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99.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 26 OTTOBRE 2021

 

(ANTIMERIDIANA)

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

PRESIDENTE (Petitti)

 

OGGETTO 4103

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la carenza di personale nelle CRA della provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

TAGLAFERRI (FdI)

DONINI, assessore

TAGLAFERRI (FdI)

 

OGGETTO 4105

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la ripresa delle attività chirurgiche e degli screening dopo l'emergenza pandemica, in particolare nella provincia di Bologna. A firma della Consigliera: Zamboni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

ZAMBONI (EV)

DONINI, assessore

ZAMBONI (EV)

 

OGGETTO 4113

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito al quadro organizzativo dei servizi di medicina d'emergenza-urgenza in Emilia-Romagna e alle azioni necessarie per garantire la copertura delle risorse professionali necessarie. A firma della Consigliera: Piccinini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

PICCININI (M5S)

DONINI, assessore

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 4108

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'iter di assegnazione di risorse a Fiere e Congressi. A firma dei Consiglieri: Costa, Rontini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

COSTA (PD)

COLLA, assessore

COSTA (PD)

 

OGGETTO 4111

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le attività di controllo che la Regione effettua in ordine alla qualità della formazione professionale per l'avviamento al lavoro. A firma dei Consiglieri: Facci, Rancan

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

FACCI (Lega)

COLLA, assessore

FACCI (Lega)

 

OGGETTO 4114

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'ammodernamento della strada statale n. 64 nel tratto Sasso Marconi-Vergato. A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

TARUFFI (ERCEP)

CORSINI, assessore

TARUFFI (ERCEP)

 

OGGETTO 4112

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla realizzazione di investimenti diretti alle infrastrutture idriche primarie, utilizzando le risorse del PNRR. A firma del Consigliere: Mastacchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

MASTACCHI (RCPER)

BARUFFI, sottosegretario

MASTACCHI (RCPER)

 

OGGETO4109

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la sospensione dell'addizionale regionale all'accisa sul gas naturale. A firma della Consigliera: Castaldini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

CASTALDINI (FI)

CALVANO, assessore

CASTALDINI (FI)

 

OGGETO4110

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula (Ritiro)

PRESIDENTE (Petitti)

 

Appello dei consiglieri

PRESIDENTE (Petitti)

 

OGGETO 4102

Comunicazione del Presidente della Giunta ai sensi dell'art. 76 del Regolamento dell'Assemblea su: "Patto per la semplificazione".

(Discussione e conclusione)

(Risoluzione 4102/1 oggetto 4128 Presentazione, discussione e reiezione))

PRESIDENTE (Petitti)

CALVANO, assessore

PRESIDENTE (Petitti)

RANCAN (Lega)

TAGLIAFERRI (FdI)

COSTI (PD)

PICCININI (M5S)

CASTALDINI (FI)

ZAMBONI (EV)

CALVANO, assessore

RANCAN (Lega)

PICCININI (M5S)

BARCAIUOLO (FdI)

TARUFFI (ERCEP)

COSTI (PD)

CATELLANI (Lega)

PIGONI (BP)

GERACE (PD)

PRESIDENTE (Petitti)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetto 4128

Comunicazione ai sensi dell’art. 68 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 09,45

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 99 del 26 ottobre 2021.

È computato come presente ai soli fini del numero legale, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta, Bonaccini, assente per motivi istituzionali.

Hanno giustificato la propria assenza la consigliera Soncini e l’assessore Mammi.

Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri e, pertanto, le do per lette.

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in aula

 

PRESIDENTE (Petitti): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

 

OGGETTO 4103

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la carenza di personale nelle CRA della provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

PRESIDENTE (Petitti): Partiamo dall’interrogazione 4103: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la carenza di personale nelle CRA della provincia di Piacenza, a firma del consigliere Tagliaferri.

Prego, consigliere.

 

TAGLIAFERRI: Buongiorno, presidente. Buongiorno, assessore.

I cittadini hanno il diritto alla salute e agli affetti. Questo vuol dire poter essere messi nelle condizioni di gestire senza problemi anche la fase crepuscolare della vita delle persone, specie quella dei nostri cari. Questa Giunta si vanta di avere la sanità e il socioassistenziale migliore del mondo, una sorta di isola felice in mezzo alle burrasche della quotidianità. Per raccontarlo, questa Giunta impiega fior fiori di protagonisti nel fare la cosa che le riesce meglio: la propaganda politica. Peccato che quando si passa dalle parole ai fatti si scopre che i problemi ci sono. Intendiamoci: è più che naturale che i problemi, specie in tempi come questi, ci siano e siano pure gravi.

Un esempio è quello denunciato negli scorsi giorni dal territorio piacentino sull’assenza di personale per le CRA. Vuol dire che le persone che avrebbero bisogno di un’assistenza e di una cura non possono averle perché mancano gli infermieri.

Alla luce di questo, chiedo alla Giunta di sapere se intenda intervenire presso le autorità competenti e vigilare sul rispetto sia della correttezza dei rapporti numerici tra utenti, infermieri e operatrici sociosanitarie, fissati dalle normative regionali, come sul rispetto dell’orario di lavoro, normato dalla legislazione attualmente vigente; come intenda risolvere in tempi brevi il problema della mancanza di personale nelle CRA di Piacenza (si sta parlando della vita vera delle persone, della loro dignità, della loro salute); se intenda sollecitare un’urgente presa di responsabilità delle Istituzioni del territorio preposte alla sorveglianza e al controllo della qualità del lavoro e dei servizi rivolti alla popolazione non autosufficiente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Risponde l’assessore Donini. Prego, assessore.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere Tagliaferri.

La problematica della carenza infermieristica è condivisa pressoché con tutte le Regioni in Italia e i nuovi reclutamenti previsti sia per le organizzazioni pubbliche che per quelle private ridimensionano solo parzialmente la carenza, tenendo conto del flusso in uscita di operatori per pensionamento e per trasferimento. Questo è il problema.

La motivazione è da ricercare nello scarto tra la grande offerta di lavoro attiva in tutto il territorio italiano, e quindi anche in Emilia-Romagna, e la scarsità di professionisti da impiegare che si riscontra in tutti gli ambiti.

Le ore infermieristiche remunerate e i gestori accreditati da parte di AUSL Piacenza per il periodo gennaio-agosto 2021, per quanto attiene ai posti contrattualizzati, sono in linea con quanto previsto, con uno scarto medio negativo nell’ordine dello 0,2 per cento. Ciò non significa che l’intero sistema accreditato non sconti delle evidenti difficoltà su cui la Regione monitora gli sviluppi, stimolando azioni concrete da parte delle Aziende.

Tenendo conto delle problematiche evidenziate, lo scorso 13 luglio la Direzione generale dell’AUSL Piacenza ha incontrato tutti i gestori delle CRA accreditati dell’area provinciale. Il supporto alle strutture è operativo da diversi mesi, avendo AUSL avviato tre sessioni di reclutamento di infermieri dipendenti, chiedendo la disponibilità di prestare, nella forma della collaborazione occasionale, fino a 200 ore di attività presso le CRA del territorio.

Tale azione ha consentito di mettere a disposizione dei gestori tre elenchi di infermieri: nel primo trimestre 2021, in luglio e in ottobre. Complessivamente sono stati autorizzati a prestare questa nuova attività 87 infermieri dipendenti nelle CRA. Dipendenti nostri messi nelle CRA. Tale prassi potrà essere attuata anche nel 2022, tenendo conto della necessità e dell’indicazione delle strutture, appunto, coinvolte.

Inoltre, l’Azienda è in procinto di pubblicare un nuovo avviso per l’assunzione di infermieri, prevedendo la possibilità di assegnazione temporanea presso le strutture socio-sanitarie accreditate del territorio provinciale. Questo è quello che possiamo fare. Per quanto riguarda gli organici di operatori socio-sanitari, ad oggi in realtà nessun gestore ha mai segnalato problematiche di reclutamento per quella parte di categoria professionale e l’eventuale coinvolgimento di tale figura professionale nelle attività di pulizia di parti comuni delle strutture non è quindi imputabile alla carenza di personale in questo caso, bensì a scelte organizzative che rientrano nell’assoluta responsabilità dei gestori, che però devono sempre tutelare (sono d’accordo con lei) la qualità e la dignità del lavoro.

Quindi il problema è enorme, è strutturale, non si potrà risolvere in poco tempo. Quello che molte regioni stanno facendo, e anche noi con loro, è sostanzialmente prestare personale infermieristico alle CRA di quello ovviamente che noi non riteniamo superfluo, perché non abbiamo personale superfluo, ma che riteniamo compatibile con quella che è l’organizzazione in questa fase della pandemia. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Donini.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Assessore, la vedo sul pezzo, non avevo dubbi, sono fiducioso e quindi mi dichiaro soddisfatto per la risposta.

 

OGGETTO 4105

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la ripresa delle attività chirurgiche e degli screening dopo l’emergenza pandemica, in particolare nella provincia di Bologna. A firma della Consigliera: Zamboni

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Proseguiamo con l’interrogazione 4105: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la ripresa delle attività chirurgiche e degli screening dopo l’emergenza pandemica, in particolare nella provincia di Bologna, a firma della consigliera Zamboni.

Prego, consigliera.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

L’interrogazione riguarda la provincia di Bologna in particolar modo, ma è chiaro che è un problema nazionale. La pandemia, ovviamente, ha creato una concentrazione di attenzione, quindi di cure e di indagini diagnostiche, sui malati Covid. Questo ha portato a un dilatarsi delle liste d’attesa.

Venendo alla nostra regione, qualche giorno fa un quotidiano di Bologna riportava dei dati molto allarmanti per quanto riguarda gli interventi chirurgici, si parlava di quasi 10.000 pazienti in attesa di tale intervento.

I dati risalenti al 14 settembre quantificano in 9.994 unità le operazioni in sospeso. Di queste, poco più di 2.000 riguardano quelle che vengono definite di classe A, ossia quelle a cui deve essere data risposta entro 30 giorni, perché sono urgenti, mentre per quelle di classe B l’orizzonte temporale è di 60 giorni.

Nell’ultimo mese sono state eseguite alcune operazioni, ma siccome se ne sono accumulate altre, di richieste, l’ordine di grandezza ad oggi rimane sostanzialmente immutato.

Considerando gli interventi in classe A e in classe B dell’AUSL di Bologna, che comprende, come noto, l’ospedale Sant’Orsola, il Rizzoli e il circondario di Imola, restano in sospeso più di 2.600 operazioni di ortopedia, oltre 2.000 di urologia, 1.500 di chirurgia generale e un migliaio di ostetricia e ginecologia.

Il direttore dell’AUSL di Bologna, Paolo Bordon, ha assicurato che gli interventi più urgenti verranno eseguiti tra novembre e i primi di dicembre.

Anche la situazione di Modena è allarmante. Anche in questo caso troviamo lunghe liste d’attesa e, a detta di Roberta Gelmini, direttore della struttura complessa di chirurgia generale d’urgenza al Policlinico, e Micaela Piccoli, direttore dell’unità operativa complessa di chirurgia di Baggiovara, in questo caso stanno anche emergendo tutte le conseguenze più che negative dei tagli che sono stati apportati al servizio sanitario pubblico negli anni passati.

Richiamando una dichiarazione dell’assessore Raffaele Donini dello scorso 18 agosto, quando, a margine di una conferenza stampa, aveva dichiarato che, rispetto a Bologna, la Conferenza territoriale sociosanitaria avrebbe valutato, insieme ai quattro direttori generali, un piano di recupero delle liste d’attesa per gli ambiti più bisognosi, facendo riferimento a questo quadro problematico, che ho molto rapidamente sintetizzato, e a questa dichiarazione dell’assessore del 18 agosto, Europa Verde chiede alla Giunta in che modo la Regione e l’azienda AUSL di Bologna intendano operare per smaltire le liste di attesa degli interventi chirurgici segnalati sul quotidiano la Repubblica e, più in generale, a che punto sia l’elaborazione del piano di recupero delle prestazioni, citato in premessa, a cui aveva fatto riferimento l’assessore Donini il 18 agosto.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Assessore Donini, prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliera Zamboni.

Sin dalla fine del primo picco epidemico, la Regione Emilia-Romagna ha avviato, come le altre Regioni in Italia, ovviamente, il recupero delle prestazioni ambulatoriali e di ricovero, quindi anche chirurgiche, chiedendo alle aziende sanitarie piani dettagliati, che sono ora in fase di attuazione.

L’obiettivo, ovviamente, è quello di ritornare ad esprimere la piena capacità produttiva precedente all’evento pandemico, in particolare in ambito chirurgico, salvaguardando i tempi di attesa per tutti gli interventi urgenti e non procrastinabili, recuperando la casistica pregressa anche non urgente.

È chiaro che, fermo restando il volume complessivo delle prestazioni chirurgiche che ogni anno in regione Emilia-Romagna avvengono, sono più di 100.000, se pensiamo che nel 2020 per alcuni mesi soltanto le prestazioni indifferibili e urgenti sono state effettivamente erogate e le altre sono state procrastinate perché le sale operatorie erano diventate sostanzialmente posti di terapia intensiva, il residuo del 2020 è stato di gran lunga impegnativo.

Ad oggi, complessivamente in Emilia-Romagna, Bologna si colloca esattamente in media, forse un punto superiore, è stato recuperato oltre il 90 per cento di tutti gli interventi la cui erogazione era prevista nel 2020. Considerando i soli ricoveri in classe A, cioè quelli con priorità di erogazione a 30 giorni, i più gravi, la percentuale di recupero sfiora il 100 per cento. Però, stiamo parlando del 2020.

Nel frattempo non è che noi non abbiamo avuto domanda di ricoveri e di interventi chirurgici. Ora la produzione sta completando, ovviamente, il suo massimo potenziamento, sperando che l’andamento epidemico ci lasci recuperare, e quindi abbiamo buone ragioni di ritenere che nei prossimi mesi faremo un altro avanzamento per quello che riguarda, invece, il maturato del 2021.

Per consentire il raggiungimento degli obiettivi, le Aziende hanno integrato la propria attività stipulando accordi anche con strutture private accreditate, secondo però le indicazioni regionali, prevedendo sia l’utilizzo diretto delle stesse per la presa in carico dei pazienti, sia l’utilizzo anche delle piattaforme tecnologiche strutturali messe a disposizione dalle strutture private accreditate. Andiamo prevalentemente noi a operare nelle ulteriori sale operatorie.

Pur continuando a monitorare l’andamento epidemico, è possibile prevedere già nei prossimi mesi anche una buona parte del recupero del 2021, che dovrebbe, nelle nostre intenzioni, avere un andamento di recupero simile al 2020 ovviamente della produzione di ricoveri chirurgici, raggiungendo di nuovo numeri confrontabili con i volumi di attività precedenti alla pandemia.

È chiaro che – chiudo - il collasso causato dalla pandemia nei mesi del 2020, su un monte interventi di oltre 100.000 all’anno, per qualche mese ha provocato una massa critica di ricoveri e di interventi chirurgici da recuperare, che per il 2020 sono stati praticamente già recuperati.

Non voglio dire che siamo tra le Regioni che ne hanno recuperati di più, perché altrimenti avrebbe ragione il consigliere Tagliaferri a dire che vogliamo fare della propaganda, però voglio ringraziare (mi consenta di farlo in questa sede) tutto il lavoro incessante dei professionisti della sanità pubblica, che si sono dati disponibili, anche a turni veramente incessanti, per svolgere un recupero significativo del pregresso 2020. A loro chiediamo di fare ugualmente lo stesso sforzo in questi mesi, con un’organizzazione a supporto, affinché possa anche smaltirsi la mole degli interventi a cui lei faceva giustamente riferimento per quello che riguarda il complessivo dell’Emilia-Romagna, ma ovviamente la media è anche quella su Bologna.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Donini.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente. Ringrazio l’assessore per la risposta.

Diciamo che, mentre rispetto al 2020 c’è un sostanziale recupero complessivo, quindi è questa l’informazione che ci ha restituito l’assessore rispondendo all’interrogazione di Europa Verde, sul 2021 si naviga ancora vista, si sta cercando, quindi non ci sono ancora dati certi sui tempi di recupero in questo senso dico che si sta navigando a vista.

Si è proceduto con gli accordi con le strutture private convenzionate per utilizzare i loro apparati e sale chirurgiche, dove andrebbero però ad operare dipendenti della sanità pubblica.

Quindi sul 2021 ancora non c’è un dato certo di una tempistica che consenta di capire quali saranno i tempi di recupero sul 2022.

In ogni caso, è chiaro che ho riconosciuto in apertura che questa situazione riguarda tutta l’Italia, non solo l’Emilia-Romagna, però era importante sapere che c’è la volontà e c’è anche una messa in campo di risorse extra per recuperare sugli accumuli.

Mi dichiaro soddisfatta per la sincerità dell’assessore, che ha detto che sul 2021 ancora ci dobbiamo ben organizzare. Mi dichiaro soddisfatta sulla volontà della Regione di mettere anche risorse aggiuntive e riuscire a recuperare questo accumulo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 4113

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito al quadro organizzativo dei servizi di medicina d’emergenza-urgenza in Emilia-Romagna e alle azioni necessarie per garantire la copertura delle risorse professionali necessarie. A firma della Consigliera: Piccinini

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con l’ultima interrogazione per l’assessore Donini: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito al quadro organizzativo dei servizi di medicina di emergenza-urgenza in Emilia-Romagna e alle azioni necessarie per garantire la copertura delle risorse professionali necessarie. L’interrogazione è a firma della consigliera Piccinini.

Prego, consigliera.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Buongiorno, assessore.

Oggi parliamo di sanità. Nello specifico, della mancanza di organico nel settore dell’emergenza-urgenza, un problema strutturale di carattere nazionale, ma che riguarda tutte le Regioni.

L’allarme è stato lanciato dal presidente della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza, che ha sottolineato nei giorni scorsi come nei pronti soccorsi manchi all’appello un medico su tre, tanto da mettere in discussione la tenuta delle strutture. Un problema di cui si sta discutendo molto, anche in seguito alle misure adottate per far fronte a questa carenza nella Regione Piemonte.

Anche l’Emilia-Romagna, come sappiamo, è in sofferenza. Manca il personale, che rimane obbligato a turni di lavoro massacranti. Chi rischia sono soprattutto i presìdi più piccoli e periferici. Mi viene in mente quanto in ipotesi potrebbe succedere all’ospedale di Scandiano, coinvolto da lavori di ristrutturazione per separare i flussi dei pazienti Covid e non. Come mi è stato risposto, anche a seguito di un atto ispettivo, rischia di non riaprire h24, ma solamente 12 ore, proprio per la mancanza di personale. Questo, di riflesso, appesantisce anche i grandi ospedali, che sono già saturi e in sofferenza.

Io ho avuto notizia di un caso pratico, di una persona che conosco, che questo sabato sera ha dovuto recarsi al pronto soccorso per un codice verde. È entrato, come dicevo, verso sera, è uscito dopo 12 ore ed è rientrato il giorno dopo con un codice rosso. Perché? Perché c’erano solamente tre medici a disposizione.

C’è un vizio all’origine di tutto questo che è avere completamente sbagliato la programmazione delle specializzazioni da parte dello Stato, che evidentemente ne ha sottovalutato fabbisogno, a cui si aggiunge, come dicevamo, un carico di lavoro enorme a cui le persone che rimangono sono sottoposte.

Questo fa anche sì che, laddove si sono aumentati i posti disponibili, com’è accaduto nello scorso anno, le persone abbiano comunque rinunciato. Nel 2020, a fronte di un’offerta di 905 borse di specializzazione di medicina di emergenza-urgenza, 169 non sono state assegnate. Non solo, finita l’emergenza, se non l’abbiamo ancora fatto, dovremo fare i conti con le collaborazioni del personale Covid a contratto, che a un certo punto termineranno.

La sommatoria di tutte queste condizioni fa sì che il rischio di collasso dei pronti soccorsi sia più che concreto. Quindi, assessore, le chiedo quale sia il quadro organizzativo dei servizi di medicina di emergenza-urgenza nella nostra regione e come si intende agire per far fronte alla copertura delle risorse professionali necessarie. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Assessore Donini, prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente.

Grazie, consigliera Piccinini. Le dico subito che in tre minuti rispondere a questa domanda è difficilissimo. Questo question time meriterebbe probabilmente una Commissione ad hoc o comunque una riunione di più ampio respiro.

La rete dell’emergenza-urgenza rappresenta uno snodo fondamentale all’interno del servizio sanitario della Regione Emilia-Romagna, che ne è ben dotata. Attualmente la rete prevede la presenza di 56 strutture ospedaliere per l’accoglienza di cittadini con problemi di salute urgenti e non trattabili a livello territoriale. Di queste, dodici sono Dipartimenti di emergenza-urgenza e accettazione di livello 2; otto di livello 1; 14 pronti soccorsi; ventidue punti di primo intervento.

La criticità, lo rilevava molto bene lei, consigliera, è una criticità nazionale e strutturale che riguarda il personale medico e infermieristico e che sta interessando con particolare rilevanza le strutture di emergenza-urgenza, che durante l’emergenza pandemica hanno svolto un ruolo fondamentale, garantendo uno sforzo straordinario.

Questa difficile esperienza ha causato un aumento della pressione a carico delle strutture, su cui si registra da tempo una riduzione costante del personale.

Cosa abbiamo potuto fare noi in questo periodo? Un primo, immediato intervento è stato l’attuazione della possibilità, prevista dalla legislazione statale, che riguarda i medici in formazione specialistica. Gli iscritti al terzo anno di corso possono già partecipare ai concorsi e, in caso di idoneità, sono inseriti in graduatoria apposita e assunti a tempo determinato, e in seguito, completato il percorso di formazione, a tempo indeterminato. È un’azione concreta, a cui diverse aziende stanno facendo ricorso per fronteggiare le esigenze aggiuntive della pandemia e confermata almeno fino al 31 dicembre 2022.

Abbiamo già assunto 112 persone con questa procedura, una parte delle quali sono state collocate anche nei Dipartimenti di emergenza e urgenza.

Riguardo alla formazione per la medicina di emergenza/urgenza, i posti negli atenei dell’Emilia-Romagna nel precedente anno accademico erano 114, mentre quest’anno sono 140 nella medesima disciplina. La Regione ha confermato anche per il prossimo anno accademico le risorse nostre destinate alla formazione specialistica, impegnando 1.725.000 euro di risorse proprie per la prima annualità di contratti di formazione specialistica aggiuntivi.

Il numero dei posti aggiuntivi nelle Scuole di specialità delle Università di Parma, Modena, Reggio Emilia, Bologna e Ferrara è pari a 72 e coinvolge anche l’importante ambito di emergenza/urgenza segnalato dalla consigliera Piccinini. La Regione conferma per il secondo anno consecutivo questi fondi aggiuntivi, definiti tenendo conto delle necessità del Servizio sanitario regionale e delle valutazioni anche dell’Osservatorio regionale della formazione medico specialistica.

Chiedo proprio 20 secondi, presidente, se posso, per dare conto anche di un incontro che ho svolto di recente con i Direttori dei Dipartimenti e delle strutture complesse di emergenza/urgenza, cioè coloro che vivono sulla loro pelle la carenza di personale e le difficoltà che lei riportava quotidianamente. Abbiamo formato un gruppo di lavoro che definirei incessante come attività, per capire cosa si può fare subito, cosa si può chiedere subito allo Stato e qual è la prospettiva, perché ci sono problemi che potremmo risolvere nei prossimi mesi e problemi che si risolveranno nei prossimi anni.

Sicuramente noi chiederemo alle Università la possibilità di rivedere nelle Scuole di specializzazione il percorso formativo degli specializzandi, impiegandoli maggiormente nei dipartimenti di emergenza-urgenza. Questa è la prima cosa che ci chiedono i direttori dei pronti soccorsi, che noi condividiamo e che potrebbe dare ossigeno a quei reparti.

Chiediamo allo Stato di prevedere forme di incentivazione professionale, anche economica, perché oggi il problema non è soltanto quello di trovare medici e infermieri che lavorino nei reparti di emergenza-urgenza, ma è quello di trattenerli lì, perché quando ci sono, spesso, alla prima occasione, tentano altre strade professionali.

In prospettiva, ma non può certo essere questione di mesi, la riorganizzazione della medicina di territorio, la riorganizzazione delle case della comunità, dei medici di medicina generale potrebbe far diminuire gli accessi impropri ai pronti soccorsi, che cubano quasi il 75 per cento dei casi e che, se intercettati dal territorio, andrebbero a sgravare la massa critica degli accessi al pronto soccorso.

Questa è una serie di iniziative che stiamo compiendo da questi giorni ai prossimi anni. Ripeto: ci sono problemi che si possono risolvere in qualche settimana, in qualche mese e problemi che si risolveranno nel corso dei prossimi anni. L’importante è imboccare, insieme ai professionisti interessati, la strada giusta.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Intanto ringrazio l’assessore e mi impegno fin d’ora a chiedere un’audizione magari un po’ più completa in Commissione. Effettivamente, l’argomento penso riguardi tutti e credo sia necessario fare un approfondimento di merito.

La risposta è sicuramente articolata per quanto riguarda il quadro generale. Giustamente i problemi vanno affrontati rispetto alla contingenza e anche in prospettiva. È evidente che il problema, però, ce l’abbiamo oggi. Il mio timore è che le misure messe in campo oggi non siano sufficienti. Ribadisco: facciamo un approfondimento. La mia non è una presa di posizione a priori.

Credo che lo sforzo vada indirizzato nello scongiurare la chiusura dei pronti soccorsi penalizzando le strutture più piccole ed evitando di sovraccaricare quelle più grandi. Il secondo rischio che vedo è quello del ricorso ad agenzie e cooperative che potrebbero fornire personale esterno: significa meno qualità e meno continuità del servizio.

Tentare la strada della maggiore remunerazione mi trova assolutamente d’accordo. Questa è una proposta che avevamo fatto anche per quanto riguarda i punti nascita in montagna, ma in generale gli ospedali di montagna, che evidentemente soffrono ancora di più rispetto ai piccoli ospedali perché è oggettivo che gli operatori abbiano maggiori difficoltà a lavorare, ad andare a prendere servizio in montagna.

Ci sono Regioni che hanno fatto scelte, non lo so se definirle azzardate o se effettivamente sono una risposta, che sono per esempio quella di prevedere un percorso formativo di 200 ore per i laureati in medicina e dopodiché metterli direttamente in corsia. Non so se questa possa essere la risposta per l’immediato, però è una proposta che va valutata nel complesso.

Quindi, mi fa piacere che naturalmente l’argomento sia monitorato, attenzionato anche da parte dell’assessore. Aspettiamo magari di fare anche un approfondimento per capire meglio quali possono essere anche ulteriori, eventualmente, proposte da mettere in campo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 4108

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l’iter di assegnazione di risorse a Fiere e Congressi. A firma dei Consiglieri: Costa, Rontini

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con l’interrogazione 4108: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa l’iter di assegnazione di risorse a fiere e congressi, a firma dei consiglieri Costa e Rontini.

Prego, consigliere Costa.

 

COSTA: Buongiorno, presidente. Grazie.

Insieme alla collega Rontini abbiamo presentato questa interrogazione a risposta urgente. Sappiamo benissimo che le limitazioni causate dalla pandemia hanno portato gravi ripercussioni su tutti i settori produttivi, in particolar modo per quelle a maggior concentrazione di persone, come, appunto, le fiere e i congressi. Oltre alla mancanza degli incassi dovuti alle chiusure, hanno dovuto far fronte alle perdite dovute alle spese che già avevano sostenuto per le manifestazioni programmate e per le quali erano partiti anche i lavori di organizzazione, i contatti con i fornitori e anche campagne di comunicazione e marketing e che poi si sono dovute annullare a causa, appunto, delle restrizioni legate alla gestione della pandemia.

Ingenti mezzi economici sono stati stanziati per tutti i settori produttivi falcidiati dalla crisi. In merito a fiere e congressi sembrerebbe che l’iter di assegnazione di questi ristori stia registrando una tempistica frastagliata e che ancora oggi non ci sia stata l’erogazione piena delle risorse messe a disposizione. In particolare, per quanto riguarda fiere e congressi, come ristoro a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, sarebbero state stanziate per l’anno 2020, su un fondo istituito dall’articolo 183, comma 2 del Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, risorse che, appunto, non risulterebbero ancora erogate.

Il Ministero del turismo il 27 aprile 2021, quindi ultimo scorso, ha emesso un proprio decreto per definire i criteri e predisporre l’avviso pubblico per la presentazione delle domande da parte degli interessati a ottenere questi ristori, decreto però che è stato giudicato penalizzante per molte aziende del settore da parte delle associazioni di categoria di riferimento e che poi è stato revocato con ulteriore atto del giugno 2021.

Questo nuovo atto del giugno aveva con sé un allegato, l’allegato 1, che riportava l’elenco dei soggetti che avrebbero presentato istanze in base al decreto dirigenziale dell’ottobre 2020, ai quali doveva essere erogato in automatico un anticipo sulle risorse a valere per l’anno 2020.

Ad uno specifico quesito rivolto al Ministero del turismo, è stato esplicitamente chiarito che ai soggetti, indicati in quell’allegato del giugno di quest’anno, sarebbe stato destinato un anticipo automatico a partire dai primi giorni di agosto. A fine settembre, però, risulterebbe che questi anticipi non sarebbero ancora stati erogati.

Ora, considerati i danni patiti anche dal settore delle fiere e dei congressi, come ricordato prima, considerato che, per la specificità del settore, i tempi di programmazione delle manifestazioni a volte richiedono di mettere in moto la macchina organizzativa 6, 12 o anche 18 mesi prima, si può ben comprendere come gli anticipi possano essere un elemento determinante per far ripartire la macchina.

Del resto, abbiamo visto che è un settore che, non appena riapre i battenti, è in grado di muovere numeri importanti. La scorsa settimana io ho visitato i padiglioni qui di fronte, dove era ospitato l’EIMA, e c’era grande fibrillazione da parte degli addetti ai lavori, ma anche grande soddisfazione per i numeri di partecipazione che si stavano registrando.

Ecco, io chiedevo all’assessore Colla se fosse a conoscenza dei ritardi che ho appena richiamato, se la situazione fosse ancora questa, registrata alla fine del mese di settembre, e, nel caso in cui fosse ancora questa, quali potrebbero essere le azioni presso il Governo, per tentare di recuperare il tempo perduto con gli stanziamenti degli anticipi, già definiti addirittura lo scorso anno.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Costa.

Assessore Colla, prego.

 

COLLA, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere.

Mi fa piacere fare il punto su questa interrogazione, anche perché le fiere sono, come voi sapete, un asset strategico di una discussione che continua rispetto al ruolo economico e sociale e all’importanza che hanno. Posiziono il quadro di riferimento, relativo ai ritardi e alla difficoltà nei rimborsi per le perdite, i cosiddetti “ristori”. È piuttosto articolato, differenziato e va innanzitutto analizzato in relazione alle dimensioni delle imprese.

Punto A. Per quanto riguarda gli organizzatori ‒ non solo fiere e ristori, anche gli organizzatori ‒ di fiere, ovviamente anche allestitori e tutto quanto, c’è tutto un sistema che ha diritto ai ristori. Per quanto riguarda gli organizzatori e società fieristiche di maggiori dimensioni (vedi Gruppo Bologna Fiere) risulta in generale che sino ad ora siano stati stanziati, con svariati provvedimenti presi nel corso degli ultimi mesi, fondi da parte di differenti ministeri e da SACE (sezione per l’assicurazione del credito e dell’esportazione Spa), controllata dal Ministero delle finanze.

L’erogazione dei ristori, tuttavia, è stata imposta nei tempi e nelle modalità di attuazione, nonché limitata negli importi dalla decisione della Commissione europea in tema di misure di aiuto di Stato e sostegno all’economia nell’attuale emergenza Covid-19, denominata “Temporary Framework”. Come sapete, abbiamo fatto una comunicazione tra Regioni (Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna) per dire: guardate che abbiamo bisogno di sbloccare quel problema rispetto agli aiuti di Stato. Poi è arrivata prima la Germania e abbiamo riscritto per dire: copiamo il provvedimento tedesco, che è la soluzione migliore per dare una risposta. Poi dirò nel testo.

Tale quadro europeo, seppur abbia concesso di erogare aiuti a ristoro dei danni causati dalle restrizioni alle attività economiche imposte per contenere la pandemia, con le facilitazioni tipiche e le procedure degli aiuti del de minimis, vale a dire anche per le esigenze di liquidità, ha definito il limite massimo degli aiuti concedibili compatibili con le regole europee. Nella sua prima versione 2020, il limite massimo di aiuto concedibile è stato definito in euro 800.000 per impresa. Quindi, stiamo parlando di cifre inidonee rispetto alla botta che hanno preso in quei bilanci. La Fiera di Bologna fa 200 milioni circa nel 2019 di fatturato. Fate meno 70 per cento per avere la dimensione. Certamente non un impatto economico all’altezza del ristoro.

Poi è stato elevato, questo ristoro, il 28 gennaio 2021 con la quinta modifica del provvedimento, a 1.800.000 euro. A tale importo è stato possibile aggiungere, se del caso, anche le somme erogate a titolo di de minimis propriamente detto.

Inoltre, sempre con riferimento al settore fieristico, il quadro temporaneo ha previsto a partire dal mese di ottobre 2020 la quarta modifica del testo finanziario, una specifica forma di aiuto concedibile alle imprese che hanno registrato costi fissi non coperti, fino ad un importo di 10 milioni di euro ulteriori. Si tratta principalmente di una modalità di erogazione tipicamente dedicata al mondo fieristico, che ha sostenuto costi fissi pur non potendo realizzare gli eventi in calendario.

I ristori concessi dai Ministeri o Enti pubblici nazionali hanno dunque visto una dinamica coerente con tali tempi e limiti, seppur ampiamente capienti dal punto di vista degli stanziamenti di bilancio.

Da ultimo, il 30 agosto 2021 la Commissione ha approvato un regime per l’Italia di 520 milioni, qui si apre la nuova fase, questo è veramente lo spartiacque tra un prima e un dopo, destinato a indennizzare le imprese attive nel settore fieristico e congressuale e i relativi fornitori di servizi per i danni subiti a causa delle misure restrittive introdotte dal Governo italiano per limitare la diffusione del Coronavirus. Questa era anche la richiesta di non guardare solo alle fiere, ma anche al sistema.

La conseguenza principale di tale autorizzazione è quella di sottrarre tali ristori alla disciplina del quadro temporaneo e, dunque, a tutti i suoi limiti di importo e di presupposti. Ciò è stato possibile anche grazie alle ripetute istanze presentate dall’associazione nazionale del settore fieristico, Associazione esposizioni e fiere italiane, che sin dai primi mesi del 2020 ha sollecitato il Governo a seguire la strada già intrapresa dal Governo tedesco, che, proprio per fornire sostegno agli organizzatori fieristici nazionali, aveva sottoposto alla Commissione europea chiedendo una proposta per fondi a ristoro a loro dedicati da considerare compatibili con la normativa degli aiuti.

Anche il provvedimento che abbiamo fatto come Regione lo abbiamo sempre concordato con l’Associazione esposizioni e fiere, per non fare ovviamente due cose distanti rispetto anche alle loro rappresentanze.

Un secondo ostacolo che ha generato ulteriore ritardo è stato causato dalle modalità per presentare la richiesta di erogazione dei fondi, con termine inizialmente previsto al 17 settembre e poi prorogato al 21 settembre, le quali sono risultate inizialmente piuttosto complicate e non del tutto chiare. Il percorso è stato ultimato proprio in questi giorni. Ci risulta che le società fieristiche stiano per ricevere comunicazione ufficiale del Ministero del turismo. Quindi, dopo quel touch down delle date, hanno processato le richieste e dovremmo essere, speriamo, in dirittura d’arrivo rispetto all’erogazione finanziaria in base alle richieste e al diritto.

Ci risulta, inoltre, che stia per arrivare a una prima conferma, con conseguente erogazione immediata, del versamento di un anticipo rispetto alle richieste di rimborso avanzate. Il processo di reintegro, sulla base delle informazioni ufficiose raccolte in questi giorni, dovrebbe concludersi entro quest’anno con l’erogazione totale dei fondi a disposizione.

In conclusione, gli strumenti, seppur complessi nella loro autorizzazione e nelle loro anche cadenze e applicazione, sono stati messi in campo anche nel nostro Paese al fine di consentire il rilancio di un settore così importante per l’economia nazionale.

Punto B. Discorso a parte va fatto agli organizzatori e società fieristiche di medie e piccole dimensioni. In relazione a quanto che ci viene richiesto di rispondere, ci risulta che diverse società hanno anch’esse presentato richieste ed ottenuto già parte dei ristori previsti a favore del settore, in base a quanto disposto dalla normativa emergenziale.

Tali soggetti, operando anche attraverso l’associazione [...], hanno ottenuto e stanno per ottenere i contributi e ristori a compensazione della diminuzione del fatturato e delle perdite. Sarà pertanto nostra cura comunque sollecitare e monitorare con il Ministero il prosieguo di tale operazione.

Ovviamente, per quanto ci riguarda, è molto importante che il Fondo abbia quella capienza e quella libertà di manovra.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Costa, prego.

 

COSTA: Pienamente soddisfatto della risposta dell’assessore e anche molto felice dell’accelerazione di queste ultime settimane, che ci permette di dire che finalmente i fondi stanziati stanno per essere erogati, così da consentire una piena ripresa delle attività del mondo fieristico e dei congressi.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 4111

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le attività di controllo che la Regione effettua in ordine alla qualità della formazione professionale per l’avviamento al lavoro. A firma dei Consiglieri: Facci, Rancan

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con l’altra interrogazione per l’assessore Colla, l’interrogazione 4111: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le attività di controllo che la Regione effettua in ordine alla qualità della formazione professionale per l’avviamento al lavoro. L’interrogazione è a firma dei consiglieri Facci e Rancan.

Prego, consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Questa interrogazione prende spunto dagli ultimi tristi e drammatici fatti di cronaca, che sono le morti sul lavoro che si sono registrate nella nostra Regione. Voglio ricordare l’operaio di Soliera di pochi giorni fa e, il giorno prima, un altro operaio all’Interporto di Bologna.

Immediatamente è tornata in maniera prepotente la discussione non solo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, chi garantisce la sicurezza, ma in particolare, specie dalle fonti e dalla parte sindacale, è stata posta l’attenzione sulla formazione, sulla evidente insufficienza della formazione al lavoro. Chiaramente i soggetti della filiera interessati a questa triste situazione che viene denominata “le morti bianche” sono diversi, sono ampi.

Voglio ricordare ‒ questo è l’oggetto di questa interrogazione ‒ che la Regione in formazione investe moltissimo. Per esempio, visto che sono stati anche oggetto di recente discussione per la riprogrammazione 2021-2027, voglio ricordare i fondi del Programma operativo per l’inclusione sociale, l’FSE 2014-2020: 786 milioni di euro, di cui, per quanto riguarda l’Asse 3, cioè l’attività di istruzione e formazione, 125 milioni, che tra l’altro erano anche originariamente di una entità minore, ma sono stati recentemente riprogrammati a causa del Covid.

Il punto è: come viene fatta questa formazione? La formazione di cui l’Emilia-Romagna si rende in qualche modo garante, promotrice, finanziatrice, quale qualità ha? Che livello di qualità ha? Chi controlla la qualità? Credo che questi dubbi oggi debbano essere necessariamente posti e debbano ricevere necessariamente una risposta. Questo è il senso di questa interrogazione.

L’attività di formazione è ritenuta, insieme al rispetto della sicurezza sul lavoro, una delle principali cause delle purtroppo tristemente noti morti bianche.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Assessore Colla, prego.

 

COLLA, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere.

È evidente che abbiamo bisogno di far fronte a uno scenario che, devo dire, è anche Paese. Una crescita così esponenziale, così in fretta non si può discutere senza discutere anche di sicurezza, tanto più che è stato definito dal Governo un decreto molto importante, uscito la settimana scorsa in Gazzetta Ufficiale, in quanto il tema sta diventando veramente un tema anche Paese. Quel decreto è molto importante.

Sulla base di quel decreto, convocheremo il Patto per il lavoro e per il clima per stringere i morsetti, ma anche fare operazioni di qualità. Noi abbiamo bisogno non solo di fare formazione. Penso che in questa regione ci sia una qualità della formazione molto alta. Se abbiamo bisogno, concorderemo con le parti sociali anche di farne di più, ma penso che in alcuni perimetri, come il perimetro dell’Interporto, abbiamo bisogno anche di qualificare la conoscenza di che imprese operano in questo perimetro.

Abbiamo imprese di grande qualità che fanno investimenti utilizzando la formazione di questa Regione, ma diciamoci la verità. Ho il timore fondato che ci siano alcune imprese che sfuggono alla possibilità di conoscere la loro carta di identità dal punto di vista dei comportamenti, dei contratti di ingaggio e del come operano. Rischiano anche di fare concorrenza buttando fuori le aziende serie. Ovviamente, quando operi in un determinato modo, vai anche in scontro con la stragrande maggioranza delle aziende serie, che hanno ovviamente anche mediazione sociale, che hanno ottimi accordi che andrebbero anche emulati.

In questo scenario, abbiamo bisogno di riappropriarci della filiera degli appalti e dei subappalti e, dall’altra parte, dei contratti di lavoro, dell’applicazione dei contratti di lavoro, della gestione del lavoro dei migranti. Dobbiamo riscoprire una nuova discussione su come affrontiamo il tema dei migranti in quei settori. Guardate, potrei dire la logistica, potrei dire l’edilizia. Abbiamo una moltitudine di lavoratori migranti, ma guardate che il problema è anche che ne avremmo bisogno molti di più. Quindi, anche la gestione del come facciamo fronte a un tema, del come noi facciamo non solo accoglienza, ma facciamo anche proprio un’idea di programmazione dei migranti nei nostri territori.

L’altro punto è la formazione preventiva. Do una valutazione, però, sulla formazione preventiva. La formazione preventiva nei tirocini e nei meccanismi è un vincolo. Quando facciamo i progetti di formazione, è un vincolo per le imprese, un vincolo per gli enti di formazione. Permettetemi, forse abbiamo bisogno anche di discutere con i grandi soggetti di intermediazione, che sono anche nostri soggetti accreditati.

Con quei oggetti, che rappresentano il grosso anche della mediazione di rapporto tra domanda e offerta, con quei grandi soggetti internazionali abbiamo bisogno di concordare, anche con loro, modalità preventiva, che quella formazione sia una formazione preventiva sui soggetti, anche se li devi utilizzare solo una settimana, che non mi sembra l’esercizio migliore dal punto di vista delle soluzioni e anche delle capacità occupazionali.

Questa è l’operazione che noi faremo. Con il presidente abbiamo già definito in un comunicato che è agli atti, oggi c’è l’incontro alla Città metropolitana a cui saremo presenti, di convocare un patto per il lavoro per discutere i provvedimenti possibili culturali, di comportamento, di prevenzione ed anche di repressione. Abbiamo bisogno certamente, rispetto ai fatti inaccettabili che ci circondano, di mettere insieme provvedimenti preventivi, mentre la repressione, per quanto ci riguarda, sta in capo ai soggetti deputati. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Brevemente.

Di fatto l’assessore non mi ha risposto. Io ho chiesto, dopo aver fatto la premessa per la quale il focus è stato indirizzato sulla formazione patrocinata dalla Regione, ho chiesto quale attività di controllo la Regione faccia sulla formazione.

L’assessore mi ha risposto in maniera sicuramente pertinente rispetto alla complessità del problema, che non riguarda solo la formazione, ma la formazione è importante, lo ha ricordato l’assessore stesso, dichiarando che la formazione di questa Regione ha un buon livello di qualità, però - io dico - nel momento in cui continuano a verificarsi queste problematiche, che trovano anche nella scarsa formazione una loro causa, la domanda è “che controllo facciamo sugli enti che stiamo accreditando”.

Se infatti guardiamo anche l’ultima delibera, che è la determina 17211 del settembre scorso, perché abbiamo enti in continuo accreditamento, che ricevono 125 milioni complessivamente, istruzione e formazione, da parte di questa Regione, credo che una garanzia di controllo debba essere data, nell’ottica di controllare innanzitutto se le risorse che vengono destinate siano correttamente destinate a soggetti meritevoli, e soprattutto se questi enti accreditati formino realmente persone che possono affrontare il mondo del lavoro in sicurezza.

Ecco, a questa domanda non c’è stata risposta, mi dispiace, assessore, mi ritengo assolutamente non soddisfatto.

 

OGGETTO 4114

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l’ammodernamento della strada statale n. 64 nel tratto Sasso Marconi-Vergato. A firma del Consigliere: Taruffi

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con l’interrogazione 4114: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa l’ammodernamento della strada statale n. 64 nel tratto Sasso Marconi-Vergato, a firma del consigliere Taruffi.

Prego, consigliere.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Torniamo su un oggetto sul quale abbiamo insistito nella scorsa legislatura e sul quale torniamo in questa. Ovviamente il tema riguarda i collegamenti, le infrastrutture di collegamento tra l’Appennino bolognese e la città di Bologna, quel tratto di statale n. 64 che oggi peraltro soffre anche da un punto di vista oggettivo per la chiusura del ponte a Sasso Marconi, e sul quale, come sempre, si focalizzano le nostre attenzioni, per dare risposta a quel territorio, dal punto di vista sia dei pendolari, lavoratori e studenti, che percorrono, per ragioni di studio o di lavoro, e anche e soprattutto per le imprese, che hanno necessità, evidentemente, di avere infrastrutture all’altezza in un periodo in cui ‒ è inutile ricordarlo ‒ le difficoltà sono tante e diverse.

In particolar modo, concentrandoci sul tratto di collegamento tra l’Appennino bolognese e la città, alla fine della scorsa legislatura presentammo una risoluzione in aula, che fu approvata, se non ricordo male, con il voto unanime di tutti i Gruppi allora presenti, che impegnava la Giunta a predisporre un piano per ridurre i tempi di percorrenza e intervenire sulla Statale 64, per ridurre i tempi di percorrenza “da” e “per” l’Appennino e Bologna. In particolar modo, suggerivamo la possibilità di predisporre, di pianificare le varianti ai centri urbani di Vergato e Marzabotto, in modo tale da rendere più scorrevole il percorso e assicurare la riduzione dei tempi di percorrenza.

Poiché la pandemia ha sconvolto i piani e l’impegno, abbiamo dovuto fronteggiare un periodo di straordinaria emergenza, che ha impegnato tutti quanti a fronteggiare quel dato, credo sia opportuno ritornare sul pezzo e provare, attraverso anche questa interrogazione, a chiedere all’assessore Corsini a che punto siamo rispetto a quell’impegno che l’Assemblea aveva votato all’unanimità e che indicava alla Giunta una direzione di marcia, che ho cercato di richiamare velocemente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Assessore Corsini, prego.

 

CORSINI, assessore: Grazie, presidente.

Ringrazio anche il consigliere Taruffi. Con riferimento alla sua interrogazione, posso confermare che, a seguito dell’impegno assunto dalla Giunta nella primavera del 2019, è stata avviata una collaborazione con i Comuni interessati dal tracciato della Strada Statale 64 Porrettana, che hanno manifestato più volte l’esigenza di individuare una soluzione progettuale per ridurre i tempi di percorrenza nel collegamento della Vallata del Reno al capoluogo. Oltre, naturalmente, al coinvolgimento della Città Metropolitana, che ha consentito di rendere disponibile uno studio preliminare di fattibilità dell’intervento di adeguamento della ex Strada Provinciale 64, e di ANAS Spa, che si è dimostrata disponibile a proporre un intervento di ammodernamento della strada statale nel prossimo contratto di programma 2021-2025.

Con una nota del 3 marzo 2021, l’Assessorato alle Infrastrutture, come concordato per le vie brevi, ha richiesto ufficialmente al Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili nonché alla Direzione generale di ANAS l’inserimento delle opere di ammodernamento del tratto Sasso Marconi-Vergato della statale 64 Porrettana nel contratto di programma 2021-2025 che disciplina il rapporto concessorio di ANAS.

Il Ministero ha ora formalmente avviato una consultazione con tutte le Regioni finalizzata alla predisposizione del piano pluriennale di investimenti per il periodo 2021-2025, propedeutico all’aggiornamento del contratto di programma. Contestualmente, con una nota del 15 febbraio 2021, l’Assessorato alle Infrastrutture della Regione ha proposto ad ANAS di avviare una collaborazione per redigere le progettazioni o per adeguare, eventualmente, quelle disponibili per una serie di interventi, fra i quali anche quello in argomento.

A seguito di questa iniziativa, nella seduta di Giunta di ieri 25 ottobre è stata approvata la convenzione tra Regione Emilia-Romagna e ANAS per regolamentare le modalità e gli obblighi reciproci per la redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica, cioè i vecchi studi di fattibilità o progetti preliminari, per cinque interventi, oltre alla redazione di un progetto definitivo. Fra questi cinque interventi rientra, appunto, anche l’ammodernamento, quando dico ammodernamento mi riferisco anche alla predisposizione di due varianti specifiche che riguardano gli abitati di Vergato e di Marzabotto, della strada statale 64 nel tratto fra Sasso Marconi e Vergato.

In questa convenzione, oltre a un impegno economico da parte della Regione Emilia-Romagna per tutte le attività di progettazione per complessivi un milione e 150.000 euro, a fronte di un costo complessivo stimato di 8 milioni e 750.000, la differenza naturalmente sarà a carico di ANAS, è previsto anche che tutte le progettazioni dei sei interventi, le cinque preliminari e quella esecutiva, saranno realizzate entro il 2022.

Resta in capo ad ANAS, oltre alla compartecipazione alla spesa, l’elaborazione dei progetti inclusi in convenzione e la presentazione, al competente Ministero, della proposta di inserimento nell’aggiornamento del piano pluriennale degli investimenti. Nella convenzione, che verrà sottoscritta entro il 31 ottobre, quindi entro pochi giorni, sono previste due fasi. Una prima bozza dei principali elaborati sarà sottoposta a una valutazione preliminare da parte degli Enti, mentre la consegna conclusiva, come dicevo prima, è prevista entro il 31/12/2022, salvo motivata proroga. Naturalmente sarà nostra cura fare in modo che ANAS rispetti le tempistiche previste nella convenzione.

Le successive fasi di progettazione dei vari interventi e le procedure approvative necessarie all’acquisizione di tutti i pareri, autorizzazioni, nulla osta, potranno ovviamente essere avviate solo dopo l’inserimento degli stessi interventi all’interno del programma pluriennale di ANAS, approvato dal Ministero.

Confermo anche, visto che il consigliere Taruffi ha citato anche, a proposito del collegamento con l’Appennino, la Porrettana ferro, che abbiamo provveduto a richiedere ad RFI l’inserimento del potenziamento della Porrettana ferroviaria nel contratto di programma che, analogamente ad ANAS, RFI dovrà predisporre in accordo con le Regioni, con il Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili, e in alternativa prevedere il potenziamento attraverso i fondi del PNRR.

La Regione continuerà ovviamente ad occuparsi del coordinamento delle valutazioni degli enti locali, oltre a monitorare l’andamento delle attività che sono oggetto della convenzione che abbiamo approvato ieri in Giunta. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Ringrazio l’assessore Corsini per la risposta, risposta che ovviamente accogliamo con soddisfazione. D’altra parte, l’insistenza con la quale proviamo a tornare sempre su questo tema deriva dal fatto che in quel territorio sono attive oltre 5.000 imprese per 11.000 addetti, 500 solo sono dedicate al comparto manifatturiero, è un settore che assorbe da solo il 39 per cento degli occupati di quel territorio. Quindi, evidentemente, l’insistenza è data dalla necessità di dare risposta a un comparto che per il territorio dell’area della Città metropolitana di Bologna è comunque importante anche dal punto di vista dell’occupazione.

La risposta dell’assessore Corsini, dicevo, ci soddisfa, perché finalmente vediamo fare dei passi avanti, uno importante perché la progettazione, lo studio tecnico-economico che a questo punto, come ha detto l’assessore, sarà predisposto nel corso del 2022, è un primo passaggio molto importante, l’inserimento dell’opera all’interno del contratto di programma quinquennale di ANAS è ovviamente il punto d’arrivo finale, e altrettanto importante è il passaggio che ha fatto l’assessore Corsini sul tema “ferrovia Porrettana”. Ricordo sempre che le infrastrutture di quel territorio sono due e vanno potenziate entrambe: da un lato, la Strada Statale 64 e, dall’altro, la ferrovia Porrettana. Anche in questo caso, per raggiungere l’obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza e la possibilità, attraverso specifico accordo di programma con RFI o attraverso la possibilità di candidarsi, di accedere ai fondi del PNRR per ottenere quelle risorse necessarie al raddoppio del binario, al raddoppio della ferrovia fino a Marzabotto, è elemento fondamentale e cruciale per dare una risposta strutturale al territorio.

Ringrazio, come ho detto, l’assessore Corsini. Quello di ieri è stato un passaggio importante della Giunta, con l’approvazione della delibera di cui l’assessore Corsini ci ha informato. Attendiamo finalmente, diciamo così, il progetto tecnico-economico e il relativo finanziamento, per fare un’opera estremamente necessaria per quel territorio, per avvicinare quel territorio alla città e per ridurre i tempi di percorrenza, in modo da garantire alle imprese di quel territorio la possibilità di trasferire merci e di ricevere merci in tempi più ragionevoli, oltre alla possibilità per le persone di muoversi, di raggiungere quei luoghi dove, ricordo, la vocazione turistica è molto importante ed è altrettanto fondamentale.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Taruffi.

 

OGGETTO 4112

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla realizzazione di investimenti diretti alle infrastrutture idriche primarie, utilizzando le risorse del PNRR. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 4112: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito alla realizzazione di investimenti diretti alle infrastrutture idriche primarie, utilizzando le risorse del PNRR, a firma del consigliere Mastacchi.

Prego, consigliere.

 

MASTACCHI: Grazie, presidente. Buongiorno.

Parliamo di acquedotti mancanti nelle aree rurali, in particolare nelle aree più remote della nostra regione.

Premesso che nella nostra regione abbiamo aree dove i residenti lamentano la mancanza del collegamento alla rete idrica delle proprie abitazioni, nonostante i ripetuti solleciti alle rispettive Amministrazioni comunali per realizzare il collegamento, le risorse essenziali e garantire i livelli qualitativi minimi. La zona delle case sparse del Forese in Provincia di Ravenna, ad esempio, è tutt’oggi sguarnita degli allacciamenti dell’acqua, sebbene rappresenti una parte importante della popolazione che contribuisce al presidio del territorio, anche in termini di salvaguardia delle risorse agricole, urbanistiche, di presenza e di sicurezza.

Anche nella zona di Val di Zena del Comune di Pianoro i residenti lamentano la mancanza del collegamento alla rete idrica delle abitazioni e l’inerzia delle Amministrazioni comunali che comunque non dispongono delle risorse finanziarie necessarie. Aggiungo che nel Comune che io precedentemente a questa esperienza ho amministrato, seppure in un numero più esiguo, ci sono comunque situazioni analoghe a queste.

Evidenziato che l’assessore Calvano, intervenuto in aula in occasione del progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante “Misure urgenti a sostegno del sistema economico ed altri interventi per la modifica dell’ordinamento regionale”, ha ribadito che, grazie alle risorse del PNRR, sussiste l’opportunità di fare investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico e che tale opportunità ammonta a 4,38 miliardi di euro; che è indispensabile creare le condizioni affinché tali fondi possano essere intercettati dal sistema emiliano-romagnolo, dal momento che si tratta di interventi straordinari che sarebbero difficilmente realizzabili in assenza di risorse come quelle previste dal PNRR; considerato che l’obiettivo deve essere quello di garantire la qualità della vita migliore anche a questi nuclei familiari, risolvendo l’annosa e pluridecennale problematica relativa alla mancanza degli allacciamenti dell’acqua, interroga la Giunta regionale per sapere quali strumenti intende utilizzare: per realizzare la mappatura degli investimenti diretti alle infrastrutture idriche primarie, alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione ed il monitoraggio delle reti, e alla resilienza dell’agrosistema irriguo; per usufruire delle risorse del PNRR, che ammontano a 4,38 miliardi; e se è previsto il coinvolgimento delle Amministrazioni locali interessate. Aggiungo io in particolare per quanto attiene il tema della mappatura della situazione, quindi, per capire lo stato dell’arte alla data odierna. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Risponde il sottosegretario Baruffi. Prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, consigliere. Le rispondo sulla base di un’interlocuzione dettagliata avuta con l’Assessorato rispetto alle informazioni che sono nella nostra disponibilità e a una interlocuzione che è in corso con i diversi Ministeri competenti.

In particolare, premetto che il coinvolgimento delle Regioni è stato previsto da parte dei Ministeri competenti solo per alcune delle misure previste dal PNRR in materia di risorse idriche. Come lei ha indicato, il PNRR articola infatti 4,38 miliardi di euro destinati a garantire la sicurezza – chiedo scusa ‒ dell’approccio e la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche lungo l’intero ciclo in specifici interventi, per ciascuno dei quali sono quantificate specifiche risorse e individuate specifiche finalità.

In particolare, 2 miliardi di euro per l’intervento 4.1, “Interventi in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza nell’approvvigionamento idrico”. Si tratta di 75 progetti di manutenzione straordinaria, potenziamento e completamento delle infrastrutture di derivazione, stoccaggio e fornitura primaria. Gli interventi saranno in continuità con gli obiettivi e i contenuti del Piano nazionale di interventi nel settore idrico... chiedo scusa! Alla terza...

Gli interventi saranno in continuità con gli obiettivi e i contenuti del Piano nazionale di interventi nel settore idrico, in particolare per quanto riguarda gli invasi e gli acquedotti. Al sud, cui è destinato il 45-50 per cento circa delle risorse di questi nostri calcoli, ci si concentrerà in particolare sul completamento dei grandi impianti rimasti incompiuti.

Gli interventi sono a titolarità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, e a livello locale il Ministero ha raccolto richieste di fabbisogno infrastrutturale attraverso le Autorità di distretto di bacino idrografico. 900 milioni di euro sono invece ricondotti all’intervento 4.2, “Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua”, compresa la digitalizzazione del monitoraggio delle reti. Gli interventi sono a titolarità ancora del MIMS, in collaborazione con Arera.

Anche per questi investimenti non è stato previsto, ad oggi, il coinvolgimento diretto delle Regioni, ma verrà emesso dal Ministero un avviso pubblico a cui potranno partecipare gli enti d’ambito del servizio idrico integrato, cioè ATERSIR, per conto dei Comuni.

880 milioni di euro per l’intervento 4.3, “Investimenti nella resilienza dell’agro sistema irriguo per migliorare la gestione delle risorse idriche”. In questo caso, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto 490962 del 30 settembre 2021, ha ritenuto ammissibili 16 progetti per complessivi 200 milioni di euro, candidati dai Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna. I progetti sono tutti connotati da un elevato risparmio idrico, la riduzione delle perdite è mediamente del 30 per cento, e dall’installazione di dispositivi come misuratore e telecontrollo, che renderanno molto più efficiente la gestione della risorsa idrica per l’irrigazione.

Infine, 600 milioni di euro per l’intervento 4.4, “Investimenti in fognatura e depurazione”. Gli investimenti previsti in questa linea di intervento mirano a rendere più efficace la depurazione, anche al fine di azzerare il numero di abitanti (così vengono di solito misurati). Le unità, ad oggi, sono più di 3,5 milioni in zone non conformi del Paese. Su questa linea è stato previsto un coinvolgimento delle Regioni. Complessivamente sono stati candidati 46 interventi per una richiesta di finanziamento di oltre 72 milioni di euro. Gli interventi sono dislocati su tutto il territorio regionale ed associati a criteri di priorità, tenuto conto delle criticità rilevate nei diversi bacini gestionali. Nella fase di individuazione degli interventi sono stati coinvolti, naturalmente, ATERSIR e tutti i gestori del servizio.

La richiesta di ammissione è stata inviata il 15 giugno 2021. Ad oggi non è stato fornito alcun riscontro da parte del richiedente Ministero, che in questo caso è il MIT, il Ministero della transizione ecologica, circa l’ammissione al finanziamento stesso.

Ho colto la sua sollecitazione per fare anche un quadro generale delle informazioni che noi abbiamo per gli atti assunti o le indicazioni ricevute dai Ministeri competenti per l’allocazione di tutti i 4,38 miliardi di euro.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, sottosegretario.

Consigliere Mastacchi, prego.

 

MASTACCHI: Grazie, sottosegretario, anche per la risposta molto completa rispetto alla parzialità della mia domanda. Purtroppo, con il brusio di sottofondo, non sono riuscito a capire benissimo la risposta, ma mi riservo di leggere con più attenzione la parte scritta.

Ringrazio per la risposta.

 

PRESIDENTE (Petitti): Va bene.

 

OGGETTO 4109

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la sospensione dell’addizionale regionale all’accisa sul gas naturale. A firma della Consigliera: Castaldini

 

PRESIDENTE (Petitti): Siamo arrivati all’ultima interrogazione.

Interrogazione 4109: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa la sospensione dell’addizionale regionale sull’accisa sul gas naturale, a firma della consigliera Castaldini.

Prego, consigliera.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente.

L’assessore è accerchiato, però credo che questo sia un tema abbastanza importante. Noi ci siamo trovati a dover affrontare la pandemia, oggi... Molti colleghi hanno riportato anche l’emergenza, in realtà, che i quotidiani hanno messo nei loro articoli nelle ultime settimane. Esiste un problema, evidentemente. Non hanno smesso di ricordarci che siamo in un periodo di particolare carenza di materie prime energetiche, in particolare di gas naturale. Chiaramente non mi dilungherò in questa sede sugli aspetti tecnici, la motivazione, la diminuzione di estrazione a causa del Covid e questioni legate a politiche europee, ma anche al ruolo che la Russia ha in questo momento.

Veniamo al concreto. In questo momento, in un momento dove in Assemblea legislativa si parla a lungo di transizione ecologica, di fatto il gas naturale serve praticamente a tutto ciò che riguarda l’economia e la vita di questa regione e, chiaramente, della Nazione intera. Viene utilizzata in casa per riscaldamento, acqua sanitaria e cucine, nei ristoranti per preparare i pasti, nelle scuole, nelle università e soprattutto oggi sentiamo il grido d’allarme di tutte quelle attività che hanno la necessità di avere processi di produzione che di fatto sono lunghi anche 24 ore: metallurgia, distretto delle ceramiche per cuocere i prodotti finiti.

In queste settimane, con l’aumento del costo del gas naturale, le famiglie si sono trovati a fare i conti con un numero di spesa che inciderà sia direttamente sulla bolletta sia indirettamente su tutti i prodotti di largo consumo che utilizzano il gas nel ciclo produttivo e si stima che la spesa annua, aumenterà circa di 1.500 euro.

Sull’altro fronte, chiaramente le imprese sono profondamente preoccupate per chi fa un largo consumo di gas in produzione e, come ho già richiamato, non solo la ceramica, ma anche tantissime altre produzioni, con una preoccupazione nei confronti del lavoro e di una ulteriore cassa integrazione che chiaramente porterebbe moltissima crisi, dopo un periodo così tormentato come quello del Covid.

La Regione Emilia-Romagna sul gas naturale ha un’accisa, come tutti noi sappiamo, dal valore variabile in base ai consumi e al tipo di utenza, ma che comunque genera tasse tra i 75 e gli 80 milioni all’anno. Le accise regionali sono fra le più alte in Italia e ci sono Regioni che hanno deciso di disapplicare l’addizionale regionale. È chiaro che in un contesto come questo sospendere l’accisa ha un effetto immediato perché già dalla prossima bolletta, nel giro anche solo di un mese, i cittadini e le imprese vedrebbero e ne godrebbero gli effetti. Il sollievo non sarebbe solamente a vantaggio delle famiglie, che si troverebbero evidentemente un potere d’acquisto maggiore, ma anche e soprattutto per le imprese, che sarebbero incentivate a continuare la produzione e a non ricorrere, in casi a volte anche disperati, alla cassa integrazione.

Io chiaramente chiedo, in un momento come questo, se è intenzione di sospendere l’addizionale regionale sull’accisa sul gas naturale e in questo modo sostenere famiglie e imprese nello straordinario picco di costo di materie prime, specialmente energetiche. È una domanda chiaramente difficile e soprattutto ci troviamo di fronte a un periodo dove andremo a parlare spesso e in maniera più approfondita di bilancio. Però io credo che un segnale come questo sia fondamentale e in questo momento lei si troverà a dover gestire uno dei settori più impegnativi per la ripresa.

Credo che la forza di sostenere le aziende, ma anche il coraggio di dare segnali come questo sia fondamentale per la Regione Emilia-Romagna. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Castaldini.

Risponde l’assessore Calvano, prego.

 

CALVANO, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliera Castaldini.

Il tributo oggetto dell’interrogazione è stato istituito con decreto legislativo del 21 dicembre 1990 n. 398. I soggetti passivi dell’imposta sono le aziende che fatturano il gas naturale ai consumatori finali, quelle che acquistano per uso proprio gas naturale da Paesi comunitari o da Paesi terzi, e altri soggetti, individuati all’articolo 26, comma 7 del Testo unico sulle accise, che è il decreto legislativo n. 504 del 1995.

La base imponibile è costituita dal gas naturale in metri cubi erogato nel territorio della Regione, quindi consumato come combustibile su tale territorio.

L’utente consumatore finale paga l’addizionale regionale con la bolletta del gas. Trattandosi di un’addizionale rispetto ad un’imposta di competenza statale definita accisa, tale imposta indiretta sul consumo di gas viene applicata, entro determinati limiti previsti dalla legge, in base alle modalità di utilizzo del gas, civile o industriale, e alla quantità di gas che viene consumato.

Il pagamento dell’addizionale regionale da parte delle aziende avviene con rate di acconto costanti, calcolate sulla base dei consumi dell’anno precedente, da versare entro la fine di ciascun mese. Il conguaglio deve essere effettuato entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono i consumi fatturati.

La Regione Emilia-Romagna ha applicato tale addizionale già dal 1° gennaio 1998. Le entrate tributarie derivanti dal tributo oggetto di interesse non hanno specifico vincolo di destinazione, pertanto rappresentano un contributo al finanziamento delle politiche regionali, dal welfare al sostegno alle imprese, ai trasporti, per citare solo alcune delle cose che finanziamo con risorse dirette della Regione.

In media, il gettito di tale tributo in questo ultimo quadriennio è stato di oltre 80 milioni di euro, con una riduzione di 10 milioni con riferimento al 2020.

Il cosiddetto Decreto Rilancio ha differito l’efficacia di numerose disposizioni in materia di accisa, introdotte dal decreto fiscale, il DL 124 del 2019, in ragione dell’emergenza economico-finanziaria da Covid-19, con effetti a livello di bilancio statale e, di conseguenza, anche regionale.

Considerata la stretta correlazione tra accisa e addizionale regionale, solo un intervento su norma statale potrebbe determinare una sospensione del versamento del tributo regionale anche solo per un mese.

Infine, a livello di bilancio regionale, occorre tener conto, in caso venisse adottata una norma che comporti il venir meno di risorse finanziarie, che tale disposizione andrebbe ad incidere in maniera significativa sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio, sancita dalla legge costituzionale n. 1 del 2021, determinando l’evidente necessità di andare a tagliare importanti servizi nei confronti di cittadini, famiglie e imprese, non potendo, come ben sappiamo, la Regione finanziare politiche in deficit.

Per tali ragioni non si prevede la sospensione del tributo richiamato nell’interrogazione. Non verrà meno, invece, il nostro impegno affinché nella manovra di bilancio statale venga rafforzata la previsione di risorse o di interventi legislativi utili a calmierare i costi energetici di famiglie e imprese. Siamo ben consapevoli di quanto il costo di materie prime e i costi energetici pesino sulla competitività delle imprese emiliano-romagnole e sul potere d’acquisto delle famiglie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Calvano.

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie.

Assessore, giustamente ha fatto un’introduzione importante spiegando... Speravo di essere già stata abbastanza chiara nello spiegare a che cosa ci riferiamo. Però il punto sostanziale, il punto di vista politico è che l’addizionale regionale che si applica sui consumi nelle Regioni a Statuto ordinario non si applica nelle Regioni a Statuto speciale. Come lei citava, la Regione Lombardia ha disapplicato l’addizionale dal 2002, con una legge regionale. Non mi è molto chiaro che cosa distingue la nostra volontà politica di provare a sospendere questa addizionale rispetto alla Lombardia. Non credo ci sia così tanta differenza e che non sia competenza esclusiva dello Stato sospendere una tassa che in questo momento rende molto faticosa la vita, soprattutto delle famiglie, ma anche delle imprese.

L’altro mistero, che prima o poi riuscirò a dipanare, e sono felice della presenza del sottosegretario Baruffi, è che tutte le volte che noi cominciamo una discussione in ambito di bilancio o di soldi che stanno arrivando, citiamo il PNRR. È ancora un mistero dove andrà, come sarà utilizzato, quali saranno i progetti. Però, se i soldi ci sono e li usiamo per far crescere l’Emilia-Romagna, immagino che per un’attenzione, uno scrupolo verso chi vive in Emilia-Romagna, se diamo servizi, possiamo anche provare a immaginare... Soldi che non provengono dall’Emilia-Romagna, ma che potrebbero essere tagliati con una politica come questa. Possiamo provare a immaginare, nell’arrivo di soldi che cambieranno il volto della Nazione e della Regione, di abbassare le tasse. Potrebbe essere un’ipotesi che sicuramente andrebbe a vantaggio di chi governa oggi in Emilia-Romagna.

Grazie, assessore. Chiaramente, non sono soddisfatta della risposta.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Castaldini.

 

OGGETTO 4110

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula (Ritiro)

 

PRESIDENTE (Petitti): Avevamo un’altra interrogazione, l’interrogazione 4110, a firma della consigliera Bondavalli, ma ci è stato comunicato che è stata ritirata.

 

Appello dei consiglieri

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto, abbiamo concluso le interrogazioni.

 

Partiamo con l’appello.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BARCAIUOLO Michele
  3. BERGAMINI Fabio
  4. BESSI Gianni
  5. BONACCINI Stefano
  6. BONDAVALLI Stefania
  7. BULBI Massimo
  8. CALIANDRO Stefano
  9. CASTALDINI Valentina
  10. CATELLANI Maura
  11. COSTA Andrea
  12. COSTI Palma
  13. DAFFADÀ Matteo
  14. DELMONTE Gabriele
  15. FABBRI Marco
  16. FACCI Michele
  17. FELICORI Mauro
  18. GERACE Pasquale
  19. GIBERTONI Giulia
  20. LIVERANI Andrea
  21. MALETTI Francesca
  22. MARCHETTI Daniele
  23. MARCHETTI Francesca
  24. MASTACCHI Marco
  25. MONTALTI Lia
  26. MONTEVECCHI Matteo
  27. MORI Roberta
  28. MUMOLO Antonio
  29. OCCHI Emiliano
  30. PARUOLO Giuseppe
  31. PELLONI Simone
  32. PETITTI Emma
  33. PICCININI Silvia
  34. PIGONI Giulia
  35. PILLATI Marilena
  36. RAINIERI Fabio
  37. RANCAN Matteo
  38. RONTINI Manuela
  39. ROSSI Nadia
  40. SABATTINI Luca
  41. STRAGLIATI Valentina
  42. TAGLIAFERRI Giancarlo
  43. TARASCONI Katia
  44. TARUFFI Igor
  45. ZAMBONI Silvia
  46. ZAPPATERRA Marcella

 

PRESIDENTE (Petitti): 46 presenti.

 

OGGETTO 4102

Comunicazione del Presidente della Giunta ai sensi dell’art. 76 del Regolamento dell’Assemblea su: “Patto per la semplificazione”

(Discussione e conclusione)

(Risoluzione 4102/1 oggetto 4128 Presentazione, discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto, procediamo con l’ordine del giorno.

Oggetto 4102: comunicazione della Giunta, ai sensi dell’articolo 76 del Regolamento dell’Assemblea, sul Patto per la semplificazione.

Svolge la comunicazione l’assessore Calvano. Prego, assessore.

 

CALVANO, assessore: Grazie, presidente.

Stiamo vivendo una fase straordinaria. Il Paese avrà a disposizione una quantità di risorse che saranno superiori a quelle che il Paese ha avuto a disposizione con il Piano Marshall, che credo tutti sappiamo cosa sia e a cosa servì. Servì all’Italia per uscire dalla crisi post-bellica e per ricostruirsi.

Lo sarebbero già solo i 220 miliardi che l’Europa ha messo a disposizione con il PNRR, integrati dal Fondo complementare, ma a questi si aggiungono i 42 miliardi di Politica di coesione, di cui 2 miliardi agiscono sull’Emilia-Romagna, i 10 miliardi di Politica agricola comune, di cui un miliardo avrà ricadute sull’Emilia-Romagna, e i 50 miliardi di FSC.

Con il Patto per il lavoro e per il clima, che per la prima volta è arrivato prima della programmazione europea, si stabilisce l’impegno a rilanciare, appunto, gli investimenti pubblici e privati, anche attraverso un processo di semplificazione amministrativa, un processo che punta a segnare un cambio di passo nella pubblica amministrazione proprio per riuscire ad accedere al meglio alle risorse straordinarie che avremo a disposizione, per facilitare l’accesso ai servizi da parte di cittadini e imprese e per determinare un alleggerimento procedimentale, legislativo e amministrativo, con una visione strategica di sistema orientata sulla qualità e sulla forte innovazione oltre che sulla collaborazione pubblico-privato, con l’idea di superare la semplificazione intesa come mero obiettivo fine a se stesso per diventare una pratica abituale nelle amministrazioni pubbliche.

Semplificare significa anche cercare di ridurre la distanza di opportunità che a volte c’è tra grandi e piccole imprese, in quanto operazioni di semplificazione agevolano tutti, dai cittadini alle imprese, ma credo che possano rappresentare un’opportunità ancor più rilevante per quelle di minore dimensione.

Questo Patto, che andremo a sottoscrivere, che abbiamo elaborato insieme a imprese, organizzazioni sindacali, associazioni, Istituzioni territoriali e locali è un patto che si fonda su alcuni principi fondamentali. Il primo è il principio di legalità. Oggi più che mai c’è la necessità di semplificare valorizzando, però, al meglio la certezza e il rispetto dei presìdi inderogabili di legalità. Credo che i fatti drammatici a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane sui luoghi di lavoro rappresentino un ulteriore monito, da questo punto di vista, a non derogare minimamente su questo principio, così come alla base di questo patto c’è l’equilibrio tra la ricerca di soluzioni amministrativamente più performanti e la tutela dell’ambiente, del lavoro e dei diritti.

Si vuole elevare in tal senso il rendimento della Pubblica Amministrazione, si vuole fare questo per il tramite di un nuovo processo di digitalizzazione, che passa inevitabilmente anche per investimenti importanti per il superamento del digital divide.

Altro principio centrale del Patto è la sussidiarietà tra Amministrazione, cittadini, imprese fra i diversi livelli di Governo, così come la partecipazione, intesa come integrazione dei processi nei diversi livelli amministrativi, la loro tracciabilità, con il coinvolgimento dei lavoratori della Pubblica Amministrazione, dei cittadini, dei professionisti e delle imprese coinvolte.

Infine, il principio di integrazione tra quello che saranno i percorsi di riordino istituzionali e i processi di semplificazione.

Ci siamo dati in questo patto alcuni indirizzi di carattere metodologico, il primo è quello di privilegiare l’autoriforma, cioè le cose che possiamo fare utilizzando gli strumenti che ha a disposizione la Regione Emilia-Romagna. sia di carattere amministrativo che di carattere legislativo. Ci siamo dati l’indirizzo anche di stimolare ovviamente il Governo, il Parlamento, le Istituzioni comunitarie, quando ipotetiche procedure di semplificazione passino per quei livelli di Governo, così come riterremmo utile su questo il ritorno e la riapertura del tema relativo all’autonomia differenziata, così come l’Emilia-Romagna l’ha intesa e definita anche all’interno del Patto per il lavoro e per il clima. Vogliamo contrastare l’ipertrofia delle regole e la disomogeneità nelle prassi applicative, che ogni tanto si riscontra all’interno della Pubblica Amministrazione, così come costruire misure di accelerazione procedimentale.

Ovviamente, tra gli indirizzi di carattere metodologico c’è anche quello di lavorare in stretto raccordo con l’Agenda nazionale di semplificazione per la ripresa 2020-2023, così come vogliamo mettere in campo tutti gli strumenti che ci consentano di allineare i nostri processi di semplificazione e l’attività amministrativa e legislativa con quelle che sono state, sono e saranno anche le misure che metterà in campo il Governo.

Come interveniamo, come semplifichiamo. Innanzitutto la semplificazione passa inevitabilmente per un rafforzamento organizzativo e una qualificazione delle risorse professionali, sia pubbliche che private, passa inevitabilmente per un nuovo e innovativo investimento sulle competenze. La scelta di dare una caratterizzazione fortemente manageriale anche alle nuove assunzioni di carattere dirigenziale che farà la Regione va in questa direzione. Così come la professionalizzazione più generale delle risorse umane. Così come l’investimento per la formazione e l’acquisizione di specialisti della trasformazione digitale. Quindi, una prima parte passa necessariamente per una qualificazione delle risorse professionali, pubbliche e private.

Poi vorremmo semplificare, anzi vogliamo semplificare mettendo in campo un approccio dinamico. Non è che quello che abbiamo scritto nel patto siano le uniche cose che si possono fare. Magari nel corso del confronto, anche nell’attuazione di queste azioni, possono emergere volontà di cambiamenti o nuove sollecitazioni. Il Patto è uno strumento flessibile anche in tal senso. Vuole essere un Patto fortemente pragmatico. Generalmente i Patti per la semplificazione si sono tradotti in importanti espressioni di volontà. In questo abbiamo fatto un passo in più. Abbiamo messo nero su bianco, abbiamo dato un nome e un cognome alle azioni che vogliamo mettere in campo. Saranno 78. Lo dirò, poi, nella parte finale.

Infine, andremo a semplificare utilizzando anche un metodo sperimentale. A volte si pensa di mettere in campo azioni con l’obiettivo di semplificare e in realtà si complica la vita di cittadini e imprese. Per questo, su alcune delle azioni che abbiamo inserito all’interno del Patto, vorremmo attuare una sperimentazione prima di poterle tramutare in azioni che abbiano una valenza erga omnes.

Semplificare significa anche investire sulla digitalizzazione. Questo passa inevitabilmente per un rafforzamento sull’investimento che la Regione ha fatto sulla Data Valley, da un lato, e dall’altra, sulla necessità di lavorare affinché ci sia un’adeguata diffusione delle competenze digitali, che garantiscano pari opportunità alle persone e competitività alle imprese di tutto il territorio regionale.

Per quanto riguarda la digitalizzazione, investiremo su cinque direttrici: la prima è quella della connettività; la seconda è quella della diffusione di cultura, consapevolezza e competenze digitali; la terza è quella della trasformazione del sistema produttivo e il sostegno alla trasformazione del sistema produttivo; la quarta è una trasversale trasformazione dei prodotti e dei processi e infine l’obiettivo di far sì che tutti quei servizi che possono essere erogati o più facilmente accessibili grazie alla digitalizzazione lo possano essere in Emilia-Romagna, quindi servizi pubblici digital first, con l’idea di far sì che, partendo dall’utilizzo dei dati e migliorando le procedure, si possa arrivare a questo obiettivo.

È in realtà una strategia basata sui dati che non potrà prescindere anche dall’utilizzo di tecnologie innovative, dall’intelligenza artificiale alla blockchain, a tutte quelle tecnologie che potranno consentirci di fare innovazione e digitalizzare al meglio la pubblica amministrazione.

Su questo è indispensabile anche un rafforzamento del coordinamento tra le diverse pubbliche amministrazioni perché l’interoperabilità dei sistemi è centrale per poter riuscire a mettere in campo quanto ci siamo prefissi all’interno del Patto.

Semplificazione, torno a ripeterlo perché per noi è centrale, va di pari passo con il tema della legalità. Per questo il Patto per la semplificazione dell’Emilia-Romagna non può tradursi, non deve tradursi, non si tradurrà in una mera deregolamentazione, ma è una sfida nella quale occorre avere grande consapevolezza della necessità di contemperare interessi solo apparentemente confliggenti, sui quali è indispensabile che i provvedimenti adottati in chiave di semplificazione abbiano sempre una valutazione in termini di legalità e viceversa.

Ci siamo dati anche un metodo all’interno del Patto su come attuare queste azioni. Innanzitutto, il Patto non rappresenta una delega in bianco che viene data dai firmatari alla Regione, perché sulle diverse azioni, per alcune delle quali siamo già al lavoro, per altre ci metteremo al lavoro immediatamente dopo la firma del Patto, verranno costituiti dei gruppi di lavoro eterogenei, con la partecipazione dei diversi soggetti firmatari, che avranno l’obiettivo, appunto, di individuare le modalità migliori per mettere in campo le singole azioni e per poterle sperimentare.

Questi gruppi saranno coordinati, avranno come coordinamento politico la Giunta stessa, a partire dal sottoscritto ma non solo, e prevedranno anche momenti di confronto in sede plenaria sia all’interno del Patto per il lavoro e per il clima, così come con apposite sedute di semplificazione all’interno di quest’aula e nelle Commissioni preposte, così come previsto dalla legge regionale n. 18 del 2011.

Il Patto per la semplificazione dell’Emilia-Romagna incrocia, ovviamente, e si interseca con quelle che sono le misure statali di semplificazione, il DL 76 del 2020, che prevede appunto Misure sulla semplificazione e per l’innovazione digitale, si incrocia con l’Agenda nazionale di semplificazione 2020-2023, con le misure previste nel DL 77 del 2021, quello che regola il PNRR, così come con gli obiettivi del DPCM cosiddetto Mille Esperti, che ha l’obiettivo di dotare la Pubblica Amministrazione e i territori regionali di figure utili a ridurre le tempistiche legate a una serie di procedimenti centrali per l’attuazione del PNRR, come le VAS, le VIA, le AIA e tutta un’altra serie di procedimenti che andremo a definire, in raccordo con il Governo e gli enti locali.

Così come questo Patto per la semplificazione arriva nel momento in cui dovremo dare attuazione anche ai fondi strutturali 2021-2027, e uno degli obiettivi è appunto poter semplificare, senza far venir meno l’accuratezza nella selezione dei progetti, l’accesso a queste opportunità, a queste risorse.

Il Patto, come vi dicevo, assume un carattere estremamente pragmatico, è fatto di 11 linee di azione e di 78 misure. Lavoreremo, attraverso i gruppi di lavoro, su ciascuna di queste misure, alcune potranno avere attuazione direttamente dall’Emilia-Romagna, altre necessitano di interventi sovra ordinati. In quel caso, ci faremo parte attiva nei confronti dei soggetti sovraordinati, affinché possano dare un contributo e una mano per la realizzazione degli obiettivi che ci siamo dati.

Le 11 linee di azione prevedono misure trasversali. Tra queste, c’è il principio che è a monte di tutto, che è il principio one solving, principio in base al quale si deve limitare al minimo la necessità di duplicare, da parte del cittadino e delle imprese, le proprie informazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione, così come riteniamo che su alcuni procedimenti ci siano le condizioni per mettere in campo vere e proprie app di procedimento, così come riteniamo fondamentale, in termini di misure trasversali, determinare interoperabilità fra le piattaforme di gestione dei bandi e le principali banche dati nazionali, così come il rafforzamento della capacità amministrativa degli enti territoriali.

Una seconda linea di azione riguarda le opere, gli affidamenti e i contratti pubblici, con l’obiettivo di intervenire per la riduzione e il rafforzamento delle stazioni appaltanti, per introdurre il principio di unicità dell’invio nella trasparenza sui contratti pubblici e per la definizione di un nucleo di orientamento per le procedure complesse.

La terza linea di azione tocca un settore particolarmente importante per la nostra Regione, che è quello dell’agricoltura. Stiamo lavorando a semplificazioni unitarie di accesso massivo al DURC in agricoltura, ma anche negli altri settori, all’interoperabilità tra i sistemi gestionali dell’agricoltura e banche dati nazionali sugli aiuti di Stato. Stiamo lavorando a semplificazioni, e su questo serve un grande raccordo anche con l’Unione europea, per l’attuazione della programmazione dei fondi europei 2021-2027, una semplificazione che passa per l’introduzione dei costi standard sia in agricoltura che in altri settori. Così come vorremmo sperimentare per alcune procedure ‒ poi vedremo l’esito della sperimentazione per capire se è possibile farlo su altre ‒ anche il principio del silenzio-assenso. Così come vogliamo semplificare la presentazione delle domande in modalità informatica, nonché semplificare sugli oneri amministrativi in agricoltura, a partire dalla revisione della legge n. 15/97.

Una quarta linea d’azione riguarda più direttamente le imprese. Passa per l’effettivo assolvimento dell’imposta di bollo in via digitale, quell’imposta che tutte le imprese devono in qualche modo produrre ogni volta che fanno una domanda nei confronti della Pubblica amministrazione. Il fatto che ci sia la possibilità di assolverla in via digitale credo sia una di quelle cose che dobbiamo sfruttare seduta stante.

Vogliamo semplificare i rendiconti sui benefici economici, anche attraverso la possibilità di accesso diretto al controllo delle fatture elettroniche, in modo tale che le imprese non le debbano ogni volta riprodurre. Vogliamo mettere in campo azioni di contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata, con la definizione di reti di coordinamento; rendere più chiari quali sono i costi rendicontabili in tema di internazionalizzazione delle imprese; infine, semplificare ‒ anche qui ‒ e standardizzare i costi per le imprese e gli Enti di formazione anche per l’accesso ai bandi europei.

La quinta linea di azione riguarda il campo dell’ambiente e dell’energia, con la volontà di introdurre il precompilato ambientale, di mettere in atto ‒ in realtà abbiamo già avviato, da questo punto di vista, questa azione ‒ lo sportello ambientale come strumento di consulenza tecnico-amministrativa nei confronti delle imprese e dei cittadini.

Lavoriamo ‒ lo stiamo già facendo ‒ per l’omogeneizzazione delle prassi operative dell’ARPAE. Vogliamo mettere in campo progetti di innovazione ambientale su tematiche come quella dell’end of waste e immaginiamo semplificazioni in materia di energie rinnovabili. Avete già visto nell’atto legislativo che abbiamo approvato nell’ultima seduta come su questo si sia intervenuti, in particolare sull’utilizzo dell’energia degli impianti fotovoltaici sulle discariche e a ridosso o all’interno degli impianti di gestione integrata delle acque.

La sesta linea di intervento riguarda l’edilizia e il territorio, con l’obiettivo di informatizzare le pratiche edilizie, di semplificare in materia di Super Bonus edilizio al 110 per cento Rigenerazione urbana, di semplificare in materia di banche dati catastali, con un accordo tra Stato e Regioni. Lavoriamo per la diffusione del calcolo digitale del contributo di costruzione, già possibile, e sulla semplificazione e la legalità nel lavoro edile e con il coinvolgimento delle casse edili.

Poi c’è una settima linea di intervento. Mi prendo qualche minuto in più, presidente, per concludere. Riguarda il lavoro, con la previsione del collocamento obbligatorio precompilato, con le semplificazioni in materia di collocamento, le semplificazioni di interfaccia con il sistema SARE, la premialità per imprese aderenti a sistemi di certificazione volontaria, così come la condivisione della banca dati INPS e dell’Agenzia regionale per il lavoro per ridurre gli oneri a capo di cittadini e imprese.

Una ottava linea di intervento riguarda la formazione. È stato già introdotto in via sperimentale, sarà introdotto erga omnes il registro elettronico della formazione. Andremo a semplificare i bandi di finanziamento alla formazione con l’obiettivo di ridurre i tempi dell’agevolazione all’accesso e anche qui, sul versante della formazione, lavoriamo alla semplificazione e standardizzazione dei costi per imprese ed enti di formazione.

Agiremo anche sul versante culturale per quanto riguarda i procedimenti relativi alle prestazioni artistiche e culturali, così come, sul versante della giustizia, che non è una competenza direttamente nostra, intendiamo comunque fare ciò che ci può competere e quindi semplificare in materia di accesso al casellario giudiziario e andare a collocare sul territorio sportelli di prossimità, in particolare per i procedimenti di volontaria giurisdizione.

Infine, sul versante della sanità e del sociale, lavoriamo per l’informatizzazione delle concessioni di contributo nel settore sociale, per l’applicazione omogenea e semplificata delle norme in ambito sociale. Con i processi di digitalizzazione e di introduzione della telemedicina e della televisita riteniamo di poter davvero migliorare la qualità di accesso e la facilità di accesso ai servizi per tutti i cittadini, anche con un investimento importante sulle strutture di prossimità come le case e gli ospedali di comunità.

Ho voluto dettagliare nell’ultima parte quelle che sono le azioni che intendiamo mettere in campo, non le ho dettagliate tutte e 78 perché vi avrei tenuto qui per troppo tempo, però ho cercato di dare l’idea dello sforzo che le Pubbliche Amministrazioni, le organizzazioni sindacali, le organizzazioni di imprese hanno messo in campo affinché la semplificazione amministrativa non diventi semplicemente uno spot, ma possa tradursi in qualcosa di estremamente concreto.

Non vi nego che è un’impresa non semplice, nonostante si parli di Patto per la semplificazione, perché ci sono tanti interessi che si incrociano, perché ci sono tante competenze che si incrociano, però c’è una grande volontà da parte della Regione Emilia-Romagna, insieme a tutte le altre Istituzioni, di poter dare alcuni segnali tangibili alle imprese e ai cittadini.

Se siamo arrivati a questo (c’è ancora tanta strada da fare), lo abbiamo fatto grazie davvero a persone di grande professionalità che lavorano all’interno della Regione Emilia-Romagna. Ringrazio in particolare la dottoressa Terzini e tutti coloro che hanno collaborato con lei per addivenire al Patto, e anche della grande collaborazione offerta da tutte le Direzioni di questa Regione, da parte delle altre Istituzioni, così come il grande contributo offerto da organizzazioni sindacali, imprese e tutti gli attori del Patto per il lavoro e per il clima.

È una sfida enorme, grande, che si può vincere solo se la si affronta insieme e solo se, alla base di questa sfida, c’è una volontà condivisa di raggiungere l’obiettivo. In Emilia-Romagna so che questa volontà c’è, c’è da parte non solo di chi è chiamato pro tempore a gestire l’Amministrazione, ma anche da parte di tutti coloro che lavorano all’interno della nostra Regione.

Se continuiamo a lavorare con quell’orientamento al raggiungimento degli obiettivi che caratterizza questa Regione anche su un tema così difficile e complicato, credo che potremo fare tutti insieme nuovi, importanti passi avanti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Comunico che è stata presentata una risoluzione, la 4102/1, conclusiva del dibattito, per impegnare la Giunta regionale a intervenire all’interno del Patto per la semplificazione con l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa e con la Conferenza dei presidenti di Gruppo. La risoluzione è a firma dei consiglieri Rancan, Bargi, Bergamini, Catellani, Delmonte, Facci, Liverani, Daniele Marchetti, Montevecchi, Occhi, Pelloni, Pompignoli, Rainieri, Stragliati.

Apriamo il dibattito generale. Si è iscritto a parlare il consigliere Rancan. Prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Sarò abbastanza veloce, rapido, perché il tempo è poco e i temi sono tanti.

L’assessore Calvano poco fa citava il fatto che vi è un coordinamento ampio e vi è stato un impegno importante. Però mi dispiace constatare ‒ merito all’assessore Calvano di ciò che sta facendo ‒ che il presidente della Giunta oggi è assente, quando nei fatti sono comunicazioni del presidente della Giunta all’ordine del giorno. Ricordo all’aula che la delega alla Semplificazione ce l’ha il presidente. Vorrei capire perché è stato delegato l’assessore Calvano a venire a riferire in aula. Vorrei capire questa cosa.

Oltretutto, questo Patto per la semplificazione deve essere un punto cardine fondamentale della nostra attività amministrativa per i prossimi anni, sperando che ci possano essere, però, magari delle cadenze cronologiche. Qui di dettaglio o, comunque, obiettivi numerici di anni o di scadenze ancora non ce ne sono. Mi chiedo come mai il presidente della Giunta oggi non sia presente, quando questa è una sua delega. Forse è abituato a delegare tanto, perché ha altro a cui pensare. Per esempio, lo sport viene sempre delegato al dottor Manghi. Però questa è una presa di posizione politica che mi sento di fare sulle deleghe del presidente della Giunta.

Questo Patto per la semplificazione, però, è partito male. A noi è stata mandata una bozza il 5 agosto, che abbiamo ricevuto, abbiamo letto, però la parte definitiva e finale è stata mandata venerdì, per poi andare in Commissione lunedì. Per voi, per carità, avere un dibattito... Ringrazio la consigliera Catellani di quello che ha fatto. Però è stato fatto un dibattito molto veloce, molto rapido, che comunque vede una comunicazione in aula. Però, secondo noi, non può essere esaustivo. Non è esaustivo soprattutto perché molte questioni qui presenti sono parte della Commissione I. Quindi, ci aspettavamo almeno una seduta congiunta. Specifico anche che ad aver richiesto il passaggio in Commissione è stata la presidente Piccinini. Va dato atto. Questo significa anche, allo stesso modo, che la Giunta non sarebbe passata in Commissione. Poi smentitemi. Smentitemi. Questo è quello che è stato dichiarato in Commissione, a quanto mi risulta.

Detto questo, passiamo ai dettagli. Noi abbiamo presentato una risoluzione per mettere dei punti fondamentali, che sono quelli che noi pensiamo che prima di firmare questo Patto, anche se siamo estremamente in ritardo, anche se quello che stiamo facendo oggi andava fatto due mesi fa... Deve essere previsto un passaggio in tutte le Commissioni per tutte le misure che sono state previste perché il dibattito deve essere ampio, ma anche perché nel tavolo per il Patto per il lavoro e nel tavolo per la semplificazione che verrà creato e in cui comunque si potrà parlare tutti insieme, come specificato in questo Patto, secondo noi deve essere prevista una presenza anche dell’Assemblea regionale. Uno di maggioranza, uno di opposizione, studiamo come ma i consiglieri devono essere presenti in questo tavolo.

Ma ora, guardate, cerchiamo di passare molto velocemente in rassegna qualche questione presente nel Patto. La prima sicuramente è quella dove si parla dell’agenda nazionale di semplificazione per la ripresa 2020-2023, quando si parla di applicazione del principio once only. Io ricordo che il principio once only è presente da circa vent’anni. Vent’anni. Vent’anni. Mi risulta che voi governiate la Regione da più di vent’anni. Mi risulta che oggi stiamo parlando di semplificazione, quando questo poteva essere fatto molto prima. Bene che se ne parli, attenzione, però siamo in estremo ritardo, in estremo ritardo.

Anche quando si parla di silenzio-assenso in agricoltura e non so perché, fatemi capire perché, ne parliamo solo in agricoltura e solo per gli agriturismi o per poco altro, il silenzio-assenso esiste da trent’anni. Anche questo esiste da trent’anni. Quindi io mi chiedo come mai si parli solo oggi di queste cose.

Detto ciò, vado avanti e vado con ordine perché le questioni sono parecchie e, ripeto, il tempo purtroppo è poco. Il punto successivo riguarda il turismo. Noi abbiamo delle semplificazioni in materia di turismo e commercio regionali, dove vi si parla di modificare la regolamentazione regionale del settore ricettivo per rivedere, innovare, semplificare i criteri di classificazione delle strutture ricettive. Bene, però questa è una prerogativa a carico dell’Assemblea. Quindi, per continuare a incidere su quello che dicevo prima, bisogna far sì che in questo tavolo siano presenti dei componenti dell’Assemblea legislativa.

Poi parliamo di sportello ambientale. Mi stupisce. Mi stupisce che sul Patto per la semplificazione ci sia la previsione e un’istituzione di uno sportello di consulenza tecnico-amministrative in maniera ambientale alle imprese. Anche qui bene, però assurdo che non ci sia già e questo lo dico come critica costruttiva.

Poi parliamo del coordinamento delle attività di controllo e vigilanza da parte di ARPAE, perché qui si parla di garantire un più razionale coordinamento dell’attività di sviluppo e vigilanza, evitare duplicazioni di accessi ispettivi da parte degli organi preposti. Nostro emendamento presentato il 21 dicembre 2020: bocciato; poi ripresentato in una nota di aggiornamento del DEF: bocciato, perché secondo la maggioranza di questa Regione era inattuabile. Oggi ce lo ritroviamo nel Patto per la semplificazione, bene, però allora prendete solamente posizioni ideologiche quando c’è di mezzo la Lega.

Qui parlo perché... apro una piccola parentesi sulla risoluzione che abbiamo depositato. Spero che si possa discutere sui temi che abbiamo posto e che non ci sia il solito giochino di andare a presentare una risoluzione collaterale, per non parlare dei temi che noi abbiamo proposto.

Banche dati per le autorizzazioni ambientali. Qui parlo di due paroline che ci sono scritte, “creare in ogni azienda questa banca dati”, perfetto, ma chi la crea? Perché, come è scritto qui, la devono creare le imprese, quindi, se si parla di creare in azienda delle banche dati, noi ci aspettiamo da parte della Pubblica Amministrazione, dell’Amministrazione regionale, dei fondi per la creazione di quelle banche dati, perché altrimenti ancora una volta si lasciano le imprese agli affari loro, e questo sicuramente è un grosso problema.

Andiamo avanti. “Semplificazione delle politiche attive per il lavoro”. Specifico che comunque tutte queste misure, che vengono fatte e vengono date, sono tutte a livello macro, quindi speriamo che ci possa essere una velocità impressionante (permettetemi questo termine) nel poter attuare tutte queste politiche.

“Sottoporre l’insieme delle politiche attive regionali del lavoro a una verifica di efficacia e di efficienza”, bene, attiene poco alla semplificazione, magari si può partire da quello per un ragionamento, ma quindi immagino che sarebbe ora di farlo alla luce di tutti i disastrosi risultati ottenuti fino ad ora, e questo è sotto gli occhi di tutti.

Andiamo avanti. Parliamo delle semplificazioni dei procedimenti relativi alle prestazioni e attività culturali. Bene che si parli anche di cultura relativamente alle semplificazioni, però qui non si dice che si farà qualcosa per semplificare la cultura, si dice valutare “se” semplificare la normativa regionale, quindi ad oggi mettiamo qualcosa che magari può riempire, che magari dalle 10 pagine iniziali del 5 agosto possa far arrivare a 44 pagine il Manifesto per la semplificazione.

Sanità e sociale. Parliamo di potenziare i servizi sul territorio, semplificando il rapporto del cittadino con il Servizio regionale. Bene, però come si semplifica questo rapporto? Sicuramente, assessore o presidente, che ha la delega, non creando una seconda figura dirigenziale, perché sappiamo bene che in questa Regione si sta dicendo che bisogna investire sulla semplificazione, e questo ovviamente comporta risorse, ma le risorse sui PdL per la sanità che vediamo oggi in Commissione sono quelle per creare altre figure dirigenziali, per dare la possibilità alle ASL di creare ulteriori figure dirigenziali e quindi aumentare i costi.

Parlo dell’ultima questione, che è la gestione associata del servizio sociale per ambito distrettuale. Qui viene promossa la gestione associata del servizio sociale per ambito distrettuale preferibilmente rispetto all’Unione dei Comuni. E qui abbiamo una visione diversa. Voi continuate a puntare sulle Unioni dei Comuni. Secondo noi, tante Unioni dei Comuni oggi stanno fallendo. Quindi, tante Unioni dei Comuni oggi sono in forte difficoltà.

Questo Patto per la semplificazione non vorremmo che si traducesse in un Patto per la complicazione degli affari semplici, altrimenti sarebbe qualcosa di grave, sarebbe qualcosa di sbagliato, sarebbe qualcosa che non serve alla nostra Regione. A noi serve velocità, serve concretezza, serve performabilità. Noi ci siamo. Noi ci siamo, assessore. Noi ci siamo, presidente Bonaccini, se ci sta ascoltando, se gli interessa qualcosa di questa discussione, per cercare di dare il nostro contributo.

Chiediamo, però, che si possa essere celeri nell’attuazione di tutte le politiche. Chiediamo, però, che ci possa essere coinvolgimento. Alla fine, dei provvedimenti che noi in modo fumoso abbiamo messo in questo Patto per la semplificazione, tanti passeranno per le Commissioni e per l’aula. Quindi, bisogna essere coinvolti. Soprattutto, l’Assemblea deve essere presente in quei tavoli.

Presidente, concludo il mio intervento facendo un appello alla Giunta dicendo questo. Noi stiamo arrivando con un Patto per la semplificazione che ad oggi è tutto e niente allo stesso tempo, anche se ci sono impegni belli, però senza neanche una data su dove andare e su come arrivarci. Pensiamo che serva celerità perché oggi, come le dicevo all’inizio, è già tardi. Non possiamo permetterci di far perdere tempo a cittadini e imprese per la semplificazione. Quando c’è la campagna elettorale, lo sapete bene: bisogna tagliare la burocrazia, bisogna semplificare. Bene. Facciamolo. Ma non con le parole. Con i fatti. Oggi è già tardi. Chiediamo velocità, celerità e coerenza.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Rancan.

Continuiamo con il dibattito generale. Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Presidente Petitti e assessore, semplificare ‒ come sappiamo ‒ vuol dire migliorare la vita dei cittadini. Lo Stato non deve soffocare i cittadini con la burocrazia, le Amministrazioni pubbliche non devono chiedere certificati già in loro possesso, e via dicendo.

Tutto vero, tutto giusto. Peccato che sono vent’anni e passa che ne parliamo e continuiamo solo a parlarne. Di fatti veri nessuno. I problemi della burocrazia, in realtà, sono pochi, ma sono sempre quelli, perché nessuno li vuole risolvere davvero. In questo significherebbe cambiare mentalità e toccare interessi costituiti.

Premetto che mi fa ridere parlare di semplificazione avendo in mano un documento pachidermico, in cui sostanzialmente si dice: “Signori, autoriformatevi e semplificatevi”, non dire come e quando, con quali scadenze, con quali modalità la Regione vuole semplificare la propria attività amministrativa. No, non lo dice o lo dice troppo in generale. Viene riportato solo quello che si farà a grandi linee senza entrare nel merito. Insomma, la montagna che ha partorito il topolino piccolo piccolo.

Avremmo voluto sentire dalla voce del presidente Bonaccini, che mi sorprende oggi non sia in aula, precise scadenze e impegni concreti. Nulla di tutto questo. Solo vane parole. Ennesima delusione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Procediamo col dibattito. Consigliera Costi, prego.

 

COSTI: Grazie, presidente.

Grazie all’assessore Calvano per lo sforzo che è stato fatto per provare ad affrontare uno dei temi più complessi che c’è, che è proprio il tema della semplificazione. Lo ringrazio anche per quanto ha detto ieri, ma quanto ha ripetuto anche oggi. Quello a cui noi stiamo tendendo come Regione non è semplicemente una semplificazione come fatto a sé stante, ma come un modo di essere e di concepire il ruolo del pubblico in qualsiasi luogo o posto esso sia.

Questo credo che sia un obiettivo importante, fondamentale e credo che il primo atto che dimostra quanto ci si creda in questo obiettivo, che è un obiettivo trasversale e un modo di essere, è proprio il fatto di aver scelto come metodologia quella di sottoscrivere un patto, di sottoscrivere un patto con tutte le parti in causa e con tutte quelle parti che comunque concorrono, chiaramente come rappresentanze, alla formazione non solamente degli atti, ma soprattutto di ciò che gli atti poi determinano sui territori.

Questa per me è una parte fondamentale perché qui dentro ci sono tutte le rappresentanze del Patto per il lavoro e per il clima. Il lavoro che scaturisce da questo lavoro è un lavoro faticoso perché bisogna mettere insieme chiaramente idee, valutazioni, temi diversi, bisogna anche costruire, quando si fanno queste operazioni, nuove culture dell’amministrare, consapevoli che, nel momento in cui si avallano dei processi di semplificazione, si procede anche a togliere a volte una parte della responsabilità al pubblico e a darla ai soggetti privati, che si devono accollare responsabilità ben precise, ben puntuali.

Io credo che il lavoro che è stato fatto (parlo chiaramente a nome del Gruppo) sia un lavoro importante, anche molto preciso, perché comunque sono individuati in modo puntuale i settori e anche le missioni su cui ci si concentrerà con i gruppi di lavoro, quindi è qualcosa di concreto, e credo che quello che possiamo auspicare sia che si proceda subito, velocemente.

Probabilmente una parte di questo lavoro è anche già partita, anche perché vorrei ricordare a quest’Aula e anche agli altri colleghi consiglieri che il tema della semplificazione, soprattutto a livello regionale, si inserisce comunque in un processo che non ci vede mai soli. Questa Regione ha partecipato negli anni a quei processi che a livello nazionale sono stati istituiti, siamo stati una delle parti più importanti, che ha svolto un lavoro molto, molto forte, perché comunque noi abbiamo un’autonomia anche legislativa all’interno di quello che la nostra Costituzione prevede, quindi non è che questa Regione possa decidere e fare tutto ciò che vuole, ci metto anche la Commissione europea e le regole europee.

Questo è uno sforzo che questa Regione ha sempre fatto, vorrei ricordare che nella prima legislatura cui io ho partecipato questa stessa Assemblea ha lavorato moltissimo sul tema e abbiamo costruito la legge n. 18, che è ancora comunque un punto di riferimento, anche se oggi abbiamo bisogno, come il Patto per la semplificazione propone, di andare ulteriormente avanti con le proposte, anche le proposte concrete, ma - ripeto - in questi anni questa Assemblea, maggioranza e minoranza, perché comunque c’eravamo tutti, ha cercato di seguire nel proprio processo legislativo, perché poi ci dimentichiamo che molto spesso quello poi che accade dall’altra parte è chiaramente quello che esce da un processo legislativo, dove probabilmente dobbiamo affinare sempre di più... O regolamentativo. Adesso ci metto anche i Regolamenti. Dove probabilmente ‒ dicevo‒ dobbiamo anche noi, perché siamo responsabili anche noi di quello che succede al cittadino e all’impresa, affinare, nel momento in cui discutiamo, facciamo gli emendamenti, facciamo le proposte, facciamo tutto quello che si fa nel nostro mestiere di legislatore, e forse approfondire un po’ di più che cosa succede dall’altra parte, rispetto all’obiettivo che questa legge si pone, che è quello di valutare sempre con molta responsabilità non solo l’obiettivo politico oppure il contrasto all’obiettivo politico, ma anche quello che poi ricade su cittadini e imprese.

Mi permetto anche di rispondere, in modo molto sereno, al collega Rancan. Noi non presentiamo un ordine del giorno alternativo perché non riteniamo che oggi ce ne sia assolutamente la necessità. Riteniamo, però, a un’attenta lettura, che l’ordine del giorno presentato rischi di essere una complicazione rispetto a un processo già complicato. Mi permetto di dirlo perché su questi temi sono abbastanza ferrata. Li ho seguiti. Il tema della semplificazione è anche un tema che mi interessa moltissimo proprio sul piano personale. Dall’altra parte, credo che quello che viene richiesto sia già nella disponibilità e nella potestà dell’Assemblea, delle Commissioni consiliari e anche dei singoli consiglieri.

Per cui, credo non ci sia bisogno di votare oggi un ordine del giorno che dice che dobbiamo, che possiamo o che dobbiamo. Nel momento in cui lo riteniamo, chiediamo. Siamo interessati anche noi di maggioranza. Vi posso assicurare che il tema della semplificazione ci interessa moltissimo. Altrimenti non saremmo qui con il Patto per la semplificazione.

In qualsiasi momento possiamo, come abbiamo sempre fatto, chiedere conto, chiedere di poter ragionare, di discutere, di avere le informazioni e quant’altro. Credo anche che quello che noi oggi dobbiamo... Riteniamo, ripeto, di non approvare l’ordine del giorno, di non sostituirlo con un altro ordine del giorno. Riteniamo anche, però, di sollecitare o comunque saremo al fianco della Giunta affinché i tavoli partano il prima possibile e si proceda a produrre tutto ciò che sarà necessario.

È chiaro che passerà tutto in Assemblea se saranno modifiche normative, se saranno modifiche regolamentari, se saranno modifiche perché sono necessarie nuove norme o nuovi atti. È chiaro che noi saremo chiamati e saremo anche molto attenti ad accompagnare, come Gruppo del Partito Democratico, questo processo che vede in modo puntuale, come del resto prevedeva poi già anche la legge n. 18, il coinvolgimento delle parti che sono firmatarie del Patto per il lavoro e per il clima.

Io ringrazio nuovamente l’assessore Calvano. Ringrazio tutti e quindi lo staff tecnico. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato da esterni. Quindi sto parlando chiaramente dei firmatari del Patto per il lavoro che comunque hanno prodotto. Noi saremo pronti anche per ragionare per tutte quelle sessioni di semplificazione, come già è stato introdotto e detto anche dall’assessore nel documento, che si riterranno necessarie per addivenire alla realizzazione concreta di quanto emergerà dai gruppi di lavoro e chiaramente dai singoli pezzi che saranno valutati e analizzati.

Per cui diamo un giudizio positivo del lavoro svolto e, ripeto, l’ordine del giorno riteniamo di respingerlo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Costi.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Intervengo intanto perché naturalmente chiamati in causa. Quindi lo faccio come presidente di Commissione che ha trattato anche questo documento proprio ieri. Io vorrei sottolineare una cosa. Forse ricordo male io, ma la richiesta intanto di passare in aula è stata anche più volte reiterata da parte della Lega. Come ho detto anche ieri in Commissione, il passaggio di oggi, ma in particolare quello di ieri, non sono atti dovuti ed è il motivo per cui ho cercato anche di spiegare che ho ritenuto necessario non chiudere o terminare la discussione qua, ma fare un passaggio in anticipo in Commissione.

Quindi, io credo che questo sia stato un atto di sensibilità politica, quella di volere anticipare la discussione a ieri. Mi spiace che oggi, come poi è accaduto ieri, devo sentire di nuovo critiche verso questa convocazione, che mi pare andasse proprio nell’interesse anche di tutti i consiglieri, di tutti i componenti dell’Assemblea legislativa.

Ripeto anche qui che l’attribuzione degli oggetti non la fanno i presidenti di Commissione. Quindi non ho deciso io che questo atto, che peraltro per competenza andava alla mia Commissione... È stato deciso correttamente, dal mio punto di vista, attribuirlo lì, perché è una Commissione che si occupa di semplificazione, quindi questo penso non si possa negare.

Dopodiché la bozza, come si diceva anche prima, è arrivata ad agosto e io, che sono mono gruppo, però ho avuto tutto il tempo per presentare le osservazioni, come ci era stato chiesto. Da quelle osservazioni c’è stato anche un momento di confronto, quindi io credo che le occasioni per entrare anche nel merito delle questioni non siano mancate e, se sono riuscita a farlo io che sono mono gruppo, penso che ci sarebbe potuta riuscire anche la Lega.

Dopodiché due cose nel merito. Credo che questo sia un documento molto importante, definito con chi lavora sul campo e conosce le criticità della Pubblica Amministrazione. Viene definita una traiettoria con misure effettivamente concrete e definite.

Ci piace tutto? Chiaramente ci sono alcune cose (altrimenti non avremmo fatto osservazioni) che non ci convincono. Penso ad esempio (mi scuserete, ho in mano la bozza su cui abbiamo lavorato, che è stata ovviamente modificata, non è il testo definitivo) alla misura 48, che non è più la 48, ma è quella comunque di semplificazione, urbanistica, rigenerazione urbana, quando si parla di “consentire l’uso temporaneo di edifici anche per usi diversi da quelli ammessi dal Piano urbanistico senza cambiare la destinazione d’uso”, io ci vedo una criticità che consiste nel fatto che questa previsione potrebbe alla fine effettivamente non risultare temporanea, ma continuare nel tempo.

Mi vengono sottoposte altre criticità per quanto riguarda il Portale regionale dell’accesso unitario, dove mi viene detto da chi lavora nel settore che, nel trasmettere le pratiche edilizie pesanti, è difficile ricevere da parte della Pubblica Amministrazione le pratiche pesanti, perché ci sono dei limiti di giga. Questo è quello che mi viene detto.

Ci sono però anche dei punti positivi, penso a quelli che riguardano l’ambiente e l’economia circolare, su cui abbiamo dibattuto diverse volte. In particolare, quello che riguarda la prevenzione dei rifiuti. Finalmente si fanno dei passi in avanti anche da questo punto di vista. Quella credo sia una misura qualificante quando si parla di questa collaborazione che verrà messa in campo tra la Regione, i laboratori ENEA, tutto l’ambito della rete regionale dell’alta tecnologia dell’Emilia-Romagna, quindi i tecnopoli, con l’obiettivo di provare a introdurre misure di semplificazione per agevolare l’eco-progettazione dei materiali.

Finalmente non si parla solo dell’esito finale dei processi di produzione, ma si agisce a monte. Questa cosa è stata per lungo tempo sottovalutata. Finalmente oggi si provano a fare passi in avanti in questo senso. Sappiamo tutti che dobbiamo anche provare a cambiare il nostro modo di produrre, impiegando meno imballaggi, utilizzando più materiali sostenibili, perché questo ha delle conseguenze anche in termini di emissioni di gas serra, ma produce anche la creazione di nuovi posti di lavoro. Quindi, andare in questo senso è opportuno, auspicabile e, dal mio punto di vista, assolutamente doveroso.

Queste sono le considerazioni di merito.

Per quanto riguarda la mia Commissione, come ho detto anche ieri, se ci sarà la necessità, c’è la massima disponibilità a fare ulteriori sedute, a fare ulteriori sedute congiunte. Però voglio ricordare, per precisione, che quando ieri in Capigruppo abbiamo discusso della calendarizzazione in aula di questa informativa, quindi il passaggio anche in Commissione, io non ho ricevuto alcuna richiesta da parte del collega Pompignoli di fare una seduta congiunta. L’attribuzione è stata fatta come doveva essere fatta. Dopodiché, se il collega non chiede niente, io presumo che non ce ne sia la necessità.

Sinceramente, quello che è stato detto oggi lo trovo abbastanza strumentale. Il modo e i tempi per far presente questa cosa credo ci fossero tutti. Me ne dispiace perché, dal mio punto di vista, ho sempre dato grande disponibilità. L’ho detto ieri e lo ribadisco oggi: se c’è e ci sarà la necessità, la mia disponibilità a fare dei passaggi in Commissione ‒ come è stato fatto ieri; e, ripeto, non era dovuto ‒ c’era ieri e comunque ci sarà in futuro.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Altri interventi in dibattito generale? Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie.

Farò un intervento che cercherà di comprendere, da una parte, il tema dell’iter che c’è, esiste.

Tutti abbiamo vissuto la sensazione, anche messa in luce dai colleghi della Lega, sia ieri in Commissione dalla consigliera Catelani, ma anche oggi dal Capogruppo della Lega, della fretta di parlare di un tema così importante e anche della stranezza che non ci fosse stato un passaggio presso la Commissione competente che era la I Commissione.

Sostanzialmente ci viene ripetuto che questo Patto per la semplificazione nasce come azione in seno al Patto per il lavoro e il clima. Non è un problema solamente dell’iter, ma l’esigenza di raccontare tutte le esigenze, che possono esserci, giuste, nella fretta di approvare il Patto per la semplificazione. In realtà, come è scritto nel documento, questo documento e soprattutto il processo di semplificazione e innalzamento della qualità dell’azione pubblica è richiesto dalla missione 1 del PNRR, per cui noi abbiamo l’esigenza, come è scritto nel documento, che gli interventi del PNRR abbiano un carattere d’urgenza e quindi vengano trattati con una certa celerità e abbiano un binario preferenziale.

Però, è necessario, secondo me, raccontarsi tutta la storia per poi proseguire sul lavoro proficuo. Grazie a questa impostazione, la Regione affida la governance del Patto per la semplificazione al tavolo del Patto per il lavoro e il clima. Però diciamo che c’è un problema di deleghe che riguardano la Giunta e anche su questo vorremmo provare a sbrogliare un po’ la matassa. Elly Schlein non ha una delega sulla semplificazione, la Salomoni ha la delega dell’Agenda digitale e lei, assessore, quella dell’organizzazione interna. Anche questo suona come un po’ da chiarire nella governance di una cosa così importante.

Infatti questo documento contiene temi, secondo me, fondamentali e anche di grande riconoscimento di politiche che la sinistra ha sempre contestato nei confronti del centrodestra e in particolare del leader del mio partito. Poi farò un breve cenno su questo.

All’interno dei firmatari del Patto verranno costituiti uno o più gruppi di lavoro sulla semplificazione che si dovranno occupare del monitoraggio e della valutazione dello stato di attuazione delle misure. Bene. Ci saranno dei progetti di sperimentazione per simulare i passaggi procedurali. L’altro punto, secondo me fondamentale dal punto di vista dell’opposizione, è quello di capire con quali criteri verranno scelti questi progetti.

Avete elencato, giustamente, tutte le misure previste in questo Patto, in alcuni casi misure sicuramente utili, ma altre che non capiamo bene come si inseriscano nel tema della semplificazione.

Soprattutto parlate, in ambito sanitario, di una Consulta delle professioni sanitarie, quindi vorrei, come Forza Italia, sapere un po’ di più riguardo a questa Consulta, perché in questo momento non è molto chiara la collocazione nel tempo e nello spazio, la promozione di Intercenter come principale stazione appaltante, la costituzione di un nucleo di orientamento per le procedure complesse (così viene definito), cioè un nucleo tecnico-specialistico che supporti gli operatori.  La domanda è: se c’è già una struttura appaltante, perché è necessario questo?

Viene poi citato un Codice regionale del commercio, tema sicuramente molto interessante, di cui però mi piacerebbe venisse sviluppato anche qui il contenuto.

L’accenno che facevo prima è quello sull’edilizia del territorio, che è particolarmente interessante, perché in un certo senso dà forza ai vent’anni di tutte quelle politiche che il presidente Berlusconi aveva sempre tentato di fare per semplificare, osteggiate (potrei fare un elenco lunghissimo) e invece oggi  giustamente riconosciute, cioè il riconoscimento di superfici e volumetrie aggiuntive, la possibilità di apportare modifiche alla sagoma nel caso di ricostruzioni, l’uso temporaneo di edifici per usi diversi da quelli di destinazione d’uso e possibilità di cambio d’uso nelle aree fragili.

Sono contentissima per quanto mi riguarda, però avrei bisogno di capire anche qui la specifica e soprattutto chi è stato consultato, quali sono gli Ordini professionali che sono stati ascoltati, perché, se è vero che c’è una grande capacità di ascolto in generale, è evidente che su un tema così particolare, e soprattutto nelle critiche che molte volte muovono gli Ordini professionali, c’è l’esigenza di capire quali sono i vostri corpi intermedi e a chi fate riferimento, anche perché il rischio è che norme che vadano a semplificare un ambito così delicato, non ascoltando Ordini e realtà che sanno benissimo qual è l’esigenza qui ed ora, si traducano in un nulla di fatto purtroppo, come al solito.

Termino qua il mio intervento, almeno sui punti che secondo me sono importanti, cioè le richieste che ho fatto di specifica su certi ambiti vorrei avere una risposta. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Castaldini.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Io devo fare ammenda, perché non ho partecipato alla Commissione e ai lavori di lunedì, quindi arrivo lunga sul dibattito, però alcune cose vorrei dirle lo stesso, sperando che siano di utilità.

Parto da un principio già espresso più volte. La semplificazione non può essere sinonimo di deregulation. Questo ce lo siamo sempre detto. È un principio che sono sicura la Giunta condivide. Quindi, da questo punto di vista, un Patto per la semplificazione, che non sia Patto per la deregulation, è sicuramente di utilità per le imprese. Però deve essere di utilità anche per i cittadini che accedono a bandi o che hanno bisogno di avere un rapporto meno complicato con l’Amministrazione pubblica.

Per questo, visto il proliferare di App a tutto spiano, una delle richieste è se anche la Regione Emilia-Romagna non intenda aderire all’App IO, che è quella che offre su un’unica piattaforma vari servizi, in questo effettivamente semplificando la vita a imprese e cittadini.

Il punto importante è sicuramente quello del rispetto effettivo delle norme relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro. È importante ribadire che la semplificazione non può tradursi in un abbassamento di queste specifiche tutele, a prescindere dalla tipologia contrattuale attraverso cui le persone, i lavoratori e le lavoratrici rendono la loro prestazione lavorativa. Del bisogno dei controlli abbiamo avuto conferma con il susseguirsi, anche in queste settimane, anche nella nostra regione, di incidenti mortali sul lavoro.

Tra i princìpi irrinunciabili ci deve essere anche l’attribuzione degli appalti pubblici non in base al criterio del massimo ribasso. Anche questo potrà semplificare le procedure, ma ha già dato prova di essere uno strumento di compressione delle tutele dei lavoratori, comprese quelle che riguardano salute e sicurezza sul lavoro. Questo perché l’Amministrazione non deve occuparsi solo di essere un fattore che incide sulla crescita economica e sociale, ma deve essere anche un fattore di traino, di sostegno allo sviluppo di un’elevata qualità sociale ed ambientale.

Per quanto riguarda la prima semplificazione (once only), come già è stato ricordato, esiste la legge n. 241/1990 ancora oggi inattuata su questo. Posso dire che io stessa sono stata vittima di questo mancato rispetto di questa legge in queste ultime ore, dove ti viene richiesto di presentare cose che hai già presentato. Sicuramente non sono l’unica anche in quest’aula.

Per quanto riguarda la semplificazione dell’anticorruzione, come appare nel testo a pagina 23, restano dei dubbi. Cosa significa semplificare i decreti legislativi n. 33 e n. 39 del 2013 per renderne l’applicazione dei principi effettiva e mirata? Si tratta di un tema delicatissimo e forse si potrebbe approfondire, magari nei tavoli di lavoro che saranno successivi al passaggio in aula di questo documento.

Il tema è quello delicato dei principi di legalità previsti dal Patto, il che rende ancora più intricata la questione, che invece risulta meglio definita nella misura a pagina 23: Coordinamento tra istituzioni su informazioni relative a operatori economici.

Un altro dubbio ce l’abbiamo a proposito della misura 44 sulle industrie cosiddette “insalubri”, perché questa definizione, tra l’altro, risale nientemeno che al regio decreto n. 1265 del 1934.

Quindi, bisogna capire cosa significa intervenire per semplificare perché è molto più rassicurante pensare che ASL, ARPAE e gli enti locali operino in sinergia e trasparenza in merito ai casi in cui si debba prevedere l’insediamento o il monitoraggio di una di queste manifatture. L’insalubrità come tale non è accettabile e bisogna operare per eliminarla attraverso misure preventive. Quindi, qui non si capisce che cosa significa e come intervenga la semplificazione. Sicuramente è invece uno di quei casi in cui occorre fare il massimo di attenzione, di controllo e di monitoraggio.

La misura 61 è invece una misura completamente sostenibile. Forse si poteva aggiungere che l’informatizzazione delle pratiche relative alle notifiche preliminari di apertura cantiere, comprese quelle che riguardano la rimozione dell’amianto, e l’invio da parte dei medici competenti dei moduli 3B… Ecco, questi che devono essere utilizzati per la finalità di vigilanza sia nei confronti delle aziende che dei medici competenti.

In materia di urbanistica e rigenerazione urbana e la misura 50 desta qualche perplessità che ancora si faccia una proposta di inserire nelle normative urbanistiche delle premialità volumetrico-spaziali, che, per loro natura, non hanno nulla a che fare con le semplificazioni, poiché non si tratta di procedimenti o procedure, bensì di questioni di merito.

Sempre a proposito dell’once only, nella misura 42 non è condivisibile il fatto che venga collegato alle concessioni di prelievo di acque pubbliche, perché il mancato rispetto dell’once only è una delle calamità che affliggono privati e imprese.

Per quanto riguarda le semplificazioni concernenti il turismo, è chiaro che qui c’è il tema delle concessioni balneari, che è conflittuale con una norma europea. È chiaro che lì passa una delle colonne dell’economia della nostra Regione, però sarebbe utile capire se gli obiettivi in questo caso siano volti a consolidare la durata delle concessioni demaniali in atto, che sono in conflitto con le direttive comunitarie, o se invece si pensi ad altro, ad esempio a collegare il rinnovo di queste concessioni a delle richieste specifiche su come si gestiscono gli stabilimenti balneari, tanto per fare un esempio che è molto nel core business  politico di Europa Verde, relativamente a gestione dell’energia, delle emissioni, raccolta rifiuti.

Il rinnovo quasi in automatico di queste concessioni senza mai chiedere qualcosa in cambio forse è troppo in conflitto con le disposizioni europee.

Per il resto, anche da parte di Europa Verde c’è l’assenso a procedere, quindi non voteremo - lo annuncio subito - l’ordine del giorno della Lega, pur condividendo la necessità che questo tema venga ancora affrontato ed approfondito, anche al di fuori dello stretto e pur importante raggio d’azione del Patto per il lavoro e il clima, perché quando si parla soprattutto di questioni che riguardano i beni comuni, la gestione del territorio, coinvolgere altre associazioni che anche storicamente si sono occupate di questi temi credo sia importante, al pari di coinvolgere le imprese che più hanno a che fare con queste tematiche.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Altri in dibattito generale? Io non ho nessun altro in dibattito generale.

A questo punto, passo la parola all’assessore Calvano per le conclusioni. Prego.

 

CALVANO, assessore: Grazie, presidente.

Ringrazio l’aula per il dibattito.

Provo a dirla così, recuperando alcune questioni che ho già citato nella relazione. Il primo punto qual è? Questo Patto emerge, deriva dal Patto per il lavoro e per il clima e, come per il Patto per il lavoro e per il clima, si è dato un metodo: si va a definire una strategia, si individuano delle azioni e poi si cerca di metterle a terra in modo partecipato e condiviso. Questo sarà quello che faremo per il Patto per la semplificazione. Abbiamo individuato princìpi, modalità di intervento, governance dei processi. Abbiamo individuato azioni specifiche su cui i diversi gruppi di lavoro potranno in qualche modo offrire anche declinazioni ulteriori rispetto a quelle che ogni singolo può immaginare, per poi trasformarlo in realtà.

È stato un percorso lungo. Significa entrare nel cuore dei processi e dei procedimenti, cosa non semplice, anche per chi, a volte, ha a che fare con quegli stessi procedimenti. Nel farlo abbiamo cercato di mantenere il massimo del coinvolgimento possibile. Ringrazio davvero tutti i soggetti del Patto per il lavoro e per il clima che hanno partecipato attivamente alla definizione di questa traccia di lavoro, che ha anche un insieme di impegni che ci andiamo a prendere sia sul metodo che sul merito.

Ammetto che alcune affermazioni che ho sentito oggi un po’ mi stupiscono. Parlo in particolare di quelle sul metodo. Io mi sento un assessore molto rispettoso dell’aula e delle prerogative che l’aula e i consiglieri devono avere. Talmente rispettoso che il Patto per la semplificazione, la versione definitiva noi l’abbiamo inviata a tutti pochi giorni fa. Pochi giorni fa significa comunque la fine di ottobre e la bozza su cui lavorare per integrazioni e quant’altro l’ho inviata a tutti i gruppi il 6 agosto o il 5 agosto.

Lo dico perché non vorrei che passasse il messaggio: “Vi siete scritti il Patto. Oggi ce lo venite a illustrare, non abbiamo avuto nessun momento nel quale potervi dire quello che pensavamo”. Questo no. Questo ammetto di non accettarlo perché, ripeto, dal 6 agosto ad oggi in mezzo ci sono sostanzialmente tre mesi. C’è un mese estivo. Capisco, comprendo le difficoltà di tutti, però è stato, credo, un lasso di tempo congruo per poter immaginare contro proposte e osservazioni.

Alcuni le hanno fatte. Ringrazio la maggioranza, da questo punto di vista, per il confronto che ho avuto con i gruppi di maggioranza. Ringrazio in particolare la consigliera Piccinini, da un lato, e il consigliere Mastacchi, dall’altro, che su alcune questioni ci hanno tenuto puntualmente ad indicare modifiche, aggiustamenti, integrazioni.

Le abbiamo accolte tutte? No. Ne abbiamo accolte alcune? Sì, perché questo è lo spirito con il quale abbiamo costruito il Patto. Ringrazio davvero per il contributo che su questo l’Assemblea, chi dell’Assemblea lo ha voluto fare, ha dato perché tra la versione del 6 agosto e la versione che vedete oggi ci sono tante differenze, a dimostrazione del fatto che il documento inviato il 5 agosto non era una finta. Era veramente un documento di lavoro su cui abbiamo chiesto a tutti di lavorare e rispetto al quale non siamo stati sordi o ciechi a richieste di integrazione, di approfondimenti o di modifica, che non significa aver accettato tutto, ma significa aver obiettivamente agito su quel testo. Non era un testo chiuso. Era un testo di lavoro su cui in tanti hanno lavorato e ringrazio chi ci ha lavorato.

Non entro nel merito delle singole delle singole questioni perché abbiamo avuto anche la Commissione di ieri e avremo certamente altre occasioni. Rispetto alla Commissione di ieri, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, la presidente Piccinini erano settimane che chiedeva di potersi confrontare sul testo, e la ringrazio per aver avuto la pazienza di aspettare che ci fosse un testo condiviso con gli attori del Patto, in modo tale da evitare eventuali incidenti di percorso, perché è stata molto rispettosa del percorso che aveva messo in campo la Giunta e, al contempo, credo efficace nell’opportunità di poterlo presentare e discutere in sede di Commissione e oggi in sede d’aula.

Per quanto mi riguarda, sarà poi l’Assemblea a decidere, in quella Commissione o nelle modalità che riterrà l’Assemblea credo che sia assolutamente utile che l’assessore delegato a questo ogni x mesi, ogni x tempo venga a rendicontare sull’andamento dei lavori che si stanno mettendo in campo. Mi permetto di dirlo sommessamente, devo essere io a venirvi a riferire, poi capisco che voi vogliate il presidente e anch’io...

 

(interruzione)

 

CALVANO, assessore: Guardate, non c’è una delega alla semplificazione, c’è un affidamento nei miei confronti nella costruzione di questo Patto e io il Patto lo porto avanti e cerco di fare in modo, con la collaborazione indispensabile dei nostri uffici e di tutti i soggetti coinvolti, di portarlo avanti, di portarlo a compimento,

C’è bisogno su alcune questioni di accelerare, c’è la necessità, come diceva anche la consigliera Costi, di far sì che alcune questioni trovino una realizzazione in tempi rapidi, altre questioni hanno elementi di delicatezza superiori e quindi meritano un approfondimento di carattere superiore, lo dicevano la consigliera Zamboni, la stessa consigliera Piccinini e altri, perché - ripeto - questo patto non è una delega in bianco affidata a qualcuno su quello che bisogna fare, è una traccia di lavoro puntuale, su cui provare anche a trasformare alcune cose che abbiamo messo nero su bianco in realtà concreta.

Ci sono alcune cose che, in realtà, troveranno applicazione sostanzialmente immediata. Partirà a metà novembre la sperimentazione del registro elettronico della formazione in alcuni Enti che si sono offerti volontari per sperimentare l’infrastruttura digitale che abbiamo messo in piedi. Confido che già a metà novembre ci sia la possibilità per le imprese di pagare il bollo in via digitale e non dover più usare la forma cartacea, da questo punto di vista. Cito queste due. Potrei citare il lavoro fatto nel mentre il Patto veniva portato avanti per agevolare l’installazione dei pannelli fotovoltaici e poter, quindi, diffondere una parte di quelle energie che vengono definite “rinnovabili”.

Insomma, ci sono già una serie di cose. Credo che tra qualche mese saremo nelle condizioni di poter dire che, oltre ad essere un impegno, oltre ad essere una traccia di lavoro, sono cose concrete che abbiamo messo nella disponibilità di cittadini e imprese. Ce ne sono alcune che vanno oltre la nostra competenza, ma sulle quali non ci tiriamo indietro nel dialogo con il Governo o con gli Enti preposti affinché possano trovare attuazione.

Su questo stiamo cercando di dare il nostro contributo anche ai lavori importanti dell’Agenda nazionale per la semplificazione, così come su questo saremo attuatori del cosiddetto “Progetto dei mille esperti”, che tocca tutta Italia, che avrà una quota parte anche per l’Emilia-Romagna. Lì metteremo in campo una serie di azioni finalizzate a ridurre la tempistica di procedimenti amministrativi rilevanti per imprese e cittadini. Anche su quelli sarà giusto e opportuno confrontarsi. Oltre al confronto, come è giusto che sia, con l’aula, ci sarà un confronto su questo con l’Unione europea, che ci chiede risultati tangibili rispetto alla tempistica di alcune procedure.

Questo è, in sostanza, il metodo con cui vorremmo agire e il merito delle cose su cui vorremmo operare. I momenti di confronto che avremo, anche qua dentro, lo ribadisco così come ho fatto ad agosto con l’invio della prima bozza, saranno momenti che, per quanto mi riguarda, non considererò solo formali, ma anche sostanziali nella misura nella quale faranno emergere proposte e idee che andremo poi a condividere con gli attori del Patto per il lavoro e per il clima per tradurle magari in ulteriori azioni da mettere in campo. C’è grande disponibilità in questo senso.

Noi non siamo alla ricerca di una medaglia della semplificazione da metterci al petto. Siamo impegnati nel tentativo di rendere davvero più semplice e agevole la vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese, facendoci carico, però, di un richiamo sempre costante al rispetto di quei principi e quei valori di legalità e al rispetto di quei principi e di quegli obiettivi legati alla tutela dell’ambiente e alla giustizia sociale che sono elementi imprescindibili in qualunque azione l’Emilia-Romagna decida di mettere in campo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Calvano.

A questo punto passiamo alle dichiarazioni di voto sulla risoluzione, la risoluzione che vi dicevo prima, la n. 4102/1, a firma dei consiglieri Rancan e altri.

Ci sono dichiarazioni di voto al riguardo?

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, dichiarazioni di voto e poi la votazione sulla risoluzione perché, come sapete, la comunicazione non si vota.

Prego, consigliere Rancan.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Molto brevemente, intanto perché ho sentito delle parole di qualche consigliere che metteva in dubbio questa risoluzione. Ricordo che i passaggi in Commissione, i passaggi che possono dare dibattito si chiamano democrazia. Quindi, penso semplicemente a questo punto. Poi faccio una riflessione anche su ciò che ha detto la consigliera Piccinini, che probabilmente non ha colto le mie parole. Le mie erano un plauso a lei per quello che era stato fatto e forse ha capito completamente il contrario.

Detto questo, ovviamente la Commissione Statuto è una Commissione che mi aspetto possa essere una Commissione di garanzia. Oggi lei ha parlato come se facesse parte di una maggioranza e, quindi, per me questo potrebbe rappresentare un grosso problema.

 

(interruzione)

 

RANCAN: Assolutamente no, ma lei ha parlato così.

Detto questo, la risoluzione che oggi abbiamo presentato cita testualmente, e ve la leggo tanto ho quattro minuti: “si impegna la Giunta a riferire, in sede di Commissione competente, ciascuna delle 11 linee di indirizzo, 78 missioni individuate all’interno del Patto della semplificazione”, quindi significa andare ad approfondire Commissione per Commissione, competenza per competenza, soprattutto per dare la possibilità a quei consiglieri che si occupano di determinati temi nel dettaglio di poter approfondire modalità e tempistiche. “A concordare con l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea e con la Conferenza dei presidenti di Gruppo la calendarizzazione degli atti necessari a dare attuazione agli impegni assunti attraverso il Patto della semplificazione”. Qui, in sostanza, cosa si dice? Diamoci dei termini, creiamo un gruppo di lavoro per dare delle scadenze precise a ciò che vogliamo fare per semplificare.

“A definire, congiuntamente all’Ufficio di Presidenza e dell’Assemblea della Conferenza dei presidenti di Gruppo, le modalità attraverso le quali coinvolgere una rappresentanza dell’Assemblea all’interno dei gruppi tecnici”. Questo significa che, per esempio, anche sul tavolo per il Patto per il lavoro mi piacerebbe che ci potesse essere un membro della maggioranza e un membro dell’opposizione, e non solamente la Giunta.

“Ad individuare congiuntamente le forme con le quali l’Assemblea stessa dovrà verificare lo stato di attuazione delle misure oggetto del Patto della semplificazione”, quindi anche qui si tratta solamente di coinvolgimento. Noi non chiediamo cose fantasmagoriche, apprendiamo che questa risoluzione verrà bocciata, poi mi spiegherete anche il motivo perché in realtà non chiediamo niente di strano. Il motivo che io rilevo nella bocciatura di una risoluzione di questo tipo è il fatto che si voglia tenere tutto in capo alla Giunta, che il Consiglio e l’Assemblea non vengano coinvolti nei processi decisionali o comunque partecipati per quanto riguarda le prossime scadenze relativamente alla semplificazione in questa Regione, per il fatto che, bocciando questa risoluzione, capiamo che volete tenervi il mazzo in mano.

Detto questo, noi ci comporteremo di conseguenza, magari chiedendo una convocazione delle Commissioni molto più frequentemente, perché si può fare, come succede per l’Aula, magari convocando la Commissione 1 qualche volta in più per fare ottime udienze conoscitive, che servono sempre per ampliare il dibattito e per entrare nel merito.

Sicuramente questo sarà il nostro modo di lavorare, perché noi vogliamo essere coinvolti e, se non ci coinvolgete voi, troveremo il modo di far sì che sicuramente l’Aula possa essere coinvolta. Questo a tutela di tutti, perché questo lavoro che stiamo facendo come Lega - voglio essere chiaro - non è un lavoro che deve tutelare solo la Lega, solo il Centrodestra o solo l’opposizione, è un lavoro che tutela anche i consiglieri di maggioranza, è un lavoro che può permettere ai consiglieri di maggioranza di essere anche loro più partecipi di ciò che fa la Giunta, perché sappiamo bene che molte volte la Giunta in autonomia, essendo l’organo esecutivo, può prendere delle linee, ma noi pensiamo che sia giusto che tutti possano essere coinvolti, maggioranza e opposizione, tutto il Consiglio.

Quindi, è vero che questa risoluzione è targata Lega, ma noi questo lavoro lo stiamo facendo per tutti. E ci stupisce che, da una parte, dalla maggioranza venga detto “no, voi non sarete coinvolti” e, dall’altra parte, automaticamente i consiglieri di maggioranza dicano “no, noi non vogliamo essere coinvolti”, e rimandano completamente tutto alla Giunta.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Rancan.

Altri in dichiarazione di voto sulla risoluzione? Prego, consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Molto velocemente, visto che vengo tirata in ballo di nuovo dal collega Rancan. Pensavo di essere stata chiara. Ci tengo a ribadire un concetto. Io quella Commissione l’ho convocata, uno, perché mi sembrava opportuno non esaurire i lavori qua, quindi avere un momento prima. È corretto quello che diceva l’assessore Calvano: la sottoscritta è da un po’ di tempo che chiede di avere un appuntamento di approfondimento, che c’è stato ieri. L’ho fatto per tutte le forze politiche. Per tutte.

Quindi, l’accusa che mi viene rivolta credo sia veramente infondata.

Dopodiché, io sono, come dicevamo prima, monogruppo. Non è che ogni volta mi posso togliere la giacchetta quando parlo da presidente di Commissione per manifestare il fatto che in un caso parlo da presidente di Commissione e nell’altro parlo da Movimento 5 Stelle. Chiaramente, sono una persona sola. Oggi il dibattito è politico. Una chiosa me la consentirete, come presidente di Commissione. E poi il dibattito lo faccio come Movimento 5 Stelle. Però credo davvero che si possa riconoscere, come è stato detto da più parti, che la Commissione l’ho voluta io e ho insistito per averla.

Ringrazio anche l’assessore Calvano, che, quando c’è stata l’occasione, non si è tirato indietro, anche cercando di aggiustare la propria agenda, che sicuramente era abbastanza piena.

Rimando al mittente le accuse e ribadisco la disponibilità, se ci saranno occasioni, a proseguire in questo percorso.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Piccinini.

Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, signor presidente.

Poche parole, solo per annunciare il voto a favore di Fratelli d’Italia rispetto alla risoluzione in oggetto, che mi sembra, onestamente, una risoluzione di assoluto buonsenso, che prova a portare la centralità dell’Assemblea nel corso di un processo importante, quale quello previsto per quanto riguarda la semplificazione, di cui abbiamo discusso questa mattina.

Condivido le parole del consigliere Rancan quando dice: signori, qua non stiamo chiedendo di esautorare qualcuno per poter “incidere” meglio. Stiamo semplicemente cercando di porre l’Assemblea legislativa nel suo complesso, quindi anche con le forze di maggioranza, che evidentemente e legittimamente hanno numericamente più peso in quest’Aula, ma che possono dire la loro, possono controllare determinati processi, possono essere coinvolti e non subire, il verbo utilizzato non lo utilizzo a caso, subire le decisioni della Giunta.

Quindi, credo che ogni consigliere anche di maggioranza… Io vi invito ancora a leggere quello che c’è scritto in questa risoluzione perché credo che sia evidentemente a garanzia di tutti.

Non entro sulla polemica delle giacche perché qua, tra opposizione e maggioranza, credo che ai vari livelli tutti quanti, tranne Fratelli d’Italia, indossino giacche diverse. Quindi, viviamo una stagione di frequenti cambi d’armadio. Noi siamo convinti e contenti di poterci vestire sempre uguali perché è il modo migliore per guardarci allo specchio la mattina. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Mi corre l’obbligo di rasserenare e tranquillizzare i colleghi di opposizione rispetto alle loro preoccupazioni in ordine ai pericoli che corrono i consiglieri e i Gruppi di maggioranza nell’essere proni ai voleri della Giunta. Sappiamo difenderci da soli. Cogliamo bene la preoccupazione. Vi ringraziamo, però, quando il collega Rancan dice che lavora anche per noi, io lo volevo rasserenare. Non si preoccupi, ecco, ce la facciamo anche da soli. L’aiuto è sempre utile, però in questo caso mi sento di poterlo rasserenare.

Detto questo…

 

(interruzione del consigliere Rancan)

 

TARUFFI: No, era per tranquillità. Non vorrei che il collega Rancan si preoccupasse troppo.

Detto questo, io penso invece che il lavoro che è stato fatto sia dalla Giunta nei tempi, nei modi e nelle forme e poi dal consigliere, dall’assessore, scusate il lapsus, Calvano… Mi dividono alcune valutazioni alle volte di carattere generale, però non si può non riconoscere all’assessore Calvano tra i membri di questa Giunta, e mi viene da dire forse, pensando alla scorsa legislatura, anche tra i membri della precedente Giunta, non si può certo non riconoscere all’assessore Calvano disponibilità, nelle sedi formali e informali, di discussione e approfondimento su qualunque tema di cui ha competenza, sul quale risponde in Aula e in Commissione, non credo che possa essere adombrato alcun tipo di dubbio su questo, né – ripeto - sui tempi, né sulle forme, né sulle modalità.

Il programma è stato inoltrato, come è stato detto, ai primi di agosto, c’è stato il lavoro in Commissione, non credo che possa essere affrontato questo tema adducendo dubbi e perplessità sulla forma. Sul merito credo che il dibattito sia stato esaustivo, sia oggi durante l’informativa in Aula, che ieri, nel corso della Commissione presieduta dalla collega Piccinini. Questo per dire che alla fine, per le ragioni che ho detto e soprattutto per il merito del lavoro che è stato fatto, annuncio il voto contrario del nostro Gruppo alla risoluzione della Lega.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Costi, prego.

 

COSTI: Grazie, presidente.

Solo per ribadire il nostro voto contrario alla risoluzione e per dire che io ho ascoltato attentamente ieri la collega Catellani in Commissione, sono stata anche molto attenta, ho letto attentamente la risoluzione che è stata presentata oggi. Credo che siamo in un’Assemblea legislativa, Assemblea e Giunta hanno compiti molto diversi, la legge ci dice cosa ci compete, abbiamo i Regolamenti, abbiamo organizzato tutto per sapere cosa competa ad un organo, cosa competa ad un altro. Come Partito Democratico, come Gruppo siamo sempre molto attenti alle discussioni che vengono fatte con la Giunta, così come al confronto anche con i nostri colleghi della minoranza, oltre che della maggioranza.

Crediamo che il lavoro che è stato fatto dall’assessore Calvano, e lo ringrazio e credo che sia ingeneroso richiamare sempre che manca il presidente, perché credo che sia giusto riconoscere anche le deleghe che vengono assegnate agli assessori e che in modo molto corretto vengono portate avanti, io rispetto la vostra opinione, non dico di aver ragione, io dico semplicemente che credo che sia un lavoro molto importante e che le cose che sono state chieste all’interno della vostra risoluzione in parte credo non competano all’Assemblea, per alcune parti; per le altre parti sono già oggi tutte possibili e fattibili. Credo anche che il percorso che è stato fatto fino ad oggi lo abbia dimostrato.

Dopodiché, l’ho già detto nell’intervento precedente, noi apprezziamo moltissimo il lavoro che è stato fatto. Quello che noi oggi chiediamo è di accelerare immediatamente, in modo tale da poter essere investiti come Assemblea o per singole norme, ma soprattutto, semmai, per sessioni di semplificazione, come nel documento è stato scritto. Eserciteremo nelle Commissioni e in Assemblea, vi assicuro, il nostro ruolo fino in fondo, come lo abbiamo esercitato fino adesso.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Costi.

Consigliera Catellani, prego.

 

CATELLANI: Grazie, presidente.

Intervengo per fatto personale. Sono stata citata dalla collega Costi.

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Petitti): Prego, consigliera Catellani.

 

CATELLANI: Grazie della gentilezza, presidente.

 

(interruzioni)

 

CATELLANI: Infatti.

Ringrazio ancora l’assessore Calvano perché, obiettivamente, ha portato questa informativa e ci ha dato, effettivamente, una serie di strumenti e di mezzi per poter dibattere.

Ammettiamo che la Lega, che ha ricevuto il 5 agosto l’informativa sul Patto per il clima, non sia intervenuta e, sbagliando, non sia intervenuta perché, visto che sul Patto per il lavoro e per il clima le versioni sono state mille, e siamo arrivati all’ultima quando erano cambiate tanto, abbiamo atteso che arrivasse la versione finale. Sbagliando, perché probabilmente potevamo anche noi intervenire.

La cosa che, però, ci stupisce e che dal momento in cui, così come mi è parso di capire anche dalle parole dell’assessore Calvano, tanti colleghi, invece, hanno portato le loro idee sul Patto per la semplificazione medio tempore, cioè da agosto a ottobre, la cosa che ci stupisce è che proprio quei colleghi lì, che sono intervenuti portando il loro apporto al Patto per la semplificazione, valutando la complessità del Patto, valutando quante...

 

PRESIDENTE (Petitti): Va bene, consigliera Catellani. L’ho lasciata parlare. Va circoscritto, lo sa bene, il fatto personale...

 

CATELLANI: Sì. Stringo.

Valutando quante sono le materie toccate, mi meraviglio che loro stessi non abbiano preteso, non tanto il presidente della Commissione I, ma di tutte le Commissioni, tutti i colleghi abbiano preteso che il Patto passasse veramente in tutte le Commissioni.

 

PRESIDENTE (Petitti): Altri in dichiarazione di voto? Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

Di dichiarazione di voto io ne farò una. Non ho capito di preciso perché questa sarebbe stata una dichiarazione in base all’essere stata tirata in ballo. È stata citata la consigliera, ma non è stato sicuramente né travisato quello che aveva cercato di dire né tantomeno offesa o altro. Quindi, non si capisce come mai alla Lega siano concesse più dichiarazioni di voto.

Ne farò una. Credo che l’assessore sia stato molto chiaro nei passaggi. In Commissione penso che tutto si sia verificato esattamente come doveva essere. Noi consiglieri siamo stati coinvolti. Quindi, onestamente, trovo sia la risoluzione che la polemica portata avanti all’interno dell’aula un po’ stucchevole.

Voteremo contro convintamente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Altre dichiarazioni di voto? Non abbiamo altri in dichiarazione di voto.

A questo punto mettiamo in votazione la risoluzione 4102/1.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Prego, consigliere Taruffi. In merito alla votazione? Prego. Va bene, aggiungiamo un voto contrario ai voti pervenuti.

 

Votanti 42

Contrari 24

Favorevoli 18

 

È respinta.

 

Altri vogliono parlare? Consigliere Gerace, prego.

 

GERACE: Volevo aggiungere il mio voto contrario perché non sono riuscito a votare.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto.

Consigliere Bulbi? Altrettanto. Quindi, c’è stato un problema con l’App.

Benissimo, aggiungiamo questi voti, grazie.

A questo punto, sono le ore 13, chiudiamo la seduta antimeridiana e ci vediamo alle ore 14,30.

Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 13,00

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO; Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI; Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI; Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Pasquale GERACE; Giulia GIBERTONI, Marco LISEI; Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI; Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI; Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

Il Presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Mauro FELICORI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Alessio MAMMI, e la consigliera Ottavia SONCINI.

 

Votazione elettronica

 

 

OGGETTO 4128

Risoluzione collegata all'oggetto assembleare n. 4102 recante: "Comunicazione del Presidente della Giunta ai sensi dell'art. 76 del Regolamento dell'Assemblea su: "Patto per la semplificazione"". A firma dei Consiglieri: Rancan, Bargi, Bergamini, Catellani, Delmonte, Facci, Liverani, Marchetti Daniele, Montevecchi, Occhi, Pelloni, Pompignoli, Rainieri, Stragliati

 

 

Titolo:4102/1 – (ogg. 4128) votazione risoluzione

 

Presenti al voto: 45

Favorevoli/Si: 18

Contrari/No: 26

Non votanti: 1

Assenti: 5

 

 

Favorevoli/Si

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Gibertoni Giulia; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo


Contrari/No

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Caliandro Stefano; Costi  Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Tarasconi Katia; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Taruffi Igor; Gerace Pasquale; Bulbi Massimo


Non votanti

Petitti Emma


Assenti


Bonaccini Stefano; Costa Andrea; Lisei Marco; Occhi Emiliano; Soncini Ottavia

 

 

 

Comunicazione ai sensi dell’art.68 del Regolamento Interno

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

PETIZIONE

 

4068 - Petizione popolare per chiedere di inserire il comune di Alto Reno Terme nell'area protetta del Parco regionale del "Corno alle Scale". (Delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 49 del 14 10 21)

 

INTERROGAZIONI

 

4060 - Interrogazione a risposta scritta circa i disservizi sulla tratta ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla e le azioni necessarie per giungere alla loro risoluzione. A firma del Consigliere: Lisei

 

4062 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quante tonnellate di piombo vengano annualmente riversate nell'ambiente del territorio regionale tramite le munizioni utilizzate per la caccia.              A firma della Consigliera: Gibertoni

 

4063 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da adottare per rendere obbligatorio il Green Pass per gli ospiti e per i visitatori dei Centri diurni per disabili ed anziani, al fine di garantirne la frequenza in completa sicurezza. A firma della Consigliera: Bondavalli

 

4064 - Interrogazione a risposta scritta sulla possibilità di ottenere in formato cartaceo i referti digitali degli esami di laboratorio. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4065 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai disagi che potrebbero verificarsi, a partire dal 15 ottobre 2021, in particolare nel trasporto pubblico locale e nelle prenotazioni dei tamponi in farmacia. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4066 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la concessione di un'area demaniale lungo il fiume Reno per il taglio e la gestione della vegetazione ripariale per finalità di sicurezza idraulica. A firma della Consigliera: Zamboni

 

4069 - Interrogazione a risposta scritta circa la riapertura del Punto nascita di Alto Reno Terme. A firma del Consigliere: Lisei

 

4070 - Interrogazione a risposta scritta sulla possibilità di trovare soluzioni alternative alla soppressione degli scoiattoli grigi catturati. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Bergamini, Pelloni

 

4072 - Interrogazione a risposta scritta circa le soluzioni da adottare affinché ai docenti con contratti a tempo determinato e per supplenze brevi e saltuarie siano erogate le retribuzioni mensili nei tempi dovuti. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4073 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle misure da adottare per garantire l'eradicazione dello scoiattolo grigio usando metodi non cruenti. A firma della Consigliera: Piccinini

 

4075 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai problemi di collegamento alla rete idrica per i residenti della zona Val Di Zena (via Cà di Lavacchio), nel comune di Pianoro (BO). A firma del Consigliere: Lisei

 

4076 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla manifestazione contro il Green Pass svoltasi a Bologna il 15 ottobre 2021 e alla necessità di garantire ai cittadini i diritti costituzionali fondamentali. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

4077 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa il fenomeno del bracconaggio in Emilia-Romagna, in particolare lungo la costa adriatica nelle province di Ravenna e Ferrara. A firma della Consigliera: Zamboni

 

4078 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa il funzionamento del Sistema di informazione radiologica (RIS) all'ospedale Bufalini di Cesena. A firma del Consigliere: Pompignoli

 

4079 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la carenza di medici di base nei comuni della Valle del Tramazzo (FC). A firma del Consigliere: Pompignoli

 

4080 - Interrogazione a risposta scritta circa le difficoltà di prenotazione delle prestazioni sanitarie, con particolare riferimento alla situazione presente a Imola (BO). A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

4081 - Interrogazione a risposta scritta circa la proposta di revisione del catasto. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4082 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di adottare forme di tutela dei corrieri (c.d. "driver") che operano nel settore della logistica, con particolare riferimento alla situazione presente nella società Amazon. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4083 - Interrogazione a risposta scritta sulla necessità di rafforzare le politiche e gli interventi finalizzati alla prevenzione, alla formazione, all'informazione e alla responsabilizzazione in materia di sicurezza sul lavoro. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4084 - Interrogazione a risposta scritta circa l'avanzamento del progetto delle barriere soffolte, che dovrebbero essere posizionate sul litorale, per il contenimento delle mareggiate. A firma del Consigliere: Bergamini

 

4086 - Interrogazione a risposta scritta circa il diritto costituzionalmente tutelato di manifestare liberamente i propri convincimenti, senza che gli stessi siano oggetto di scelte repressive. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

4087 - Interrogazione a risposta scritta sul fabbisogno di medici di base e sul numero di cittadini sprovvisti del medico di famiglia sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4088 - Interrogazione a risposta scritta circa la disponibilità delle sale blu per utenti disabili nelle stazioni ferroviarie, per garantire la salita/discesa a/da bordo treno. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

4089 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla conclusione dei lavori e alla conseguente attività di collaudo degli interventi che insistono sulla struttura del Pronto Soccorso di Correggio (RE). A firma dei Consiglieri: Catellani, Delmonte

 

4090 - Interrogazione a risposta scritta circa la carenza di personale medico, con particolare riguardo alle figure degli anestesisti-rianimatori, nell'Azienda Sanitaria di Piacenza. A firma dei Consiglieri: Rancan, Stragliati

 

4091 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibile connotazione provinciale del progetto di variante stradale denominato "Via Emilia Bis". A firma dei Consiglieri: Delmonte, Catellani

 

4092 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle azioni da intraprendere per risolvere i problemi di allacciamento alla rete idrica nella località di Groppo, nel comune di Piozzano (PC). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4093 - Interrogazione a risposta scritta circa i motivi dell'esclusione di una richiesta di effettuare un cambio di alloggio di edilizia residenziale pubblica. A firma del Consigliere: Lisei

 

4094 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato dei lavori di riqualificazione delle Terme di Castrocaro (FC). A firma del Consigliere: Lisei

 

4095 - Interrogazione a risposta scritta circa la necessità di chiarire la definizione di "ristrutturazione", contenuta nel DPR 380/2001, Testo Unico dell'Edilizia. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4096 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai piani di controllo e contenimento della specie Gabbiano reale (Larus Michahellis). A firma della Consigliera: Gibertoni

 

4098 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di sollecitare il Governo e il ministro competente affinché si proceda al riparto regionale delle risorse destinate alle strutture alternative al carcere per le detenute madri con prole. A firma del Consigliere: Amico

 

4099 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità di presentazione della CILA-S specifica per il Superbonus 110% quando l'intervento è misto, ossia si integra con altri lavori che non usufruiscono di tale agevolazione e prevede quindi l'emissione di un titolo edilizio ordinario accanto alla CILA-S. A firma dei Consiglieri: Paruolo, Mori, Costa, Daffada', Zappaterra, Rossi, Rontini, Costi, Pillati, Tarasconi, Bulbi, Sabattini, Gerace

 

4103 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la carenza di personale nelle CRA della provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4104 - Interrogazione a risposta scritta relativa ai criteri di accesso al "bonus una tantum" per le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e le Società sportive dilettantistiche (SSD), in difficoltà a causa dell'emergenza sanitaria Covid-19. A firma dei Consiglieri: Rancan, Montevecchi, Stragliati, Bergamini, Liverani

 

4105 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la ripresa delle attività chirurgiche e degli screening dopo l'emergenza pandemica, in particolare nella provincia di Bologna. A firma della Consigliera: Zamboni

 

4108 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'iter di assegnazione di risorse a Fiere e Congressi. A firma del Consigliere: Costa

 

4109 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la sospensione dell'addizionale regionale all'accisa sul gas naturale. A firma della Consigliera: Castaldini

 

4110 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la gestione delle quarantene, causa Covid-19, in ambito sportivo. A firma della Consigliera: Bondavalli

 

4111 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le attività di controllo che la Regione effettua in ordine alla qualità della formazione professionale per l'avviamento al lavoro. A firma dei Consiglieri: Facci, Rancan

 

4112 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla realizzazione di investimenti diretti alle infrastrutture idriche primarie, utilizzando le risorse del PNRR. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

4113 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito al quadro organizzativo dei servizi di medicina d'emergenza-urgenza in Emilia-Romagna e alle azioni necessarie per garantire la copertura delle risorse professionali necessarie. A firma della Consigliera: Piccinini

 

4114 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'ammodernamento della strada statale n. 64 nel tratto Sasso Marconi-Vergato. A firma del Consigliere: Taruffi

 

RISOLUZIONI

 

4061 - Risoluzione per impegnare la Giunta a individuare modalità volte sostenere i giovani con difficoltà cognitivo-comportamentali nei percorsi di autonomia e crescita, riconoscendo e valorizzando il contributo dato dalle associazioni delle persone disabili e delle loro famiglie. (14 10 21). A firma dei Consiglieri: Amico, Mori, Bondavalli, Soncini, Costa, Caliandro, Mumolo, Gerace, Tarasconi, Sabattini

 

4067 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Governo il perfezionamento della procedura di delega all'utilizzo dell'identità digitale, al fine di evitare disagi agli utenti più deboli. (15 10 21). A firma dei Consiglieri: Piccinini, Sabattini

 

4097 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo affinché la soglia massima delle spese veterinarie da portare in detrazione venga raddoppiata. (21 10 21). A firma del Consigliere: Mastacchi

 

4100 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale alla formazione del personale sanitario e dei punti di pronto soccorso regionali per la prevenzione della chetoacidosi diabetica e alla formazione del personale scolastico per l'inserimento in sicurezza del bambino con diabete a scuola. (21 10 21). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4101 - Risoluzione per impegnare la Giunta a farsi promotrice presso tutte le opportune sedi istituzionali, ed in particolare in sede di Conferenza Stato-Regioni, della necessità di una revisione dell'attuale normativa sul rilascio delle trote per la pesca sportiva, o in alternativa di una sua sospensione, affinché gli allevatori possano adeguare i loro esemplari a quanto attualmente previsto. (21 10 21). A firma dei Consiglieri: Pelloni, Bargi, Rainieri, Pompignoli, Rancan, Montevecchi, Facci, Catellani, Liverani, Delmonte

 

4106 - Risoluzione per impegnare la Giunta affinché la realizzazione della Via Emilia Bis sia contenuta nel prossimo contratto di programma triennale di intervento da sottoscrivere con Anas. A firma dei Consiglieri: Bondavalli, Daffada', Amico

 

4107 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad esprimere ferma opposizione alla revisione del catasto per scongiurare il rischio della cosiddetta tassa patrimoniale. (22 10 21). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

INTERPELLANZE

 

4071 - Interpellanza circa l'inserimento nella legge di bilancio 2022-2024 del finanziamento della tangenziale Nord Ovest (fra il casello dell'A21 e la strada provinciale 10R Padana Inferiore) nell'abitato di Castel San Giovanni (PC). A firma dei Consiglieri: Stragliati, Rancan

 

4074 - Interpellanza circa l'opportunità di consentire ai pazienti affetti da Malattia di Pompe di praticare presso il proprio domicilio le necessarie cure salva vita. A firma del Consigliere: Pelloni

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.

 

3780 - Interrogazione a risposta scritta circa la decisione del Comune di Piacenza di annullare l'iniziativa culturale presso il Centro di aggregazione Polivalente di Spazio 4. A firma del Consigliere: Amico

 

3782 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per modificare il calendario della caccia al colombaccio. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3792 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative che la Regione intende mettere in campo a sostegno delle comunità colpite dall'eccezionale ondata di maltempo di lunedì 26 luglio. A firma dei Consiglieri: Costa, Mori, Gerace, Daffada', Zappaterra, Caliandro, Maletti, Costi, Rontini, Bulbi, Tarasconi, Mumolo, Montalti, Sabattini, Fabbri

 

3797 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità di accesso allo SPID con OTP (one time password), tramite SMS, per coloro che non siano in possesso di smartphone. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3799 - Interrogazione a risposta scritta circa l'avanzamento dei lavori di riqualificazione del tratto stradale compreso tra viale Pepoli e la rotonda Bernardini, a Bologna. A firma del Consigliere: Castaldini

 

3801 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai termini stabiliti per la segnalazione dei danni arrecati al patrimonio dei privati dall'eccezionale ondata di maltempo del 26 luglio scorso. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3807 - Interrogazione a risposta scritta circa modalità e tempistiche di svolgimento degli esami per l'abilitazione alla ricerca e alla raccolta dei tartufi e circa le azioni da porre in essere a sostegno di questa attività. A firma dei Consiglieri: Rancan, Bargi, Catellani, Delmonte, Facci, Liverani, Montevecchi, Rainieri

 

3811 - Interrogazione a risposta scritta per chiedere precisazioni in merito all'aggiornamento del Prezziario Regionale dei Lavori Pubblici. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3812 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per superare le criticità relative al trasporto pubblico, al fine di garantire, da settembre, una ripresa in sicurezza delle attività scolastiche e lavorative. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3818 - Interrogazione a risposta scritta sulla dotazione della Regione Emilia-Romagna di strumenti di cyber sicurezza, cyber intelligence e antivirus e se, alla luce del gravissimo attacco informatico che sta subendo la Regione Lazio, abbia intenzione di effettuare investimenti nelle tecnologie di difesa più avanzate. A firma dei Consiglieri: Barcaiuolo, Lisei

 

3820 - Interrogazione a risposta scritta circa la modifica della quantità giornaliera di raccolta del tartufo nero e l'istituzione di un numero unico per la vigilanza. A firma dei Consiglieri: Rancan, Bargi, Catellani, Liverani, Rainieri, Delmonte, Montevecchi, Facci, Pompignoli

 

3821 - Interrogazione a risposta scritta in merito agli errori generati dal sistema dell'Hub vaccinale Casa del Teatro di Montecchio Emilia (RE) per il rilascio del Green Pass e per allineare i sistemi sul territorio dell'Ausl di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Delmonte

 

3822 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per consentire ai cittadini emiliano-romagnoli di effettuare tamponi gratuiti su tutto il territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Montevecchi, Catellani, Occhi, Bergamini, Pelloni, Stragliati, Marchetti Daniele, Liverani, Facci, Bargi, Pompignoli, Rainieri, Rancan

 

3823 - Interrogazione a risposta scritta circa azioni per la tutela dei caprioli e in particolare di quelli presenti dentro l'area dell'aeroporto di Rimini. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3824 - Interrogazione a risposta scritta circa il coordinamento delle azioni per il diritto d'accesso alle strutture sanitarie delle persone anziane malate e non autosufficienti. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3827 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per far fronte alla carenza di medici di base nella provincia di Modena e nell'intero territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Pelloni, Occhi, Bergamini, Pompignoli, Delmonte, Bargi, Catellani, Liverani, Montevecchi, Marchetti Daniele, Stragliati, Facci, Rainieri, Rancan

 

3832 - Interrogazione a risposta scritta circa le problematiche derivanti dall'attività di un'azienda di ceramica sita a Mordano (BO). A firma della Consigliera: Piccinini

 

3835 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione degli enti gestori delle strutture socio-sanitarie alla luce degli effetti derivati dalla pandemia da Covid-19. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3836 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato dei lavori per il completamento dell'asse autostradale Ti-Bre, con particolare riferimento al tratto di competenza regionale. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3837 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità di calcolo delle maggiorazioni delle tariffe di accesso alla rete autostradale da parte dei diversi gestori. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3838 - Interrogazione a risposta scritta circa i dati disponibili relativi alla vaccinazione anti COVID-19 del personale docente scolastico di ogni ordine e grado della regione. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3840 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per aprire un confronto sulla tematica del "fine vita". A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3843 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per efficientare le linee ferroviarie, scongiurando interruzioni nelle tratte e relativi disagi per i passeggeri. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3845 - Interrogazione a risposta scritta circa i disagi registrati nella giornata del 14 agosto ai danni dei passeggeri della linea ferroviaria Bologna-Rimini, con particolare riguardo a quanto accaduto sul treno Ancona-Piacenza. A firma dei Consiglieri: Occhi, Catellani, Rainieri, Pompignoli, Pelloni, Facci, Delmonte

 

3848 - Interrogazione a risposta scritta circa le motivazioni che hanno portato Terme di Salsomaggiore e Tabiano Spa a non aderire alla convenzione tra Trenitalia e Federterme. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

 

3849 - Interrogazione a risposta scritta circa il contrasto dell'abbandono nell'ambiente di mozziconi di sigarette, prodotti da fumo e rifiuti di piccole e piccolissime dimensioni. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3851 - Interrogazione a risposta scritta circa il trattamento retributivo, così come previsto per i dipendenti di istituti e imprese di vigilanza dall'art.109 del CCNL, per i lavoratori addetti ai servizi di vigilanza e portierato presso le sedi della Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Lisei

 

3856 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza di un carico di grano, non conforme alla normativa vigente in materia di sicurezza alimentare, sbarcato e stoccato presso il porto di Ravenna. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3858 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni che è possibile attuare affinché il reato di ecocidio sia riconosciuto tra i reati perseguibili dalla Corte Penale Internazionale. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3860 - Interrogazione a risposta scritta circa le dinamiche sull'economia e l'impatto a carico delle famiglie derivante dall'aumento dei prezzi. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3861 - Interrogazione a risposta scritta circa l'obbligo del certificato verde per gli accompagnatori di pazienti presso le strutture di degenza ospedaliera e pronti soccorso. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3862 - Interrogazione a risposta scritta circa gli esiti della gara per l'affidamento della gestione del nuovo gattile di Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3863 - Interrogazione a risposta scritta circa il bando 2021 per la concessione di contributi alle imprese dell'informazione locale e le campagne di comunicazione sulla pandemia da COVID-19. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3868 - Interrogazione a risposta scritta circa il rilascio della certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV2. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3870 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza, in vista della riapertura delle scuole, di un piano per lo screening che preveda anche l'utilizzo dei test salivari per il COVID-19. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni, Bergamini

 

3873 - Interrogazione a risposta scritta circa le notizie riguardanti la presunta violazione di provvedimenti di quarantena da parte di alcuni ospiti di una struttura per richiedenti asilo di Imola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3874 - Interrogazione a risposta scritta circa i contributi erogati a sostegno dei taxisti e auto a noleggio con conducente (NCC). A firma del Consigliere: Lisei

 

3875 - Interrogazione a risposta scritta circa l'inserimento dei tamponi salivari antigenici quale strumento per il rilascio del Green Pass. A firma dei Consiglieri: Barcaiuolo, Lisei

 

3880 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per l'avvio dell'anno scolastico in condizioni di sicurezza, con particolare riferimento ai trasporti pubblici. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3883 - Interrogazione a risposta scritta circa il rilascio dei Green Pass generati a seguito dell'esito negativo del tampone. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3884 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato delle prenotazioni per prestazioni sanitarie all'interno dell'AUSL di Imola (BO). A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3893 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per fornire un contributo economico a quei soggetti che intendessero dotarsi del sistema "chiusini" per l'abbattimento dei cinghiali e per valutare la possibilità di attivare una sperimentazione a Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3897 - Interrogazione a risposta scritta circa alcune criticità riscontrate nel rilascio degli abbonamenti gratuiti al trasporto pubblico, destinati agli studenti emiliano-romagnoli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3899 - Interrogazione a risposta scritta circa il ritardo nel termine dei lavori del Pronto Soccorso di Correggio (RE). A firma dei Consiglieri: Catellani, Delmonte

 

3902 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere le tempistiche dell'utilizzo dei test salivari antigenici rapidi sul territorio regionale, in particolare nell'ambito della convenzione avviata con le farmacie. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3904 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per ridurre i prezzi di vendita dei tamponi antigenici rapidi. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3905 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni necessarie per velocizzare la pratica di rilascio di Green Pass, dotati di QR code, attestanti l'esito negativo al tampone antigenico rapido. A firma del Consigliere: Lisei

 

3908 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla somministrazione a campione di tamponi antigenici rapidi all'interno delle scuole primarie e secondarie di primo grado. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3910 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla diffusione del Covid-19 all'interno delle Case Residenza Anziani del territorio ferrarese e per conoscere la tempistica della somministrazione della terza dose di vaccino ai loro ospiti ed operatori. A firma del Consigliere: Bergamini

 

3912 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di riconoscere l'abbonamento gratuito per i mezzi pubblici anche agli studenti residenti in Emilia-Romagna iscritti a scuole superiori o istituti tecnici o professionali siti fuori regione. A firma dei Consiglieri: Rossi, Fabbri, Zappaterra, Montalti, Tarasconi, Rontini, Sabattini, Daffada', Bulbi, Costa, Caliandro

 

3915 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere il numero di daini della Pineta di Classe (RA) e del Lido di Volano (FE) destinati ad allevamenti da carne. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3917 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da adottare per correggere le criticità riscontrate nelle procedure informatiche che consentono agli studenti aventi diritto di richiedere l'abbonamento gratuito ai mezzi pubblici per coprire il percorso casa-scuola. A firma dei Consiglieri: Paruolo, Zappaterra, Costi, Pillati, Daffada', Soncini, Sabattini, Tarasconi, Bulbi, Rontini, Fabbri, Montalti

 

3919 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di velocizzare la pratica di rilascio delle corrette certificazioni verdi, alla luce dell'imminente ripresa dell'anno accademico. A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo

 

3935 - Interrogazione a risposta scritta circa l'opportunità di programmare in un unico appuntamento la terza dose di vaccino anti-Covid e la vaccinazione antinfluenzale. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3936 - Interrogazione a risposta scritta circa gli aspetti igienico-sanitari riguardanti la ristorazione ospedaliera, con particolare riguardo a quanto accaduto il 9 settembre durante la distribuzione dei pasti al reparto di Medicina Oncologica del Policlinico di Modena. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3940 - Interrogazione a risposta scritta circa la predisposizione di un vademecum di organizzazione e programmazione delle visite e delle uscite degli ospiti di strutture per anziani o per persone disabili. A firma del Consigliere: Lisei

 

3950 - Interrogazione a risposta scritta circa la necessità di somministrare, quanto prima, la terza dose di vaccino anti-COVID al personale sanitario. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

In data 20 ottobre 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Territorio, Ambiente Mobilità, alle interrogazioni oggetti nn. 3700 - 3887 – 3959

3700 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa lo stato di avanzamento dei lavori per giungere al completamento delle Casse di espansione del Senio e alla loro piena operatività. A firma della Consigliera: Zamboni

 

3887 - Interrogazione a risposta orale in commissione sul progetto di ampliamento e trasformazione in scalo cargo dell'aeroporto di Parma. A firma della Consigliera: Zamboni

 

3959 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la situazione dei passaggi a livello lungo la rete ferroviaria dell'Emilia-Romagna e le misure da adottare per giungere al loro completo superamento. A firma della Consigliera: Piccinini

 

In data 20 ottobre 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali, alle interrogazioni oggetti nn. 3877 - 3922

 

3877 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa le azioni da porre in essere per aumentare il numero di accessi che gli utenti di Lepida ID possono effettuare attraverso la ricezione di una OTP via SMS, in considerazione della possibilità di accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico tramite credenziali SPID. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3922 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa le azioni da porre in essere per il potenziamento dell'operatività dei nuclei cinofili antidroga. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Pompignoli, Delmonte, Rancan, Facci, Occhi, Catellani, Marchetti Daniele, Stragliati, Bargi, Pelloni, Bergamini, Montevecchi, Liverani

 

La Giunta regionale, ai sensi dell’art. 118 comma 1 del Regolamento interno, non intende rispondere alle interrogazioni sotto riportate ritenendone il contenuto estraneo ai propri compiti d’istituto:

 

4014 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai tempi di attesa per il rilascio e il rinnovo dei documenti di identità presso gli uffici del Comune di Parma e al ripristino del servizio di ricezione delle denunce di smarrimento e furto di questi documenti da parte della polizia locale di Parma. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

 

4076 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla manifestazione contro il Green Pass svoltasi a Bologna il 15 ottobre 2021 e alla necessità di garantire ai cittadini i diritti costituzionali fondamentali. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

4081 - Interrogazione a risposta scritta circa la proposta di revisione del catasto. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4086 - Interrogazione a risposta scritta circa il diritto costituzionalmente tutelato di manifestare liberamente i propri convincimenti, senza che gli stessi siano oggetto di scelte repressive. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno n. prot. NP/2021/2855 del 25/10/2021)

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Petitti

Bergamini - Montalti