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95.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 12 OTTOBRE 2021

 

(ANTIMERIDIANA)

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 4026

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle problematiche che si sono verificate sulla linea ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla e sulle azioni da intraprendere per risolverle. A firma del Consigliere: Costa

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

COSTA (PD)

BARUFFI, sottosegretario

COSTA (PD)

 

OGGETTO 4027

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle azioni da porre in essere per realizzare una "variante" alla via Emilia, al fine di ridurre il traffico e l'inquinamento atmosferico lungo il tratto stradale compreso tra Reggio Emilia e Parma. A firma del Consigliere: Amico

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

AMICO (ERCEP)

BARUFFI, sottosegretario

AMICO (ERCEP)

 

OGGETTO 4028

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'opportunità di pianificare e segnalare tempestivamente eventuali interruzioni dell'A1 Panoramica nel tratto Rioveggio-Roncobilaccio, in conseguenza dello svolgimento di lavori di manutenzione. A firma del Consigliere: Mastacchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

MASTACCHI (RCPER)

BARUFFI, sottosegretario

MASTACCHI (RCPER)

OGGETTO 4029

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle azioni da intraprendere per ridurre le liste di attesa per le prestazioni specialistiche, con particolare riferimento alla situazione di Piacenza. A firma della Consigliera: Stragliati

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

STRAGLIATI (LEGA)

BARUFFI, sottosegretario

STRAGLIATI (LEGA)

 

OGGETTO 4030

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la ripresa dei lavori di ripristino della infrastruttura di collegamento alla salina di Comacchio (FE). A firma dei Consiglieri: Fabbri, Zappaterra

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

FABBRI (PD)

BARUFFI, sottosegretario

FABBRI (PD)

 

OGGETTO 4032

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le misure da adottare per giungere al superamento dei passaggi a livello lungo le linee ferroviarie nella regione, con particolare riferimento alla rete gestita dalla società regionale FER. A firma della Consigliera: Piccinini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

PICCININI (M5S)

BARUFFI, sottosegretario

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 4033

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la necessità di mettere in sicurezza i daini prelevati da Lido di Classe (RA) e Lido di Volano (FE). A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

GIBERTONI (MISTO)

MAMMI, assessore

GIBERTONI (MISTO)

 

OGGETTO 4034

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'opportunità di sensibilizzare il Governo, al fine di scongiurare i rincari conseguenti all'aumento dei prezzi di gas naturale e altri combustibili fossili. A firma del Consigliere: Occhi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

OCCHI (LEGA)

BARUFFI, sottosegretario

OCCHI (LEGA)

 

OGGETTO 4035

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da intraprendere per dare riposte adeguate all'emergenza psicosociale che riguarda bambini e adolescenti in Emilia-Romagna, al fine di evitare un aggravamento o una cronicizzazione dei disagi psicologici emersi durante il periodo della pandemia. A firma della Consigliera: Zamboni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

ZAMBONI (EV)

BARUFFI, sottosegretario

ZAMBONI (EV)

 

OGGETTO 4036

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la sussistenza di direttive in merito alla "zona di accesso" delle strutture scolastiche e dei servizi educativi 0-6 e dell'obbligo di verifica del Green Pass dei genitori che vi accedono. A firma della Consigliera: Pigoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

PIGONI (BP)

SALOMONI, assessore

PIGONI (BP)

 

Processi verbali, annuncio ai sensi dell’art. 68 del Regolamento interno e appello dei consiglieri

PRESIDENTE (Petitti)

 

OGGETTO 3383

Relazione sulla clausola valutativa ai sensi del comma 2 dell'art. 28 della L.R. 15/2007 "Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l'alta formazione" - triennio accademico 2018-2020.

(Inversione dell’ordine del giorno e discussione)

PRESIDENTE (Petitti)

SALOMONI, assessore

BERGAMINI (LEGA)

PILLATI (PD)

PRESIDENTE (Petitti)

 

OGGETTO 3584

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: "Interventi per la promozione e il sostegno dell'editoria del libro. Modifiche alle leggi regionali n. 18 del 2000 e n. 7 del 2020." (27)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione ed esame articolato)

(Ordini del giorno 3584/1/2 – oggetti 4044 e 4045 – Presentazione)

 

PRESIDENTE (Petitti)

MUMOLO, relatore della Commissione

STRAGLIATI, relatrice di minoranza

AMICO (ERCEP)

PICCININI (M5S)

BONDAVALLI (BP)

FELICORI, assessore

PRESIDENTE (Petitti)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche inversione dell’ordine del giorno - oggetto 3584 (art.1)

Comunicazioni ai sensi dell’art. 68 del Regolamento Interno

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 09,43

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 95 del giorno 12 ottobre 2021.

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

PRESIDENTE (Petitti): Iniziamo con le interrogazioni.

 

OGGETTO 4026

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle problematiche che si sono verificate sulla linea ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla e sulle azioni da intraprendere per risolverle. A firma del Consigliere: Costa

 

PRESIDENTE (Petitti): Nell’ordine delle interrogazioni, la prima è quella del consigliere Costa, interrogazione 4026 di attualità a risposta immediata in aula in merito alle problematiche che si sono verificate sulla linea ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla e sulle azioni da intraprendere per risolverle.

Passo la parola al consigliere Costa.

 

COSTA: Buongiorno, presidente. Buongiorno, colleghi.

Tra l’altro proprio questa mattina mi è arrivata notizia dai sindaci che stanno sul territorio, le sindache di Novellara e di Guastalla, che è stato soppresso un treno sulla stessa tratta Reggio Emilia-Guastalla per mancanza di personale di bordo. Insomma, dal mese di settembre in avanti, cioè da quando la frequentazione di quella linea ferroviaria è diventata più assidua, complice l’avvio dell’anno scolastico, i problemi non sono mancati. Il 13 settembre abbattute le sbarre a un passaggio a livello e, di conseguenza, traffico interrotto, con i conseguenti ritardi, il 6 ottobre idem, auto ancora una volta contro le sbarre di un passaggio a livello e tratta interrotta, il 7 ottobre, cioè il giorno immediatamente successivo, trattore abbatte le sbarre all’altezza di San Bernardino di Novellara e linea interrotta. A questo si somma una serie molto spiacevole e lunga di treni soppressi e di ritardi accumulati su quella stessa tratta con – potete ben immaginare – le legittime proteste tanto dei ragazzi che utilizzerebbero la linea Reggio Emilia-Guastalla per il trasporto scolastico quanto dei genitori che spesso e volentieri sono stati chiamati, in queste settimane, a dover lasciare il lavoro per andare a recuperare i figli che o non riuscivano a raggiungere la scuola in tempo o non riuscivano a rientrare al domicilio.

I sindaci del territorio hanno preso posizione chiedendo […] immaginando anche delle soluzioni concrete perché si possano evitare. Le soluzioni la Regione le sta immaginando. Tra l’altro, quella è una linea ferroviaria sulla quale l’investimento dal punto di vista della valorizzazione è importante. È di fatto in via di ultimazione il processo di elettrificazione di quella linea, e un investimento così importante crediamo che vada sfruttato al massimo delle sue potenzialità, che vada messa a valore e, quindi, che debba essere eliminata, una volta per tutte, ogni eventuale fonte di disservizio, e tra questi ci sono le interferenze tra il ferro e la gomma. Molti degli incidenti di queste settimane si sono appunto verificati in conseguenza del fatto che le sbarre ai passaggi a livello venivano abbattute o parzialmente abbattute da dei veicoli in transito.

FER sta progettando – lo so perché è in corso un confronto molto importante con gli amministratori locali – tutta una serie di opere di viabilità alternativa, grazie alle quali poter sopprimere i passaggi a livello. Io chiedevo all’Assessorato se è a conoscenza di ulteriori disservizi o di ulteriori elementi che generino disservizi lungo questa tratta, di accelerare, per quanto possibile, il processo tra FER e Amministrazioni locali per l’eliminazione di quanti più possibile passaggi a livello, con la realizzazione di tutte le opere di viabilità alternative che dovessero rendersi necessarie, in modo da poter sfruttare al meglio questa linea ferroviaria e gli investimenti che questa Regione stessa sta facendo. Nel frattempo, credo che sia opportuno da parte di tutti chiedere scusa agli utenti di quella linea per i disservizi che si sono registrati in queste settimane.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Costa.

Risponde il sottosegretario Baruffi. Prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

Con riferimento al problema posto dal consigliere interrogante si riferisce quanto segue. In riferimento ai sinistri avvenuti i giorni 6 e 7 ottobre scorso sulla linea Reggio Emilia-Guastalla, si specifica che gli incidenti sono stati provocati, come riportato, da tallonamenti delle barriere da parte di veicoli transitanti sulle strade che, non rispettando il Codice della strada, non si sono fermati al segnale rosso per attendere la chiusura delle barriere in fase di discesa, andando quindi ad urtare le stesse e trascinandole successivamente. Per il giorno 6, l’incidente avvenuto a Guastalla in via Ponte Pietra ha provocato un ritardo dei treni 90171 e 90172. Il giorno 7 ottobre a Novellara, sul passaggio a livello di via San Bernardino, sono avvenuti due tallonamenti, uno verso le 12, l’altro verso le 17, che hanno provocato ritardi dei treni 90186, 90188 e 90189. Tutto questo per riscontrare la conoscenza del problema e l’attenzione che la Regione pone in proposito e anche la condivisione rispetto alle sollecitazioni che vengono dal consigliere.

Per quanto riguarda nello specifico la soppressione dei passaggi a livello sulla rete regionale, già da diversi anni la Regione, di concerto con il gestore, cioè FER, è impegnata in un piano di eliminazione dei passaggi a livello sulla rete regionale, che viene portato avanti compatibilmente con le risorse che via via si rendono disponibili da parte del bilancio regionale, dello Stato o addirittura degli stessi Enti locali, in accordo con gli enti interessati. Allo stato attuale sono assicurate dal bilancio regionale risorse pari a 14,6 milioni di euro per eliminare entro il 2023 un passaggio a livello a Modena, in via Panni, sulla linea ferroviaria Modena-Sassuolo, uno a Novellara, in località San Bernardino, sulla linea ferroviaria Reggiolo-Guastalla, appunto, e uno a Sorbolo, via Venezia, sulla linea ferroviaria Parma-Suzzara.

A fronte di un anticipo prospettato sulla programmazione degli FSC 2021-2027, quelli statali intendo dire, sono stati programmati, da parte della Regione, interventi per 9,9 milioni per eliminare un passaggio a livello a Sassuolo, sulla SP […] 11 milioni per la messa in sicurezza idraulica nella tratta della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore, con la chiusura anche di tre passaggi a livello ubicati sulla medesima tratta. Tramite i finanziamenti di cui al decreto di riparto del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese di cui all’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, destinati a interventi per il potenziamento e l’ammodernamento delle ferrovie regionali, tuttora in iter di approvazione da parte del Ministero delle infrastrutture, sono stati richiesti 6 milioni per l’eliminazione di un passaggio a livello a Ferrara, in via Fabbri, sulla linea ferroviaria Ferrara-Codigoro. Tramite finanziamenti per il progetto PIMBO, saranno assicurati dallo Stato circa 57 milioni, che permetteranno di interrare parte della tratta urbana di Bologna e della linea ferroviaria Bologna- Portomaggiore, che avrà come conseguenza l’eliminazione di cinque passaggi a livello ubicati nel centro urbano di Bologna, in via Fabbri, via Libia, via Rimesse, via Cellini e via Larga. Tramite un concorso di finanziamenti tra Stato, Regione, RFI e Comune di Ferrara si sta finanziando per circa 67 milioni di euro l’interramento del nodo ferroviario di Ferrara nella zona di via Bologna, che avrà come conseguenza l’eliminazione di un altro passaggio a livello sulla linea ferroviaria Ferrara-Codigoro, via Bologna, che interessa anche i treni della linea Ravenna-Ferrara, di competenza RFI. Ulteriori risorse sono state, infine, chiesto allo Stato per l’eliminazione di ulteriori passaggi a livello, ancorché oggi non siano ancora state concesse.

Tutto ciò per rimarcare come la Regione si sia sempre fatta parte attiva per la risoluzione del problema segnalato dall’interrogante, da un lato stanziando risorse proprie e programmando allo scopo tutte quelle concesse, dall’altro promovendo accordi con gestore ed Enti locali coinvolti, predisponendo quindi le migliori condizioni per addivenire al miglioramento del servizio e della sicurezza non appena ulteriori risorse saranno disponibili.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, sottosegretario.

Consigliere Costa, prego.

 

COSTA: Ringrazio il sottosegretario. Per parte mia riporterò le informazioni raccolte questa mattina agli amministratori locali, che sono in stretto contatto con i pendolari e loro famiglie. A disposizione per il prosieguo anche nei prossimi mesi per seguire i lavori che sono stati annunciati.

Grazie.

 

OGGETTO 4027

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle azioni da porre in essere per realizzare una “variante” alla via Emilia, al fine di ridurre il traffico e l’inquinamento atmosferico lungo il tratto stradale compreso tra Reggio Emilia e Parma. A firma del Consigliere: Amico

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 4027, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito alle azioni da porre in essere per realizzare una “variante” alla via Emilia, al fine di ridurre il traffico e l’inquinamento atmosferico lungo il tratto stradale compreso tra Reggio Emilia e Parma. L’interrogazione è a firma del consigliere Amico.

Prego, consigliere.

 

AMICO: Grazie, presidente.

La settimana scorsa proprio il presidente Bonaccini era presente in Sala Tricolore a inaugurare l’avvio dei lavori della costruzione della tangenziale nord della città di Reggio Emilia, in contemporanea in un’interlocuzione anche con la dirigenza dell’Anas è emersa con forza anche una richiesta relativa ad almeno uno studio di fattibilità per quanto riguarda la realizzazione di quella parte di territorio che viene chiamata “via Emilia bis”. L’interrogazione di oggi vuole circostanziare la situazione, anche perché martedì 5 ottobre scorso a Calerno, frazione del Comune di Sant’Ilario, si è verificato un incidente stradale che ha provocato la morte di un camionista, finito con il proprio mezzo contro un’abitazione. In seguito a questo tragico episodio si sono riaccese le polemiche sulla scarsa sicurezza e l’eccessivo traffico lungo il tratto della via Emilia che collega Reggio Emilia a Parma, che a fine 2020 era stato teatro di un altro incidente mortale, ancora più tragico, costato la vita a Youness Lakhdar, di appena dodici anni, investito da un furgone all’altezza di Cella.

Da molti anni i cittadini di Cella, Cadè e Gaida, frazioni di Reggio Emilia, nonché Calerno, frazione di Sant’Ilario, si battono per ottenere una maggiore sicurezza sulla via Emilia in quel tratto, denunciando la pericolosità e l’alto tasso di inquinamento dell’aria, nonché acustico. Nei giorni scorsi è stata rilanciata la richiesta di realizzare una variante al tracciato storico sulla statale 9 che tolga quanto più traffico di mezzi pesanti possibile dalle frazioni. Questa nuova infrastruttura viaria, chiamata anche “via Emilia bis”, la cui progettazione è di competenza della provincia di Reggio Emilia, migliorerebbe il collegamento tra i due comuni capoluogo deviando il traffico sulla nuova strada, sgraverebbe i centri abitati dell’impatto quotidiano dei grandi mezzi, riqualificando al contempo gli insediamenti che sorgono sulla vecchia via consolare, e renderebbe più funzionale la connessione con la rete viaria provinciale e autostradale anche per le aziende che vi si trovano.

In particolare, il referente territoriale dell’Anas, Renato Castellari, ha risposto che negli strumenti attuali di programmazione non c’è alcun titolo o progetto sulla via Emilia bis. Nello stesso tempo, il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile ha assegnato al Comune di Reggio Emilia un finanziamento di circa 800.000 euro per la progettazione di fattibilità di questa nuova strada, di questo nuovo raccordo, ma soprattutto questo nuovo raccordo ha la necessità anche di essere interpretato in una maniera coraggiosa e, quindi, secondo dei criteri che possono essere rispondenti a quelle che sono le necessità anche di salvaguardia dell’ambiente, quindi che riducano il traffico, quindi che sia progettato secondo dei criteri innovativi, come stiamo pensando anche su altre infrastrutture emiliano-romagnole.

In questo senso chiediamo alla Giunta che cosa intenda fare la Regione per sostenere la realizzazione della variante alla via Emilia, con l’obiettivo di ridurre il traffico e l’inquinamento atmosferico lungo il tratto stradale tra le città di Reggio Emilia e Parma, se vi sia interesse a realizzare un’opera a basso impatto ambientale e se si possano prevedere interventi di mitigazione a tutela dell’ambiente e del paesaggio.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Risponde il sottosegretario Baruffi. Prego, sottosegretario

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

In relazione a quanto posto dal consigliere interrogante si riferisce quanto segue. La Regione Emilia-Romagna è consapevole dell’importanza che la strada statale 9 (via Emilia) riveste all’interno della rete viaria regionale, in quanto collegamento fondamentale dell’asse centrale regionale, di cui il tratto Parma-Reggio Emilia costituisce parte integrante ed essenziale. Per questo motivo, negli anni si è continuamente confrontata con l’ente gestore, cioè l’Anas, e con le Amministrazioni locali della zona, la Provincia di Reggio Emilia e tutti i Comuni interessati, al fine di individuare le migliori soluzioni progettuali che potessero favorire il decongestionamento dell’asse viario e la riduzione dell’impatto ambientale generato dal traffico motorizzato.

In particolare, lo scorso ottobre Anas ha avviato i lavori di realizzazione della tangenziale nord di Reggio Emilia, come ricordato dal consigliere interrogante, che permetteranno la chiusura dell’anello tangenziale attorno alla città, realizzando un nuovo tronco viario tra le località di San Prospero Strinati e Corte Tegge, con un costo complessivo di oltre 190 milioni di euro.

L’opera, che è attesa da trent’anni, permetterà una migliore gestione del traffico locale, determinando di conseguenza una riduzione dell’inquinamento atmosferico con benefici per tutta l’area.

Ricordo che il PRIT 2025 adottato, con riferimento all’intera strada statale 9 prevede prioritariamente interventi per il miglioramento delle condizioni di accessibilità urbana e il completamento delle tangenziali urbane. Inoltre, si esplicita che fra Parma e Reggio Emilia potrà essere valutata, mediante un apposito progetto di fattibilità tecnico-economica, una variante alla strada statale 9, da realizzarsi anche per tratti funzionali successivi, mettendo a sistema le tangenziali e i singoli centri urbani già esistenti in previsione.

In accordo con questo disegno pianificatorio, la Provincia e il Comune di Reggio Emilia hanno da tempo evidenziato ad ANAS la necessità di realizzare un’opera stradale in variante alla via Emilia nel tratto compreso tra Corte Tegge, cioè il termine della nuova tangenziale nord in costruzione e l’innesto con la strada provinciale 39 presso la località di Sant’Ilario d’Enza, che possa risolvere, come sollecitato dal consigliere, le attuali criticità di traffico e di sicurezza presso gli abitati storici di Cella, Cadè, Calerno nel Comune di Sant’Ilario.

La realizzazione di quest’opera è stata da sempre fortemente sostenuta dalla Regione, che ha deciso di segnalarla tra gli interventi di importanza strategica da proporre al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile per l’inserimento nel contratto di programma dell’ANAS del 2021-2025.

Il Ministero, tuttavia, per il 2021 ha solo confermato i progetti già previsti nel precedente contratto di programma, incrementandone la copertura finanziaria, mentre il confronto sulle nuove opere si trova ad uno stadio ancora preliminare. Debbo dire che dalle prime interlocuzioni risulta chiaro il forte ridimensionamento dell’impegno rispetto a quelle che sono le richieste presentate dalla Regione Emilia-Romagna, il cui importo complessivo risulta superiore a 1,5 miliardo.

L’elevato costo della nuova variante, circa 100 milioni secondo le prime stime di massima, combinato al fatto che l’iter progettuale dell’opera deve essere ancora avviato, impone un’attenta valutazione della stessa nel quadro delle priorità regionali. La Regione Emilia-Romagna si rende disponibile a continuare l’attività di confronto con gli enti locali coinvolti e supportarli nell’analisi di soluzioni trasportistiche alternative, per l’area compresa tra i Comuni di Reggio Emilia e Sant’Ilario, e qualora si procedesse all’elaborazione di un’analisi di prefattibilità, è evidente che la minimizzazione dell’impatto ambientale dell’opera, l’armonico inserimento delle stesse all’interno di un contesto già fortemente urbanizzato e la realizzazione di eventuali interventi di mitigazione sarebbero sicuramente i criteri da considerare in maniera prioritaria e in fase di valutazione delle diverse alternative progettuali. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente.

Mi dichiaro soddisfatto della risposta perché l’impegno della Regione mi sembra abbastanza chiaro nel seguire l’iter. Mi pare anche che le risorse messe a disposizione da ANAS in questo momento siano tutte quante ancora da definire. Sarà da seguire il percorso, anche appunto rispetto a modalità alternative o ad interventi di mitigazione di impatto ambientale che diventano centrali sia per quanto riguarda la vita dei cittadini che […] di quell’area, grazie.

 

OGGETTO 4028

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all’opportunità di pianificare e segnalare tempestivamente eventuali interruzioni dell’A1 Panoramica nel tratto Rioveggio-Roncobilaccio, in conseguenza dello svolgimento di lavori di manutenzione. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con l’interrogazione 4028: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito all’opportunità di pianificare, segnalare tempestivamente eventuali interruzioni dell’A1 panoramica nel tratto Rioveggio-Roncobilaccio, in conseguenza dello svolgimento di lavori di manutenzione.

L’interrogazione è a firma del consigliere Mastacchi. Prego, consigliere.

 

MASTACCHI: Grazie, presidente. Buongiorno.

Si tratta, come già annunciato nel titolo, di disagi derivanti dai lavori sull’autostrada A1 nel tratto della panoramica, che di fatto è la vecchia autostrada, così nuovamente battezzata dopo l’inaugurazione della nuova variante di valico, definita invece direttissima.

Dopo il ponte Morandi, la questione della sicurezza dei viadotti autostradali è prepotentemente e giustamente diventata una priorità, e Autostrade ha così definito un piano corposo di interventi di manutenzione straordinaria, per migliorare gli standard di sicurezza su tutti i tratti della sua concessione, tra cui anche la A1 panoramica.

Ormai da mesi arrivano segnalazioni per le enormi problematiche riscontrate a seguito delle continue chiusure, segnalate con scarso preavviso, dell’autostrada A1 panoramica, nel tratto appenninico tra Rioveggio e Roncobilaccio, senza che ciò abbia minimamente sortito effetti, ma generando enorme disagio sul territorio interessato.

Visto che inizialmente l’impegno assunto da parte di Autostrade prevedeva la disponibilità a valutare correttivi da apportare, qualora ritenuti utili, per ridurre al minimo gli inconvenienti di disagi per il territorio; visto che i lavori vanno fatti, ma non a scapito di ogni cosa, soprattutto delle persone e delle attività produttive locali; considerato che il territorio appenninico non è nuovo a subire disagi a causa di realizzazioni o manutenzioni di importanti infrastrutture a valenza nazionale (basti pensare alla realizzazione della variante di valico e ai lavori di manutenzione della ferrovia direttissima); considerato che la totale mancanza di informazioni alle Amministrazioni locali e lo scarso coinvolgimento da parte di Autostrade nella gestione dei lavori, senza un minimo interesse per ciò che comportano sul territorio circostante, è causa di forti disagi sul nostro territorio; considerato che a causa delle chiusure senza preavviso, e delle mancate informazioni agli utenti, il traffico è automaticamente deviato sulla viabilità ordinaria, e ciò causa grosse difficoltà agli automobilisti, che sono costretti ad uscire anziché imboccare la direttissima, con evidenti ripercussioni sul traffico del territorio circostante (e su questo vorrei fare una sottolineatura: sarebbe sufficiente pianificare la chiusura e quantomeno segnalarla per dare la possibilità agli utenti di scegliere di imboccare la direttissima, anziché di imboccare la panoramica che appunto dopo pochi chilometri si trova chiusa, sostanzialmente creandosi un tappo sulla viabilità ordinaria); interroga quindi la Giunta regionale per sapere: se intende invertire e con quali modalità, questa tendenza e farsi carico di coinvolgere le Amministrazioni locali, considerando che questi lavori producono pesanti e diffusi disagi alla viabilità locale, di conseguenza ai residenti, ai lavoratori e alle attività delle nostre zone, nonché alla circolazione dei mezzi di trasporto pubblico e di emergenza, affinché le interruzioni della A1 panoramica vengano pianificate e segnalate con congruo anticipo alle amministrazioni locali. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Risponde il sottosegretario Baruffi. Prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie.

In riferimento al problema posto dal consigliere interrogante, comunico quanto segue: Società Autostrade per l’Italia ha avviato i lavori relativi al piano di assestamento gallerie in conformità alle linee-guida del Ministero per la mobilità sostenibile.

In corrispondenza dell’avvio dei lavori, altamente impattanti sulla circolazione sia stradale sia autostradale, che quella stradale locale, sono stati effettuati vari incontri alla presenza dei Sindaci dei Comuni interessati, nei quali ASPI ha presentato il cronoprogramma dei lavori, le chiusure previste, i percorsi alternativi.

Anche sulla base delle sollecitazioni e valutazioni dei Sindaci presenti sono state concordate tempistiche e modalità sia in merito alle lavorazioni che alle chiusure dell’autostrada, al fine di contenere, nei limiti del possibile, i disagi al traffico veicolare, soprattutto quello locale.

Per quanto a nostra conoscenza, le amministrazioni locali dovrebbero quindi essere consapevoli e informate circa l’interruzione del tratto autostradale, e le interlocuzioni con ASPI sono comunque continue, sia da parte nostra che da parte dei Comuni.

È appena il caso di ricordare qui come i disagi provocati all’utenza stradale nei limiti di un’adeguata programmazione sono un sacrificio necessario al fine di garantire livelli di sicurezza elevati, sia all’interno delle gallerie che sull’intero tratto stradale. Resta inteso che la Giunta regionale continuerà a farsi parte attiva sia nel controllo del rispetto della programmazione concordata, sia dell’adeguato coinvolgimento dei Comuni coinvolti.

Mi permetto di aggiungere, alla luce di questa sollecitazione, che se qualche elemento di mancanza di comunicazione c’è, sollecito il consigliere Mastacchi, come rappresentante di quella parte del territorio, così come i Sindaci, ad avere un’interlocuzione anche diretta con l’assessore e con la direzione del servizio, al fine di attivarci tempestivamente.

Resta inteso, raccolgo anche questa sollecitazione, che i primi ad essere informati, comunque, devono essere i cittadini. Non è affatto detto che un Sindaco informato di per sé abbia tutti gli strumenti per fornire tutte le informazioni utili al traffico veicolare, e magari a quello di attraversamento. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Mastacchi, prego.

 

MASTACCHI: Grazie per la risposta. Non sono assolutamente soddisfatto.

È normale, è giusto e condivido assolutamente il fatto che i lavori debbano essere fatti e che inevitabilmente questi lavori possano e debbano, in qualche misura, per la loro caratteristica, creare dei disagi, però faccio un piccolo esempio, che esula dagli accordi con i sindaci, esula dalle pianificazioni, esula da tutto quello che è stato detto. 500 metri prima del bivio, della diramazione direttissima e panoramica, c’è un bellissimo cartellone informativo. Sarebbe sufficiente, quando l’autostrada è chiusa, scrivere “attenzione, autostrada A1, panoramica chiusa”. Questo permetterebbe ai cittadini, ai veicoli che transitano su quell’autostrada quantomeno di imboccare la panoramica. Quindi, tutti quelli diretti a Firenze imboccherebbero una direzione corretta e non avrebbero disagi e quelli, invece, che devono uscire a Rioveggio o nei caselli che sono aperti potrebbero imboccare la panoramica.

In questo modo, invece, si lascia che gli automobilisti, i trasportatori imbocchino la panoramica, dopo 500 metri chiusa. Questa credo sia una questione proprio di buonsenso e di buona volontà da parte di chi gestisce quell’infrastruttura, quindi non tanto di rapporti tra Istituzioni, di comunicazione dei sindaci, e così via.

Su questo, chiaramente, colgo con favore la richiesta di avere un’interlocuzione con l’assessore, perché ci sarà in questo modo la possibilità di entrare un pochino più nel merito e di consigliare all’assessore di parlare con Autostrade affinché questi piccoli dettagli, che possono fare, invece, una grande differenza nei risultati, possano essere messi in atto.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 4029

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle azioni da intraprendere per ridurre le liste di attesa per le prestazioni specialistiche, con particolare riferimento alla situazione di Piacenza. A firma della Consigliera: Stragliati

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 4029: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito alle azioni da intraprendere per ridurre le liste di attesa per le prestazioni specialistiche, con particolare riferimento alla situazione di Piacenza.

L’interrogazione è a firma della consigliera Stragliati.

Prego, consigliera.

 

STRAGLIATI: Grazie, presidente.

Ringrazio il sottosegretario Baruffi per la presenza.

Il presente question time nasce da numerose segnalazioni di cittadini emiliano-romagnoli che lamentano lunghe liste d’attesa per quanto concerne la prenotazione di visite specialistiche da effettuarsi presso gli ospedali.

La Regione Emilia-Romagna ha predisposto in epoca pre-Covid un sistema di rilevazione dei tempi di attesa, che monitora settimanalmente le visite e gli esami diagnostici previsti dal Piano regionale di governo delle liste d’attesa per il triennio 2019-2021. Il sistema consente di registrare tutti gli appuntamenti forniti dai pazienti al momento della prenotazione. Per ciascuna azienda sanitaria e per ciascuna prestazione monitorata viene indicata la percentuale di prenotazioni effettuate con tempo di attesa inferiore agli standard regionali, che sono meno di 30 giorni per le visite e meno di 60 giorni per la diagnostica.

Il colore verde indica che le prenotazioni entro lo standard sono uguali o maggiori al 90 per cento del totale delle prenotazioni. Il colore giallo indica che le prenotazioni entro lo standard sono comprese tra 60 e 89 per cento. Il colore rosso indica che le prenotazioni entro lo standard sono minori del 60 per cento sul totale delle prenotazioni della settimana monitorata.

Ebbene, osservando il portale regionale con questo sistema a semaforo si può notare come vi siano tempi di attesa al di sotto degli standard regionali in tutte le province. Sulla base dei parametri regionali, i principali rossi segnalati, ovvero prenotazioni entro lo standard inferiore al 60 per cento del totale, riguardano l’ASL di Piacenza. Tra visite specialistiche ed esami strumentali, raggiunge lo standard regionale solo il 17 per cento delle 302 prenotazioni per una visita oculistica nella settimana dal 27 settembre al 3 ottobre; prenotazioni entro il parametro dei 60 giorni solo per il 33 per cento delle 48 prestazioni settimanali per una colonscopia. Valore in rosso per le prenotazioni di una visita dermatologica: solo il 22 per cento su 195 richieste di appuntamento. Male anche le visite urologiche, dove unicamente il 30 per cento delle 78 prenotazioni ha potuto effettuarsi entro i tempi standard della sanità regionale.

Attese prolungate anche per sottoporsi a un ecodoppler cardiaco: 159 prenotazioni avanzate nella settimana, ma una copertura entro i limiti standard che arriva solo al 16 per cento.

Qualche giorno fa il quotidiano Libertà di Piacenza titolava in questo modo: “Si allungano le liste d’attesa nella sanità ferita dal Covid. Quattro mesi per la gastroscopia. Circa sei mesi per una visita oculistica”. Sono tempi di attesa inaccettabili, ma poi ‒ mi dico ‒ proprio nella provincia di Piacenza, che è stata la provincia più colpita dalla pandemia della regione Emilia-Romagna e una delle più colpite a livello nazionale, che ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane e di contagi.

Ripeto: queste tempistiche sono inaccettabili. Oltretutto è notizia di qualche giorno fa, non ancora confermata dall’ASL, ma è già uscita su alcuni giornali online, che almeno cinque anestesisti lasceranno la provincia di Piacenza. Quindi vi saranno ulteriori ritardi, probabilmente ulteriori problematiche anche per quanto riguarda il versante della chirurgia.

Francamente, la situazione che ho poc’anzi rappresentato stride con la definizione dell’Esecutivo regionale della sanità emiliano-romagnola come il sistema sanitario più in salute del Paese.

Pertanto, chiedo alla Giunta regionale quali azioni intende intraprendere al fine di ridurre le liste d’attesa per le prestazioni specialistiche, che risultano al di sotto dell’indice standard regionale di efficienza, indicando tempistiche ed escludendo in futuro l’utilizzo delle liste bloccate, facendo un focus sulla situazione critica di Piacenza.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Stragliati.

Sottosegretario Baruffi, prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

A partire dal mese di marzo 2020, come da indicazioni nazionali, sono state sospese le attività programmate e rinviabili, come tutti qui ricordano, mentre ‒ ricordo io ‒ non sono state mai sospese, al fine di garantirle entro i tempi appropriati, le prestazioni con la classe di priorità U e B, cioè le prestazioni non procrastinabili per patologie croniche rare e le prestazioni onco-ematologiche, radioterapiche, chemioterapiche e le prestazioni individuate come “indispensabili” dallo specialista di riferimento.

Le altre prestazioni sospese sono state recuperate al 95 per cento entro il 31/12/2020, come da monitoraggio effettuato dall’ambito territoriale per tipologia di prestazione. Complessivamente, a livello regionale, il target dei tempi di attesa su tutte le prestazioni monitorate è stato raggiunto, oltre al 90 per cento di performance, ma a livello aziendale sono aumentate in alcuni territori, per alcune tipologie di prestazioni, le criticità dovute ad un aumento di numero di prestazioni-ora, per garantire le norme di sicurezza anticontagio, e la carenza degli specialisti, molti dei quali impegnati nell’emergenza Covid.

Se, invece, si confrontano le prenotazioni delle prestazioni monitorate per i tempi di attesa dei primi nove mesi 2019, cioè situazione regime, e primi nove mesi 2021, per le prestazioni con classe di priorità D, cioè da garantire entro 30-60 giorni per le visite e per la diagnostica per immagini, nel 2021 si registra un incremento delle prestazioni in tutti gli ambiti territoriali mediamente pari al 59 per cento a livello regionale, tranne nel territorio di Piacenza, in cui si riscontra un calo del 9 per cento. L’incremento si riscontra anche per le prestazioni con classe di priorità B, cioè le prestazioni da garantire entro 10 giorni: mediamente sono pari al 40 per cento a livello regionale, tranne nel territorio di Piacenza, in cui si riscontra un calo pari al 6 per cento.

In quasi tutti gli ambiti territoriali si confermano maggiormente le criticità delle visite rispetto alle prestazioni di diagnostica. Nello specifico, sul territorio di Piacenza si confermano le diverse criticità dei tempi di attesa che evidenziano che le agende sono sempre state aperte e, pertanto, non si riscontra la presenza di liste bloccate. I motivi che hanno determinato l’attuale situazione sono molteplici ed attengono principalmente alla carenza di personale medico specializzato, alle difficoltà di gestione dei flussi di pazienti all’interno delle aree di attesa per garantire il distanziamento tra le persone e alla necessità di operare su più presìdi, sempre per motivi di gestione degli spazi, con assorbimento di risorse umane.

In ambito gastroenterologico, l’allungamento delle liste d’attesa, oltre che per il dilatarsi dei tempi, è dovuto alla priorità data all’attività di screening, con l’obiettivo di recuperare la quota di attività persa durante la pandemia. Questa situazione, oggetto di costante monitoraggio, è stata affrontata cercando soluzioni specifiche in relazione alla disponibilità delle strutture aziendali, alla possibilità di reclutare professionisti o di acquistare prestazioni dai privati. Questo ha portato alla pubblicazione di procedure concorsuali per Oculistica, Urologia, Neurologia, Diabetologia, Ortopedia, Gastroenterologia, alla richiesta di acquisto di prestazioni da privato accreditato per Neurologia, Oculistica, Dermatologia, alla riorganizzazione delle attività e degli spazi sia ospedalieri che territoriali per la Cardiologia e alla riorganizzazione dell’attività operatoria su due presìdi per Chirurgia.

Lo sforzo aziendale si sta concentrando su tutti i possibili fronti, interni ed esterni, per cercare di riportare le liste d’attesa all’interno dei range regionali, con una previsione indicativa della prossima primavera come termine programmato del periodo critico, confidando che la ricerca di personale medico abbia esiti positivi.

Si valuta, invece, positivamente l’attivazione da parte delle aziende di sistemi di governo dell’appropriatezza prescrittiva, attraverso l’azione di triage per la valutazione dell’effettivo bisogno delle prestazioni sospese nei mesi di pandemia. Tale valutazione è stata effettuata da parte degli specialisti, che hanno preso in carico i pazienti direttamente e prenotato le prestazioni realmente necessarie.

La percentuale del numero delle prenotazioni e delle visite di controllo a carico dello specialista della struttura sul totale delle prenotazioni delle visite di controllo è stata pari al 62 per cento nel 2020, 76 nel primo semestre 2021, mentre la percentuale delle relative prescrizioni è stata pari all’80 per cento l’anno passato e all’81 per cento nel primo semestre di quest’anno.

Concludo, presidente. A fronte di un significativo incremento della domanda degli ultimi mesi, il tavolo tecnico dei tempi di attesa, composto da collaboratori regionali e responsabili dell’accesso aziendale, sta valutando nuove strategie per riportare ai risultati raggiunti dal 2015 al 2019, razionalizzando l’offerta e analizzando percorsi appropriati per le prestazioni brevi B, oltre a prestazioni erogate tramite telemedicina, garantendo equità nell’accesso e continuità nelle cure di pazienti che necessitano di controlli periodici.

Quindi, per farla breve (le lascio tutti questi documenti), il problema che lei segnala è un problema reale, un problema che non nasce dal blocco delle prenotazioni ma, come si vede, dall’allungamento delle fasi di risposta, dentro un quadro più positivo lì si segnala una criticità specifica.

Nell’impegno generale che noi abbiamo (questa è la priorità) di recuperare rispetto alle liste del tempo d’attesa, credo che un’attenzione particolare andrà dedicata laddove gli indicatori segnalano un fuori range, ad esempio nel territorio di Piacenza.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, sottosegretario Baruffi.

Consigliera Stragliati, prego.

 

STRAGLIATI: Grazie, presidente. Ringrazio il sottosegretario Baruffi per la risposta e per le rassicurazioni rappresentate.

Sono parzialmente soddisfatta, in quanto le tempistiche che mi ha indicato rispetto a una maggiore gestione e a un rientro per quanto riguarda i tempi di prenotazione delle visite specialistiche, che mi ha riferito entro la prossima primavera, sinceramente sono un po’ dilatate, mi aspettavo tempi migliori e questa situazione, comunque, non doveva neanche crearsi, visto che Piacenza è stata proprio la provincia più penalizzata di tutta la Regione rispetto alla situazione pandemica.

Per cui auspico veramente che da parte della Giunta regionale vi sia un’attenzione particolare e vengano messe in campo azioni mirate, decise ed efficaci, che vadano a risolvere questa situazione, anche per quanto concerne, come dicevo prima, la mancanza, la carenza di medici e di specialisti, che lasciano la nostra Provincia per andare a lavorare altrove. Grazie mille.

 

OGGETTO 4030

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la ripresa dei lavori di ripristino della infrastruttura di collegamento alla salina di Comacchio (FE). A firma dei Consiglieri: Fabbri, Zappaterra

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con le interrogazioni, siamo alla 4030: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la ripresa dei lavori di ripristino della infrastruttura di collegamento alla salina di Comacchio, a firma dei consiglieri Fabbri e Zappaterra.

Prego, consigliere Fabbri.

 

FABBRI: Grazie, presidente. Buongiorno a tutti i colleghi e a tutte le colleghe.

Come detto, partiamo da un fatto che è quello del 29 agosto, dove si è verificato, all’interno del Parco del Delta del Po, il crollo di una infrastruttura, in particolar modo di un ponte, mi si riferisce, di proprietà del demanio dello Stato, che è al servizio non tanto di una collettività, ma di un territorio che ha una valenza ambientale, naturalistica, ma anche turistica davvero unica.

Quella infrastruttura, infatti, non è in una zona densamente popolata, ma è l’unica via d’accesso a quell’area, una salina che, al pari di quella della vicina Cervia, è stata produttiva fino agli anni Ottanta, quando poi il Ministero delle Finanze ne ha decretato la chiusura e che, a differenza di quella ravennate, ha dovuto attendere quasi vent’anni per poter tornare in un qualche modo rifunzionalizzata non più in chiave produttiva, ma bensì con un occhio attento e una regia sempre presente del Parco del Delta del Po.

Fin dai primi anni Duemila la Regione Emilia-Romagna, insieme alla Provincia, insieme allo stesso Parco, insieme al Comune e alle associazioni ambientaliste, hanno stimolato il Demanio dello Stato, in questo caso il Ministero delle Finanze, i Monopoli di Stato e il Ministro dell’Ambiente a concedere allo stesso Comune di Comacchio e allo stesso Parco Delta del Po quel comparto. Finalmente qualche anno dopo ci si è riusciti, arrivando anche a investire fondi regionali importanti, ma anche intercettando risorse legate a progetti LIFE, Natura 2000 e altri.

È stato un recupero che nel 2015 ha portato anche a un intero ripristino e riqualificazione di quell’area, sempre in chiave ambientale e turistica, ma anche legata alla ripresa e produzione dimostrativa, non più naturalmente industriale, del sale che, ripartito da zero, ha negli ultimi anni dato anche segnali positivi di incoraggiamento e di recupero di quelle tradizioni.

Ora, venendo ai giorni d’oggi, la Salina è una zona sottoposta a un articolato sistema di vincoli. È una zona umida di interesse internazionale per la Convenzione di Ramsar, una zona B di protezione generale di parco, ma è anche un sito di importanza comunitaria e una zona di protezione speciale. Ecco perché non parliamo banalmente del crollo di un ponte, ma parliamo dell’unico accesso carraio, uno snodo importante anche per cicloturisti e per turisti, che, per l’appunto, dopo il crollo ‒ per fortuna senza danni ‒ del 29 agosto, però ha isolato completamente la Salina e in parte anche le valli di Comacchio. Ecco perché, essendo questa zona una zona di riparo per migliaia di specie animali e vegetali, importante anche per il suo valore culturale, è fondamentale ripristinare questo collegamento provvisorio di passaggio per mezzi e persone che devono fare semplicemente la gestione idraulica, la manutenzione. Quindi, i mezzi, non potendo passare, non riescono a garantire le necessarie manutenzioni.

Qui non parliamo soltanto del crollo di un’infrastruttura, ma di un pericolo anche abbastanza contingente per l’avifauna e, più in generale, per il comparto ambientale, in assenza della presenza dell’uomo.

Tutto ciò premesso e considerato, interrogo la Giunta per sapere se è di interesse, nonostante questa sia un’infrastruttura di proprietà di un Ente nazionale, adoperarsi comunque nei confronti del Comune di Comacchio, concessionario dell’area, dell’Ente per i parchi e la biodiversità Delta del Po e anche di tutti gli Enti competenti, affinché venga ripristinato questo collegamento, anche attraverso una soluzione temporanea, destinando risorse per contribuire al ripristino di questa importante infrastruttura che ‒ ripeto ‒ è indispensabile e fondamentale per l’equilibrio ambientale, ma anche per il turismo nell’area del Delta del Po, su cui anche il Ministero recentemente ha destinato oltre 50 milioni di euro.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Fabbri.

Risponde il sottosegretario Baruffi. Prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

Assunte tutte le premesse, i fatti, le considerazioni che sono state riferite dal consigliere interrogante, riferisco quanto segue.

La Giunta regionale è rimasta in contatto con l’Amministrazione comunale di Comacchio a seguito del crollo del ponte avvenuto il 29 agosto scorso, al fine di individuare le modalità più utili e tempestive per ripristinare un collegamento sicuro, adeguato, funzionale alla Salina di Comacchio, per le ragioni riportate dal consigliere. Questo nonostante non si tratti di un’infrastruttura di nostra pertinenza né, come verificato puntualmente tra la nostra Agenzia e la Direzione tecnica di quel Comune, sia in qualche modo riconducibile a interventi di Protezione civile.

A fronte di un’assegnazione straordinaria di risorse provenienti dalla precedente programmazione nazionale dei fondi per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, è intenzione della Giunta destinare una parte adeguata di queste risorse al Comune di Comacchio, attualmente impegnato nella progettazione della nuova infrastruttura, al fine di concorrere in modo risolutivo alla risoluzione del problema.

La programmazione necessaria, quella degli FSC che ricordavo, seguirà peraltro un iter speditivo. Confidiamo quindi di poter riscontrare puntualmente questa disponibilità, che oggi formalizzo anche in Aula, già a partire dal prossimo mese di novembre. Devo dire che l’interessamento preventivo, oltre che dall’Amministrazione comunale, anche del consigliere e dei consiglieri interroganti, unitamente a quello dell’Amministrazione, dicevo, nonché l’iniziativa assunta anche in questa sede hanno permesso senz’altro di apprezzare la portata del problema, che è ben più larga, come rappresentato dal consigliere, che non per l’infrastruttura fisica in sé, oltre che a fornire un utile stimolo a individuare la soluzione più efficace e tempestiva, che noi crediamo sia stata individuata e quindi mi sento di dare un messaggio rassicurante sia ai consiglieri interroganti che all’Amministrazione, ai cittadini di Comacchio e a tutti quelli che hanno a cuore il destino di quella saline e di quella porzione del territorio. Grazie

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Fabbri, prego.

 

FABBRI: Grazie al sottosegretario Baruffi, a tutta la Giunta per questa risposta oltre che rassicurante anche tempestiva. Le ricadute oggettivamente sull’equilibrio ambientale di quell’area così delicata potrebbero incidere poi anche sull’intero comparto delle valli e credo che questo impegno molto anche speditivo sia sicuramente il giusto approccio. Per questo mi farò anch’io parte per riferire allo stesso Comune e allo stesso Parco questa volontà comune di procedere in maniera speditiva per ripristinare quel collegamento.

Quindi, ringrazio nuovamente e mi ritengo totalmente soddisfatto.

 

OGGETTO 4032

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le misure da adottare per giungere al superamento dei passaggi a livello lungo le linee ferroviarie nella regione, con particolare riferimento alla rete gestita dalla società regionale FER. A firma della Consigliera: Piccinini

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 4032, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le misure da adottare per giungere al superamento dei passaggi a livello lungo le vie ferroviarie nella regione, con particolare riferimento alla rete gestita dalla società regionale FER, a firma della consigliera Piccinini.

Prego, consigliera.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Portiamo oggi qui in aula un tema che riguarda la vita quotidiana dei cittadini, in particolare di studenti e pendolari che frequentano la linea Reggio Emilia-Guastalla, che purtroppo è nota soprattutto per disservizi, soppressioni e ritardi.

I dati parlano chiaro: tra gennaio ed agosto del 2021 sono stati soppressi 98 treni, che sono quasi il 3 per cento del totale. Su questo, che è comunque un capitolo a parte, vorrei che si facesse chiarezza, perché qui la competenza è imputabile a chi gestisce il servizio, quindi Trenitalia e TPER, e si dice si tratti di mancanza di personale, anche stamattina ci sono state delle soppressioni. Anche questo è un tema che andrebbe affrontato a parte, perché è inverosimile, peraltro, che con gli utili che fa TPER non ci sia personale per poter guidare questi mezzi.

C’è poi tutto il tema dei ritardi, determinati dai cosiddetti “tallonamenti da passaggio a livello”. Nell’ultima settimana se ne è verificato uno al giorno, il 5 ottobre un’auto ha urtato le sbarre già abbassate, il 6 ottobre di nuovo un tallonamento di un’auto che si scontra con il passaggio a livello, il 7 ottobre a San Bernardino alla mattina, sempre a San Bernardino, alle 12.30, un trattore ha divelto le sbarre per evitare che rimorchio rimanesse sui binari. Venerdì 8 ottobre la stessa dinamica, sempre nello stesso punto, sabato allo stesso modo tra Bagnolo e Novellara un’auto ha attraversato i binari mentre le sbarre si stavano abbassando, abbattendole.

Questi incidenti fanno seguito ad uno ancora più eclatante del 24 settembre, quando un camion è rimasto intrappolato fra le sbarre sempre nei pressi della stazione di Novellara, per fortuna l’autista è riuscito a posizionare il camion parallelamente ai binari, quindi il treno è riuscito a passare a velocità minima, una tragedia che è stata sfiorata.

A questo punto io ho letto sui giornali anche qualcuno che ha chiesto la testa di chi è a capo di Ferrovie Emilia-Romagna, io credo che questa sia una richiesta totalmente sbagliata (lo voglio dire in maniera molto chiara), questa è un’azienda che funziona e che va tutelata, però va messa nelle condizioni di fare ciò che è necessario, ovvero chiudere o superare attraverso sovrappassi e sottopassi quei passaggi a livello che oggettivamente sono pericolosi e non rendono efficienti le nostre linee.

Per fare questo serve una regia che sia regionale e naturalmente la disponibilità degli Enti locali, quindi dei Comuni, a fare ciò che, come dicevo, è necessario fare, ad adottare le soluzioni più efficaci, che a volte non sono evidentemente quelle più popolari, però sono quelle che servono per intervenire su queste intersezioni, che evidentemente sono pericolose.

Sulla Reggio-Guastalla, soprattutto nel punto di Novellara che citavo prima, è chiaro che incide anche un traffico sostenuto, incolonnamenti dovuti al mancato completamento della tangenziale, a cui si aggiunge un incrocio semaforico a poca distanza, che rende pericoloso l’attraversamento. Sottosegretario, le chiedo la Regione, a questo punto, che misure intende adottare per superare i passaggi a livello lungo questa linea, ma in generale lungo tutte le linee che sono in capo a FER, e parliamo di 364 chilometri di linee ferroviarie.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Risponde il sottosegretario Baruffi. Prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente. Ringrazio anche la consigliera.

Di questo tema ho dato conto anche in un question time precedente. Ricapitolo alcuni degli elementi riferiti rispetto all’impegno della Regione, di concerto con il gestore FER e con gli Enti locali interessati, di andare al superamento delle intersezioni, delle interferenze, alla messa in sicurezza sia della viabilità su ferro che di quella su gomma.

Allo stato attuale, ricordavo, sono nella disponibilità del bilancio regionale, come risorse già stanziate, per interventi da realizzare comunque entro il 2023, un passaggio a livello a Modena (via Panni), uno sulla linea ferroviaria Modena-Sassuolo, uno a Novellara e uno sulla linea ferroviaria, guarda caso, Reggio-Guastalla, più uno a Sorbolo, sulla linea ferroviaria Parma-Suzzara.

Davo conto anche prima ‒ e torno su questo punto ‒ che, a fronte di una disponibilità del Governo ad un anticipo delle risorse sulla programmazione 2021-2027, ci verremo quando l’atto sarà sbloccato da parte del Governo, la Regione Emilia-Romagna ha individuato come priorità assoluta gli interventi sul ferro, non solo per il completamento dell’elettrificazione, ma per il superamento delle interferenze e la messa in sicurezza. In particolare, noi avremmo programmato interventi per 9,9 milioni, quindi sostanzialmente 10 milioni di euro, per eliminare altri passaggi a livello, sempre in località Sassuolo, sulla Modena-Sassuolo, 11 per la messa in sicurezza idraulica di una tratta della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore, che prevede anche la chiusura di tre passaggi a livello su questa tratta.

E poi, ancora, tramite i finanziamenti di cui al decreto di riparto del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, mi riferisco a quelli all’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, quindi i 145, destinati ad interventi per il potenziamento e l’ammodernamento delle ferrovie regionali, è un iter ancora in approvazione del Ministero, ma noi abbiamo indicato 6 milioni di euro per l’eliminazione di un passaggio a livello a Ferrara in via Fabbri sulla linea ferroviaria Ferrara-Codigoro.

Davo conto, lo torno a fare, dei finanziamenti per il progetto Pimbo, nell’ordine dei 57 milioni di euro, che permetteranno di interrare una parte della tratta urbana a Bologna della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore, che avrà come conseguenza positiva anche l’eliminazione di cinque passaggi a livello ubicati nel centro urbano di Bologna; così come, tramite un concorso di finanziamenti tra lo Stato, la Regione, RFI e il Comune di Ferrara, si sta finanziando per circa 67 milioni di euro l’interramento del nodo ferroviario di Ferrara nella zona di via Bologna, che avrà come conseguenza, anche in questo caso, l’eliminazione, tra l’altro, di un altro sottopassaggio.

Noi abbiamo pronti altri progetti che prevedono l’eliminazione di altri sottopassi. Siamo, quindi, in un rapporto dialettico, costante non solo con il Governo, ma anche rispetto alla prossima programmazione degli FSC, perché questa notoriamente è la priorità che abbiamo assunto, insieme a quella del rinnovo del parco rotabile, per dare sicurezza, efficienza e anche efficacia al nostro servizio su ferro. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, sottosegretario. Mi sembra che la rotta sia chiara e tracciata e questo lo posso dire anche rispetto alla battaglia che ho portato avanti nello scorso mandato, chi c’era se lo ricorderà, Donini in primis, affinché la Regione investisse sulle nostre linee regionali sia sull’elettrificazione che sul superamento dei passaggi a livello.

I soldi, come si diceva, ci sono. Ci sono alcuni passaggi evidentemente da sbloccare, però sarebbe paradossale se non si procedesse adesso rispetto a una fase operativa che deve avvenire con l’interlocuzione anche con gli Enti locali, che devono fare la loro parte. Ripeto, sono scelte che spesso non sono popolari, ma evidentemente sono necessarie. Io, rispetto alla Reggio-Guastalla, mi sono anche recata sul posto per capire effettivamente qual era lo stato delle cose. Lì bisogna intervenire in maniera urgente.

Quindi, auspico in qualche modo che questa interlocuzione ci sia con FER. Ripeto, la risposta mi sembra vada nel senso che dicevo prima, cioè FER opera bene quando è messa nelle condizioni di operare, quando ci sono tutte le condizioni per fare dei passi in avanti. Quindi auspico che l’interlocuzione ci sia, sia con FER, ma anche con la Regione che deve fare da regia rispetto a tutti questi passaggi che non sono semplici, che richiedono impegno da parte di ogni soggetto coinvolto, però, come dicevo prima, la rotta è tracciata e su questo, sulla mobilità sostenibile, bisogna intervenire e rendere efficienti le nostre linee, che, come dicevo in premessa ricadono anche sulla vita dei pendolari e degli studenti che frequentano queste linee e che ogni giorno devono recarsi sul posto di lavoro o a scuola. Grazie.

 

OGGETTO 4033

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la necessità di mettere in sicurezza i daini prelevati da Lido di Classe (RA) e Lido di Volano (FE). A firma della Consigliera: Gibertoni.

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con l’interrogazione 4033: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la necessità di mettere in sicurezza i daini prelevati da Lido di Classe e Lido di Volano, a firma della consigliera Gibertoni.

Prego, consigliera.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente, e buongiorno, assessore.

È importante fare il punto sulla situazione e soprattutto sul destino dei daini della provincia di Ravenna e della provincia di Ferrara. Sono un nucleo (ormai li conosciamo) di più di 200 daini, che sono diventati quasi un simbolo della città di Ravenna ormai, daini assolutamente pacifici, ma soprattutto daini che dimostrano simbolicamente la possibilità di una coesistenza importante tra mondo antropizzato e natura selvatica, fauna selvatica.

Sappiamo che le Regioni possono fare piani per limitare gli animali liberi, a condizione, ovviamente, che l’ISPRA abbia verificato l’inefficacia della messa in atto di metodi ecologici. Il punto di questa immediata è quindi capire come mai i metodi ecologici non siano stati tentati, assessore, pienamente. Mi riferisco, ovviamente, non soltanto alle recinzioni, ma anche a dissuasori.

La Giunta regionale, infatti, ha deciso, senza una dimostrata necessità e prescindendo da qualsiasi partecipazione pubblica, che i danni che appartengono a questi due nuclei interessati verranno catturati, poi traslocati, con rischio di uccisione lì, durante la cattura (sappiamo che i danni sono animali molto timidi, hanno un carattere facilmente preda di... rischiano addirittura infarti, si spaventano molto facilmente), oppure addirittura, se non vengono uccisi lì, la loro uccisione può essere semplicemente delocalizzata, quindi differita presso zone di caccia, dove l’assessore ci ha confermato che parte dei daini verrebbe mandata, però ci ha detto che i daini che vengono mandati via avrebbero una marcatura, però a noi non convince il fatto che una piccola marcatura possa salvare i malcapitati daini dall’uccisione differita.

Una seconda parte dei daIni potrebbe essere mandata addirittura presso allevamenti da carne, quindi destinati al consumo, quindi ad essere macellati, allora lì nello spregio più totale della tutela della vita di questi animali, e poi si parlava di una terza parte di questi daini che potrebbero andare presso privati.

Si faceva riferimento a dei bandi specifici, però di questi bandi specifici non ne abbiamo certezza. Non abbiamo ancora notizie e non abbiamo notizie neanche dei bandi che riguardano la vera e propria cattura, che doveva avvenire, l’ho saputo a forza di chiedere approfondimenti alla Giunta, nel tardo autunno. Ci avviciniamo. Siamo già nell’autunno. Non siamo nel tardo autunno, però è il momento in cui forse possiamo avere informazioni più precise del perché questi bandi non siano ancora stati pubblicati, non siano ancora usciti, e soprattutto cosa si intende fare. Chi, quali saranno le persone che dovranno catturare? Che competenze avranno?

Ma in realtà il tema del question time non è questo. Il tema è l’inopportunità di questo trasferimento, l’inopportunità di questa deportazione di daini. Tra l’altro, faccio un riferimento alla cronaca di quest’estate. Il famoso capriolo, l’ormai famoso capriolo intrappolato nell’aeroporto di Rimini ci hanno raccontato gli stessi servizi della Giunta presso cui ho fatto un accesso agli atti che, dopo tentativi e tentativi e mesi e mesi di tentativi di cattura di un solo capriolo intrappolato in aeroporto, sembra che sia ancora lì. Non è stato catturato, è ancora lì. Il capriolo sarebbe sfuggito anche a tecniche di guerra, a tecniche avanguardiste per catturare gli animali selvatici. È ancora lì il capriolo dell’aeroporto di Rimini. Quindi, mi chiedo come mai. Se non riusciamo a catturare pacificamente e in vita, portarlo fuori vivo, un capriolo solo, come possiamo salvare e catturare 200 daini in una pineta?

Detto questo, i mezzi ci sarebbero per salvaguardare sia questo simbolo della città di Ravenna sia per dire finalmente, assessore, qualcosa di animalista, perché il resto lo dicono già i cacciatori, ma attenzione che i cacciatori non sono zoologi. Non si affida la gestione della fauna selvatica ai cacciatori che nulla ne sanno. Non sanno niente di quello che può essere il comportamento degli animali, ma soprattutto i diritti di questi daini a vivere lì, dove hanno tra l’altro dimostrato di non causare importanti danni all’agricoltura.

La sussistenza di questi danni viene suffragata con dichiarazioni della Giunta che dipingono un film apocalittico. Addirittura si dice: “La presenza incontrollata dei danni genera gravi danni alle coltivazioni, con gli ungulati che sradicano letteralmente le colture di cui si nutrono e col loro passaggio distruggono il terreno.” Dei panzer, dei carrarmati questi daini di Ravenna. In realtà, poi, rispondendo a una mia richiesta, invece salta fuori che danni alle produzioni agricole non ce ne sono stati per 11 anni e negli ultimi 15 anni ci sono state quattro annate in cui i danni sono stati inferiori a 2.000 euro per anno. I daini hanno causato questi danni all’agricoltura: zero oppure sotto la cifra dei 2.000 euro per anno.

Poi, sempre in materia di danni presenti all’agricoltura, scopro che in provincia di Ravenna solo 12 aziende hanno avuto accesso ai fondi per installare i mezzi di prevenzione, nel ferrarese solo un’azienda, ma quelli che hanno avuto questi fondi regionali non hanno mai più chiesto rimborsi per danni alle loro proprietà o all’agricoltura. Quindi, la strada ci sarebbe, le buone pratiche ci sono.

Vorrei capire a che punto siamo. Quindi, assessore, le lascio dire subito a che punto siamo, come stanno questi daini e quale sarà il loro destino.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Assessore Mammi, prego.

 

MAMMI, assessore: Grazie, presidente.

Grazie, consigliera Gibertoni, per l’interrogazione che ha presentato, alla quale risponderò punto su punto. Lei ha posto otto quesiti. Mi preme risponderle in maniera molto schematica, cercando di essere preciso e completo.

Rispetto al primo quesito, sulla questione della possibilità di un ripensamento rispetto al piano, no, non c’è nessun ripensamento da parte della Giunta. Anzi, rispetto agli strumenti normativi che abbiamo e anche rispetto ai gravissimi rischi per la sicurezza pubblica, si intende proseguire l’attuazione del piano stesso. In questo senso, si sottolinea che l’attuazione dei piani di controllo è ritenuto un servizio di pubblica utilità.

Il piano che abbiamo costruito è un piano ragionevole, un piano equilibrato, che può dare risposte concrete a questo annoso problema; problema che non è stato segnalato ed evidenziato dalla Giunta regionale, dall’Amministrazione regionale, ma dalla stessa ISPRA, che, come sappiamo, ha chiesto in maniera molto perentoria e molto precisa di fare in modo che questi gruppi di daini lì non siano più presenti.

Rispetto al secondo quesito e ai bandi che dovremmo fare per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse a ospitare questi daini in allevamenti privati o in contesti privati, gli uffici competenti stanno lavorando alle procedure per bandire le manifestazioni di interesse e per individuare privati e allevamenti che possono essere interessati ad accogliere i daini provenienti dal Parco del Delta del Po. Ma l’operazione non è così semplice. È complessa. C’è la necessità di tutelare i molteplici interessi rappresentati. Quindi, oggi non è possibile definire con precisione un termine per la sua pubblicazione.

Rispetto al terzo quesito, il numero degli individui che saranno traslocati nell’areale storico è limitato a 30 per area di cattura. Anche in questo caso, tutti gli animali catturati saranno opportunamente marcati e negli areali di presenza storica, a fronte di tutte le motivazioni espresse in premessa, è attiva la gestione faunistico-venatoria del daino, anche mediante il prelievo in selezione, ma questo implica che il piano di prelievo sia definito sulla base di preventiva attività di stima e valutazioni tecniche, realizzate da tecnici faunistici abilitati a livello regionale. Ogni cacciatore autorizzato al prelievo in selezione mediante un percorso altamente qualificante deve riconoscere con precisione il capo prelevabile, grazie a strumenti ottici che consentano anche a distanze elevate di vedere se un soggetto sia dotato o meno di marcatura. Quindi, nel caso di questi daini, la marcatura sarà evidente e sarà possibile vederla, e chi dovesse sparare a questi daini commetterebbe un reato ovviamente, come commetterebbe un reato chiunque porti avanti l’attività faunistico venatoria fuori dalle regole.

Rispetto al quarto, quinto e sesto quesito, per ragioni di tempo non posso risponderle, ma sono quesiti ai quali ho già risposto in precedenti interrogazioni, posso farle avere copia scritta naturalmente delle risposte.

Rispetto al settimo quesito, se abbiamo intenzione di portare a termine un progetto sulla fertilità, noi ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna proposta, ma siamo disponibili a valutarlo, se arrivano proposte tecnico-scientifiche accurate, le prenderemo seriamente in considerazione.

Infine, sull’ottavo quesito voglio ribadire che la Regione è tenuta ad attivare tutti gli strumenti gestionali consentiti dalla normativa vigente, al fine di tutelare la sicurezza pubblica, che è il principale obiettivo del piano in oggetto. Noi non possiamo decidere, non possiamo scegliere se attivarci o non attivarci rispetto questo fenomeno, lo dobbiamo fare, perché così ci ha detto ISPRA in modo chiaro, nel suo parere, ci ha chiesto di spostare, di fare in modo che non ci siano più i daini in queste zone, e lo dobbiamo fare nell’interesse dei nostri cittadini.

Stiamo cercando di farlo con un piano equilibrato e molto ragionevole, che non prevede abbattimenti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Assessore, io ancora non ho sentito la risposta sugli allevamenti da carne però, non so se lei abbia dato la risposta sugli allevamenti da carne, mi è sfuggita, in quel caso mi scusi, ma non ho sentito la risposta su se verranno mandati e macellati in allevamenti, forse lei l’ha detto, ma io non l’ho sentito.

Non l’ha detto, è la seconda volta però che io glielo chiedo e lei non mi risponde su questo. Io vorrei sapere quanti daini e perché li mandate ad essere macellati in allevamenti da carne.

 

(interruzione)

 

GIBERTONI: D’accordo, però non è la prima volta che lo chiedo, ho fatto anche un accesso agli atti, è già il terzo atto, il tema è questo soprattutto, per quale motivo differire l’uccisione.

La non soddisfazione è scontata, però non capisco, assessore, perché non può rispondere chiaramente su quanti daini e perché verranno mandati ad essere macellati in allevamenti da carne.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Il microfono, per cortesia, consigliera Gibertoni.

 

OGGETTO 4034

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all’opportunità di sensibilizzare il Governo, al fine di scongiurare i rincari conseguenti all’aumento dei prezzi di gas naturale e altri combustibili fossili. A firma del Consigliere: Occhi

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 4034, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito all’opportunità di sensibilizzare il Governo al fine di scongiurare i rincari conseguenti all’aumento dei prezzi di gas naturale e altri combustibili fossili, a firma del consigliere Occhi.

Prego, consigliere.

 

OCCHI: Buongiorno e grazie, presidente.

Premesso che nelle ultime settimane si è verificato un importante aumento dei prezzi del gas naturale e degli altri combustibili fossili, provocando irrimediabilmente un sensibile aumento dei prezzi al consumo sia per quanto concerne i carburanti che per quanto concerne le utenze domestiche, negli ultimi anni sono aumentate in modo significativo le vendite di veicoli a metano e GPL, considerati il giusto connubio tra economicità e diminuzione delle emissioni.

In particolare, nella nostra Regione esiste una solida storicità per questi mezzi, che ha portato alla nascita di una fitta rete distributiva e di una rodata filiera meccanica legata alla conversione dei mezzi. Evidenziato che anche nel settore autotrasporto e logistica, il metano, e in particolare il GNL, stava prendendo piede grazie alla sensibilità degli operatori e dei committenti, di conseguenza le case costruttrici hanno immesso sul mercato nuovi modelli di automezzi pesanti. In questo contesto vi è anche la possibilità di utilizzo del bio-GNL, che costituirebbe una fonte energetica a saldo zero di emissioni di cui la nostra Regione è potenzialmente ricca, dato il forte sviluppo del comparto agricolo e agroalimentare.

Nelle ultime settimane il prezzo del gas metano per autotrazione è balzato in alcuni casi a 2 euro al chilo, quello del GPL è passato da 0,592 euro al litro a 0,735 euro al litro, ma giorno per giorno ci sono rincari.

Osservato che l’aumento dei prezzi del gas metano, del GNL e del GPL produrrà effetti negativi per coloro che posseggono automezzi con quel tipo di alimentazione, ma avrà effetti deleteri sul mercato degli automezzi pesanti, vanificando l’impegno di questi anni nel passaggio al gas, che nel medio termine rappresenta l’alternativa meno inquinante al gasolio, come tra l’altro sostenuto dal nostro assessore Colla recentemente, in particolare, subirebbe un forte rallentamento il percorso e l’utilizzo di  biometano e bioGNL ed effetti negativi si avranno poi su tutta la filiera regionale di metano e GPL.

Rilevato che l’intervento governativo volto a scongiurare gravi rincari per le famiglie non è intervenuto sul rialzo dei prezzi al consumo di carburante e gas metano per autotrazione, aumento che grava pesantemente sui bilanci familiari e aziendali già provati dalla pandemia; posto che la Regione Emilia-Romagna si pone tra gli obiettivi di mandato l’incentivazione per l’acquisto di mezzi alimentati con carburanti meno inquinanti, garantendo in caso di nuovo acquisto anche scontistiche sul bollo auto. Pertanto, diverse famiglie hanno scelto di cambiare il parco auto anche a fronte di un risparmio sia dal punto di vista dei consumi che dal punto di vista del mantenimento dell’automezzo.

Tenuto infine conto che l’aumento del prezzo dei carburanti ha una diretta correlazione anche con l’aumento della spesa per il trasporto di materiali, materie prime e prodotti commerciali, che si pone come conseguenza anche un aumento dei prezzi al consumo di differenti prodotti, provocando gravi ripercussioni sul settore industriale e sulle famiglie, interroga la Giunta regionale per sapere se intende farsi carico presso il Governo e le autorità competenti per cercare di sensibilizzare lo stesso a un intervento, come già applicato per il caro bollette, che vada a scongiurare l’aumento delle spese a danno delle famiglie e delle aziende”. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Risponde il sottosegretario Baruffi. Prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

Come noto, il caro carburante avvenuto negli ultimi mesi deriva principalmente da condizioni geopolitiche di carattere globale, su cui non è affatto semplice incidere anche a livello di Stato nazionale.

La ragione principale dell’aumento dei prezzi della benzina, oltre che la forte crescita di domanda in questa fase di ripresa, che si associa ai costi di tutte le materie prime in uscita dal periodo più acuto della pandemia, pare ricondursi però principalmente al mancato accordo tra i Paesi OPEC sull’aumento della produzione di greggio, in particolare durante il summit di Vienna svoltosi lo scorso luglio.

Anche l’aumento del prezzo del metano è da ricondursi ad elementi esogeni, tra cui bassi livelli di stoccaggio, ripresa economica in Asia, che aumenta i consumi e la richiesta, e il taglio alle forniture della Russia verso l’Europa, causato, come noto, da un lato da manutenzioni programmate, ma dall’altro soprattutto da tensioni anche geopolitiche.

Le risparmio tutte le altre considerazioni che mi avevano sollecitato sulla cronistoria dei fattori esogeni, e sto al punto. Considerato l’effetto che l’aumento del costo del carburante produce inevitabilmente sulle famiglie e sulle imprese, la Regione intende certamente sollecitare il Governo, nelle sedi istituzionali idonee, a ricercare soluzioni anche nell’ambito UE, che possano stabilizzare le condizioni del greggio e di conseguenza dei prezzi dei carburanti, riportandoli a valori accessibili, dall’altro attivare soluzioni nel breve periodo che possano nel nostro Paese portare a mitigare l’aumento dei costi del carburante al consumo. Questo tanto per le imprese, quanto per le famiglie.

Sottoscrivo la valutazione, naturalmente in questa fase di ripresa questo rischia di essere uno degli elementi che inceppa, insieme al problema sulle forniture di materie prime, l’andamento della nostra economia e può determinare degli effetti di spiazzamento non facilmente controllabili, che si riverbererebbero inevitabilmente anche sulle condizioni di ripresa della nostra Regione.

Quindi assolutamente sì, è una nostra iniziativa che assumeremo. La assumeremo anche di concerto con le altre Regioni. Chiediamo al Governo di mettere a tema anche questa parte specifica del problema dei costi dei carburanti, perché rappresenta un elemento di tenuta sociale e di competitività del sistema delle imprese.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Occhi, prego.

 

OCCHI: Grazie, sottosegretario, per la convinta risposta, che la Regione si farà carico di questa importante azione nei confronti di tutte le Istituzioni coinvolte.

Credo che sulle cause che hanno determinato questo aumento folle dei costi, in un periodo... Tra l’altro il peggior periodo possibile, un periodo di ripresa economica. È sicuramente legato alla ripresa economica in sé, quindi è un circolo che definirei “circolo vizioso”. Le ricostruzioni che lei, sottosegretario, ha dato le condivido. Credo che, però, sia anche necessario rimarcare, e come Regione Emilia-Romagna siamo in un punto chiave del bacino padano, come stiano venendo al pettine i nodi, sostanzialmente, dell’approvvigionamento energetico del nostro Paese, che per troppi anni ha inseguito le sirene di un ‒ chiamiamolo così ‒ ambientalismo, che ha cercato di isolarci dal punto di vista energetico, quando gli altri Paesi europei, gli stessi che vorrebbero imporci una transizione “a brutta” energetica, che neanche questa Regione condivide... Perché nelle parole dell’assessore Colla di qualche giorno fa è stata chiara la posizione di questa Regione, che io condivido e vorrei che portasse avanti. Una posizione che vede nell’isolazionismo del nostro Paese dal punto di vista energetico... Quando altri Paesi europei stanno ricominciando a utilizzare addirittura il carbone. E non parliamo della Francia, con le sue centrali nucleari anche a pochi chilometri dal nostro confine. Questa situazione va invertita nel più breve tempo possibile.

Ricorderei anche i costi della CO2, che stanno impattando sul sistema regionale delle ceramiche e di tutti i comparti dell’acciaio, di tutti i comparti produttivi che in questo momento stanno cercando di lavorare al massimo. Anche questo è un fatto di realtà. Chiedo, infatti, che anche la Regione continui, come sta facendo, sta iniziando a fare, a isolare coloro che vogliono trasformare il nostro Paese in una desertificazione energetica e in una desertificazione industriale. Perché questa sarà la conseguenza diretta di eventi come quelli della CO2. È vero, ci sono eventi internazionali, ma la posizione del nostro Paese deve essere chiara. La Regione deve seguire questa posizione per portare avanti una differenziazione delle fonti energetiche in questa Regione e in questo Paese. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 4035

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da intraprendere per dare riposte adeguate all’emergenza psicosociale che riguarda bambini e adolescenti in Emilia-Romagna, al fine di evitare un aggravamento o una cronicizzazione dei disagi psicologici emersi durante il periodo della pandemia. A firma della Consigliera: Zamboni

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 4035: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da intraprendere per dare risposte adeguate all’emergenza psicosociale che riguarda bambini e adolescenti in Emilia-Romagna, al fine di evitare un aggravamento o una cronicizzazione dei disagi psicologici emersi durante il periodo della pandemia. L’interrogazione è a firma della consigliera Zamboni.

Prego, consigliera.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Come ha già sottolineato nell’introdurre questa interrogazione, il tema è quello della necessità di offrire supporto psicologico per contrastare il disagio che si è manifestato in bambini e adolescenti in seguito alle limitazioni dovute al contrasto alla pandemia, in particolar modo la didattica a distanza che è proseguita a singhiozzo per periodi diversi e che ha portato quindi a manifestazioni di disagio psicofisico come evidenziato da varie ricerche.

Ricordo nella interrogazione quella svolta dall’Istituto Piepoli per conto del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi scolastici, che ha segnalato che 6 bambini su 10 sotto i 6-7 anni mostrano problemi psico-comportamentali. C’è stata anche un’indagine promossa da Cittadinanzattiva, che ha dato come risultato che il 63 per cento dei ragazzi intervistati ha dichiarato di aver sperimentato sbalzi d’umore, il 57 per cento disturbi del sonno, seguiti da disturbi dell’alimentazione (46 per cento), desiderio di stare da soli (39 per cento), fino ad episodi di autolesionismo nel 18 per cento.

C’è stata anche una segnalazione da parte del direttore dell’ASL di Bologna, il dottor Paolo Bordon, che lo scorso luglio sottolineava in un’intervista al quotidiano La Repubblica che “le conseguenze sociali della pandemia avranno ripercussioni sulla salute delle persone, in particolare quella mentale” e che “c’è stato un aumento del 40 per cento delle richieste di assistenza psicologica, soprattutto nell’età evolutiva”.

A questo proposito, il dottor Bordon sottolineava che “un’azienda ASL vive nella società, non possiamo aspettare che la domanda ci travolga, ma dobbiamo anticipare i bisogni di salute che aumenteranno. I servizi del territorio dovranno cambiare pelle, così come il virus ha cambiato il modo di lavorare nei nostri ospedali.

Tenuto conto di tutte queste evidenze, il 9 luglio scorso il gruppo di Europa Verde ha depositato una risoluzione, l’oggetto 3709, per sollecitare la Giunta regionale ad operare per rafforzare l’offerta pubblica di servizi di sostegno psicologico dedicati a bambini e adolescenti, per far fronte al disagio generato e alimentato dalla pandemia. Ricordo che servizi di supporto psicologico sono già attivi nelle scuole, ma davanti ai numeri che sono stati evidenziati dalle indagini e dagli studi rischiano di non essere sufficienti a coprire tutta la domanda.

Quindi, prendendo spunto dalla decisione assunta dal Comune di Riccione pochi giorni fa di finanziare l’aumento delle ore di supporto psicopedagogico rivolto sia agli studenti sia ai docenti e ai genitori per l’anno scolastico 2021-2022, a partire da questo insieme di evidenze, dalla decisione presa autonomamente dal Comune di Riccione, richiamandomi alla risoluzione depositata a luglio, chiedo alla Giunta quali azioni e politiche abbia messo in campo e intende ulteriormente rafforzare in ambito sanitario e scolastico per dare risposte adeguate all’emergenza psico-sociale che riguarda bambini e adolescenti della nostra regione, anche al fine di intervenire tempestivamente, come dice il dottor Bordon, ossia non farsi travolgere dalla domanda, ma andare autonomamente sul territorio a intercettare questa domanda e per impedire anche il cronicizzarsi dei disturbi, che quindi diventano poi più complicati da curare.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Sottosegretario Baruffi, prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

L’Emilia-Romagna ha oltre un milione di bambini, adolescenti e giovani fino ai 25 anni. Hanno vissuto lo scenario emergenziale e le misure conseguenti per contenerlo, sperimentando cambiamenti sostanziali negli ambienti di vita, nelle routine quotidiane, nelle reti relazionali, educative e sociali, con gravi ricadute sui nuclei familiari e naturalmente sui singoli individui.

Sin dalle prime fasi dell’emergenza pandemica, le Aziende sanitarie della regione, attraverso i programmi e i servizi di psicologia, si sono organizzate per dare una risposta immediata e coordinata all’emergenza Covid-19. Nel corso del 2020 sono state oltre 10.700 le consulenze psicologiche effettuate dal Servizio sanitario regionale.

A distanza di un anno da quella risposta emergenziale, la Regione ha attivato una serie di azioni sia per monitorare gli effetti della pandemia sia per intervenire nelle situazioni di crisi e sugli effetti che potranno verificarsi sul medio-lungo periodo. Per arginare tempestivamente l’acuirsi del disagio delle ragazze e dei ragazzi adolescenti e preadolescenti, a settembre 2020 la Regione Emilia-Romagna, nell’ambito delle risorse del Fondo sociale regionale, ha destinato ai Comuni e alle Unioni di Comuni, nell’ambito dei Piani di zona 2020, una quota di risorse pari a un milione e mezzo di euro, volto a promuovere azioni di contrasto alla povertà minorile, educativa, relazionale e al contrasto del fenomeno del ritiro sociale di preadolescenti e adolescenti.

Le azioni previste dal programma erano la diffusione e il potenziamento di spazi sportello di ascolto proprio nelle scuole, forme di sostegno alle attività scolastiche e formative, percorsi di facilitazione di presa in carico, supporto per favorire l’integrazione scolastica di preadolescenti e adolescenti con disabilità. La Giunta regionale ha poi condiviso la necessità di continuare a intervenire in modo prioritario su questa fascia di popolazione, rinnovando il programma e destinando successivamente 1,7 milioni di euro ai territori.

Quest’estate sono inoltre state approvate le linee di indirizzo alle Aziende sanitarie in tema di organizzazione dell’area Psicologia clinica e di comunità, articolate secondo un indice per diverse fasi del ciclo di vita e in particolare Età evolutiva e clinica dell’infanzia, Età evolutiva e clinica dell’adolescenza, coppia e famiglia.

Il Gruppo regionale di monitoraggio e valutazione sull’impatto psicopatologico della pandemia su bambini, adolescenti e giovani 0-25 anni ha l’obiettivo di individuare e monitorare l’impatto psicopatologico che la pandemia ha avuto o potrebbe avere su bambini, adolescenti e giovani proprio fino ai 25 anni. È invece in via di approvazione la deliberazione regionale che ripartisce parlando 2021 risorse specifiche, derivate dal finanziamento del decreto legge 25 maggio 2021, n 73, di quasi un milione e mezzo di euro, un milione e 486.514 euro, per il reclutamento straordinario di psicologi finalizzato a tutelare la salute e il benessere psicologico, individuale e collettivo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Ringrazio il sottosegretario per aver portato a conoscenza dell’Assemblea questi interventi. Naturalmente darò uno sguardo più puntuale al testo scritto della risposta. Al momento mi dichiaro soddisfatta, soprattutto perché da quello che ho capito dalla risposta c’è l’intenzione di non fermarsi a quanto fatto finora, ma di incrementare ulteriormente risorse e politiche. La fase di monitoraggio è fondamentale per valutare l’efficacia delle politiche messe in campo e l’eventuale incremento di nuova domanda di supporto.

Grazie.

 

OGGETTO 4036

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la sussistenza di direttive in merito alla “zona di accesso” delle strutture scolastiche e dei servizi educativi 0-6 e dell’obbligo di verifica del Green Pass dei genitori che vi accedono. A firma della Consigliera: Pigoni

 

PRESIDENTE (Petitti): Siamo arrivati all’ultima interrogazione, l’interrogazione 4036 di attualità a risposta immediata in aula circa la sussistenza di direttive in merito alla zona di accesso delle strutture scolastiche, dei servizi educativi 0-6 e dell’obbligo di verifica del green pass dei genitori che vi accedono. L’interrogazione è a firma della consigliera Pigoni.

Prego, consigliera.

 

PIGONI: Grazie, presidente. Buongiorno a tutti i colleghi.

Do lettura dell’interrogazione.

Premesso che il decreto legge n. 122/2021 stabilisce che chiunque accede alle strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19.

Considerato che, mentre per la scuola dell’obbligo i genitori o gli altri adulti di riferimento non hanno normalmente necessità di accedere alla struttura scolastica, nelle scuole dell’infanzia e ancora di più nei nidi d’infanzia, dove vengono accolti anche bimbi con appena tre mesi di vita, i genitori accedono quotidianamente per accompagnare i bimbi al proprio armadietto, cambiarli d’abbigliamento e consegnarli al personale educativo. Inoltre, gli adulti che accompagnano i bambini neo-iscritti all’ambientamento permangono per un tempo più significativo nelle sezioni.

Evidenziato che alcune scuole dell’infanzia del territorio segnalano difficoltà a definire precisamente la zona di accesso, in quanto dispongono di più ingressi alla scuola, e talvolta la zona di accesso coincide con corridoi non adiacenti alle aule o prevede, per accedervi, un passaggio attraverso i cortili, ponendo un ulteriore quesito in merito all’obbligatorietà o meno di verifica della certificazione verde Covid-19 durante il transito dei genitori all’interno dei locali.

Interroga la Giunta regionale per sapere se vi siano precise direttive in merito alla zona di accesso delle strutture scolastiche e dei servizi educativi 0-6 e se intende sollecitare il Governo a fornire chiarimenti relativi all’obbligo o meno di verifica del green pass durante il transito dei genitori all’interno dei locali delle stesse.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Assessora Salomoni, prego.

 

SALOMONI, assessore: Grazie, presidente.

Gentile consigliere, in materia di green pass, il succedersi in brevissimo tempo di numerose norme nazionali ha richiesto tempi di adeguamento alle organizzazioni preposte, sia datori di lavoro pubblici che privati. Per quanto riguarda nello specifico il settore dei servizi educativi e delle scuole per l’infanzia, è stato necessario tenere in considerazione che si tratta di bambini e di bambine che non indossano la mascherina, non sono vaccinabili e, di conseguenza, la loro tutela rende necessaria un’attenzione particolare.

Al momento, è stato risolto un dubbio che taluni avevano circa l’accesso, attraverso una risposta a una FAQ sul sito del Ministero dell’Istruzione, laddove si chiarisce che fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica chiunque acceda alle strutture o alle istituzioni scolastiche, educative, formative deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19.

Ciò premesso, si precisa che l’obbligo del possesso e dell’esibizione della certificazione verde riguarda l’accesso alle strutture e all’istituzione scolastica, mentre non rileva nell’accesso ai cortili, agli spazi all’aperto degli edifici scolastici. Inoltre, nell’ordinanza del 27 agosto 2021 il Ministero della salute ha prorogato al 30 ottobre le disposizioni secondo cui cessa l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie negli spazi all’aperto, fatta eccezione per le situazioni in cui non possa essere garantito il distanziamento interpersonale o si configurino assembramenti o affollamenti.

Della materia in esame le Regioni non sono titolate a interpretare né in senso restrittivo, né in senso ampliativo la normativa relativa alla certificazione verde, che regola l’accesso ai locali aperti al pubblico ed è esplicitamente riservata allo Stato. Tuttavia, la nostra Regione non ha mancato di rappresentare la delicatezza della situazione nel raccordo interistituzionale con lo Stato, in sintonia con la rappresentanza degli enti locali.

In occasione della discussione parlamentare della legge di conversione, non è stata accolta la proposta emendativa presentata da ANCI in ragione delle tempistiche molto rapide. In sostanza, l’applicazione concreta delle normative in esame in questo momento presenta numerosi profili di complessità operativa rispetto ai titolari e ai gestori del servizio e a definire, anche con riguardo alla specifica situazione logistica, strutturale, finanziaria, organizzativa, qual è la soluzione che si presta meglio a rispettare le normative vigenti.

Al riguardo, dal punto di osservazione regionale abbiamo la percezione che in generale i soggetti gestori dei servizi educativi si stiano impegnando appieno anche in quanto datori di lavoro, talora affrontando spese aggiuntive per far fronte al massimo grado possibile dell’applicazione della normativa. Cionondimeno nelle sedi di raccordo interistituzionale la Regione continuerà a far sentire la propria voce per rappresentare la necessità di semplificazione sul piano attuativo della normativa nazionale in materia di green pass, condividendo peraltro quanto affermato in una pubblica lettera dall’Associazione dei pedagogisti e degli educatori, che, partendo comunque dalla condivisione circa l’importanza della misura nazionale relativa alla certificazione Covid-19, ha evidenziato la necessità di tenere maggiormente in conto la specificità e la delicatezza del rapporto con i bambini di più tenera età, da 0-6 anni, e con le loro famiglie, a partire anche dalle dimensioni affettive, relazionali e di cura educativa.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

Innanzitutto ringrazio l’assessore per la puntuale risposta. Sicuramente, ad esempio, il fatto che i cortili non rientrino in questa richiesta di controllo del Green pass può aiutare alcune scuole. Chiaro che non è competenza della Regione, come diceva giustamente lei, dare un’interpretazione. È chiaro che in queste ultime settimane abbiamo visto che alcuni Enti locali hanno interpretato diversamente, quindi si stava ovviamente creando sul territorio qualche differenza da un Comune piuttosto che da un altro.

Credo che la sua risposta di oggi ci possa aiutare a fare chiarezza anche per quello che succederà nelle prossime settimane, sperando che ci sia un chiarimento ancora più preciso e puntuale da parte del Ministero e del Governo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Pigoni.

 

Processi verbali, annuncio ai sensi dell’art. 68 del Regolamento interno e appello dei consiglieri

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto, interpello i presenti per sapere se ci sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiana e pomeridiana del 14 settembre, nn. 93 e 94.

Se non ci sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.

 

(sono approvati)

 

Ricordo che hanno giustificato la loro assenza gli assessori Corsini, Donini e Priolo.

Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri e pertanto le do per lette.

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo ora con l’appello nominale.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BARCAIUOLO Michele
  3. BARGI Stefano
  4. BERGAMINI Fabio
  5. BESSI Gianni
  6. BONACCINI Stefano
  7. BONDAVALLI Stefania
  8. BULBI Massimo
  9. CALIANDRO Stefano
  10. CASTALDINI Valentina
  11. CATELLANI Maura
  12. COSTA Andrea
  13. COSTI Palma
  14. DELMONTE Gabriele
  15. FABBRI Marco
  16. FACCI Michele
  17. FELICORI Mauro
  18. GERACE Pasquale
  19. LISEI Marco
  20. LIVERANI Andrea
  21. MALETTI Francesca
  22. MARCHETTI Daniele
  23. MARCHETTI Francesca
  24. MASTACCHI Marco
  25. MONTALTI Lia
  26. MONTEVECCHI Matteo
  27. MORI Roberta
  28. MUMOLO Antonio
  29. OCCHI Emiliano
  30. PARUOLO Giuseppe
  31. PELLONI Simone
  32. PETITTI Emma
  33. PICCININI Silvia
  34. PIGONI Giulia
  35. PILLATI Marilena
  36. POMPIGNOLI Massimiliano
  37. RAINIERI Fabio
  38. RONTINI Manuela
  39. ROSSI Nadia
  40. SABATTINI Luca
  41. SONCINI Ottavia
  42. STRAGLIATI Valentina
  43. TAGLIAFERRI Giancarlo
  44. TARASCONI Katia
  45. TARUFFI Igor
  46. ZAMBONI Silvia
  47. ZAPPATERRA Marcella

 

PRESIDENTE (Petitti): 47 presenti.

 

OGGETTO 3383

Relazione sulla clausola valutativa ai sensi del comma 2 dell’art. 28 della L.R. 15/2007 “Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione” - triennio accademico 2018-2020

(Inversione dell’ordine dei lavori e discussione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Iniziamo la seduta dall’ordine del giorno, comunicando che è pervenuta una richiesta, da parte dell’assessora Salomoni, di inversione dell’ordine dei lavori per trattare prioritariamente il seguente oggetto, il 3383, che è la relazione sulla clausola valutativa ai sensi del comma 2 dell’articolo 28 della Legge Regionale n. 15/2007, che riguarda il “Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione” legata al triennio accademico 2018-2020.

Ai sensi del comma 4, dell’articolo 28 della legge regionale n. 15/2007, l’Assemblea legislativa, previo esame della Commissione assembleare competente, discute la relazione in oggetto. L’esame in Commissione dell’oggetto è avvenuto in data 10 giugno 2021.

A questo punto chiedo un intervento a favore ed uno contrario, se c’è, anzi se ci sono.

A questo punto, metto in votazione la richiesta di inversione dell’ordine del giorno.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Presenti 33

Favorevoli 33

 

È approvata.

 

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto passo la parola alla Giunta, che illustra la relazione.

Prego, assessora Salomoni.

 

SALOMONI, assessore: Grazie.

Come giustamente introduceva la presidente, la clausola valutativa fa riferimento al triennio 2018-2020 e di conseguenza avete ricevuto una relazione piuttosto dettagliata, che riporta in termini sia qualitativi che quantitativi la dimensione del nostro sistema di supporto al diritto allo studio universitario e anche gli impatti che le manovre relative alla legge n. 15 hanno avuto.

È un sistema che è passato dal 2020 ad oggi, anche attraverso gli effetti della pandemia, per cui io vi riporterei rapidamente alcuni degli elementi centrali, lasciando alla lettura dei dettagli, il vostro approfondimento, facendo però anche qualche riferimento allo stato attuale delle cose, a come quello che è esposto nella clausola valutativa, si è in qualche modo rafforzato, anche in questo anno e mezzo, un anno e mezzo decisamente particolare.

Intanto, il sistema dell’alta formazione dell’Emilia-Romagna è costituito di due componenti che hanno funzioni e obiettivi differenti: da un lato l’Università, dall’altro l’alta formazione artistica e musicale coreutica. Sono due mondi che utilizzano gli stessi strumenti, borse di studio, residenze, ma che hanno ovviamente due dimensioni, due impatti molto differenti. Partiamo dal sistema universitario, che nell’anno accademico 2018-2019 vedeva iscritti circa 170.000 studenti.

Il sistema degli studenti universitari sta crescendo molto, e noi rappresentiamo circa il 9 per cento del sistema degli studenti universitari nazionali, ponendoci nella graduatoria delle Regioni al quarto posto dopo Lombardia, Lazio e Campania, in una condizione, quindi che evidentemente misura già, con questa prima osservazione numerica e di posizionamento, la grande attrattività del nostro sistema universitario.

Abbiamo un’alta percentuale di studenti fuori sede. Gli studenti fuori sede sono considerati quegli studenti che abitano al di fuori dei confini della provincia. È chiaro che questo in Emilia- Romagna significa spesso in realtà studenti pendolari, che si muovono da un capoluogo all’altro, da una città all’altra, ma senza modificare il proprio domicilio e la propria residenza. A volte invece si tratta proprio di studenti che abbiamo attratto dalle altre regioni, o attratti a livello internazionale. Per cui, il nostro sistema ha circa il 50 per cento di studenti che sono residenti in Emilia-Romagna, e il rimanente che sono extra-regione o internazionali.

Questo ci qualifica come la Regione che ha il sistema universitario più attrattivo a livello italiano, e in questo caso siamo seguiti da Lazio e Lombardia al 35 per cento, quindi con una differenza sostanziale in termini di attrattività.

Tengo a dire che tutte queste tendenze di crescita che questa clausola valutativa riporta rispetto alla precedente, in realtà sono confermate dai dati dell’anno accademico 2020-2021, che è già il primo anno accademico che riflette gli esiti della pandemia, che, come sapete, aveva dato adito a riflessioni su nuove modalità di didattica, gestione diversa dalla distanza. Invece, le nostre università hanno mostrato di continuare questa tendenza all’aumento delle iscrizioni e all’aumento della loro attrattività, per cui siamo arrivati a 184.000 studenti iscritti al sistema regionale.

Noi abbiamo a livello strutturale, perché questo tipo di azione nel medio termine e in parte a livello strutturale, la percentuale di 30-34enni con il titolo terziario più alta d’Italia, ed è pari al 34,1 per cento. Di nuovo, vi invito a valutare anche i risultati relativamente alle altre regioni. Dal punto di vista della nostra regione, ovviamente noi facciamo riferimento a quattro atenei che hanno la sede amministrativa in Emilia-Romagna, e cioè l’Università di Bologna, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Parma e l’Università di Ferrara, più due sedi didattiche di due atenei che hanno sede amministrativa a Milano, che sono l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Politecnico, e che hanno due sedi didattiche presso la città di Piacenza. Anche da questo punto di vista ci tengo a sottolineare che, rispetto alla clausola valutativa, in cui troverete i dati su questo aspetto, sappiamo già che presso Piacenza è già aperto da quest’anno un corso in più in medicina, che viene erogato dall’Università di Parma.

A fianco di questo sistema universitario abbiamo un sistema dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica che, in questo caso, è molto più parcellizzato, cioè è composto da 14 istituzioni, tra cui conservatori e istituti superiori di studi musicali, un istituto per le industrie artistiche, due accademie delle belle arti e due istituti privati, che compongono in realtà un panorama molto distribuito sul territorio regionale e che porta a formare circa 5.000 studenti.

Entrando nei dati, invece, relativi alle fonti di finanziamento e, dunque, a come questo sistema fatto dai 5.000 studenti delle AFAM e dai 170.000 dell’università e sostenuto attraverso le misure previste dalla legge n. 15, noi abbiamo a che fare fondamentalmente con due elementi portanti, che sono le tasse regionali, cioè le tasse che vengono pagate dagli studenti iscritti in Emilia-Romagna, e il FIS, che è il contributo che ci arriva a livello nazionale e che prevede una quota premiale. Anche da questo punto di vista, la clausola valutativa riporta gli ottimi risultati della nostra quota premiale. Il modo in cui abbiamo sostenuto i nostri studenti negli anni precedenti ha fatto sì che noi si riesca ad ottenere un contributo nazionale che è quasi sempre il più significativo tra i più significativi rispetto alle altre Regioni.

Queste due quote non sono sufficienti a coprire il 100 per cento degli aventi diritto, mentre nella clausola valutativa ribadiamo che questo è l’obiettivo della Regione Emilia-Romagna: che tutti gli studenti che si iscrivono in questa Regione abbiano possibilità di esigere le borse di studio e i servizi a cui hanno diritto in base alla fascia di ISEE di riferimento.

Questa è una scelta che ci ha premiato nel tempo, proprio perché ci ha consentito di ottenere delle quote di fondo nazionale più elevate, una scelta, dobbiamo dire, ormai adottata da moltissime Regioni. È chiaro infatti che garantendo allo studente che si iscrive qui di ottenere la borsa di studio a cui ha diritto, si aumenta l’attrattività delle Università.

Ovviamente, tutti i dati che riportiamo mostrano che con l’aumento degli studenti, abbiamo proporzionalmente un aumento di costi, dovuto sia al numero maggiore di persone che sono iscritte agli Atenei dell’Emilia-Romagna e, di conseguenza, che hanno diritto alla borsa di studio, ma anche alle fluttuazioni economiche che producono a volte incrementi o, quando la fluttuazione è positiva, decrementi della difficoltà delle famiglie, di conseguenza del numero degli studenti che hanno diritto. La clausola valutativa mostra come il sistema regionale si adatta a questo aumento e arriva comunque a garantire il diritto al 100 per cento degli studenti.

Infine, e con questo concludo, la clausola valutativa di quest’anno riporta le misure Covid che sono state attivate attraverso ER.GO prevalentemente durante l’anno accademico 19-20, per far fronte alle criticità che si sono mostrate. Cito due, rispetto all’elenco complessivo, delle misure che abbiamo attivato: ci sono misure per la connettività, perché gli studenti trovandosi a casa, o negli studentati, hanno dovuto collegarsi alle lezioni online; ma soprattutto ci sono stati strumenti che hanno dilatato nel tempo, o ridotto in quantità le misure di merito che vengono applicate per ottenere la borsa di studio.

Quindi, durante il 2019 e il 2020 è stato possibile sia acquisire crediti in periodi più lunghi, sia acquisirne di meno, mantenendo il diritto alla borsa. Questo proprio perché si era ritenuto che gli studenti potessero avere difficoltà a completare il ciclo di studi nei tempi previsti.

Sono state adottate anche altre misure, che trovate elencate in dettaglio nella clausola valutativa.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessora Salomoni.

A questo punto, apriamo il dibattito generale. Chi si iscrive a parlare? Consigliere Bergamini, prego.

 

BERGAMINI: Grazie, presidente. Buongiorno, presidente, buongiorno, colleghi.

La riapertura in presenza delle università italiane dopo il Covid-19 sta portando con sé nuove e vecchie contraddizioni. Parliamo di un sistema universitario che molti analisti giudicano in sofferenza, dove occorre certamente fare di più per rinnovare corsi di studio, rinnovare il corpo docente, assegnare cattedre vacanti attraverso concorsi, utilizzare risorse per creare nuovi percorsi di ricerca e posti di lavoro, che per ora vengono naturalmente soltanto annunciati e promessi in sede di PNRR.

Le politiche di studio sono state orientate negli ultimi decenni ad aumentare il numero di diplomati e laureati nel Paese, per invertire una situazione che vede l’Italia agli ultimi posti in Europa, come sappiamo, una tendenza tristemente riconfermata recentemente, visto che Eurostat ha certificato come l’Italia si trovi al penultimo posto in Europa come numero di laureati, solo il 29 per cento qui da noi (peggio fa soltanto la Romania).

L’obiettivo dell’Unione europea, in particolare dopo l’ormai celebre Accordo della Sorbona, era quello di ridurre questo gap di conoscenza, e dobbiamo dire che altri Paesi quali Belgio, Danimarca, Spagna, Slovenia, Francia e Svezia hanno migliorato le proprie performances in questi anni, raggiungendo il dato del 45 per cento che viene richiesto.

L’Italia fa ancora registrare dati poco lusinghieri circa l’abbandono del ciclo di studi iniziato, senza contare la sfiducia imperversante sull’effettiva incidenza di un titolo di studio universitario sulle possibilità di aprire effettivamente uno sbocco lavorativo futuro, dato quest’ultimo che andrebbe probabilmente analizzato per singoli percorsi di studio e per territorio.

Ad ogni modo, non possiamo sottrarci nel nostro lavoro di quest’aula dall’analizzare il problema per capirne le cause. Un rapporto ANVUR del 2016 aveva già riconosciuto le università italiane come tra le più costose d’Europa, con ostacoli evidenti circa la possibilità di mobilità degli studenti italiani e difficoltà palesi per le loro famiglie. Si registravano notevoli difficoltà in quel periodo anche ad accedere alle borse di studio, meno del 20 per cento degli studenti italiani ne usufruiva, mentre il restante 80 non aveva alcuna forma di sostegno allo studio. Vedremo come questa situazione sia effettivamente mutata in tempi recenti. Mi viene da pensare, onestamente, che il Covid-19 e la condizione socio-economica del Paese, a dispetto della ripresa in atto, non abbiano migliorato la situazione delle famiglie, che devono sobbarcarsi costi per lo studio dei figli, tutt’altro. Con il ritorno nelle aule universitarie nella maggior parte degli studenti si stanno verificando i soliti problemi, che abbiamo purtroppo documentato in passato, la carenza degli alloggi, per esempio, la difficoltà da parte delle strutture messe in piedi attraverso il cosiddetto “diritto allo studio” a rappresentare una vera alternativa.

L’Emilia-Romagna fa registrare circa 170.000 studenti universitari, che corrispondono al 9 per cento del totale nazionale, secondo stime del 2018-2019 della relazione, probabilmente grazie alla qualità dell’offerta formativa delle sole università, alcune delle quali storicamente all’avanguardia. Nel periodo 2016-2018 l’incidenza degli studenti fuori sede sul totale era pari al 68 per cento, oggi siamo ancora attorno al 70 per cento. In larga misura il dato riporta iscritti ai vari corsi che arrivano dalle regioni vicine, Lombardia, Toscana, ma anche Lazio e Veneto. Esistono, tuttavia, corsi di eccellenza, come quelli dell’area medico-scientifica, di alcuni istituti, che portano molti studenti, anche delle regioni del sud, a frequentare i corsi di studio del nostro territorio, come sappiamo. È un dato apparentemente positivo, ma condizionato, come si vede, da una mobilità e un pendolarismo intensi dalle regioni vicine, in quanto gli alloggi restano purtroppo un miraggio per molti ragazzi e ragazze fuori sede, i quali possono contare unicamente sulla propria famiglia come risorsa e ammortizzatore sociale per arrivare ad un alloggio.

Nel 2020 i servizi abitativi disponibili per le varie realtà emiliano-romagnole parlano di 3.533 posti totali, distribuiti per circa la metà sull’Alma Mater di Bologna, e di quota residuale per il resto del territorio. A Ferrara, dove si trova la cosiddetta “Cittadella universitaria”, che rappresenta un valore per la stessa economia della città, rimane attiva una convenzione con ACER per l’organizzazione dell’offerta abitativa pubblica destinata, appunto, agli studenti.

Con l’incremento degli studenti idonei al posto alloggio ERGO, che ha registrato punte del 14 per cento a Bologna e del 20 a Ferrara, apprendiamo con un certo rammarico che non sono previsti nella città estense interventi di ampliamento del patrimonio. Credo in ogni caso che il servizio vada implementato per garantire opportunità di accesso soprattutto alle categorie più svantaggiate, come si diceva, non in grado di rivolgersi all’offerta mercato degli alloggi. Si apprende in tal senso che il Ministero ha cofinanziato circa 330 interventi, con la realizzazione a livello nazionale di circa 38.000 posti alloggio, dei quali 24.000 nuovi e 14.000 soggetti a restauro e sistemazione. Al territorio emiliano-romagnolo, che visterà circa 17,8 milioni di euro al riguardo, toccano interventi su 940 posti letto complessivi su 38.000 totali, una cifra certamente non all’altezza della richiesta attuale e di una Regione che attira una quota così elevata di studenti fuori sede.

Persistono nelle tasse universitarie che i ragazzi versano anche tributi di carattere regionale, che non sono necessariamente nella disponibilità del bilancio, ma che poi vengono trasferiti secondo modalità ormai consolidate, secondo la logica di incrementare le disponibilità finanziarie delle regioni finalizzate all’erogazione di borse di studio e di prestiti d’onore agli studenti universitari capaci e meritevoli privi di mezzi. Il tutto, dunque, in un’ottica di circolarità delle risorse finanziarie a disposizione.

Viene da chiedersi in questo caso, alla luce dei tributi che gli studenti versano, quale incidenza abbiano le borse di studio nella nostra regione. C’è infatti un discorso di merito e uno di metodo naturalmente da esaminare.

Le stime del MIUR da voi diffuse e riferite al 2019-2020 parlano di un 14,33 per cento di incidenza sul totale degli iscritti; in numeri assoluti, 23.893 studenti che usufruiscono di borse di studio contro i 167.343 studenti iscritti, con un 16 per cento di borsisti internazionali nel triennio, una quota di beneficiari rispetto agli iscritti che colloca l’Emilia-Romagna in una posizione mediana rispetto a molte altre realtà. Fanno meglio di noi, se guardiamo unicamente al merito, l’Umbria, il Friuli-Venezia Giulia, persino la Puglia e la Sardegna, che premiano con borse di studio rispettivamente il 21 e il 24 per cento del totale, ma anche la Basilicata e la Calabria che registrano incidenza dei beneficiari sugli iscritti rispettivamente del 18 e 24 per cento.

Perché non parliamo solo di merito affrontando il tema delle borse di studio? Le motivazioni di questi dati sono composite e andrebbero analizzate nel dettaglio. Certamente però rimane l’interrogativo sulla gestione delle risorse a disposizione. L’aumento degli aventi diritto ha comportato, naturalmente, un incremento complessivo degli stanziamenti regionali, con una spesa tra le più alte in assoluto insieme a quella del Lazio. Viene da chiedersi con quali ricadute per tutti gli altri utenti, seppure il dato va letto in un clima di crescita complessiva: più 13 e mezzo per cento degli aventi diritto tra il 2018 e il 2020.

Rimangono dubbi sull’effettiva efficacia delle azioni di semplificazione annunciate per la richiesta dell’accesso ai benefici, con riduzione degli adempimenti a carico degli studenti, che risultano ancora molti e complessi, e non sempre con un facile accesso alle dovute informazioni del caso.

Ci sono inoltre i contributi, questi sicuramente più recenti, per gli studenti che risiedono nella sezione universitaria costituita nell’ambito del Polo penitenziario universitario di Bologna, che dovrebbero essere utilizzati per rendere la pena detentiva anche costruttiva, questione che abbiamo già affrontato in altri ordini del giorno. Per il costo di tale operazione sarebbe opportuno qualche chiarimento, così come per un altro strumento ambiguo come quello del prestito: 14 solo quelli erogati nel corso del 2017-18, per una spesa di circa 68.000 euro, e in assenza di specifici finanziamenti nazionali dedicati a questo strumento. Persino sui servizi ristorativi emergono delle anomalie: se è vero che le agevolazioni nella fruizione dei servizi ristorativi si sono concentrate prevalentemente a favore degli studenti idonei alle borse di studio, convertendo una parte del denaro della borsa di studio per il servizio ristorativo, infatti, è possibile ottenere un contributo aggiuntivo da parte di ER.GO. In questo caso si finisce con l’agevolare sempre gli stessi beneficiari, a nostro avviso.

Ad ogni modo, nel triennio, si apprende come i beneficiari del contributo per l’accesso ai servizi ristorativi siano aumentati da 4.200 a 6.600 circa. Alla luce dell’emergenza Covid-19 e dell’introduzione della didattica a distanza, che fine ha fatto questa conversione di una parte del denaro delle borse di studio dei servizi della ristorazione?

Altre risorse, e parliamo di 460.000 euro totali, sono state impiegate nel triennio per un servizio di orientamento al lavoro, che ha coinvolto circa 5.800 studenti all’anno: ma non ci dite con quale ritorno occupazionale, o perlomeno, io non ho trovato il dato. Visto che abbondano ormai nel nostro Paese strumenti di questo tipo, non sempre in grado di far incrociare domanda ed offerta, i dubbi sull’opportunità di questo investimento sono, io credo, legittimi, nonostante venga raccontato di una sinergia con gli altri servizi già attivati dagli Atenei, come si dice sempre in questi casi.

Insomma, le anomalie del rapporto che abbiamo avuto modo di esaminare non mancano, e i dubbi sull’efficacia dell’intervento complessivo sul versante del diritto allo studio rimangono tutti. Grazie dell’attenzione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Bergamini.

Altri? Consigliera Pillati, prego.

 

PILLATI: Grazie, presidente.

La relazione in risposta alla clausola valutativa è un documento importante. Ringrazio l’assessora Salomoni, che ce lo ha illustrato in modo sintetico. È un documento che con grande chiarezza descrive il contesto, le principali azioni realizzate e gli obiettivi conseguiti nell’ambito del sistema regionale integrato, del diritto allo studio universitario e dell’alta formazione, rendendo disponibili informazioni che sono certamente importanti anche per individuare le priorità e le misure della programmazione del prossimo triennio.

È una relazione che dà conto di un sistema universitario di alta formazione di grande qualità, che può contare sul supporto, non solo in termini di risorse ma anche di innovazione, della Regione, di una Regione che da sempre considera prioritario investire sull’educazione, sull’istruzione e sulla formazione, e riconosce il diritto allo studio prima di tutto come uno strumento di equità per le persone, ma anche come un fattore di crescita e di sviluppo di una comunità e di un territorio nel suo insieme.

In questo contesto, gli studenti sono considerati una risorsa, fonte di energia, competenze e creatività, in grado di far ripartire un territorio e l’intero sistema Paese. Di fronte alle sfide che la nostra Regione e il Paese devono affrontare, intensificare questo investimento diventa imprescindibile per non subire il cambiamento, ma determinarlo, per generare lavoro di qualità e contrastare precarietà e disuguaglianze.

Avere concesso, per tutto il periodo oggetto della presente relazione, l’accesso ai benefici al 100 per cento delle studentesse e degli studenti che ne hanno diritto, come ben ha chiarito l’assessore nel suo intervento, una priorità - ci tengo a sottolinearlo - che la Regione intende confermare anche per il futuro, significa avere garantito concretamente ai giovani il diritto e l’opportunità di accedere ai gradi più alti dell’istruzione, un risultato che si consegue non solo investendo risorse crescenti, ma anche ampliando e qualificando ulteriormente i servizi e consolidando quella rete di relazioni e collaborazioni tra tutti i soggetti, che con competenze diverse e nel rispetto dei ruoli concorrono insieme al medesimo obiettivo.

La solida integrazione dell’azienda regionale per il diritto allo studio ER.GO con gli Atenei è un elemento di grande forza e rappresenta un unicum a livello nazionale. Questo ha consentito da un lato la semplificazione delle procedure e delle modalità per la richiesta e l’accesso ai benefici, quindi ha ridotto gli adempimenti a carico degli studenti, e questo ci è stato anche molto ben rappresentato nella discussione in Commissione dalla dottoressa Mondin, ma questa integrazione è importante anche per introdurre quegli elementi di innovazione e di flessibilità che hanno nel tempo migliorato la qualità dei servizi erogati anche, come abbiamo potuto leggere e ascoltare, in questo periodo legato all’emergenza sanitaria e a tutte le difficoltà aggiuntive che sappiamo hanno dovuto affrontare gli studenti nella nostra regione e in tutto il Paese.

La crescita del numero di studenti e l’alta percentuale di fuori sede che scelgono di studiare negli atenei della nostra regione confermano che l’attrattività del nostro sistema universitario è legato certamente all’alta qualità degli atenei, ma dipende anche dalla certezza di poter accedere ai benefìci del diritto allo studio universitario, cioè ogni studente sa che, se ne avrà diritto, avrà la possibilità di esigere questo diritto, cosa che non è garantita altrove, e lo sappiamo, o almeno non è garantita in modo stabile, e che potrà anche accedere a servizi di accompagnamento di qualità. È legato anche dal poter contare su una comunità regionale inclusiva e accogliente, nonché a un sistema territoriale che offre prospettive occupazionali. Ecco, io credo che quell’elemento che caratterizza il nostro sistema, ovvero la forte integrazione di tutti i soggetti coinvolti, rappresenti davvero un elemento di forza, che va sottolineato e soprattutto rafforzato.

L’altro aspetto che mi preme sottolineare è l’importanza che il diritto allo studio universitario continui a essere declinato non solo attraverso l’erogazione di risorse a chi ha condizioni economiche di svantaggio, ma un diritto allo studio che si deve continuare a declinare già prima dell’arrivo nell’università con azioni di orientamento in ingresso, che deve accompagnare l’inserimento degli studenti non solo nel mondo dell’università, ma anche in quello cittadino, del territorio in cui l’Ateneo insiste.

Certamente le grandi opportunità che il Sistema integrato del diritto allo studio ha offerto alle studentesse e agli studenti della nostra regione sono emerse in tutta la loro forza anche nell’affrontare, all’interno già dell’ultimo triennio, ma anche, come l’assessore ha specificato, nell’anno accademico successivo, l’emergenza sanitaria.

È stato in grado di ridurre l’impatto economico sulle famiglie, prevenire e contrastare le potenziali difficoltà degli studenti nell’accesso e nella piena fruizione della didattica a distanza e nel regolare proseguimento del proprio percorso formativo, azioni e politiche necessarie, nella consapevolezza che la crisi pandemica sia nell’istruzione terziaria che come negli altri livelli di istruzione rischia di acuire le disparità economiche, territoriali, sociali, generazionali.

L’investimento per garantire a tutti i giovani la possibilità di conseguire i più alti livelli dell’istruzione è certamente un obiettivo da riaffermare con forza attraverso politiche e azioni concrete.

Ecco, io credo che la relazione ci restituisca un quadro davvero estremamente positivo e anche l’informazione che nell’anno accademico successivo sono confermati quegli elementi di forza del nostro sistema universitario regionale e delle attività sul diritto allo studio è motivo davvero di grande speranza, soprattutto perché sappiamo quanto sia stato difficile e sia tuttora particolarmente complesso il momento che dobbiamo affrontare. Quindi, certamente la speranza è che la direzione di marcia prosegua con sempre maggiore forza in questa direzione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Pillati.

Altri che vogliono intervenire? Io non ho altri iscritti a parlare.

A questo punto, l’argomento è chiuso, è stato trattato.

Procediamo con l’ordine dei lavori.

 

OGGETTO 3584

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Interventi per la promozione e il sostegno dell’editoria del libro. Modifiche alle leggi regionali n. 18 del 2000 e n. 7 del 2020.” (27)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione ed esame articolato)

(Ordini del giorno 3584/1/2 – oggetti 4044 e 4045 – Presentazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Adesso abbiamo l’oggetto 3584: progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante “Interventi per la promozione e il sostegno dell’editoria del libro. Modifiche alle leggi regionali n. 18 del 2000 e la n. 7 del 2020”.

Il testo è stato licenziato dalla Commissione cultura, scuola, formazione, lavoro e sport nella seduta del 23 settembre 2021. Il progetto di legge è composto da 9 articoli.

Relatore della Commissione, il consigliere Mumolo Antonio, ha preannunciato di svolgere relazione orale. La relatrice di minoranza, la consigliera Stragliati Valentina, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Ricordo che su questo oggetto insistono nove proposte di emendamento, di cui quattro a firma della consigliera Stragliati, due a firma della consigliera Piccinini, una a firma del consigliere Mumolo, due a firma del consigliere Mastacchi.

Inoltre, sono stati proposti due ordini del giorno: il 3584/1, a firma dei consiglieri Costa, Mori, Francesca Marchetti e Fabbri, e l’ordine del giorno 3584/2, a firma dei consiglieri Mumolo, Zamboni, Taruffi, Fabbri e Amico.

A questo punto, apriamo la discussione.

Passo la parola per la sua relazione al relatore della Commissione, consigliere Mumolo. Prego.

 

MUMOLO, relatore della commissione: Grazie, presidente.

Con il presente progetto di legge, noi esercitiamo la potestà legislativa in materia di promozione e organizzazione di attività culturali che l’articolo 117 della Costituzione indica fra le materie di legislazione concorrente.

In particolare, il progetto di legge ha per oggetto la filiera editoriale, l’editoria locale, comparto che rappresenta un importante settore dell’industria culturale e creativa. Un ambito ad alto potenziale di crescita, sviluppo e innovazione, in grado di avere numerose ricadute positive per la nostra Regione in termini di sviluppo economico, sociale, occupazionale, importante per l’internazionalizzazione del nostro territorio, della qualificazione, avviamento professionale e valorizzazione del patrimonio culturale, crescita dell’autonomia formativa e culturale della conoscenza e dell’informazione dei cittadini.

È un progetto di legge che rappresenta l’attuazione di un tassello del Patto per il lavoro e per il clima, perché col Patto per il lavoro e per il clima noi ci siamo impegnati a fare della Regione Emilia-Romagna un grande polo dell’industria culturale e creativa, attraverso l’investimento in alta formazione specialistica, il consolidamento della rete teatrale, il rafforzamento delle filiere cinema e musica e dell’editoria, oltre al sostegno alla produzione culturale diffusa.

Vorrei anche ricordare che abbiamo previsto interventi in materia di promozione delle case editrici regionali per il 2021 anche nel DEFR, quindi siamo pienamente in linea con i nostri strumenti di programmazione.

Con il presente progetto di legge noi sostanzialmente vogliamo supportare le potenzialità di crescita e di sviluppo del settore editoriale nel suo insieme, mediante misure e interventi a sostegno dei diversi segmenti della filiera.

A questo punto, vorrei anche dire che questo progetto di legge ha avuto un iter particolare, nel senso che nella formazione del progetto di legge l’assessore Felicori ha ascoltato tutti coloro che in Regione Emilia-Romagna erano interessati all’editoria, li ha ascoltati preventivamente, ha costruito insieme alla Giunta ovviamente, ma ha costruito questo progetto di legge con i vari editori, tant’è vero che nel momento in cui il progetto di legge è stato presentato e nella Commissione V si è deciso di audire gli stakeholder, i soggetti interessati, tutti i soggetti che sono intervenuti sostanzialmente hanno plaudito al contenuto del progetto di legge, tra l’altro dandoci anche delle suggestioni e dei suggerimenti importanti per eventuali emendamenti.

C’è stata quindi una partecipazione sin dall’inizio, il percorso è stato partecipato, il disegno di legge è stato scritto a più mani, ed è importante dirlo, perché è un percorso che dovrebbe essere utilizzato per ogni progetto di legge, almeno a mio avviso.

Con il presente progetto di legge suddiviso in due capi, al primo capo si intende assicurare il riconoscimento della specificità economica e culturale del settore editoriale nel contesto dell’industria creativa del territorio e supportarne le potenzialità di sviluppo con interventi di promozione e sostegno economico, rivolti alla filiera editoriale e ai diversi soggetti che in essa operano, filiera editoriale che ‒ ricordiamo ‒ riguarda le case editrici che hanno sede legale o sede operativa nel territorio dell’Emilia-Romagna.

Gli obiettivi principali che la Regione si propone di raggiungere con questo progetto di legge sono favorire la crescita e la qualificazione delle imprese, sostenere la creazione di nuove attività e promuovere le capacità imprenditoriali e l’occupazione, anche favorendo l’alta formazione, la formazione, lo sviluppo e la qualificazione delle competenze e delle professionalità.

Ci proponiamo di favorire processi di integrazione di filiera e di rete anche con imprese di altri settori culturali, al fine di facilitare la condivisione di strumenti, dati e competenze funzionali alla produzione, distribuzione e promozione, nonché di sperimentare nuovi modelli organizzativi e di collaborazione. Vogliamo sostenere gli interventi di innovazione di prodotto, processo e servizio, con particolare riferimento alle nuove tecnologie a supporto della produzione, conservazione, distribuzione, fruizione e accessibilità dei contenuti e delle opere, nonché della gestione dei diritti d’autore.

Vogliamo promuovere la diffusione anche all’estero della produzione editoriale degli autori emiliano-romagnoli, nonché delle opere che hanno ad oggetto la storia e la cultura, nelle sue diverse componenti, dell’Emilia-Romagna, in particolare sostenendo anche la pubblicazione in lingua straniera e, quindi, la traduzione dei testi che vengono prodotti in Emilia-Romagna.

Il Capo II è volto a portare alcune modifiche normative alle leggi regionali n. 18/2007 e n. 7/2020 per corrispondere alle osservazioni e alle richieste formulate dal Ministero della cultura in sede di esame governativo della legge regionale n. 7/2020. Quindi, sostanzialmente si tratta, in parte, di correzione di meri errori materiali e, in altra parte, della possibilità di ampliare i soggetti e la tipologia degli interventi per i quali la Regione Emilia-Romagna può concedere contributi introducendo tra questi interventi anche l’acquisizione di beni, fondi, raccolte e collezioni di valore artistico, storico e documentario, ai fini dello sviluppo anche delle organizzazioni bibliotecarie, archivistica e museale regionali.

Mi preme precisare che il progetto di legge non istituisce direttamente aiuti di Stato e non regolamenta i criteri di concessione. Come prevede l’articolo 3, comma 2, di questa proposta, la regolamentazione sarà successivamente gestita dalla Giunta regionale, quindi sarà organizzata dalla Giunta regionale, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato, e sarà la Giunta ad approvare i criteri di concessione, erogazione e revoca dei contributi e le modalità di presentazione delle domande.

Il percorso, come dicevamo, per arrivare a questo progetto di legge è stato molto partecipato. Ci sono stati tanti interventi durante le nostre audizioni, e ne vorrei ricordare molto brevemente solamente alcuni, perché, secondo me, danno anche un segnale di cosa ha significato gestire un percorso partecipato. Per esempio, è intervenuto Yuri Garret, delegato dell’Associazione degli editori indipendenti (ADEI), che ha parlato di una legge che fa un enorme passo avanti, riconoscendo tutte le parti che compongono l’industria dell’editoria, che non è solamente la stampa di un libro, ma è una filiera complessa, che ha bisogno di formazione, di partecipazione ad eventi e di essere presente sul territorio. È intervenuto Luca Leone, membro del consiglio editori AIE (Associazione Italiana Editori), che ha parlato di un testo complessivamente positivo, che tiene conto delle specificità del settore. È intervenuta Elisa Muratore, referente della CNA Emilia-Romagna, che ha sottolineato il coinvolgimento degli attori interessati e la soddisfazione per il metodo seguito. È intervenuto Paolo Bernardi, rappresentante della Legacoop Emilia-Romagna, che ha rimarcato che la legge ricalca bene quello che è un modello operativo della Regione Emilia-Romagna, mettendo in evidenza che il vero banco di prova sarà la capacità che avremo di dialogare e attuare i princìpi presenti nella legge. Noi ovviamente ci cimenteremo in questo.

Come dicevo, c’è stato un percorso in Commissione. Il progetto di legge è stato oggetto di apporti emendativi, alcuni dei quali non è stato possibile accogliere perché non rientravano nelle competenze di questo specifico ambito legislativo; altri perché il loro contenuto era già presente nel testo del progetto di legge seppure con terminologia diversa.

Ci sono stati vari emendamenti, come dicevamo. Mi preme ricordare, per esempio, l’emendamento volto a chiarire che l’intervento sull’editoria del libro agisce indipendentemente dal formato fisico o digitale in cui le opere sono realizzate o distribuite; l’emendamento volto a dare particolare attenzione alle piccole e medie imprese del settore editoriale, emendamento tra l’altro presentato dalle minoranze sul quale c’è stato un accordo di tutti; l’emendamento volto a promuovere una maggiore sostenibilità ambientale nei processi industriali del settore, quali ad esempio calcolare bene le tiratura per evitare spreco, ottimizzare la logistica, movimentare in maniera più intelligente ed ecologica i colli, ridurre le rese;  l’emendamento che ha introdotto anche nel Pdl la promozione per le manifestazioni fieristiche locali, anche questo ampiamente condiviso e presentato, seppure in termini diversi, anche dalle minoranze, volto a valorizzare le manifestazioni che con ricorrenza periodica si svolgono nei territori comunali, quali festival di norma a cadenza annuale di durata di due o tre giorni, che si prefiggono l’obiettivo di promuovere e far conoscere e sviluppare la filiera del libro, manifestazioni fieristiche alle quali spesso le piccole case editrici locali non riescono a partecipare perché comunque hanno un costo. La partecipazione comporta un costo. Invece, attraverso questa legge ci auguriamo, con l’aiuto della Regione Emilia-Romagna, che sarà possibile alle case editrici partecipare a queste manifestazioni.

L’emendamento volto a evitare discrezionalità nella trasmissione dei dati da parte dei beneficiari dei contributi; e un altro emendamento oggi, quindi ne approfitto anche per presentarlo brevemente, che stabilisce semplicemente una cosa che potrebbe sembrare pleonastica, però meglio inserirla in questo progetto di legge, visti gli scandali che ci sono stati in altre regioni sui contributi concessi dalle Regioni nel settore dell’editoria, un emendamento che dice sostanzialmente che la Regione Emilia-Romagna non darà un centesimo a coloro, alle imprese editoriali che non rispettano i diritti dei lavoratori e che non rispettano i contratti collettivi. È l’emendamento n. 7, che sarà presentato oggi.

Io concludo facendo dei ringraziamenti che non sono doverosi, ma sono invece molto sentiti, all’assessore Felicori, al presidente e alla Giunta intera per avere elaborato una proposta importante e incisiva; un ringraziamento alla presidente della V Commissione, Francesca Marchetti, che ha coordinato fattivamente i lavori della Commissione.

Ringrazio ovviamente tutti i componenti della Commissione. Ringrazio molto la relatrice di minoranza, Valentina Stragliati, per l’evidente importante collaborazione, per i contributi, tutti degni di attenzione e studio che ha portato nell’esame di questa legge.

Ringrazio le associazioni di categoria e i rappresentanti che sono stati auditi in udienza conoscitiva e che hanno portato anche loro contributi importanti e interessanti, che sono stati presi in considerazione, così come i contributi, ripeto, di tutta la minoranza, non solo della consigliera Stragliati, e  che saranno comunque presi in considerazione, anche se ci sono stati emendamenti che non sono stati approvati, o emendamenti che non sono stati approvati perché erano uguali a quelli che aveva presentato il relatore di maggioranza, contributi che però saranno presi in considerazione nell’attuazione di questa proposta legislativa.

Infine, e non per ordine di importanza, ringrazio lo staff dell’assessorato e delle Commissioni per il lavoro svolto, nonché i collaboratori del Gruppo del Partito democratico, con particolare riferimento al dottor Lauria Pietro, per il lavoro di affiancamento, coordinamento e aiuto nella predisposizione degli emendamenti e degli ordini del giorno.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Mumolo.

Procediamo con la relazione della relatrice di minoranza, la consigliera Stragliati.

Prego, consigliera.

 

STRAGLIATI, relatrice di minoranza: Grazie, presidente.

Ringrazio l’assessore Felicori per la presenza, per il confronto che abbiamo avuto in Commissione V, ringrazio il collega di maggioranza, Antonio Mumolo, per la disponibilità accordatami, e sempre per il positivo confronto tenuto in Commissione rispetto a questo pdl.

Come ho dichiarato sin dall’inizio, come Gruppo Lega siamo assolutamente favorevoli a un progetto di legge che vada nella direzione di un sostegno all’intera filiera dell’editoria del libro, e tengo a sottolineare, l’intera filiera, in quanto gli emendamenti proposti vanno in questa direzione, nel senso che abbiamo cercato di sostenere l’intera filiera, dalla produzione del libro alla vendita, quindi dal primo all’ultimo anello.

La filiera del libro è una filiera complessa, articolata, che merita di essere sostenuta interamente, che rappresenta un tassello molto importante e strategico dell’intero settore culturale emiliano-romagnolo e italiano, e che comunque rappresenta anche un tassello molto importante dell’intera economia, e deve essere sostenuto il più possibile.

Abbiamo avanzato diverse proposte, abbiamo avuto un confronto molto franco, molto diretto, ci rammarica il fatto che, almeno fino al confronto in Commissione, nessun nostro emendamento sia stato accolto, anche con motivazioni che francamente convincono poco.

Noi comunque siamo fermamente convinti che le proposte che abbiamo avanzato siano proposte di buonsenso e quindi continueremo a portarle avanti.

Come dichiarato sin dall’inizio dell’iter in Commissione V, quindi, siamo sicuramente favorevoli a un sostegno all’editoria e ci terrei ad evidenziare l’importanza della lettura. Il relatore di maggioranza ha fatto una bellissima relazione, una bellissima presentazione del PdL, ma ritengo che sia importante per tutti soffermarsi, almeno nelle premesse, sull’importanza della lettura. Purtroppo i dati ci dicono che non siamo come italiani un popolo di grandi lettori, nella nostra Regione va un po’ meglio, poi soprattutto durante la fase di pandemia che ci ha costretto in casa per il lockdown gli emiliano-romagnoli hanno letto di più, si sono avvicinati maggiormente alla lettura, ma tutto ciò non è ancora sufficiente.

Sono numerose le evidenze scientifiche relative ai benefici della lettura sia dal punto di vista cognitivo che del benessere psicologico in generale. Leggere migliora le capacità di apprendimento, aumenta le nostre conoscenze, migliora il vocabolario e la proprietà di linguaggio, riduce i livelli di stress, aiuta a gestire l’ansia, migliora la memoria e le capacità cognitive, rappresenta un importante fattore di protezione contro l’invecchiamento.

Questo per non parlare degli effetti positivi della lettura durante l’età evolutiva, in particolare l’effetto empatia e l’aumento delle capacità di relazione con gli altri si dimostrano molto efficaci sui bambini, che, attraverso il libro e la lettura, escono dalla loro dimensione individuale, dalla tendenza ad isolarsi, favorita dall’uso compulsivo di computer e cellulari.

Un altro aspetto fondamentale per conquistare il piacere della lettura è, nel rispetto di tutte le meraviglie tecnologiche di questo mondo, la scelta di preferire sempre e comunque il libro di carta. L’ho detto anche più volte in Commissione, vanno bene gli e-book, la tecnologia digitale fa progressi da gigante, però non dobbiamo perdere la buona abitudine di leggere un libro su carta stampata. Questo è molto importante, la dimensione tattile del libro, già in quanto contatto fisico di pelle, crea una relazione e quindi una chimica molto piacevole per i nostri sensi, ed è anche dimostrato scientificamente che leggere un libro su carta stampata si ricorda meglio. Questo è molto importante anche per la memoria visiva.

Tra i tanti cambiamenti radicali che la tecnologia ha prodotto nei nostri stili di vita c’è anche quello relativo al rapporto con la lettura dei libri, ma dopo la lunga stagione dell’enfasi della lettura digitale si sta affacciando una sorta di ripensamento sull’importanza della carta, su quanto possa essere utile e perfino prezioso un ritorno, almeno parziale, alla lettura dei libri cartacei e non attraverso i dispositivi elettronici. Per esempio, alcuni studi scientifici dimostrano che leggendo un libro su carta e non in versione digitale si ricorda meglio e si ricordano più i dettagli. Non solo, si favorisce l’astrazione del pensiero e, quindi, la creatività e la fantasia.

Uno studio arriva dalla New School for Social Research di New York ed è firmato da un italiano, Emanuele Castano, che ha pubblicato importanti risultati sulla rivista Science, il quale ha scoperto che, mettendo sotto osservazione gruppi di lettori divisi per fasce di età, la lettura dei libri su carta aumenta l’empatia e la capacità di relazione con gli altri, quindi ci migliora.

Per quanto concerne gli emendamenti proposti, come dicevo in premessa, abbiamo cercato di andare incontro a tutte le esigenze della filiera del libro. I primi due emendamenti, che tratteremo congiuntamente, sono finalizzati a consentire e includere nel presente progetto di legge una modifica alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 26, inerente al diritto allo studio, modificando rispettivamente il titolo della stessa legge e la rubrica del Capo II, nel quale si vuole inserire l’articolo aggiuntivo.

Intendiamo procedere in questa sede a una parziale modifica della legge regionale sul diritto allo studio in quanto, secondo noi, ha attinenza, al contrario di quanto asserito dall’assessore Felicori in sede di Commissione, in quanto la modifica proposta va a sostenere la filiera dell’editoria e, più precisamente, la parte terminale di detta filiera, ovvero le librerie e le cartolibrerie, che, secondo noi, svolgono un ruolo molto importante a livello economico e sociale. L’articolo aggiuntivo, infatti, si propone, in linea con quanto già fatto da altre Regioni, fra cui la Toscana e il Lazio, che sono governate dalla stessa parte politica della nostra Regione, quindi Regioni a Governo di centrosinistra, di consentire alle famiglie degli alunni beneficiari dei contributi per l’acquisto dei libri di testo di scegliere liberamente il fornitore presso il quale procedere all’acquisto tramite il sistema della cedola libraria, anche in modalità digitale. Tale modo di procedere consentirebbe un indubbio sostegno alla filiera, in quanto andrebbe a vantaggio dell’ultimo anello della stessa, ovvero delle librerie. Riteniamo che questa possa essere una modifica importante.

Un altro emendamento che riteniamo interessante propone l’istituzione di un nuovo articolo, un intervento una tantum per il triennio 2021-2023 con la destinazione di fondi agli attori del sistema bibliotecario regionale per l’acquisto di nuovi libri presso le librerie del territorio, almeno il 70 per cento dell’importo. Lo schema è mutuato dal decreto Franceschini, che è una misura analoga adottata a livello nazionale.

Questa proposta che abbiamo avanzato in sede di Commissione non è stata accettata, in quanto giudicata non attinente a sostegno della filiera dell’editoria. Però vorrei ricordare che anche le librerie del territorio fanno parte della filiera dell’editoria, anzi ne sono l’anello finale, e risulta pertanto incomprensibile questa posizione soprattutto perché va a smentire una misura adottata dal Ministro Franceschini, non di certo esponente della Lega o di destra, ma un esponente della stessa parte di governo della nostra Regione. Quindi noi ci aspettavamo un po’ di coerenza. Non vorremmo che questo emendamento non fosse stato accolto per motivazioni di copertura economica, in quanto verranno destinate poche risorse a questo progetto di legge, risorse che peraltro non sono state esplicitate nel progetto.

Un altro emendamento che abbiamo proposto, abbiamo innanzitutto chiesto il coinvolgimento della Commissione competente quando si tratta di stabilire la destinazione e i criteri di riparto delle risorse, in quanto, come avviene per altri progetti di legge, ci sembra doveroso un coinvolgimento attivo e fattivo della Commissione competente.

Inoltre, abbiamo proposto di sostenere e aiutare le imprese che sottoscrivono aumenti di capitale o sostengono investimenti per la ristrutturazione aziendale e l’ammodernamento tecnologico. Tale contributo sarà proporzionale a quanto dovuto alla Regione a titolo di imposta regionale sulle attività produttive. Questa, peraltro, è una modalità che è già stata adottata dalla Giunta regionale per quanto riguarda la legge sulla montagna. Quindi, riteniamo che possa essere, anche dal punto di vista legislativo, una proposta accoglibile, che va a sostenere effettivamente dal punto di vista economico le imprese del settore dell’editoria.

Quindi, per riassumere, questi sono un po’ gli emendamenti più significativi che abbiamo presentato. Ripeto, rimane un po’ di rammarico perché, almeno in fase di discussione in Commissione, non sono stati accolti. Auspichiamo un ripensamento in fase di votazione qui in Assemblea legislativa.

Riteniamo che comunque siano proposte di buonsenso e accoglibili, quindi speriamo che la tanto sbandierata disponibilità sia da parte dell’assessore, che da parte del consigliere relatore di maggioranza, Antonio Mumolo, nei confronti delle proposte dell’opposizione trovi poi effettivamente una concretezza di fatto, anche nell’accoglimento delle nostre proposte.

Mi aggiungo ai ringraziamenti fatti dal collega di maggioranza, Antonio Mumolo; rinnovo i ringraziamenti all’assessore Felicori, al collega Mumolo, alla presidente della V Commissione, Francesca Marchetti, a tutti i colleghi, agli stakeholder che sono stati auditi in V Commissione. Devo ammettere, in effetti, che è stata espressa soddisfazione; le nostre proposte arrivano anche, preciso, come già anticipato, all’assessore Felicori, da parte del Sindacato italiano del Libro, che non ha partecipato alla Commissione ma che ha espresso la disponibilità ad un incontro con la Giunta regionale anche per altre proposte. Tengo a ringraziare in modo particolare i collaboratori del nostro Gruppo Lega, per l’importante contributo dato nella stesura degli emendamenti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Stragliati.

A questo punto, passiamo alla discussione generale. Ricordo che ogni consigliere che vuole intervenire ha venti minuti. Chi si iscrive a parlare? Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente.

Abbiamo seguito le relazioni illustrative dei due consiglieri di maggioranza e minoranza per quanto riguarda questo importante provvedimento legislativo a sostegno della filiera editoriale emiliano-romagnola.

Io credo che sia un provvedimento che arriva positivamente a compimento oggi in aula, positivamente a integrare quell’intervento che questa Regione sta promuovendo da diverso tempo attorno alle filiere produttive legate all’industria culturale e ricreativa, alla cultura.

Come ha detto l’assessore Felicori più volte in Commissione, si tratta di una legge di politica industriale, che quindi vuole sostenere anche una capacità di costruzione sia culturale sia economica del territorio emiliano-romagnolo, in un comparto come quello editoriale che è molto importante per la formazione delle persone, per la informazione delle persone, per la diffusione di una cultura accessibile a tutti.

Intraprendere una strada come quella del sostegno a una filiera produttiva culturale credo che sia uno degli elementi più rimarchevoli del progetto di legge, ovvero intervenire su tutti quelli che sono gli aspetti legati a questo ambito, quindi non trascurandone alcuno, dall’editore alla tipografia, alla distribuzione, alla capacità anche di rendere accessibile gli stessi prodotti a livello sia nazionale che internazionale, quindi supporto alla partecipazione ai momenti pubblici di fiere e congressi sia in Italia che all’estero.

Una filiera che vanta una lunga tradizione in Emilia-Romagna, che (credo sia opportuno sottolinearlo dal punto di vista della rilevanza) non è solo di legata all’editoria della narrativa o della saggistica classica, bensì anche a quella lunga e importante tradizione che è quella fumettistica, che ha contraddistinto la città di Bologna in particolare, ma complessivamente la Regione Emilia-Romagna, dove hanno sede importanti case editrici, penso nel modenese anche a Reggio Emilia, e che quindi questo possa contribuire in qualche maniera a un sostegno complessivo della cultura e della produzione editoriale regionale.

Vorrei sottolineare anche come gli interventi previsti in accompagnamento alla possibilità di sostenere le traduzioni degli autori emiliano-romagnoli siano un viatico importante perché questi trovino nuovi mercati e possano essere interessanti anche per altri territori a livello internazionale, sapendo che anche durante le audizioni questo è stato uno degli elementi maggiormente sottolineati sia degli stakeholder, sia da diversi soggetti, anche autori emiliano-romagnoli, presenti sul territorio, che trovano nei costi da sostenere per quanto riguarda la traduzione un ostacolo alla diffusione del loro fare.

Chiudo dicendo che questo provvedimento credo che sia importante e completi i tasselli che la Regione ha messo a punto sulla filiera del cinema e sulla filiera della musica. Concludo con un auspicio, poiché abbinato a questo progetto di legge è stato presentato un ordine del giorno che vuole stimolare ulteriormente la Regione a completare questo quadro con interventi legati alla promozione della lettura. Sappiamo benissimo quanto e come, anche per quanto è stato descritto precedentemente, personalmente a prescindere anche dal supporto sul quale i testi o le immagini vengano pubblicate, sia importante promuovere una capacità, una possibilità di accesso alla lettura nei confronti non solo delle giovani generazioni, ma nel complesso. Una buona lettura, una capacità di lettura, una lettura è importante per una crescita personale e collettiva, legata all’emancipazione e al discernimento, in un’epoca in cui le notizie arrivano confusamente e si sovrappongono le une alle altre. Approfondire attraverso la lettura, quindi, è importante per orientarsi all’interno del nostro mondo, e penso che l’ordine del giorno a prima firma Mumolo presentato oggi in sede di Assemblea vada anche in quella direzione, perché ci si attrezzi in maniera tale che, oltre al sostegno alla parte editoriale e produttiva, quindi alla politica industriale, possa seguire anche un rafforzamento delle politiche culturali di promozione alla lettura.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Amico.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Ringrazio il relatore di maggioranza e quello di minoranza.

Tanto è già stato detto su questo progetto di legge, in particolar modo sul ruolo che la lettura ha avuto e, quindi, l’editoria del libro durante la pandemia e, nello specifico, durante il lockdown, io quindi mi limito a porre l’attenzione su un aspetto che abbiamo voluto sottolineare anche attraverso un emendamento che abbiamo presentato anche oggi qui in aula e che riguarda una nicchia di produzione, che sono le microimprese, perché rischiamo, non dandogli la giusta attenzione all’interno dell’articolato, di lasciarli indietro. Sulla microeditoria ci sono anche fiere e rassegne che si svolgono sul territorio nazionale, è un settore che favorisce la bibliodiversità e la pluralità dell’offerta.

Con l’emendamento che ho voluto presentare rimettiamo questa attenzione nel giusto ordine. In Commissione è stato approvato un emendamento che parla di piccole e medie imprese, che però fa riferimento solamente alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 2, che riguarda gli interventi regionali, quindi solo su un aspetto specifico, che riguarda la generica crescita e qualificazione delle imprese.

Io credo però che questa attenzione vada rivolta anche alle micro imprese, che qui non sono citate, rispetto a tutti gli interventi che fanno riferimento a questo articolo. Parlo, per esempio, nello specifico della partecipazione delle fiere locali, nazionali ed internazionali. Notoriamente i piccoli fanno più fatica. Questo è un aspetto che anche nella scorsa legislatura avevamo provato a portare all’attenzione della Giunta, non solo per quanto riguarda il settore dell’editoria, ma in generale rispetto a tutte quelle aziende che fanno fatica a partecipare alle nostre fiere. Quindi, un aiuto su questo andrebbe esteso anche ad altri settori.

Però oggi parliamo dell’editoria del libro e mi piacerebbe in qualche modo che questa attenzione fosse indicata meglio, specificata meglio all’interno del progetto di legge e che comprendesse non solo le piccole, ma appunto anche le micro imprese, che hanno una produzione molto limitata, estendendo quindi quelli che sono gli interventi indicati nel PdL, tutti gli interventi e, ripeto, anche la partecipazione alle fiere, per esempio, alle micro imprese.

Quindi, sia specificato meglio perché così l’attenzione che è stata espressa anche a parole dal collega Mumolo viene riservata solamente agli interventi del comma a). Quindi, io auspico che alle parole faccia seguito anche una migliore specificazione normativa perché davvero, rispetto a questo settore, ma in particolare, come dicevo, rispetto ai piccoli, credo che la Regione debba dare un supporto maggiore. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Bondavalli, prego.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Ringrazio innanzitutto il lavoro dell’assessore Felicori e ringrazio i relatori di questo progetto di legge, in particolare il lavoro che ha portato avanti il collega Mumolo.

Intervengo su questo PdL proposto dalla Giunta regionale, che riguarda la promozione e il sostegno all’editoria del libro, cogliendo prima di tutto l’occasione per evidenziare la centralità di quanto viene affermato nell’articolo 1, comma 1, cioè l’ambito dell’editoria del libro va riconosciuto, va dunque accompagnato con disponibilità di risorse, credo, per la duplice direttrice che è in grado di supportare: quella collettiva del conferire valore al patrimonio e alle identità culturali che caratterizzano le comunità dei territori e poi quella rivolta ad ogni singola persona, per contribuire ad assicurare conoscenze, è stato detto, informazioni, soprattutto, credo, anche a sostenerne l’autonomia formativa e culturale.

È opportuno sottolinearlo, è importante sottolinearlo, perché questo è alla base dell’autonomia e del pensiero di ognuno di noi. Poi è importante sottolineare il dato riferito al sostegno concreto, ad una filiera, quella dell’industria culturale, appunto, creativa, e della promozione del territorio, naturalmente molto significativa, lo sappiamo tutti, per il nostro contesto regionale.

Per quanto riguarda invece il binario più strettamente aziendale, credo convinca la proposta di concedere contributi anche a soggetti che operano in una chiave di azione volta all’internazionalizzazione dell’attività, considerando peraltro come l’agire nel campo della promozione all’estero, sia davvero un tratto distintivo del tessuto imprenditoriale emiliano-romagnolo, nonché, peraltro, un elemento che garantisce adesso quote rilevanti di fatturato. Ma è evidente che questo è un percorso che va accompagnato soprattutto per le realtà meno strutturate.

Aspetti importante del progetto di legge di cui appunto stiamo discutendo e disporre contributi per generare impulso a editori e autori per favorire l’innovazione con l’adozione del digitale: questa è una disposizione che non soltanto penso valorizzi il portato e la valenza della diffusione delle tecnologie, ma anche l’opportunità, evidentemente, delle tecnologie. Allo stesso tempo, però, esprime anche una coerenza con la spinta generale diffusa che l’assessorato regionale alla cultura ha messo in campo in tal senso, da subito, e lo vogliamo sottolineare, a maggior ragione nel periodo dell’emergenza sanitaria. Una frontiera rivolta sia all’editoria che giustamente, all’archivistica, che da essa può trarre molteplici benefici. Da ultimo, e concludo, un cenno ai contributi finalizzati all’acquisto di beni e collezioni da parte di archivi e musei, da segnalare perché sono funzionali ad arricchire i patrimoni esistenti.

Questo è un progetto di legge complessivo, al quale va il nostro sostegno, che peraltro si contestualizza in un momento di ripartenza generale della cultura, e sappiamo quanto la cultura sia uno dei settori che più ha sofferto gli effetti delle restrizioni. Penso quindi che anche questo atto possa contribuire a fornire davvero un sostegno significativo.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Altri in dibattito generale? Io non ho nessun iscritto in dibattito generale.

Chiedo se i relatori vogliono replicare, consigliere Mumolo e consigliera Stragliati. Non c’è richiesta di replica da parte dei relatori.

A questo punto, per le conclusioni, la parola all’assessore Felicori. Prego.

 

FELICORI, assessore: Buongiorno. 

Direi che questa discussione è un bell’esempio della dialettica fra Giunta e Consiglio, lo dobbiamo al fatto che il consigliere Mumolo non ha certo aspettato la nuova Giunta per occuparsi di editoria, è una sua vecchia passione, quindi se ne è occupato con grande competenza e impegno, e anche la relatrice di minoranza ha fatto il suo lavoro con scrupolo, con precisione.

Desidero quindi innanzitutto ringraziare il lavoro dei consiglieri, il lavoro della Commissione, ben coordinato dalla presidente, e fa piacere, in tempi anche di confusione istituzionale, dare degli esempi di precisione e di correttezza.

Questa legge ha due punti di forza. Si iscrive innanzitutto dentro un discorso sul rapporto fra cultura ed economia, voi sapete che questa è una mia idea, che è entrata nel programma della Giunta, la cultura non è solo economia assolutamente, però la cultura è anche economia, è anche industria, e noi nel tempo dobbiamo valorizzare tutte le componenti economiche della cultura. La Regione quindi ha lavorato sulla legge sul cinema, che è stato un buon esempio di azione industriale nel campo culturale, sta da tempo promovendo un lavoro importante nel campo generale delle industrie creative e culturali, e laddove il lavoro generale sulle industrie creative culturali ha bisogno di una focalizzazione su un singolo settore come l’editoria provvediamo con leggi specifiche.

Questa è una linea generale che la Regione ha assunto e questa linea generale significa che noi, come regione, in questo specifico campo dell’economia vogliamo essere competitivi con le altre regioni italiane ed europee tanto quanto siamo con la meccanica, con il packaging, con l’agricoltura, cioè in settori dove da sempre noi primeggiamo.

Questa legge, dicevo, ha due punti di forza. Il primo è che noi favoriamo il fatto che i nostri editori, grandi, medi e piccoli, possano avere una maggiore forza commerciale e, quindi, poter andare facilmente alle fiere, poter andare su tutti i mercati, inclusi i piccoli mercati. Questo dei piccoli mercati e delle fiere anche di città è un esempio di come la consultazione che abbiamo fatto con tutto il mondo dell’editoria sia stata una consultazione utile. Onestamente io sottovalutavo completamente, mentre capisco cosa significhi andare alla Fiera di Francoforte o anche solo alla Fiera di Torino, che soprattutto gli editori piccoli trovano un grandissimo giovamento, come diceva il consigliere Amico, dalla presenza in queste fiere. Abbiamo ascoltato, abbiamo capito, preso atto e cambiato la legge in questa direzione.

Il secondo punto di forza di questa legge è che noi, quando diciamo editoria, partiamo innanzitutto dagli autori, dagli artisti, dagli scrittori, dagli intellettuali, che sono il primo punto, e allora, sul modello di quanto già fanno alcuni, pochi Paesi del Nord Europa, e voi sapete quanto io sia assertore dell’importanza di copiare, anche a scuola dovrebbero insegnare a copiare bene, abbiamo istituito questo particolare aiuto sulle traduzioni, che permettono agli autori della nostra regione di essere in tutto il mercato europeo, ma anche oltre, a parità con i locali.

Queste sono misure concrete, che fanno parte, però, di un più vasto discorso che la legge pone per chiarire quanto l’editoria deve essere visibilmente presente in tutte le politiche economiche che la Regione fa e anche in tutte le politiche della formazione professionale che la Regione fa.

Voi avete visto che da anni la formazione professionale nostra intelligentemente opera anche nel campo dell’alta formazione artistica e quella è produzione di lavoro molto importante. Avete visto che anche le leggi economiche generali contemplano sempre di più un’attenzione particolare verso le industrie culturali e creative. Ho visto di recente anche una legge in cui l’assessore Colla intelligentemente ha riservato una quota del totale dei finanziamenti per tener conto che le industrie culturali e creative sono, sì, industria a pieno titolo, ma spesso hanno delle forme di minorità rispetto alle industrie tradizionali per cui vanno custodite ai limiti di avere delle riserve di finanziamento. Quindi, è una politica generale, quella che si vuol fare.

Il relatore di maggioranza ha anche predisposto un emendamento per quanto riguarda il fatto che la Regione nella contribuzione alle imprese garantisca, aiuti, favorisca il fatto che le imprese rispettino i contratti e siano rispettati totalmente i diritti dei lavoratori, posizione e proposta che io condivido totalmente. Anzi, sono anche convinto che su questo tema la Giunta e il Consiglio dovrebbero fare una riflessione generale, perché è chiaro che le Istituzioni possono svolgere un importante ruolo di condizionamento a favore dei lavoratori ma, siccome questo problema mi sembra che si ponga nell’editoria come nell’agricoltura come in qualunque altro settore, forse meriterebbe una riflessione astratta nelle singole materie, che faremo.

Io ringrazio di nuovo la consigliera Stragliati. Quando non accetto una certa proposta, la prego di prenderla come una forma di rispetto, non come una forma di… Non sempre il compromesso è una forma di attenzione. Talvolta anche qualche rigidità fa parte di uno stile di quello che io chiamo “rispetto”.

Questa legge prima di tutto vuole dare un chiarimento sulla questione della lettura. Questa legge è una legge sull’offerta, non sulla domanda, la lettura è domanda. Io non sono affatto contrario che il Consiglio, eventualmente su proposta della Giunta, faccia una legge sulla lettura, o trovi un modo di intervenire sulle leggi esistenti per rafforzare le nostre politiche per la lettura.

Devo dire alla consigliera, visto che è un tema di cui mi sono occupato, che è meno facile di quanto si creda, perché agire sulla lettura vuol dire agire sulle persone, su 60 milioni di italiani che, come si sa, leggono, per la metà, meno di un libro all’anno. Non è facile come si crede, quindi, però ho trovato che questa legge, proprio perché abbiamo fretta di agire, abbiamo voglia di fare le cose, dovrebbe essere difesa dall’inserimento di altri argomenti, ognuno dei quali merita mesi di riflessione e di studio, quindi anche la questione del diritto allo studio che ha posto la consigliera, non è un no all’oggetto della proposta, ma è semplicemente dire: intanto facciamo questo, mettiamoci in condizione, a gennaio del 2022, di cominciare ad aiutare i primi autori a tradurre e i primi editori ad andare alle fiere. Tutto il resto non è un no, ma è: affrontiamolo, studiamolo insieme.

Personalmente invece non condivido l’”elogio della carta” della consigliera. Prima di tutto devo chiarire che questa legge produrrà molto più carta che digitale. La consigliera stava criticando me piuttosto che la legge, perché lei sa che io ho una vera… La sua passione per la carta è la mia passione per il digitale. Però, siccome viene da una persona competente in psicologia, mi riservo di meditare meglio questo aspetto, che io troverei un po’ feticistico, della carta, però può darsi che mi sbagli, non ho la sua stessa competenza, ci penserò.

Questo riguarda il fatto di tenere da parte argomenti pure importanti, riguardo anche la questione delle cartolibrerie e della distribuzione dei libri scolastici, la questione delle biblioteche, pure posta dal Ministro Franceschini. È vero che non è spiegata la questione delle risorse, ma perché dobbiamo discutere un bilancio 2022 i cui termini ancora oggi sono molto astratti, invece non credo che abbia fondamento l’osservazione sul fatto che occorre chiarire meglio il sostegno ai processi di innovazione e ammodernamento delle imprese, perché invece ritengo che gli articoli, proprio quelli generali sul rapporto con la politica industriale generale, chiariscano che la Regione, tutte le volte che fa provvedimenti generali per l’ammodernamento e l’innovazione dell’industria, deve contemplare anche l’industria editoriale.

Quanto invece all’osservazione della consigliera Piccinini, che ringrazio, assieme alla consigliera Bondavalli, qui veramente lascio al Consiglio... per me, micro e piccole non sono due espressioni diverse, perché, se cominciamo, uno potrebbe anche chiedersi perché non citiamo le grandi, e non mi sembra un problema grandissimo.

Con tutto questo, concludo dicendo che mi piacerebbe veramente moltissimo che l’astensione che le minoranze hanno annunciato in Commissione si trasformasse invece, con questo dialogo franco che abbiamo avuto, in un voto favorevole, perché penso che questa legge da un voto favorevole unanime trarrebbe molta forza e credo che il sostegno alle imprese debba essere in una regione come l’Emilia-Romagna uno degli argomenti che uniscono. Comunque vi ringrazio.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Felicori.

A questo punto, sono le ore 12,50, aprirei l’esame dell’articolato almeno con il primo articolo, l’articolo 1.

Dibattito generale.

Ci sono dichiarazioni di voto sull’articolo 1?

A questo punto, mettiamo in votazione l’articolo 1.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 45

Favorevoli 28

Astenuti 17

 

È approvato.

 

Sull’articolo 2 insistono due emendamenti, tuttavia, essendo le ore 12,53, per dare la possibilità a tutti di intervenire proprio nel merito dell’articolo 2 con gli emendamenti, dichiaro chiusa la seduta del mattino.

Ci rivediamo alle ore 14,30, con la ripresa dei lavori.

Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 12,53

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Pasquale GERACE, Giulia GIBERTONI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI,

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Paolo CALVANO, Mauro FELICORI, Barbara LORI, Alessio MAMMI, Paola SALOMONI.

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Irene PRIOLO.

 

Votazioni elettroniche

 

Inversione dell’ordine dei lavori

 

Presenti al voto:34

Favorevoli/Si:33

Non votanti: 1

Assenti: 16

 

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bergamini Fabio; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Catellani Maura; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Petitti Emma

 

Assenti

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Facci Michele; Felicori Mauro; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Zamboni Silvia

 

OGGETTO 3584

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: "Interventi per la promozione e il sostegno dell'editoria del libro. Modifiche alle leggi regionali n. 18 del 2000 e n. 7 del 2020." (27)

 

Titolo: 3584 - votazione art. 1

 

Presenti al voto: 46

Favorevoli/Si: 28

Astenuti: 17

Non votanti: 1

Assenti: 4

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Astenuti

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Non votanti

Petitti Emma

 

Assenti

Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Occhi Emiliano; Rancan Matteo

 

Comunicazione ai sensi dell’art.68 del Regolamento interno

 

È stato presentato il seguente progetto di legge:

 

3934 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Norme in materia di agricoltura sociale". (Delibera di Giunta n. 1383 del 06/09/2021).

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

PETIZIONE

 

3943 - Petizione popolare per chiedere di porre in essere iniziative volte a tutelare i cittadini, che abitano a Bologna in via Carracci, nn. 69/6, 69/7, esposti ai rumori del people mover. (Delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 44 del 14 09 21).

 

RISOLUZIONI

 

3944 - Risoluzione per impegnare la Giunta riguardo ai rapporti con lo Stato di San Marino sul tema dei lavoratori frontalieri, in particolare sulla creazione di un Osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato e la risoluzione delle relative problematiche esistenti in campo lavorativo, fiscale e sociale. (15 09 21). A firma dei Consiglieri: Rossi, Bulbi, Rontini, Mumolo

 

3972 - Risoluzione per impegnare la Giunta a farsi portavoce presso la Conferenza Stato-Regioni della situazione delle carceri in Emilia-Romagna, a sostenere la necessità di manutenzione straordinaria di alcuni plessi, a ribadire il principio di territorialità per tutti gli istituti di pena al fine di favorire il reinserimento nella società e a sostenere, anche economicamente, percorsi di esecuzione penale esterna. (22 09 21). A firma dei Consiglieri: Amico, Mumolo, Zappaterra, Taruffi, Mori, Caliandro, Fabbri, Costa, Pillati

 

3994 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad adoperarsi nelle sedi competenti affinché non vengano consentite attività estrattive nella miniera storica di Corchia, nel comune di Berceto (PR), al fine di tutelare il territorio, l'ambiente e la salute dei cittadini che risiedono nell'area interessata. (28 09 21). A firma dei Consiglieri: Daffada', Gerace, Zappaterra, Bulbi, Rontini, Piccinini, Bondavalli, Zamboni, Fabbri

 

3997 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo affinché vengano istituite classi di concorso apposite per l'insegnamento di sostegno, per garantire la continuità didattica e arginare la carenza di docenti specializzati. (29 09 21). A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo

 

4001 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo e i Ministeri competenti al fine di impedire che l'aumento dei costi delle materie prime si traduca in un rincaro dei prezzi dei carburanti GPL e Gas Metano. (30 09 21). A firma dei Consiglieri: Bessi, Daffada', Mori, Maletti, Zappaterra, Costa, Costi, Caliandro, Montalti, Gerace, Mumolo, Sabattini, Pillati, Rossi, Fabbri

 

4007 - Risoluzione per impegnare la Giunta affinché siano abrogate le disposizioni in materia di numero programmato per l'accesso ai corsi di laurea in ambito sanitario e siano incrementate le borse di studio di specializzazione necessarie per aumentare la capacità formativa. (05 10 21). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4013 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare l'inserimento di programmi dedicati alle persone sorde, utilizzando la lingua dei segni, nel palinsesto della programmazione di LepidaTV. (07 10 21). A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni, Bergamini

 

4023 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento al fine di adottare misure per contrastare l'aumento dell'inflazione e tutelare i redditi dei cittadini. (08 10 21). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4025 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad incrementare il numero di corse quotidiane sulla linea ferroviaria Bologna-Vignola, in particolare nelle ore di punta, al fine di garantire una maggiore frequenza del servizio agli studenti e ai lavoratori pendolari. (08 10 21). A firma dei Consiglieri: Pelloni, Marchetti Daniele

 

4031 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo e l'Unione Europea affinché si ponga termine alle violenze in corso nella regione Araucanìa del Cile meridionale, si tutelino la minoranza italiana e, in particolare, le comunità emiliano-romagnole che vi sono residenti e vengano adottate le misure necessarie per il ripristino della convivenza civile e del dialogo interculturale. (11 10 21). A firma dei Consiglieri: Fabbri, Mori, Costa, Daffada', Zappaterra, Caliandro, Pillati

 

INTERROGAZIONI

 

3946 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere al fine di contenere il rincaro delle bollette a carico delle famiglie e imprese emiliano-romagnole. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3947 - Interrogazione a risposta scritta circa i ritardi nell'esecuzione di esami e prestazioni ambulatoriali e le azioni da porre in essere per il loro recupero. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3948 - Interrogazione a risposta scritta circa il verificarsi di aggressioni verbali e minacce presso il Pronto Soccorso del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. A firma del Consigliere: Lisei

 

3949 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla valutazione dei titoli presenti nei bandi per assunzione di dirigenti regionali. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3950 - Interrogazione a risposta scritta circa la necessità di somministrare, quanto prima, la terza dose di vaccino anti-COVID al personale sanitario. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3951 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità di calcolo delle tariffe Tari nel Comune di Bagno di Romagna (FC). A firma del Consigliere: Lisei

 

3952 - Interrogazione a risposta scritta circa l'impiego dei test salivari sui bambini e ragazzi disabili ai fini del rilascio del green pass. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3953 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla carenza di docenti presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA) e le Scuole superiori con corsi di 2° livello per adulti (ex corsi serali). A firma del Consigliere: Lisei

 

3954 - Interrogazione a risposta scritta circa l'aumento del congestionamento del traffico urbano a Parma a causa dell'attivazione di alcune nuove piste ciclabili. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

 

3955 - Interrogazione a risposta scritta sulla necessità di aumentare i controlli legati all'utilizzo di sostanze nocive per le api. A firma del Consigliere: Lisei

 

3956 - Interrogazione a risposta scritta circa la mancata comunicazione degli orari pomeridiani da parte dell'Istituto Comprensivo di Spilamberto (che prevede dagli asili nido alle scuole materne alle scuole primarie). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3957 - Interrogazione a risposta scritta circa i tagli dei posti in organico dei docenti che non garantiscono la copertura per i corsi serali nel territorio della provincia di Parma. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3958 - Interrogazione a risposta scritta circa la concessione di occupazione di area demaniale per taglio della vegetazione riparia a fini idraulici lungo il Fiume Reno, nel territorio tra i comuni di Cento e Galliera (nelle province di Bologna e Ferrara). A firma del Consigliere: Lisei

 

3959 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la situazione dei passaggi a livello lungo la rete ferroviaria dell'Emilia-Romagna e le misure da adottare per giungere al loro completo superamento. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3960 - Interrogazione a risposta scritta circa i danni provocati dalla tromba d'aria che ha colpito la frazione di Fossoli, nel Comune di Carpi (MO), domenica 19 settembre 2021 e le iniziative da adottare per farvi fronte. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3961 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai disservizi segnalati dai pendolari della tratta ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla e alle misure da adottare per risolverli. A firma delle Consigliere: Costa, Mori

 

3962 - Interrogazione a risposta scritta in merito al servizio di somministrazione di test antigenici rapidi a prezzo calmierato presso le farmacie aderenti al Protocollo d'intesa con il Governo. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3963 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito ai lavori di manutenzione della strada comunale di Vianino nel comune di Varano de Melegari (PR). A firma del Consigliere: Occhi

 

3964 - Interrogazione a risposta scritta circa l'opportunità di rendere accoglibili, presso le AUSL regionali, le esenzioni per celiachia ottenute sostenendo esami diagnostici sul territorio nazionale. A firma del Consigliere: Lisei

 

3967 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per sbloccare le procedure e attuare i progetti d'avvio del PNRR. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3968 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito ad incidenti occorsi ad alcuni enduristi lungo sentieri dell'Appennino parmense e reggiano. A firma dei Consiglieri: Occhi, Rainieri, Catellani, Delmonte

 

3969 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative da adottare per superare le criticità rilevate in fase di collaudo del secondo tratto della pista ciclabile a Bellocchio, frazione del comune di Comacchio (FE). A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3970 - Interrogazione a risposta scritta circa l'allontanamento da un istituto superiore di Riccione di un'insegnante di sostegno a cui era scaduto il green pass. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3971 - Interrogazione a risposta scritta circa la rimozione di detriti contaminati dopo la tromba d'aria che ha colpito Fossoli, frazione del comune di Carpi (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3973 - Interrogazione a risposta scritta in merito ad un progetto di espansione urbanistica del comune di Fontevivo, in provincia di Parma. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3974 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla chiusura del punto prelievi del Poliambulatorio di via Beroaldo a Bologna. A firma del Consigliere: Lisei

 

3975 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla situazione della somministrazione di vaccini anti-covid nelle farmacie della Provincia di Ferrara e del territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Soncini

 

3976 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere a tutela dei lavoratori del settore logistico e dell'e-commerce, anche alla luce dell'accordo nazionale sottoscritto dalle parti. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3977 - Interrogazione a risposta scritta circa il divieto di accesso all'istituto scolastico presso cui lavora imposto ad un'insegnante in possesso di tampone negativo. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3978 - Interrogazione a risposta scritta circa un incontro, avvenuto lo scorso 28 agosto, tra il Presidente della Giunta regionale, il sindaco di Rimini ed alcuni insegnanti non vaccinati. A firma Consigliera: Gibertoni

 

3979 - Interrogazione a risposta scritta circa l'opportunità di migliorare l'individuazione delle zone di protezione della fauna selvatica, in particolare nella zona di pianura della provincia di Ravenna. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3981 - Interrogazione a risposta scritta circa il sostegno alle famiglie che hanno difficoltà nel pagare i canoni di locazione, con particolare riferimento al territorio di Imola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3982 - Interrogazione a risposta scritta circa l'opportunità di avviare una campagna di screening a campione sulla popolazione emiliano-romagnola per monitorare il tasso anticorpale diffuso sul territorio. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Bergamini, Pelloni

 

3983 - Interrogazione a risposta scritta in merito ad un concorso bandito dal comune di Pianoro (BO) nel maggio 2021. A firma del Consigliere: Lisei

 

3985 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa il ripristino del tratto stradale interrotto nella S.P 325 "Val di Setta" all'altezza del Km 13 in territorio di Monzuno a seguito della frana del 6 aprile 2019. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3986 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla possibilità di garantire test rapidi gratuiti agli agenti delle Forze dell'Ordine. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3987 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per migliorare le condizioni di sicurezza in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria e per aumentare i controlli nelle carceri dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3988 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative da adottare per evitare un incremento del costo dell'energia. A firma dei Consiglieri: Daffada', Montalti, Bulbi, Fabbri

 

3989 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni necessarie per garantire il riavvio dei corsi serali delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

 

3991 - Interrogazione a risposta scritta circa l'iter di assegnazione di risorse a Fiere e Congressi.

A firma dei Consiglieri: Costa, Bulbi, Fabbri

 

3992 - Interrogazione a risposta scritta circa le infrazioni del Codice della Strada segnalate sulla SP31, a Borgo Poggio Grande, frazione del comune di Castel San Pietro Terme (BO). A firma del Consigliere: Lisei

 

3995 - Interrogazione a risposta scritta circa i programmi di formazione e riqualifica previsti per gli operatori dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna inquadrati nel profilo di Ausiliario categoria A. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Facci

 

3998 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle tempistiche per il ripristino, presso l'Ospedale di Vignola (MO), del Day Service Oncologico, provvisoriamente trasferito all'Ospedale di Sassuolo (MO). A firma del Consigliere: Pelloni

 

4000 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle azioni poste in essere per tutelare la produzione di aceto balsamico nelle province di Modena e Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

4002 - Interrogazione a risposta scritta circa la condizione di affollamento nei mezzi del TPL dei bacini di competenza di Seta e lo stato dei rimborsi a suo tempo previsti per il mancato utilizzo dei mezzi in conseguenza dell'organizzazione delle attività scolastiche in modalità DAD. A firma della Consigliera: Piccinini

 

4003 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla situazione di affollamento, ai ritardi e alle mancate corse dei mezzi di TPER ed al funzionamento del Call Center della Società, segnalati all'avvio dell'anno scolastico in presenza. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

4004 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da adottare per garantire il regolare accesso ai binari nella stazione ferroviaria di Salsomaggiore Terme e per migliorare la situazione delle coincidenze con i treni in arrivo da Bologna e da Piacenza. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

 

4005 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da adottare per rendere accessibili ai cittadini con disabilità i nuovi cassonetti cosiddetti "smart", ossia dotati di sistema di riconoscimento utente e misurazione dei rifiuti. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

4006 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di effettuare test molecolari su campioni salivari in individui (sintomatici o asintomatici) fragili con scarsa capacità di collaborazione. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4008 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai lavori di manutenzione necessari per assicurare la percorribilità in sicurezza della tangenziale di Parma. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

 

4009 - Interrogazione a risposta scritta in merito allo stato dei lavori per realizzare la separazione delle reti idriche nel comune di Pavullo nel Frignano (MO), al fine di evitare la tracimazione di acque non filtrate nel torrente Cogorno. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

4010 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle tempistiche previste per la completa riapertura, in sicurezza, dei Centri diurni per anziani e disabili e allo stato di accoglienza di questi servizi sul territorio regionale. A firma della Consigliera: Bondavalli

 

4011 - Interrogazione a risposta scritta in merito al rispetto delle norme urbanistiche e dei requisiti per l'accesso ai finanziamenti regionali nella realizzazione di una pista ciclabile. A firma del Consigliere: Pelloni

 

4012 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle azioni specifiche per garantire la traduzione e la sottotitolazione di alcuni telegiornali locali nella lingua italiana dei segni (LIS). A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Pelloni, Bergamini, Stragliati

 

4014 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai tempi di attesa per il rilascio e il rinnovo dei documenti di identità presso gli uffici del Comune di Parma e al ripristino del servizio di ricezione delle denunce di smarrimento e furto di questi documenti da parte della polizia locale di Parma. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

 

4015 - Interrogazione a risposta scritta circa l'allestimento di punti vaccinali open a Bologna. A firma del Consigliere: Lisei

 

4016 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni necessarie per garantire il recupero delle prestazioni sanitarie non erogate nel corso del 2020 e del 2021, a causa dell'emergenza pandemica. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4017 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni che la Regione Emilia-Romagna intende intraprendere in merito ad un finanziamento da essa erogato nell'ambito del bando denominato "Una casa alle giovani coppie ed altri nuclei familiari". A firma del Consigliere: Bargi

 

4018 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai contributi erogati dalla Regione Emilia-Romagna per la copertura totale o parziale del costo di frequenza dei centri estivi riservati a bambini e ragazzi, con particolare attenzione alla situazione di Imola e del suo circondario. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

4019 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle azioni da intraprendere per attenuare l'impatto del fenomeno del consumo del suolo nel comune di Ravenna e garantire una programmazione urbanistica sostenibile. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

4020 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'inchiesta sull'infezione di neonati da Citrobacter all'Ospedale di Verona. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4022 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni necessarie per risolvere il problema della carenza di medici e per migliorare le condizioni lavoro all'interno del Pronto Soccorso dell'Ospedale Ramazzini di Carpi. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

4024 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione dei medici in servizio al Pronto Soccorso di Carpi (MO). A firma del Consigliere: Bargi

 

4026 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle problematiche che si sono verificate sulla linea ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla e sulle azioni da intraprendere per risolverle. A firma del Consigliere: Costa

 

4027 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle azioni da porre in essere per realizzare una "variante" alla via Emilia, al fine di ridurre il traffico e l'inquinamento atmosferico lungo il tratto stradale compreso tra Reggio Emilia e Parma. A firma del Consigliere: Amico

 

4028 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'opportunità di pianificare e segnalare tempestivamente eventuali interruzioni dell'A1 Panoramica nel tratto Rioveggio-Roncobilaccio, in conseguenza dello svolgimento di lavori di manutenzione. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

4029 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle azioni da intraprendere per ridurre le liste di attesa per le prestazioni specialistiche, con particolare riferimento alla situazione di Piacenza. A firma della Consigliera: Stragliati

 

4030 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la ripresa dei lavori di ripristino della infrastruttura di collegamento alla salina di Comacchio (FE). A firma dei Consiglieri: Fabbri, Zappaterra

 

4032 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le misure da adottare per giungere al superamento dei passaggi a livello lungo le linee ferroviarie nella regione, con particolare riferimento alla rete gestita dalla società regionale FER. A firma della Consigliera: Piccinini

 

4033 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la necessità di mettere in sicurezza i daini prelevati da Lido di Classe (RA) e Lido di Volano (FE). A firma della Consigliera: Gibertoni

 

4034 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'opportunità di sensibilizzare il Governo, al fine di scongiurare i rincari conseguenti all'aumento dei prezzi di gas naturale e altri combustibili fossili. A firma del Consigliere: Occhi

 

4035 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da intraprendere per dare riposte adeguate all'emergenza psicosociale che riguarda bambini e adolescenti in Emilia-Romagna, al fine di evitare un aggravamento o una cronicizzazione dei disagi psicologici emersi durante il periodo della pandemia. A firma della Consigliera: Zamboni

 

4036 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la sussistenza di direttive in merito alla "zona di accesso" delle strutture scolastiche e dei servizi educativi 0-6 e dell'obbligo di verifica del Green Pass dei genitori che vi accedono. A firma della Consigliera: Pigoni

 

INTERPELLANZE

 

3980 - Interpellanza circa la realizzazione di un parcheggio e di un ascensore nella stazione ferroviaria di Vado (BO). A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3999 - Interpellanza in merito ad un murale realizzato presso una scuola di Levizzano, frazione di Castelvetro (MO). A firma del Consigliere: Pelloni

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.

 

3695 - Interrogazione a risposta scritta in merito a possibili discriminazioni tra studenti vaccinati e non vaccinati alla ripresa dell'anno scolastico. A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo

 

3699 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione della zona delle ex Officine Reggiane a Reggio Emilia, in particolare per il rischio di diffusione del Covid-19. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3701 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di avanzamento dei lavori per la costruzione del nuovo Palazzo delle Arti e dello Sport di Ravenna. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3705 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione dei centri di raccolta (Stazioni Ecologiche Attrezzate) in provincia di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Delmonte

 

3711 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'installazione di una antenna di telefonia mobile per tecnologia 4G e 5G in via Passo della Cisa a Parma. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

 

3712 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai lavori per il nodo idraulico della Fossalta, alla periferia est di Modena. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3717 - Interrogazione a risposta scritta sul recupero delle domande di ricostruzione post sisma rimaste inevase. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3723 - Interrogazione a risposta scritta in merito ad una possibile revisione della metodologia di regolazione dei prelievi in situazioni di scarsità idrica, emessa da Arpae in data 28/6/2021. A firma dei Consiglieri: Rancan, Liverani, Occhi, Pelloni, Marchetti Daniele, Bargi, Bergamini, Stragliati, Delmonte, Facci, Pompignoli, Catellani, Montevecchi, Rainieri

 

3724 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere i dati analitici relativi ai contagi da Covid-19 nelle istituzioni scolastiche nell'anno scolastico 2020/2021. A firma dei Consiglieri: Catellani, Liverani, Pelloni, Montevecchi, Marchetti Daniele, Stragliati, Bergamini, Rancan

 

3725 - Interrogazione a risposta scritta circa l'implementazione delle misure per prevenire il Covid-19 all'interno degli istituti scolastici del territorio regionale, al fine di evitare nuove ondate epidemiche. A firma dei Consiglieri: Bergamini, Liverani, Stragliati, Montevecchi, Rancan

 

3738 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione del bosco in zona Maccherie-Piandelagotti all'interno del Parco Regionale Alto Appennino Modenese. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3749 - Interrogazione a risposta scritta circa l'utilizzo degli anticorpi monoclonali nel trattamento dei pazienti affetti da Sars-Cov-2, da parte dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di libera scelta. A firma del Consigliere: Lisei

 

3750 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione della Residenza Turistica Alberghiera "Villa Marina" ex Colonia, costruita sul litorale di Marina di Ravenna. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3752 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle criticità emerse dagli esiti delle prove Invalsi, recentemente pubblicati, e alle strategie da adottare in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico. A firma della Consigliera: Bondavalli

 

3785 - Interrogazione a risposta scritta circa le condizioni di disagio per il traffico veicolare su ruota, generate dall'inagibilità del ponte Savigno (BO). A firma del Consigliere: Lisei

 

3787 - Interrogazione a risposta scritta circa i contributi economici erogati dall'Unione Terre d'Argine a soggetti privati per la realizzazione di progetti di inclusione destinati a minori con disabilità. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3788 - Interrogazione a risposta scritta circa le misure da porre in essere per garantire il ritorno a scuola in sicurezza e per prevenire il contagio da COVID-19. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3795 - Interrogazione a risposta scritta circa la distribuzione degli incentivi regionali tra le categorie professionali impegnate a far fronte all'emergenza pandemica. A firma del Consigliere: Lisei

 

3802 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di applicazione, presso il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, delle disposizioni inerenti l'orario di lavoro, previste dal CCNL, Comparto Sanità. A firma del Consigliere: Lisei

 

3831 - Interrogazione a risposta circa il sostegno economico e tecnico per la risintonizzazione delle televisioni e installazione di nuovi decoder per il ricevimento del segnale digitale terrestre. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3833 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità di accesso per le visite ai degenti, da parte dei parenti, nel reparto Geriatria del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. A firma del Consigliere: Lisei

 

3834 - Interrogazione a risposta scritta circa il piano attuativo da adottare per garantire l'avvio in sicurezza del nuovo anno scolastico. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3841 - Interrogazione a risposta scritta circa la mancata erogazione dell'indennità di cui art.44 CCNL 1995 agli operatori sanitari del Pronto Soccorso ostetrico ginecologico dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna Policlinico Sant'Orsola-Malpighi. A firma del Consigliere: Lisei

 

3852 - Interrogazione a risposta scritta circa la riorganizzazione dei vari dipartimenti che compongono l'AOSP Sant'Orsola di Bologna. A firma del Consigliere: Lisei

 

3855 - Interrogazione a risposta scritta circa la carenza di personale presso i presidi ospedalieri dell'Appennino bolognese, con particolare riguardo all'Ospedale di Loiano. A firma del Consigliere: Lisei

 

3864 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di crisi dell'agricoltura provocato dalla siccità, con particolare riferimento alla provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3876 - Interrogazione a risposta scritta circa lo screening prenatale ospedaliero (NIPT), nell'ambito dell'AUSL di Modena, per le pazienti seguite da ginecologi in libera professione. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3882 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione aggiornata degli organici in Regione Emilia-Romagna per quanto riguarda il personale docente e l'avvio in sicurezza del prossimo anno scolastico. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Tarasconi, Zappaterra, Montalti, Bondavalli, Fabbri, Bulbi, Pillati, Sabattini, Daffada', Caliandro, Rontini

 

3892 - Interrogazione a risposta scritta circa il caso di un'azienda romagnola che avrebbe detratto dalla busta paga dei dipendenti il costo dei tamponi per il monitoraggio del COVID-19. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3901 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere a sostegno delle famiglie per l'inizio del nuovo anno scolastico 2021/2022. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3903 - Interrogazione a risposta scritta circa la richiesta di esibizione del Green Pass ad una paziente per l'accesso al Pronto Soccorso del Policlinico di Modena. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3911 - Interrogazione a risposta scritta circa l'impossibilità di prenotare la seconda dose di vaccino per i cittadini che hanno ricevuto la prima presso i punti vaccinali accessibili senza prenotazione del territorio imolese, ma che risiedono in altri comuni. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3954 - Interrogazione a risposta scritta circa l'aumento del congestionamento del traffico urbano a Parma a causa dell'attivazione di alcune nuove piste ciclabili. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

 

3961 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai disservizi segnalati dai pendolari della tratta ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla e alle misure da adottare per risolverli. A firma delle Consigliere: Costa, Mori

 

In data 5 ottobre 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Politiche economiche, alla interrogazione oggetto n. 3900

 

3900 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito agli atti vandalici che si sono registrati nella provincia di Parma, in concomitanza con l'apertura della stagione della caccia 2021/2022. A firma dei Consiglieri: Occhi, Rainieri

 

In data 6 ottobre 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Territorio, Ambiente Mobilità, alla interrogazione oggetto n. 3866

 

3866 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa l'autorizzazione dei lavori di perforazione di un nuovo pozzo per l'estrazione del metano nel comune di Lugo (RA). A firma della Consigliera: Zamboni

 

In data 8 ottobre 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Politiche per la salute e Politiche sociali, alle interrogazioni oggetti nn. 3674 – 3575

 

3674 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la situazione dei servizi sanitari nell'Appennino bolognese. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3575 - Interrogazione a risposta orale in commissione per conoscere le cause della improvvisa moria di topi lungo il canale Navile di Bologna, e quali iniziative a tutela della pubblica salute si intendano assumere. A firma del Consigliere: Facci

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 10/09/2021 al 07/10/2021

 

DPGR n. 137 del 13/09/2021

Nomina del Consiglio di Indirizzo e Verifica dell’IRCCS “Azienda Ospedaliera-Universitaria di Bologna-Policlinico Sant’Orsola”

 

DPGR n. 140 del 22/09/2021

IPAB “Fondazione Colonia Agricola G. Del Bianco” con sede a Misano Adriatico (Rn) – Designazione nuovo componente Consiglio di Amministrazione

 

DPGR n. 141 del 22/09/2021

Nuovo Polo Ematologico del Policlinico Sant’Orsola – Nomina dell’Assessore Politiche per la Salute quale componente della Commissione di Monitoraggio e Verifica (CDMV) di cui all’art. 11 della Convenzione sottoscritta

 

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno n. prot. NP/2021/2772 dell’11/10/2021)

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Petitti

Bergamini - Montalti