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145.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 24 MAGGIO 2022

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDI DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

Sullo svolgimento di interpellanza (oggetto 4965 – Rinvio)

PRESIDENTE (Petitti)

 

OGGETTO 4741

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Promozione e sostegno delle comunità energetiche rinnovabili e degli autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente". (80)

(Testo base)

(Continuazione discussione e approvazione

(Ordine del giorno 4741/1 oggetto 5234 Presentazione e reiezione)

(Ordini del giorno 4741/2/3/4 oggetti 523552365237 Presentazione e approvazione)

OGGETTO 3471

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: “Interventi regionali di promozione e sostegno dell’istituzione delle comunità energetiche rinnovabili”. A firma dei Consiglieri: Occhi, Liverani, Pompignoli, Marchetti Daniele, Stragliati, Bargi, Catellani, Pelloni, Bergamini, Rancan, Montevecchi, Delmonte, Facci, Rainieri

(Abbinato)

OGGETTO 4530

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Promozione e sostegno della produzione e dell'autoconsumo di energia rinnovabile e misure per il superamento della povertà energetica". A firma della Consigliera: Piccinini

(Abbinato)

PRESIDENTE (Petitti)

AMICO (ERCEP)

FABBRI (PD)

PIGONI (BP)

PRESIDENTE (Zamboni)

SABATTINI (PD)

TARUFFI (ERCEP)

CASTALDINI (FI)

RONTINI (PD)

PRESIDENTE (Petitti)

PICCININI (M5S)

OCCHI (Lega)

SCHLEIN, Vicepresidente della Giunta

PRESIDENTE (Petitti)

BESSI (PD)

 

OGGETTO 5121

Progetto di legge di iniziativa Consiglieri recante: “Sostituzione del Presidente da parte del vicepresidente in caso di cessazione anticipata degli organi – Modifiche agli articoli 32, 43, comma 1, lettera b), e 69, comma 1, lettera a), della legge regionale 31 marzo 2005, n. 13 (Statuto della Regione Emilia-Romagna)”. A firma dei Consiglieri: Rancan, Pigoni, Castaldini, Zappaterra, Barcaiuolo, Zamboni, Taruffi, Mastacchi (41)

Modifica statutaria (Prima lettura)

(Relazione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

DELMONTE, Relatore della Commissione

 

OGGETTO 5122

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Modifiche alla legge regionale 4 dicembre 2007, n. 23 (Costituzione e funzionamento della Consulta di garanzia statutaria) e alla legge regionale 23 luglio 2014, n. 21 (Norme per l'elezione dell'Assemblea legislativa e del Presidente della Giunta regionale)". A firma dei Consiglieri: Barcaiuolo, Zappaterra, Castaldini, Rancan, Mastacchi, Taruffi, Zamboni, Pigoni (42).

PRESIDENTE (Petitti)

BARCAIUOLO, Relatore della Commissione

 

OGGETTO 5123

Modifica al Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna (deliberazione dell’Assemblea legislativa 28 novembre 2007, n. 143) A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Pigoni, Zamboni, Taruffi (82)

(Testo base)

(Relazione e approvazione)

OGGETTO 287

Progetto di Regolamento: “Modifiche agli artt. 14, 28 e 64 del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna (deliberazione dell’Assemblea legislativa 28 novembre 2007, n. 143) ‒ Introduzione della partecipazione dei Consiglieri regionali ai lavori assembleari in modalità telematica”. A firma della Consigliera: Piccinini

(Abbinato)

PRESIDENTE (Petitti)

ZAPPATERRA, Relatrice della Commissione

 

OGGETTO 5130

Ratifica, ai sensi dell’art. 13, comma 2, dello Statuto, dell’intesa di collaborazione interregionale tra la Regione Emilia-Romagna e la Regione Nuova Aquitania (Repubblica Francese). (Richiesta del Presidente della Giunta regionale in data 02 05 22) (83)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

FABBRI (PD)

BARGI (Lega)

PRESIDENTE (Petitti)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 474151215122 - 5123

Emendamenti oggetti 4741 - 5123

Comunicazioni ai sensi dell’art. 69 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,55

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana, la n. 145 del 24 maggio 2022.

È computato come presente, ai soli fini del numero legale, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta, Bonaccini, assente per motivi istituzionali.

Hanno giustificato la propria assenza la consigliera Montalti, le assessore Lori e Salomoni, gli assessori Calvano, Corsini, Donini e Mammi.

 

Sullo svolgimento di interpellanza (oggetto 4965 – Rinvio)

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto c’era un’interpellanza, ma l’interpellanza è rinviata in accordo con il proponente e con l’assessore.

 

OGGETTO 4741

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Promozione e sostegno delle comunità energetiche rinnovabili e degli autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente". (40)

(Testo base)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 4741/1 oggetto 5234 Presentazione e reiezione)

(Ordini del giorno 4741/2/3/4 oggetti 5235 – 5236 – 5237 Presentazione e approvazione)

OGGETTO 3471

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: “Interventi regionali di promozione e sostegno dell’istituzione delle comunità energetiche rinnovabili”. A firma dei Consiglieri: Occhi, Liverani, Pompignoli, Marchetti Daniele, Stragliati, Bargi, Catellani, Pelloni, Bergamini, Rancan, Montevecchi, Delmonte, Facci, Rainieri

(Abbinato)

OGGETTO 4530

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Promozione e sostegno della produzione e dell'autoconsumo di energia rinnovabile e misure per il superamento della povertà energetica". A firma della Consigliera: Piccinini

(Abbinato)

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto procediamo con i nostri progetti di legge, il progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante la promozione e il sostegno delle comunità energetiche rinnovabili e degli autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente. Ricordo che sono pervenute venti proposte di emendamento e quattro ordini del giorno.

Ricordo che abbiamo interrotto la seduta del mattino dal dibattito generale e quindi riprendiamo da lì. Chiedo chi si iscrive a parlare, a intervenire in dibattito generale.

Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente.

Innanzitutto vorrei ringraziare per la costruzione del lavoro al testo di legge la vicepresidente Schlein, lavoro che dopo è stato seguito, in maniera approfondita e articolata, dalla relatrice Piccinini e dal relatore di minoranza Occhi, per aver consegnato oggi alla discussione dell’Assemblea un progetto di legge importante con diverse implicazioni sulle quali vale la pena anche soffermarsi.

Già molto è stato detto nelle illustrazioni da parte dei relatori e dei colleghi che mi hanno preceduto, tuttavia credo che questo progetto di legge, che ha suscitato parecchio interesse non solo nelle organizzazioni che abbiamo ascoltato in audizione, ma anche nei territori, perché diverse sono state le occasioni che in queste settimane e negli ultimi due mesi sul territorio si sono svolte proprio per illustrare a diversi portatori di interesse, agli Enti locali, ai cittadini, quali erano le positività delle comunità energetiche, e crediamo che l'interesse sia particolarmente elevato e positivo.

È un interesse senz’altro determinato dalla contingenza, ovvero a quella a cui da diversi mesi stiamo assistendo, cioè quel rincaro dei costi energetici che si sta ribaltando su imprese e famiglie e che, soprattutto nei confronti delle famiglie e delle fragilità di queste, segna elementi di difficoltà.

È chiaro che introdurre le comunità energetiche anche per far fronte alla produzione di energia in chiave sostenibile è sicuramente un passo importante, che non va inteso solo ed esclusivamente dal punto di vista produttivo e industriale, ma va inteso da un punto di vista anche comunitario, sociale, e del resto si chiamano comunità energetiche.

Sappiamo bene come, dopo due anni di pandemia, l’aggravarsi della guerra russa contro l’Ucraina stia gettando nell’incertezza le prospettive e il futuro di noi tutti, sappiamo come, nel corso di questi ultimi due anni, le diseguaglianze siano andate aumentando e le ricchezze concentrandosi sempre di più nelle mani di pochi e la ridistribuzione delle stesse ricchezze sia uno degli elementi su cui facciamo maggiormente fatica in quest’ultimo periodo a ragionare per ottenere una redistribuzione, sappiamo come quegli elementi di povertà non solo energetica, che abbiamo osservato sia nella fase della pandemia, sia in occasione del rincaro delle bollette, abbiano sicuramente mostrato quanto le condizioni di instabilità economica, alle quali eravamo abituati prima di due anni fa, si siano andate modificando.

Ecco che l’intervento da parte della Regione, da parte della legislazione nazionale, del sostegno della Comunità europea alle comunità energetiche diventa un passaggio importante non solo per un affrancamento dalle fonti energetiche fossili, obiettivo al quale, come ci siamo detti in questa Regione e complessivamente come comunità, voler tendere, ma diventa un passaggio importante per ottenere qualcosa che è una democratizzazione del processo di produzione energetica, una democratizzazione del concentramento anche della capacità produttiva energetica, un tassello significativo per quella che con una locuzione ormai diventata comune va a comporre e a ricomporre il tema della giustizia climatica.

Sappiamo come le diseguaglianze economiche si riportino anche dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico ed ecco che le comunità energetiche possono essere e saranno senz’altro, anche attraverso questa legge, uno strumento importante; uno strumento che ci consentirà di avere una maggiore consapevolezza in termini generali rispetto alla produzione, alla distribuzione dell’energia, che consentirà non solo ai consumatori, ma ai soggetti coinvolti nella costruzione delle comunità di controllare e quindi di utilizzare con maggiore consapevolezza la produzione e il consumo energetico e, lo si ricordava anche prima, avere una capacità decentrata della produzione energetica.

Tutto ciò va a insistere, va a intervenire, grazie anche agli accenti posti all’interno di questa legge, su degli elementi particolarmente, io credo, cari alla Regione Emilia-Romagna, ovvero quelle che possono essere le fragilità e in questo senso richiama fortemente l’intervento da parte degli Enti locali, fortemente una capacità di ospitare all’interno di quelli che sono gli edifici pubblici strumenti di produzione energetica sostenibile, chiama gli Enti locali a fare dei ragionamenti sull’edilizia residenziale pubblica, perché questa possa essere dotata di strumenti redistributivi dell’energia e chiama fortemente anche alla costruzione di nuovi processi partecipativi proprio in merito a un tema che fino a qualche tempo fa era solo inteso come elemento di fruizione e acquisto, che invece oggi ci consente di provare a impostare una modalità diversa di vivere la propria comunità.

In questo senso io leggo il protagonismo, che nella legge si richiama, del terzo settore, non tanto perché i soggetti del terzo settore siano i beneficiari degli elementi economici che le comunità energetiche sono in grado di produrre, bensì perché sono degli agenti importanti nella costruzione dei processi partecipativi sul territorio. Quando noi ci rivolgiamo al terzo settore in termini di volontariato, associazionismo o cooperazione sociale, non dobbiamo solo leggerli in termini di produttori e di erogatori di servizi o di attività, bensì come strumenti effettivamente partecipativi di coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine rispetto alla co-costruzione delle risposte ai bisogni e ai desideri delle persone.

Quella complessità dei processi che abbiamo richiamato come necessaria ad accompagnare successivamente l’approvazione della legge credo possa essere agita anche grazie all’intervento di quella rete molto capillare, molto presente sul territorio, abituata a costruire partecipativamente delle soluzioni, come il terzo settore, che ci permetta in questo senso di compiere un passo avanti deciso verso una produzione energetica sostenibile e una nuova modalità di intendere il consumo energetico e anche la possibilità di costruire, attorno alla democratizzazione dell’energia, delle possibilità comunitarie differenti da quelli di prima.

In questo senso credo che il disegno di legge, che ha avuto questo iter molto intenso e partecipato, che ha avuto diversi e successivi momenti di approfondimento sia all’interno del lavoro delle Commissioni che sicuramente anche al lavoro che la collega Piccinini ha fatto nell’interlocuzione con tutti i portatori di interesse, che guardano all'insediamento delle comunità energetiche come elemento centrale da un lato per l’affrancamento energetico, dall’altro per la capacità di raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica, quindi un tassello per la costruzione del raggiungimento della neutralità carbonica, credo che sia un passo decisivo e importante, così come sono importanti le risorse che intendiamo mettere a disposizione attraverso i fondi strutturali europei per accompagnare questo percorso.

Mi fermo qui e torno a ringraziare ancora il lavoro fatto in questi due mesi di discussione, ma che hanno avuto anche degli elementi antecedenti alla presentazione materiale del testo. Un ringraziamento particolare va ancora alla collega Piccinini e, ovviamente, alla vicepresidente Schlein, che ha costruito con la Giunta questo provvedimento.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Amico.

Proseguiamo con il dibattito. Consigliere Fabbri, prego.

 

FABBRI: Grazie, presidente. Buon pomeriggio a tutti i colleghi e a tutte le colleghe.

Anch’io vedrò di non ripetermi, però su alcuni passaggi vorrei tornare e fare alcune sottolineature. Innanzitutto ringrazio la vicepresidente, ma anche la relatrice Piccinini e il relatore di minoranza Occhi. Sono ringraziamenti dovuti per il percorso che è stato fatto insieme, di condivisione, di ascolto, di confronto, che oggi ci consegna un testo che, comunque, ha il merito di essere un testo davvero chiaro, comprensibile, di facile lettura per chiunque, anche per i semplici cittadini, che stanno naturalmente assistendo e contribuendo anche con entusiasmo a questo percorso, un percorso che ha visto il coinvolgimento di tutte le forze politiche, che hanno contribuito in maniera trasversale, anche con l’ordine del giorno che discuteremo, a creare un testo quanto più allargato e condivisibile possibile.

È già stato detto, ma ci tengo ancora a sottolineare che la transizione ecologica ci ha posto nell’immediato, forse con tempistiche che non ci aspettavamo, così veloce di fronte a tre problemi interconnessi e collegati tra di loro. Il primo sicuramente è quello legato all’inflazione, trainata dal prezzo del gas, che è fortemente aumentato a seguito sicuramente di eventi congiunturali, ma anche strutturali, tra cui la nostra dipendenza dal gas. Il secondo è l’emergenza climatica, che ci impone di ridurre le emissioni climalteranti, fino ad azzerarle da qui al 2050. Il terzo, che è conseguenza anche dell’aumento dei prezzi dell’energia, è l’impatto sulla povertà energetica, sulle famiglie, che hanno problemi a pagare le bollette, ma anche sui costi dell’impresa. Ecco, riparto da qui perché sicuramente la comunità energetica è un’entità legale vera e propria. È una sorta di condominio. È resa possibile dalle nuove direttive europee sul tema dell’energia, ma impone a tutti (Istituzioni, imprese, cittadini, terzo settore) anche di cambiare il paradigma attraverso cui guardiamo questi temi. Ecco perché chi si unisce e decide di condividere questa energia ottenuta da fonti rinnovabili accetta anche la sfida di un modello culturale nuovo, che vede i cittadini evolversi da semplici fruitori di energia a produttori della stessa grazie all’adesione, per l’appunto, a un nuovo modello di green economy che trasforma questi utenti da meri consumatori a consumatori produttori.

Ecco perché credo che collettivizzare le risorse energetiche rinnovabili permette sicuramente di influenzare e ottimizzare la produzione del consumo di energia, facilitando quella transizione verso una comunità innanzitutto in grado di evolvere, ma anche di trasformarsi e di trasformare l’energia prodotta in una risorsa per tutti quelli che ne fanno parte.

Decentramento e localizzazione delle produzioni energetiche da fonti rinnovabili sono sicuramente tra i princìpi che stanno alla base di una comunità energetica, ma anche di questo PDL che stiamo discutendo oggi e che potrà essere messo a terra definitivamente soltanto con il coinvolgimento dei cittadini, delle attività commerciali, delle imprese del territorio e del terzo settore.

Solo così sarà possibile dare vita a un sistema in grado di produrre e per l’appunto consumare e scambiare energia in un’ottica di collaborazione, autoconsumo e tutto quanto ci siamo detti.

Io penso che quella di oggi sia una tappa straordinaria, una tappa importante, ma sicuramente non il punto d’arrivo. Lo dico perché spesso e volentieri in questo Paese ci complichiamo le cose, nel senso che a volte siamo bravi a scrivere magari una legge anche di un solo articolo, ma che poi è seguita da decreti attuativi fatti di centinaia, se non migliaia, di pagine di norme e quant’altro. È per questo che noi dobbiamo attrezzarci. È anche nell’ordine del giorno a prima firma della collega Montalti, che abbiamo sottoscritto insieme alla collega Palma Costi, Nadia Rossi e altri. È importante per noi, perché ci sono alcuni temi centrali che vanno sicuramente affrontati, che rappresentano anche delle questioni aperte e delle criticità, a partire per esempio dal dimensionamento delle comunità energetiche, dalla potenza degli impianti, dai problemi legati alle cabine secondarie, dalla definizione degli incentivi piuttosto che alla governance stessa del meccanismo.

Questi sembrano tecnicismi, ma in realtà sono questioni che, se non modellate, se non indirizzate, se non tenute in mano dalla politica, rischiano di compromettere un costrutto ben pensato, ricco di contenuti, ma che deve essere - ripeto - ancora una volta messo a terra.

Il tema, oltre che del dimensionamento delle comunità energetiche, anche della mappatura dell’impiantistica, quindi delle stesse cabine, è centrale perché nella definizione della comunità energetica, se non si conosce nel dettaglio l’infrastruttura su cui poggiamo, difficilmente riusciremo a tradurla, e sicuramente anche la necessità di dare le stesse opportunità agli impianti di grandi e a quelli di piccole dimensioni deve essere al centro per assicurare il proseguimento di questa esperienza, che deve necessariamente nascere dal basso e rendere economicamente sostenibile anche i progetti di più basso profilo, inteso come numero di utenze.

Sicuramente, per fare ciò, il tema della governance è centrale, cioè è indispensabile la presenza di un soggetto esterno, che può essere sicuramente anche una Pubblica Amministrazione, che instauri con la comunità un rapporto di facilitazione. Deve essere un facilitatore che riesce ad interagire e a portare ad un accordo tra i membri della futura comunità, perché stiamo parlando di una comunità che dovrà necessariamente avere una veste anche giuridica, ho parlato di un grande condominio, forse non è la metafora giusta, ma comunque riporta alla necessità di un lavoro costante da fare insieme.

Sicuramente le pubbliche amministrazioni e i Comuni in primis saranno chiamati a governare questo processo di costruzione, ed è per questo che per creare delle occasioni di comunità locali coese e solidali è indispensabile che noi, da domani, con l’approvazione, auspico, di questo PDL siamo già nelle condizioni di lavorare, insieme al nazionale ovviamente, perché non è tutta una partita in capo alla Regione, per realizzare alcuni modelli che possono essere adottati e adattati da quelle Amministrazioni locali che volessero promuovere e guidare il processo di realizzazione di una comunità energetica. Lo dico anche con particolare attenzione a quei territori più fragili, a quei territori più periferici, a quei territori in cui ci sono “interessi” che interferiscono anche con alcune necessità di tutela dell’ambiente e della biodiversità. Ecco perché in quei territori il nostro auspicio, come abbiamo scritto anche all’interno di questo ordine del giorno, è che determinati enti pubblici, quali i parchi e, quindi, gli enti di gestione per i parchi e la biodiversità e i gruppi di azione locale (GAL), possano essere messi nelle condizioni di essere essi stessi gli attori di questo sistema e i protagonisti nell’abbattere quelle che saranno sicuramente anche delle diffidenze da parte delle persone. D’altronde, se è vero che questa legge è indirizzata non soltanto a tutto il settore energetico, è altrettanto vero che è indirizzata, come tanti colleghi hanno evidenziato, in primis alle persone. Un grande ostacolo sarà sicuramente rappresentato dalle diffidenze delle persone, che spesso e volentieri non vogliono parlare dei propri consumi, non vogliono parlare dei propri bisogni energetici, non vogliono mostrare semplicemente la loro bolletta energetica perché sono presi d’assalto da operatori che offrono proposte commerciali.

Questo, invece, è sicuramente un passaggio diverso, un passaggio, come ho detto prima, di cambio culturale delle abitudini e di educazione al consumo, perché anche all’interno di una comunità per ricevere l’incentivo a fronte dell’energia condivisa nella stessa ora di produzione e, di conseguenza, per ogni membro, per avere questo ritorno economico, che deve essere proporzionale al contributo marginale, ovvero a quanto l’utente stesso ha, di volta in volta, fatto guadagnare alla comunità, questi membri della comunità andranno anche educati, perché il ritorno economico gli sarà riconosciuto soltanto in quell’ora in cui, rispetto ad altre fasce orarie, per esempio, tanti altri utenti stanno consumando contemporaneamente l’energia. Ecco perché ho parlato di educazione al consumo, inteso anche come cambiamento di abitudini consolidate da sempre.

Vado verso la conclusione, evidenziando davvero la necessità legata alla democratizzazione di questo processo, all’accettazione sociale. Il semplice mettere a un tavolo una comunità, un condominio, un quartiere, non sarà semplice, ma è un passaggio assolutamente doveroso per la transizione energetica, a cui noi dobbiamo in qualche modo fornire tutti gli strumenti necessari e indispensabili affinché questi modelli, e ritorno ancora una volta sull’ordine del giorno che è stato depositato, siano facilmente replicabili.

La velocità di replicazione di questi modelli di produzione e consumo, sia magari presso altre nuove Comunità energetiche, sia presso altri consumatori interessati, è alla base del successo della nostra intera impalcatura.

Naturalmente, questo è il contributo che chiediamo a tutti i cittadini per il raggiungimento degli obiettivi di consumo di energia rinnovabile da qui al 2030 e da qui al 2050. In questo scenario, naturalmente, sarà fondamentale il ruolo che anche il pubblico saprà mettere in campo.

Il maggiore o minor successo di questa iniziativa quindi dipenderà da un lato sicuramente dalla chiarezza, dall’adeguatezza, dagli strumenti che sapremo fornire nel lungo periodo e anche dagli stessi indirizzi, che non sono demandati solo a questa Assemblea, a questa Regione, ma anche al legislatore nazionale, di fronte però anche alla necessità che le amministrazioni locali governino la selezione e la realizzazione di queste nuove grandi infrastrutture,

Credo quindi che sia un lavoro di squadra, ancora, dal punto di vista dell’avvio, seppure oggi partiamo, ripeto, da un PDL, e ringrazio nuovamente i relatori e la relatrice di maggioranza, Piccinini, per il lavoro svolto, ma dobbiamo mettere in campo anche tutte le capacità degli amministratori, degli stakeholder locali, dei piccoli consumatori, di fare squadra, di fare rete, ma soprattutto di comprendere al meglio la portata di quella che in primis una rivoluzione, una svolta culturale.

Grazie quindi davvero di nuovo alla vice presidente, ai relatori, a tutti gli uffici, ai funzionari, ai tecnici e alle Commissioni che hanno lavorato intensamente in questi oltre due mesi di attività.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie consigliere Fabbri.

Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente, buon pomeriggio a tutti.

Mi unisco al coro dei ringraziamenti alla vice presidente, ai relatori e alla Commissione, che hanno fatto un grande lavoro.

L’obiettivo del testo in esame è quello di offrire uno strumento concreto a livello regionale per agevolare e disciplinare gruppi di cittadini privati, enti, imprese, consumatori di energia da fonti rinnovabili che si riuniscono per produrre energia pulita e abbattere i costi.

Il testo, che ha già riscosso il voto favorevole di una larghissima maggioranza in Commissione politiche economiche, va sicuramente nella giusta direzione: quella, cioè, di sostenere tutte quelle attività e quelle azioni volte a una transizione energetica che il momento storico e anche le situazioni macro economiche e politiche mondiali che stiamo vivendo rendono indispensabile e urgente.

È indubbiamente strategico agevolare la produzione distribuita, lo scambio, l’accumulo e la cessione di energia rinnovabile per l’autoconsumo, in modo da ridurre la povertà energetica e sociale, perseguire l’indipendenza e l’autonomia energetica e realizzare forme di efficientamento e di riduzione dei prelievi energetici della rete.

La proposta prevede infatti che si sostengano i cittadini per sviluppare le comunità di energia rinnovabile che dovranno produrre, consumare, immagazzinare l’energia green. La Regione metterà a disposizione contributi e strumenti finanziari dalla fase di costituzione delle comunità energetiche alla fase di predisposizione di progetti fino alla fase di acquisto e installazione degli impianti energetici.

Le comunità energetiche realizzano prioritariamente progetti finalizzati alla produzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, all’aumento dell’efficienza energetica e alla costruzione di sistemi sostenibili di produzione energetica e di uso dell’energia, ma possono anche offrire servizi funzionali al perseguimento degli obiettivi di economia circolare, promuovendo per esempio la realizzazione di interventi integrati di domotica e offrendo servizi di ricarica dei veicoli elettrici ai propri membri.

Regione ed enti locali avranno anche un ruolo propulsivo diretto con la previsione di individuare, entro un anno dall’entrata in vigore di questa legge, i tetti degli edifici pubblici e le aree pubbliche disponibili per l’installazione, anche da parte di terzi, degli impianti di produzione di energia rinnovabile al servizio delle comunità energetiche.

Come in ogni azione che il nostro ente promuove, saranno necessari anche il coinvolgimento e il coordinamento di una ricca rete di soggetti.

Per questo la Regione incentiverà iniziative per la formazione e il potenziamento, anche all’interno degli enti locali, delle professionalità coinvolte nelle procedure di costituzione e gestione delle comunità energetiche rinnovabili, anche in collaborazione con le università e i lavoratori della rete ad alta tecnologia.

Saranno inoltre stipulati accordi con i Comuni, con l’ANCI Emilia-Romagna, finalizzati alla diffusione e condivisione delle migliori pratiche, anche attraverso il sostegno alla realizzazione di sportelli informativi e al potenziamento degli sportelli territoriali energia.

Anche la fase del controllo e valutazione della legge sarà collettiva, oltre che propositiva. Sarà infatti istituito il tavolo tecnico permanente con funzioni di analisi, ma anche consultive e di confronto.

È positivo anche il fatto che sosterremo con i nostri contributi le comunità energetiche rinnovabili e gli autoconsumatori di energia rinnovabile, che agiscono collettivamente con una forte valenza sociale e territoriale. Quelle, in sostanza, che comprenderanno anche soggetti economicamente svantaggiati, o tra i cui membri siano presenti enti del Terzo settore; quelle situate in aree montane ed interne nel territorio regionale per contrastarne l’abbandono e favorirne il ripopolamento; quelle capaci di realizzare progetti di inclusione e solidarietà sociale.

Sarà importante e, anzi, direi fondamentale, attivare un’intensa campagna di comunicazione, informazione e partecipazione che racconti e promuova adeguatamente il progetto, in stretta collaborazione con soggetti pubblici, associazioni territoriali e di categoria e altri soggetti privati. Vorrei però aggiungere, vista l’attinenza tematica, alcune sintetiche considerazioni generali sul tema energia, che sempre più sarà al centro del dibattito politico regionale e nazionale e che ora necessita senza indugi, pur senza nulla togliere a ciò di cui stiamo discutendo oggi, di interventi di più ampio respiro e soprattutto strutturali.

A livello nazionale si stanno formulando a questo proposito una serie di proposte concrete di medio e lungo periodo, finalizzate a ridurre la dipendenza energetica dall’estero, incrementando la produzione energetica anche tramite fonti rinnovabili, e conseguentemente riducendo il prezzo dell’energia.

Tra queste, tassare parte degli extraprofitti di chi produce e vende energia per ridurre il costo delle bollette delle famiglie e delle imprese, senza gravare sulle casse dello Stato; mettere a disposizione delle imprese una parte delle scorte strategiche di gas a prezzi calmierati, aumentare le importazioni di gas naturale liquefatto trasportabile via nave da Paesi che non sono collegati all’Italia tramite gasdotti. Per poter essere distribuito, poi, questo gas deve essere riconvertito allo stato gassoso tramite rigassificatori; incentivare la produzione di energia tramite impianti fotovoltaici per l’autoconsumo, su cui c’è la proposta di un credito d’imposta del 30 per cento per la costruzione di impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo da parte delle imprese sui propri terreni industriali, sia sui tetti che nel terreno dello stabilimento, e al 70 per cento per l’acquisto di sistemi di accumulo.

La costruzione di questi impianti non richiede un processo autorizzativo lungo, in quanto i terreni sono già adibiti ad uso industriale e l’allaccio alla rete elettrica di media tensione è spesso già previsto.

Questo consentirà alle imprese di ridurre il costo dell’energia e di limitare il ricorso al gas per la produzione di energia elettrica durante il prossimo inverno, quando questa risorsa potrebbe scarseggiare.

Per ridurre davvero il prezzo dell’energia proveniente da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di abbassare i costi per i consumatori finali e rendere le imprese energivore più competitive, la nostra proposta è riformare il meccanismo di attribuzione del prezzo affinché questo prenda in considerazione la vera curva dei costi della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Considerando il valore dell’investimento iniziale, la durata dell’impianto, i costi di manutenzione e i costi variabili prossimi allo zero, potrebbe essere definito ex ante il prezzo a cui la società per azioni del Ministero dell’economia e delle finanze, alla quale è attribuito l’incarico di promozione e sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, compra l’energia da tutti i produttori in modo da garantire un profitto incentivante per l’investitore.

Altro tema decisivo: per aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili occorre velocizzare il processo autorizzativo. L’attuale procedimento autorizzativo per l’installazione di nuova capacità produttiva elettrica prevede l’ottenimento di un’autorizzazione unica tramite la presentazione di un lungo elenco di studi, permessi e nulla osta presso la Conferenza di servizi, un organo decisionale cui partecipano rappresentanti di autorità statali, regionali, provinciali e comunali, addetti alla verifica e validazione dei documenti presentati.

L’ottenimento delle valutazioni di impatto ambientale è la principale criticità all’interno del processo autorizzativo. I tempi medi per la concessione di questi procedimenti sono oltre due anni, con picchi di addirittura sei anni.

Considerate le attuali tempistiche di rilascio dei procedimenti autorizzativi, potrebbero volerci circa 24 anni per raggiungere gli obiettivi italiani del 2030 in tema di installazione di impianti eolici e fino a 100 anni per gli impianti fotovoltaici.

Per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili sono proposte una serie di iniziative volte alla riduzione delle barriere di accesso al mercato italiano, tra le quali uniformare il processo autorizzativo su tutto il territorio nazionale, sia per quanto riguarda la documentazione da presentare sia per le tempistiche che devono essere certe e non superare i due anni, come previsto dalla direttiva UE; affidare ad appositi uffici tecnici regionali la gestione dell’intera procedura eliminando la dualità Regione e Comuni; finanziaria la formazione e l’internalizzazione di competenze tecniche da parte di funzionari regionali addetti; prevedere una procedura autorizzativa ridotta, sia amministrativa che di valutazione di impatto ambientale, per gli interventi di repowering di impianti esistenti ed obsoleti qualora l’intervento non preveda ulteriore occupazione di suolo qualificandoli come varianti non sostanziali uniformemente sul territorio nazionale; prevedere procedure ridotte per gli impianti eolici offshore, in particolare quelli galleggianti e di fotovoltaico in aree da bonificare, integrati con sistemi di accumulo.

Concludo. L’Italia si è impegnata, come tanti altri Paesi, a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. La CO2 immessa nell’atmosfera dovrà essere ridotta al minimo e il poco rimanente bilanciato da una quantità equivalente, rimossa tramite sistemi di cattura e stoccaggio.

Per raggiungere questo obiettivo tutti gli scenari proposti prevedono di ridurre l’utilizzo di combustibili fossili ricorrendo il più possibile all’impiego di energia elettrica e produrre tutta l’energia elettrica necessaria senza emissione di gas serra.

Credo, quindi, in conclusione, che si debba prendere la questione energia di petto, senza più indugi o falsi tabù ormai antistorici e che quindi occorra proporre una modifica all’attuale strategia italiana.

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

 

PRESIDENTE (Zamboni): Non vedo altre richieste di intervento.

Passiamo allora… Consigliere Sabattini, prego.

 

SABATTINI: Grazie, presidente.

Anch’io parto con i ringraziamenti alla Presidenza, alla vicepresidenza, all’Assessorato, ai relatori di maggioranza e minoranza per aver condotto una discussione su un tema nuovo, anche estremamente complesso, accompagnato, certo, anche da una volontà forte di questa Regione di procedere a una legislazione ancora in una fase non definitiva della norma nazionale, quindi ancora all’interno di un percorso transitorio; decisione, credo, assolutamente corretta, anche alla luce di come è stato condotto il dibattito in queste settimane. La volontà di costruire un testo certamente asciutto che si appoggia fortemente sulla norma europea e la norma nazionale, ma con la volontà anche di dare una caratterizzazione regionale a un tema che non è soltanto un provvedimento che riguarda un argomento specifico come quello delle comunità energetiche, ma si inserisce all’interno certamente di un quadro generale molto più ampio e molto più complesso, che porti, secondo me, su tre obiettivi. Il primo: come contribuire alla transizione energetica e ambientale, intesa come costituzione di un nuovo modello di organizzazione sociale, basato su una produzione, su un consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili è un’esigenza necessaria e urgente.

Perché sia effettiva, devono essere indicati i cambiamenti culturali, materiali ed immateriali, basati sul risparmio energetico e sull’efficienza dei consumi. In tale scenario, l’attivazione di nuove forme di azioni collettive e di economie collaborative, unite alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali, costituiscono i punti cardine della transizione energetica, oltre a rappresentare una grande opportunità per la creazione di nuovi modelli di green economy.

Se la transizione energetica è necessaria in termini di sostenibilità ambientale, essa non potrà pienamente realizzarsi senza una gestione congiunta di problemi ambientali, sociali ed economici, che utilizzano un approccio coevolutivo e interattivo, data l’inseparabilità e l’influenza reciproca del cambiamento sociale e di quello tecnologico.

La transizione verso modi di produzione e di consumo più sostenibile è diventata una delle grandi sfide della contemporaneità. La fine del localismo energetico e l’affermarsi della società high-carbon hanno determinato la geopolitica internazionale e generato instabilità, disuguaglianze e iniquità sociale. Non lo vediamo soltanto oggi con le conseguenze della guerra in Ucraina, ma ne eravamo già consapevoli, una consapevolezza che però non ha portato all’elaborazione di una strategia conseguente.

Come siamo consapevoli di quanto il tema della povertà energetica stia diventando sempre più centrale, dove la povertà energetica e i cambiamenti climatici ci stanno facendo misurare anche con nuovi fenomeni come le migrazioni climatiche e ad abbandonare quelle terre di origine, ci pongono davanti un profondo ripensamento del modo in cui i Governi, le imprese, i sistemi finanziari, gli individui interagiscono con il nostro pianeta.

Non vi sono dubbi che il percorso di decarbonizzazione abbia subito una fortissima accelerazione nel corso dell’ultimo triennio. Le tematiche connesse alla sostenibilità, già centrali nell’agenda politica dell’Unione europea, hanno acquisito un’importanza sempre maggiore sia per gli operatori economici, sia anche per tutta la comunità regionale.

Rispetto al precedente ciclo di politica climatica, si è posta stavolta un’enfasi maggiore su quei modelli specifici di generazione distribuita, che, con le proprie caratteristiche, sembrano poter conciliare il raggiungimento di quei target ambientali con obiettivi sociali, culturali e di innovazione dei sistemi elettrici.

Tali modelli prevedono che l’energia prodotta da impianti distribuiti sul territorio possa essere condivisa da una parte dei consumatori ubicati nelle vicinanze dell’impianto, potendo, tra le altre cose, contribuire anche ad una maggiore sicurezza della rete elettrica e ad un’incentivazione a quell’elemento di consumo puntuale e istantaneo, che vede all’interno della normativa delle comunità energetiche un’incentivazione maggiore, che non è soltanto fatta ovviamente per rendere compatibile la rete...

Proviamo. Mi avvio velocemente a concludere, solo un paio di considerazioni. Questo elemento di diffusione, di compartecipazione anche dei cittadini e quindi dell’ingaggio, che è una delle sfide delle comunità energetiche, può portare anche a una maggiore diffusione di quella cultura dell’accumulo, quindi dello storage, dell’energia rinnovabile diffusa, oltre che ovviamente ad un accompagnamento a quello che è un cambio di fonte da produzione di energia da fonte fossile a fonte rinnovabile.

Ci sono un paio di considerazioni che, in chiusura, ci tenevo a fare. Le Comunità energetiche possono essere un grande ingrediente fondamentale per la transizione energetica e per rispondere a degli elementi di povertà energetica, ma non vuole essere un provvedimento che ha la pretesa di essere risolutivo.

In una fase di grande complessità come questa, questo è un altro degli elementi che può contribuire ad andare nella direzione giusta. C’è sicuramente bisogno, però, di altre azioni concentriche che possano portare alla costruzione di diffuse Comunità energetica, e il primo tra tutti è certamente l’elemento culturale, che soprattutto in una fase di start-up iniziale, di formazione ha bisogno di un protagonismo molto forte degli Enti locali come elemento generativo di questi elementi di novità.

Certo che si chiede una nuova sfida, che vede comunque un percorso comunque complesso, e ha bisogno, secondo me, anche di un protagonismo regionale non soltanto nel fare le norme, ma anche in supporto a quella che è la costruzione di questi nuovi percorsi, un supporto che deve essere certamente informativo, un pezzo di supporto tecnico, ma anche un pezzo di supporto nella costruzione di quelle che sono le relazioni necessarie, perché poi le Comunità energetiche possano nascere. Penso, primo tra tutti, il rapporto con i gestori di rete, perché è chiaro che un piccolo Comune che si rapporta con i grandi di reti, elemento fondamentale per poter fare una diagnosi di fattibilità di una Comunità energetica, non può essere lasciato a contatti individuali da ogni singolo Comune.

Elemento centrale è quello di creare, a mio parere, anche le aspettative giuste che dobbiamo avere nei confronti delle Comunità energetiche. Nella collocazione di un quadro più ampio, che ho provato a fare nella prima parte dell’intervento, è anche quello di far capire che, indipendentemente dagli elementi tecnici o dagli elementi strettamente economici che possono portare al singolo beneficio all’utente della singola Comunità energetica, ci sono obiettivi che possiamo provare a raggiungere anche all’interno delle singole Comunità, per aiutare il raggiungimento di obiettivi anche proprio di politiche sociali che guardino alla povertà energetica, ma che guardino anche alla gestione delle nostre Comunità.

Una particolarità importante, che è generata anche dalla necessità di avere energia condivisa per massimizzare l’effetto delle Comunità energetiche, richiederà la costruzione di Comunità energetiche variegate, che vedano partecipare i cittadini, ma insieme alle imprese, per mixare degli elementi di consumo che possano massimizzare la sostenibilità nel tempo delle Comunità energetiche, ma anche quella di provare ad abbracciare tutte quelle che sono le nostre singole Comunità.

Altro elemento centrale, e su questo concludo, è l’auspicio che la discussione ordinata e positiva che abbiamo fatto su questo tema delle Comunità energetiche ci deve accompagnare anche su quella che sarà una discussione probabilmente più complicata, che è quella che riguarda l’individuazione delle aree per la costruzione di energie rinnovabili. Quella è una sfida che noi avremo qui, come in tutte le Regioni, fra un po’ di mesi e quella sarà un altro pezzo di concretezza che dovremo dare agli obiettivi che ci siamo posti nei nostri documenti di programmazione. Spero che anche in quella discussione potremo trovare un consenso largo, come siamo riusciti a trovarlo con questo PDL.

Badate, le Comunità energetiche sono, secondo me, anche una sintesi di come abbiamo provato a impostare tanto delle nostre politiche nella nostra Regione. Per raggiungere gli obiettivi migliori occorre che cerchiamo di farlo in una maniera estremamente trasparente, coinvolgendo un pubblico più vasto possibile e soprattutto cercando di mettere tutti quanti in condizioni di poter mettere il loro mattoncino di valore. Credo che questo sia un elemento centrale anche per le Comunità energetiche, che rappresenta, come credo ritengano tutti quanti in quest’aula, solo il primo passo per quello che speriamo possa essere un coinvolgimento molto ampio della nostra comunità e sulla diffusione di questo strumento verremo poi valutati.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ha chiesto di intervenire il consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Alcune considerazioni aggiuntive rispetto a quelle che hanno fatto, che ovviamente condivido, il collega Federico Amico e anche altri che sono intervenuti nel corso di questo dibattito.

Credo sia utile provare a ragionare sul contesto in cui andiamo ad approvare questo testo di legge, un testo che è segnato drammaticamente dalla guerra in Ucraina, dall’invasione della Russia e dalle conseguenze tragiche, ovviamente innanzitutto dal punto di vista umanitario, che quell’invasione e i problemi che con la guerra sta generando anche dal punto di vista energetico sulla nostra economia, sulle nostre imprese, sulle nostre famiglie, su quello che è il contesto economico e di politiche energetiche in cui ci muoviamo.

È un contesto di politiche energetiche che, come è stato detto durante il dibattito, probabilmente scontano un ritardo molto significativo nel nostro Paese, dove non sono state fatte scelte strutturali che invece erano necessarie, siamo troppo dipendenti, lo abbiamo scoperto in modo... faccio per dire "scoperto", perché era già ben chiaro e qualcuno lo diceva già da tempo, ma oggi è di dominio pubblico il fatto che siamo dipendenti energeticamente da alcuni Paesi, a partire dalla Russia, cosa che evidentemente dal punto di vista geopolitico mette l’Italia in una difficoltà che non è uguale per tutti i Paesi dell’Unione europea.

Noi siamo in una condizione peggiore rispetto agli altri, anche perché, rispetto ad altri Paesi europei, non abbiamo affrontato alcune scelte nodali e alcuni elementi fondamentali, come dicevo, di politiche energetiche a livello nazionale, tra cui la diversificazione della produzione di energia e, in particolar modo, della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Credo che su questo vada affrontata e aperta, affrontata e chiusa anche in tempi ragionevoli una discussione più complessiva, perché troppe volte ci siamo fermati (parlo del livello nazionale ma anche dei livelli locali) e non abbiamo proceduto in alcune scelte.

Penso ad esempio in particolar modo quelle riguardanti la produzione da energie rinnovabili per tanti, troppi motivi, spesso anche per scuse che da una parte o dall’altra sono state accampate pur di non imboccare con decisione quella strada.

Credo che il contesto in cui approviamo, come dicevo, questa legge oggi imponga all’Emilia-Romagna come al resto d’Italia e in generale all’Unione europea di imboccare una strada in modo deciso e senza tentennamenti. Da questo punto di vista, gli investimenti che arrivano dall’Europa grazie al Next Generation EU, al PNRR e alla traduzione italiana del PNRR sono abbastanza chiari, ovviamente si tratterà di metterli a terra, come si dice in gergo, in modo rapido, efficace e con una direzione che è quella della diversificazione anche dell’approvvigionamento energetico.

Per questo oggi facciamo fare all’Emilia-Romagna un passo avanti importante, un passo avanti nella direzione giusta, un passo avanti che avrà conseguenze positive e virtuose per il nostro sistema negli anni a venire. Di questo sono convinto, penso ad esempio anche come elemento esemplificativo ai tanti immobili di proprietà pubblica che potranno e dovranno inserirsi all’interno di questo sistema di produzione collettiva di fonti rinnovabili, e penso anche alle strutture sanitarie.

Nei prossimi mesi, nei prossimi anni, come sappiamo, avremo l’aumento delle bollette, per quanto riguarda il sistema pubblico cito un caso, ma si scaricherà in modo molto significativo sulle bollette che saranno chiamate a corrispondere le varie aziende, le varie strutture sanitarie. Penso che oggi facciamo un passo avanti nella direzione giusta, anche per dare la possibilità al nostro sistema pubblico, al nostro sistema regionale di andare nella direzione giusta, ovviamente non solo per quanto riguarda le strutture pubbliche, ma anche e soprattutto per le abitazioni private.

Una scelta strutturale, quindi, una scelta di fondo, che si colloca all’interno di un percorso legislativo, che anche a livello nazionale ha registrato dei passi avanti negli ultimi mesi, però un percorso al quale dovremo dare continuità.

Per dare continuità a questo percorso credo che ci siano due elementi fondamentali, senza i quali diventa difficile immaginare politiche che diano risultati concreti. Il primo, come sempre, quando si approva un testo di legge, se non si vuole correre il rischio di produrre solo della carta, bisogna dotare di risorse economiche le leggi e le operazioni che si intendono mettere in campo, quindi le risorse che dal Fondo strutturale europeo destineremo a finanziare la promozione e il sostegno delle comunità energetiche, quei 12 milioni di cui si è parlato, credo sia un segnale tangibile, concreto, e soprattutto strutturale di quelle che sono le volontà di questa Regione nell’ambito della promozione e del sostegno delle comunità energetiche. Non solo, ma insieme a quelle risorse – dopo ne parlerà sicuramente lei – con la consigliera Piccinini prima firmataria, abbiamo sottoscritto un ordine del giorno per destinare, a partire dal prossimo bilancio, 2 milioni per il fondo rotativo, altro elemento, ben descritto dalla relatrice in apertura, che caratterizza anche da un punto di vista sociale questo provvedimento di legge.

Risorse finanziarie, quindi, perché le riforme, quelle vere, si fanno sempre accompagnando le idee con le risorse: le gambe su cui camminano le idee, nelle politiche pubbliche, sono anzitutto le risorse.

Poi, dicevo, in un contesto più generale, questa legge, così come è già previsto nel Patto per il lavoro e per il clima, si inserisce all’interno di un contesto, e qui lo voglio dire con chiarezza. Visto che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi dovremo affrontare discussioni anche complicate su alcuni strumenti di programmazione e di pianificazione regionali a partire dal piano energetico, e via via, a seguire, il piano dell’aria, abbiamo di fronte a noi, settimane, mesi in cui dovremo affrontare discussioni articolate e complesse che hanno a che fare con le politiche ambientali, complessivamente intese, di questa Regione.

Non è un caso che apriamo questo dibattito, questa serie di appuntamenti che abbiamo di fronte a noi con l’approvazione di questo testo, un testo di legge importante, un testo di legge che segna la direzione di marcia, e al quale, però, voglio dirlo con chiarezza, bisogna dare seguito negli strumenti di pianificazione e di programmazione, quali il piano energetico regionale, il piano sulla qualità dell’aria, e via discorrendo.

Dall’insieme di questi strumenti, dalla predisposizione, dall’attuazione di questi strumenti di pianificazione, si desume e si potranno desumere con chiarezza la posizione e le intenzioni della Regione Emilia-Romagna sulle politiche ambientali.

Certo, quello che facciamo oggi è un passo molto importante, è un passo che segna una svolta, come dicevo, un passo avanti dal punto di vista anche innovativo, della nostra legislazione regionale.

Da questo punto di vista – e voglio dirlo non retoricamente –,  poiché le cose non accadono mai da sole, e non succede mai che provvedimenti come questo, che hanno spesso alle spalle settimane, mesi, in questo caso, di lavoro, di confronto, di mediazione, in una discussione ricca, che attraverso le udienze conoscitive ha coinvolto tanti stakeholder, tanti soggetti che sono venuti, hanno fatto le loro osservazioni e in qualche caso hanno anche espresso le loro preoccupazioni, comunque hanno dato tante indicazioni utili e importanti che sono state preziose per il testo finale, che è sicuramente un testo avanzato, da questo punto di vista.

Come dicevo, poiché il lavoro non avviene da solo, magicamente, e poiché qualunque buona idea ha necessità di trovare persone che portino avanti queste idee e le concretizzino, per noi che siamo legislatori, concretezza vuol dire approvare testi di legge, vuol dire stanziare risorse, vuol dire approvare buoni testi di legge, non solo testi di legge, mettere le risorse a disposizione. Questo è quello che fa e che deve fare un legislatore, e che dobbiamo fare noi come Assemblea legislativa.

Da questo punto di vista credo siano necessari alcuni ringraziamenti, ovviamente, a partire dalla vice presidente della Regione, che per conto della Giunta ha portato avanti questo testo, tutte le strutture della Regione, della Giunta, dei vari assessorati che hanno collaborato. Credo però sia doveroso un ringraziamento particolare anche per quella che è stata individuata dalla maggioranza come relatrice di questo testo, la relatrice di maggioranza, collega Piccinini, che sicuramente ha dato un contributo importante non solo nella fase di completamento del lavoro e di stesura del testo, ma sin dall’inizio del percorso, nel confronto con la Giunta, con la vice presidente e con gli altri Gruppi di maggioranza.

Se oggi siamo arrivati qui, e siamo arrivati qui, almeno stando alla discussione e ai confronti che abbiamo avuto in Commissione, con una larghissima maggioranza, direi con un’unanimità di consensi su questo testo, io credo che sia anche merito del percorso, del modello e del metodo con cui è stato portato avanti questo testo di legge, a partire, come dicevo, dal lavoro della vice presidente e della relatrice, che ringrazio non formalmente.

Siccome non è stato banale, non è stato scontato, e credo sia anche la prima volta che accade, almeno nella mia esperienza di questa e della precedente legislatura, individuare una relatrice di maggioranza che formalmente non fa parte della maggioranza credo sia stato un passaggio non scontato, non semplice, perché la nostra maggioranza ha sensibilità e sfumature differenti, però io credo anche che l’esito del percorso e il risultato che abbiamo e stiamo ottenendo abbia testimoniato che quella scelta è stata una scelta giusta, corretta, positiva, che credo e spero non rimanga un caso isolato.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Grazie, consigliere.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Castaldini.

 

CASTALDINI: Io farò un intervento certamente descrivendo l’importanza di questo progetto di legge, ma vorrei anche, rispetto agli emendamenti che ho presentato all’ordine del giorno, dire qualche parola e spiegare il perché del ritiro di buona parte di questi emendamenti, ringraziando le relatrici di maggioranza e di minoranza per aver accettato in particolare un emendamento.

Oggi ci troviamo a discutere un tema sicuramente fondamentale. Le Comunità energetiche, per come sono ideate e descritte dalla legge che andremo ad approvare, sono un’attività molto importante soprattutto di educazione con incentivi economici ad utilizzare l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, quando questa è maggiormente disponibile.

È evidente che la pandemia e la guerra ci hanno insegnato alcune cose fondamentali, alcune profondamente dolorose, altre come possibilità di azione politica, cioè un fatto che è sempre stato dato per scontato, e invece le nostre certezze sono state messe in dubbio e in un certo senso hanno vacillato quando ci siamo resi conto che forniture di gas e materie prime venivano messe in discussione in maniera drammatica, con una visione di tempo anche molto lunga e inaspettata.

Noi abbiamo il compito di dover dare risposte alle famiglie e soprattutto alle imprese e all’industria, che in questo momento è il motore del nostro Paese, e credo che, al di là di questa legge, che disegna i bordi, che io ritengo assolutamente giusti, non ho perplessità rispetto a un disegno di legge anche semplice che ha trovato evidentemente una strada anche di collaborazione con le varie parti, diciamo che tutto lo spazio delle azioni che poi la Giunta vorrà fare, serve uno sforzo maggiore della Regione per creare le condizioni per sorpassare questa fase di transizione e realizzare davvero una rivoluzione energetica.

Faccio un piccolo esempio. Se io volessi recarmi con una macchina elettrica in Regione Emilia-Romagna, dove ci sono 5.000 dipendenti, e dovessi ricaricarla, non c’è la presenza di una colonnina. È un esempio piccolo. Per cui, come sempre, noi parliamo di cose assolutamente belle, affascinanti, che sicuramente ci danno la possibilità di guardare al futuro, ma temo che a volte manchi qualche pezzo di adesione alla realtà.

Oggi ho interloquito sia con la relatrice di maggioranza che con il consigliere Occhi e ho compreso che il lavoro che è stato fatto da tutti i Gruppi che hanno presentato degli emendamenti è un lavoro lungo e complesso di mediazione, per questo non ho intenzione di portare al voto i miei colleghi, anche se in realtà alcune proposte erano state fatte. Le richiamo, mi prendo questo spazio, ne parlo, poi ritirerò, per essere chiara anche per gli uffici, l’emendamento n. 1, l’emendamento n. 2, l’emendamento n. 3 è stato modificato, ritirerò l’emendamento n. 4 e l’emendamento n. 5, rimane però al voto l’ordine del giorno, e chiaramente ne spiegherò il motivo.

Nel primo emendamento avevo chiesto che gli enti religiosi, che sono stati inseriti grazie a un emendamento a firma dei consiglieri Costi, Sabattini, Rontini e Piccinini, tra i soggetti giuridici che possono fare parte delle comunità energetiche rinnovabili, credevo di dare una sollecitazione, e la lascio in consegna all’Assessore, perché data l’espressa finalità non di lucro e la rilevanza sociale chiedevo fossero inserite tra le realtà a forte valenza sociale e territoriale, come citato dall’articolo 4, e quindi chiedevo possano diventare anche loro destinatari di alcune misure aggiuntive, e quindi chiedevo di poter aggiungere in questo caso, cioè nell’articolo 4, gli enti religiosi.

Nel secondo emendamento chiedevo che le misure che la Giunta vorrà attuare siano precedute dall’illustrazione e dal parere della Commissione competente. Questo è un refrain che propongo tutte le volte, ma rimane nell’ordine del giorno, quindi lo ritiro. Poi, sono certa, proprio per la connotazione che ha avuto la presentazione di questa legge da parte della collega Piccinini, che ci sia la garanzia del fatto che la minoranza, che segue il lavoro assiduo delle Commissioni, possa presentare anche tutte le novità in Commissione.

L’emendamento che, invece, la maggioranza ha accettato è quello che con un atto di Giunta regionale sono individuate le informazioni del registro di cui al comma 1, da rendere disponibili per la consultazione pubblica anche attraverso modalità telematiche, nel rispetto della normativa sulla privacy, per cui questo rimane, vive, e ringrazio per questa possibilità.

Chiedevo che venissero inserite nell'emendamento le agenzie per l’energia, in un articolo diverso rispetto alla Giunta, proposta che era stata fatta, però, quindi mi sento in un certo senso garantita dalla Giunta, dal consigliere Occhi.

Quando si parla di tavolo tecnico, si parla del mio ultimo emendamento, perché credo che un delegato dell’Assemblea legislativa dovrebbe essere un invitato permanente, questo è un mio pallino, io credo che sia un fatto fondamentale che nei vari tavoli importanti come quello per il lavoro e il clima ci sia un delegato dell’Assemblea legislativa, riuscirò evidentemente ad aprire questa possibilità non so quando, spero il prima possibile.

Vorrei fare un piccolo punto sull’ordine del giorno, che propongo di non ritirare, ma per cui chiedo il voto, perché, come i colleghi sanno, una comunità energetica può essere costituita tra membri che sono fisicamente connessi alla rete elettrica nazionale, la cui energia elettrica viene distribuita dalla stessa cabina primaria. Questo vuol dire che due famiglie, alimentate da due cabine di alta tensione differenti, non potranno far parte della stessa comunità energetica. Queste aree sono variabili in base al fabbisogno energetico del territorio, nelle aree a forte vocazione produttiva energivora saranno più dense rispetto all’Appennino chiaramente, ma ci sono zone di confine nelle quali due case vicine pochi metri non potranno creare una comunità energetica.

È qui che ho proposto che vengano mappate le cabine primarie, perché è un punto di partenza fondamentale per far sì che questa legge entri nella concretezza, che vengano definite delle zone alimentate da ogni cabina e che questi dati vengano resi disponibili attraverso un sito internet, insieme al registro e alle caratteristiche delle comunità energetiche già presenti, in modo che ogni cittadino, impresa o realtà sociale possa sapere a quale comunità poter aderire e lo possa fare avendo le informazioni più complete possibili.

Questo è il tema dell’ordine del giorno, non voglio anticipare chiaramente l’intervento della maggioranza, però so che aveva perplessità, perché certe cose contenute nel mio ordine del giorno erano dentro la legislazione nazionale. Rimane, secondo me, che il tema della mappatura e delle cabine primarie è un primo punto fondamentale per indirizzare bene la legge che noi stiamo per approvare. Grazie.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Al momento non c’è alcun iscritto che chiede di intervenire. Se così resta...

No, consigliera Rontini.

 

RONTINI: Grazie, presidente. Volevo vedere se era attenta. È stata attentissima.

Rubo pochissimi minuti all’aula, perché i colleghi che mi hanno preceduta nel corso di questa giornata hanno raccontato nei dettagli quello che è stato l’iter di questo progetto di legge, da una parte, e i contenuti di merito che, a seguito di un percorso articolato che ha visto il pieno coinvolgimento della Commissione Politiche economiche, che ho la responsabilità di presiedere, oggi portiamo a termine e consegniamo alla società emiliano-romagnola.

Penso che dobbiamo essere orgogliosi, e ringrazio la relatrice, il relatore e tutti i consiglieri che in queste settimane hanno lavorato insieme alla vicepresidente per implementare, migliorare e affinare questa proposta di legge, che, dal mio punto di vista, è uno strumento concreto, che mettiamo a disposizione di imprese, famiglie e cittadini, a partire dalle persone che hanno più difficoltà, per superare la complicata fase che stiamo vivendo.

È uno strumento che penso attenga alla tradizione di grande pragmatismo di questa Regione, del suo livello amministrativo, perché spesso lo facciamo anche in quest’aula, ci interroghiamo su cosa gli altri livelli possano fare per dare una mano sul tema del caro bollette, degli aumenti spropositati dell’energia, degli aumenti delle materie prime.

Con questo progetto di legge, con la legge che dai prossimi giorni sarà pubblicata scusate sul BUR mettiamo a disposizione un piccolo strumento e facciamo la nostra parte in questa sfida.

Voglio aggiungere ai ringraziamenti che sono stati fatti anche i ringraziamenti, come sempre, alla struttura della Commissione che presiedo, perché, come ricordava la collega Palma Costi, nelle due sedute che abbiamo fatto di udienza conoscitiva ci sono state quasi una cinquantina di adesioni da parte degli stakeholder, ci sono stati 22 interventi, tante osservazioni che ci hanno consegnato, diverse proposte emendative da parte dei consiglieri. Questo ha fatto sì che anche le strutture e i tecnici mettessero in campo del lavoro che ci ha consentito poi di affrontare una discussione nel merito del provvedimento.

Ringrazio poi le strutture della Giunta, le dottoresse che sono qua alle mie spalle per il lavoro di accompagnamento che hanno fatto nei mesi scorsi su questa proposta. Io penso che almeno per come è andata la discussione in Commissione – poi lo vedremo all’ultimo, quando spingeremo il tasto per il voto finale sul progetto di legge – ci sarà una larga condivisione, che era un po’ l’intendimento che ci eravamo dati all’inizio, era l’obiettivo che ci eravamo posti dal momento che si partiva con progetti di legge che arrivavano dalla Giunta da una parte, ma anche dalle forze di minoranza, sia dal Movimento 5 Stelle che dalla Lega dall’altra.

Poter votare quindi a larga maggioranza, o all’unanimità, un progetto di legge, penso che dia anche la misura della credibilità e della capacità che quest’aula, quando vuole, ha di saper affrontare nel merito le questioni e offrire, o provare ad offrire, con quel pragmatismo, delle soluzioni.

Grazie quindi per il lavoro fin qui fatto. L’obiettivo, da dopodomani, da quando terminerà la fase transitoria legata oggi al DL n. 199, in attesa che arrivino i decreti attuativi, è che queste comunità si facciano in tutti i territori, nel numero più grande possibile di Comuni, perché io penso che sull’energia dobbiamo provare ad applicare la filosofia del “chilometro zero”, ovvero andare ad utilizzarla più vicino possibile a dove l’abbiamo prodotta.

Queste comunità energetiche ci danno uno strumento proprio per fare questo.

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Rontini.

Altri interventi in dibattito generale? Io non ho nessuno iscritto in dibattito generale.

Chiedo ai due relatori, di maggioranza e di minoranza, se vogliono replicare.

Prego, consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti e quelli che hanno voluto collaborare alla stesura di questa legge. Li ringrazio anche per le considerazioni che ho sentito qui oggi, che condivido in larga parte.

Questo è uno strumento che può essere bellissimo sulla carta, o può essere utile concretamente nella sua messa a terra. La differenza tra queste due cose dipende da noi: dipende da noi, dipende da tutti quei soggetti che sono coinvolti in questa opportunità, e che decidono di credere in questo strumento.

Noi oggi creiamo la cornice, stabiliamo gli strumenti, però, come in parte veniva anche detto, bisognerà proseguire nella costruzione di questo percorso. Lo dico anche per gli uffici che ovviamente sanno sicuramente meglio di me che il percorso prosegue, con l’auspicio ovviamente di continuare un confronto che a mio avviso è stato assolutamente positivo e di cui io vado orgogliosa. Non era scontato, lo voglio dire, che il risultato finale fosse questo. Ci siamo arrivati però con l’aiuto e la collaborazione di tutti quanti. Ognuno ha fatto davvero la propria parte per migliorare questo testo rispetto a una necessità che è quella, credo condivisa e condivisibile, di rispondere più in fretta possibile e nel miglior modo possibile a temi più che attuali come quello del caro-bollette o quello della crisi climatica, un tema che continua a rimanere sul tavolo.

Anche se forse oggi la contingenza del momento ci detta altre priorità, anche quello della crisi climatica, è però un tema che va di pari passo con quello della crisi energetica, di cui non ci dobbiamo dimenticare.

Oggi quindi credo che noi scriviamo una bella pagina di questa Regione. Facciamo un passo in avanti rispetto a scelte che devono essere, l’ho sempre detto, lungimiranti, che devono guardare sì all’immediato, ma anche al futuro.

Ringrazio tutti, quindi, ringrazio anche la collega Castaldini, che oggi ha depositato degli emendamenti. Non le ricorderò i tempi entro i quali andrebbero depositati, per il semplice motivo che lei è monogruppo come me, e quindi assolutamente la comprensione è massima.

Nonostante questo, c’è stato comunque un confronto. Accoglieremo l’emendamento n. 20.

Per quanto riguarda, invece, l’ordine del giorno, come già veniva detto in premessa, alcuni dati che vengono richiesti sono già previsti dal decreto n. 199 e quindi sono disposizioni che rimangono in capo all’ARERA e alla rete dei distributori.

Per quanto riguarda, invece, la richiesta di una mappatura delle comunità energetiche sul nostro territorio, questa è già previsto dal registro. È un tema che viene ricompreso proprio nell’emendamento 20, quando si chiede di rendere pubblici questi dati, ovviamente aggregati, rispettando la privacy.

Adesso noi andremo a votare alcuni degli emendamenti che definiscono alcune questioni di merito che derivano dagli ultimi confronti fatti nelle ultime ore. Fatto questo, credo, come dicevo già in discussione generale, che approderemo a un testo che per quello che ho visto io è uno dei migliori testi, è uno dei testi più avanzati. Lo dico io. Oggi non c’è il presidente Bonaccini che di solito magnifica questa Regione e i provvedimenti che porta avanti. Oggi, penso di poterlo dire, abbiamo scritto una delle migliori leggi che ho visto in circolazione, sicuramente una di quelle più avanzate dal punto di vista legislativo.

Ne approfitto per ringraziare di nuovo tutti: gli uffici, la vicepresidente, i Capigruppo e i Gruppi politici per il lavoro fatto e svolto insieme.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Piccinini.

Consigliere Occhi, prego.

 

OCCHI: Grazie, Presidente.

Confermo quanto detto questa mattina, aggiungendo qualche altro dettaglio. Ovviamente, ringrazio ancora tutti i colleghi che ci hanno seguito in questo percorso, che è stato un percorso importante perché, sebbene non ci siano tanti articoli, però ha percorso una condivisione e di questo ringrazio anche la vicepresidente Schlein, perché c’è stata un’unità. Forse non parrebbe, ma in realtà tutti vogliamo andare nella direzione di aumentare la dotazione di energia rinnovabile.

Sicuramente ci sono sensibilità diverse per quanto riguarda l’impianto generale, dove dovrebbe andare il nostro Paese, quale sia il percorso di questa transizione. Però, sul tema, invece, specifico di dove si vuole arrivare, quello ci unisce, nel senso che, è vero, noi dobbiamo entro qualche anno, secondo qualcuno prima, secondo qualcuno non è possibile, non lo si vuole fare, ma arrivare alla decarbonizzazione dei processi produttivi il più possibile, a una elettrificazione dei consumi diminuendo l’apporto fossile delle energie, aumentando quelle rinnovabili, sfruttando tutte quelle possibili sul nostro territorio e che ci mette a disposizione anche la natura e la tecnologia disponibile.

In questo impianto, questo progetto di legge si va a inserire nel cercare di comunicare e diffondere il più possibile le comunità energetiche tra cittadini e quindi diffondere ancora di più la possibilità di espandere la dotazione nostra di energie rinnovabili.

Il percorso dovrà essere dal punto di vista della Regione, come si diceva, e come alcuni ordini del giorno vanno poi nella stessa direzione, di uno stretto rapporto con gli Enti locali, con tutte le associazioni e con tutte anche le agenzie che si occupano del tema energetico, cercando, però, di non sovraccaricare, come dicevo stamattina, i processi, ma lavorare tutti insieme per semplificarli, tenendo dal mio punto di vista anche conto che la diffusione delle energie rinnovabili potrà venire da soggetti promotori che potranno essere o l’ente pubblico o chi gestisce anche il patrimonio pubblico degli immobili e anche degli immobili popolari, quindi una grossa spinta da parte dell’ente pubblico, una spinta da parte delle aziende e delle imprese che devono vedere in questa possibilità un ulteriore incentivo per installare impianti di rinnovabili, condividendo – questo è il fattore positivo – questa energia anche con chi non se la può permettere in questa fase delicata anche di ciclo economico che si va comunque verso un ciclo economico abbastanza complicato, e poi i privati. Anche questi privati dovranno avere la massima possibilità di poter destreggiarsi tra quelle che saranno le normative, che attualmente sono in una fase in divenire, e quindi ribadisco la correttezza dell’arrivare anche in ultimo, nel senso che siamo riusciti a migliorare il testo e a rendere un testo anche più modificabile, si modifica quasi da solo al variare della legge, quindi non necessiterà di revisioni continue al cambiare della normativa, perché è presumibile che cambieranno anche gli impegni europei, l’impegno del nostro Paese nel corso degli anni.

Quindi, ringrazio ancora tutti. È stato un passaggio importante. Sono nove articoli, però credo che la Regione potrà fare tanto, con la collaborazione di tutti, nel prossimo anno, perché i tempi sono comunque abbastanza stretti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Occhi.

A questo punto abbiamo finito con gli interventi dei consiglieri e dei relatori. Passerei la parola per le conclusioni alla vicepresidente Elly Schlein. Prego.

 

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta: Grazie, presidente.

Ringrazio moltissimo anzitutto la relatrice di maggioranza Silvia Piccinini, per la collaborazione fruttuosa di tutte queste settimane, e naturalmente anche il relatore di minoranza Occhi, per avere insieme contribuito – devo dire sempre con spirito costruttivo, come ha appena ricordato – a migliorare la proposta base che era stata fatta dalla Giunta, ma che si è arricchita appunto dei due disegni che erano stati inizialmente proposti proprio da questi due consiglieri, che ringrazio per primi, naturalmente.

Ringrazio anche la Presidente della Commissione Rontini, che si è data da fare per riuscire ad agevolare una discussione fluida, ma molto articolata, molto ricca. Tornerò su questo punto, perché l’avete giustamente sollevato in tante e tanti.

Voglio ringraziare naturalmente anche tutti i Gruppi dell’Assemblea, perché davvero in modo trasversale hanno colto lo spirito con cui la Giunta ha proposto questo testo all’aula, e quindi attraverso i Gruppi voglio ringraziare sentitamente tutte le consigliere e i consiglieri che hanno contribuito in modo attivo.

Lo spirito con cui abbiamo proposto questo testo era proprio quello di introdurlo alla discussione affinché si potesse arricchire, anzitutto, come è successo, dei contributi vostri, ma attraverso i vostri contributi anche di quelli che sono arrivati, numerosi, dall’esterno, dalle associazioni di categoria, da quelle di impresa a quelle professionali, dalle associazioni ambientaliste a quelle dei consumatori, dalle agenzie dell’energia a tutte e tutti coloro che hanno animato le udienze conoscitive e che hanno consegnato a noi oltre 15 documenti pieni di osservazioni puntuali. Ecco, osservazioni che noi abbiamo cercato di raccogliere per tenere conto nel modo più esteso possibile di quello che gli stakeholder del territorio ci hanno consegnato e farne davvero un testo di comunità. È un testo rivolto alle Comunità energetiche e all’autoconsumo collettivo, ma in questo modo è stato già un testo scritto insieme alla comunità regionale.

Penso allo straordinario interesse che si è dimostrato su questa proposta di legge in tutto il suo iter legislativo. Prima diceva la consigliera Costi, e ringrazio anche lei per la collaborazione: mai vista una partecipazione così elevata. Se lo dice lei, naturalmente mi fido molto. È vero, anche noi siamo rimasti colpiti dalla bella partecipazione e dall’articolato contributo emerso nelle tante osservazioni che abbiamo raccolto dall’esterno. Giustamente la consigliera ha parlato di un esercizio di democrazia. È un fatto di democrazia. E le ha fatto eco in questo anche il consigliere Fabbri prima e il consigliere Taruffi dopo. È vero, è una legge che ha destato dibattito nella Regione. Questo credo sia per noi oggi la migliore garanzia che questo testo possa camminare anche fuori da quest’aula. L’avete detto in molti, e lo condivido, nei vostri interventi: la vera partita inizia da domani; la vera partita sarà accompagnare l’attuazione di questo testo, farne davvero un testo che viva nelle comunità, che produca e che in qualche modo innaffi quotidianamente le comunità energetiche e ne faccia occasione di moltiplicare e rafforzare il tessuto sociale, ma anche di moltiplicare le opportunità che puntano agli obiettivi di produzione, autoconsumo e condivisione dell’energia pulita e rinnovabile.

Noi sappiamo che oggi approviamo una legge molto importante, una legge molto importante che sancisce in modo inequivoco la volontà politica di questa Regione di sostenere, con ogni strumento a sua disposizione, la creazione e diffusione capillare nel nostro territorio delle Comunità energetiche e dell’autoconsumo collettivo di energia pulita e rinnovabile. Ma sappiamo che funzionerà soltanto se tutto il sistema e la comunità regionale la sentiranno propria, si impegneranno a fare la propria parte – lo ricordava poc’anzi la consigliera Piccinini –, a fare ciascuno il proprio pezzo per diffondere questo modello virtuoso e di tripla convenienza, ambientale, sociale ed economica.

Alexander Langer, molto tempo fa, scriveva, con grande lungimiranza, che la conversione ecologica avverrà quando apparirà socialmente desiderabile. Ed è proprio a dare sostanza a questa desiderabilità che mira anche la legge che insieme oggi abbiamo costruito e arricchito.

Il Comune di Prato allo Stelvio – cito un esempio fuori da noi per non essere ingiusta verso quelli che già esistono nella nostra comunità – copre da tempo tutto il fabbisogno elettrico comunale con fonti rinnovabili. A quella cooperativa partecipa l’80 per cento della comunità cittadina e ha prodotto vantaggi economici per chi partecipa a quella comunità, fatta di abitanti e di imprese locali, di oltre un milione di euro all’anno, poi redistribuiti al proprio interno.

La Comunità energetica del Primiero-Vanoi copre anche questa interamente il fabbisogno con fonti rinnovabili. Il risparmio è pari a 250.000 tonnellate di CO2 all’anno. È un esempio molto virtuoso, quello delle Comunità energetiche, di strategia win-win: si risparmia in bolletta – e ne abbiamo molto bisogno, l’avete ben sottolineato nei vostri interventi, in questa fase drammatica dettata dalla contingenza della terribile guerra scoppiata in Ucraina a seguito dell’invasione russa – ma al contempo, oltre a risparmiare in bolletta, nelle tasche delle famiglie e delle imprese, delle associazioni del nostro territorio, si riducono drasticamente le emissioni climalteranti, che fanno così male alla salute e all’ambiente.

Anche nel nostro territorio regionale ci sono già esperienze virtuose e fortunate. Penso a Scandiano, penso a quello che si sta cercando di fare a Geco. Ce ne sono tante. Siamo qui per imparare da loro le buone pratiche e per renderle sistema, per condividerle e per rafforzarle. È una vera e propria svolta, diceva prima – e a ragione – la consigliera Zamboni, perché questa legge era un preciso obiettivo, tra i tanti che ci siamo assunti insieme al sistema regionale, anche nel Patto per il lavoro e per il clima. Anche perché, lo sappiamo, per raggiungere l’obiettivo che ci siamo dati in quel Patto e in quest’aula del 100 per cento di energia pulita rinnovabile entro il 2035 non basteranno, lo sappiamo, i grandi progetti di potenza rinnovabile, su cui pure dobbiamo accelerare, ma ci vuole una grande partecipazione dal basso, diffusa capillarmente nei territori. È quel fatto di democrazia che prima veniva citato da molti di voi. La questione energetica è anche una questione democratica e, di più, è anche una questione ormai (l’abbiamo visto in queste settimane) di credibilità geopolitica del nostro Paese.

Supporteremo quindi, con questa legge, i percorsi partecipativi che servono per coinvolgere la cittadinanza, le campagne per sensibilizzarla e informare tutto il tessuto, anche economico, sociale, imprenditoriale, di professionisti, delle opportunità di questa tripla convenienza. Anche attraverso l’ANCI lavoreremo, l’avete in tanti sottolineato e vi ringrazio: un ruolo di protagonisti attivi è dei Comuni, in questa storia, è dei Comuni, delle Unioni dei Comuni, degli Enti locali. Passerà anche da loro lo sforzo capillare di riuscire a sensibilizzare su queste opportunità. Gli sportelli informativi, quelli territoriali dell’energia: grazie agli emendamenti che avete presentato ci proponiamo di supportare anche il loro lavoro, così come riusciremo a supportare la formazione e il rafforzamento delle competenze che servono sia nel pubblico che nel privato per gestire queste Comunità in modo efficace. Sosterremo la predisposizione dei progetti e anche l’acquisto e la posa degli impianti, e lo faremo – l’avete letto nel testo di legge – sia con contributi a fondo perduto che naturalmente con gli strumenti finanziari.

La Regione, con questa legge, accompagnerà passo dopo passo anche la predisposizione dei progetti – anche quella costa, è un costo per le cittadine e i cittadini, così come per le imprese – e supporterà anche l’acquisto e la posa degli impianti. Quindi, a tutto tondo vogliamo sostenere l’intera filiera, che porta dalla prima idea alla messa in condivisione di quell’idea, fino alla messa in pratica di una comunità che autoproduce, condivide e autoconsuma energia pulita e rinnovabile, così come dell’autoconsumo collettivo.

Non si tratta – l’ha detto bene prima questa mattina il consigliere Costa – solo di posare gli impianti, si tratta di creare una cultura dell’autoproduzione, della condivisione e dell’autoconsumo di energia pulita. Si tratta, appunto, di fare questi passi insieme affinché questi strumenti possano diventare una parte integrante del welfare di comunità, su cui la nostra Regione investe da tempo.

Nella legge noi valorizziamo il contributo che queste Comunità danno, alzando un po’ lo sguardo anche al rafforzamento dei percorsi e delle reti di economia circolare, alla domotica, al tema dei servizi ancillari e di flessibilità, alla ricarica dei veicoli elettrici. Vogliamo investire già 12 milioni di euro sulle Comunità energetiche e altre risorse regionali sull’autoconsumo collettivo, come ha raccontato la consigliera Piccinini.

È una legge snella, questa. Il collega Occhi prima giustamente l’ha richiamato. È una legge snella, efficace, comprensibile a chiunque fuori da quest’aula la voglia leggere, anche senza particolari nozioni tecniche. Nove articoli, l’avete detto anche voi.

Abbiamo riallineato perfettamente il testo alla normativa di recepimento sulle parti su cui non possiamo superarla ed esperito tutto il margine che avevamo per introdurre il nostro valore aggiunto regionale a questa legge. Ed è vero che siamo partiti proprio dall’osservazione delle leggi regionali che erano già state fatte. Questo ci ha permesso oggi, naturalmente, di fare addirittura un passo in più, come la consigliera Piccinini segnalava. È vero.

Chiarito, quindi, insieme le finalità, questa legge mira a supportare sia le Comunità energetiche che l’autoconsumo collettivo in generale, cioè tutte le Comunità energetiche e gli autoconsumatori collettivi, ma con una particolare maggiorazione a quelle Comunità energetiche e a quell’autoconsumo collettivo che abbia una forte valenza sociale o territoriale.

In questo c’è una finalità di contrasto alla povertà energetica, di mirare all’indipendenza energetica, cose che avete giustamente aggiunto con i vostri emendamenti puntuali al testo, e in modo particolare abbiamo voluto guardare a delle comunità energetiche che riducessero dei divari, delle diseguaglianze. Abbiamo voluto rafforzare e supportare maggiormente quelle che coinvolgano soggetti economicamente fragili, quelle che coinvolgano enti del terzo settore.

Prima il consigliere Amico ha fatto riferimento a un altro protagonismo forte, che è quello del terzo settore, dei suoi enti, per sviluppare comunità, è già la sua missione principale, si aggiunge un pezzo di questa storia, ma anche i gestori delle case popolari e dell’edilizia sociale, o che realizzino comunque progetti di inclusione e solidarietà sociale.

Estremamente innovativa nel nostro testo, se vorrete approvarlo, è anche la parte della norma che chiede ai Comuni, con il supporto della Regione, di mappare entro un anno dalla sua approvazione i tetti degli edifici pubblici e le aree pubbliche che possano mettere a disposizione anche di terzi per l’installazione degli impianti a servizio delle comunità energetiche. Sosterremo in maniera rafforzata anche quegli Enti locali che abbiano già fatto i PAESC oppure che mettano a disposizione delle superfici pubbliche per gli impianti, se vorrete insomma accettare alcuni dei suggerimenti che stanno arrivando negli emendamenti, potrebbe essere una buona idea.

Così come, al fine di contrastare lo spopolamento e migliorare la qualità della vita in questi territori, supportiamo maggiormente le comunità energetiche che sorgeranno nelle aree interne e nelle aree montane.

Come sapete, avremo un tavolo tecnico che accompagnerà il monitoraggio, c’è già stata, anche in udienza conoscitiva, una gran voglia di parteciparlo, di animarlo, nel modo più ampio e inclusivo possibile lo costituiremo per potere monitorare il lavoro delle comunità e l’attuazione di questa legge regionale. Ci siamo dati anche una clausola valutativa piuttosto frequente, per permettere a quest’aula di accompagnare l’attuazione di questa norma. Un registro che ci siamo dati regionale snello, semplificato, con pochi dati, utili a monitorare lo sviluppo delle comunità energetiche e dell’autoconsumo, guardando all’energia pulita prodotta, a quella auto consumata istantaneamente e anche a quella condivisa, dati che presto speriamo, grazie all’implementazione delle piattaforme nazionali, di poter trarre direttamente dalle piattaforme nazionali che stanno costituendo.

Molti di voi (penso agli interventi di Costi, Fabbri, Pigoni e naturalmente anche di Sabattini) hanno giustamente insistito che la vera partita la dobbiamo fare da domani, dobbiamo continuare a farla così, a farla insieme, la dobbiamo fare accompagnando e diffondendo queste consapevolezze, dando strumenti concreti ai nostri territori e indagando insieme anche le innovazioni che arriveranno. Voi sapete che c’è anche un finanziamento importante del PNRR sulle comunità energetiche rivolto ai Comuni con dimensioni inferiori ai 5.000 abitanti, abbiamo fatto un bel lavoro comune, questo monitoraggio sarebbe interessante capire come possiamo restituirlo pubblicamente, come ha suggerito anche nel suo intervento la consigliera Castaldini.

Certamente è uno sforzo che dobbiamo fare verso e con la nostra comunità regionale, quindi anche metterla in condizione di conoscere lo sviluppo di queste opportunità in un senso di prossimità, più vicino a loro possibile.

Arrivo a concludere. Devo dire che - cito le parole con cui la relatrice di maggioranza stava concludendo la sua relazione adesso in replica - ognuno ha fatto il proprio pezzo e ci siamo dati un metodo per un dibattito che, come avete visto, non è stato ideologico, ci ha permesso di stare sul pezzo dei contenuti, soprattutto ci ha permesso di fare una cosa importante, che è quella che siamo qui a fare, cioè essere collettori delle spinte, delle proposte, delle sollecitazioni che ci sono state mandate e inoltrate dagli stakeholder del nostro territorio, dalle portatrici e portatori di interessi, dalle associazioni, le abbiamo raccolte insieme, le abbiamo tradotte per migliorare il testo iniziale, e devo dire che è un buon metodo.

Ha ragione il consigliere Taruffi ad auspicare che non rimanga un caso isolato, abbiamo fatto un bel lavoro comune, a partire da sensibilità e culture diverse.

È una buona pratica saper fare comunità per approvare una legge e superare in questo modo gli steccati per affrontare un problema comune, una preoccupazione che condividiamo per il futuro, creando opportunità condivise, ma anche opportunità fatte per creare lavoro di qualità, opportunità per rafforzare le competenze, opportunità per stringere le maglie del tessuto sociale in sofferenza della nostra Regione e per ritrovare in fondo un equilibrio con il pianeta, che è l’unico che abbiamo, e non ce l’abbiamo in proprietà, ma ce l’abbiamo in prestito e dovremo poi restituirlo alle prossime generazioni e in una condizione migliore di quella in cui oggi si trova.

Sono quindi a ringraziarvi, sono a ringraziarvi per il prezioso lavoro, mai scontato in nessuno dei passaggi che abbiamo svolto insieme, su questo testo di proposta di legge, e con un sincero ringraziamento vi affido anche la speranza che questa legge passi con il supporto più largo possibile e che continueremo, nel rapporto con l’Assemblea, a monitorarne insieme gli esiti, ad essere anche disponibili a riuscire a raccogliere criticità eventuali e migliorare l’attuazione e la semplificazione che sarà necessaria per farla camminare nel territorio regionale. Credo che il supporto più largo possibile sarebbe senz’altro il migliore segnale che, al di là delle nostre differenze, che ci sono e rimangono, possiamo mandare alla nostra Regione su un impegno condiviso, su una sfida così urgente, che vive soltanto se ciascuna e ciascuno di noi la fa vivere condividendola come energia positiva e naturalmente facendolo anche con tante e tanti altri al di fuori di quest’aula.

Ringrazio in fondo e non certo ultimo d’importanza il mio ufficio, che mi ha supportato in questo lavoro, l’assessore Colla, che ha contribuito, e naturalmente la direttrice Morena Diazzi, che è qui presente, così come naturalmente le dottoresse Cataldi e Zavatti, che hanno fatto davvero un lavoro egregio per aiutarci a scrivere una norma efficace, una norma necessaria, una norma che davvero fa una svolta e guarda al futuro. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, vicepresidente Schlein.

A questo punto abbiamo finito con gli interventi.

Entriamo nel merito dell’esame dell’articolato.

Nomino prima gli scrutatori, il consigliere Paruolo, il consigliere Taruffi e la consigliera Catellani.

Partiamo adesso dall’articolo 1.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 1 per alzata di mano.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 1 è approvato.

Ora passiamo all’articolo 2, su cui insistono due emendamenti, l’emendamento 6, a firma dei consiglieri Zamboni, Piccinini, Taruffi, Costi, Sabattini, e l’emendamento 7, a firma Piccinini, Costi, Sabattini e Costa.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione prima l’emendamento 6 per alzata di mano. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 6 è approvato.

Mettiamo in votazione l’emendamento 7. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 7 è approvato.

Ora mettiamo in votazione l’articolo 2. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 2 è approvato.

Passiamo adesso all’articolo 3, su cui insistono sei emendamenti: gli emendamenti 8, 9, 10, 11, 12, 13.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Partiamo dalla votazione degli emendamenti.

Metto in votazione l’emendamento 8, a firma, Piccinini, Costi, Sabattini e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 8 è approvato.

Emendamento 9, a firma Occhi e Piccinini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 9 è approvato.

Adesso passiamo all’emendamento 10, a firma Piccinini, Costi, Sabattini e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 10 è approvato.

Passiamo all’emendamento 11.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 11 è approvato.

Passiamo all’emendamento 12, sempre a firma Piccinini, Costi, Sabattini e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 12 è approvato.

Siamo all’ultimo emendamento che insiste sull’articolo 3, l’emendamento 13, a firma Piccinini, Costi, Sabattini e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 13 è approvato.

Ora mettiamo in votazione l’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 3 è approvato.

Passiamo all’articolo 4, sul quale insistono tre emendamenti: l’emendamento n. 1, l’emendamento n. 14, l’emendamento n. 2.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento 1, a firma Castaldini.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Non era arrivata qui la comunicazione del ritiro. Nessun problema, li ritiriamo.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Va bene.

Emendamento 14, a firma Piccinini, Costi, Sabattini e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 14 è approvato.

Passiamo adesso all’articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 4 è approvato.

Passiamo all’articolo 5, sul quale insistono tre emendamenti: l’emendamento 15, l’emendamento 16 (il 3 è stato ritirato) e l’emendamento 20.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento 15, a firma Piccinini, Costi, Sabattini, Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 15 è approvato.

Passiamo all’emendamento 16, a firma sempre Piccinini, Costi, Sabattini e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 16 è approvato.

Passiamo all’emendamento 20, a firma Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 20 è approvato.

Passiamo adesso alla votazione dell’articolo 5.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 5 è approvato.

Passiamo all’articolo 6, sul quale insistono quattro emendamenti. Ne rimangono due perché due sono stati ritirati.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento 17, a firma Piccinini, Costi, Sabattini, Costa e Montalti.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 17 è approvato.

Mettiamo in votazione l’emendamento 18, a firma Piccinini, Costi, Sabattini e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 18 è approvato.

Ora mettiamo in votazione l’articolo 6.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 6 è approvato.

Siamo arrivati all’articolo 7.

Non ci sono emendamenti sull’articolo 7.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 7.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 7 è approvato.

Ora siamo arrivati all’articolo 8, sul quale insiste l’emendamento 19.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento 19 a firma Piccinini, Costi, Sabattini e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento 19 è approvato.

Ora mettiamo in votazione l’articolo 8.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 8 è approvato.

Siamo arrivati all’ultimo articolo, l’articolo 9.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 9 è approvato.

Ora passiamo agli ordini del giorno.

Come sapete, sono pervenuti quattro ordini del giorno.

Dibattito generale sugli ordini del giorno.

Dichiarazioni di voto.

Dichiarazioni di voto congiunte sull’ordine del giorno e sul progetto di legge. Non ho richieste di intervento.

Mettiamo in votazione prima gli ordini del giorno.

Partiamo dall’ordine del giorno 1 a firma della consigliera Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

L’ordine del giorno 1 è respinto.

 

Passiamo all’ordine del giorno 2, a firma dei consiglieri Zamboni, Piccinini, Taruffi, Costi e Sabattini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 4741/2, oggetto 5235, con votazione per alzata di mano, è approvato a maggioranza dei presenti)

L’ordine del giorno 2 è approvato.

 

Passiamo all’ordine del giorno 3, a firma dei consiglieri Piccinini, Taruffi, Sabattini, Costi Zamboni e Bulbi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 4741/3, oggetto 5236, con votazione per alzata di mano, è approvato a maggioranza dei presenti)

L’ordine del giorno 3 è approvato.

 

Passiamo all’ultimo ordine del giorno, l’ordine del giorno 4, a firma Montalti e altri. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 4741/4, oggetto 5237, con votazione per alzata di mano, è approvato all’unanimità dei votanti)

L’ordine del giorno 4 è approvato.

 

Ora mettiamo in votazione il progetto di legge.

Il progetto di legge, come sapete, riguarda la promozione e il sostegno delle comunità energetiche rinnovabili e degli autoconsumatori di energia rinnovabile. Favorevoli? Ah, scusate. Giustamente. Ci avevo preso gusto! Votiamo con il sistema elettronico.

Dichiaro aperta la votazione del progetto di legge.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 40

Favorevoli 40

È approvato.

Il progetto di legge è approvato all’unanimità.

Consigliere Bessi, prego.

 

BESSI: Chiedo di aggiungere il mio voto.

 

PRESIDENTE (Petitti): 41 voti favorevoli.

Il progetto di legge è approvato.

 

OGGETTO 5121

Progetto di legge di iniziativa Consiglieri recante: “Sostituzione del Presidente da parte del vicepresidente in caso di cessazione anticipata degli organi – Modifiche agli articoli 32, 43, comma 1, lettera b), e 69, comma 1, lettera a), della legge regionale 31 marzo 2005, n. 13 (Statuto della Regione Emilia-Romagna)”. A firma dei Consiglieri: Rancan, Pigoni, Castaldini, Zappaterra, Barcaiuolo, Zamboni, Taruffi, Mastacchi (41)

Modifica statutaria (Prima lettura)

(Relazione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Passiamo all’oggetto 5121: progetto di legge di iniziativa dei consiglieri recante la sostituzione del presidente da parte del vicepresidente in caso di cessazione anticipata degli organi. Modifiche agli articoli 32 e 43, comma 1, e 69, comma 1, lettera a), della legge regionale 31 marzo 2005, a firma dei consiglieri Rancan, Pigoni, Castaldini, Zappaterra, Barcaiuolo, Zamboni, Taruffi, Mastacchi.

Il testo di legge, il testo n. 1, è stato licenziato in Commissione Statuto e Regolamento nella seduta del 19 maggio. Il progetto di legge è composto da tre articoli.

Il relatore della Commissione, Gabriele Delmonte, ha presentato relazione scritta. Si fa presente che, trattandosi di una modifica statutaria, si deve applicare la procedura prevista dall’articolo 123 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale n. 1 del 1999, che prevede l’esame in doppia lettura della deliberazione legislativa regionale per la modifica dello Statuto, a distanza di due mesi l’una dall’altra.

Questo è l’esame, ovviamente, in prima lettura, ed è necessario per l’approvazione il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea.

La parola al relatore della Commissione Delmonte.

Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE, relatore della Commissione: Grazie, presidente.

Il presente progetto di legge si compone di tre articoli e tengo a precisare che va visto in un’ottica complessiva, ovviamente, dei progetti di legge che oggi andiamo a votare.

L’articolo 1 attribuisce al vicepresidente della Giunta regionale le funzioni del presidente in caso di dimissioni, morte o altre cause di impedimento permanente, ovvero nei casi di scioglimento anticipato degli organi. Attualmente, invece, senza questo progetto di legge, lo Statuto prevedrebbe esclusivamente (articolo 43, comma 1, lettera b) la sostituzione del presidente con il vicepresidente nei casi di assenza o temporaneo impedimento.

L’articolo 2 di questo progetto di legge introduce una modifica necessaria alla luce dell’innovazione appena portata, per ribadire che il vicepresidente sostituisce il presidente anche nei casi di dimissione e impedimento permanente, ovvero nei casi di scioglimento anticipato degli organi. E qui si inserisce, come vi dicevo, il progetto di legge successivo.

L’articolo 3, infine, inserisce una modifica avente la finalità di superare il ruolo che attualmente lo Statuto demanda alla Consulta di garanzia statutaria, nel contesto dell’anticipata cessazione degli organi elettivi e della Giunta regionale. Tale modifica si rende necessaria alla luce della riformulazione degli articoli 32 e 43, comma 1, lettera b dello Statuto, volta ad attribuire al vicepresidente le funzioni spettanti al presidente in caso di anticipata cessazione degli organi. Quindi, teniamo a precisare che gli organi cessano comunque nella loro funzione, ma vengono poi rianimati dalla sostituzione del vicepresidente che ne prenderà il controllo fino all’inizio della finestra elettorale successiva.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Delmonte.

Dibattito generale.

Io non ho nessuno in dibattito generale. Il relatore è intervenuto. Qualcuno della Giunta? Nessuno.

Passiamo all’esame dell’articolato.

Articolo 1.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 1 è approvato.

Passiamo all’articolo 2.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 2 è approvato.

Passiamo all’articolo 3.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 3 è approvato.

Ora passiamo alle dichiarazioni di voto. Qualcuno vuole intervenire in dichiarazione di voto? Io non ho nessuno in dichiarazione di voto.

A questo punto passiamo alla votazione finale del progetto di legge, con dispositivo elettronico. Ricordo che serve il voto favorevole di 26 consiglieri.

Dichiaro aperta la votazione del progetto di legge.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 41

Favorevoli 41

 

È approvato.

 

Il progetto di legge è approvato.

 

OGGETTO 5122

Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: “Modifiche alla legge regionale 4 dicembre 2007, n. 23 (Costituzione e funzionamento della Consulta di garanzia statutaria) e alla legge regionale 23 luglio 2014, n. 21 (Norme per l’elezione dell’Assemblea legislativa e del Presidente della Giunta regionale)”. A firma dei Consiglieri: Barcaiuolo, Zappaterra, Castaldini, Rancan, Mastacchi, Taruffi, Zamboni, Pigoni (42)

(Relazione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Passiamo all’oggetto 5122: progetto di legge d’iniziativa dei consiglieri recante: “Modifiche alla legge regionale 4 dicembre 2007, n. 23, e alla legge regionale 23 luglio 2014, n. 21”. È a firma dei consiglieri Barcaiuolo, Zappaterra, Castaldini, Rancan, Mastacchi, Taruffi, Zamboni e Pigoni.

Il testo è stato licenziato dalla Commissione Statuto e Regolamento nella seduta del 19 maggio.

È un progetto di legge composto da 2 articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Barcaiuolo, ha presentato relazione scritta.

A questo punto apriamo il procedimento di discussione e passo la parola al consigliere Barcaiuolo. Prego.

 

BARCAIUOLO, relatore della Commissione: Grazie, signor presidente.

C’è poco da aggiungere rispetto alla relazione scritta. La modifica proposta interviene anche in conformità con la modifica statutaria appena approvata. Fondamentalmente, mira a sottrarre al compito della Commissione di garanzia l’individuazione della data elettorale e di rimettere questa nelle mani ovviamente della Giunta.

Nell’articolo 2 si fa riferimento a una finestra elettorale, peraltro ampia, proprio per evitare la discrezionalità da parte dell’organo esecutivo, che evidentemente, come tale non può che essere di parte, nell’individuazione di una data elettorale specifica e precisa.

Credo che con questa modifica della legge elettorale messa a sistema con la precedente modifica statutaria si riesce ad avere un quadro normativo sicuramente più consono e più omogeneo, tra l’altro già previsto in moltissime Regioni italiane. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Barcaiuolo.

Chiedo se qualcuno vuole intervenire in dibattito generale. Io non ho nessuno in dibattito generale.

A questo punto, passiamo all’esame dell’articolato, più precisamente all’articolo 1.

Dibattito generale sull’articolo 1.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 1 è approvato.

Passiamo all’articolo 2.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 2 è approvato.

Ora passiamo alle dichiarazioni di voto. Qualcuno vuole intervenire?

Io non ho nessuno in dichiarazione di voto.

A questo punto, mettiamo in votazione, con dispositivo elettronico, il progetto di legge.

Dichiaro aperta la votazione

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Presenti 42

Votanti 42

Favorevoli 42

 

È approvato.

 

Il progetto di legge è approvato.

 

OGGETTO 5123

Modifica al Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna (deliberazione dell’Assemblea legislativa 28 novembre 2007, n. 143) A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Pigoni, Zamboni, Taruffi (82)

(Testo base)

(Relazione e approvazione)

OGGETTO 287

Progetto di Regolamento: “Modifiche agli artt. 14, 28 e 64 del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna (deliberazione dell’Assemblea legislativa 28 novembre 2007, n. 143) ‒ Introduzione della partecipazione dei Consiglieri regionali ai lavori assembleari in modalità telematica”. A firma della Consigliera: Piccinini

(Abbinato)

 

PRESIDENTE (Petitti): Ora passiamo all’oggetto 5123: Modifica al Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, a firma dei consiglieri Zappaterra, Pigoni, Zamboni e Taruffi, e al Progetto di Regolamento: Modifiche agli articoli 14, 28 e 64 del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna - Introduzione della partecipazione dei consiglieri regionali ai lavori assembleari in modalità telematica, a firma della consigliera Piccinini.

Il testo è stato licenziato dalla Commissione Statuto e Regolamento nella seduta del 19 maggio. Il Progetto del Regolamento è composto da un articolo e la relatrice della Commissione, la consigliera Marcella Zappaterra, ha presentato relazione scritta.

Per la votazione finale del Progetto di Regolamento occorre, ricordo, il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri assegnati.

È stata anche presentata una proposta di emendamento a firma della consigliera Zappaterra.

A questo punto apriamo la discussione.

Passo la parola alla relatrice, la consigliera Zappaterra. Prego.

 

ZAPPATERRA, relatrice della commissione: Grazie, presidente.

Come ha anticipato, anch’io ho presentato relazione illustrativa scritta, quindi non mi dilungherò. Questo progetto di modifica del Regolamento interno dell’Assemblea semplicemente disciplina lo svolgimento in modalità telematica e mista delle sedute dell’Assemblea legislativa, delle Commissioni e dell’Ufficio di Presidenza. Questa modalità, ricordiamo tutti, è stata introdotta con delibera assembleare n. 3 del 2020, proprio per consentire la continuità delle funzioni assembleari durante il periodo della pandemia.

Alla luce della cessazione dello stato di emergenza, ci siamo comunque posti l’obiettivo di una modifica che consenta di mantenere tali modalità in caso di un’altra eventuale – speriamo di no – emergenza nazionale o regionale o in casi specifici puntualmente elencati nella norma.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Dibattito generale. Qualcuno vuole intervenire? Io non ho richieste di intervento.

A questo punto mettiamo in votazione l’articolo 1.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Votazione dell’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’articolo 1 è approvato.

C’è l’emendamento a firma Zappaterra, che istituisce un nuovo articolo. Su questo emendamento, l’emendamento 1 a firma Zappaterra, dibattito generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento è approvato.

Chiedo se ci sono dichiarazioni di voto.

A questo punto mettiamo in votazione il progetto di regolamento. Dichiaro aperta la votazione con dispositivo elettronico. Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 42

Favorevoli 28

Contrari 14

 

È approvato.

 

L’oggetto è approvato.

 

OGGETTO 5130

Ratifica, ai sensi dell’art. 13, comma 2, dello Statuto, dell’intesa di collaborazione interregionale tra la Regione Emilia-Romagna e la Regione Nuova Aquitania (Repubblica Francese). (Richiesta del Presidente della Giunta regionale in data 02 05 22) (83)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Ora passiamo all’oggetto 5130, atto amministrativo: ratifica, ai sensi dell’articolo 13, comma 2, dello Statuto dell’intesa di collaborazione interregionale tra la Regione Emilia-Romagna e la Regione Nuova Aquitania.

La Commissione Bilancio ha espresso parere favorevole nella seduta del 18 maggio.

Discussione generale sul provvedimento.

Consigliere Fabbri, prego.

 

FABBRI: Grazie, presidente. Brevemente.

Nella nostra Regione Emilia-Romagna intrattiene da sempre rapporti internazionali stabili e attivi con il resto del mondo e collabora naturalmente con diverse Istituzioni ed Enti europei ed extra europei al fine di promuovere una sempre più crescente internazionalizzazione del territorio regionale in tutti i suoi vari aspetti, in tutte le sue varie articolazioni.

Abbiamo visto anche in questi anni come queste collaborazioni si siano ulteriormente intensificate e riguardino assi strategici del Patto per il lavoro e per il clima che è stato sottoscritto, che vanno dalla conoscenza, dai saperi alla transizione ecologica di cui abbiamo parlato tanto oggi, alle imprese, al lavoro, fino naturalmente alla trasformazione digitale.

In questo solco si inserisce anche questo atto amministrativo, che, tra le altre cose, mira a sviluppare questi rapporti con Enti appartenenti ad altri Stati, rapporti che sfociano in accordi operativi come questo, in accordi di gemellaggio con altri soggetti, al fine di incentivare, favorire e anche consolidare le collaborazioni internazionali.

In tal senso sono state costituite in questi anni tante reti, che sono anche di riferimento per i nostri Comuni, per i nostri Enti territoriali, a partire dall’Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, ma anche la stessa associazione del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa, l’AICCRE.

Evidenzio che anche le comunità degli emiliano-romagnoli all’estero costituiscono un’articolata e importante rete di rapporti a livello internazionale per la Regione Emilia-Romagna e apprezzano e riconoscono come una componente essenziale della società regionale anche questi interventi, che sono poi trasversali e che spesso coinvolgono anche italiani emigrati all’estero.

Con questo accordo, che è stato stipulato con la Regione della Nuova Aquitania, Repubblica francese, rinnoviamo questa collaborazione, che ha consentito la realizzazione di numerosi progetti di comune interesse tra le due Regioni, e rinnoviamo anche l’impegno di queste significative relazioni economiche e commerciali, per cui si è arrivati alla sottoscrizione da parte della Regione, in questo caso della Giunta, in data 27 aprile 2022 di questa intesa di collaborazione interregionale, che poi è stata successivamente approvata dalla Giunta regionale con atto 388 del 21 marzo ed è stata anche autorizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

È un’intesa che prevede diversi ambiti di collaborazione, dall’educazione delle giovani generazioni all’istruzione superiore, alla ricerca, all’economia, all’innovazione, alla trasformazione digitale, all’agricoltura e alla filiera agroalimentare, alla cultura e allo sviluppo, alla solidarietà internazionale e alle politiche sociali e alla salute, alla transizione ecologica ed energetica.

Con questo atto, ai fini del perfezionamento del procedimento di ratifica, cogliamo favorevolmente per l’approvazione dell’assemblea, ai sensi dello Statuto regionale, questa ulteriore proposta, che si affianca ad altri accordi operativi, per cui ricordo anche quello con gli Stati Uniti, che vedrà una missione di sistema da qui a poco, legata all’internalizzazione e al mercato nordamericano.

Sono tutti progetti e attività che coinvolgono non soltanto le Istituzioni, ma anche le imprese della Regione, quindi sono un traguardo importante, finalizzato anche all’incremento e al miglioramento delle collaborazioni produttive di ricerca con queste Regioni. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Fabbri.

Consigliere Bargi, prego.

 

BARGI: Grazie, presidente.

Riprendo brevemente quanto già dichiarato di fatto in Commissione, per quanto riguarda il mio Gruppo, il voto di astensione che abbiamo tenuto in quell’occasione e che terremo oggi, di cui adesso vado a spiegare i motivi.

Noi tendenzialmente, di fronte alle intese internazionali, nella passata legislatura e quelle che ci è capitato di affrontare e di ratificare in questa ci siamo sempre posti con un voto favorevole, perché riteniamo che la collaborazione internazionale, la capacità dell’Ente pubblico di penetrare altre realtà del mondo, creando anche rapporti proficui dal punto di vista degli elementi citati anche dal consigliere Fabbri (ricerca, università piuttosto che produzione e interscambio commerciale) sia un valore positivo e la Regione debba saper trovare una sua collocazione in questo contesto.

C’è un però...

 

PRESIDENTE (Petitti): Colleghi, un po’ più di silenzio, per cortesia.

 

BARGI: Grazie, presidente.

Ci sono alcuni "però". Il primo "però" è che quando si tratta di tematiche come queste, che ci permettono anche di andare a relazionare su quelli che sono i risultati di un’intesa, sarebbe bello poterli vedere, i risultati, soprattutto come nel caso di specie che è dal 2002 che si rinnova l’intesa con la Regione della Nouvelle-Aquitaine, in Francia, e quindi sarebbe interessante capire cosa sta producendo questa intesa di positivo per il nostro territorio, qual è l’interscambio commerciale che si è avviato, quali sono le iniziative anche dal punto di vista europeo, perché in questo caso parliamo, differentemente che da altre tipologie di intese, di un’intesa interna all’Unione europea.

Questo è un tema che ho sottolineato varie volte in passato, poi votavamo il nostro, infatti era un voto a favore proprio sulla fiducia, perché non abbiamo mai potuto valutare quali fossero i progetti nel concreto, perché nel dettaglio non si va mai. Io ho sempre detto: non vedo la difficoltà di inviare un dossier almeno annuale in cui si rendono edotti i consiglieri dei risultati prodotti dall’intesa internazionale. Non lo vedo così complicato. Credo che permetterebbe a tutti noi di seguire più nel dettaglio quelli che sono i risultati che la politica internazionale della Regione porta.

Venendo a questa specifica, dicevo prima, a differenza di altre, è intereuropea e proprio per questo non è scevra da contenuti legati alle politiche europee stesse, e faccio un paio di esempi. C’è il tema “Farm to Fork”, sul quale ci siamo già espressi anche in sede di Parlamento europeo con una certa perplessità soprattutto per quanto riguarda il tema delle etichettature, in una regione come la nostra che vede tanti prodotti DOP, IGP, la stessa Nouvelle-Aquitaine li vede, infatti riteniamo che strida un po’ cooperare per la tutela dei marchi e allo stesso tempo abbracciare politiche che, come sempre capita, vengono prodotte da chi non ha queste casistiche sui territori, non le riconosce e poi le fa pensare a noi.

Un altro tema è quello sempre della cittadinanza europea e dell’integrazione europea, sul quale vorremmo anche capire quante risorse vengono messe in campo, perché se poi vado su Eurostat e via discorrendo e vado a vedere il sondaggio su quanto si sente integrata la popolazione sappiamo che abbiamo riscontri ben negativi. Quindi, non si capisce bene quante risorse impiegano e che risultati cercano di portare a termine.

Per questi motivi noi abbiamo pensato di astenerci su questa intesa, proprio per dare un segnale politico rispetto ai programmi e ai contenuti politici in essa contenuti.

Concludo con la stessa provocazione che ho fatto in Commissione, ma è giusto ripeterla anche qui, noi abbiamo anche un’altra intesa che è ferma da qualche anno, ovvero quella con l’Egitto, campo, tra l’altro, di ricerca universitaria, tenuta ferma per questioni ideologiche legate principalmente ai diritti umani su una tematica che conosciamo molto bene.

Faccio la stessa battuta che ho fatto in Commissione: quanto sta avvenendo in Corsica viene giudicato rispettoso dei diritti umani, per poter andare avanti con questa intesa? O forse, se usassimo lo stesso approccio ideologico, dovremmo interrompere anche i rapporti con la Francia? La faccio come battuta, ma battuta non è perché il tema politico permane. Abbiamo deciso di ledere un rapporto internazionale con una scelta di campo. Oggi crediamo, lo abbiamo detto anche in passato, che forse sarebbe il caso di riprendere il percorso anche per quanto riguarda l’intesa con l’Egitto.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Bargi. Altri in dibattito generale?

Dichiarazioni di voto. Io non ho nessuno né in dibattito generale, né in dichiarazione di voto.

A questo punto, prima sostituiamo i due scrutatori che sono usciti: il consigliere Paruolo lo sostituisco con il consigliere Bessi, la consigliera Catellani – ah no, c’è il consigliere Paruolo, mi scusi – con la consigliera Stragliati.

Votiamo l’atto amministrativo: “Ratifica, ai sensi dell’articolo 13, comma 2, dello Statuto dell’Intesa di collaborazione interregionale tra la Regione Emilia Romagna e la Regione Nuova Aquitania”, ovviamente per alzata di mano.

Dichiaro aperta la votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(La deliberazione oggetto 5130, con votazione per alzata di mano, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

La ratifica è approvata.

Colleghi, sono le ore 17,21. Dovremmo aprire la fase degli atti di indirizzo.

Se non ci sono obiezioni, io dichiarerei chiusa la seduta pomeridiana.

Buonasera a tutti.

 

La seduta ha termine alle ore 17,21

 

Allegato

 

Partecipanti alla seduta

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Pasquale GERACE; Giulia GIBERTONI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Vincenzo COLLA, Mauro FELICORI, Elena Ethel SCHLEIN.

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Paolo CALVANO, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Alessio MAMMI, Paola SALOMONI.

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano Bonaccini.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 4741

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Promozione e sostegno delle comunità energetiche rinnovabili e degli autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente". (80)

(Testo base)

Presenti: 42

 

Favorevoli:41

AMICO Federico Alessandro, BARCAIUOLO Michele, BARGI Stefano, BESSI Gianni, BONDAVALLI Stefania, BULBI Massimo, CALIANDRO Stefano, CASTALDINI Valentina, CATELLANI Maura, COSTA Andrea, COSTI Palma, DAFFADÀ Matteo, DELMONTE Gabriele, FABBRI Marco, FACCI Michele, FELICORI Mauro, GERACE Pasquale, LIVERANI Andrea, MALETTI Francesca, MARCHETTI Daniele, MARCHETTI Francesca, MASTACCHI Marco, MONTALTI Lia, MORI Roberta, MUMOLO Antonio, OCCHI Emiliano, PARUOLO Giuseppe, PICCININI Silvia, PIGONI Giulia, PILLATI Marilena, POMPIGNOLI Massimiliano, RAINIERI Fabio, RONTINI Manuela, ROSSI Nadia, SABATTINI Luca, SONCINI Ottavia, STRAGLIATI Valentina, TARASCONI Katia, TARUFFI Igor, ZAMBONI Silvia, ZAPPATERRA Marcella.

 

Non votanti: 1

PETITTI Emma

 

Assenti: 8

BERGAMINI Paolo, BONACCINI Stefano, GIBERTONI Giulia, LISEI Marco, MONTEVECCHI Matteo, PELLONI Simone, RANCAN Matteo, TAGLIAFERRI Giancarlo

 

OGGETTO 5121

Progetto di legge di iniziativa Consiglieri recante: “Sostituzione del Presidente da parte del vicepresidente in caso di cessazione anticipata degli organi – Modifiche agli articoli 32, 43, comma 1, lettera b), e 69, comma 1, lettera a), della legge regionale 31 marzo 2005, n. 13 (Statuto della Regione Emilia-Romagna)”. A firma dei Consiglieri: Rancan, Pigoni, Castaldini, Zappaterra, Barcaiuolo, Zamboni, Taruffi, Mastacchi (41)

Modifica Statutaria (Prima lettura)

 

Presenti: 42

 

Favorevoli:41

AMICO Federico Alessandro, BARCAIUOLO Michele, BARGI Stefano, BESSI Gianni, BONDAVALLI Stefania, BULBI Massimo, CALIANDRO Stefano, CASTALDINI Valentina, CATELLANI Maura, COSTA Andrea, COSTI Palma, DAFFADÀ Matteo, DELMONTE Gabriele, FABBRI Marco, FACCI Michele, GERACE Pasquale, LIVERANI Andrea, MALETTI Francesca, MARCHETTI Daniele, MARCHETTI Francesca, MASTACCHI Marco, MONTALTI Lia, MORI Roberta, MUMOLO Antonio, OCCHI Emiliano, PARUOLO Giuseppe, PICCININI Silvia, PIGONI Giulia, PILLATI Marilena, POMPIGNOLI Massimiliano, RAINIERI Fabio, RANCAN Matteo, RONTINI Manuela, ROSSI Nadia, SABATTINI Luca, SONCINI Ottavia, STRAGLIATI Valentina, TARASCONI Katia, TARUFFI Igor, ZAMBONI Silvia, ZAPPATERRA Marcella.

 

Non votanti: 1

PETITTI Emma

 

Assenti: 8

BERGAMINI Paolo, BONACCINI Stefano, FELICCORI Mauro, GIBERTONI Giulia, LISEI Marco, MONTEVECCHI Matteo, PELLONI Simone, TAGLIAFERRI Giancarlo

 

OGGETTO 5122

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Modifiche alla legge regionale 4 dicembre 2007, n. 23 (Costituzione e funzionamento della Consulta di garanzia statutaria) e alla legge regionale 23 luglio 2014, n. 21 (Norme per l'elezione dell'Assemblea legislativa e del Presidente della Giunta regionale)". A firma dei Consiglieri: Barcaiuolo, Zappaterra, Castaldini, Rancan, Mastacchi, Taruffi, Zamboni, Pigoni (42)

 

Presenti: 43

 

Favorevoli:42

AMICO Federico Alessandro, BARCAIUOLO Michele, BARGI Stefano, BESSI Gianni, BONDAVALLI Stefania, BULBI Massimo, CALIANDRO Stefano, CASTALDINI Valentina, CATELLANI Maura, COSTA Andrea, COSTI Palma, DAFFADÀ Matteo, DELMONTE Gabriele, FABBRI Marco, FACCI Michele, FELICORI Mauro, GERACE Pasquale, LIVERANI Andrea, MALETTI Francesca, MARCHETTI Daniele, MARCHETTI Francesca, MASTACCHI Marco, MONTALTI Lia, MORI Roberta, MUMOLO Antonio, OCCHI Emiliano, PARUOLO Giuseppe, PICCININI Silvia, PIGONI Giulia, PILLATI Marilena, POMPIGNOLI Massimiliano, RAINIERI Fabio, RANCAN Matteo, RONTINI Manuela, ROSSI Nadia, SABATTINI Luca, SONCINI Ottavia, STRAGLIATI Valentina, TARASCONI Katia, TARUFFI Igor, ZAMBONI Silvia, ZAPPATERRA Marcella.

 

Non votanti: 1

PETITTI Emma

 

Assenti: 7

BERGAMINI Paolo, BONACCINI Stefano, GIBERTONI Giulia, LISEI Marco, MONTEVECCHI Matteo, PELLONI Simone, TAGLIAFERRI Giancarlo

 

OGGETTO 5123

Modifica al Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna (deliberazione dell’Assemblea legislativa 28 novembre 2007, n. 143) A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Pigoni, Zamboni, Taruffi (82)

(Testo base)

 

Presenti: 43

 

Favorevoli: 28

AMICO Federico Alessandro, BESSI Gianni, BONDAVALLI Stefania, BULBI Massimo, CALIANDRO Stefano, COSTA Andrea, COSTI Palma, DAFFADÀ Matteo, FABBRI Marco, FELICORI Mauro, GERACE Pasquale, MALETTI Francesca, MARCHETTI Francesca, MONTALTI Lia, MORI Roberta, MUMOLO Antonio, PARUOLO Giuseppe, PICCININI Silvia, PIGONI Giulia, PILLATI Marilena, RONTINI Manuela, ROSSI Nadia, SABATTINI Luca, SONCINI Ottavia, TARASCONI Katia, TARUFFI Igor, ZAMBONI Silvia, ZAPPATERRA Marcella.

 

Contrari: 14

BARCAIUOLO Michele, BARGI Stefano, CASTALDINI Valentina, CATELLANI Maura, DELMONTE Gabriele, FACCI Michele, LIVERANI Andrea, MARCHETTI Daniele, MASTACCHI Marco, OCCHI Emiliano, POMPIGNOLI Massimiliano, RAINIERI Fabio, RANCAN Matteo, STRAGLIATI Valentina.

 

Non votanti: 1

PETITTI Emma

 

Assenti: 7

BERGAMINI Paolo, BONACCINI Stefano, GIBERTONI Giulia, LISEI Marco, MONTEVECCHI Matteo, PELLONI Simone, TAGLIAFERRI Giancarlo

 

Emendamenti

 

OGGETTO 4741

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Promozione e sostegno delle comunità energetiche rinnovabili e degli autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente". (80)

(Testo base)

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Castaldini

«Alla lett. b) del comma 1 dell'art. 4 dopo le parole "tra i cui membri siano presenti enti del terzo settore, enti proprietari e di gestione di alloggi di edilizia residenziale pubblica o sociale" inserire le parole “, enti religiosi”»

(Ritirato)

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Castaldini

«
Al comma 2 dell'art. 4 dopo le parole "La Giunta regionale, con propri atti," inserire le parole "previo parere della commissione competente,"»

(Ritirato)

 

Emendamento 3, a firma della consigliera Castaldini

«Art. 5 — inserire il comma 4 così formulato: "Le informazioni del Registro di cui al comma 1 sono disponibili per la consultazione, nel rispetto della privacy, a tutti i cittadini attraverso il sito internet della Regione Emilia-Romagna"»

(Ritirato)

 

Emendamento 4, a firma della consigliera Castaldini

«All’art. 6, comma 1, dopo le parole "La Giunta regionale, con proprio atto entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, istituisce un Tavolo tecnico permanente con funzioni di analisi, consultive e di confronto composto da rappresentanti della Regione, delle associazioni maggiormente rappresentative a livello regionale, ANCI E-R, Unione delle Province Italiane Emilia-Romagna (UPI E-R), Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), Ricerca Sistema Energetico (RSE)" inserire le parole “, Agenzie per l'Energia"»

(Ritirato)

 

Emendamento 5, a firma della consigliera Castaldini

«Art. 6, inserire il comma 6 così formulato: "È altresì invitato permanente alle riunioni del tavolo tecnico un consigliere regionale designato annualmente dall'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna che ha il compito di relazionare semestralmente in sede della commissione competente sull'andamento dei lavori e di portare al tavolo proposte avanzate dai consiglieri"»

(Ritirato)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Zamboni, Piccinini, Taruffi, Costi, Sabattini, Bulbi, Daffadà

«Nell'articolo 2, comma 4, dopo le parole: "offrire servizi di ricarica dei veicoli elettrici" sono inserite le seguenti parole: “, ivi inclusi i cosiddetti community charger,"»

(Approvato)

 

Emendamento 7, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«Nell'articolo 2, comma 5, dopo la parola "producono," sono inserite le seguenti” consumano e

condividono".»

(Approvato)

 

Emendamento 8, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«Nell'articolo 3, comma 1, alla lettera a) dopo le parole "sostiene, attraverso contributi e strumenti finanziari," sono inserite le seguenti: “, ivi compresi i fondi rotativi,"»

(Approvato)

 

Emendamento 9, a firma dei consiglieri Occhi, Piccinini

«All'articolo 3, comma 1, alla lettera b), dopo le parole “, le associazioni territoriali e di categoria" sono inserite le seguenti “, le Agenzie per l'energia che operano sul territorio regionale".»

(Approvato)

 

Emendamento 10, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 3, comma 2, le parole: “in coerenza con" sono sostituite da "anche attraverso".»

(Approvato)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 3, comma 2, le parole "potenziamento, anche all'interno degli enti locali," sono sostituite dalle parole "rafforzamento delle competenze degli enti locali e".»

(Approvato)

 

Emendamento 12, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 3, comma 2, le parole "l'Università" sono sostituite da "le Università".»

(Approvato)

 

Emendamento 13, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 3, dopo il comma 3, è inserito il seguente:

"3 bis) la Regione istituisce, all'interno del premio regionale per la responsabilità sociale d’impresa e l'innovazione sociale di cui all'articolo 17 comma 4 della legge regionale 18 luglio 2014, n. 14 (Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna), una categoria riservata alle comunità energetiche rinnovabili.".»

(Approvato)

 

Emendamento 14, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 4, al comma 1, la lettera c) è sostituita secondo la seguente formulazione:

“c) tra i cui membri, limitatamente alle Comunità energetiche, siano presenti Enti locali che hanno approvato piani o strategie integrate di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, o che abbiano messo a disposizione per realizzare gli impianti tetti degli edifici pubblici o aree pubbliche di cui all'articolo 3, comma 4;".»

(Approvato)

 

Emendamento 15, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 5, comma 2, alla lettera b), dopo la parola "realizzati" sono inserite le seguenti "o detenuti".»

(Approvato)

 

Emendamento 16, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 5, comma 2, lettera c), le parole "il bilancio energetico della comunità energetica aggiornato annualmente da cui devono emergere la quota" sono sostituite dalle seguenti: "le quote da indicare annualmente".»

(Approvato)

 

Emendamento 17, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 6, comma 1, dopo le parole "da rappresentanti della Regione" sono inserite le seguenti "del Tavolo permanente regionale per l'economia solidale,".»

(Approvato)

 

Emendamento 18, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 6, comma 4, la parola "Elettrici" è sostituita da "Energetici"»

(Approvato)

 

Emendamento 19, a firma dei consiglieri Piccinini, Costi, Sabattini, Costa, Bulbi, Daffadà

«All'articolo 8, comma 1, lettera c) dopo le parole “energia rinnovabile" è inserita la parola "prodotta,»

(Approvato)

 

Emendamento 20, a firma della consigliera Castaldini

«All’art. 5, inserire il comma 4 così formulato: "Con atto di Giunta regionale sono individuate le informazioni del Registro di cui al comma 1 da rendere disponibili per la consultazione pubblica anche attraverso modalità telematiche, nel rispetto della normativa sulla privacy"»

(Approvato)

 

OGGETTO 5123

Modifica al Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna (deliberazione dell’Assemblea legislativa 28 novembre 2007, n. 143) A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Pigoni, Zamboni, Taruffi (82)

(Testo base)

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Zappaterra

All’art.124 del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, dopo il comma 4, è inserito il seguente comma:

“4 bis. Fino al termine dell’XI Legislatura, lo svolgimento in modalità telematica o mista delle sedute delle Commissioni assembleari, è disciplinato con deliberazione dell’Ufficio di Presidenza.”

(Approvato)

 

Comunicazioni ai sensi dell’art.69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

5223 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle operazioni di taglio di alberi d'alto fusto in corso in località Valgattara, nel comune di Monghidoro (BO). A firma della Consigliera: Gibertoni

 

5225 - Interrogazione a risposta scritta sui metodi più adeguati da adottare per regolamentare la presenza dei daini nel Lido di Classe (RA) e nel Lido di Volano (FE). A firma della Consigliera: Gibertoni

 

5226 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta condivida l'importanza di destinare parte dei fondi raccolti per venire incontro alle esigenze degli enti locali, delle famiglie e delle associazioni che stanno attuando in emergenza l'accoglienza dei profughi ucraini. A firma dei Consiglieri: Paruolo, Daffadà, Rontini, Zappaterra, Montalti, Costi, Maletti, Mumolo, Gerace, Costa, Bulbi, Pillati

 

5227 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni necessarie alla definizione di un progetto per la riqualificazione e la messa in sicurezza della Strada Statale 468, soprattutto nell'area interessata dal comune di Carpi e dai comuni della Bassa modenese. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

5228 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato in cui versa il piazzale della stazione di Sassuolo (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

5229 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali iniziative la Giunta intenda intraprendere, di concerto con le autorità sanitarie preposte, per contrastare il diffondersi del virus da Monkeypox (vaiolo delle scimmie) ed aumentare la consapevolezza di questa malattia. A firma del Consigliere: Lisei

 

5230 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'esenzione del pagamento della tassa automobilistica per gli Enti del terzo settore che operano nel settore sociale. A firma del Consigliere: Fabbri

 

5231 - Interrogazione a risposta scritta per chiedere chiarimenti sull'espletamento di una procedura concorsuale per la copertura, a tempo indeterminato, di due posti di Dirigente delle Professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione di Ostetrica - Area Infermieristica. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Facci

 

5232 - Interrogazione a risposta scritta sui motivi della prolungata chiusura della tratta ferroviaria Modena-Sassuolo e alle ricadute sull'utenza. A firma del Consigliere: Bargi

 

5233 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'iniziativa cosiddetta "Month Pride", promossa da un liceo di Carpi (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno - n. 9 prot. NP/2022/1226 del 25 maggio 2022)

 

LE PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti - Zamboni

Bergamini - Montalti