anche in Commissione è quello sull’accreditamento regionale di qualifica professionale dei certificatori, sono nell’ambito dell’APE. Praticamente viene detto, senza se e senza ma, dopo anni in cui è stato proclamato il Registro dei certificatori, che il sistema regionale ha fallito. Adesso arriva a ricomprendere tra i certificatori anche altre categorie non iscritte in questo registro. Possiamo essere concordi su questo ampliamento, ma senza ombra di dubbio è una situazione manifestamente deludente per tutti quei professionisti che hanno fatto di questo registro uno stile di vita e di professione.

Da ultimo, un passaggio, rispetto al quale, invece, ringrazio proprio la vicepresidente Schlein, perché è stata molto trasparente, che è quello legato alla legge n. 9/2020: viene reinserito il famoso avvalimento, l’avvalimento legato alle assegnazioni delle concessioni di derivazione idroelettrica – siamo nel campo dei bandi di gara –, avvalimento che consente alle aziende che non hanno uno dei requisiti per poter partecipare, che può essere tecnico oppure può essere finanziario, di chiederlo – si dice in gergo – in prestito a un’altra azienda. Questo articolo è stato reinserito, perché in legge non c’era. Quando ho osservato questo reinserimento doveroso in applicazione del Codice degli appalti (articolo 89) giustamente la presidente mi ha detto in trasparenza: è stato richiesto perché poteva essere costituzionalmente illegittima la non previsione di questo articolo, circostanza che, invece, non appare nelle note illustrative, mentre forse sarebbe anche interessante vedere nelle note illustrative a una modifica normativa di questa portata anche il perché si arriva a un inserimento o si arriva a una eliminazione. Non c’è nessuna nota specifica, però in questo caso do atto della trasparenza alla presidente.

Questo per dire che il nostro voto è contrario non perché non siamo consapevoli che gli adeguamenti devono essere fatti, che le abrogazioni devono essere fatte, perché la normativa superiore, in questo caso quella europea, ce lo impone. Ma perché ogni qualvolta una modifica normativa, che è una modifica formale, ma ha effetti eclatanti sotto tutti i punti di vista, anche onerosi, quando si va a toccare incidentalmente una legge a fianco, ci sono anche delle scelte politiche, perché l’eliminazione dell’avvalimento non lo reputo un errore materiale, è stato rivisto, è stato reinserito corretto, ma all’epoca fu fatta una scelta politica rispetto alla quale l’opposizione è chiamata a dare il suo voto, che deve essere un voto contrario.

Ecco perché anche oggi non ci limitiamo all’adeguamento, ma anche a valutare ciò che è corretto, ciò che non è corretto, ciò che dà chiarezza alla norma e ciò che deve dare anche semplificazione a un sistema normativo che oggi è troppo pesante.

Ovviamente il tutto (questa analisi è fatta – ripeto - di concerto anche con il collega Bessi e anche chiaramente con la vicepresidente) è sempre e comunque in un’ottica di collaborazione, perché, quando si tratta di toccare le norme, occorre dare strumenti chiari, semplici, diretti a chi le norme poi le deve applicare.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Catellani.

Passiamo ora alla discussione generale sul provvedimento 2970. Venti minuti per consigliere.

Ci sono interventi in discussione generale? Consigliera Mori, prego.

 

MORI: Grazie, presidente.

Intervengo a seguito della relazione del nostro relatore di maggioranza, che ha esaustivamente declinato le proposizioni e i provvedimenti contenuti nella legge europea, ma credo che l’azione della Regione Emilia-Romagna, che si ispira all’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile del pianeta, faccia dell’importanza del fattore di sostenibilità alla diversità come elemento decisivo.

Uno degli elementi fondativi di questo sviluppo sostenibile è il perseguimento dell’uguaglianza sostanziale, l’abbiamo detto nella sessione europea di ieri, lo ribadiamo oggi, atteso che ancora oggi la disuguaglianza di genere per la dimensione planetaria del problema è da intendersi come la più profonda da affrontare in modo sistematico dal punto di vista intersezionale del divario sociale, economico e culturale.

Perpetrare quindi la segregazione femminile, la penalizzazione delle donne in termini di accesso alle risorse, ai ruoli e agli stereotipi di genere non fa altro che indebolire l’umanità di fronte alle sfide epocali che ci attendono, e siamo a dieci anni esatti dalla sottoscrizione della Convenzione di Istanbul, della Convenzione del Consiglio d’Europa contro la violenza sulle donne e in particolare la violenza domestica.

Ecco perché la Regione Emilia-Romagna si è dotata negli anni di un solido e avanzato impianto normativo che costituisce la base essenziale per interventi sistemici e sistematici contro le discriminazioni di genere, al fine di rendere pienamente esigibili i diritti e i doveri. Ed è per questo che, se dobbiamo fare di questo cambiamento una potente leva di progresso, dobbiamo passare attraverso la qualità delle politiche pubbliche. Lo ha già espresso anche il collega Bessi. Dobbiamo cercare di rendere l’efficienza dell’organizzazione e la consapevolezza istituzionale dei decisori tecnici e politici davvero un elemento di sviluppo. Senza capability, l’accountability può diventare davvero una mera formalità adempitiva.

Ed è per questo che colgo questa occasione di discussione, grazie ovviamente al Gruppo di maggioranza, per affrontare e approfondire il tema, che è anche oggetto di un emendamento che successivamente sarà posto all’attenzione e all’approvazione dell’aula. Non possiamo più permetterci una scarsa efficacia ed efficienza degli effetti della nostra normazione. Integrare la dimensione di genere nell’elaborazione politica, normativa, strategica, progettuale e programmatica contribuisce a migliorare le condizioni di equilibrio tra uomini e donne, a evitare l’incremento, anche inconsapevole, delle disuguaglianze e a migliorare la governance di processo e di progresso della società.

Quindi, visto che è stato ampiamente dimostrato che le politiche incentrate sui gruppi target definiti in termini generali, quindi nessuna distinzione tra uomini e donne, di solito non sono neutrali, anzi possono persino rafforzare la disparità di genere, anticipare i possibili effetti differenziali diventa veramente fondamentale per la qualità e gli effetti della normazione.

Ecco perché la valutazione dell’impatto di genere, l’abbiamo citata anche ieri durante la sessione europea e quindi il nostro ragionamento va in coerenza con le riflessioni fatte all’interno delle Commissioni con la sessione europea e con gli impegni programmatici, politici e istituzionali di questa Regione, che sostanzialmente è la traduzione italiana del Gender Impact Assessment europeo, è il processo di confronto e valutazione, in base a criteri rilevanti di genere, della situazione attuale e della tendenza prevedibile a seguito dell’introduzione della politica che proponiamo.

Ecco perché questo processo, che è una metodologia codificata dall’Unione europea da tempo e che parte ex ante e segue la vita di un programma o di una politica, può produrre davvero effetti positivi e non distorsivi, anche senza volere, di una legge, di un piano, di un regolamento, un processo che l’Unione europea richiede agli Stati membri già dal 2002, con la risoluzione del Parlamento, e che ha rinnovato specificamente in tutte le risoluzioni successive. Ebbene, la Regione Emilia-Romagna vuole dotarsi, e vuole completare il quadro di tutti gli strumenti per ottenere i migliori risultati e la maggiore efficacia nel contrasto alle disuguaglianze di genere. Lo dico perché non sono mai dichiarazioni e manifesti solo teorici, benché anche la teoria e l’idealità siano fondamentali per la vita politica e il rispetto dei diritti di tutti.

Ma il gender mainstreaming, attraverso la trasversalità della legge-quadro ha colto un aspetto: il gender budgeting, con la dotazione del bilancio di genere, fin dal 2016, in Regione Emilia-Romagna, ha colto un altro aspetto. Il fatto di introdurre la valutazione dell’impatto di genere nella legislazione regionale coglie il gender impact assessment, che completa il quadro degli strumenti e dell’efficacia su questo punto.

È chiaro che la valutazione dell’impatto di genere consente di uscire dal recinto delle misure specifiche per le donne – quante volte l’abbiamo sentito? – disegnate come soggetto debole, per definizione legato a esclusive priorità familiari, tendenzialmente orientate a impieghi low profile, e collegarlo invece a un progetto di crescita strutturale del Paese.

Il rischio, altrimenti, è di trovarci di fronte a una frammentarietà di misure importanti, note, che partono con buoni auspici, ma con nessuna stima circa gli esiti, che invece, sui diritti, sulle disuguaglianze, necessitano di misurazione per essere esigiti ed esigibili.

La valutazione dell’impatto di genere ex ante stimola una riflessione seria e di lungo periodo sulla scelta degli strumenti per favorire proprio tale incremento, a partire dal senso e dal livello di efficacia degli ennesimi incentivi sull’occupazione femminile. Noi siamo oltre il PNRR, noi siamo oltre. Siamo oltre perché sulla trasversalità abbiamo già agito. Con questo strumento misuriamo la praticabilità e la concretezza degli effetti.

La valutazione dell’impatto di genere può anche addirittura suggerire soluzioni addirittura originali, per modificare gli assetti per adeguarci agli obiettivi concreti. La tabella di marcia della Commissione già nel 2007 prevedeva che l’applicazione di metodologie in tema di parità tra donne e uomini, quali la valutazione dell’impatto rispetto al genere e il bilancio di genere, appunto, favorirà la parità tra donne e uomini, e porterà maggiore trasparenza e affidabilità. Ma secondo voi, non sappiamo che l’introduzione di questo strumento imporrà anche alla struttura organizzativa della Regione una maggiore attenzione? Un maggior lavoro di analisi? Ma abbiamo una qualità della dirigenza e delle dipendenze della Regione e una cultura di fondo sui diritti che ci possono consentire di andare molto, molto lontano.

Introdurre, quindi, la valutazione dell’impatto di genere nella normativa regionale consente, da un lato, di consolidare gli strumenti già utilizzati e, dall’altro, di effettuare un’analisi degli effetti che possono derivare da una proposta sia per le donne che per gli uomini, evitando che decisioni politiche possano avere un impatto differente. E come lo facciamo? Con l’istituzione del NOI. Guardate, il Nucleo operativo di impatto, anche nel suo acronimo, dà il senso della marcia in qualche modo solidale, orizzontale, pervasiva e trasversale di ciò che vogliamo intraprendere.

Gli emendamenti poi saranno e potranno essere analizzati nel dettaglio, ma quello che ci aspettiamo è che nei vari ambiti, cioè negli ambiti del lavoro, della salute, del welfare, dell’educazione, della cultura, dello sport, della formazione, della cooperazione internazionale, dello sviluppo e dell’Agenda digitale, nei prossimi 180 giorni si possa arrivare a una regolamentazione di quei criteri e di quei parametri che possa darci una mano a valutare meglio gli effetti della nostra normazione regionale.

È chiaro che la coerenza interna delle leggi con gli obiettivi di mandato della Giunta e con l’assetto normativo sui diritti delle donne e degli uomini di questo Paese, in particolare della nostra regione, parte dagli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile del pianeta, passa attraverso la Strategia europea per la parità di genere, passa attraverso la Convenzione del Consiglio d’Europa, che non è una citazione stanca e reiterata di strumenti tanto per elencarli, sono pieni di elementi che vanno resi e vanno fatti vivere nella dimensione della concretezza.

Ecco perché, da questo punto di vista, confido che il NOI, quindi attraverso il nostro impegno, possa darci una mano davvero per raggiungere gli obiettivi di uguaglianza che la Regione Emilia-Romagna ha sempre perseguito e sempre perseguirà.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi in discussione generale? Nessun intervento in discussione generale.

Chiedo, allora, al relatore della Commissione, consigliere Bessi, se vuole replicare. No, nessuna replica.

Chiedo alla consigliera Catellani se vuole replicare. Prego.

 

CATELLANI: Grazie, presidente.

Replico in particolar modo all’intervento della collega Roberta Mori, verso la quale nutro una stima assolutamente indiscussa. Tuttavia, purtroppo, quando si tratta di normativa, la normativa mi appassiona e mi piace cercare di capire quello che viene detto. La collega Mori è stata dedita a questa spiegazione, ieri ci siamo confrontate, è stata molto carina, perché comunque abbiamo avuto un po’ di tempo per confrontarci sul tema, e io oggi purtroppo devo dire alla collega Mori che mi perplimo tanto quanto ieri, e non entro nel merito del tipo di disamina che si vuol fare ex ante, ma parlo anche di metodo.

Intanto viene affrontato oggi con un emendamento l’inserimento di una struttura all’interno delle normative, dei pdl, pesantissima, che impone anche un Regolamento con dei tempi stringenti, facendola passare tramite un emendamento. Secondo me, era più corretto, quando si vuole andare ad inficiare l’intervento su tutti i progetti di legge che passeranno dalla Regione Emilia-Romagna, perché tolto qualche tematica (forse l’edilizia non è toccata, ma tutte le altre sono toccate), a mio avviso forse sarebbe stato necessario passare per una valutazione corale di tutti i Gruppi, magari passando per le Commissioni dedicate, per cercare di vedere se effettivamente è necessario questo strumento oppure non è necessario, non facendolo passare con un emendamento, all’interno peraltro di un progetto di legge che punta a un adeguamento, punta a delle abrogazioni e punta sostanzialmente a una semplificazione, e qui non c’è.

Quello che io leggo nell’emendamento è talmente tanto complesso che io oggi, esattamente come ieri, non riesco purtroppo a capire qual è la reale utilità della richiesta della collega Mori e di chi chiaramente ho sottoscritto, perché (mi dispiace dover essere io a dirlo che sono dell’opposizione) la struttura, l’attenzione alla parità, ce l’ha già, è sovrabbondante, c’è, esiste e ben venga che ci sia. Non è necessario andare a creare una struttura autonoma, una sovrastruttura a una struttura.

Al di là del fatto che si richiama la legge n. 18 del 2011, che è una legge della semplificazione, mi stride nell’orecchio quando si parla di semplificazione e andate a complicare, per me è assolutamente inconferente, infondato, inammissibile, inaccettabile, perché, se è semplificazione, è semplificazione, sono andata a leggermi la legge, la mamma, la n. 6 del 2014.

La legge mamma nelle finalità dice, all’articolo 2, comma 3: “La Regione agisce contro la violenza di genere, ovvero quella perpetrata ai danni delle donne”. Perfetto, questo è il contenuto. Il comma 4 dice: “Essa (il soggetto è sempre la Regione) elabora politiche di prevenzione”. Cioè, il vostro ex ante: “mediante correttivi paritari e misuratori di equità, al fine di contrastare le disparità in ogni campo e valutare il raggiungimento degli obiettivi della presente legge”. Sono quattro righe belline belline che, proprio con la massima semplicità, vanno a incorporare, a mio avviso, tutto il testo di un pdl che tecnicamente, secondo me, è stato anche faticoso elaborare perché da leggere è faticoso e io sfido ad andare a creare un regolamento sulla scorta di un emendamento che è assolutamente non comprensibile nelle finalità e nelle declinazioni.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ha chiesto la parola la Giunta, con la vicepresidente Schlein. Prego.

 

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta: Grazie, presidente.

Voglio davvero ringraziare di cuore i relatori, il consigliere Bessi e la consigliera Catellani, per questo lavoro che abbiamo accompagnato Commissione per Commissione insieme. Questo è il metodo che abbiamo scelto e voglio anche affermare che è il metodo che continueremo a utilizzare, per cui continueremo a lavorare insieme su tutti questi temi, che hanno una straordinaria rilevanza strategica soprattutto adesso, viste le grandi opportunità che si aprono per le innovazioni normative, ma anche i piani di investimento europei che ci permetteranno di ricostruire, dopo il drammatico impatto della pandemia, su basi diverse, migliorando insieme la qualità della vita delle persone, la qualità del lavoro, la qualità dell’impresa, la qualità della vita del pianeta.

Questa legge europea, lo sapete e l’avete ricordato, nasce nel solco della legge n. 16/2008. Fatemi sottolineare ancora, l’ho fatto ieri quando discutevamo la sessione europea, come questo non sia affatto scontato. Noi qui in Emilia-Romagna ormai abbiamo assunto questo metodo, questo importante percorso della sessione, ma non ci sono molte altre realtà che, con questo impegno e profondendo questa dedizione, si interrogano all’interno dell’Assemblea legislativa, da un lato, su come partecipare e quindi trasmettere anche la partecipazione dei territori della comunità nella formazione del diritto europeo, cosa essenziale perché viva davvero un’Europa delle Regioni, un’Europa delle comunità e dei territori, dall’altra parte, anche su come adattiamo il nostro ordinamento regionale alle innovazioni europee importanti. Ed è proprio questo il senso di questa legge europea, che anche quest’anno abbiamo voluto fare e che è il culmine di questo percorso che coinvolge tutte le Commissioni dell’Assemblea.

Naturalmente è un progetto, lo avete visto, composto da 38 articoli. I Capi, velocemente, riguardano alcune tematiche per noi dirimenti, quella dell’efficientamento energetico, cercando naturalmente di aumentare il potenziale degli interventi di efficientamento energetico che, ricordiamolo, sempre hanno una doppia valenza sociale e ambientale insieme, perché permettono di risparmiare in bolletta, sia per le famiglie che per le imprese, ma al contempo riducono drasticamente le emissioni che sono così nocive, tanto per la salute quanto per l’ambiente.

Abbiamo voluto incidere, quindi, su queste previsioni normative, anche perché abbiamo un obiettivo ambizioso, che è stato recentemente (il 21 aprile) approvato anche nell’accordo tra Consiglio europeo e Parlamento europeo, che guarda a ridurre le emissioni climalteranti di almeno il 55 per cento entro il 2030, quindi da lì una serie di adattamenti previsionali, compresi quelli che spingono sul tema delle colonnine di ricarica elettrica, molto in linea con gli investimenti che stanno arrivando anche in Regione sul tema della mobilità elettrica.

Il Capo II riguarda, invece, lo si ricordava prima, le modifiche alla legge regionale 9 del 2020, una legge senz’altro recente. Come abbiamo visto in Commissione e ha ricordato la consigliera Catellani, alcune modifiche si sono rese necessarie a seguito dell’approvazione, perché c’è stata una positiva interlocuzione con i Ministeri competenti, che ci hanno fatto alcuni rilievi che abbiamo puntualmente accolto, e che quindi hanno migliorato il testo e l’hanno reso naturalmente più lineare rispetto al complesso dell’ordinamento nazionale ed europeo.

Per quanto riguarda il Capo III, ci sono alcune modifiche, l’avete visto, sulla gestione dei siti della Rete Natura 2000. Anche lì si sono resi necessari per assicurare che siano gli enti più competenti, che hanno la competenza a svolgere la cura e la gestione di questi importanti siti, valorizzando il ruolo degli enti di gestione stessa, e anche della Regione e delle sue competenze.

Il Capo IV quarto riguarda il tema importante della tutela sanitaria della popolazione dai rischi derivanti dall’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti.

Il Capo V ha aggiunto alcuni articoli sul tema del contributo all’incentivo proprio alla mobilità sostenibile. Voi ricordate che all’inizio di questo percorso noi ne avevamo proposta intanto una, che riguardava proprio gli incentivi all’acquisto di mezzi meno inquinanti. Abbiamo poi voluto proporre come Giunta un emendamento che allargava la possibilità di cofinanziare i Comuni, proprio nel contrasto all’inquinamento e per il miglioramento della qualità dell’aria, degli interventi mirati alla mobilità sostenibile, a ridurre l’inquinamento nei nostri Comuni e nei nostri territori, portando al 100 per cento la possibilità di cofinanziare questi interventi tra gli 0 e 50.000, all’80 per cento quelli tra i 50.000 e i 100.000 e al 70 per cento quelli dai 100.000 in su. Anche questo, quindi, credo possa essere un obiettivo condivisibile, perché aiuta i Comuni a fare questi importanti investimenti. Volevo chiudere ringraziandovi anche per il contributo propositivo, anche l’opposizione. Abbiamo lavorato bene insieme in questo percorso, al di là delle nostre differenze, che porteranno anche a divergenti comportamenti di voto.

Voglio in particolare ringraziare la maggioranza e la consigliera Mori per aver proposto un avanzamento molto significativo, con questo emendamento che riguarda la possibilità di fare una valutazione ex ante dell’impatto di genere per migliorare la qualità e l’efficacia delle leggi regionali, con un’attenzione particolare a ridurre le diseguaglianze e le potenziali discriminazioni di genere.

La Giunta molto volentieri si impegna ulteriormente. È vero che è un impegno che già portiamo avanti, ma ogni strumento che può contribuire a ridurre quei divari sociali e occupazionali, quelle discriminazioni che purtroppo quotidianamente colpiscono le donne, naturalmente vede il nostro pieno favore. La ringrazio anche perché nel lavoro di maggioranza questo è un emendamento che tiene conto non solo del tema della parità di genere nel solco dell’Agenda 2030 dell’ONU, ma anche della necessità di tenere insieme i vari livelli di discriminazioni che colpiscono le stesse persone, in particolare se sono donne, perché purtroppo abbiamo imparato che le diseguaglianze e le discriminazioni diverse non si elidono a vicenda, ma si sommano anche nella stessa persona. Quindi, la ringrazio anche per questa attenzione particolare. Quindi, davvero grazie della collaborazione.

Spero che questa legge venga votata e approvata con il più ampio supporto possibile. Continueremo ad assicurarvi la nostra piena collaborazione anche nel prosieguo dei nostri lavori comuni.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo, quindi, alle votazioni. Possiamo partire? Ricordo che sono trentotto articoli, con tre emendamenti.

Partiamo con l’articolo 1, su cui insiste l’emendamento n. 1, a firma Mori, Zappaterra, Zamboni, Bessi, Pigoni, Montalti, Amico, Taruffi, Rossi, Costi e Bulbi.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sull’emendamento e sull’articolo.

Consigliera, non si accende? Vicepresidente Schlein, può staccare il microfono, per favore? Grazie.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Intervengo brevemente sull’emendamento di cui è prima firmataria la consigliera Mori perché, a differenza di quanto è stato detto dalla consigliera Catellani, ritengo questo strumento della valutazione di genere preventiva uno strumento fondamentale per valutare l’impatto che gli investimenti che farà la Regione e le varie norme che andrà ad approvare avranno sulla popolazione sia maschile che femminile. A questo punto la valutazione di impatto di genere, a capire, per esempio, se stanzio 100 milioni allo sport, quanti di questi milioni verranno investiti in campetti da calcio, che notoriamente sono soprattutto frequentati dagli uomini, e quanti nella pallavolo, uno sport che vede la presenza anche delle donne. Questo per dare una spiegazione molto terra terra, per fare capire che è uno strumento preventivo, nel senso che aiuta, prima che si decidano gli investimenti, a fare un bilancio di genere, quindi non il bilancio di genere complessivo, finale, ma provvedimento per provvedimento.

È uno strumento che anch’io avevo sollecitato con un’interrogazione alla Giunta che venisse introdotto, non siamo delle mosche bianche in questo, perché la Regione Puglia ha già adottato uno strumento analogo e anche il Comune di Bologna ha avviato l’introduzione della valutazione d’impatto di genere, quindi parliamo di strumenti già presenti presso altre amministrazioni, strumenti collaudati, e trovo giusta la cornice del pacchetto di provvedimenti relativi alla legge europea, perché proprio dal Parlamento europeo sono partite le iniziative del [...], quindi metà di questo, metà degli investimenti a favore della parità di genere, e perché anche a livello europeo è partita la campagna del Women Deal.

Siamo quindi perfettamente nella cornice più adatta, anche da un punto di vista normativo, per inserire questo strumento, che poi, al di là dell’emendamento, avrà bisogno di essere declinato in una normativa puntuale, che indichi anche i passi necessari per poterla applicare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ho un’iscrizione del consigliere Amico. È ancora valida? Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente. Aspettavo mi deste la linea.

Anch’io vorrei esprimere apprezzamento per l’emendamento a prima firma Mori, perché, come giustamente diceva la vicepresidente Schlein, si tratta di una strumentazione aggiuntiva per avere una lettura precisa di quelli che sono i provvedimenti che noi andremo a prendere complessivamente come azione amministrativa da parte della Regione.

La Regione insiste su diversi ambiti, io credo che, se sono vere le considerazioni che abbiamo svolto anche nella giornata di ieri circa le criticità che abbiamo sofferto durante l’emergenza sanitaria e pandemica, che hanno visto soprattutto la componente femminile, dal punto di vista del lavoro, con tutte le implicazioni che questo comporta anche da un punto di vista di discriminazione, separazione nonché costrizione a un’assenza dal mercato del lavoro della società nel suo complesso, le valutazioni di impatto e in particolare quella di genere credo che siano degli elementi importanti da tenere assieme e da introdurre all’interno del nostro fare amministrativo.

Leggere, quindi, con certezza quelle che sono le ripercussioni che le delibere così come le leggi avranno per quanto riguarda la componente femminile credo che sia una strada da tracciarsi con decisione, proprio per rendere efficaci tutti quanti i discorsi, le valutazioni, le considerazioni che abbiamo fatto in questi giorni e che abbiamo anche condotto all’interno della Commissione parità nel corso di questi ultimi mesi.

La valutazione di impatto nel complesso serve per predeterminare e comprendere a monte quali saranno gli effetti e avere degli strumenti di valutazione sia ex ante, ma anche nel corso del processo attuativo dei vari provvedimenti, per capire se quegli obiettivi che noi definiamo nel programma di mandato, nel Patto per il lavoro e per il clima, nei documenti di programmazione che andiamo ad adottare corrispondono effettivamente a quello che ci siamo detti essere uno dei punti prioritari da colmare nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

Non credo che si tratti di un orpello, un’aggiunta, un elemento di complicazione alle condizioni che noi andiamo a stabilire, anzi serve a dare maggiore trasparenza, maggiore chiarezza, maggiore leggibilità alla nostra azione amministrativa.

Con molto piacere ho sottoscritto e voterò a favore relativamente a questo emendamento.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

A me sembra di sognare perché ho assistito e sto assistendo a un dibattito sui massimi sistemi che, per carità, può essere condivisibile o meno, ma intanto abbiamo capito che per la sinistra, in questa Regione, esistono gli sport da uomini e gli sport da donne, che è qualcosa di pressoché allucinante se non imbarazzante. Anche perché potrei… Guardate, come ha detto prima la consigliera che è intervenuta, esistono sport da uomini e sport da donne. Per quello che conosco io, nel mio Gruppo c’è il consigliere Delmonte che gioca a pallavolo e la consigliera Catellani che fa cross-fit. Adesso, non so in quale situazione siano collocati questi due sport, però ricordo anche che in Emilia-Romagna abbiamo squadre maschili, per esempio di pallavolo, che praticano ad alti livelli.

C’è quindi forse mancanza di conoscenza del territorio, mancanza di conoscenza dello sport, mancanza di conoscenza anche di cos’è l’identità di genere, probabilmente, da una certa parte della maggioranza. Intanto, la consigliera Zamboni che ha sempre portata avanti la bandiera di definire le identità di genere, anche di persone omosessuali o altro, oggi ha detto che esistono sport da uomini e da donne. I due generi, quindi, sono uomo e donna, secondo la sinistra, in questa Regione: ne prendiamo atto, con piacere, ovviamente, giustamente.

Quello che mi viene da dire è che viene fatta dalla sinistra una discriminazione rispetto agli sport a livello nazionale, a livello regionale, a livello di concetto, per cui esistono sport da uomini e sport da donne. È allucinante! Ma dove vivete?

La nostra è una società che sta lavorando per avere uno sport ottimale, a prescindere dal sesso di chi lo pratica. Lo sport è di tutti! Avete detto delle cose imbarazzanti! Io sono imbarazzato per voi. Per favore, se vogliamo discutere di identità di genere, come è stato fatto anche nell’aula ieri mattina, facciamolo, però con senno, partendo dal presupposto che oggi prendiamo atto che per la sinistra in Regione – e ne prendiamo atto con piacere – esiste l’uomo ed esiste la donna. Partiamo da quello. Però, e chiudo, Presidente, reputo vergognoso che si faccia una distinzione tra sport maschili e femminili.

Reputo vergognoso che in questo modo si ponga un muro davanti a quelle che possono essere le passioni delle persone.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Zamboni, lei ha ancora un minuto e mezzo.

 

ZAMBONI: Grazie, Presidente.

Innanzitutto vorrei che non fosse associata tutta la sinistra a un paragone che ho fatto, ammetto, che può avere elementi di ambiguità.

Io non mi riferivo a sport maschili e a sport femminili. Mi riferivo ad una maggiore frequentazione di determinati sport, e quindi non ad una classificazione dello sport in quanto tale, ma ad una maggior frequentazione.

Ammetto che la frase che ho usato poteva suscitare delle mal interpretazioni, me ne scuso, chiedo però al consigliere Rancan di non coinvolgere nella mia affermazione tutta la sinistra. Non vorrei, appunto, che una frase espressa in parte malamente venisse attribuita a tutta la sinistra.

Ribadisco, invece, la necessità di fare un’analisi di genere degli investimenti, considerato quanto di questi investimenti va a beneficio di un determinato genere e quanto a beneficio di un altro. Che ci siano delle differenze, per esempio, sul campo della formazione e del lavoro lo sappiamo benissimo. Ho usato un esempio che poteva essere mal interpretato? Me ne scuso. Il problema, però, di una disparità di genere tra uomini e donne nella nostra società esiste, va colmato, e una delle strade per colmarlo è quella di una valutazione preventiva degli investimenti e delle norme che si vanno ad approvare.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Siamo, quindi, in discussione generale. Ci sono altri interventi? No.

Passiamo alle dichiarazioni di voto sull’emendamento e sull’articolo 1. Non ci sono interventi in dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a prima firma Mori.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 36

Favorevoli 21

Contrari 14

 

È approvato.

 

L’emendamento n. 1 è approvato.

Passiamo alla votazione dell’articolo 1.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Votanti 39

Favorevoli 22

Contrari 16

Astenuti 0

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 2-

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Votanti 39

Favorevoli 22

Contrari 16

Astenuti 0

 

È approvato.

 

Passiamo all’articolo 3.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 41

Favorevoli 24

Contrari 16

Astenuti 0

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 4.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 43

Favorevoli 25

Contrari 17

Astenuti 0

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Insiste l’emendamento n. 3, a firma della consigliera Catellani.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Consigliera Zamboni, ha chiesto di parlare? No? Abbiamo una prenotazione sull’app. Va bene così. Chiudiamo le dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 3, a firma Catellani.

La votazione è aperta.

La votazione chiusa.

 

Presenti 43

Favorevoli 14

Contrari 25

Astenuti 3

 

È respinto.

 

Passiamo alla votazione dell’articolo 5.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 41

Favorevoli 23

Contrari 16

Astenuti 0

 

È approvato

 

Articolo 6.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 6.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 42

Favorevoli 24

Contrari 17

Astenuti 0

 

È approvato

 

Articolo 7.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 7.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 43

Favorevoli 25

Contrari 17

Astenuti 0

 

È approvato.

 

Sospendiamo i lavori. Riprenderanno alle ore 14,30.

Grazie.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 13,02

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI,  Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Giulia GIBERTONI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano Bonaccini;

gli assessori: Andrea CORSINI, Mauro FELICORI, Barbara LORI, Alessio MAMMI, Irene PRIOLO.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Raffaele DONINI e il consigliere Massimo IOTTI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 2970

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Legge europea per il 2021”. (18)

 

 

Titolo: 2970 - votazione emendamento 1 (a firma consigliere Mori e altri)

Presenti al voto: 37

Favorevoli/Si: 22

Contrari/No: 14

Non votanti: 1

Assenti: 13

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Bonaccini Stefano

 

Contrari/No


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Non votante

Rainieri Fabio


Assenti


Bergamini Fabio; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Facci Michele; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Francesca; Petitti Emma; Piccinini Silvia; Pillati Marilena; Sabattini Luca

 

Titolo: 2970 - votazione art. 1

Presenti al voto:41

Favorevoli/Si:23

Contrari/No: 17

Non votanti: 1

Assenti: 9

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Bonaccini Stefano

 

Contrari/No


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Facci Michele;

 

Non votante

Rainieri Fabio


Assenti


Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Marchetti Francesca; Petitti Emma; Piccinini Silvia; Sabattini Luca

 

Titolo: 2970 - votazione art. 2

Presenti al voto: 40

Favorevoli/Si: 23

Contrari/No: 16

Non votanti: 1

Assenti: 10

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Bonaccini Stefano;


Contrari/No


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Non votante

Rainieri Fabio


Assenti


Bonaccini Stefano; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Marchetti Francesca; Petitti Emma; Piccinini Silvia; Rancan Matteo; Rossi Nadia

 

Titolo: 2970 - votazione art. 3

Presenti al voto:42

Favorevoli/Si:25

Contrari/No: 16

Non votanti: 1

Assenti: 8

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Bonaccini Stefano;

 

Contrari/No

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo


Non votante

Rainieri Fabio


Assenti


Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Paruolo Giuseppe; Petitti Emma; Piccinini Silvia

 

 

Titolo: 2970 - votazione art. 4

Presenti al voto: 44

Favorevoli/Si: 26

Contrari/No: 17

Non votanti: 1

Assenti: 6

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Bonaccini Stefano

 

Contrari/No


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Non votante

Rainieri Fabio


Assenti


Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Paruolo Giuseppe; Petitti Emma; Piccinini Silvia

 

 

 

Titolo: 2970 - votazione emendamento 3 (a firma consigliera Catellani)

Presenti al voto: 44

Favorevoli/Si: 14

Contrari/No: 26

Astenuti: 3

Non votanti: 1

Assenti: 6

 

Favorevoli/Si


Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina

 

Contrari/No


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Bonaccini Stefano

 

Astenuti

Barcaiuolo Michele; Lisei Marco; Tagliaferri Giancarlo


Non votante

Rainieri Fabio


Assenti


Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Paruolo Giuseppe; Petitti Emma; Piccinini Silvia

 

 

 

Titolo: 2970 - votazione art. 5

Presenti al voto: 43

Favorevoli/Si: 25

Contrari/No: 16

Non votanti: 2

Assenti: 7

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Pigoni Giulia; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Pillati Marilena; Bonaccini Stefano;

 

Contrari/No


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Non votanti

Felicori Mauro; Rainieri Fabio


Assenti


Bergamini Fabio; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Paruolo Giuseppe; Petitti Emma; Piccinini Silvia

 

 

Titolo: 2970 - votazione art. 6

Presenti al voto:44

Favorevoli/Si:26

Contrari/No: 17

Non votanti: 1

Assenti: 6

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Pigoni Giulia; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Pillati Marilena; Bonaccini Stefano

 

Contrari/No


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Non votante

Rainieri Fabio


Assenti


Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Paruolo Giuseppe; Petitti Emma; Piccinini Silvia

 

 

 

Titolo: 2970 - votazione art. 7

Presenti al voto:44

Favorevoli/Si:26

Contrari/No: 17

Non votanti: 1

Assenti: 6

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Bonaccini Stefano


Contrari/No


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Non votante

Rainieri Fabio


Assenti


Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Paruolo Giuseppe; Petitti Emma; Piccinini Silvia

 

Emendamenti

 

OGGETTO 2970

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Legge europea per il 2021”. (Delibera di Giunta n. 352 del 15 03 21)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Mori, Zappaterra, Zamboni, Bessi, Pigoni, Montalti, Amico, Taruffi, Rossi, Bulbi, Costi.

 

«Aggiungere all'Art. 1 Oggetto e finalità il punto elenco: "f) modifiche alla legge regionale 27 giugno 2014 n. 6 (legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere) in attuazione della Strategia europea per la parità di genere — COM (2020) 152 e del Piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere - (EU Gender Action Plan — GAP III)"»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma della consigliera Catellani

 

«All'articolo 25, comma 1, lettera b), di cui all'articolo 5 comma 1 del presente progetto di legge, le parole "a intervento edilizio" sono così modificate "a ristrutturazione edilizia".»

(Respinto)

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti - Rainieri

Bergamini - Montalti