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141.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 10 MAGGIO 2022

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 4801

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Piano Regionale di Attuazione del Programma nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (GOL)". (81)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 4801/1 oggetto 5171 - Approvazione)

((Ordine del giorno 4801/2 oggetto 5172 - Approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

COLLA, assessore

MONTEVECCHI (Lega)

MALETTI (PD)

CASTALDINI (FI)

PRESIDENTE (Rainieri)

PIGONI (BP)

MARCHETTI Francesca (PD)

ZAMBONI (EV)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 4878

Risoluzione per impegnare la Giunta a dare corso ad ogni provvedimento utile al fine di consentire ai cittadini di utilizzare strumenti di riscaldamento, a prescindere dalla classificazione, quali camini, caminetti e stufe a pellet. A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo, Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Rainieri)

BARCAIUOLO (FdI)

CALIANDRO (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

POMPIGNOLI (Lega)

BARCAIUOLO (FdI)

ZAMBONI (EV)

BARCAIUOLO (FdI)

PELLONI (Lega)

BERGAMINI (Lega)

 

OGGETTO 4993

Risoluzione per impegnare la Giunta a una riflessione riguardante la riorganizzazione dei servizi di degenza emiliano-romagnoli, con particolare riguardo alle Case Residenza Anziani, prevedendo una dislocazione più omogenea sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Mastacchi

PRESIDENTE (Rainieri)

RANCAN (Lega)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 4991

Risoluzione per impegnare l'Assemblea legislativa a esprimere la propria condivisione dei contenuti della risoluzione delle Nazioni Unite "Integrazione della bicicletta tradizionale nei sistemi di trasporto pubblico per lo sviluppo sostenibile" e la Giunta a rafforzare le azioni di promozione e incentivazione della mobilità ciclistica. A firma della Consigliera: Zamboni

(Discussione e approvazione)

OGGETTO 5126

Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare con i Comuni interessati e la Provincia di Parma l'opportunità di redigere il Progetto di fattibilità tecnico-economica della ciclovia "Ti-Bre Dolce" e ad individuare le risorse aggiuntive per portarne a termine la realizzazione e promuoverne la conoscenza con le altre ciclovie turistiche regionali di rilevanza nazionale dell'Emilia-Romagna. A firma della Consigliera: Zamboni

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

ZAMBONI (EV)

COSTA (PD)

FACCI (Lega)

DAFFADÀ (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

ZAMBONI (EV)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica Oggetto 4878

Emendamenti oggetti 4801- 5171 - 4991

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,59

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 141 del 10 maggio 2022.

Hanno giustificato la propria assenza i consiglieri Amico, Bargi, Mastacchi, Montalti, Zappaterra e gli assessori Calvano, Corsini, Donini, Mammi e Salomoni.

 

OGGETTO 4801

Proposta d’iniziativa Giunta recante: “Piano Regionale di Attuazione del Programma nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (GOL)”. (81)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 4801/1 oggetto 5171 - Approvazione)

((Ordine del giorno 4801/2 oggetto 5172 - Approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Si riprende dall’oggetto 4801: proposta di iniziativa della Giunta recante “Piano Regionale di Attuazione del Programma nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori”.

Ricordo che la Commissione cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità ha espresso parere favorevole nella seduta del 28 aprile con la seguente votazione: 28 voti a favore, nessun contrario, 8 astenuti.

Su tale oggetto insistono sei proposte di emendamento a firma del consigliere Montevecchi e sono stati presentati due ordini del giorno relativi all’oggetto in esame: l’ordine del giorno 4801/1 a firma della consigliera Castaldini e l’ordine del giorno 4801/2 a firma dei consiglieri Montevecchi e Catellani.

Apriamo il dibattito generale.

Passo la parola all’assessore Colla. Prego, assessore.

 

COLLA, assessore: Grazie, presidente.

Permettetemi. Penso che il pensiero vada, se dobbiamo discutere di lavoro, a quel lavoratore è caduto dal ponteggio a Ferrara, che purtroppo, dalle informazioni che abbiamo, non ce l’ha fatta. Ancora una volta si pone il tema della sicurezza sul lavoro.

Ringrazio prima di tutto. Voglio ringraziare tutti i consiglieri delle Commissioni per la qualità della discussione che hanno consegnato. Hanno arricchito e integrato il piano attuativo di GOL. Io penso che siamo di fronte a una grande novità, non solo per la nostra Regione. Stiamo parlando di un atto per il Paese che definisce, io penso, i suoi valori. Almeno dà una possibilità di rafforzare i valori dell’articolo 1 della Costituzione, fondata, non dimentichiamolo mai, sul lavoro, sul lavoro dipendente, autonomo, imprenditoriale.

Abbiamo voluto portare qui la discussione, permettetemi, in questa Assemblea. Non solo è giusto, ma vogliamo essere coerenti con il modello di partecipazione preventiva che è, io ritengo, una prassi, una modalità giusta. Stesso percorso abbiamo fatto con i componenti del Patto per il lavoro e per il clima e ovviamente ancor prima con i vincoli, anche di percorso, che il piano impegnava.

Io penso che la novità è che la riforma… Stiamo parlando non di un oggetto del mercato del lavoro. Siamo di fronte alla riforma del mercato del lavoro, che incamera un provvedimento legislativo. La sfida io penso sia, noi pensiamo sia a più livelli. La prima, forse è giunto il momento di avere un alfabeto da riformulare sui temi del lavoro, priorità da ridefinire rispetto ai grandi cambiamenti. Molto probabilmente dobbiamo anche modificare, ribaltare le prospettive. Dobbiamo ridisegnare un nuovo spazio sociale e dobbiamo sgonfiare il disagio sociale.

Urge una nuova cultura della mediazione sociale per il lavoro. Non possiamo delegare questa. La politica, le Istituzioni non possono delegare la rappresentanza dei diseguali e questo Piano, penso, ci dia una possibilità anche per una nuova discussione. Siamo dentro alla trasformazione del lavoro, alla all’alfabetizzazione della tecnologia. Provate a immaginare il rischio di cesura, di polarizzazione che può creare. E siamo dentro non solo alla cittadella, chiamiamola così, del lavoro più strutturato.

GOL ha un ruolo fondamentale. Deve ricucire le fragilità, la precarietà sia del lavoro dipendente ma anche indipendente, autonomo, che si allarga nella società, anche nella nostra società industriale. GOL deve essere uno strumento in grado di ricucire, ricucire la società aperta. Non sono ovviamente solo i territori. Certamente c’è il tema del merito, ma io penso che GOL deve essere importante anche riconoscerlo, vederlo, sostenerlo, ma siamo anche ai territori dei bisogni e quei bisogni vanno visti, vanno ricuciti. Dobbiamo evitare le polarizzazioni tra ottimati, bolla di lavoro povero, di imprese povere che rischiano di essere fuori dalla capacità di acquisire il cambiamento.

Questo è un Paese che, se ci pensate, ha sempre discusso con questa modalità. Discuteva gli ammortizzatori, discuteva le pensioni. Anch’io qualche volta l’ho fatto. Anzi, cose importanti discutere di ammortizzatori e di pensioni, ma penso che ci sia stato un vuoto. C’era un corpaccione centrale che erano le politiche attive e l’orientamento. La capacità di gestire cosa c’era in mezzo tra queste due polarizzazioni è sempre stato il vuoto che poi ha portato a mettere in difficoltà molta gente che cercava lavoro, che voleva lavoro, che era dentro i percorsi e rischiava di uscire.

La riqualificazione e l’accompagnamento delle competenze, passare da zero risorse a 6 miliardi, così come ha votato il Governo, è un salto di qualità indispensabile, ma non facciamoci prendere le cifre. La Germania comunque spende quattro volte rispetto a noi sulle politiche attive. Ora, la sfida regionale.

Le risorse a disposizione di questa Regione sono 60 milioni dal 2022 fino al 2025. Quindi è un fatto inedito. Ovviamente non sono sufficienti le risorse. C’è bisogno di capire dove posizionarle, come posizionarle, dove vuoi andare.

Intanto c’è un fatto. Queste risorse sono aggiuntive a quelle dell’FSE, quindi il primo punto è evitare ridondanze tra il grande investimento dell’FSE, che sappiamo anche dalla Commissione europea dovremmo essere a breve in chiusura del placet per iniziare a fare i bandi ed essere operativi, e penso che con queste risorse dobbiamo fare più grande investimento sull’orientamento.

Non regge più un mercato del lavoro (chiamiamolo così, non è un giudizio, penso che sia una valutazione che sta nei fatti) che ha sempre funzionato in forma un po’ parentale, amicale o familistica, niente di male, ma non regge più al cambiamento.

Penso che si debba rafforzare ruolo, autorevolezza, efficacia dei nostri centri per l’impiego, a volte visti all’esterno come strutture di bollinatura democratica, mentre gestiscono ogni anno 2 milioni di pratiche per lavoratori, imprese, professionisti per chi cerca lavoro.

Abbiamo deciso di posizionare i 38 distretti dove operano i centri per l’impiego, che chiameremo centri per l’impiego di comunità, il legame di chi deve fare mediazione sul lavoro deve essere di comunità, in rete con i bisogni variegati dei territori, con le rappresentanze sociali, economiche, istituzionali, politiche. Abbiamo bisogno di recuperare la verità dei report, di cosa avviene nella specificità di quel territorio, e concluderemo il potenziamento dei centri per l’impiego entro il 31/12.

A breve faremo un’operazione anche di patto generazionale, avremo l’inserimento di 130 giovani, perché abbiamo bisogno anche lì di far entrare la cultura dell’era digitale, la capacità e la dimestichezza di rapportarsi con la cultura dei giovani, sempre in applicazione però del nostro modello quasi identitario.

Mi fa piacere che su questo la discussione sia stata molto proficua con tutti i consiglieri, dobbiamo non lasciare niente al caso, siamo un sistema integrato, convenzionato, accreditato, siamo soggetti fondamentali per raggiungere risultati di GOL.

Noi abbiamo 80 soggetti accreditati, soggetti dell’intermediazione anche di piattaforme internazionali, enti di formazione, cooperative sociali, enti accreditati con criteri, perché, quando si tratta di lavoro, bisogna avere la qualità dei comportamenti, di come agisci.

Non a caso, abbiamo investito per un accreditamento degli enti di formazione sulla digitalizzazione, sulla sostenibilità, sull’internazionalizzazione, sulla competenza delle lingue, e stiamo facendo un’operazione di formazione degli operatori, anche di transizione dei comportamenti, perché gli operatori devono essere in grado di avere la lettura del loro territorio.

La vera sfida è come saremo in grado di tenere insieme le variegate esigenze soggettive con le esigenze formative, questa è la sfida di GOL, prendere in carico il soggetto, creargli la formazione, ma nello stesso tempo dirgli che in quel territorio la formazione deve essere indirizzata a questo bisogno lavorativo, non altro, non può esserci solo la soggettività che voglio far quello, ma ai soggetti dobbiamo dire la verità territoriale di cosa è giusto per trovare un lavoro dignitoso, una personalizzazione del sistema.

Abbiamo l’obiettivo di prendere in carico 43.000 persone solo nel 2022, un fatto inedito. Preferisco darci obiettivi un po’ aggressivi che non avere alcuno strumento, prendere vuol dire la forza di andare in quella direzione.

Verranno coinvolte 10.000 persone in percorsi formativi, 4.000 con competenze digitali. Dobbiamo abbassare i livelli di assistenza, dobbiamo transitare tra i livelli di assistenza che, se lasci troppo un mercato lavoro dentro gli strumenti di assistenza, rischia di andare fuori mercato del lavoro per sempre.

Dobbiamo avere meno Redditi di cittadinanza, meno NEET, meno persone fragili, più lavoro femminile, meno lavoro povero, discontinuo, precario. Lo dico non solo come un fatto di intenti, deve essere una misurazione costante che facciamo insieme rispetto a questo investimento. Non è solo uno slogan di intenti, ma deve essere una traiettoria verificabile. Dobbiamo rapportarci con le tante Academy di qualità che stanno nascendo, ma non dobbiamo avere le elites di entrata nel mercato del lavoro, ma anche rigenerazione delle competenze medie, basse, nulle, dobbiamo progettare gli hub di competenze e di comunità. Il ruolo degli Enti locali, dei soggetti territoriali sarà fondamentale per far conoscere e stimolare questo processo.

Concludo. Ritengo opportuno nei nuovi centri per l’impiego (sono 38 disseminati nei nostri Comuni, 9 sono i centri di area che raggruppano la direzione e la governance di questi 38) strada facendo organizzare incontri pubblici con la direzione dell’Agenzia regionale, che ha fatto un lavoro enorme nella gestione di questo percorso e del progetto. Ovviamente l’iniziativa è pubblica, e, dove sono invitate le istituzioni, i consiglieri tutti, dobbiamo presentare i report, i risultati, capire vis-à-vis i problemi che possono arrivare da quel territorio. Dobbiamo coinvolgere il sistema scolastico per definire con loro progetti di orientamento qualificato. Dobbiamo, con questo sistema, sancire l’universalità del diritto per un lavoro dignitoso. Questo è il perimetro della discussione di GOL. Pensiamo di essere pronti già a fare il primo bando, entro giugno. Mi sembra che [...] discussione che ho fatto stamattina stia arrivando con alcuni passaggi fondamentali, che ci permetteranno di fare il bando. È una grande novità che fa discutere questo Paese di politiche attive, dove c’era un vuoto assordante dal punto di vista delle possibilità.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Colla.

Dibattito generale. Chi si iscrive a parlare? Consigliere Montevecchi, prego.

 

MONTEVECCHI: Grazie, presidente.

Come Lega, siamo già intervenuti sul piano regionale in Commissione. Oggi ci limitiamo a descrivere l’ordine del giorno e gli emendamenti che abbiamo presentato.

Abbiamo presentato un ordine del giorno, a firma mia e della consigliera Catellani, che mi appresto a leggere.

In data 2 febbraio 2022 l’Assemblea legislativa ha approvato con voto unanime l’odg n. 3 collegato all’oggetto assembleare n. 4255 (Adozione del Programma regionale FSE+ dell’Emilia-Romagna 2021-2027) in materia di coprogettazione delle azioni formative, favorendo la partecipazione del tessuto economico produttivo dei territori, affinché la fase di analisi del fabbisogno di prossimità si traduca in interventi formativi efficaci, tempestivi e realmente spendibili sul mercato del lavoro di riferimento.

Con lungimirante intuizione, la coprogettazione delle azioni informative, nell’accezione di cui all’odg n. 3 sopra richiamato, è stata inserita nel testo della proposta di iniziativa di Giunta oggetto n. 4801, rubricando testualmente, a pagina 17 di 112, quanto, a princìpi fondanti per la piena partecipazione, il partenariato economico e sociale e le imprese rivestano un ruolo centrale nella implementazione, attuazione e valutazione del piano. Un apporto che nella regia regionale si realizzerà nella piena valorizzazione e nel coinvolgimento dei territori. Ascolto, confronto e dialogo permetteranno di accompagnare la prima implementazione del piano e, in fase di attuazione, di garantire la costante acquisizione degli elementi conoscitivi quali-quantitativi necessari al costante adeguamento degli strumenti, dei dispositivi e delle azioni. Fattore strategico per assicurare la qualità e l’efficacia dei singoli percorsi dell’impianto generale e per perseguire gli obiettivi attesi è il coinvolgimento delle imprese. In particolare, le imprese sono chiamate a fornire un contributo e collaborare nelle fasi di analisi della domanda di professionalità e di competenze necessarie alla predisposizione e aggiornamento dell’offerta formativa. Le imprese del tessuto economico-produttivo sono chiamate inoltre a concorrere nelle fasi di implementazione, a partire dalla co-progettazione dei percorsi, attraverso una collaborazione strutturata con tutti i soggetti attuatori, affinché gli esiti delle analisi del fabbisogno di prossimità si traducano in progettualità efficaci, tempestive e realmente spendibile sul mercato del lavoro di riferimento.

A pagina 56 di 112, quanto alle azioni per il coinvolgimento delle imprese del territorio, fattore strategico per assicurare la qualità e l’efficacia di singoli percorsi dell’impianto generale e per perseguire gli obiettivi attesi è il coinvolgimento delle imprese. In particolare le imprese sono chiamate a fornire un contributo e a collaborare nelle fasi di analisi della domanda di professionalità e di competenze necessarie alla predisposizione e aggiornamento dell’offerta formativa. Le imprese del tessuto economico-produttivo sono chiamate inoltre a concorrere nelle fasi di implementazione, a partire dalla co-progettazione dei percorsi, attraverso una collaborazione strutturata con tutti i soggetti attuatori, affinché gli esiti delle analisi del fabbisogno di prossimità si traducano in progettualità efficaci, tempestive e realmente spendibili sul mercato del lavoro di riferimento.

Peraltro, segnalo che sono contenuti due refusi, che poi andrebbero corretti, proprio all’interno dell’oggetto 4801.

Considerato che alla co-progettazione di percorsi è pertanto attribuita valenza determinante sia in termini di contenuto valoriale che quale misura con la quale attuare l’azione di riferimento, contemperando sia la vision che la mission del piano di attuazione di cui all’oggetto 4801, impegna la Giunta regionale a promuovere il concreto successo del Piano regionale di attuazione del Programma nazionale GOL favorendo la più ampia partecipazione e collaborazione tra tutti gli attori del mercato del lavoro di riferimento al fine di dare coerenza alla rilevanza attribuita nel piano alle azioni di co-progettazione, ricercando sin dalla fase di analisi modalità e strumenti supportivi e integrativi dei patti territoriali già presenti nel PNRR, ponendo particolare, anche se non esclusiva, attenzione ai sistemi informativi da utilizzarsi già in fase di rilevazione dei fabbisogni.

Inoltre, illustro brevemente i sei emendamenti. Nell’emendamento n. 1 a pagina 41, al primo capoverso, il periodo che va da “programmazione di interventi per innalzare” fino a “nascita di start-up e nuove imprese” viene sostituito dal periodo “programmazione di interventi per innalzare e aggiornare le competenze delle persone, così da facilitare l’accesso al mercato del lavoro e la fattiva permanenza nel medesimo, promuovere un’occupazione qualificata e sostenere l’avvio di attività autonome e la nascita di start-up e nuove imprese”, quindi andiamo ad aggiungere “la fattiva permanenza nel medesimo”.

All’emendamento n. 2, invece, andiamo a correggere un refuso, in quanto, a pagina 46 di 112, il periodo “una formazione che, essendo costruita con il coinvolgimento attivo delle rappresentanze del mondo del lavoro e con il renda”, qui c’è un refuso da correggere. Noi sostituiamo il periodo con questa nuova frase: “una formazione che, essendo costruita con il coinvolgimento del mondo del lavoro e delle sue rappresentanze, renda sempre più effettiva la connessione tra conoscenze, competenze e quindi tra formazione e lavoro”.

Il nostro emendamento n. 3, a pagina 46. L’ultimo periodo, che termina con “dai soggetti accreditati al lavoro e dagli enti di formazione professionale, che costituiscono la rete attiva per il lavoro”, è così modificato: “dai soggetti accreditati al lavoro anche in partenariato fra loro, e degli enti di formazione professionale che costituiscono la rete attiva per il lavoro”.

Inoltre, il nostro emendamento n. 4, a pagina 47, l’ultimo capoverso è interamente sostituito dal seguente: “sarà considerato un plus la condizione che siano costituiti da un’offerta formativa che consenta alle persone di acquisire, oltre alle conoscenze e capacità proprie, delle qualifiche professionali, competenze digitali specifiche, ovvero connesse ai processi di digitalizzazione dei processi lavorativi di riferimento delle qualifiche”.

Il nostro emendamento n. 5, a pagina 47, sostituisce la parola “enti” con “soggetti”, quindi la frase “prevedono che l’offerta formativa sia presentata da enti accreditati alla formazione, anche in partenariato tra loro” diventa “prevedono che l’offerta formativa sia presentata da soggetti accreditati alla formazione anche in partenariato tra loro”.

Infine, il nostro ultimo emendamento, il sesto, a pagina 63. Dopo il periodo che termina con “istituzioni scolastiche, università, imprese”, viene aggiunto il seguente periodo: “al fine di intercettare tempestivamente la domanda di nuove e diverse professionalità che il mercato del lavoro richiede, e dare risposta all’emergente fabbisogno di prossimità quanto alle nuove qualifiche, verrà valorizzato il contributo delle segnalazioni di istanze provenienti anche direttamente dal mondo imprenditoriale”.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Montevecchi.

Altri in dibattito generale? Consigliera Maletti, prego.

 

MALETTI: Grazie, presidente.

Il Piano regionale di attuazione del Programma nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori è per l’Emilia-Romagna una grande opportunità, ma anche una grande sfida.

La missione 5 per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna consiste nel raggiungimento di 38.040 beneficiari di GOL, di cui 10.144 coinvolti in attività di formazione, di cui 3.804 in competenze digitali entro il 31 dicembre 2022, ma riguarda anche, come ha detto l’assessore prima, 60 milioni di euro in aggiunta ad altri finanziamenti. Questo vuol dire una grande opportunità, ma anche una grande sfida, infatti chi sono i potenziali beneficiari? Sono persone attualmente disoccupate, lavoratori fragili e vulnerabili, i NEET, donne in condizioni di svantaggio, persone con disabilità, lavoratori over 55 anni, lavoratori autonomi che cessano l’attività e lavoratori con redditi molto bassi.

Nello specifico, nella misura...

 

PRESIDENTE (Petitti): Colleghi, un po’ più di silenzio, per favore, grazie.

 

MALETTI: Nella misura 1, persone in disoccupazione, che percepiscono la NASPI, Reddito di cittadinanza o programmi di intervento per l’occupazione.

Queste persone saranno convocate per l’inserimento nel programma GOL. Non potranno scegliere, verranno convocate, altrimenti potranno essere penalizzate rispetto ai contributi che oggi ricevono.

Nella misura 2, NEET fino ai 28 anni, nella misura 3 persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità, come definito dalla legge regionale n. 14 del 2015. Nella misura 4 donne e uomini che hanno delle disabilità, e ci saranno dei percorsi diversi, che coinvolgeranno i centri che sono accreditati e riconosciuti dalla Regione Emilia-Romagna rispetto alla formazione, che riguarderanno anche tutto un insieme di soggetti che sono nei territori, che fanno parte e che già oggi collaborano con i centri per l’impiego. Ma anche tutto un insieme di altri soggetti che oggi non hanno relazione e non collaborano con i centri per l’impiego.

Riguarderà anche una grande riforma dei centri per l’impiego, 38 centri per l’impiego in Emilia-Romagna, uno in ogni distretto sociosanitario. Questo vuol dire anche la grande valenza sociale, oltre che verso le politiche attive del lavoro, ma anche in ogni Provincia un centro che riguarda un insieme di azioni rivolte ai diversamente abili. Questo vuol dire passare, anche nel corso dell’anno 2022, da 680 dipendenti per i centri per l’impiego a 938. Non è solo un dato numerico. Sono già state messe in campo e verranno messe in campo anche per l’anno in corso un insieme di misure di formazione, sia per il personale attualmente occupato nei centri per l’impiego, ma anche per quelli che saranno assunti.

La grande sfida è proprio quella di far diventare i centri per l’impiego come centri di comunità, il che vuol dire che dovranno coinvolgere sia i soggetti che oggi già collaborano con i centri per l’impiego, ma anche fare un’azione rivolta alle politiche attive del lavoro, coinvolgendo maggiormente sia gli Enti locali, ma anche tutti quei soggetti che sono sui territori, sia i soggetti che sono oggi già nelle Commissioni tripartite, ma anche un insieme di soggetti che oggi non ci sono, dalle agenzie interinali, ma anche un insieme di soggetti che a diverso titolo sono sui territori.

Questa è una sfida. È una sfida perché noi veniamo da anni dove, con le politiche attuali, con le norme attuali, tutto un insieme di imprese hanno perso l’obbligo di dover assumere al proprio interno persone anche svantaggiate. Basta anche solo una giornata di Cassa integrazione. Questo vuol dire ritornare a creare questi legami, questi rapporti, proprio con una diversa presa in carico del ragazzo e della ragazza, della donna e dell’uomo che si rivolge ai centri per l’impiego, proprio con un progetto, con un piano che riguarda la formazione, con una specificità anche della formazione digitale, anche rispetto alle nuove opportunità che ci possono essere in questo ambito, ma anche accompagnate verso un percorso che le porta a un tema di occupazione di lavoro.

Questo vuol dire dare anche delle garanzie molto chiare rispetto alle imprese proprio per un accompagnamento anche dopo l’assunzione a tempo determinato o indeterminato.

 

PRESIDENTE (Petitti): Colleghi, un po’ più di silenzio, per favore. Prego.

 

MALETTI: Grazie.

Per rafforzare la rete dei centri per l’impiego si è comunque svolto tutto un insieme di azioni. Ad esempio, sono stati messi in campo 76 milioni per costruire nuovi edifici o fare delle opere di miglioria degli esistenti, 50 milioni per sistemi informativi e reti di comunicazione, 26,2 milioni di incremento di organici di personale (questo a livello nazionale, per farli diventare delle strutture di comunità).

Questo vuol dire che, come ho detto prima, può essere sicuramente un tema di opportunità, ma anche una grande sfida. Questa è una sfida per l’Emilia- Romagna, che è ai primi posti in Italia rispetto a un tema di occupazione e rispetto a un tema anche di PIL, rispetto a un tema di export, ma questa è un’operazione per aiutare le persone più svantaggiate, che hanno riconosciute delle disabilità o delle fragilità proprio per poter accedere a questo mondo del lavoro. Grazie

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Maletti.

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie, Presidente. Grazie, assessore.

Finalmente il Piano dell’Emilia-Romagna per il programma Garanzia di occupabilità dei lavori, GOL, è arrivato in quest’Aula, dopo essere stato licenziato da ANPAL e dalla Commissione competente in tempi molto stretti, perché questo era necessario, mi ha seguito con attenzione tutto l’iter.

Ho sempre cercato di intervenire e continuo, chiedendo da subito di essere partecipi anche noi convinti. Interrogazione datata al 13/01 e poi discussa, GOL è una delle maggiori possibilità che finora il PNRR ha concesso e non va in nessun modo sottovalutato, è veramente un investimento straordinario per quanto concerne la formazione, un’occasione unica, che dobbiamo assolutamente tenere sempre a mente, e provare a lavorare anche insieme.

Ho fatto alcuni interventi in Commissione anche perché oggi presenterò un ordine del giorno. GOL prevede una serie di misure per il reinserimento lavorativo dei disoccupati, dei percettori di Reddito di cittadinanza, dei lavoratori in Cassa integrazione, dei disabili, delle donne, dei giovani, dei NEET, degli over 50 e di tante altre categorie che hanno la necessità di essere formate.

Finalmente i progetti che avevamo a cuore, tutti, possono diventare realtà, e finalmente abbiamo risorse adeguate per fare politiche attive serie, così come ci siamo detti lungamente in questi anni, anche nei lavori della nostra Commissione, che tengano insieme sperimentazione, formazione.

È necessaria la responsabilità di tutti i soggetti attuatori, perché le scadenze sono stringenti e in certi casi preoccupano anche i settori stessi. Dopo l’adozione di piani regionali, è previsto il raggiungimento di almeno il 10 per cento dei beneficiari complessivi entro il 2022.

Per l’Emilia-Romagna la prima assegnazione delle risorse dell’intervento M5 C1 del PNRR, pari al 20 per cento del totale, ammonta a più di 55 milioni, per un numero totale di beneficiari di GOL, da raggiungere entro il 31/12/2022, pari a 38.000 persone.

Nel documento è previsto che il budget complessivo per il 2022 salga a circa 80 milioni di euro, grazie ad altri 25 milioni che la Regione stanzia da altre fonti, 80 milioni da spendere in sei mesi, quindi immaginate che sfida abbiamo davanti. Una cifra immaginata di questa entità ha delle caratteristiche, e in queste caratteristiche la politica deve giocare un ruolo fondamentale, ma la politica vuol dire anche l’opposizione.

Va resa strutturale, per quanto ho sempre detto e per quanto ho ribadito anche qua in Aula, la cooperazione tra servizi pubblici e agenzie per il lavoro, soggetti accreditati per la formazione e altri soggetti riconosciuti dalle Regioni, incluso il privato sociale.

È necessario il coinvolgimento delle imprese e del territorio, ce lo siamo sempre detti, ma adesso è anche più stringente, e coinvolgere gli operatori economici locali affinché i centri per l’impiego possano diventare un punto di riferimento dell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, con la stipula di veri e propri patti territoriali per fornire strumenti formativi dedicati e condizionati all’assunzione. Ripeto questo tema, che poi sarà la proposta politica che io offro a lei, ma anche a tutta l’Assemblea legislativa.

I percorsi previsti da GOL sono 5: reinserimento occupazionale, upskilling, reskilling, il lavoro e l’inclusione, la ricollocazione collettiva. Sono molto contenta che nel percorso 4 insieme alla Regione Emilia-Romagna (spero poi che venga anche presa in considerazione a livello nazionale), a pagina 83 del documento sia stata prevista la figura del case manager, figura che ho pensato e immaginato soprattutto sull’applicazione di certe leggi, per introdurre all’interno delle aziende i lavoratori disabili, cioè per rendere questo percorso e questa opportunità per l’azienda e per il lavoratore ancora più concreta, e così nasce dalla Regione Emilia-Romagna questa figura, tra l’altro approvata all’unanimità, a dimostrazione che se si va oltre gli steccati, si può veramente dare un contributo per tutti, cosa che mi rende profondamente orgogliosa.

Pongo alla discussione due importanti punti di lavoro. Uno è il coinvolgimento delle imprese. È scritto chiaramente nel documento che le imprese sono fattore strategico sia nella fase iniziale di analisi della domanda di professionalità e di competenze, sia nella fase di implementazione, attraverso una coprogettazione, di cui parlava anche il consigliere Marchetti, una collaborazione strutturata con tutti i soggetti attuatori, perché i percorsi siano realmente spendibili e siano una finestra aperta sul mondo del lavoro.

Mi interessa capire ‒ questo è il punto ‒ come la Regione intenda perseguire questo condivisibile obiettivo perché non rimanga solo sulla carta, come è stato in certi casi, molte volte, un auspicio, poi mai realizzato fino in fondo. Anche gli imprenditori, infatti, vanno formati e sostenuti per essere loro per primi driver al cambiamento.

All’interno dei nuovi centri per l’impiego va previsto un lavoro serio e approfondito di conoscenza del tessuto produttivo, anche nuovo, anche rispetto alle nuove caratteristiche dopo la pandemia e delle dinamiche aziendali del territorio di riferimento. Mi pare che su questo aspetto ci sia ancora molto lavoro da fare.

I patti territoriali. L’avevo accennato anche in Commissione e lo ripropongo qua in Assemblea, perché, secondo me, questo è il momento giusto per fare un passo in più, un passaggio in più. GOL consente di sottoscrivere questi patti territoriali per favorire la partecipazione attiva degli Enti locali interessati, delle parti sociali, del sistema delle imprese, degli stakeholder interessati, ottimizzando il rapporto tra sistemi del lavoro, dell’istruzione e formazione e dell’imprenditoria lungo le filiere produttive, settoriali e locali. Si ha intenzione di intraprendere questa strada sul serio? Anche la Sessione europea, che andrà in discussione domani, parla di patti da sottoscrivere per l’attuazione del PNRR. Io vorrei capire come la Giunta ha intenzione di strutturare questo processo. Sarebbe importante poter coinvolgere le Commissioni competenti, che finalmente la Regione Emilia-Romagna ha, e, soprattutto, evitare il rischio che ci siano più patti territoriali e tavoli di lavoro che bandi PNRR.

Monitoraggio. Dopo una proficua discussione in Commissione e un’apertura da parte dell’assessore Colla e dei colleghi in merito a un’interrogazione che ho presentato sulle azioni di monitoraggio, interrogazione che avevo presentato dopo la nostra Commissione, quindi andrà in discussione più avanti, perché l’assessore Colla è appena stato in Commissione, mi sono permessa, proprio per dare agio alla Commissione, quindi per poterlo ritirare, di presentare qua l’ordine del giorno con a tema esattamente il monitoraggio. In questo modo, potremmo essere, a mio parere, da subito più incisivi.

Il Governo centrale ci chiede di impostare un sistema di monitoraggio in tempo reale che garantisca la rilevazione di tutti i dati, rilevazioni utili per alimentare il sistema centrale di coordinamento del PNRR, e che fornisca un quadro aggiornato sull’avanzamento delle spese e degli attori coinvolti. La nostra Regione risponde che verrà implementato uno specifico cruscotto di monitoraggio sui dati SILER. Bene. La mia richiesta è che questo cruscotto, con tutte le dovute accortezze per quanto riguarda la privacy, possa essere in parte reso disponibile on line.

Ho chiesto inoltre che, visti i numeri da raggiungere entro il 31/12, che sono i dati che davo all’inizio di queste mie piccole richieste, la Commissione competente sia informata ogni tre mesi sull’andamento del programma in termini di risorse, destinatari, Enti coinvolti, differenze territoriali e qualità degli interventi.

I tempi sono molto stretti e la preoccupazione che ho è che questa occasione possa trasformarsi in un enorme boomerang, ma credo che la mia preoccupazione (anche se forse lei non userebbe, assessore, queste parole) sia anche la sua, cioè non userebbe boomerang, ma grandi possibilità non colte.

Abbiamo scadenze stringenti sul numero di assessment da fare e di informazioni da attivare, non c’è la stessa stringenza su quanti realmente debbano entrare nel mondo del lavoro. La mia preoccupazione è che queste persone, per lo più fragili, si trasformino in numeri da intervistare in brevissimo tempo, per poter ottenere fondi, e poi si lascino a metà del guado. Questo so che non lo desidera lei, non lo desidero io. Per questo è necessario un monitoraggio costante, con indicatori precisi, che consentano di verificare la qualità e la soddisfazione del percorso fatto. Non ci basta arrivare a metà, bisogna accompagnarli fino alla fine, bisogna sentire questa responsabilità politica, insieme alla responsabilità di non sprecare neanche 1 euro.

È un compito decisamente complicato, decisamente difficile, e per questo credo che tutti i tavoli possibili, che tutte le persone interessate a un tema così importante come quello della formazione debbano essere coinvolti in questo processo. Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi in discussione? Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

L’importanza del tema trattato dal programma GOL è evidente, direi quasi urgente, vista la congiuntura economica e uno scenario internazionale che, per molti settori chiave della nostra economia regionale, ha diverse nubi scure all’orizzonte, con possibili ripercussioni anche sul fronte occupazionale.

Abbiamo sempre messo al centro della nostra azione politica il tema del lavoro. Valuto pertanto con molta positività questo programma, che è stato introdotto a livello nazionale proprio per rilanciare l’occupazione e combattere la disoccupazione.

Il programma prevede infatti l’applicazione di una serie di strumenti e misure per il reinserimento lavorativo di alcune categorie particolari (disoccupati, percettori del Reddito di cittadinanza, lavoratori in Cassa integrazione, disabili, donne in difficoltà, giovani, over 50), insomma di tutti coloro che dal punto di vista professionale purtroppo risultano più fragili, coloro che in definitiva riscontrano i maggiori problemi nel trovare un’occupazione stabile e dignitosa.

Il programma GOL ha innanzitutto un respiro ampio, condizione necessaria quando si perseguono obiettivi ambiziosi e strategici. Si inserisce infatti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con il medesimo orizzonte temporale, ossia il quinquennio 2021-2025. Rientra inoltre nel più ampio progetto di riforme nel comparto lavoro, che, oltre al programma GOL, comprende il Piano nazionale per le nuove competenze, il potenziamento dei centri per l’impiego e il rafforzamento del sistema duale.

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, insieme con il Ministro dell’economia, ha firmato quindi un decreto interministeriale per il primo avvio di attuazione del progetto, stanziando 880 milioni di euro da destinare a tutte le Regioni, affinché attuino politiche attive e formazione in campo lavorativo.

In sintesi, questo programma riguarda una destinazione finanziaria per l’Emilia-Romagna di 55,7 milioni di euro per la prima annualità, ai quali si aggiunge il quadro delle politiche finanziate con il Fondo sociale europeo Plus di 24,6 milioni, per un totale di 80,4 milioni di euro. Sono risorse molto importanti, che potranno dare linfa vitale al progetto di sviluppo che abbiamo disegnato per l’Emilia-Romagna all’interno del nostro Patto per il lavoro e per il clima, fondato sulla sostenibilità nelle sue tre componenti inscindibili (ambientale, sociale ed economica).

La scelta di fondo è realizzare un investimento senza precedenti sulle persone, sulle loro competenze e capacità, per raggiungere quattro obiettivi strategici: fare dell’Emilia-Romagna una Regione della conoscenza e dei saperi, una Regione della transizione ecologica, una Regione dei diritti e dei doveri, una Regione del lavoro, delle imprese e delle opportunità.

Sarà importante, nella declinazione concreta del programma, anche il coinvolgimento effettivo di numerosi soggetti in questo primo anno, non soltanto per l’efficacia intrinseca dell’azione in sé, ma anche perché, nei successivi riparti ai quali si procederà annualmente con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia, previa intesa ovviamente con la Conferenza Stato Regioni, si individueranno i criteri di ripartizione delle risorse proprio sulla base del numero dei beneficiari del programma GOL.

Il Piano attuativo regionale del programma GOL, già approvato dalla Giunta regionale, si propone quindi proprio la concreta presa in carico, la formazione e la ricollocazione dei disoccupati e delle persone in transizione occupazionale, prevedendo percorsi differenziati a seconda dell’occupabilità.

Il programma, che punta a coinvolgere a livello nazionale almeno 3 milioni di persone entro il 2025, prevede funzionalmente l’intesa con le Regioni, attraverso cui si potrà intervenire anche a modificare le politiche nazionali. Anche per questa ragione è prezioso il lavoro che questa Assemblea è chiamata a fare in relazione al Piano dell’Emilia-Romagna. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Marchetti Francesca, prego.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, presidente.

Intanto ringrazio l’assessore Colla per la presentazione. Permettetemi anche un ringraziamento alla sua struttura, in particolare alla dottoressa Cicognani e alla dottoressa Bergamini, per aver accompagnato tutto il percorso delle illustrazioni di GOL anche in Commissione, con grande disponibilità anche a raccogliere, insieme all’assessore, le nostre sollecitazioni.

Sono state dette già molte questioni relative a questo programma, i cui numeri ‒ lo ricordavano in diversi ‒ parlano chiaro. Alcune valutazioni più di ordine politico rispetto, credo, alla pagina che oggi scriviamo insieme. Lo voglio dire in particolare alla collega Castaldini: sentiamo quella responsabilità che lei richiamava tutta sulle nostre spalle. Credo non ci sia una parola più indicata, collegata al programma GOL, di quella parola a lei tanto cara, ossia la parola “riforma”. Oggi con GOL questa parola credo assuma il senso che aveva avuto già in altri anni ‒ penso agli anni Sessanta ‒ il termine “riforma”, cioè con più servizi, più opportunità, più inclusione per tutti.

Vedo in questo programma la parola “riforma” declinata in una sfida e in una scommessa di cui tutti siamo e dobbiamo essere protagonisti e corresponsabili. Il fatto che la Regione Emilia-Romagna abbia coinvolto l’Assemblea legislativa ‒ lo diceva l’assessore già in Commissione, una delle poche Regioni ad aver coinvolto in questa discussione i consiglieri ‒ va proprio, credo, in quell’ottica di sentirci ognuno responsabile, per scrivere insieme questa nuova pagina.

Credo che il compito di GOL sia quello ‒ lo abbiamo detto ‒ di incrementare l’occupabilità dei disoccupati, e non, ponendoli nelle condizioni di acquisire quelle competenze da poter spendere nel mercato del lavoro in una fase di grande transizione, anche rispetto al mercato del lavoro che ci stiamo trovando a vivere. Per questo motivo, credo che la formazione orientata ai bisogni delle aziende, quindi come il programma dell’Emilia-Romagna in particolare si sia costruito con una grande sinergia con tutto il sistema territoriale, sia fondamentale.

Quando leggiamo le risorse a disposizione del programma GOL, vedo l’enormità di quella scommessa e di quella responsabilità che ognuno di noi oggi è chiamato a giocare. Lo dico anche alle opposizioni. Non ho problemi a dire che, rispetto agli ordini del giorno, quello proposto dalla Lega lo accoglieremo, perché in quell’ordine del giorno – lo dico al collega Montevecchi – e in quelle richiesta che si fanno alla Giunta, vedo già quello che è il programma GOL, quindi lo prendo già come un buon auspicio per un voto favorevole.

Lo spirito di quello che chiedete alla Giunta, infatti, è già nella richiesta che il programma deve fare. Siamo davanti a una sfida del Paese, anche un po’ inedita: per questo mi permetto di sottolineare la straordinarietà di questo programma. Per la prima volta, a livello nazionale, ci si posiziona su un investimento importante mai visto, direi, sulle politiche attive per il lavoro delle risorse che ci devono dare una nuova linfa, una nuova spinta verso l’organizzazione dei servizi e della relazione con le imprese, i territori e i centri per l’impiego.

Lo dicevamo stamattina: questo programma si inserisce in una direttrice d’importanza fondamentale che la Regione Emilia-Romagna vede nell’investimento delle competenze. Dicevamo dell’importanza dell’orientamento, questa mattina, rispetto ad un altro atto che abbiamo visto approvare, come serve un’idea nuova di orientamento, perché quello che abbiamo visto fino ad oggi non è più all’avanguardia.

Abbiamo bisogno anche di un orientamento che tenga presente la transizione, il cambiamento tecnologico e anche il nuovo adeguamento e la nuova definizione che oggi hanno le imprese.

Su questo, abbiamo bisogno quindi di professionisti, di competenze in grado di accogliere e di dare una direzione ai nostri ragazzi e alle loro famiglie, ma soprattutto abbiamo bisogno di allungare, di tendere quella mano alle fragilità in quei target che, credo, sono stati individuati e che richiedono quindi un’attenzione particolare.

Le professionalità, dicevo, sono indispensabili per fare qualità rispetto anche alla messa a terra di questo programma. I centri per l’impiego, mi è piaciuta molto la definizione che è stata data, devono diventare di comunità, perché non esiste un programma di questa tipologia in particolare senza una relazione col territorio e con le pubbliche amministrazioni.

Torniamo a quello che è il DNA dell’Emilia-Romagna, cioè la politica che si fa facilitatore per strutturare un ecosistema che si parla, si relazioni, si riconosca, ed insieme riesce a guardare a quelle sfide del futuro, conoscendo con grande attenzione i soggetti che operano nel proprio territorio, per poter poi incrociare quella domanda e quella offerta per dare alle persone un lavoro dignitoso.

“Persone” credo sia l’altra parola chiave, insieme a “riforma”, che attraversa il programma. Fare in modo che queste risorse siano spese bene, siano spese per dare una spinta non solo verso un lavoro dignitoso, ma verso un lavoro che riesca, attraverso le competenze, a rivalutare e dare una prospettiva alle persone anche più in difficoltà.

Qui un altro tema, i NEET, la dispersione scolastica. Ne abbiamo parlato anche questa mattina, un problema che si accompagna spesso anche a situazioni di disagio giovanile, laddove con tante misure (questa è sicuramente un’opportunità in più) GOL rappresenta uno strumento e un programma di cui anche questa categoria aveva bisogno.

L’obiettivo è quindi di realizzare questo ponte per il lavoro dedicato in particolare ai giovani, di cui anche domani parleremo (siamo all’interno dell’anno europeo dei giovani) e credo che si collochi quell’obiettivo di personalizzare gli interventi, coinvolgere la persona, diventare protagonista dell’accrescimento delle proprie competenze.

Ultima questione, credo non meno importante, il tema riforma, persone, personalizzazione. La terza parola, che credo sia utile ed è stata richiamata anche rispetto ai patti territoriali, è il tema di un programma, che deve la sua importanza (verrà misurata anche la qualità se riusciremo a mettere a terra tutti i progetti) al sistema delle imprese, senza le quali, come abbiamo visto anche nella legge n. 14, negli strumenti di valutazione, nella clausola valutativa che abbiamo avuto modo di affrontare anche in Commissione, non possiamo fare personalizzazione delle competenze, dei percorsi di acquisizione di competenze, per una personalizzazione destinata proprio quell’impresa. Da qui l’importanza del sistema e della sinergia con il sistema territoriale e il territorio.

Credo che un’altra questione molto cara all’Assemblea legislativa riguardi una delle fragilità, insieme ai giovani, ai disabili, ai target che sono stati individuati: la fragilità di genere. Anche qui i numeri parlano chiaro: le donne sono state più penalizzate, anche a seguito di questi due anni di pandemia. Troppe donne sono rimaste ai margini e hanno bisogno di essere rivalutate, riaccompagnate all’interno di un percorso che fa dalle competenze la chiave anche per migliorare e raccogliere le sfide per la nostra comunità emiliano-romagnola.

Anticipo che non raccoglieremo il parere positivo sugli emendamenti della Lega, in quanto riteniamo che le riformulazioni proposte siano già contenute, non aggiungano nulla di più rispetto alle riformulazioni che già sono presenti nel programma.

Mi permetto anche di ringraziare per l’attenzione e la disponibilità al dialogo con le quali le opposizioni tutte si sono approcciate a questa discussione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Vorrei fare alcune osservazioni ‒ molto è già stato detto ‒ e alcune puntualizzazioni. Innanzitutto un apprezzamento per questo provvedimento, che incrocia tre elementi di fondo e di grande attualità: la ripresa post pandemica, il Green Deal, con le indicazioni che ha dato, di avviare una transizione digitale e ecologica, e le enormi risorse che ha messo a disposizione il PNRR, che anche in questo caso scendono in campo per finanziare le agenzie regionali per il lavoro, per le politiche attive, con 5 miliardi di euro. Di questi, 55 milioni ed oltre verranno alla Regione Emilia-Romagna.

Quindi, le prime parole sono di apprezzamento per il fatto che la Regione si è data una sua agenzia regionale per il lavoro, per la gestione delle politiche attive e che, quindi, attraverso il programma GOL, darà gambe a questo intervento a vari livelli, per poter dare dignità al lavoro, dare occasioni e opportunità di reinserimento a chi il lavoro non ce l’ha. È già stato ricordato che le donne sono state particolarmente colpite dalla pandemia, ma sappiamo anche che la disoccupazione giovanile ha ripreso, purtroppo, fiato.

È un’agenzia che, comunque, cercherà di concretizzare anche gli obiettivi per gestire le transizioni green e la transizione digitale.

Rispetto alla relazione che ci era stata presentata sul 2021, per quanto riguardava i risultati delle politiche attive dell’anno passato, per quanto riguarda il 2022 l’augurio – che è anche un invito, ovviamente – di Europa Verde è quello, per il prossimo anno, che nel Report sia possibile avere anche indicazioni sulle prestazioni dei centri per l’impiego della Regione, confrontandole con i livelli essenziali delle prestazioni definite dal decreto ministeriale del 2018. Tali  livelli dovrebbero essere garantiti da tutti gli uffici di collocamento italiano, in particolare, oggi resta ancora senza risposta la domanda se i centri per l’impiego della nostra Regione siano o meno in grado di fornire le prestazioni di orientamento specialistico (ad esempio redazione di un bilancio di competenze, counseling, trasmissione di informazioni sul sistema di qualifiche professionali in regioni a livello nazionale) e prestazioni di supporto all’inserimento e al reinserimento lavorativo (purtroppo qui le terminologie sono tutte in inglese, un disastro), coaching, scouting e ricollocazione.

Solo assicurando queste prestazioni a tutti, come diritto universale, si può pensare a un Governo sostenibile socialmente delle transizioni. Sarebbe per questo utile che a tutti fosse chiarito, fosse eliminato il dubbio che non tutti i centri per l’impiego siano in grado di fornire queste prestazioni. Su questo sarebbe importante fare luce, fare chiarezza.

La Regione potrebbe anche affrontare il compito di creare una sorta di rete che resti appunto sotto la regia del pubblico, dei servizi non profit e di mercato, per garantire che siano tutti in grado di fornire quelle prestazioni che richiede il rispetto dei nuovi diritti dei lavoratori insieme ovviamente alla formazione.

È importante anche questo approccio, che ha visto coinvolgere enti territoriali, sindacati, imprese, organizzazioni datoriali e agenzie interinali, appunto per mettere a sistema tutte le risorse che possiamo avere nel grande compito che è quello della formazione alle nuove professioni, della transizione ai nuovi lavori della transizione green e digitale.

In particolare, sono due settori che sono alla base del Green Deal e che noi sappiamo sono a bassa presenza di lavoratrici, che quindi necessitano in modo particolare che la formazione veda coinvolte le lavoratrici, altrimenti rischiamo di finanziare il Green Deal e le due direttive che ci dà, ancora una volta penalizzando le donne. La chiave formativa è quindi molto importante per porre rimedio a questo gap di genere occupazionale.

L’ultima considerazione. La norma nella legge di bilancio 2022 dell’articolo 1, commi 249 e 250, prevede la possibilità di definire accordi territoriali specifici per costruire progetti di formazione per i lavoratori e fare in modo che nessuno sia escluso, come dicevo, dalla transizione green e digitale. Qui bisogna guardare ai giovani, bisogna guardare alle donne e a quei lavoratori svantaggiati che potrebbero essere tagliati fuori dall’inserimento nei canali occupazionali non solo del presente, ma anche del futuro.

Questa norma è molto in linea con il Patto per il lavoro e il clima, che sta orientando le politiche del lavoro dal punto di vista dei contenuti, degli indirizzi di base della Regione, quindi sarà importante dare gambe all’attuazione di questa indicazione nazionale, che già era contenuta comunque all’interno del Patto per il lavoro e per il clima.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, passiamo agli interventi in discussione generale sugli emendamenti.

È stato presentato un subemendamento sull’ordine del giorno n. 1.

Siamo in discussione generale sugli emendamenti, però non ci sono interventi.

Discussione generale sull’ordine del giorno, ma sospendo per due minuti in attesa della distribuzione.

 

(La seduta è sospesa alle ore 16 è ripresa alle ore 16,03)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo, visto che sono stati distribuiti.

Ricordo che siamo in discussione generale sull’ordine del giorno.

Se non ci sono interventi, passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sulle proposte di emendamento, sulla proposta dell’ordine del giorno e sul provvedimento.

Non ci sono interventi in dichiarazione di voto. Marchetti sta correndo, non so se vuole intervenire. Non vuole intervenire.

Passiamo alla nomina degli scrutatori. Nomino i consiglieri Marchetti Daniele… Non c’è. Emiliano Occhi, Costa e Fabbri.

Passiamo alla votazione degli emendamenti per alzata di mano.

Emendamento n. 1, a firma Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 2, a firma Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 3, a firma Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n.  4, a firma Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 5, a firma Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 6, a firma Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

Passiamo alla votazione degli ordini del giorno e del subemendamento all’ordine del giorno n. 1. Chiedo alla consigliera Castaldini l’assenso per la votazione del subemendamento. Grazie.

Passiamo quindi alla votazione del subemendamento n. 1, a firma Maletti, Francesca Marchetti e Palma Costi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Ordine del giorno n. 1, a firma Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 4801/1, oggetto 5171, con votazione per alzata di mano, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

Ordine del giorno n. 2, a firma Montevecchi e Catellani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 4801/2, oggetto 5172, con votazione per alzata di mano, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

Passiamo ora alla votazione del provvedimento, oggetto 4801, sempre per alzata di mano.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(La deliberazione oggetto 4801, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 4878

Risoluzione per impegnare la Giunta a dare corso ad ogni provvedimento utile al fine di consentire ai cittadini di utilizzare strumenti di riscaldamento, a prescindere dalla classificazione, quali camini, caminetti e stufe a pellet. A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo, Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora alle risoluzioni, la 4878, per impegnare la Giunta a dare corso ad ogni provvedimento utile al fine di consentire ai cittadini di utilizzare strumenti di riscaldamento, a prescindere dalla classificazione, quali camini, caminetti e stufe a pellet, a firma dei consiglieri Lisei, Barcaiuolo e Tagliaferri.

Siamo in dibattito generale. Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente.

La risoluzione in oggetto è chiaro che va contestualizzata all’attuale periodo, ai rincari enormi delle bollette del gas e messa a sistema con un provvedimento del 2017, una delibera della Giunta regionale, che fondamentalmente vieta nei Comuni di altitudine sotto i 300 metri la possibilità di usare mezzi di riscaldamento alternativi o vecchio stile, con consumo di legna o altre cose di questo tipo.

La risoluzione è molto semplice. Riprende, ovviamente, l’attuale situazione. Riprende quella che è stata anche la ratio del provvedimento, su cui personalmente avevamo comunque perplessità ed eravamo tiepidi. Chiaro è che, comunque, l’attuale contestualizzazione del periodo e dei rincari dell’energia, che stanno mettendo in ginocchio famiglie e imprese su tutto il territorio regionale, oggettivamente ci pone e ci ha fatto riflettere rispetto alla possibilità di fare questa richiesta, per impegnare la Giunta a dare corso ad ogni provvedimento utile al fine di consentire, a fronte dell’emergenza in corso, determinata anche dalla guerra in Ucraina e dal conseguente caro bollette, ai cittadini di utilizzare strumenti di riscaldamento a prescindere dalla classificazione, quali camini, caminetti e stufe a pellet.

È chiaro che siamo a maggio, adesso, e diventa probabilmente pleonastico questo tipo di discussione nel concreto. Non diventa pleonastica, invece, una riflessione, secondo noi, più ampia rispetto a una non dico deregolarizzazione, ma un approfondimento diverso rispetto a questi strumenti, che sono nelle case di molti emiliano-romagnoli, la cui possibilità di utilizzo è, di fatto, preclusa da qualche anno e su cui probabilmente servirebbe fare una riflessione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente.

Mi piacerebbe mutuare un’espressione cara alla consigliera Castaldini: vi racconterò una storia. È diventato un cult del modo in cui si fa una narrazione, anche storico-legislativa. D’altro canto, anche le scelte di coerenza politico-amministrativa hanno una loro storia. La storia per la quale questa Assemblea non può accogliere la proposta di risoluzione presentata dai colleghi di Fratelli d’Italia risiede in una sentenza della Corte di giustizia. La sentenza della Corte di giustizia era del 2010. In quell’occasione noi abbiamo avuto una serie di atteggiamenti attraverso i quali siamo stati sollecitati più volte con procedure di infrazione, fino ad arrivare a una sentenza del 2020, che ha giudicato, nella stessa procedura di infrazione, l’atteggiamento della zona del bacino padano. Quindi, noi e tutti i popoli padani, come direbbe Pompignoli, siamo stati interessati da un problema di PM10. Abbiamo dovuto discutere, come Stato, come Paese e come Regione su come questo PM10 si sviluppa. Dagli studi fatti, evidentemente non solo dalla Regione Emilia-Romagna, ma anche dalle altre Regioni, è derivato l’Accordo del Bacino Medio Padano del 2013, occasione nella quale si è scelto un indirizzo in tema legato alla produzione di PM10 che hanno evidentemente mutuato uno spirito europeista.

In questo spirito europeista, loro malgrado anche alcuni partiti che europeisti non sono, ma che tengono comunque a salvaguardare la salute dei cittadini, hanno dovuto modificare il loro approccio sui temi collegati all’ambiente.

Per questo motivo, la Giunta regionale è intervenuta stanziando risorse pari a 11,5 milioni di euro per modificare tutto ciò che è stato etichettato, volgarizzato, diciamolo come ci pare come piccoli caminetti delle dimensioni, nelle nostre province, al di sotto dei 300 metri perché i cittadini potessero modificare gratuitamente, sostanzialmente, questi strumenti di riscaldamento. Questo dibattito, quindi, si inserisce senza dubbio in una storia politico-amministrativa di tutto il Bacino medio padano. È una scelta, quella della Regione Emilia-Romagna, di aiutare i cittadini, perché questo percorso possa arrivare a buon fine senza eccessivi costi e in perfetta sintonia con quelle che sono le politiche dell’aria che questa regione da anni adotta.

Poiché l’aria la respiriamo tutti, abbiamo il dovere di fare ragionamenti che riguardano tanti tipi di realtà. L’idea allora di collegare la crisi energetica a questo sistema è sicuramente accattivante. È accattivante nella dimensione in cui ci spinge a discutere di energia. Ma spingerci a discutere di energia non significa spingerci ad accettare di respirare qualsiasi aria. Dovremmo sforzarci invece di cercare di respirare aria pulita, non qualsiasi aria possibile, purché siamo in grado di fronteggiare l’energia.

Ma questa, come direbbe la collega Castaldini, è un’altra storia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

Io di storie non ve ne racconterò, ma vi offro alcune considerazioni. Le storie lasciano un po’ il tempo che trovano.

Con la guerra alle nostre porte, che di giorno in giorno sta manifestando tutto il suo portato distruttivo, sia sul campo che in ottica mondiale, siamo obbligati a fare un punto della situazione.

Ritracciare le nostre posizioni e prendere provvedimenti non solo in favore delle popolazioni direttamente colpite dagli eventi bellici, ma più in generale per tutte le società e le economie mondiali. È ovvio che nessuno può essere paragonato alle sofferenze che stanno vivendo le popolazioni ucraine, ma anche la nostra società sta pagando un prezzo salato a causa dell’aggressione russa. In particolare mi riferisco alla forte dipendenza del nostro Paese nei confronti degli idrocarburi russi.

Noi non siamo la Francia, che gestisce la transizione ecologica con una rete di centrali nucleari da cui trae energia elettrica a basso costo. Non abbiamo il pragmatismo della Germania, che annuncia, con buona pace dei movimenti ecologisti tedeschi, la riattivazione delle centrali a carbone per fare fronte all’emergenza ucraina. Niente di tutto questo.

Noi, invece, abbondiamo di assolutisti e di opportunisti che, di fatto, complicano non poco la situazione energetica italiana. Gli assolutisti sono quelli ecologisti che perseguono gli obiettivi di tutela ambientale con un fuoco sacro che li rende del tutto avulsi dal contesto che vivono. Per loro la transizione ecologica deve essere attuata ad ogni costo e a dispetto di ogni senso di realtà.

Tale transizione deve attuarsi in un click, come se si accendessero o si spegnesse un interruttore.

Nessun riguardo per la realizzazione di manufatti, reti di trasporto e distribuzione dell’energia, una prospettiva francamente, al di fuori del tempo che viviamo, e lo dico da persona che, come tanti tra noi, presta un giustissimo sguardo di tutela all’ambiente. Poi ci sono gli opportunisti, coloro i quali non hanno mai avuto interessi concreti sull’ambiente e che forse non si preoccupavano neppure della bilancia energetica, ma, annusando interessanti spazi elettorali, si travestono da sacerdoti dell’ambiente per prospettare e proporre interventi assolutamente estemporanei, ma spesso assolutamente dannosi e controproducenti per la nostra economia e per i nostri cittadini. Volendo rimanere il più distante possibile da queste posizioni, ma avendo eguale rispetto sia per l’ambiente che per l’economia, credo che in questo momento straordinario si debbano mettere in campo azioni straordinarie per tentare di mitigare al massimo le ricadute della crisi energetica che stiamo, ahimè, vivendo.

Per dare una risposta a queste enormi problematiche trae spunto alla risoluzione che stiamo discutendo ora. Purtroppo, niente di epocale, ma ciò è più che logico, vista la limitata capacità di player di una Regione su questi temi.

Ciononostante, credo che sia più che lodevole e condivisibile questo documento d’indirizzo, a testimonianza di un livello amministrativo regionale molto più in sintonia con le esigenze del Paese reale rispetto a quanto messo in campo fino ad ora dal Governo nazionale. Non mi trova per nulla soddisfatto, infatti, lo stanziamento fatto dal governo Draghi per mitigare il caro bollette e sono preoccupato dai tanti proclami e dalle pochissime azioni attuate sui carburanti.

Mentre assistiamo agli stage del Ministero degli esteri, che accompagna chi sembra realmente gestire la politica estera italiana, quantomeno sui temi dell’energia, alla ricerca di fonti di approvvigionamento alternative a quelle russe, rimango stupito che nessuno si sia ricordato del patrimonio energetico che abbiamo al largo delle nostre coste adriatiche.

In un clima del genere, da parte del Governo Draghi, ecco che le risoluzioni, come quella proposta dal collega Lisei, acquistano un valore del tutto peculiare. Fa poi piacere constatare come su questi temi vi possa essere una convergenza al di là di ogni posizionamento politico, ma semplicemente basandosi sui bisogni primari e reali della nostra nazione. È una realtà che ci dice chiaramente come il tessuto produttivo, emiliano-romagnolo in primis, non possa permettersi la stretta energetica che si sta palesando.

In altri termini, in questa Regione in particolare, non possiamo assistere senza fare nulla di fronte ad aziende che ci dicono apertamente come per loro sia meglio chiudere rispetto a produrre con questi costi aumentati.

Analogamente, sul versante delle famiglie, abbiamo l’obbligo di fare ogni cosa per abbassare il costo della bolletta energetica. Che dire, quindi, dell’iniziativa messa in campo dal presidente Bonaccini pochi giorni fa con il sindaco De Pascale per candidare Ravenna a capitale nazionale della rigassificazione? È un’iniziativa lodevole, certo, ma ora dal Presidente che non deve chiedere mai e dalla sua maggioranza mi attendo eguale appoggio alla nostra risoluzione, altrimenti qualche anima maliziosa potrebbe pensare che vi sia una posizione preconcetta nei confronti delle opposizioni.

Se, infatti, la nostra proposta non verrà accolta, allora verrebbe naturale e spontaneo leggere che ogni proposta di deroga alla transizione ambientale proposta da Bonaccini viene digerita come ambientalmente sostenibile, mentre ogni proposta analoga proveniente dall’opposizione è il solito tentativo di rattoppare l’ambiente compiuta da quei facinorosi di destra.

Nell’appoggiare sia questa risoluzione sia qualunque proposta che possa mitigare gli effetti economici e sociali della guerra in corso, chiedo alla maggioranza come pensa di fare fronte all’emergenza energetica che stiamo vivendo e che tanto si farà sentire il prossimo inverno. Alzi la mano chi crede davvero che la risposta, in attesa della tanto sbandierata autonomia dell’energia russa, che ci dicono possa avvenire solo nel 2024, ma ogni dubbio in merito è più che lecito, sia nella ricetta dell’ineffabile Draghi, il quale propone, in maniera oltremodo vaga e generica, di abbassare di un grado termosifoni e condizionatori nel prossimo futuro.

No, cari colleghi, la realtà mi pare oltremodo chiara. L’Italia per tutta una serie di ragioni è molto più esposta su questa emergenza rispetto ad altre nazioni europee. Trovo miope e stupido negare l’evidenza dei fatti, così come vietare a noi stessi di attuare ogni tipo di azione per mitigare le ricadute negative.

Per arrivare a sfruttare al massimo il potenziale energetico di cui disponiamo, dobbiamo entrare nell’ordine di idee di attuare ogni tipo di facilitazione per sbloccare le ancora numerose pastoie burocratiche che spesso sono ulteriori inciampi in questo momento così particolare e drammatico. Per progredire abbiamo l’obbligo di utilizzare tecnologie e risorse reali, mitigando in ogni modo le eventuali ricadute sull’ambiente.

Ma non possiamo e non dobbiamo cedere in alcun modo ai disegni retrogradi divisionali pseudo- ecologisti che fino a poco tempo fa teorizzavano la decrescita felice, senza neppure rendersi conto di cosa rappresentasse tale fase. Grazie.

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Intervengo ovviamente a sostegno di questa risoluzione, in ragione del fatto che diversi anni fa, nel 2018, ricordo che abbiamo fatto una battaglia immane sulle stufe e i caminetti, su quella famosa altitudine quota che era stata fissata nel PAIR in 300 metri.

Abbiamo fatto emendamenti, abbiamo fatto discussioni, abbiamo fatto tutta una serie di provvedimenti che sono stati ovviamente negati dalla maggioranza.

Ovviamente, questa risoluzione, come vi diceva il proponente, arriva fuori tempo massimo in ragione del fatto che comunque il Consiglio di Stato aveva già deciso su determinate infrazioni. È però anche vero, dall’altro lato, e rispondo al consigliere Caliandro che le infrazioni l’Italia le ha prese per motivi sicuramente diversi, e questo potrebbe essere uno dei motivi per i quali la Regione Emilia-Romagna potrebbe in qualche modo agevolare l’utilizzo di questi camini, anche andando incontro alle esigenze del momento.

È evidente infatti che se parliamo di energia, se parliamo di termovalorizzatori, di camini e stufe, dobbiamo ragionare anche sulla base di quelli che sono gli eventi che oggi sono occorsi, quindi guerra in Ucraina con tutto quello che ne consegue e che tutti sappiamo.

Da qui, ovviamente, abbiamo la necessità di capire e comprendere, ma ormai penso che il Partito democratico abbia dato l’ennesima chiusura rispetto a questa risoluzione, di non fare però su determinate scelte, due pesi e due misure. Se ieri, nella Commissione sulla gestione del Piano dei rifiuti si è deciso di non spegnere i termovalorizzatori, che comunque comportano dell’inquinamento da PM10 nell’aria; dall’altro lato non possiamo dire oggi “i camini e le stufe no, gli altri sì”, cioè andiamo sulla medesima direzione, cerchiamo di comprendere quale linea dobbiamo tenere, ma non ci fossilizziamo su temi totalmente ideologici, perché nel 2018 venne fatta una battaglia che l’opposizione perse, ma dall’altro lato credo che oggi si debba comprendere quali siano le reali esigenze del momento, oggetto della specifica risoluzione a firma Fratelli d’Italia, per cui noi ovviamente la voteremo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente.

Solo per intervenire nel corso del dibattito rispetto ad alcune affermazioni del collega Caliandro, perché chi vi parla è convintamente e profondamente sicuro di appartenere alla forza politica più europeista che sia rappresentata in quest’Aula, dopodiché bisogna andare a vedere cosa vuol dire essere europeisti.

Se infatti essere europeisti vuol dire farci dire come ci dobbiamo riscaldare da qualcuno che vive a migliaia di chilometri da noi, francamente credo che non sia quella la strada. Io sognerei un’Europa che magari avesse un’unica politica estera, invece di continuare a subire i diktat d’oltreoceano, sogno un’Europa che possa mettere in atto un’unica politica energetica, invece di vedere gli Stati europei continuare ad andare in ordine sparso a difendere i propri interessi nazionali su qualcosa che invece coinvolge tutti e su cui si dovrebbe fare comunità.

Non certo una sentenza della Corte di giustizia, figlia di regolamenti e direttive europee pensati da qualche Azzeccagarbugli, perché in maniera diversa non si può definire, perché è evidente che nel quadro complessivo della lotta all’inquinamento provare a porre l’asticella dell’altitudine a 300 metri rispetto a stufe o camini, quando peraltro su questi non c’è alcun controllo, perché non ci può essere alcun controllo, perché evidentemente non si può entrare nelle case delle persone per verificare cosa stiano facendo, credo che ognuno di noi che vive sotto i 300 metri possa portare centinaia di esempi di case, famiglie e persone che non rispettano questa normativa.

Credo che l’ipocrisia di fondo che sottende all’intervento del collega Caliandro sia qualcosa che vada combattuto con forza, ed è per questo che ribadiamo, pur consapevoli che siamo al 10 maggio, che la tematica del caro energia sarà una tematica che ci ritroveremo con ancora più forza probabilmente terribilmente nel prossimo autunno e nel prossimo inverno. Allora su questo andrebbe fatta una seria riflessione che ‒ lo dico in maniera molto trasparente ‒ vada anche oltre questa risoluzione, che è stata scritta anche sull’onda emotiva, ma non solo emotiva, sull’onda economica di quello che stanno subendo famiglie e imprese in Italia. Servirebbe sicuramente una riflessione diversa. A meno che qualcuno non pensi che ‒ ripeto ‒ l’Europa debba dirci come riscaldarci e dove cuocere le pizze. Anche questo riguardava quello stesso tipo di sentenza che è già stata citata nel corso del dibattito.

Signori, a tutto questo, secondo me, dobbiamo opporci con forza, anche a sentenze contrarie della Corte di giustizia. Solo così si può difendere la nostra identità, si può difendere il nostro stile di vita, si possono difendere le famiglie e le imprese italiane che, legittimamente, provano a risparmiare su dei conti che non tornano più e che, probabilmente, non torneranno neanche il prossimo autunno e il prossimo inverno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

In merito a questa risoluzione, credo che il consigliere Caliandro abbia fatto bene a sottolineare il tema dell’inquinamento atmosferico che riguarda questa Regione, un inquinamento atmosferico che è stato colpito da questa infrazione che ci ha comminato la Corte di giustizia europea, ma non perché la Corte di giustizia europea si sia inventata un inquinamento che non c’è. L’inquinamento è chiaramente evidenziato dai dati che sono stati raccolti in tutti gli anni in cui noi, consecutivamente, abbiamo superato le soglie di concentrazioni ammissibili di polveri sottili. Sappiamo come le polveri sottili siano anche emesse proprio da quegli impianti di riscaldamento che la risoluzione vorrebbe promuovere, al di là della categoria nelle quali sono classificate.

Quindi, non è l’Europa che si inventa che il bacino padano, quindi anche l’Emilia-Romagna sono affette da un’aria pesantemente inquinata, perché sono anni che sappiamo che, purtroppo, il nostro territorio figura tra le aree più inquinate d’Europa nelle classifiche che vengono fatte a livello europeo, per esempio dall’Agenzia europea dell’ambiente, che ci dice che questo inquinamento costa migliaia di decessi prematuri ogni anno.

Stiamo parlando, quindi, di questioni molto forti: inquinamento, salute e decessi. Per cui, non è un tema da affrontare con scorciatoie, per esempio attribuendo a chi vuol portare anche in quest’aula la voce della necessità di intervenire con provvedimenti efficaci in campo ambientale, non si può derubricare questo impegno semplicemente col fatto che siamo persone che dalla sera alla mattina vorrebbero eliminare tutte le fonti inquinanti. Questa è solo una caricatura.

Così come la caricatura della decrescita felice. Noi come Europa Verde, come Verdi, siamo quelli che hanno sempre parlato delle nuove tecnologie come di strumenti che rendono possibile il disinquinamento e rendono possibile, però, anche occupazione e nuove occasioni di lavoro.

Da anni seguiamo le pubblicazioni di Fondazione Symbola che ci dice che a livello internazionale le imprese italiane che fanno investimenti ambientali sono anche le più forti per quanto riguarda la capacità di competere sui mercati internazionali.

Il nostro punto di vista quindi non è quello della decrescita né felice né infelice. Il nostro punto di vista è quello della transizione. Transizione, come dice la parola stessa, è di per sé un percorso a tappe. Nessuno è così folle da pensare di realizzarlo dalla sera alla mattina.

Certo, non si possono però usare tutte le occasioni per dire che la transizione non si può fare. È chiaro che oggi, con la guerra in Ucraina. siamo all’apice di queste manovre per dire che oggi la transizione ecologica è un lusso, che oggi la transizione energetica è un lusso, quando la Conferenza dell’ONU sul clima, alla quale hanno partecipato vari Stati, compreso il nostro, all’ultima COP che si è tenuta a Glasgow, hanno ribadito che siamo in una fase delicata, per cui o si inverte la curva delle emissioni climalteranti, o gli equilibri dell’ambiente ci sfuggiranno di mano per sempre.

La guerra in Ucraina è di nuovo usata come elemento per dire che la transizione energetica è un lusso. Come Europa Verde siamo assolutamente consapevoli dell’impatto che ha avuto la crisi energetica, il caro energia, più che la crisi energetica, sulle famiglie. Però non pensiamo che si possa risolvere creando altri problemi, tipo quello di dare libera espansione ad impianti di riscaldamento che sono inquinanti.

Noi abbiamo fatto altri discorsi, e sono discorsi di economia, non di decrescita felice. Sono discorsi che vanno a vedere cosa sono stati i superprofitti, per esempio, di ENI. ENI, nei primi tre mesi del 2002 ha conseguito un utile di più del 293 per cento rispetto agli stessi mesi del 2021, secondo stime di Europa Verde si tratta di un’equivalenza di 7,9 miliardi di euro.

ENI acquista a 30 centesimi quel gas, che poi ci rivende a 1,72 euro, è questo il vero punto, è qui che bisogna intervenire per aiutare le famiglie e le imprese, bisogna tassare questi superprofitti. Il Governo Draghi però si è limitato a tassarli solo per il 25%, quindi resta esclusa una quantità di risorse ingenti, che sono sottratte a imprese e famiglie italiane. È lì che si deve agire, non è che con 3-4 stufette a pellet risolviamo il problema del riscaldamento, rischiamo semplicemente di aumentare quello dell’inquinamento.

Il costo del metano è passato, nel bimestre dicembre 2021-gennaio 2022, da 1,2 euro al metro cubo a 1,72, prezzo al quale lo acquistiamo oggi. Qui si deve agire se vogliamo aiutare le famiglie, non aumentare fonti di inquinamento, e non si può prendere sotto gamba il tema dell’inquinamento e dire che è colpa dell’Europa che si deve fare gli affari suoi, perché quando l’Europa, per fortuna, approva a livello europeo leggi che poi noi recepiamo, ci aiuta solo ad avere un ambiente meno inquinato.

Uno dei motivi per cui Europa Verde, come dice già il proprio nome, è da sempre europeista è che riteniamo che la cornice dell’Europa ci aiuti solo a fare dei passi avanti per avere un ambiente meno inquinato e quindi più salubre.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono più interventi in dibattito generale, passiamo alle dichiarazioni di voto sull’oggetto 4878.

Non ci sono interventi in dichiarazione di voto, va bene. Consigliere Barcaiuolo?

 

BARCAIUOLO: Chiedo il voto elettronico.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Va bene. Passiamo alle votazioni con procedimento elettronico.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Favorevoli 10

Contrari 23

Astenuti 0

 

È respinto.

 

L’oggetto 4878, quindi, è respinto.

Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Vorrei aggiungere il mio voto favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Aggiungiamo il voto favorevole del consigliere Pelloni.

Consigliere Bergamini, prego.

 

BERGAMINI: Anche il mio, presidente. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Anche quello del consigliere Bergamini.

 

OGGETTO 4993

Risoluzione per impegnare la Giunta a una riflessione riguardante la riorganizzazione dei servizi di degenza emiliano-romagnoli, con particolare riguardo alle Case Residenza Anziani, prevedendo una dislocazione più omogenea sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, ora, all’oggetto 4993: risoluzione per impegnare la Giunta a una riflessione riguardante la riorganizzazione dei servizi di degenza emiliano-romagnoli, con particolare riguardo alle Case Residenza Anziani, prevedendo una dislocazione più omogenea sul territorio, a firma del consigliere Mastacchi.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Presidente, sull’ordine dei lavori. Il consigliere Mastacchi, purtroppo, oggi è impossibilitato a partecipare e mi chiedeva di richiedere la sospensione e la trattazione dell’oggetto alla prossima seduta.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono interventi contrari, accogliamo la richiesta.

 

OGGETTO 4991

Risoluzione per impegnare l’Assemblea legislativa a esprimere la propria condivisione dei contenuti della risoluzione delle Nazioni Unite “Integrazione della bicicletta tradizionale nei sistemi di trasporto pubblico per lo sviluppo sostenibile” e la Giunta a rafforzare le azioni di promozione e incentivazione della mobilità ciclistica. A firma della Consigliera: Zamboni

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 5126

Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare con i Comuni interessati e la Provincia di Parma l’opportunità di redigere il Progetto di fattibilità tecnico-economica della ciclovia “Ti-Bre Dolce” e ad individuare le risorse aggiuntive per portarne a termine la realizzazione e promuoverne la conoscenza con le altre ciclovie turistiche regionali di rilevanza nazionale dell’Emilia-Romagna. (02 05 22) A firma della Consigliera: Zamboni

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Andiamo avanti con la risoluzione 4991, per impegnare l’Assemblea legislativa a esprimere la propria condivisione dei contenuti della risoluzione delle Nazioni Unite “Integrazione della bicicletta tradizionale nei sistemi di trasporto pubblico per lo sviluppo sostenibile” e la Giunta a rafforzare le azioni di promozione e incentivazione della mobilità ciclistica, a firma della consigliera Zamboni, a cui è abbinata la risoluzione 5126 che impegna la Giunta a valutare con i Comuni interessati e la Provincia di Parma l’opportunità di redigere il Progetto di fattibilità tecnico-economica della ciclovia “Ti-Bre Dolce” e ad individuare le risorse aggiuntive per portare a termine la realizzazione e promuoverne la conoscenza con le altre ciclovie turistiche regionali di rilevanza nazionale dell’Emilia-Romagna, a firma della consigliera Zamboni.

Siamo in dibattito generale sulle due risoluzioni. Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

La prima risoluzione che presenta Europa Verde fa riferimento a una risoluzione che è stata approvata lo scorso 15 marzo, durante la riunione plenaria dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, risoluzione intitolata “Integrazione della bicicletta tradizionale nei sistemi di trasporto pubblico per lo sviluppo sostenibile”. Con questo atto, l’ONU chiede agli Stati membri di integrare la bicicletta nel trasporto pubblico in ambienti urbani e rurali, dei Paesi sviluppati e in via di sviluppo, di aumentare l’uso della bicicletta attraverso una migliore sicurezza stradale, promuoverne l’uso come mezzo di trasporto quotidiano, in modo da raggiungere lo sviluppo sostenibile, compresa la riduzione delle emissioni di gas serra.

Nel dettaglio, si chiede di prestare particolare attenzione alla bicicletta nelle strategie di sviluppo trasversali, compresi i servizi di bike sharing. Questo atto è successivo a un’altra risoluzione, sempre dell’ONU, del 12 aprile 2018, che aveva istituito la Giornata mondiale della bicicletta per ogni 3 giugno. Vediamo quindi che i temi del trasporto ciclistico e le questioni relative ai cambiamenti climatici non sono la passione di qualche gruppo minoritario, ma sono temi che addirittura vengono posti all’attenzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che hanno l’onore, quindi, di entrare a far parte delle risoluzioni approvate.

In particolar modo, la European Cycling Federation, che è la più grande organizzazione non governativa europea impegnata affinché l’uso della bicicletta raggiunga il suo pieno potenziale per la mobilità sostenibile e il benessere pubblico – l’abbiamo ricordato anche stamattina, a proposito del concorso che è stato bandito, “Siamo nati per camminare” nelle scuole – ritiene che questa risoluzione dell’ONU, sebbene non sia vincolante, rappresenti un positivo passo in avanti rispetto alla Dichiarazione sui trasporti di Glasgow alla COP26, che ho ricordato in un mio precedente intervento, e in vista della prossima Conferenza mondiale sul clima dell’ONU, che si terrà quest’anno in Egitto.

La Regione Emilia-Romagna si è già mossa per quanto riguarda la promozione della mobilità sostenibile e in particolar modo quella ciclistica. Punta infatti a realizzare 1.000 nuovi chilometri di piste ciclabili nei prossimi 10 anni e si è data questi obiettivi: raddoppio della percentuale di spostamenti in bici o a piedi sul territorio, arrivando a una media regionale del 20 per cento rispetto all’attuale 10 per cento, con riduzione quindi del tasso di motorizzazione privata, in particolar modo con riferimento ai veicoli a combustione. Si è impegnata anche per realizzare nuovi collegamenti tra le piste esistenti e maggiore integrazione treno-bici.

La promozione della ciclabilità urbana attraverso il progetto dell’Emilia-Romagna Bike to work mira ad incentivare i trasferimenti casa-lavoro e casa-scuola, e a favorire l’avvicinamento dei cittadini a scelte di mobilità consapevoli, disincentivando l’uso del mezzo motorizzato privato.

Inoltre, la Regione Emilia-Romagna ha confermato l’intenzione di sviluppare la ciclabilità turistica, realizzando le tre ciclovie del sistema nazionale ciclovie turistiche, presente sul territorio, la Vento, la Sole e l’Adriatica, e le ciclovie di interesse regionale.

Fatte tutte queste premesse, con questa risoluzione si esprime la condivisione dei contenuti della risoluzione delle Nazioni Unite, che ho citato in precedenza, e si impegna la Giunta regionale e, per quanto di competenza, l’Assemblea a implementare e rafforzare azioni di promozione e incentivazione della mobilità ciclistica, in coerenza con la risoluzione delle Nazioni Unite e degli impegni già presi a livello regionale, e in occasione della Giornata mondiale della bicicletta relazionare, nell’ambito dei lavori della Commissione assembleare competente, sullo stato di avanzamento degli investimenti e sulla programmazione e attuazione delle politiche regionali in materia di mobilità ciclistica.

Infine, si impegna la Giunta a valutare l’opportunità di organizzare, in occasione della Giornata mondiale della bicicletta, che è il 3 giugno di ogni anno, un incontro di approfondimento, sempre nell’ambito dei lavori della Commissione assembleare competente, sulle politiche regionali in materia di mobilità ciclistica, aperto a tutti gli stakeholders.

La seconda risoluzione che presenta Europa Verde riguarda in particolar modo una ciclovia che attraversa la nostra Regione e collega l’Emilia-Romagna con la Toscana. Questa ciclovia viene denominata “Ti-Bre Dolce” perché più o meno corrisponde al percorso dell’autostrada che porta il nome di “Ti-Bre”. “Dolce”, naturalmente, perché si tratta di un collegamento per biciclette, che in parte esiste già, nel senso che è un tracciato che è già stato inaugurato. Però presenta alcune criticità che vanno sanate per consentire ai cicloturisti di potersi muovere in sicurezza.

Va detto che la Ti-Bre Dolce è già oggi tutta pedalabile, ma ha bisogno che sia garantita la continuità ciclistica e che ci sia anche una migliore cartellonistica, che aiuti a individuare il percorso. È sicuramente, però, un tracciato interessante, perché tocca, per esempio, le tre residenze ducali, la Reggia di Colorno, il complesso della Pilotta e del Parco Ducale di Parma e il Casino dei Boschi di Sala Baganza. Tocca anche delle aree di grande pregio naturalistico. Per cui, si inserisce perfettamente nel contesto del cicloturismo, che sta prendendo una grande spinta, anche forse proprio a seguito della pandemia, che ha modificato le abitudini, anche vacanziere, non solo degli italiani, ma anche dei turisti stranieri.

Il cicloturismo, quindi, oggi è interessante perché tocca circuiti non del turismo di massa, quindi aiuta a diffondere la conoscenza dei borghi, dei nostri pregi e delle nostre specialità enogastronomiche, in un contesto di spostamenti che vengono fatti con la bicicletta.

Per cui, di fronte a questo percorso, a questo tracciato, che già esiste, ma che va messo in sicurezza, va perfezionato e va sostenuto anche con un adeguato lavoro di promozione, fatte tutte queste premesse, con questa risoluzione si impegna la Giunta a valutare, con i Comuni interessati e la Provincia di Parma, l’opportunità di redigere il Progetto di fattibilità tecnico-economica della “Ti-Bre Dolce”, nota in tutte le varie pubblicazioni ufficiali come “ER9”, definendo in particolare i lavori di completamento e messa in sicurezza del tracciato, al fine di risolvere le criticità che sono indicate nelle premesse della risoluzione. Si impegna la Giunta a promuovere la conoscenza del tracciato per valorizzare in ambito di cicloturismo i luoghi che attraversa e, infine, ad individuare le risorse, aggiuntive a quelle nazionali, necessarie per portare a termine la realizzazione, promuovere la conoscenza delle ciclovie turistiche regionali e di rilevanza nazionale che attraversano l’Emilia-Romagna.

Il cicloturismo è sicuramente un’opportunità che la nostra Regione deve cogliere appieno, perché crea anche una sorta di bilanciamento rispetto al turismo di massa, che la nostra riviera adriatica conosce, quindi è un’ulteriore possibilità di sviluppo dolce anche dell’entroterra.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Siamo in dibattito generale. Io non ho nessun altro intervento. Consigliere Costa, prego.

 

COSTA: Grazie, presidente.

Grazie alla collega per le due risoluzioni che sono state abbinate, perché trattano entrambe il tema della ciclabilità del nostro territorio e perché ci offrono l’occasione di fare il punto su alcune delle politiche regionali in atto e anche di immaginare alcuni punti di sviluppo.

Gli elementi prioritari della prima delle due risoluzioni, quella relativa all’integrazione della mobilità ciclistica sul nostro territorio, sono assolutamente condivisibili e in armonia con le politiche e le azioni regionali che si stanno attuando, come ad esempio l’impegno ad implementare e rafforzare azioni di promozione e incentivazione della mobilità ciclistica, in coerenza con la citata risoluzione delle Nazioni Unite di marzo 2021 per l’integrazione della bicicletta tradizionale nei sistemi di trasporto pubblico per lo sviluppo sostenibile, o, ancora, l’avanzamento degli investimenti nel settore nella programmazione e attuazione delle politiche regionali in materia di mobilità ciclistica, o, ancora, l’organizzazione a diversi livelli durante l’ultimo anno di numerosi incontri di approfondimento ed eventi, come ad esempio la citata Giornata della bicicletta, sulle politiche regionali in materia di mobilità ciclistica, aperti a tutti gli stakeholder.

Colgo l’occasione anche per condividere con i colleghi che la settimana prossima, se la memoria non mi fa difetto, a Reggio Emilia ci sarà una sorta di workshop di due giorni, dedicato al tema, molto interessante. È ancora possibile l’iscrizione sia in presenza che da remoto.

Azioni, tutte quelle che ho appena richiamato, che sono state messe in atto per raggiungere l’obiettivo, che abbiamo riaffermato anche con il PRIT 2025, di raddoppio della percentuale degli spostamenti regionali in bicicletta, arrivando così a una media regionale del 20 per cento rispetto all’attuale 10 per cento, con una maggiore tessitura della rete regionale locale di percorsi ciclabili e la conseguente riduzione del tasso di motorizzazione e la maggiore integrazione possibile treno/bici e bus/bici.

Anche qui una parentesi. La percentuale del 10 per cento che vantiamo è molto al di sopra della percentuale nazionale, tuttavia ci diamo l’obiettivo, anche attraverso il PRIT, di raddoppiare quella percentuale.

Rispetto al tema della necessità di fare il punto, che richiamava la collega, mi sembra opportuno ricordare come dal 2002 la Regione pubblichi annualmente, proprio come previsto dalla legge-quadro del 1998, il rapporto di monitoraggio della mobilità del trasporto in Emilia-Romagna. L’ultimo pubblicato è, appunto, del 2021. Che cosa ci dice quel rapporto? Che nei tredici comuni della nostra regione con una popolazione superiore ai 50.000 abitanti le piste ciclabili urbane sono passate da 419 chilometri del 2000 a 1.663 del 2019, a dimostrazione del trend in continua crescita di questo dato, reso possibile anche dai proficui e significativi finanziamenti regionali.

Lo so benissimo, non è tutto oro ciò che luccica. Ci sono anche alcune ciclabili rispetto alle quali alcuni interventi di maggior messa in sicurezza andranno realizzati, ma comunque dentro una dinamica di attenzione che questa Regione ha riservato al nostro territorio, in collaborazione con gli Enti locali interessati.

Gli interventi in corso di attuazione per la promozione e lo sviluppo della mobilità ciclabile 2022-2024 sono oltre 350, con un contributo regionale di oltre 84 milioni di euro, su una spesa complessiva di 106 milioni di euro, interventi che riguarderanno una rete ciclabile prevista di circa 660 chilometri, poco oltre i 660 chilometri.

Per fonti di finanziamento, giusto per richiamarli alla nostra attenzione, sono in corso di attuazione in questo momento il fondo delle ciclovie con 50 milioni di euro di contributo alla progettazione e realizzazione dei tratti della direttrice principale delle tre ciclovie nazionali in cui è coinvolta la Regione, la Vento (Venezia-Torino), la Sole e l’Adriatica. In esse le stazioni che richiamava la collega rappresentano un nodo di passaggio e di collegamento essenziale alla direttrice della ciclovia, come, ad esempio, nella Ciclovia Vento una bretella apposita ciclabile che collega le stazioni di Piacenza e di Ferrara al percorso lungo il fiume Po della ciclovia. È un percorso che conosco molto bene stante che transita sul mio territorio di residenza. Nella Ciclovia Sole a nord il collegamento lungo la direttrice modenese-bolognese incentrato sul percorso della ferrovia dismessa Bologna-Verona e la sua ritessitura con le stazioni del territorio. È anche un intervento di rigenerazione urbana piuttosto importante. Sempre nella Ciclovia Sole a sud è prevista anche la possibilità del trasporto bici sul trasporto pubblico su gomma, in alternativa al percorso naturalistico, che è più impegnativo, verso la Toscana. Ancora nella Ciclovia Adriatica le stazioni rappresentano lungo la costa una polarità ben riconoscibile nella direttrice del percorso.

È in corso di attuazione il progetto “Bike to Work 2020-2021”, con 23 milioni di euro di contributo, il cui primo anno è in fase di conclusione, ed è legato al periodo della pandemia e al miglioramento della qualità dell’aria, i cui finanziamenti sono stati estesi nel 2021, oltre che ai 13 Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, agli altri 194 Comuni della pianura del nostro territorio, in cui sono stati maggiori i livelli di inquinamento. Se vi ricordate, ne abbiamo parlato a febbraio, quando la Giunta prese un atto d’urgenza per intervenire nel corso dell’elaborazione del Piano sull’aria rispetto al tema dello sforamento delle sostanze inquinanti nell’aria, estendendo per la prima volta, oltre ai 13 Comuni che fino a quel momento erano interessati, con i nostri interventi, a tutti i Comuni della cosiddetta “pianura”.

In tale ambito, i finanziamenti, oltre che per la realizzazione e la riqualificazione di piste ciclabili urbane, sono stati facilitati anche dalle novità normative sulle piste ciclabili introdotte dal Codice della strada e hanno riguardato anche i bonus per l’acquisto di bici o mezzi simili e incentivi agli spostamenti casa-lavoro, ma anche gli sconti tariffari per gli abbonamenti al bike sharing, in avvio nei maggiori Comuni della nostra regione, e incentivi per la riduzione del costo del deposito delle biciclette presso le velostazioni o altri depositi finalizzati all’interscambio modale.

In questo contesto di rilevanza prioritaria risulta, quindi, sempre il tema dell’intermodalità ciclopedonale con il trasporto pubblico, in particolare per la connessione con le stazioni. Ma ci tornerò. Questo realizzando la massima integrazione tariffaria con il TPL, avendo come obiettivo l’indifferenza dell’origine o della destinazione all’interno del territorio regionale.

Sempre al Bike to Work 2020, la Regione ha incentivato per il trasporto su treno l’utilizzo di biciclette pieghevoli, favorendone l’acquisto con un incentivo di 300.000 euro destinato a FER per i cittadini residenti nel territorio regionale con abbonamento ferroviario regionale. Si rileva che, come previsto dall’affidamento del nuovo contratto di servizio ferroviario, si è resa adeguata la capacità di trasporto di bici sui treni. I finanziamenti ministeriali di sviluppo e coesione (FSC) con 12 milioni di euro, attraverso i quali finanziamo gli interventi candidati al bando ciclabilità, e i finanziamenti regionali alle associazioni di settore, per 80.000 euro, per lo svolgimento di attività di promozione, informazione e comunicazione sull’intermodalità ferro-bici, in primis nelle città più importanti e poi su tutto il resto del territorio.

Lo dicevo, ci sarei tornato. Per quanto riguarda quanto previsto dal documento sulla programmazione 2022-2025 per la mobilità sostenibile in Emilia-Romagna, che è stato citato dalla collega, la strategia della Regione punta a realizzare 1.000 nuovi chilometri di piste ciclabili nei prossimi 10 anni. A tale proposito, sono previsti nuovi fondi della ciclabilità, per oltre 30 milioni di euro grazie ai finanziamenti dei fondi POR-FESR e altri 10 milioni grazie agli FSC.

Da ultimo, un dato che spiega come l’integrazione auspicata sia possibile e non un capriccio. Circa la metà della popolazione regionale abita a distanza ciclabile da una fermata o stazione ferroviaria, ponendo, quindi, il tema dello stato della rete ciclopedonale nell’intorno, ossia nel raggio di 2,5 chilometri, massimo 3 chilometri, dalla stazione ferroviaria, e la priorità di tali interventi per la continuità della rete ciclabile nel tessuto urbano, la parità di accesso alle stazioni e la dotazione di servizi e di parcheggi per la ciclabilità nella loro prossimità.

Per la promozione dell’accessibilità alle stazioni, è stato sottoscritto nel 2021 il protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Rete Ferroviaria Italiana per lo sviluppo dell’intermodalità nelle stazioni ferroviarie di RFI, che ha l’obiettivo di definire un programma relativo allo sviluppo dei servizi intermodali e alla realizzazione di interventi e opere volte al miglioramento dell’accessibilità nelle principali stazioni ferroviarie.

Io rubo l’ultimo minuto che ho a disposizione, sapendo che poi interverrà sulla seconda risoluzione, quella legata alla cosiddetta Ti-Bre dolce, anche il collega Matteo Daffadà, per ricordare che nell’ambito della Ti-Bre dolce sono stati finanziati interventi del Comune di Parma per percorsi ciclabili e punti intermodali con un contributo di 600.000 euro su una spesa complessiva di 1,4 milioni, che è in corso di completamento.

Nei nuovi fondi programmati per il potenziamento della ciclabilità saranno previste delle premialità nelle graduatorie per i progetti di percorsi facenti parte delle ciclovie regionali, quindi la Ti-Bre dolce tra queste, nonché per progetti relativi all’Unione, anche temporanea, dei Comuni per la loro attuazione, così come è già stato fatto anche per gli FSC 2016-2020, di cui l’intervento di Parma è un esempio.

Entrambe le risoluzioni non sono quindi solo accoglibili, ma assolutamente in scia con le politiche in corso di attuazione in questa Regione, rispetto alle quali noi, come Partito Democratico, intendiamo proseguire nella collaborazione assolutamente proficua con la collega Zamboni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Brevemente, queste risoluzioni sono sicuramente interessanti nel momento in cui richiamano ‒ quantomeno la prima, la 4991 ‒ la risoluzione dell’ONU che è stata adottata lo scorso mese di marzo, presentata nel mese di gennaio.

Come spesso accade, tuttavia, si prende da queste risoluzioni quello che interessa e non si guarda all’insieme, che avrebbe contribuito indubbiamente a una migliore specificazione del quadro complessivo che stiamo affrontando perché la risoluzione dell’ONU, che vuole sottolineare con forza la pratica della bicicletta nei sistemi di trasporto pubblico, parla di integrazione. Questo termine io vorrei che fosse ben chiaro, integrazione, e quindi non sostituzione. Questo perché, come spesso accade, si cerca in qualche modo di voler forzare le situazioni e arrivare a veri e propri manifesti ideologici contrari alla mobilità privata. Ci interessa e ci piace che l’ONU parli di integrazione, ci interessa e ci piace che si parli della risoluzione dell’ONU di attività sportive e di educazione fisica, perché ovviamente non è solo, come la risoluzione ONU indica, la lotta al cambiamento climatico, l’aiuto a ridurre l’effetto dei gas serra e il fatto che la pandemia… La risoluzione ONU richiama la pandemia, e non richiama, invece, la questione della guerra, perché nel momento in cui è stata presentata verosimilmente non vi era alcun segnale di questo tipo. Parla tre volte di sicurezza stradale. Nelle risoluzioni ONU viene usato tre volte il termine “sécurité”. Lo dico perché l’ho letta in francese visto che è uno dei pochi testi disponibili.

Io credo che, quando si parla di mobilità ciclabile che giustamente va incentivata, occorra affrontarla come mezzo di integrazione al trasporto pubblico e anche privato, mezzo che deve essere garantito in sicurezza e mezzo che deve essere considerato in tutte quelle che sono le sue implicazioni, compresa quella della pratica sportiva. Allora, in questa risoluzione non possiamo aderire alle valutazioni che, anche queste, esorbitando dalla risoluzione ONU, dove addirittura si fa riferimento all’utilizzo della bicicletta per dare una risposta al tema dell’indipendenza energetica che la guerra in Ucraina sta ponendo alla comunità internazionale, perché se veramente cadessimo in queste banalità non faremmo, secondo me, un buon uso di quelle che sono le nostre prerogative.

Così come non possiamo aderire al passaggio della risoluzione in cui si richiamano le linee della Regione, il Documento di programmazione della Regione diretto a disincentivare l’uso del mezzo motorizzato privato. Noi vogliamo parlare di mobilità ciclabile come integrazione della mobilità tradizionale. Questo sì. Infatti, nella parte dispositiva della risoluzione ci troviamo sostanzialmente d’accordo, perché l’impegno... Ovviamente, si esprime la condivisione dei contenuti della risoluzione delle Nazioni Unite. Si impegna la Giunta a implementare e rafforzare le azioni di promozione e incentivazione della mobilità ciclistica, in coerenza con la risoluzione delle Nazioni Unite, quindi, naturalmente, quelle che sono le parti chiave, che ho ricordato, positive.

Non condividiamo gli impegni presi a livello regionale, perché sappiamo che, per quanto riguarda la parte degli impegni a livello regionale, c’è la bicicletta, che si intende come un mezzo che deve necessariamente sostituire la mobilità privata.

Sul secondo e terzo punto, assolutamente d’accordo sul fatto che si voglia, in qualche modo, chiedere una relazione durante la Giornata mondiale della bicicletta su quelli che sono gli investimenti, la programmazione, eccetera.

Anche la seconda risoluzione va nell’ottica più pratica della realizzazione di ciclovie turistiche. Abbiamo già parlato in questa sede delle ciclovie che riguardano anche la parte del territorio su cui insistiamo. Abbiamo la Ciclovia del Vento, la Ciclovia del Sole e la Ciclovia Adriatica. Abbiamo, naturalmente, una serie di infrastrutture, che sono in via di realizzazione, che indubbiamente andranno a migliorare la recettività, anzi a incentivare la recettività, la scoperta, anche in chiave turistica, di luoghi spesso sconosciuti, ma meritevoli, naturalmente, di interesse, di essere valorizzati. Quindi, questa risoluzione nella parte in cui chiede di valutare con i Comuni interessati e la Provincia di Parma una opportunità di un progetto di fattibilità per una nuova ciclovia è sicuramente meritevole di essere presa in considerazione e quindi di essere sostenuta.

Non possiamo però nelle premesse aderire alla valutazione che la proponente di questa risoluzione ritiene evidentemente meritevole di essere sottolineata, ossia il fatto che si ritiene che la Strada Farnese debba essere preclusa ai mezzi motorizzati. Anche queste sono valutazioni personali, ma non possiamo aderire a questo tipo di impostazione, pertanto chiederò, Presidente, come dico da subito, che vengano votate per parti separate sia la prima sia la seconda, perché - ripeto - riteniamo che sia correttamente posta la questione del favorire e incentivare la mobilità ciclabile, ma non possiamo aderire a queste crociate contro i mezzi privati, che dai banchi della maggioranza di tanto in tanto saltano fuori.

Noi riteniamo che si debba parlare di integrazione a tutti gli effetti, con un equilibrio che spesso manca quantomeno nelle dichiarazioni d’intento, e soprattutto deve essere salvaguardata la sicurezza stradale, cosa che spesso purtroppo non vediamo nelle varie piste ciclabili, che di tanto in tanto vengono realizzate nei vari Comuni.

La risoluzione 4991 chiedo quindi che sia votata per parti separate, la prima parte da “premesso che” fino al primo periodo del sottolineato, che termina con “che si terrà in Egitto”, la seconda parte è il secondo periodo del sottolineato, cioè da “il Presidente della Federazione” al secondo periodo del “preso atto che”, che conclude con “motorizzato privato”.

Per quanto riguarda il dispositivo “impegna la Giunta a implementare” fino a “Nazione Unite” un periodo. Poi “gli impegni già presi a livello regionale” diventa un’ulteriore parte separata. Dopodiché “in occasione della Giornata mondiale” fino a “stakeholders”. Questa è la suddivisione…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Scusi, consigliere Facci, lei ha detto la prima votazione fino al primo paragrafo del “sottolineato che si terrà in Egitto”.

 

FACCI: Sì.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La seconda parte da “il presidente della Federazione italiana ambiente” fino alla fine del primo periodo “preso atto che […] motorizzato privato”.

 

FACCI: Sì.

Terza parte da “Regione Emilia-Romagna” fino a “Nazioni Unite”.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Fino a?

 

FACCI: Nel dispositivo “Nazioni Unite”.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Okay.

 

FACCI: Poi “gli impegni già presi a livello regionale” un periodo a sé stante. Poi, gli altri due da soli.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dov’è “gli impegni già presi”?

 

FACCI: Sulla stessa riga, dopo “Nazioni Unite”.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Nello stesso punto lei divide due votazioni?

 

FACCI: Nello stesso punto divido due votazioni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): E “gli impegni già presi a livello regionale” fino alla fine.

 

FACCI: Fino a “regionale”.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Fino a “regionale”?

 

FACCI: Sì.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Quattro.

 

FACCI: Sì.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Poi “in occasione della Giornata mondiale della bicicletta” fino alla fine.

 

FACCI: Fino alla fine.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Cinque.

 

FACCI: Perfetto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Più semplice, no? Benissimo, grazie.

 

FACCI: Questo è.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La risoluzione, invece…

 

FACCI: La risoluzione 5126 è molto più facile. Dall’inizio fino al secondo periodo “premesso inoltre che […] per i ciclisti”. Un punto a sé stante il terzo periodo da “premesso inoltre che” fino a “mezzi agricoli”. Poi, terza parte da “considerato che” fino alla fine.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Va bene, grazie.

Ci sono interventi? Prego, consigliere Daffadà.

 

DAFFADÀ: Grazie, presidente.

Come già annunciato dal collega Andrea Costa, intervengo rispetto alla seconda risoluzione, che riguarda anche il territorio dove vivo e dove ogni giorno vediamo le difficoltà, le difficoltà che ci sono per i ciclisti, il problema della sicurezza, come già anche i colleghi hanno anticipato. È proprio per questo che siamo assolutamente convinti che questi progetti, queste linee siano importanti, sia dal punto di vista turistico che dal punto di vista anche, ormai, del trasferimento a scuola piuttosto che a lavoro da parte delle persone, dei ragazzi, delle famiglie, dei lavoratori.

Credo, quindi, che mettere in campo ‒ in un momento in cui già da qualche anno sono arrivati i fondi, ma ne dovrebbero arrivare altri ‒ progetti che possono da subito essere presentati sia un’operazione importante da parte delle comunità locali. Sicuramente l’interesse, la richiesta che i Comuni si mettano insieme, assieme alla Provincia, assieme alla Regione, a progettare e a studiare vie di comunicazione ciclabili credo sia un esercizio importantissimo. Se hanno anche la possibilità di essere parallele, già vie di comunicazione esistenti, cioè quelle stradali, ma anche quelle importanti dal punto di vista ferroviario... In questo caso si cita la Ti-Bre, una Ti-Bre stradale, ma una Ti-Bre anche ferroviaria. Come abbiamo già sentito in questi mesi, sul nostro territorio stanno insistendo e stanno arrivando anche i finanziamenti per quanto riguarda la riqualificazione della Pontremolese, questo asse ferroviario Tirreno-Brennero. Quindi, già in questi mesi la Provincia di Parma, assieme ai Comuni e a tutto l’asse che da Parma arriva al Comune di Tornolo, quindi al Comune più alto, ha lavorato su un progetto e su uno studio di fattibilità molto, molto interessante.

Va ad aggiungersi anche la Regione, la Regione che in questi anni ha cambiato anche i treni, i Pop e i Rock, che hanno la possibilità di trasportare anche le biciclette. Quindi, è davvero un sistema integrato importante, che sta portando sul nostro territorio parecchi turisti, cicloturisti, che riescono davvero a risiedere e a frequentare un territorio montano e appenninico interessante come il nostro.

L’esortazione, con questa risoluzione, che la consigliera Zamboni fa, rispetto anche uno studio di fattibilità, a un progetto interessante, che è anche culturale perché, come ha già detto, unisce territori che dal punto di vista culturale danno tanto e mettono a disposizione tanto per il turismo culturale come Colorno, come Parma come Sala Baganza, credo sia assolutamente importante.

Aggiungiamo il grande investimento, dal punto di vista anche promozionale, che sul nostro territorio stanno facendo i Comuni rivieraschi, con la Food Valley Bike. In questi giorni al Cibus, questa grande fiera che ha avuto una risonanza internazionale importantissima, hanno presentato questa manifestazione a cui invito anche i consiglieri che non sono del nostro territorio a venire, che sarà il 4 giugno.

Credo che un investimento su questi temi, un investimento su queste infrastrutture, su queste strutture che collegano anche Regioni vicine, che consentano davvero ai cittadini di poter in modo dolce scoprire nuovi territori sia un esercizio che tutti noi dobbiamo e possiamo fare nei prossimi anni. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

È stato formulato un emendamento dal consigliere Facci rispetto alla prima divisione per la votazione, che è in distribuzione.

Se non ci sono altri interventi, ci fermiamo due minuti per la distribuzione dell’emendamento e poi riprendiamo.

 

(La seduta sospesa alle ore 17,16 è ripresa alle ore 17,22)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori.

L’emendamento è stato distribuito.

Siamo nella fase del dibattito generale sull’emendamento.

Non ci sono interventi.

Passiamo alla dichiarazione di voto congiunta delle due risoluzioni.

Passiamo alla votazione dell’emendamento.

Chiedo alla consigliera Zamboni l’assenso alla votazione dell’emendamento.

 

ZAMBONI: Sì, certo. Io voterò contro, ma va benissimo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): No, non le ho chiesto come vota lei. Le ho chiesto l’assenso alla votazione. Lei è libera...

 

ZAMBONI: Certo. Ho anticipato la dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Va bene. Grazie.

Passiamo alla votazione dell’emendamento n. 1, a firma Facci.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Passiamo, ora, alla votazione della risoluzione per parti separate.

La prima votazione inizia da “premesso che” e arriva fino a “sottolineato che”, alle parole “che si terrà in Egitto”.

La votazione è aperta.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvata.

 

(La prima parte della risoluzione oggetto 4991, con votazione per alzata di mano, è approvata all’unanimità dei votanti)

La prima parte, quindi, è accolta.

 

La seconda parte della votazione va da “il presidente della Federazione italiana” fino al secondo capoverso del “preso atto che”, quindi “l’uso del mezzo motorizzato privato”.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvata.

 

(La seconda parte della risoluzione oggetto 4991, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

La seconda parte, quindi, è stata approvata.

 

Passiamo, ora, alla terza parte, che parte da “la Regione Emilia-Romagna” fino a “gli impegni già presi a livello regionale”.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvata.

 

(La terza parte della risoluzione oggetto 4991, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

Anche la terza parte è accolta.

 

Passiamo ora alla quarta votazione da “in occasione della Giornata mondiale della bicicletta” fino alla parola “stakeholder”.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvata.

 

(La quarta parte della risoluzione oggetto 4991, con votazione per alzata di mano, è approvata all’unanimità dei votanti)

 

La risoluzione è approvata.

 

Passiamo alla votazione per parti separate della risoluzione 5126.

La prima parte inizia va da “premesso che” fino al secondo capoverso del “premesso, inoltre, che”, alle parole “improponibile per i ciclisti”.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvata.

 

(La prima parte della risoluzione oggetto 5126, con votazione per alzata di mano, è approvata all’unanimità dei votanti)

La prima parte, quindi, è approvata.

 

La seconda parte va da “un ulteriore punto critico” fino a “eccetto residenti e mezzi agricoli”.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvata.

 

(La seconda parte della risoluzione oggetto 5126, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

Anche la seconda parte è approvata.

 

La terza parte va da “considerato che” fino alle parole “che attraversano l’Emilia-Romagna”.

La votazione è aperta.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvata.

 

(La terza parte della risoluzione oggetto 5126, con votazione per alzata di mano, è approvata all’unanimità dei votanti)

La risoluzione è approvata.

 

Chiudiamo i lavori della giornata, che riprenderanno domani mattina alle ore 09,30.

Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 17,26

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Michele BARCAIUOLO; Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Pasquale GERACE, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il Presidente della Giunta Stefano Bonaccini.

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori Vicenzo COLLA, Mauro FELICORI, Barbara LORI, Elena SCHLEIN.

Hanno comunicato di non poter partecipare gli assessori Paolo CALVANO, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Alessio MAMMI, Paola SALOMONI e i consiglieri Federico Alessandro AMICO, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI e Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione elettronica

 

OGGETTO 4878

Risoluzione per impegnare la Giunta a dare corso ad ogni provvedimento utile al fine di consentire ai cittadini di utilizzare strumenti di riscaldamento, a prescindere dalla classificazione, quali camini, caminetti e stufe a pellet. A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo, Tagliaferri

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 12

BARCAIUOLO Michele; BARGI Stefano; BERGAMINI Fabio; CASTALDINI Valentina; CATELLANI Maura; DELMONTE Gabriele; FACCI Michele; OCCHI Emiliano; PELLONI Simone; POMPIGNOLI Massimiliano; STRAGLIATI Valentina; TAGLIAFERRI Giancarlo

 

Contrari: 23

BESSI Gianni; BONACCINI Stefano; BONDAVALLI Stefania; CALIANDRO Stefano; COSTA Andrea; COSTI Palma; DAFFADÀ Matteo; FABBRI Marco; FELICORI Mauro; GERACE Pasquale; MALETTI Francesca; MARCHETTI Francesca; MORI Roberta; MUMOLO Antonio; PICCININI Silvia; PIGONI Giulia; PILLATI Marilena; RONTINI Manuela; SABATTINI Luca; SONCINI Ottavia; TARASCONI Katia; TARUFFI Igor; ZAMBONI Silvia.

 

Presenti non votanti: 2

RAINIERI Fabio; RANCAN Matteo.

 

Assenti: 13

AMICO Federico Alessandro; BULBI Massimo; GIBERTONI Giulia; LISEI Marco; LIVERANI Andrea; MARCHETTI Daniele; MASTACCHI Marco; MONTALTI Lia; MONTEVECCHI Matteo; PARUOLO Giuseppe; PETITTI Emma; ROSSI Nadia, ZAPPATERRA Marcella.

 

Emendamenti

OGGETTO 4801

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Piano Regionale di Attuazione del Programma nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (GOL)". (81)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 41/112: nel primo capoverso il periodo: "...programmazione di interventi per innalzare e aggiornare le competenze delle persone, così da facilitare l'accesso al mercato del lavoro, promuovere un'occupazione qualificata e sostenere l'avvio di attività autonome e la nascita di start up e nuove imprese."

Viene sostituito dal periodo:

"...programmazione di interventi per innalzare e aggiornare le competenze delle persone, così da facilitare l'accesso al mercato del lavoro e la fattiva permanenza nel medesimo, promuovere un'occupazione qualificata e sostenere l'avvio di attività autonome e la nascita di start up e nuove imprese."»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 46/112, punto 4.1.2, il periodo: “una formazione che, essendo costruita con il coinvolgimento attivo delle rappresentanze del mondo del lavoro e con il renda sempre più effettiva la connessione tra conoscenze e competenze e quindi tra formazione e lavoro: “è così interamente sostituito:

"una formazione che, essendo costruita con il coinvolgimento del mondo del lavoro e delle sue rappresentanze renda sempre più effettiva la connessione tra conoscenze e competenze e quindi tra formazione e lavoro..."»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 46/112 l’ultimo periodo, che termina con

"...dai soggetti accreditati al lavoro e degli enti di formazione professionale che costituiscono la Rete attiva per il lavoro." è così modificato:

" ...dai soggetti accreditati al lavoro, anche in partenariato fra loro, e degli enti di formazione professionale che costituiscono la Rete attiva per il lavoro."»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 47/112 la frase “prevedono che l'offerta formativa sia presentata da enti accreditati alla formazione, anche in partenariato tra loro (titolarità);"

Viene così sostituita:

“prevedono che l'offerta formativa sia presentata da soggetti accreditati alla formazione, anche in partenariato tra loro (titolarità);"»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 47/112 l’ultimo capoverso: “sono costituiti da un'offerta formativa che  consente alle persone di acquisire, oltre alle conoscenze e capacità proprie delle qualifiche professionali, competenze digitali specifiche ovvero connesse ai processi  di digitalizzazione dei processi lavorativi di riferimento delle qualifiche" è interamente sostituito dal seguente:

“sarà considerato un plus la condizione che siano costituiti da un'offerta formativa che consente alle persone di acquisire, oltre alle conoscenze e capacità proprie delle qualifiche professionali, competenze digitali specifiche ovvero connesse ai processi di digitalizzazione dei processi lavorativi di riferimento delle qualifiche."»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 63/112, dopo il periodo "L'aggiornamento può essere avviato su istanza di diversi soggetti proponenti, sia del mondo delle imprese e del lavoro, che da parte di soggetti pubblici: parti sociali, enti bilaterali, soggetti formatori, istituzioni scolastiche, università, imprese."

Viene aggiunto il seguente periodo:

"Al fine di intercettare tempestivamente la domanda di nuove/diverse professionalità che il mercato del lavoro richiede, e dare risposta all'emergente fabbisogno di prossimità quanto alle nuove qualifiche, verrà valorizzato il contributo delle segnalazioni ed istanze provenienti anche direttamente dal mondo imprenditoriale."»

(Respinto)

 

OGGETTO 5171 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto assembleare 4801 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Piano Regionale di Attuazione del Programma nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (GOL)". A firma della Consigliera: Castaldini

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Marchetti Francesca, Costi, Maletti

«Al secondo punto del dispositivo la parola "trimestralmente" è sostituita con la parola "'periodicamente".»

(Approvato)

 

OGGETTO 4991

Risoluzione per impegnare l'Assemblea legislativa a esprimere la propria condivisione dei contenuti della risoluzione delle Nazioni Unite "Integrazione della bicicletta tradizionale nei sistemi di trasporto pubblico per lo sviluppo sostenibile" e la Giunta a rafforzare le azioni di promozione e incentivazione della mobilità ciclistica. A firma della Consigliera: Zamboni

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Facci

«Al primo punto dell’impegno alla Giunta, soppressione delle parole: “e gli impegni già presi a livello regionale”.»

(Respinto)

 

I PRESIDENTI

IL SEGRETARIO

Petitti - Rainieri

Bergamini