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124.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 2 FEBBRAIO 2022

 

(POMERIDIANA)

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

Appello dei consiglieri

PRESIDENTE (Petitti)

 

OGGETTO 4255

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Adozione del Programma Regionale FSE+ dell'Emilia-Romagna 2021-2027 in attuazione del REG.(CE) n. 1060/2021". (69)

(Discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 4255/1/2/3/4/5/6 oggetti 4660 - 4661 - 4662 - 4663 - 4664 - 4665 - Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 4255/7 oggetto 4666 - Discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Petitti)

MARCHETTI Daniele (Lega)

MONTEVECCHI (Lega)

FACCI (Lega)

ZAPPATERRA (PD)

 

OGGETTO 4021

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Proposta, ai sensi dell'art. 28 comma 4 lett. c) dello Statuto regionale, d'istituzione della Zona Logistica Semplificata dell'Emilia-Romagna, corredata dal Piano di Sviluppo Strategico, ai fini della presentazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'art. 1, comma 63, della L. n. 205/2017". (70)

(Discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 4021/1/2/3 oggetti 4667 - 4668 - 4669 - Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

BESSI, relatore della Commissione

RAINIERI, relatore di minoranza

DAFFADÀ (PD)

FABBRI (PD)

TARUFFI (ERCEP)

ZAMBONI (EV)

PICCININI (M5S)

CORSINI, assessore

BESSI (PD)

RAINIERI (Lega)

BARCAIUOLO (FdI)

 

OGGETTO 4311

Parere di conformità, ai sensi dell'art. 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo Schema di "Regolamento per la disciplina dei canoni dovuti alla Regione Emilia-Romagna per l'occupazione delle aree coinvolte dagli attraversamenti e dai parallelismi di linee ferroviarie di proprietà regionale, affidate in concessione al gestore dell'infrastruttura ferroviaria regionale". (71)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

CORSINI, assessore

SABATTINI (PD)

TARUFFI (ERCEP)

PRESIDENTE (Petitti)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 4660 - 4661 - 4662 - 4663 - 4664 - 4665 - 4666 - 4255 - 4667 - 4668 -4669 - 4021 - 4311

Comunicazione ai sensi dell’art. 69 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,55

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 124 del 2 febbraio 2022.

Hanno giustificato la propria assenza le consigliere Catellani e Rossi e gli assessori Lori, Mammi e Salomoni.

 

Appello dei consiglieri

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’appello dei presenti.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BARGI Stefano
  3. BERGAMINI Fabio
  4. BESSI Gianni
  5. BONACCINI Stefano
  6. BONDAVALLI Stefania
  7. BULBI Massimo
  8. CALIANDRO Stefano
  9. CASTALDINI Valentina
  10. COSTA Andrea
  11. COSTI Palma
  12. DAFFADÀ Matteo
  13. DELMONTE Gabriele
  14. FABBRI Marco
  15. FACCI Michele
  16. FELICORI Mauro
  17. GERACE Pasquale
  18. GIBERTONI Giulia
  19. LIVERANI Andrea
  20. MALETTI Francesca
  21. MARCHETTI Daniele
  22. MARCHETTI Francesca
  23. MASTACCHI Marco
  24. MONTALTI Lia
  25. MONTEVECCHI Matteo
  26. MORI Roberta
  27. MUMOLO Antonio
  28. OCCHI Emiliano
  29. PARUOLO Giuseppe
  30. PELLONI Simone
  31. PETITTI Emma
  32. PICCININI Silvia
  33. PIGONI Giulia
  34. PILLATI Marilena
  35. POMPIGNOLI Massimiliano
  36. RONTINI Manuela
  37. SABATTINI Luca
  38. SONCINI Ottavia
  39. STRAGLIATI Valentina
  40. TARASCONI Katia
  41. TARUFFI Igor
  42. ZAMBONI Silvia
  43. ZAPPATERRA Marcella

 

 

OGGETTO 4255

Proposta d’iniziativa Giunta recante: “Adozione del Programma Regionale FSE+ dell’Emilia-Romagna 2021-2027 in attuazione del REG. (CE) n. 1060/2021”. (69)

(Discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 4255/1/2/3/4/5/6 oggetti 4660 - 4661 - 4662 - 4663 - 4664 - 4665 - Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 4255/7 oggetto 4666 Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Riprendiamo i nostri lavori dal seguente oggetto, l’oggetto 4255: proposta d’iniziativa della Giunta recante l’adozione del Programma regionale Fondo sociale europeo dell’Emilia-Romagna 2021-2027 in attuazione del Regolamento n. 1060/2021.

Ricordo che la Commissione Politiche economiche ha espresso parere favorevole nella seduta del 25 gennaio 2022 con la seguente votazione: 29 voti a favore, nessun contrario e 16 astenuti, apportando anche modifiche al testo.

Il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole.

Ricordo che sono stati presentati sette ordini del giorno, uno a firma del consigliere Pompignoli, uno a firma del consigliere Daniele Marchetti, uno a firma dei consiglieri Catellani, Montevecchi, Pompignoli, uno a firma della consigliera Zamboni, uno a firma del consigliere Facci, uno a firma della consigliera Castaldini e infine uno a firma dei consiglieri Montevecchi, Catellani e Pompignoli.

Partiamo dalla discussione generale sul provvedimento.

Chi si iscrive a parlare? Non ho nessuno iscritto a parlare in dibattito generale... Consiglieri Daniele Marchetti e Montevecchi Matteo.

Prego, consigliere Marchetti. Poi passo la parola al consigliere Montevecchi. Prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Interverrò senza portar via tantissimo tempo, anche perché è già stato detto tanto anche dai colleghi che mi hanno preceduto, in particolare durante la discussione del punto precedente.

Tengo comunque a fare un passaggio per quanto riguarda il Fondo sociale europeo, perché è un documento assolutamente importante e soprattutto perché, prima del silenzio che è piombato su questo atto per poi vederlo arrivare oggi qui, in Assemblea, e precedentemente nella Commissione referente praticamente blindato, ricordo che ci fu mesi fa un’informativa tenuta, se non ricordo male, con una Commissione congiunta, alla quale parteciparono anche i commissari della Commissione 4, ovvero quella che ha la delega anche al sociale, per ovvie motivazioni.

Ricordo che in quella sede proprio noi della Lega aprimmo una riflessione, che rivolgemmo ovviamente alla vicepresidente Schlein lì presente. Chiedemmo di fatto di cercare di integrare maggiormente, cosa che non fu mai fatta e non è mai stata fatta in Regione Emilia-Romagna, il Fondo sociale regionale con quello europeo.

Questo perché? Perché, a nostro avviso, questa operazione avrebbe permesso di liberare risorse proprie della Regione, magari da investire in altri settori, e riporto il caso magari di aziende in difficoltà, di vari incentivi da dare, aiuti di ogni tipo, visto che, ad oggi, la situazione non è ancora migliorata. In quell’occasione arrivò un po’ a sorpresa, positivamente, l’apertura della vicepresidente Schlein, che disse che, soprattutto per quanto riguarda le risorse legate all’inclusione sociale contenute nel pacchetto del Fondo sociale europeo, un’operazione di questo tipo poteva, comunque, trovare uno sbocco concreto per quanto riguarda le azioni che avevamo proposto. Si dà il caso, però, che, leggendo il documento oggi in esame in aula, sinceramente questa integrazione tra il Fondo sociale regionale e il Fondo sociale europeo non la vedo assolutamente, non c’è una minima traccia.

A questo punto, quindi, credo che una riflessione sia da aprire, perché hanno fatto bene i colleghi che mi hanno preceduto a ricordare che, di fatto, ci troviamo di fronte ad una discussione su un pacchetto preconfezionato, chiuso, senza la possibilità di discuterne, che soprattutto risponde a logiche che abbiamo già visto e che, a nostro avviso, sarebbe stato opportuno revisionare, in modo da soddisfare le esigenze che oggi il nostro tessuto sociale ed economico richiede.

Sta di fatto che, al di là di queste considerazioni di carattere più generale, purtroppo devo notare che non c’è stata un’apertura in tal senso, abbiamo comunque presentato degli ordini del giorno. Io mi concentrerò maggiormente, ovviamente, su quello che ho depositato a mia prima firma, che è un ordine del giorno che, in sostanza, andrebbe a chiudere un percorso che abbiamo avviato tempo fa come Assemblea, con delle altre proposte che abbiamo votato praticamente all’unanimità, ed è un percorso che in questo caso specifico è partito con la Nota di aggiornamento al DEFR 2021. Infatti, in quell’occasione abbiamo presentato una proposta, abbiamo inserito un punto obiettivo all’interno di quel documento che prevedeva un’azione concreta per arrivare a cofinanziare corsi di formazione destinati agli operatori socio-sanitari della regione Emilia-Romagna, in particolar modo destinati alle persone che non hanno più un’occupazione. Questo perché? Perché parte da una problematica ben precisa. Sappiamo benissimo tutti che le strutture sanitarie e socio-sanitarie del nostro territorio soffrono, sì, di carenza di medici e infermieri, ce lo siamo detto tantissime volte, ma anche di operatori sociosanitari. Si dà il caso che, comunque, sul nostro territorio regionale ci sono ‒ eccome ‒ numerosi disoccupati, tant’è che, come riportate nel vostro testo del Fondo sociale europeo, si parla di una disoccupazione in crescita. Infatti, riportate il dato del 2020 pari al 5,7 per cento in aumento rispetto al passato.

Purtroppo, però, nonostante questo numero sia in aumento, spesso anche chi magari ha voglia di convertire la propria professionalità guardando a quegli ambiti che richiedono un fabbisogno maggiore, come in questo caso quello degli operatori sociosanitari... Le persone vengono un po’ scoraggiate dall’alto costo dei corsi di formazione. Mi è capitato di parlare con numerose persone, che mi hanno detto: “Sì, io sarei anche intenzionato a guardare in quella direzione, però, quando mi viene proposto un corso di formazione a 1.500, 1.800, 2.000 euro” capite benissimo che chi non ha un’occupazione fa fatica ad intraprendere una strada di questo tipo.

Da qui è nata l’idea di cercare di cofinanziare il più possibile questi corsi di formazione, ovviamente destinati a persone che non hanno più un’occupazione. Questo lo dico a maggior ragione perché nel documento programmatico del Fondo sociale europeo che stiamo discutendo oggi si parla di cercare di mantenere sullo stesso piano il fabbisogno, la richiesta, la domanda che c’è nel nostro territorio per cercare di riconvertire, anche professionalmente, le persone che hanno perso il proprio posto di lavoro, ma nel documento in esame si parla più che altro di filiera, di attività produttive, mentre ‒ come ho spiegato poco fa e come sapete benissimo anche voi ‒ c’è molto bisogno anche in altri settori, come nel sociosanitario.

In questo modo, andremmo a dare una risposta, un’opportunità in più a chi, purtroppo, ha perso la propria occupazione e, al tempo stesso, andremmo a sanare, a colmare un vuoto che purtroppo c’è. Le strutture sociosanitarie cercano come il pane persone formate proprio in ambito sociosanitario. Purtroppo, ad oggi ce ne sono pochissime.

Quindi, il nostro obiettivo, l’obiettivo di questo ordine del giorno è proprio quello di dar seguito a quell’obiettivo che venne dato con un emendamento presentato alla Nota di aggiornamento del DEFR 2021, trovando un finanziamento grazie a questi fondi legati al sociale europeo. Credo possa essere un obiettivo assolutamente condivisibile, che ricalca un po’ ciò che abbiamo già detto in mattinata, che hanno detto alcuni miei colleghi, ovvero che non basta dire che abbiamo stanziato e stanzieremo milioni e milioni di euro, ma bisognerebbe poi impiegarli nella maniera corretta, soddisfacendo realmente le esigenze che arrivano dal territorio.

Soltanto così si riuscirà a dare una risposta positiva a quel fabbisogno che c’è e a trovare una soluzione alle richieste che arrivano dal territorio, dando così un’occupazione e quindi ridando dignità a tutte quelle persone che oggi purtroppo sono in difficoltà economica.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie a lei, consigliere Marchetti.

Consigliere Montevecchi, prego.

 

MONTEVECCHI: Grazie, presidente.

Intervengo brevemente per illustrare due ordini del giorno, uno sulla coprogettazione e l’altro sulla formazione inerente la salute e la sicurezza sul lavoro. Parto da quello sulla coprogettazione.

Considerato che, per rendere efficacemente praticabile l’ambizioso obiettivo del raggiungimento del miglior risultato occupazionale, minimizzando la durata dei periodi di transizione lavorativa, si rende necessario e non procrastinabile evolvere verso forme di progettazioni partecipate dell’azione formativa, innovando il modello tradizionale e riconducendo la progettualità all’interno delle comunità.

Per garantire incisività e qualità dell’azione formativa, assume sempre più interesse la valorizzazione delle competenze e delle conoscenze del sistema produttivo territoriale rilevante. L’intero processo formativo beneficerebbe di logiche di tipo circolare e iterativo, che portino alla messa a punto progressiva dell’obiettivo, attraverso l’apporto continuativo di tutti i portatori di competenze.

In questo contesto occorrerà valorizzare fattivamente il ruolo e la capacità formativa, in linea con le esigenze e le specifiche tecniche necessarie alle imprese.

Avuto inoltre riguardo a quanto richiamato nel testo del Documento strategico regionale 2021-2027, a pag. 59, quanto alla promozione del successo formativo, che – testualmente si riporta – “per non subire il cambiamento, ma determinarlo, per generare lavoro di qualità e contrastare la precarietà e le disuguaglianze”, impegna la Giunta regionale a promuovere il successo formativo e a rafforzare le iniziative di formazione continua e permanente lungo l’intero arco della vita, da realizzarsi favorendo la partecipazione del tessuto economico-produttivo dei territori, anche attraverso forme di coprogettazione dei contenuti dei percorsi formativi, promuovendo iniziative realmente coordinate tra le stesse e i soggetti attuatori della formazione, affinché la fase di analisi del fabbisogno di prossimità si traduca in interventi formativi efficaci, tempestivi e realmente spendibili sul mercato del lavoro di riferimento.

Passo all’altro ordine del giorno, quello sulla formazione inerente alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Premesso che i drammatici recentissimi e, purtroppo, non isolati fatti di cronaca descrivono un mondo del lavoro in cui ancora oggi si muore, si muore sul lavoro, si muore per lavoro, si muore anche quando paradossalmente non si tratta di rapporti di lavoro, ma di progetti di alternanza scuola-lavoro. Nella nostra regione nel solo mese di ottobre abbiamo registrato sul lavoro il decesso di un lavoratore a Soliera e a pochi giorni di distanza un lavoratore all’Interporto di Bologna. Considerato che si rende necessario portare tempestivamente l’attenzione non solo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle figure di sistema di chi attende e garantisce la sicurezza sul lavoro, ma anche sulla formazione generale e specifica e sulle eventuali carenze della formazione al lavoro e i rischi allo stesso correlati, si rende altresì necessario interrogarsi sulla qualità della formazione erogata nell’ambito della salute e della sicurezza sui posti di lavoro e dei lavoratori e sulla coerenza fra l’azione formativa, il risultato atteso e l’effettivo miglioramento dei comportamenti organizzativi, così spesso alla base di drammatici infortuni sul lavoro e di malattie professionali.

Avuto riguardo al ruolo nevralgico che la Regione Emilia-Romagna svolge nei processi formativi, rendendosi di fatto garante, promotrice e finanziatrice delle azioni formative, con particolare riferimento alla formazione inerente alla salute e alla sicurezza sul lavoro, si impegna la Giunta regionale a promuovere il concreto successo delle azioni formative in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, valorizzando le seguenti azioni: garantire il coinvolgimento del tessuto economico e produttivo anche attraverso forme di coprogettazione dei contenuti dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare, anche se non esclusivo, riferimento alla rilevazione ex ante dei rischi effettivamente e potenzialmente presenti sui luoghi di lavoro, inclusi i rischi interferenti; porre in essere azioni di monitoraggio costante e tempestivo per la verifica dell’efficacia del successo formativo, con utilizzo di indicatori di informazione legati al decremento del numero degli infortuni sul lavoro, alla tipologia degli stessi, alla gravità dei medesimi, alla durata degli infortuni, alla gravità dei postumi stabilizzati, ad indicatori di genere, generazionali, socio-culturali e linguistici, e riferire sulle risultanze dell’attività di monitoraggio in sede di competente Commissione assembleare; infine, verificare, per quanto in argomento, le potenzialità degli strumenti bilaterali e, in particolare, degli organismi paritetici, ex decreto legislativo n. 81/2008.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Montevecchi.

Si è iscritto a parlare il consigliere Facci. Prego, consigliere.

 

FACCI: Grazie. Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì. Prego.

 

FACCI: Provo a mettere le cuffie. Forse...

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì. È sempre meglio con le cuffie.

 

FACCI: Farò un intervento più breve di quello di prima, visto che molte cose, sostanzialmente, similari sono già state dette rispetto a questi fondi strutturali.

Quello che intendo rimarcare come elemento di critica è che, mentre per quanto riguarda la programmazione FESR quantomeno il criterio della disuguaglianza territoriale come criterio di premialità era stato indicato, seppur, a nostro avviso, non in maniera netta e non con l’attenzione che avrebbe meritato, in realtà addirittura questo criterio sparisce, se non per comparire marginalmente in alcuni passaggi. Riteniamo che sia una scelta... La collega Zappaterra è intervenuta in dichiarazione di voto per sottolineare che, in realtà, non era un testo blindato dall’Europa. La blindatura è stata fatta dalla maggioranza rispetto al testo. Quindi, a questo punto, va valutato come precisa scelta politica anche di non dare il giusto... Cioè, non dare rilievo ad alcuni elementi o dare rilievo ad altri.

Nel momento in cui scompare il riferimento alla disuguaglianza territoriale, così esattamente era stato indicato nel FESR... Nell’FSE+, invece, non abbiamo questo criterio indicato in maniera precisa. Lo troviamo semplicemente sotto la forma dello sviluppo territoriale, però senza dare quell’attenzione che, a nostro avviso, meriterebbe.

Qua ci troviamo, ovviamente, a dover considerare come, anche qui, nel valutare queste azioni in materia di occupazione, inclusione sociale, istruzione e formazione, occupazione giovanile non si consideri che i territori sono diversi, ci sono territori sempre più in sofferenza, territori in cui l’occupazione è più difficile che altrove. Nel momento in cui si ritiene ancora che l’elemento premiale debba essere il contrasto alle disuguaglianze di genere (torniamo alle disuguaglianze di genere), credo che qui in qualche modo vada individuata l’assoluta astrattezza di questo manifesto rispetto ai problemi invece concreti che vi sono sul territorio.

Questo porta naturalmente a un giudizio che non può essere positivo rispetto a continuare a ragionare come se nulla fosse accaduto, come se le occupazioni o l’istruzione fossero uguali da una parte e dall’altra del nostro territorio regionale.

Mi limito a questo, perché di fatto rimangono le considerazioni critiche che ho già espresso in precedenza. Io ho presentato a mia prima firma un ordine del giorno legato a questo programma regionale, un ordine del giorno che parte fondamentalmente da una consapevolezza: i dati, come diceva il presidente Bonaccini, non sono né di Destra, né Sinistra, sono dati.

I dati che ci sono rappresentati dagli ultimi rilievi (ho fatto riferimento, ovviamente, ai documenti più recenti. documento sulle nuove povertà della Caritas dell’ottobre del 2021 e agli ultimi dati Istat) ci danno una fotografia (ovviamente una fotografia generale, nazionale, sono perfettamente consapevole di questo) in cui abbiamo un aumento forte di queste cosiddette “nuove povertà”. I fattori ovviamente sono tanti, ma la cosa più preoccupante che ho voluto nell’ordine del giorno richiamare è quella alla congiuntura che inevitabilmente spesso – non sempre, ma spesso – viene a verificarsi tra situazione di povertà e, quindi, impoverimento progressivo di famiglie, di un ceto medio che non ero abituato e pensava forse di non conoscere questa dimensione, congiuntura con la potenziale forma di illegalità, perché naturalmente entrano in campo in questa situazione meccanismi sostanzialmente criminali, illegali, che si inseriscono in queste dinamiche con forme di finanziamento illecito, con meccanismi usurari eccetera. È chiaro che in questo momento diventa particolarmente importante che la vigilanza sia alta e che la vigilanza sia tale da non determinare l’aggravamento di condizioni economiche già precarie.

Ho richiamato una risoluzione del Parlamento europeo – restiamo in tema – recentissima, perché è del dicembre scorso, ovviamente l’ho richiamata a piccoli passi perché effettivamente è molto lunga, questa risoluzione, ma di fatto che cosa dice? È una sorta di richiamo, di attenzione, di preoccupazione che il Parlamento europeo fa rispetto all’utilizzo dei fondi europei da parte degli Stati membri e, proprio per evitare che vi siano infiltrazioni criminali che possano in qualche modo deviare questo utilizzo, tra le varie misure a tutela della corretta gestione del denaro pubblico viene richiamato il Regolamento del 24 giugno 2021, Regolamento del Parlamento europeo, che stabilisce le norme comuni applicabili ai fondi strutturali di investimento europeo, perché è ritenuto ‒ leggo testualmente ‒ “un altro importante elemento per prevenire l’uso improprio dei fondi dell’UE da parte della criminalità organizzata”. Il Parlamento si pone questa preoccupazione proprio sulla base, evidentemente, di tutta una serie di statistiche, ricerche e studi fatti a livello europeo.

Credo sia necessario che anche da parte nostra vi sia questa sorta di attenzione, da tenere più alta rispetto a prima. Non è certamente un “j’accuse” contro nessuno. Voglio, naturalmente, pensare che le operazioni siano sempre state cristalline, ma il punto non è, ovviamente, un problema interno. I problemi sono sempre esterni, che si possono inserire in maniera legale nelle procedure che correttamente le Pubbliche amministrazioni portano avanti.

Questa attenzione il Parlamento la richiama e, in qualche modo, ho ritenuto di dover richiamare questo aspetto, partendo anche dal fatto che l’ultima relazione semestrale della Direzione distrettuale antimafia, ovviamente, ha fotografato la situazione italiana, ma ha fotografato anche una situazione per quanto riguarda la nostra regione. Non siamo immuni da infiltrazioni criminali. Che poi ci sia stata la capacità reattiva da parte dello Stato, da parte delle Istituzioni, da parte degli Enti, questo può anche essere, da parte nostra, apprezzato. Ma il problema esiste.

Questo ordine del giorno si conclude con quattro punti. Riteniamo che, in occasione dell’approvazione del programma, sia per quanto riguarda i fondi FSE+, ma anche, ovviamente, i fondi FESR, vi sia la necessità ‒ ovviamente, dovrà trovare declinazione nel momento in cui verranno attuati, con le varie azioni a seguire ‒ di misure di contrasto contro la tendenza all’impoverimento delle famiglie; supportare le stesse con azioni strutturate di aiuti per i redditi medio-bassi. È necessario, tra le azioni da adottare nell’ambito delle quattro priorità in cui è articolato il Piano regionale FSE+, nello specifico inclusione sociale, individuare specifiche misure per il contrasto alle nuove povertà e alla disoccupazione in età adulta.

Ci dimentichiamo infatti la disoccupazione in età adulta, perché è giusto pensare alla disoccupazione giovanile, giustissimo, sacrosanto, ma chi improvvisamente perde il lavoro oggi, a differenza di un giovane, fa estrema fatica ad essere ricollocato, e di questo credo che l’assessore Colla abbia piena consapevolezza, oltre che attenzione.

C’è poi l’invito a vigilare con ogni mezzo sulle dinamiche economiche del territorio, per evitare infiltrazioni della criminalità nel sistema produttivo e finanziario, per evitare che possano profittare e soprattutto lucrare sulla crisi di liquidità di imprese e famiglie, e da ultimo si invita la Giunta, come richiamato nella recente risoluzione del Parlamento europeo del 15 dicembre, a vigilare sulla corretta applicazione del Regolamento comunitario in materia di utilizzo dei fondi FESR e FSE+, perché, come dice il Parlamento, è ritenuto un altro, importante strumento di contrasto alle frodi e all’uso illecito delle risorse europee.

Ho terminato. Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Facci.

Altri in dibattito generale sugli ordini del giorno? Io non ho iscritti a parlare.

A questo punto, passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte. Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: No, prima della dichiarazione di voto avevo premuto. Se posso fare una richiesta ai colleghi, considerato che molti ordini del giorno sono stati condivisi, elaborati, abbiamo lavorato insieme negli ultimi giorni, abbiamo qualche perplessità in più sugli ultimi arrivati, in particolare sull’ordine del giorno del collega Montevecchi, che si occupa di un tema assolutamente attuale, come è venuto fuori anche dalla discussione sul PR FESR legato alla sicurezza sul lavoro, però considerato che alcune parti della formulazione non sono del tutto condivisibili, anche perché diventa difficile, quasi impossibile utilizzare i fondi FSE per finanziare interventi che sono già a carico delle Aziende, quindi in sostanza in alcune sue parti l’ordine del giorno non è coerente con gli obiettivi dell’FSE che a breve andremo a votare, però la tematica ci interessa. Quindi, la richiesta al collega Montevecchi sarebbe quella di ritirare l’ordine del giorno e magari valutare insieme agli altri Gruppi assembleari di fare un approfondimento specifico sul tema sicurezza sul lavoro e buona qualità del lavoro in aula, in modo da allargarlo un po’, perché altrimenti parlare di FSE perché non possa in alcune parti di quell’ordine del giorno essere utilizzato sarebbe assolutamente superficiale e limitativo. Quindi, la richiesta era in questo senso.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zappaterra.

Chiedo se eventualmente il collega Montevecchi oppure qualche altro consigliere vuole intervenire in merito alla richiesta della consigliera Zappaterra, altrimenti passiamo alle dichiarazioni di voto.

Dichiarazioni di voto congiunte su ordini del giorno e provvedimento. Non ho nessun iscritto a parlare neanche in dichiarazione di voto.

A questo punto andiamo avanti con le votazioni degli ordini del giorno.

Prima nominiamo gli scrutatori: consigliere Bessi, consigliera Costi e consigliere Barcaiuolo.

Mettiamo in votazione gli ordini del giorno.

Partiamo dal primo ordine del giorno, il 4255/1, a firma del consigliere Pompignoli.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 43

Favorevoli 43

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’ordine del giorno n. 2, a firma del consigliere Daniele Marchetti.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 41

Favorevoli 41

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’ordine del giorno n. 3, a firma dei consiglieri Catellani, Montevecchi e Pompignoli.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 41

Favorevoli 41

 

È approvato.

 

Passiamo all’ordine del giorno n. 4, a firma della consigliera Zamboni.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 42

Favorevoli 27

Contrari 15

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’ordine del giorno n. 5, a firma del consigliere Facci.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 43

Favorevoli 42

 

È approvato.

 

Passiamo all’ordine del giorno n. 6, a firma della consigliera Castaldini.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 39

Favorevoli 39

 

È approvato.

 

Siamo arrivati all’ultimo ordine del giorno, il n. 7, a firma dei consiglieri Montevecchi, Catellani e Pompignoli.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 42

Contrari 26

Favorevoli 16

 

È respinto.

 

Ora mettiamo in votazione il provvedimento, la proposta d’iniziativa della Giunta recante l’adozione del Programma regionale Fondo sociale europeo dell’Emilia-Romagna 2021-2027 in attuazione del Regolamento n. 1060/2021.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 43

Favorevoli 27

Contrari 15

Astenuti 1

 

È approvato.

 

OGGETTO 4021

Proposta d’iniziativa Giunta recante: “Proposta, ai sensi dell’art. 28 comma 4 lett. c) dello Statuto regionale, d’istituzione della Zona Logistica Semplificata dell’Emilia-Romagna, corredata dal Piano di Sviluppo Strategico, ai fini della presentazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art. 1, comma 63, della L. n. 205/2017”. (70)

(Discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 4021/1/2/3 oggetti 4667 - 4668 - 4669 Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Passiamo all’oggetto 4021: proposta d’iniziativa della Giunta recante la proposta, ai sensi dell’articolo 28, comma 4, dello Statuto regionale, d’istituzione della zona logistica semplificata dell’Emilia-Romagna, corredata dal Piano di sviluppo strategico, ai fini della presentazione al presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 1, comma 63, della legge nazionale n. 205/2017.

Ricordo che la Commissione Territorio ha espresso parere favorevole nella seduta del 26 gennaio con la seguente votazione: 27 voti a favore, nessun contrario e un astenuto.

Il relatore della Commissione, il consigliere Bessi Gianni, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Allo stesso tempo, il relatore della minoranza, il consigliere Fabio Rainieri, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole.

Ricordo anche che sono stati presentati tre ordini del giorno: uno a firma dei consiglieri Bessi, Rainieri e altri, il secondo a firma dei consiglieri Rainieri, Bessi e altri e l’ultimo, il 3, a firma dei consiglieri Pompignoli, Bessi e altri.

A questo punto, apriamo la discussione generale sul provvedimento. Consigliere Bessi, prego.

 

BESSI, relatore della Commissione: Grazie, presidente. Grazie, colleghi.

La proposta di iniziativa della Giunta verte sull’istituzione della zona logistica semplificata dell’Emilia-Romagna, corredata dal Piano di sviluppo strategico, ai fini della presentazione di questo importante atto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, secondo le norme dell’articolo 1, comma 63, della legge n. 205 del 2017.

Una premessa d’obbligo. La ZLS, come viene chiamata, è un progetto strategico, finalizzato alla movimentazione delle merci in Emilia-Romagna, che coinvolge 9 nodi intermodali da Ravenna Piacenza, 12 aree produttive, 8 province e 18 Comuni della Regione. Metterà quindi relazione infrastrutture viarie e ferroviarie e aree produttive e commerciali con il porto di Ravenna, che è il cuore, il punto di riferimento della zona logistica semplificata, come del resto è previsto dalla legge nazionale n. 205/2017, è proprio uno dei punti fondamentali di questo sistema che andiamo a definire e presentiamo a livello nazionale.

Questo chiaramente porterà alle imprese e alle attività insediate in tali zone, quelle presenti e soprattutto quelle future, una serie di semplificazioni nazionali e regionali, come previste dalla legge.

La zona logistica semplificata dell’Emilia-Romagna avrà un’estensione di circa 4.000 ettari e unirà, appunto, l’Autorità portuale di Ravenna con tutte le zone che ho appena citato precedentemente, secondo i criteri di un collegamento economico funzionale, in un contesto di sostenibilità, per creare quel sistema virtuoso che gli obiettivi della legge pongono al centro.

Voglio ricordare le tappe dell’iter normativo, perché hanno visto il protagonismo della nostra Regione. Con la deliberazione dell’Assemblea legislativa nella scorsa legislatura, la Regione Emilia-Romagna ha dato avvio all’iter dell’istituzione della zona logistica semplificata con l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrosettentrionale, per cogliere l’opportunità offerta dal legislatore nazionale attraverso l’articolo 1 del comma 61 già citato. È stato proprio durante una delle sessioni di bilancio che presentammo un emendamento per dare la disponibilità alla Regione per poter fare il piano strategico, che fa parte della delibera che trattiamo oggi.

Chiaramente questo cosa comporta? Che poi a novembre si è avviato questo iter e al momento in cui, nel novembre 2020, sulla base delle analisi preliminari svolte per la definizione della ZLS dell’Emilia-Romagna, che ha avuto avvio, appunto, sulla base della legge, sulla base delle indicazioni dell’Assemblea eccetera, eccetera, ha preso il via una fase di consultazione con i territori volta a condividere e validare il percorso di selezione delle aree e della strategia del Piano di sviluppo strategico per la ZLS dell’Emilia-Romagna. Qui il lavoro dell’Assessorato alle infrastrutture e dell’assessore Corsini, insieme al suo staff, ha incentrato il lavoro sulla definizione, insieme agli stakeholder, insieme soprattutto ai territori, di come delimitare questa importante deliberazione. Nel settembre 2021 è stato validato il percorso di selezione delle aree e delle misure di promozione identificate per la ZLS con i sindaci dei comuni interessati, che sono state parte attiva. Successivamente, come ricordava il presidente, la proposta è stata presentata e votata dal Consiglio per le Autonomie locali.

Questo iter partecipativo non è terminato in quella sede, perché, dopo che la Giunta regionale, con la deliberazione n. 1547, ha adottato la proposta di istituzione della ZLS, corredata con tutti gli atti volti alla presentazione al presidente del Consiglio della proposta della ZLS dell’Emilia-Romagna, secondo l’articolo 1, comma 63, della legge che ho citato più volte. Questo perché secondo l’articolo 1, comma 63 – visto che l’ho citato diverse volte, lo andiamo un attimo ad analizzare – è istituita, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, la ZLS, da adottare su proposta del ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ora Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, su proposta della Regione interessata. Quindi, la Regione Emilia-Romagna praticamente, dopo il nostro atto, sarà la prima che presenterà e risponderà a questo tipo di opportunità che la legge nazionale presenta.

La ZLS ha una durata massima di sette anni, rinnovabili, e la relativa proposta è corredata da quel Piano strategico, che più volte ho ricordato, che specifica la delimitazione delle zone interessate, in coerenza con la zona portuale, ed è costituito da una relazione istruttoria finalizzata all’individuazione delle caratteristiche che queste aree territoriali hanno funzionalmente ed economicamente connesse al porto di Ravenna.

Al fine dell’elaborazione del citato Piano di sviluppo, è stato svolto, con la collaborazione delle Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrosettentrionale, un percorso, che ha visto l’assessore Corsini insieme ai suoi uffici, di confronto e concertazione con i vari stakeholder, i territori e anche alcuni soggetti nazionali, come l’Agenzia delle dogane, diversi soggetti che fanno parte della Pubblica amministrazione nazionale.

In particolare, partendo dai territori identificati in un apposito documento di analisi preliminare per la definizione di questo perimetro, sono stati svolti ‒ come descritto anche all’interno dell’allegato del Piano di sviluppo strategico della zona logistica semplificata ‒ una serie di incontri con i territori interessati, che ho già ricordato, delle aree produttive attrezzate, dell’Amministrazione, delle categorie, associazioni di categorie, di operatori portuali, terminalisti, spedizionieri, agenti marittimi, operativi sia sul porto di Ravenna sia in altre sedi, e con i referenti dei nodi logistici intermodali negli interporti interessati, identificando con loro le esigenze da inserire all’interno di questo documento.

Quindi, andando alla conclusione dei contenuti, l’iter è stato approfondito, è stato meditato ed è stato partecipato e concertato per acquisire da parte di tutti questi singoli territori le informazioni valide, sia di carattere urbanistico e pianificatorio sia eventuali vincoli di natura paesaggistica e ambientale e tutte le informazioni di dettaglio relative ai vari contesti produttivi, agli operatori insediati, così da poter effettuare, tramite una verifica dei requisiti di connessione con il porto di Ravenna, l’inclusione in tale ambito e in tale perimetro.

Chiaramente, ci deve essere una coerenza e una logica, perché noi presentiamo questo Piano strategico e a livello nazionale, poi, ci sarà chiaramente un’analisi, e deve essere coerente con la legge nazionale che sottende l’istituzione delle ZLS. A questo si lega anche una successiva fase, nel caso avessimo questa procedura, di monitoraggio continuo delle varie fasi per monitorare la coerenza dei vari requisiti.

Siamo arrivati al punto che è necessario, per concludere l’iter di questi anni, che questa proposta venga approvata dall’Assemblea regionale, chiaramente la proposta è correlata a tutti i vari passaggi che ho già elencato.

Concludo con il riconoscimento del lavoro svolto dall’assessorato, però fatemi aggiungere anche il lavoro fatto dalle due Commissioni, la Commissione referente III e la Commissione II, che ha svolto il parere, perché all’interno del nostro lavoro di consiglieri credo che ci siano stati dei momenti di approfondimento, partendo dall’audizione conoscitiva e da vari contributi che hanno portato un contributo soprattutto con i territori, per definire questo importante iter, metodo di lavoro che ho condiviso con il collega Rainieri, che ringrazio sempre per la disponibilità e l’attività politica non solo in questa occasione, ma in questi anni, l’assessore Corsini e il suo staff, a partire dal dottor Alfeo Brognara, ma sicuramente dimentico anche altri colleghi che hanno svolto e portato un contributo, come i collaboratori del Gruppo del PD, a partire dalla dottoressa Elena Bastianini, per non correre il rischio di dimenticare qualcuno.

Credo che sia importante nella sede della Commissione sottolineare anche, come è emerso, la disponibilità dell’assessore Corsini ad aprire un dialogo con la Regione Liguria, per definire una serie di quesiti al Governo per chiarire alcune zone che possono essere intra regionali. Di questo argomento il collega Rainieri parlerà con più accortezza, essendo anche lui una delle persone che hanno fatto e promosso questo tipo di dibattito e al cui interno, chiaramente, sarà oggetto di uno degli ordini del giorno allegati.

Nel prosieguo, se ci sarà da aggiungere qualcosa in sede di ordine del giorno, prenderò la parola.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Bessi.

Passo la parola al relatore di minoranza, consigliere Fabio Rainieri. Prego, consigliere.

 

RAINIERI, relatore di minoranza: Grazie, presidente.

Oggi portiamo a compimento un lungo, articolato e approfondito lavoro, che è però solo il primo passo nella costituzione di questa grande opportunità per la nostra Regione che si chiama ZLS, cioè zona logistica semplificata. Quindi, volevo doverosamente ringraziare per il lavoro svolto e lo spirito di collaborazione che ha caratterizzato l’iter di istruzione e consultazione nelle varie Commissioni competenti, la II e la III, quindi i due presidenti e i funzionari delle Commissioni, il collega Gianni Bessi, relatore di maggioranza, l’assessore Corsini e tutti i colleghi di maggioranza e minoranza che hanno, insieme a noi, contribuito a far sì che questo progetto arrivi oggi alla sua definizione.

Come detto, oggi facciamo un primo passo importante, ma non è l’ultimo perché questa legge stabilisce che se ne preveda l’istituzione, e molto del lavoro dovrà essere fatto ancora dai ministri competenti, quindi dal presidente del Consiglio, e ci aspettiamo risposte veloci in merito alle questioni che la Regione ha chiesto ai ministri competenti.

Le ipotesi di una revisione al ribasso, che quindi potrebbe diminuire i vantaggi concessi alle ZLS per differenziare dalle ZES, non si ha ancora il sentore che siano state del tutto scongiurate. Quindi, siamo preoccupati per questa ancora non definizione delle due differenziazioni. Si tratta di una pericolosa retromarcia nel caso, che noi tutti ci dobbiamo impegnare ad evitare, perché si fonda su un’idea assolutamente sbagliata, quella, cioè, che all’interno dello stesso sistema Italia si debba privilegiare chi sta peggio, quindi i porti del centro-sud rispetto ai porti del nord. Questo lo si vuol fare con le costituenti ZES. Infatti, l’antagonismo con quei porti del sud va coordinato, altrimenti rischiamo di avere una penalizzazione.

Pertanto, se non si danno alle ZLS importanti opportunità ai porti del nord, dove si è chiaramente più in grado di creare sviluppo, si rischia anche che i porti del sud non siano in grado di sfruttare al meglio le opportunità che sono offerte loro dalle ZES.

In questa situazione, è chiaro che questa proposta di ZLS che gravita sul porto di Ravenna è ancora caratterizzata da certi punti di incertezza, ma credo che qualcosa in più si potesse fare per rendere più concreto il Piano strategico correlato. Infatti, con la proposta che andrà a Roma indichiamo chiaramente solo la delimitazione delle zone a logistica semplificata. A parte le agevolazioni statali, che saranno concesse a non tutte le imprese insediate e che si insedieranno in quelle aree, non c’è molto di concreto. Manca una quantificazione delle risorse che la Regione Emilia-Romagna vorrà mettere a disposizione per sostenere quelle stesse imprese.

L’assessore Corsini ci ha detto che le risorse saranno quantificate una volta che sarà concluso l’iter di istruzione, ma un’idea più precisa di quei finanziamenti che la nostra Regione metterà a disposizione, secondo noi, si poteva dare e andava definita. L’errore commesso nel Piano strategico è quello di indicare come caratterizzanti delle ZLS le agevolazioni e le semplificazioni regionali generali che valgono anche per le attività produttive dell’Emilia-Romagna che non rientrano in queste zone. Addirittura, sulle agevolazioni si dice esplicitamente che si dovrà verificare l’esistenza delle eventuali coperture finanziarie.

Sulle semplificazioni regionali, in particolare, non posso non evidenziare che c’è incertezza. È utilizzata ancora solo in via sperimentale, e ne avevamo fatto cenno anche nella Commissione competente, anche sulla piattaforma telematica di accesso unitario lo Sportello unico per le attività produttive (il SUAP), peraltro non ancora utilizzata da tutti i Comuni della nostra Regione. Per renderla certa servono provvedimenti legislativi che ne definiscano la disciplina e che tutti i Comuni possano utilizzare in modo uniforme la modulistica per le pratiche edilizie.

La stessa eventualità di incertezza riguarda anche la zona franca doganale interclusa, che per le esenzioni doganali e fiscali di altra natura garantirebbe alle imprese che vi rientrano, sarebbe uno dei punti più qualificanti delle zone logistiche semplificate. Infatti, purtroppo, non sappiamo ancora non solo quali saranno le aree che vi rientreranno, al di là di quelle portuali di Ravenna, ma nemmeno quali saranno i criteri che servono per delinearle.

Tornando comunque alle agevolazioni statali, esiste il problema del credito d’imposta, che per adesso nel progetto presentato è garantito fino alla fine dell’anno 2022. È un limite molto ristretto, che non consentirebbe a gran parte delle imprese che ne avranno diritto di poterne godere, tant’è che insieme al collega Bessi è stato presentato un ordine del giorno al riguardo, che ha la finalità di prolungare almeno di un anno questo termine, per far sì che queste aziende possano rientrarci.

L’altro ordine del giorno, sul quale abbiamo lavorato con il collega Bessi e con l’assessore, cerca di rispondere alla fondamentale questione dell’interesse che hanno importanti aree del territorio regionale, in special modo quelle dell’Emilia occidentale, a rientrare nelle istituende ZLS dei porti del Mar Ligure, quindi Genova e La Spezia.

L’impegno che diamo alla Giunta regionale in sostanza è quello di procedere nell’azione per fare inserire nelle due ZLS liguri i territori e le imprese in esse ricompresi, che con i porti di Genova e La Spezia hanno un nesso economico e funzionale evidente, quindi 3 Province (Piacenza, Parma e Reggio Emilia) hanno un nesso economico e funzionale molto evidente per la minore distanza e per la posizione geografica con i due porti liguri di Genova e Spezia.

Con quelle ZLS interregionali abbiamo come Emilia-Romagna un’opportunità che nessun’altra Regione ha, cioè quella di poter raggiungere i due mari della nostra penisola. Questo sarebbe un grande vantaggio, perché i porti del Mar Tirreno sarebbero collegati con il porto di Ravenna.

Va riconosciuto comunque all’assessore Corsini che si sta spendendo su questa operazione, coordinandosi con il collega ligure, però il lavoro è ancora tanto, quindi non bisogna far sì che questa situazione possa essere messa in discussione.

Noi riteniamo che l’operazione di inserimento del coordinamento di queste ZLS delle aree emiliane sarà definita. Ci sarà da fare un ulteriore passaggio, quello, usando le parole dell’assessore, della messa a terra, per usare le stesse parole, appunto, dell’assessore, delle agevolazioni regionali e, quindi, delle risorse da riconoscere alle imprese di queste aree. Qui sarà fondamentale rivedere per fare in modo che in Emilia-Romagna non ci siano ZLS relative a territori di serie A e a territori di serie B, ma che tutti abbiano la stessa parità di trattamento.

Riteniamo, a proposito di questo impegno, che su tale area sarà anche determinante che questo nostro impegno forte sia determinante anche per convincere la Liguria, quindi il suo collega ligure, a fare in modo che vengano sostenute queste zone logistiche semplificate interregionali.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Rainieri.

Altri in dibattito generale? Consigliere Daffadà, prego.

 

DAFFADÀ: Grazie, presidente. Buon pomeriggio.

La zona logistica semplificata è una grande occasione per l’economia regionale, un’infrastrutturazione importante di collegamento tra le aree produttive e commerciali dell’Emilia-Romagna con il porto di Ravenna, un porto d’interesse internazionale.

Si tratta di un progetto speciale e strategico, di largo respiro, che non può più attendere e che porterà semplificazione amministrativa, incentivazioni fiscali, doganali e finanziarie, con ricadute importanti a livello occupazionale e imprenditoriale. La ZLS diventa così una grande opportunità di sviluppo del sistema produttivo e logistico territoriale sia per le imprese già insediate, sia per quelle nuove e che vorranno crescere nella nostra regione.

Non possiamo, però, non considerare che l’Emilia-Romagna è un territorio vasto, con uno sviluppo da ovest ad est e con le province più occidentali che gravitano naturalmente sui porti liguri. La nostra regione, infatti, è la regione più estesa orizzontalmente, anche se a ovest non ha lo sbocco al mare, una parte si butta sulle coste liguri e tirreniche. Capirete, dunque, che, se il cuore della ZLS dell’Emilia-Romagna è Ravenna, per alcuni territori ci saranno molti chilometri in più da affrontare per lo smistamento e la lavorazione delle proprie merci. Per i temi ambientali, ecologici ed economici utilizzare la via più breve per il mare ha ricadute senza dubbio importanti.

Inoltre, occorre tener conto che sul territorio regionale sono già presenti i territori inseriti nelle ZLS, come è già stato accennato prima, delle aree portuali e retroportuali di Genova, esempio di collaborazione fattiva tra il nostro territorio regionale e la Liguria, la cui proposta di attivazione è stata inserita in un quadro complesso ed organico di misure previste dalla legge del 2018, n. 130, denominata “Legge Genova”, a favore del sistema logistico e portuale.

La norma speciale per Genova, infatti, istituisce una ZLS straordinaria, definendo i territori interessati all’attività retroportuale, oltre che in regione Liguria, in Piemonte, in Lombardia e in Emilia-Romagna, appunto, in particolare Piacenza e Dinazzano.

Il territorio della nostra Regione complessivamente pesa l’8,6 per cento sui traffici del porto di Genova (dato Nomisma 2016) e per il 26 per cento sui traffici del porto di La Spezia.

Ho evidenziato la partecipazione di alcuni territori regionali a una ZLS già istituita con un procedimento legislativo differente per far emergere che la ZLS che proponiamo con questa proposta non chiude il ragionamento sulle ZLS, ma rappresenta un ampliamento di opportunità per il nostro territorio, che deve coesistere ed integrarsi con l’esistente.

Dai nostri territori emiliani ci arriva, infatti, la richiesta di attivarci per realizzare un coordinamento normativo con la Regione Liguria, al fine di realizzare una ZLS ‒ definiamola così ‒ interregionale. Nell’udienza conoscitiva alcuni portatori di interesse hanno sottolineato con forza questo aspetto, questo pensiero e questo auspicio. Per le Province occidentali questa soluzione aprirebbe alle stesse opportunità, in termini economici, occupazionali e di sviluppo logistico, delle altre Province della Regione, che graviteranno naturalmente sul porto di Ravenna. Per questa ragione, abbiamo lavorato, come già chi mi ha preceduto ha detto, a un ordine del giorno rispetto a un tema così importante per le aree e per le zone delle Province occidentali.

Sono sicuro che l’attivazione di questa sinergia con la Regione Liguria rafforzerà il posizionamento strategico della nostra Regione sulla direttrice tirrenica, asse storico di scambi, servizi e importanti infrastrutture. Voglio ringraziare, qui, l’assessore Corsini per la dedizione e gli atti concreti con i quali si è già mosso per portare avanti l’idea che si debba lavorare insieme con la Regione Liguria per arrivare a un risultato, un risultato che possa essere anche comune.

Riequilibrio e sviluppo sono azioni concrete di opportunità fondamentali per tutto il nostro territorio. Dobbiamo quindi con forza e chiedere al Governo e ai Ministeri competenti segnali tangibili di accoglimento delle nostre istanze.

Più in generale ringrazio, oltre al citato assessore, i relatori di maggioranza e minoranza per il lavoro corale, che è partito, se non erro, qualche anno fa, tre anni fa, e che arriva a compimento in questa legislatura, dopo un confronto molto intenso che ha coinvolto i territori, le associazioni di categoria, i sindacati, il tavolo del Patto per il lavoro e per il clima.

In un momento in cui il PIL sta aumentando, in cui l’economia tira, in cui le aziende stanno recuperando il terreno perduto, risposte positive avranno ricadute importanti. Le zone logistiche interregionali risultano dunque necessarie tanto quanto le ZLS regionali, e sono fiducioso che, con la condivisione dell’intento alla base di questa richiesta, non possa che essere unanime trovare la giusta risposta.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Daffadà.

Ho iscritto a parlare il consigliere Fabbri. Prego, consigliere.

 

FABBRI: Grazie, presidente.

Anch’io mi associo innanzitutto ai ringraziamenti per questo percorso, che è partito da molto lontano...

 

PRESIDENTE (Petitti): Non la sentiamo più, consigliere, un attimo, riprovi. No, non la sentiamo.

Cerchiamo di capire cosa è successo, perché la vediamo, ma abbiamo un problema con l’audio. C’è un problema di collegamenti, non la sentiamo, non so se vuole provare a ripristinare il collegamento. Intanto chiedo se qualcun altro vuole intervenire in dibattito generale, intanto che si ricollega il collega Fabbri.

 

FABBRI: Mi sentite adesso?

 

PRESIDENTE (Petitti): Adesso la sentiamo. Prego.

 

FABBRI: Perfetto. Stavo dicendo che innanzitutto volevo ringraziare il lavoro svolto dall’Assessorato e dai due relatori, perché comunque è stato un lavoro anche all’interno delle Commissioni importante e con un confronto davvero molto attento e molto puntuale.

Come è già stato detto, e non mi starò a ripetere, sicuramente questo è un primo passo, non è l’ultimo. Ci sono sicuramente dei meccanismi che ancora solo in parte conosciamo, perché siamo all’inizio di questo percorso, dove anche su questo filone l’Emilia-Romagna fa da apripista. È una norma tutto sommato recente, che conosciamo un po’ meglio relativamente alle ZES, cioè alle zone economiche speciali, perché ne sono attualmente state approvate e operative una decina, che, come è noto, sono tutte rivolte al territorio del sud, quindi Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, che sono state, sì, approvate, ma i cui effetti dovranno essere in qualche modo misurati nei prossimi anni.

Io credo che sia di particolare interesse lo spirito e la circostanza con cui nascono le ZLS per la platea a cui si rivolgono, quindi già imprese esistenti, ma anche nuove imprese che vedranno, con questa opportunità, delle accelerazioni dal punto di vista dei termini procedimentali e di adempimenti fiscali. Quindi, anche per noi, nonostante ci sia ancora tanto da lavorare, questo provvedimento potrà davvero rappresentare una grande spinta, una grande valenza di tipo strategico e un’opportunità anche per il potenziamento di quella che è la nostra rete infrastrutturale e logistica, legata naturalmente sempre al sistema portuale.

Lo ricordavo anche prima, il metodo qui è stato davvero importante, perché questa concertazione che è partita, ripeto, già all’inizio del mandato per quanto ci riguarda, ma che ha visto le Commissioni impegnate, i contributi delle Province, che sono state interessate dall’Assessorato dell’assessore Corsini, gli stessi Comuni, ma anche i vari attori del Patto per il lavoro e per il clima, ci hanno restituito quella che oggi è una proposta che, seppur sostanzialmente ricalchi in qualche modo la cornice iniziale, nei suoi contorni ha visto anche delle rivisitazioni conseguenti a questo confronto, a questi contributi che sono stati ascoltati, che sono stati colti da parte di tutti questi attori.

Ovvio che anche le modifiche che sono intervenute, che abbiamo anche discusso all’interno delle Commissioni, avevano dei paletti molto precisi, dei criteri funzionali, ma anche di tipo economico e urbanistico, con quel requisito fondamentale, che era sempre la stretta connessione con il porto di Ravenna, che è il nostro baricentro del sistema, che punta a produrre delle ricadute su tutti i territori regionali con questa serie di facilitazioni di tipo nazionale e regionale. Non dimentichiamo anche il contributo e lo sforzo che è stato chiesto agli Enti locali, come supporto nelle semplificazioni amministrative, negli incentivi economici, negli sgravi anche di tipo comunale.

Se penso, nel dettaglio, al mio territorio, a quello ferrarese, per esempio, le zone di rilievo nella primissima proposta erano limitate ad alcune parti del territorio, che poi, grazie a questa interlocuzione e grazie alla verifica, anche, di questa interconnessione con il porto di Ravenna, ha visto anche una estensione a territori comunali, come quello di Argenta, di Bondeno, di Codigoro e Ferrara.

Proprio la scorsa settimana, a seguito di una interlocuzione, sempre relativa all’ampliamento di aziende esistenti, anche qui voglio sottolineare l’attenzione del relatore Bessi in tal senso, abbiamo approvato un emendamento in Commissione che ha visto ulteriormente questo confronto maturarsi.

Penso che sul territorio regionale, ma con un focus sul territorio ferrarese, questo possa essere uno strumento davvero sfidante, anche per ristabilire per alcuni territori, come quello [...] anche un equilibrio più equo per economia e cittadini, per questi territori che sono anche storicamente più deboli, ma anche uno strumento per lo sviluppo di aree periferiche, come quelle dei Comuni di Argenta e Bondeno, e anche, senza dimenticarlo, l’inserimento del Polo chimico di Ferrara, che sta vivendo, come è noto, un periodo particolarmente complesso. Anche questo non è solo un segnale importante, ma è anche una strategia ben più ampia.

Lo ha sottolineato qualche collega negli interventi precedenti...

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliere Fabbri, adesso non la sentiamo, è risuccesso quello che è accaduto prima, abbiamo perso di nuovo l’audio.

Proviamo a fare un ulteriore passaggio in cui si riconnette, per cortesia.

 

FABBRI: Eccoci, riproviamo. Mi avvio alla conclusione, visto che la tecnologia oggi mi è avversa, per dire che in questo quadro sarà sicuramente fondamentale integrare questa visione con quelle che sono le grosse opportunità legate al PNRR.

 

PRESIDENTE (Petitti): Purtroppo non si sente di nuovo. Vediamo se si ricollega. Proviamo per una conclusione un po’ rapida.

Prego, consigliere Fabbri. Proviamo a fare così, consigliere Fabbri, togliamo il video perché c’è un problema di sostegno della rete, proviamo a togliere il video e sentiamo la voce per le sue conclusioni. Prego, proviamo così. Purtroppo, consigliere, non la sentiamo. Riproviamo un ultimo collegamento per vedere se riusciamo a sentire le sue conclusioni.

 

FABBRI: Mi sentite adesso?

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì. Prego, prego.

 

FABBRI: Vado velocemente alla conclusione, con l’auspicio che è quello che questa interconnessione, con i vari fondi legati al PNRR, a partire dai fondi direttamente interconnessi all’asta del fiume Po, alla sua navigabilità, ma anche l’interconnessione con i lavori che dobbiamo ultimare sull’asse idroviario, perché credo che siano altrettanto importanti per favorire il collegamento sostenibile anche con il porto di Ravenna, ebbene l’auspicio è anche quello che questa istruttoria regionale venga recepita quanto prima, perché sappiamo che la durata massima della ZLS è di sette anni, eventualmente rinnovabili per pari durata, e per questo speriamo che i tempi possano essere davvero compatibili per favorire e soprattutto supportare anche quelle imprese che già in questo momento sarebbero e sono pronte per fare investimenti, quindi in questo momento così complesso, con l’economia che è stata messa a dura prova dalla pandemia sicuramente questo segnale sarebbe molto importante.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie a lei, consigliere Fabbri.

A questo punto passo la parola al consigliere Taruffi. Prego, consigliere.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Intanto volevo partire con una considerazione generale. Io credo che il percorso che abbiamo seguito per l’adozione di questo importante strumento sia un percorso che è giusto sottolineare nella tempistica e nella modalità di confronto. Abbiamo avuto più volte occasione di discuterne e di confrontarci con l’assessore, che ringrazio per il lavoro svolto, per la modalità e per la disponibilità che ha offerto sin dall’inizio di questo articolato percorso. Allo stesso modo voglio ringraziare, non formalmente, i relatori, sia il collega Bessi che il collega Rainieri. Credo che abbiamo avuto tempo, modo e possibilità per approfondire e portare avanti un percorso. Tra l’altro, siamo ‒ se non vado errato ‒ i primi nella modalità del percorso ordinario a portare in approvazione... Primi come Regione Emilia-Romagna, a livello nazionale. Credo che già questo sia un segnale importante.

Ripeto: siamo i primi, a livello nazionale, ad adottare questo provvedimento, questa tipologia di provvedimento, pur avendo alle spalle un percorso di confronto e di condivisione che abbiamo potuto espletare in Commissione, con tempi adeguati e modalità, credo, consone. Lo dico perché spesso ci capita di ritrovarci in Commissione o in aula a dover discutere su oggetti altrettanto importanti, però con tempistiche e con modalità differenti. Credo che questa sia la dimostrazione che, quando si vuole, si può lavorare, direi io, come si deve, trovando modi, forme e possibilità di approfondimento, senza comprimere i tempi della discussione. Se in taluni casi possono essere anche comprensibili, la compressione può essere comprensibile, non può diventare la norma di lavoro. Ci tenevo a partire da questo.

Sul merito del provvedimento è già stato detto molto. Condivido e mi ritrovo in molte delle considerazioni che sono state svolte. Credo che per la nostra Regione questo sia un passo importante, anche identificare nel porto di Ravenna la porta d’accesso, quindi un luogo che ha e che deve avere una rilevanza particolare rispetto, ovviamente, alla logistica regionale e la possibilità, quindi, di collegare quelle che sono le aree e le zone della logistica regionale in un percorso che assegna a queste aree degli incentivi e dei vantaggi particolari, che devono essere attivati, lo sappiamo tutti, in accordo con il Governo. Il punto finale del percorso rimane comunque l’istituzione vera e propria, rimandata all’atto della Presidenza del Consiglio.

Credo, però, che in questa discussione possa e debba trovare spazio... Utilizzerò pochi istanti per accennare a quello che ritengo essere un elemento che deve accompagnare questa discussione, preparandoci a fare un passo avanti sul tema più generale, che non è oggetto della discussione di oggi, su quella che è la programmazione e anche la razionalizzazione delle piattaforme logistiche nella nostra Regione.

Lo dico ben sapendo che non stiamo discutendo oggi di questo, che discutere della zona logistica semplificata, di collegamenti del porto di Ravenna con queste aree è una cosa, prevedere le modalità e i percorsi attraverso i quali si individuano e si regolamentano – aggiungo io – le piattaforme logistiche nella nostra Regione è altro discorso, però credo che i due temi possano e debbano essere affrontati, almeno da un punto di vista del ragionamento, insieme.

Secondo me, dando anche seguito a quello che è stato un atto di indirizzo assunto dall’Assemblea e approvato dall’Assemblea nell’ultima sessione di bilancio, nel dicembre scorso, laddove abbiamo approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta a individuare un percorso legislativo che definisse e valutasse meglio, programmando in modo differente e limitando la proliferazione di piattaforme logistiche nella nostra Regione.

Credo che questa discussione debba essere ripresa, dando seguito a quell’ordine del giorno e quanto prima. Lo dico perché, nella misura in cui sosteniamo e condividiamo i contenuti del documento di cui oggi stiamo discutendo, credo sia giusto sottolineare il passo successivo, quello che ci attendiamo, sul quale chiediamo alla Giunta e all’assessore riscontro. Lo chiediamo non solo all’assessore Corsini, perché quando parliamo di limitare la proliferazione delle piattaforme logistiche della Regione, evidentemente andiamo a toccare il tema più generale dell’urbanistica e della programmazione urbanistica della nostra Regione, quindi credo che, insieme all’assessora Barbara Lori, sia necessario prevedere quanto prima un intervento legislativo che dia corso a quell’impegno a cui mi rifacevo, all’atto approvato dall’Assemblea che va in questa direzione.

Lo dico perché le piattaforme logistiche, oltre che da un punto di vista occupazionale – non voglio adesso addentrarmi in questo aspetto –, siccome spesso vengono messe in contrapposizione le esigenze di chi intende promuovere piattaforme logistiche con la conseguente possibilità di creare posti di lavoro, credo che noi dovremmo affrontare quella discussione anche da questo punto di vista, perché sappiamo che i posti di lavoro nella logistica – per usare un eufemismo – non sempre sono buoni posti di lavoro, non è tutta buona occupazione. Chi ha frequentato, chi ha girato le piattaforme logistiche, alcune in particolare della nostra regione, sa bene quali siano le condizioni di lavoro a cui spesso le lavoratrici e i lavoratori di quel comparto sono sottoposti, quali siano le tipologie contrattuali. Diciamo che c’è molto da lavorare, da guardare anche e da cambiare anche da questo punto di vista. Ma al netto di questo, non voglio aprire troppi fronti. Credo, però, che dal punto di vista della programmazione regionale e dal punto di vista della gestione complessiva delle piattaforme logistiche una normativa che preveda una diversa modalità di programmazione e una diversa modalità per dare vita a queste piattaforme logistiche sia indispensabile, perché negli anni abbiamo visto una proliferazione quasi incontrollata di richieste di insediamento di queste aree. Fino ad oggi, ovviamente, la decisione spettava e spetta alle Amministrazioni comunali e abbiamo visto che questo, penso anche solo, per non andare troppo lontano da qui, a quanto è avvenuto e sta avvenendo e alle discussioni che sono avvenute nell’area della Città metropolitana di Bologna e alla proliferazione, ripeto, quasi incontrollata di queste aree, io credo che un provvedimento legislativo che intervenga modificando anche da un punto di vista complessivo la legislazione sia indispensabile. Lo dico pensando a tutta la vicenda che ha riguardato l’ipotesi di costruire un insediamento ad Altedo, nel comune di Malalbergo, ma potrei citarne altre di queste realtà, da Piacenza a Rimini, come sappiamo e come diciamo spesso è un problema che abbiamo toccato in tante interrogazioni, sottolineando come queste piattaforme non solo producessero un ulteriore consumo di suolo, ma peraltro fossero spesso e volentieri insediamenti che non trovavano una giusta collocazione anche dal punto di vista dei collegamenti stradali e ferroviari soprattutto. Quindi, il Piano delle infrastrutture, il Piano della logistica e il Piano e il disegno urbanistico della Regione sono tre cose che noi abbiamo sempre detto che devono sempre tenersi insieme per essere efficaci ed efficienti.

Quindi, nelle prossime settimane, lo chiedo alla Giunta, ripeto, alla maggioranza, ma a tutta l’aula, chiedo di dare corso a quell’ordine del giorno, trovando modo e forma per arrivare a un progetto di legge che recepisca, trasformando in norma quell’ordine del giorno, quindi dando un segnale chiaro anche da questo punto di vista. Ne abbiamo bisogno. Ne abbiamo bisogno perché se a provvedimenti quali quello di oggi ‒ che, ripeto, condividiamo ‒ non affiancassimo anche provvedimenti legislativi, quali quello a cui ho fatto riferimento, credo che faremmo un lavoro positivo, ma non completamente positivo, come invece possiamo fare.

Ripeto, e concludo: quando discutiamo di logistiche, quando discutiamo di piattaforme logistiche, discutiamo di una complessità di politiche che devono essere messe in campo, di cui bisogna tenere conto, tra le quali anche, evidentemente, non può non esserci il tema della riduzione del consumo di suolo e una più efficace ed efficiente organizzazione di un sistema, ripeto, complesso, che tocca tanti ambiti, ma che noi, come legislatori regionali, credo, abbiamo il dovere di affrontare sino in fondo.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Taruffi.

Altri vogliono intervenire? Io non ho altri iscritti. Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Intervengo anch’io per sottolineare alcuni aspetti positivi di questo provvedimento specifico sul quale ci confrontiamo oggi, ma per fare considerazioni più generali, sulla scia di quanto ha già fatto il consigliere Taruffi, che riguardano il settore della logistica.

Oggi, in realtà, con questo provvedimento per la zona logistica semplificata approviamo l’implementazione di un provvedimento, finanziato a livello nazionale, che funziona da strumento per lo sviluppo della logistica in Emilia-Romagna, ma già esistente, quindi con vantaggi di tipo fiscale, con vantaggi di tipo procedurale. Lo fa nel rapporto, per noi significativo, di collegamento con il porto di Ravenna. Collegamento che, ovviamente, per Europa Verde deve essere prioritariamente, se non esclusivamente su ferro.

Da questo punto di vista, voglio ricordare che già la Regione Emilia-Romagna ha messo a punto un sistema di incentivazione del trasporto su ferro verso il porto di Ravenna, che è il cosiddetto Ferrobonus. Ce ne siamo occupati anche nel documento sulla mobilità sostenibile.

Questo Ferrobonus, che prevede investimenti su tre anni di 1 milione di euro all’anno, ha già portato nella sua prima applicazione all’aumento da 7.000 a 9.000 convogli ferroviari che trasportano le merci al porto di Ravenna. Questo sicuramente è un tipo di incentivazione che va nella direzione giusta, collega al porto, che è il porto caratterizzante della nostra Regione dal punto di vista della movimentazione di merci, e lo fa su ferro.

Detto questo, come già anticipavo, non si può non ricordare le forti criticità che il settore logistico porta con sé in termini di consumo di suolo, in termini di impatto ambientale, impatto ambientale perché c’è l’elemento di tutta la trasportistica che, se avviene su gomma, è particolarmente impattante, quindi l’aumento del traffico veicolare per raggiungere questi depositi e poi da lì ripartire con le merci da distribuire.

Penso in particolar modo al cosiddetto “ultimo chilometro”, che ha portato ad una proliferazione dei depositi di logistica e che è naturalmente incentivato dall’e-commerce. Erroneamente, chi si serve del commercio elettronico pensa di vivere in un mondo dematerializzato, dove gli ordini avvengono on line, non si riesce neanche di casa, ricevi il pacco direttamente a casa senza muoverti e perdi la consapevolezza di tutto quello che invece sta dietro, anche in termini di trasporto, in termini di creazione di nuovi magazzini, in termini – ripeto – della consegna dell’ultimo chilometro.

Devo dire che qui a Bologna c’è un’esperienza molto positiva, quella di BRT, che sta usando in città mezzi elettrici, perché la proliferazione dei furgoni che girano per la città e che aumentano anche in relazione alla logistica è sicuramente uno dei fattori di diffusione dell’inquinamento atmosferico, quando i mezzi non sono elettrici.

Gli altri aspetti che riguardano la logistica e l’iper-sviluppo che sta avendo sono la qualità del lavoro, si tratta spesso di lavoro non qualificato, precario, insicuro, come vediamo anche dagli incidenti che purtroppo si sono verificati anche sul territorio della nostra regione. Poi, c’è l’impatto che ha questo e-commerce, legato appunto alla logistica, sul piccolo commercio di prossimità delle nostre città, che ne sta risentendo in maniera molto pesante. Inoltre – non lo scopro certo io, ma lo volevo condividere – è chiaro che l’indebolimento del commercio di prossimità è un indebolimento anche del tessuto urbano, quindi è un aumento di spazi vuoti, di vetrine buie, di serrande abbassate.

Ma, come ripeto, il provvedimento di oggi fa riferimento alla logistica già esistente, non prevede nuove realizzazioni. Però, penso che possa essere usato, questo passaggio, per fare delle considerazioni generali e per arrivare ad alcune proposte, che farò alla fine. Abbiamo imparato che il rapporto tra le grandi multinazionali della logistica e i Comuni che deliberano sui nuovi insediamenti sui propri territori è un rapporto non paritario. Spesso il Comune punta alla golosità degli eventuali nuovi posti di lavoro, ai lavori che riguardano la realizzazione di nuovi magazzini, non tiene conto, invece, del suolo che si va a perdere, che si va a sigillare. Per questo, va rivolto un plauso a Filippo Zangrandi, sindaco di un piccolo comune nel Piacentino, Calendasco, che si è opposto e addirittura ha dovuto affrontare anche un percorso pesante, addirittura la cosa è finita in tribunale, per la scelta che ha fatto di opporsi a nuovi insediamenti logistici nel suo comune.

L’occasione oggi la vorrei cogliere anche per sollecitare, ma non è l’assessore Corsini quello che può fare questo, un primo tagliando alla nuova legge sull’urbanistica approvata nel 2017, con la promessa di portare l’Emilia-Romagna al consumo di suolo zero e, invece, col rischio che questo consumo di suolo zero resti una chimera e che la nuova logistica sia proprio uno dei moltiplicatori di interventi di consumo di suolo.

Per quanto riguarda la questione della qualità del lavoro, è il settore in cui il rapporto tra lavoratori e metri quadri degli impianti è il più basso, ovvero in logistica impiega il numero più basso dei lavoratori per metro quadrato. Nell’industria oggi si parla di 1 lavoratore ogni 100 metri quadri di fabbrica, un rapporto già molto basso, nella logistica c’è 1 lavoratore ogni 5-600 metri quadri, quindi un uso del territorio che dal punto di vista dell’occupazione è sicuramente negativo.

Ricordavo prima velocemente che ci sono anche gli incidenti sul lavoro. Solo pochi mesi fa, il 21 ottobre, un giovane di ventidue anni è morto, schiacciato da un camion al suo primo giorno di lavoro all’Interporto di Bologna, è stato un incidente che ci ha dato, per chi voleva vederla, la conferma del fatto che la segmentazione del lavoro nel campo della logistica e la facilità con cui le grandi aziende possono spostare il lavoro o scegliere diversi fornitori rappresenta una minaccia per la qualità del lavoro e la sicurezza dei lavoratori.

È stato un incidente particolarmente tragico, che ha scosso la nostra comunità, che ha avuto, però, il valore “positivo” di portare alla sottoscrizione di una Carta della logistica etica, che prevede una serie di requisiti ai quali le aziende possono decidere di sottoporsi per poter esporre il logo “logistica etica”. Sarebbe interessante che questo primo passo verso una logistica positiva diventasse un esempio per tutta la nostra Regione.

Andando a concludere, come Europa Verde chiediamo alla Giunta regionale di farsi parte attiva nella pianificazione degli insediamenti logistici etici, prendere l’iniziativa di coordinare una strategia complessiva di sviluppo di questo settore, che sia compatibile con gli obiettivi regionali di consumo di suolo, qualità dell’aria, tutela e la sicurezza del lavoro, che si dia la prevalenza al recupero delle aree dismesse e che, ove possibile, come si fa in Emilia-Romagna con il Ferrobonus, si cerchi di collegare il più possibile il trasporto delle merci al ferro e in questo caso al porto di Ravenna, come è stato fatto – ripeto – con il Ferrobonus.

Non è ammissibile, come rischia di succedere ad Altedo, progetto che però per il momento è stato messo in un cassetto, che si progettino nuovi hub logistici su terreni agricoli in prossimità dei caselli autostradali, quando a pochi chilometri di distanza sono disponibili infrastrutture, come l’Interporto, dotate di collegamento ferroviario, in cui si possono realizzare le medesime attività con un più modesto impatto ambientale.

Chiudo con la speranza che questo provvedimento sia veramente a supporto di un trasporto razionale e di un collegamento al porto di Ravenna che preveda prevalentemente l’uso del ferro.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Io non ho altri iscritti a parlare. Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Intervengo brevemente perché tanto è già stato detto, ci tengo, però, ovviamente a ringraziare il consigliere Bessi perché si è sempre preoccupato di consultare tutte le parti politiche presenti in questa Assemblea, compreso il Movimento 5 Stelle. Di questo gliene va dato atto, anche con più sollecitazioni, devo dire. Questo gli va assolutamente riconosciuto.

Per noi questo è un documento che ha aspetti positivi, forse anche qualche rischio che intravediamo e qualche aspetto negativo, che è proprio, però, esplicitato. Prima si parlava del fatto che la ZLS debba essere accessibile prevalentemente o soprattutto attraverso una mobilità sostenibile, però in questo documento più e più volte si fa riferimento a un’infrastruttura che abbiamo contestato a vari livelli, che è l’autostrada Cispadana, e se ne parla in termini, dal nostro punto di vista, forse poco condivisibili, quando viene quasi descritta come infrastruttura complementare che può aumentare l’attrattività di queste zone e viene descritta proprio come elemento attrattivo o come infrastruttura di importanza primaria, come dicevo prima, per la fruibilità e per l’accessibilità delle ZLS.

Io ho sempre presente e, quindi, concordo sul fatto che bisogna investire in maniera massiccia sulla mobilità sostenibile, perché spesso e volentieri, come ognuno di noi che frequenta le strade del nostro territorio, abbiamo presente quelle buche che sono causate da mezzi pesanti che trasportano, per esempio, i coils, e sono tonnellate e tonnellate che viaggiano sulle nostre strade e che potrebbero, invece, viaggiare tranquillamente su ferro.

Tutte queste sottolineature che vengono fatte in questo documento evidentemente non sono in linea... Per quanto riguarda l’autostrada Cispadana, il fatto di ritenerla elemento fondamentale e qualificante rispetto all’attrattività della ZLS, quando fino a stamattina abbiamo parlato, dopo tutta la discussione ieri, di come questa Regione debba orientare le proprie risorse (penso a quelle del FESR) sulla transizione ecologica, sulla sostenibilità ambientale, il fatto di voler sottolineare questa cosa all’interno delle ZLS mi porta in un’altra direzione, che non è quella che abbiamo discusso stamattina rispetto agli obiettivi che questa Regione si deve dare, obiettivi ambientali che, come dicevo prima, riguardano l’efficienza energetica e la decarbonizzazione.

Questo quindi è un aspetto che non possiamo condividere all’interno di questo documento. Dopodiché, come si diceva prima, ci sono preoccupazioni legate al consumo di suolo e, seppur non attinente a questo documento, è emersa dal dibattito la proliferazione dei poli logistici. Questo è un tema che abbiamo affrontato anche in Commissione, il rischio di una proliferazione incontrollata che invece andrebbe gestita.

Infine (anche questo è un tema toccato in questa discussione), la qualità dell’occupazione che questi poli logistici portano con sé, che spesso non è, come si diceva, buona occupazione.

Questa è la valutazione generale che abbiamo fatto su questo documento, torno a dire che un aspetto sicuramente positivo indubbio è il fatto di voler potenziare il porto di Ravenna, cosa che trova accoglimento da parte del Movimento 5 Stelle, con le riserve che dicevo prima per quanto riguarda la mobilità, che in questo caso, soprattutto nelle sottolineature che vengono fatte per quanto riguarda l’autostrada Cispadana, non ci possono trovare favorevoli.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Piccinini.

Io non ho altri iscritti a parlare. A questo punto, passo la parola all’assessore Corsini. Prego, assessore.

 

CORSINI, assessore: Non entro troppo nel merito del provvedimento, della delibera, perché naturalmente sono state dette moltissime cose, quindi mi limito a fare alcune considerazioni di carattere generale, pur naturalmente rimarcando l’importanza di questo atto. Anch’io voglio partire dai ringraziamenti perché, come hanno detto alcuni dei consiglieri che sono intervenuti, è stato un percorso lungo, articolato, per certi versi anche complicato, che però ci ha consentito, attraverso un confronto molto, molto all’interno dei territori, di partire da una prima proposta, fatta appunto dalla Regione e dai propri consulenti, a questa proposta definitiva, dopo un confronto molto articolato con i territori, con le associazioni di categoria, con le organizzazioni sindacali, con i Comuni e con le Province, e per questo voglio naturalmente ringraziare, oltre ai due relatori di maggioranza e minoranza, il consigliere Bessi e il consigliere Rainieri, i due presidenti delle Commissioni, tutti i commissari consiglieri che sono intervenuti o anche che non sono intervenuti nella seduta di oggi, ma che comunque hanno contribuito ad arricchire la proposta iniziale, e naturalmente il servizio tecnico dell’Assessorato, l’ingegner Ferrecchi e l’ingegner Brognara in primis, che hanno lavorato assiduamente, mai negandosi al confronto e agli approfondimenti tecnici, che si sono resi necessari per un provvedimento che rappresenta anche per la Regione Emilia-Romagna una grande novità e che, quindi, aveva la necessità di essere sviscerato e approfondito, cosa che abbiamo fatto in questi mesi.

È stato detto da diversi interventi che noi siamo la prima Regione. Diciamo che non è un fatto particolarmente rilevante, però comunque è giusto che vada detto, se non altro perché denota la determinazione e la convinzione che questo può davvero essere un Piano strategico importante per lo sviluppo economico e per il lavoro legato alle attività produttive che sono inserite all’interno delle ZLS, ma, più complessivamente, per uno sviluppo integrato della logistica intermodale nella nostra Regione, è importante sottolineare che noi siamo arrivati a questa proposta attraverso un percorso partecipato e, soprattutto, siamo la prima Regione che lo fa attraverso un percorso di carattere ordinario.

Esiste già la ZLS del porto di Genova, ma è stata istituita per decreto, dopo il crollo e la tragedia del Ponte Morandi. Questa è la fine della parte iniziale di questo percorso, perché, come è stato ricordato dai relatori, dopo l’approvazione della perimetrazione della ZLS e del relativo piano strategico, la palla, se così possiamo dire, passa al Governo, che dovrà per legge istituire la ZLS, attraverso il coinvolgimento di alcuni Ministeri e l’imprinting finale della Presidenza del Consiglio dei ministri, per poi dare piena attuazione a questo strumento strategico.

Uno strumento che si occupa della movimentazione delle merci prevalentemente, che mette in relazione infrastrutture stradali, infrastrutture ferroviarie, aree produttive, nodi intermodali delle principali filiere manifatturiere che sono state individuate nello studio, con al centro di questo sistema di relazioni commerciali e di relazioni trasportistiche il porto di Ravenna.

Io considero quindi questo strumento anche una grande operazione di marketing territoriale, che mette finalmente al centro delle relazioni economiche, commerciali e del traffico delle merci il porto di Ravenna come porto della Regione Emilia-Romagna.

Questo credo sia un elemento politico da sottolineare, non perché prima il porto di Ravenna non avesse relazioni, interscambi e interconnessioni con alcuni comparti manifatturieri importantissimi della nostra Regione, che contribuiscono in maniera significativa al PIL dell’Emilia-Romagna, ma perché con la ZLS che fa riferimento al porto di Ravenna si creano le condizioni perché il porto di Ravenna e le aree produttive, nonché i nodi intermodali ad essa connessi possano davvero vivere una stagione di forte crescita, non solo perché ci sono tutta una serie di incentivi, di facilitazioni, di opportunità anche dal punto di vista dei bandi, abbiamo già ragionato e stiamo ragionando con l’assessore Colla di dedicare un bando specifico del POR FESR – oggi abbiamo approvato il POR – proprio alle imprese che ricadono all’interno della ZLS e che rispettano determinati requisiti, ma anche perché si tratta di un’operazione che connette fra di loro importantissime aree produttive attraverso un sistema integrato di infrastrutture stradali, ma soprattutto ferroviarie. Lo dico perché proprio in questo momento storico nei prossimi anni saranno previsti investimenti che non si sono mai visti prima d’ora e che forse non si vedranno nei prossimi, prossimi anni, legati appunto al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie per adeguarle al trasporto delle merci pesanti, e quindi l’adeguamento del nostro sistema ferroviario. Sono in corso, proprio in questo periodo, alcuni lavori particolarmente significativi, che termineranno nel 2025, sulla direttissima Bologna-Prato, ad esempio, per connettere la costa tirrenica con quella adriatica e con il Brennero. Allora, noi dobbiamo farci trovare pronti con gli strumenti di programmazione e con le infrastrutture adeguate per sostenere e per incanalare, avendo appunto le infrastrutture adeguate, uno shift modale verso il ferro, favorito dagli investimenti del PNRR e dai fondi strutturali europei, che nei prossimi anni sarà uno dei fattori determinanti e decisivi per la competitività legata al trasporto delle merci all’interno del nostro Paese, ma soprattutto verso i grandi Paesi europei.

È davvero una grande opportunità, che tiene insieme l’innovazione, l’internazionalizzazione e la sostenibilità ambientale. Non si consuma nuovo suolo, si valorizzano aree produttive esistenti o, comunque, pianificate dagli strumenti urbanistici dei Comuni, si internazionalizza il nostro sistema produttivo, pilastri fondamentali del Patto per il lavoro e per il clima, all’interno del quale questo Piano strategico è stato ampiamente discusso e ampiamente condiviso.

Queste sono, io credo, le questioni più rilevanti dal punto di vista politico che sottendono la proposta di istituzione della ZLS.

Io ringrazio i consiglieri per il loro contributo e anche per aver sottolineato che ci sono ancora alcuni aspetti da chiarire. Giustamente il consigliere Rainieri poneva il tema di alcune aree produttive inserite in alcuni comuni della nostra regione che non hanno delle connessioni al momento con il porto di Ravenna, ma ce l’hanno storicamente con il porto di La Spezia, cosa naturale che noi dobbiamo favorire, perché a noi interessa mettere al centro, come dice anche la legge, ma è un’ovvietà, del nostro sistema di relazioni produttive e commerciali il porto di Ravenna come porto industriale della Regione, ma dobbiamo anche favorire quelle aree produttive che hanno delle connessioni con il porto di La Spezia.

Noi siamo impegnati in un confronto, devo dire che il Governo su questo ancora non ci ha dato delle risposte, però l’idea di proporre un chiarimento e una definizione di una zona logistica interregionale trovo sia un’intuizione e una proposta da sostenere con grande forza. Noi siamo anche disponibili (lo dico in tutta tranquillità), se ci viene riconosciuto questo status, a riconoscere le incentivazioni, le premialità che riconosceremo, fermo restando che devono essere ovviamente dimostrate, a quelle aree produttive che sono dentro la ZLS, perché hanno relazioni con il porto di Ravenna, anche a quelle imprese della nostra Regione che hanno delle relazioni con il porto di La Spezia, perché a noi interessa che le nostre imprese, il nostro tessuto produttivo si sviluppi e, se per svilupparsi ha bisogno di relazionarsi con ancora più forza con il porto di La Spezia, noi siamo disponibili a sostenere questo percorso, purché ci sia un chiarimento da parte del Ministero che ci consenta di farlo.

Ritengo quindi che su questo si debba fare ancora un lavoro importante con il Governo, e, nel momento in cui gli trasmetteremo il Piano strategico e la perimetrazione, quindi la proposta complessiva, riproporremo questo tema, perché abbiamo bisogno di un chiarimento, che è assolutamente fondamentale per le imprese di una parte del nostro territorio regionale.

L’ultima cosa la dico in riferimento ad alcune considerazioni fatte dal consigliere Taruffi e dalla consigliera Zamboni. Come è stato detto correttamente, questo non è strumento di pianificazione, però, siccome l’intenzione della Giunta è quella di provare a dotarci di uno strumento di pianificazione delle aree logistiche, l’approvazione della ZLS può essere un elemento che può spingere, dare una mano ed essere preso come riferimento per un ragionamento più complessivo, probabilmente anche più articolato e più complicato, sulla pianificazione della logistica nella nostra regione, che, se fatta bene, se fatta in maniera corretta, se fatta soprattutto favorendo l’intermodalità di diversi mezzi di trasporto, è naturalmente – l’hanno definita, molti analisti economici, l’industria 5.0 – un elemento determinante per la crescita del nostro sistema produttivo, naturalmente con i crismi della qualità, della sostenibilità e soprattutto della eticità del lavoro. Questo è un ragionamento che vale naturalmente per tutti i comparti produttivi.

Io davvero vi ringrazio. Credo che il lavoro che abbiamo fatto tutti quanti, in maniera trasversale, in questi mesi abbia prodotto un risultato importante, che dovrà essere naturalmente coltivato e sostenuto anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Corsini.

A questo punto passiamo al dibattito sugli ordini del giorno. Non so se qualcuno vuole intervenire. Io non ho nessuno sugli ordini del giorno.

A questo punto dichiarazioni di voto. Ricordo che sono congiunte su ordini del giorno e provvedimento. Consigliere Bessi, prego.

 

BESSI: Grazie, presidente.

La dichiarazione di voto alla delibera è chiaramente favorevole.

Sui tre ordini del giorno di cui sono firmatario chiaramente il parere è favorevole. Li ho già spiegati nella relazione orale, quindi do per definite le motivazioni.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Bessi.

Consigliere Rainieri, prego.

 

RAINIERI: Grazie, presidente.

Solo per dire che voteremo a favore dei tre ordini del giorno e ci asterremo sul provvedimento.

Ringraziamo l’assessore per questo ultimo suo intervento, che lascia aperte le porte a quello che chiedevamo anche noi. Quindi, è una astensione produttiva, nel senso di poter portare a termine quello che è il disegno finale di questa legge.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Rainieri.

Io non ho altri in dichiarazione di voto.

A questo punto passiamo alle votazioni. Partiamo dagli ordini del giorno.

Ordine del giorno n. 1, a firma dei consiglieri Bessi, Rainieri ed altri.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 40

Favorevoli 39

 

È approvato.

 

Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente.

Chiedo scusa, ma, avendomi abbandonato la tecnologia, chiedo di aggiungere il mio voto a favore.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto, aggiungiamo il voto a favore del consigliere Barcaiuolo.

Adesso passiamo all’ordine del giorno n. 2, a firma dei consiglieri Rainieri, Bessi ed altri.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 38

Favorevoli 37

 

È approvato.

 

Consigliere Barcaiuolo, stessa cosa? Aggiungiamo il suo voto favorevole.

Passiamo all’ordine del giorno n. 3, a firma dei consiglieri Pompignoli, Bessi ed altri.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 38

Favorevoli 37

 

È approvato.

 

Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Aggiungo il voto favorevole. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto. Aggiungiamo anche il voto favorevole del consigliere Barcaiuolo.

Adesso mettiamo in votazione la proposta di iniziativa della Giunta, l’oggetto 4021.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 40

Favorevoli 27

Astenuti 12

Contrari 1

 

È approvato.

 

Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Astensione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Aggiungiamo il voto del consigliere Barcaiuolo: astenuto.

 

OGGETTO 4311

Parere di conformità, ai sensi dell’art. 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo Schema di “Regolamento per la disciplina dei canoni dovuti alla Regione Emilia-Romagna per l’occupazione delle aree coinvolte dagli attraversamenti e dai parallelismi di linee ferroviarie di proprietà regionale, affidate in concessione al gestore dell’infrastruttura ferroviaria regionale”. (71)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto passiamo all’oggetto 4311: parere di conformità, ai sensi dell’articolo 28, comma 4, lettera n), dello Statuto sullo schema di Regolamento per la disciplina dei canoni dovuti alla Regione Emilia-Romagna per l’occupazione delle aree coinvolte dagli attraversamenti e dai parallelismi di linee ferroviarie di proprietà regionale, affidate in concessione al gestore dell’infrastruttura ferroviaria regionale.

Ricordo che la Commissione Bilancio ha espresso parere favorevole nella seduta del 26 gennaio, con la seguente votazione: 28 voti a favore, nessun contrario e 14 astenuti.

Il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole.

Dibattito generale. Qualcuno si iscrive a parlare? Prego, assessore.

 

CORSINI, assessore: Solo per inquadrare l’argomento brevemente, perché ne abbiamo parlato in Commissione.

Si tratta dell’adeguamento di un Regolamento già esistente, ma piuttosto vecchio, che ci serve per uniformare, omogenizzare e rendere più coerenti i canoni che pagano le multiutility o comunque le società che gestiscono e forniscono servizi di carattere pubblico, oltre che le Amministrazioni comunali, quando, per realizzare opere civili, devono attraversare le infrastrutture ferroviarie di proprietà della Regione concessionate a FER.

Un Regolamento che serve quindi per omogeneizzare le tariffe e i canoni, che oggi sono assolutamente disomogenei addirittura nella stessa linea, perché sono ancora figli dei vecchi concessionari governativi che applicavano canoni diversi a seconda della competenza che avevano sui diversi tratti ferroviari, quindi un Regolamento che serve per mettere ordine in una materia che oggi è disordinata e alla fine consente anche a FER, quindi alla Regione, di incassare qualche centinaia di migliaia di euro in più, che naturalmente saranno finalizzati alla manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Corsini.

Dibattito generale. Qualcuno vuole intervenire? Consigliere Sabattini, prego.

 

SABATTINI: Grazie, presidente.

Solo qualche parola su questo Regolamento, che è andato in Commissione, nella logica, come ricordava l’assessore Corsini, che forse questo Regolamento ha avuto una gestazione anche molto lunga, non soltanto per il fatto che è un elemento importante di semplificazione all’interno del territorio regionale.

Ricordo solo qualche cifra: oltre 320 chilometri di ferrovie regionali, gestite da diversi gestori in precedenza, che venivano quindi a confrontarsi con sistemi di valutazione dei canoni in maniera assolutamente differente e di servitù differenti. Questo elemento di semplificazione, da una parte, e di uniformità, dall’altra, oltre a essere corretto, permetterà anche alla Regione di incassare 300.000 euro in più di risorse da queste servitù, che verranno investiti nelle manutenzioni per la nostra rete ferroviaria.

Ci siamo trovati in quest’aula spesso a discutere correttamente di come ci immaginiamo anche la mobilità nella nostra regione e di come sia importante l’ammodernamento e la messa in sicurezza della nostra viabilità su ferro all’interno della nostra regione. Questo passa anche da una uniformità territoriale dei regolamenti stessi. E uso questo elemento per porre un altro stimolo: credo che ci siano altre situazioni simili rispetto al tema regolamentare dei diritti di passaggio delle ferrovie anche in altri campi che meriterebbero un approfondimento e una uniformità su tutto il territorio regionale. Lo stiamo facendo in tanti campi con le pianificazioni. Dall’altra parte, credo che abbiamo bisogno, anche in un’ottica di semplificazione, di Patto della semplificazione, di farlo anche su altri argomenti.

Con questo annuncio anche il nostro convinto voto favorevole.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Sabattini.

Altri in dichiarazione di voto? Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Solo per annunciare anche, ovviamente, il nostro voto favorevole rispetto a un atto che riguarda, come ha spiegato bene l’assessore, le interferenze rispetto alle tratte regionali e i canoni che, quindi, noi andiamo a chiedere.

Colgo l’occasione solo per sottolineare che, comunque, parliamo di 400.000 euro, che in assoluto non sono una cifra straordinaria, ma che comunque segnala il fatto che anche solo con un po’ di attenzione, e spesso ce lo dimentichiamo, ma anche solo toccando piccole cose si possono fare economie, che possono risultare utili e funzionali dal punto di vista anche della manutenzione complessiva della nostra rete.

Lo dico perché – lo dico soprattutto a me stesso, ma a tutti noi – visto e considerato che spesso e volentieri discutiamo in sede di bilancio della mancanza di risorse e della difficoltà di trovare risorse, sottolineo come alle volte anche solo piccoli interventi possano consentire di recuperare risorse utili, come dicevo, non solo a fare economia, ma anche ad utilizzare in modo più puntuale risorse in questo caso per la manutenzione.

Siccome trattiamo anche delle multiutility, e spesso – chi ha fatto l’amministratore lo sa – capita che gli stessi soggetti o soggetti diversi debbano intervenire a distanza di poco tempo sullo stesso tratto stradale o sullo stesso tratto in questo caso delle linee ferroviarie (lo dico adesso per una discussione che abbiamo fatto anche prima), il confronto con questi soggetti, a partire dalle Amministrazioni comunali e via via salendo fino ai livelli più alti regionali e statali, credo che dovrebbe essere uniformato a un principio molto semplice, cioè che è la Pubblica Amministrazione che ha l’onere e l’onore diciamo di indicare quali sono le priorità e, anche nella programmazione degli interventi, quali dovrebbero essere le modalità e i tempi di intervento.

Lo dico in una giornata in cui abbiamo parlato e, almeno per quanto mi riguarda, ho cercato di intervenire quando abbiamo discusso dell’attuazione dei fondi europei, della necessità di intervenire presso le multiutility anche e soprattutto in ordine al tema del caro bolletta. La mia non è una crociata contro le multiutility, penso però che la presenza pubblica all’interno di questi soggetti debba dare conto della propria presenza sia quando parliamo di temi di levatura nazionale e internazionale quali quelle di cui discutevamo oggi, sia quando parliamo di manutenzione più spicciola, così come stiamo facendo adesso.

Richiamo ad una uniformità di comportamenti la Pubblica Amministrazione, tenendo conto che questi sono soggetti serventi della Pubblica Amministrazione e non dovrebbe essere il contrario, cosa che spesso, alle latitudini delle Amministrazioni più basse, capita.

Ci tenevo a dirlo perché le due cose messe insieme ci danno una direttrice sulla quale lavorare, che credo sia utile tenere bene a mente, ripeto, a tutti i livelli della Pubblica Amministrazione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Taruffi.

Io non ho altri in dichiarazione di voto.

A questo punto mettiamo in votazione l’oggetto 4311, il parere di conformità.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 40

Favorevoli 27

Astenuti 12

 

È approvato.

 

Colleghi, sono le ore 17,30, quindi dichiaro chiusa la seduta pomeridiana. Buona serata a tutti.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 17,30

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO; Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Pasquale GERACE, Giulia GIBERTONI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il Presidente della Giunta Stefano Bonaccini;

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Mauro FELICORI, Alessio MAMMI, Irene PRIOLO.

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Raffaele DONINI, Barbara LORI, Paola SALOMONI e la consigliera Maura CATELLANI.

 

Votazioni elettroniche

OGGETTO 4255

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Adozione del Programma Regionale FSE+ dell'Emilia-Romagna 2021-2027 in attuazione del REG.(CE) n. 1060/2021". (69)

 

Titolo: 4255/1 - ODG (a firma cons. Pompignoli) (Oggetto 4660)

 

Presenti al voto:44

Favorevoli/Si:43

Non votanti:1

Assenti:6

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Facci Michele; Gerace Pasquale; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella

Non votanti

Petitti Emma

 

Assenti

Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Zamboni Silvia

 

Titolo: 4255/2 - ODG (a firma cons. Marchetti Daniele) (Oggetto 4661)

 

Presenti al voto:42

Favorevoli/Si:41

Non votanti:1

Assenti:8

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Facci Michele; Gerace Pasquale; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia; Taruffi Igor

 

Non votanti

Petitti Emma

 

Assenti

Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Pelloni Simone; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Titolo: 4255/3 - ODG (a firma cons. Catellani e altri) (Oggetto 4662)

 

Presenti al voto:42

Favorevoli/Si:41

Non votanti:1

Assenti:8

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Facci Michele; Gerace Pasquale; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Petitti Emma

 

Assenti

Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Pigoni Giulia; Zamboni Silvia

 

Titolo: 4255/4 - ODG (a firma cons. Zamboni) (Oggetto 4663)

 

Presenti al voto:44

Favorevoli/Si:28

Contrari/No:15

Non votanti:1

Assenti:6

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Gerace Pasquale; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Pigoni Giulia

 

 

Contrari/No

Barcaiuolo Michele; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Facci Michele; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Non votanti

Petitti Emma;

 

Assenti

Bargi Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Lisei Marco;

 

Titolo: 4255/5 - ODG (a firma cons. Facci) (Oggetto 4664)

 

Presenti al voto:44

Favorevoli/Si:42

Non votanti:2

Assenti:6

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Facci Michele; Gerace Pasquale; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Zamboni Silvia; Petitti Emma

 

Assenti

Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Pelloni Simone;

 

Titolo: 4255/6 - ODG (a firma cons. Castaldini) (Oggetto 4665)

 

Presenti al voto:40

Favorevoli/Si:39

Non votanti:1

Assenti:10

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Facci Michele; Gerace Pasquale; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Petitti Emma;

 

Assenti

Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Lisei Marco;

Montevecchi Matteo; Pigoni Giulia; Rainieri Fabio; Zamboni Silvia

 

Titolo: 4255/7 - ODG (a firma cons. Montevecchi e altri) (Oggetto 4666)

 

Presenti al voto:43

Favorevoli/Si:16

Contrari/No:26

Non votanti:1

Assenti:7

 

Favorevoli/Si

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Facci Michele; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Contrari/No

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Gerace Pasquale;

Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi

Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Petitti Emma;

 

Assenti

Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Rainieri Fabio; Rontini Manuela

Titolo: 4255 - proposta (Adozione del Programma Regionale FSE+ dell'Emilia-Romagna 2021-2027)

 

Presenti al voto:45

Favorevoli/Si:28

Contrari/No:15

Astenuti:1

Non votanti:1

Assenti:5

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Gerace Pasquale; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Felicori Mauro

 

Contrari/No

Barcaiuolo Michele; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Facci Michele; Gibertoni Giulia; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone;Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Astenuti

Piccinini Silvia

 

Non votanti

Petitti Emma

 

Assenti

Bargi Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Lisei Marco; Rainieri Fabio

 

Titolo: 4021/1 - ODG (a firma cons. Bessi, Rainieri e altri) (Oggetto 4667)

 

Presenti al voto:42

Favorevoli/Si:40

Non votanti:2

Assenti:8

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Gerace Pasquale; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Barcaiuolo Michele

 

Non votanti

Gibertoni Giulia; Petitti Emma;

 

Assenti

Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Montevecchi Matteo; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo

 

Titolo: 4021/2 - ODG (a firma cons. Rainieri, Bessi e altri) (Oggetto 4668)

 

Presenti al voto:41

Favorevoli/Si:39

Non votanti:2

Assenti:9

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Gerace Pasquale; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella; Barcaiuolo Michele; Pelloni Simone

 

Non votanti

Gibertoni Giulia; Petitti Emma

 

Assenti

Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Montevecchi Matteo; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo; Zamboni Silvia

 

Titolo: 4021/3 - ODG (a firma cons. Pompignoli, Bessi e altri) (Oggetto 4669)

Presenti al voto:41

Favorevoli/Si:39

Non votanti:2

Assenti:9

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bargi Stefano; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Gerace Pasquale; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella, Barcaiuolo Michele; Pelloni Simone

 

Non votanti

Gibertoni Giulia, Petitti Emma

 

Assenti

Bergamini Fabio; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Montevecchi Matteo; Rancan Matteo; Zamboni Silvia

 

Titolo: 4021 - proposta (Istituzione Zona Logistica Semplificata dell'Emilia-Romagna)

 

Presenti al voto:43

Favorevoli/Si:27

Contrari/No:1

Astenuti:14

Non votanti:1

Assenti:7

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Gerace Pasquale; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Contrari/No

Gibertoni Giulia

 

Astenuti

Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Occhi Emiliano; Piccinini Silvia; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Barcaiuolo Michele; Pelloni Simone

 

Non votanti

Petitti Emma

 

Assenti

Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Montevecchi Matteo; Rancan Matteo

 

Titolo: 4311 - Parere di conformità (Disciplina canoni per aree coinvolte da attraversamenti linee ferroviarie)

 

Presenti al voto:41

Favorevoli/Si:27

Astenuti:12

Non votanti:2

Assenti:9

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Gerace Pasquale; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Astenuti

Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Gibertoni Giulia; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina

 

Non votanti

Lisei Marco; Petitti Emma

 

Assenti

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo

 

Comunicazione ai sensi dell’art. 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

4635 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure necessarie per riorganizzare l'Ospedale di Vergato, con particolare riferimento alla riattivazione del suo Pronto Soccorso H24. A firma del Consigliere: Lisei

 

4636 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da intraprendere per garantire alle RSA l'accesso alla prescrizione e alla prenotazione dei tamponi molecolari presso le Ausl per i propri ospiti ed operatori, al fine di evitare una recrudescenza dei contagi al proprio interno. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4637 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle soluzioni da adottare per permettere ai sistemi operativi delle AUSL di diverse regioni di comunicare correttamente tra loro, al fine di poter verificare la situazione sanitaria dei cittadini che si sono trasferiti. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4638 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da adottare per far fronte agli anomali sversamenti di prodotti organici verificatisi nel canale di Cavezzo (MO) e al conseguente impatto sull'ecosistema. A firma dei Consiglieri: Bargi, Pelloni

 

4639 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da adottare per far fronte ai rincari dei fabbisogni energetici e agli aumenti lungo tutte le filiere produttive, in particolare intervenendo sugli extra profitti conseguiti. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

4640 - Interrogazione a risposta scritta circa l'obbligo di utilizzo delle mascherine FFP2 per i bambini. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

4641 - Interrogazione a risposta scritta circa i problemi segnalati sulla linea telefonica dell'area delle Salse di Nirano, nel comune di Fiorano Modenese, e delle misure da adottare per risolverli. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

4642 - Interrogazione a risposta scritta circa le misure da adottare per mitigare gli effetti dei rincari energetici sulle famiglie a basso reddito, prevedendo opportune forme di sostegno al fine di scongiurare il distacco delle forniture. A firma dei Consiglieri: Amico, Maletti, Taruffi

 

4643 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla possibilità di predisporre bonus per la fornitura di energia rivolti alle persone ipovedenti o con cecità legalmente riconosciuta. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

4645 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle criticità riscontrate nella formazione delle graduatorie sulla valutazione annuale delle competenze del personale sanitario dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell'Azienda Usl di Ferrara. A firma del Consigliere: Bergamini

 

4646 - Interrogazione a risposta scritta in merito al prolungamento del periodo di chiusura di discoteche e sale da ballo. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

4647 - Interrogazione a risposta scritta circa le misure da adottare per garantire la salute pubblica in ambito scolastico, con particolare attenzione ai bambini nella fascia d'età tra gli 0 e i 6 anni. A firma del Consigliere: Lisei

 

4648 - Interrogazione a risposta scritta circa la corresponsione di un incentivo in busta paga al personale infermieristico dell'AUSL di Piacenza e alle modalità di recupero di somme erogate erroneamente. A firma della Consigliera: Stragliati

 

4650 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere il grado di diffusione sul territorio regionale della terapia basata sull'utilizzo di plasma iperimmune ed in particolare il numero di casi trattati con questa terapia e con quale esito. A firma dei Consiglieri: Rancan, Pelloni, Stragliati, Marchetti Daniele, Bergamini

 

4651 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle restrizioni e ai provvedimenti messi in atto per quanto riguarda la cerca e la raccolta del tartufo per combattere la diffusione della peste suina africana. A firma dei Consiglieri: Rancan, Occhi, Catellani, Liverani, Pompignoli, Montevecchi, Delmonte, Bargi, Rainieri

 

INTERPELLANZA

 

4649 - Interpellanza in merito alle azioni da adottare per scongiurare un ulteriore periodo di cassa integrazione per i dipendenti dell'azienda Malo S.p.A., con particolare riferimento allo stabilimento di Borgonovo Val Tidone (Piacenza). A firma della Consigliera: Stragliati

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno n. 2 prot. NP/2022/211 del 03/02/2022)

 

 

LA PRESIDENTE

 

I SEGRETARI

Petitti

Bergamini - Montalti