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151.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 28 GIUGNO 2022

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDI DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

 

INDI DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 5075

Interpellanza per richiedere alla Giunta le motivazioni della mancata previsione di idonee misure di tutela finanziaria a fronte del contributo concesso alla Eon Reality srl, nei cui confronti è stata presentata istanza di fallimento. A firma del Consigliere: Facci

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

FACCI (Lega)

COLLA, assessore

FACCI (Lega)

 

OGGETTO 5167

Interpellanza per sapere se la Regione Emilia-Romagna intenda costituirsi parte civile in un procedimento penale per violazione di quanto disposto dal Tribunale dei Minorenni, attualmente in corso, e se i vertici della Ausl, in relazione ai medesimi fatti, abbiano adottato procedimenti disciplinari, anche in via cautelativa e provvisoria. A firma dei Consiglieri: Facci, Montevecchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

FACCI (Lega)

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta

FACCI (Lega)

 

OGGETTO 5194

Interpellanza in merito al fabbisogno di risorse e di personale per le case della salute. A firma della Consigliera: Castaldini

(Rinvio)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 5342

Comunicazione dell'assessore Priolo, ai sensi dell'art. 76 del Regolamento dell'Assemblea, su: "Informativa relativa ad emergenza siccità e crisi idrica".

(Continuazione discussione)

(Risoluzione 5342/1, oggetto 5371 - Presentazione, dichiarazioni di voto e reiezione)

(Risoluzione 5342/2, oggetto 5372 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

PIGONI (BP)

OCCHI (Lega)

CASTALDINI (FI)

MASTACCHI (RCPER)

FABBRI (PD)

TARUFFI (ERCEP)

PRESIDENTE (Zamboni)

PRIOLO, assessora

PRESIDENTE (Petitti)

RAINIERI (Lega)

FABBRI (PD)

ZAMBONI (EV)

RAINIERI (Lega)

PICCININI (M5S)

TARUFFI (ERCEP)

PRESIDENTE (Petitti)

 

 

OGGETTO 5311

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio universitario e l'alta formazione triennio 2022-2024, aa.aa. 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 ai sensi della l.r. n. 15/2007 e ss.mm.ii.". (86)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

PILLATI (PD)

MONTEVECCHI (Lega)

BONDAVALLI (BP)

AMICO (ERCEP)

SALOMONI, assessora

PRESIDENTE (Petitti)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 5371 - 5372 - 5311

Emendamenti oggetto 5311

Comunicazione ai sensi dell’art. 69 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,55

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la seduta n. 151 del 28 giugno 2022.

Hanno giustificato la propria assenza il consigliere Gerace e gli assessori Calvano, Corsini, Donini e Lori. Ai sensi dell’articolo 102 del Regolamento, partecipa in modalità telematica la consigliera Montalti.

 

Svolgimento di interpellanze

 

PRESIDENTE (Rainieri): Iniziamo i lavori con le interpellanze.

 

OGGETTO 5075

Interpellanza per richiedere alla Giunta le motivazioni della mancata previsione di idonee misure di tutela finanziaria a fronte del contributo concesso alla EON Reality srl, nei cui confronti è stata presentata istanza di fallimento. A firma del Consigliere: Facci

 

PRESIDENTE (Rainieri): Interpellanza n. 5075, per chiedere alla Giunta le motivazioni della mancata previsione di idonee misure di tutela finanziaria a fronte del contributo concesso alla EON Reality Srl, nei cui confronti è stata presentata istanza di fallimento, a firma del consigliere Facci, a cui risponderà l’assessore Colla.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Parliamo di realtà virtuale, ma parliamo anche di soldi veri, e i soldi veri sono quelli che la Regione ha concesso a questa multinazionale americana, californiana, nell’ambito del programma di investimenti, legge regionale n. 14/2014, per la promozione degli investimenti in Emilia-Romagna. Questa è la EON Reality, corporation californiana, che presenta un progetto per realizzare a Bologna un centro di ricerca nell’ambito della realtà virtuale e della realtà aumentata, per circa 24.300.000 euro, chiede un contributo regionale di 6.321.430,45 euro, promette l’assunzione di 160 persone, inizio programma 1 dicembre 2017, termine 1 dicembre 2021. La Regione, con una serie di tranche, eroga questi 6.321.000 euro che ho detto prima.

Qual è la cosa più singolare? La cosa più singolare è che la garanzia, a fronte degli impegni, era data dalla società madre americana. Poi vengono fatti una serie di accordi e nell’ambito di questi accordi compare in realtà una società a responsabilità limitata, con sede legale a Bologna, EON Reality Italia, alla quale sostanzialmente la società californiana trasferisce oneri e impegni, quindi diritti e doveri del bando che era stato approvato. Questa Srl porta il capitale iniziale da poche decine di migliaia di euro a 18 milioni, ma questi 18 milioni di euro fondamentalmente sono beni immateriali, sono software, quindi una stima obiettivamente molto astratta.

Qual è l’oggetto di questa interpellanza, come termina questa vicenda? Succede che la EON Reality Srl aveva realizzato dei centri di ricerca anche in altri Stati, in particolare a Laval, in Francia, nel luglio 2019 fallisce l’insediamento di Laval e proprio all’interno di quest’aula, per dovere di cronaca ricordo il collega Bertani presentò un atto ispettivo chiedendo conto di quello che stava accadendo in Italia, quindi, a fronte del fallimento in Francia, quali fossero le garanzie che la Regione aveva richiesto per l’insediamento italiano.

La risposta di allora fu che “la Giunta regionale ribadiva che, contrariamente a quanto accaduto in Francia, l’andamento dell’investimento italiano è in linea con le previsioni e non presenta elementi di criticità”, senza indicare quali fossero... chiedo scusa, precisava che “l’accordo prevedeva precisi impegni di sviluppo industriale e occupazionale, nonché i necessari strumenti a tutela del nostro Ente”. Non indicava però quali fossero gli strumenti a tutela dell’Ente, tanto che il 23 aprile 2021 la Regione, stante gli inadempimenti della società EON Reality Srl, revoca il contributo concesso, attiva la procedura di recupero coatto del credito, che nel frattempo è già di 7 milioni, non c’è ovviamente alcuna restituzione e la Regione chiede il fallimento. Questo pochi mesi fa, praticamente poco prima che io presentassi questa interpellanza.

Non conosco gli atti giudiziari successivi, li verificherò, ma la domanda dell’interpellanza è questa: “per quale motivo l’azione di recupero del contributo concesso sia stata effettuata nei confronti della società italiana e non nei confronti della società madre di diritto californiano, per quale motivo la Giunta, con delibera n. 2194 del 28 dicembre 2017, abbia permesso di trasferire la garanzia di copertura finanziaria dell’investimento alla nuova Srl, il cui capitale, come ho detto prima, è di 18 milioni, sostanzialmente software, quindi beni immateriali, esponendo a un evidente rischio finanziario, che poi si è verificato, la nostra Regione, quali fossero i necessari strumenti a tutela del nostro Ente dichiarati come esistenti dalla Giunta a luglio 2019, dopo che è stato dichiarato il fallimento dal tribunale francese, e se non ritiene fondamentalmente, la Giunta, che di fronte a erogazione di risorse pubbliche di rilevante importo, quali quelle del caso concreto, debbano essere previste forme di garanzie adeguate, puntuali e trasparenti, al fine di evitare al massimo il rischio di perdite in caso di inadempimento rispetto ai programmi oggetto di finanziamento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore Colla, prego.

 

COLLA, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere Facci.

In sequenza rispondo alle domande del consigliere. Il provvedimento di revoca del contributo è stato adottato ai sensi dell’articolo 6.2, lettera b) e lettera c), dell’accordo tra EON Reality Italia Srl e Regione Emilia-Romagna, sottoscritto il 29.12.2017. Tali disposizioni stabiliscono che si proceda alla revoca totale del contributo nel caso di mancato avvio o di interruzione del programma o qualora il beneficiario non utilizzi le agevolazioni secondo la destinazione che ne ha motivato la concessione. La revoca è stata disposta a seguito di richieste della Regione non soddisfatte in materia di raggiungimento degli obiettivi occupazionali e mantenimento da parte dell’infrastruttura di ricerca delle finalità previste dal progetto approvato, l’indisponibilità dell’azienda a fornire elementi sostanziali in merito alla modalità di implementazione del piano occupazionale, unita alla comunicazione da parte dell’azienda della volontà di cambiare la natura del proprio programma, orientandosi verso il settore marketing and education, dismettendo le componenti scientifiche di sviluppo applicativo della realtà virtuale e aumentata a settori industriali proprie del progetto oggetto di finanziamento.

Il contenzioso con EON non è sorto in merito al mancato investimento, è sorto in merito alla mancata ottemperanza a importanti elementi dell’accordo sottoscritto con la Regione. In sintesi, si è provveduto alla revoca e ai successivi passaggi, in quanto sono venute meno le garanzie di incremento occupazionale e la volontà di proseguire nelle attività costitutive del progetto di infrastruttura e di ricerca. Peraltro, all’interno dell’infrastruttura inaugurata nel novembre 2018 era stato attivato il master dell’Università di Bologna in Innovation in extended Reality durante l’anno accademico 2019-2020, dove EON Reality metteva a disposizione non solo le dotazioni tecnologiche, ma anche alcuni dei docenti.

Sempre presso l’infrastruttura di ricerca è stato attivato un percorso tecnico superiore ITS per la progettazione e la realizzazione di sistemi di realtà aumentata e virtuale. Sono stati avviati percorsi di collaborazione tra l’infrastruttura di ricerca e gli istituti professionali, aventi per obiettivo la creazione del primo ecosistema digitale, per costruire un ponte tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro. Le tecnologie di EON nel progetto fornivano agli studenti una piattaforma digitale in grado di integrare l’argomento di studio, attraverso l’utilizzo della realtà aumentata e della realtà virtuale con le esigenze formative delle imprese.

Diverse imprese di diversi settori hanno avuto accesso all’infrastruttura di ricerca, le cui attività hanno assunto inizialmente anche un rilievo internazionale, viste le collaborazioni e il coinvolgimento delle più importanti multinazionali dell’ICT. Di rilievo sono state anche le collaborazioni con le imprese regionali delle più importanti filiere. È emblematico il caso dell’edilizia, dove si era giunti a collaborazione organica tra EON Reality Italia e imprese del settore. Sfruttando la dotazione tecnologica e le competenze scientifiche dell’infrastruttura, si realizzavano servizi avanzati di progettazione, che offrivano modelli immersivi basati sulla realtà virtuale aumentata, che favorivano non solo l’illustrazione del progetto, ma anche la gestione del cantiere in prospettiva e la manutenzione.

Riscontrate le criticità richiamate, l’azione di revoca si è indirizzata verso EON Italia Srl in quanto soggetto giuridico sottoscrittore dell’accordo e soggetto che aveva assunto impegni in merito alla realizzazione dell’investimento, alla realizzazione degli impegni occupazionali, alla gestione dell’infrastruttura di ricerca.

Occorre specificare la natura della procedura di selezione dei programmi di investimento ammissibili ai sensi dei bandi in questione. Tale procedura si sviluppa in due fasi. Nella fase 1 si valuta la strategicità del programma complesso di investimento, dell’impatto regionale dell’occupazione sulla competitività, della coerenza e qualità dei progetti previsti, della compatibilità. Fase 2, valutazione tecnica per i programmi di investimenti che abbiano superato la prima fase, dei singoli progetti di dettaglio, per la definizione puntuale dei contenuti e delle spese previste nell’ambito dell’accordo.

EON Reality, società di diritto statunitense, ha partecipato, come previsto, al bando, pur non avendo sedi sul territorio nazionale. Il bando prevedeva che potessero presentare la domanda di accesso all’accordo imprese non ancora attive in Emilia-Romagna, ma che intendono investire sul territorio regionale, fatto salvo l’obbligo di avere almeno una unità produttiva sul territorio regionale al momento della richiesta di erogazione del primo SAL. Allegata alla documentazione di partecipazione alla fase 2 si trasmetteva la delibera del CdA di EON Reality con cui si stabiliva di trasferire la nuova e costituita controllata EON Reality Italia la titolarità del programma di investimento candidato all’agevolazione.

L’accordo n. 2194/2017 prevede che EON Reality Italia dia dimostrazione della capacità economica e finanziaria di realizzazione dell’investimento secondo i parametri utilizzati per tutte le imprese che hanno candidato investimenti nell’ambito del bando di capitale sociale versato, che nel caso di EON è stato anche oggetto di una stima da parte di KPMG, che ne ha valutato il valore.

L’Amministrazione regionale non si è accontentata di vedere realizzata l’infrastruttura di ricerca prevista, ma attraverso un monitoraggio puntuale ha intercettato la non conformità delle attività svolte e la criticità del perseguimento degli obiettivi occupazionali che si sarebbero dovuti raggiungere a dicembre 2022, attivandosi con un anno di anticipo rispetto alle scadenze previste. Successivamente alla revoca, l’Amministrazione ha fatto ricorso a tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge per tutelare i propri interessi, fino all’istanza di fallimento.

L’esito della vicenda non deve, però, far dimenticare che le contestazioni mosse da EON Reality Italia da parte della Regione che hanno portato alla revoca degli atti conseguenti non derivano dalla natura dell’investimento oggetto dell’agevolazione concessa dalla Regione ai sensi della legge n. 14/2014, quanto dalla scelta dell’azienda, a fine 2020, nel pieno della pandemia, di cambiare destinazione d’uso in un centro commerciale di formazione e non più un’infrastruttura di ricerca a disposizione di aziende e comunità scientifiche.

L’altro elemento, come più volte richiamato, è stata la verifica preventiva dell’andamento occupazionale. L’ammontare dei beni acquisiti da EON è stata oggetto di perizia ai sensi dell’articolo 2465 del Codice civile, come previsto dal bando, e il loro utilizzo è stato posto nelle disponibilità di aziende e comunità scientifiche fintantoché le attività si sono mantenute conformi al progetto approvato.

In conclusione, occorre specificare che le agevolazioni concesse ai sensi della legge regionale n. 14/2014 vengono sempre erogate a fronte di spese già interamente quietanziate dal beneficiario, quindi la Regione non interviene mai anticipando le risorse necessarie per la realizzazione dell’investimento.

Le garanzie che richiede la Regione sono relative alla capacità della società di dare attuazione all’investimento tramite il proprio patrimonio, ovvero attraverso la disponibilità di risorse dedicate, provenienti dal sistema bancario ovvero da parte dei soci o del gruppo industriale di appartenenza.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Ringrazio l’assessore, ovviamente non sono soddisfatto, ma è un problema evidentemente strutturale, se questa è la risposta.

Di fatto lei, assessore, con questa risposta conferma che, di fronte a questo tipo di finanziamenti che la Regione eroga, non ci sono adeguate garanzie.

Innanzitutto non sono state date risposte ad alcune richieste precise, perché due anni fa, quando fu fatto un atto ispettivo in quest’aula, si era detto che vi erano strumenti a tutela dell’Ente. Oggi, di fatto, la Regione sta rincorrendo 7 milioni di euro, che ha erogato a una società certamente di diritto italiano, una Srl che aveva un patrimonio di fatto immateriale in software, e il fatto che voi non siate riusciti a recuperare questi denari dimostra come questo patrimonio fosse del tutto evanescente.

Allora qui c’è un problema: come si tutelano questi denari pubblici quando c’è questo tipo di scenari? Perché il fatto che voi chiediate la necessità di avere una sede locale in Italia non deve far venir meno la responsabilità della casa madre. In questo caso avete permesso che la casa madre non rispondesse più economicamente, trasferendo il rischio sulla società italiana, che di fatto non ha nulla. Oggi la Regione cerca di rincorrere 7 milioni di euro.

Chiudo con un parallelismo. Come dice la mia amica Castaldini, le racconto una storia. Recentemente un bando per investimenti in Appennino ha visto respinta la domanda di una ditta che voleva investire 100.000 euro nell’acquisto di un bene, un capannone strumentale alla propria attività. Perché è stata respinta la domanda? È stata respinta la domanda perché si era dimenticata di fare un’autodichiarazione in cui dichiarava e si impegnava a restituire i denari qualora in sei mesi non avesse realizzato l’intervento, quindi escluso. Ebbene, voi, a fronte, invece, di una promessa di una società che aveva a vendere tutto il materiale, avete erogato 6,5 milioni. Trovate le differenze e ditemi se questo corrisponde a un concetto di giustizia e di corretta gestione della spesa pubblica.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

OGGETTO 5167

Interpellanza per sapere se la Regione Emilia-Romagna intenda costituirsi parte civile in un procedimento penale per violazione di quanto disposto dal Tribunale dei Minorenni, attualmente in corso, e se i vertici della Ausl, in relazione ai medesimi fatti, abbiano adottato procedimenti disciplinari, anche in via cautelativa e provvisoria. A firma dei Consiglieri: Facci, Montevecchi

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’interpellanza n. 5167, per sapere se la Regione Emilia-Romagna intenda costituirsi parte civile in un procedimento penale per violazione di quanto disposto dal Tribunale dei minorenni, attualmente in corso, e se i vertici dell’AUSL, in relazione ai medesimi fatti, abbiano adottato procedimenti disciplinari, anche in via cautelativa e provvisoria, a firma dei consiglieri Facci e Montevecchi, a cui risponderà la vicepresidente Schlein.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Qui siamo di fronte a una triste vicenda, triste vicenda perché è una vicenda che interessa minori ed è una vicenda che interessa i tribunali. Recentemente abbiamo appreso dalla stampa un avvenuto rinvio a giudizio. È importante questo aspetto. Cioè, c’è già stato un filtro, ovviamente un filtro provvisorio, però un filtro autorevole, da parte dei giudici per l’udienza preliminare del Tribunale di Rimini rispetto a due dirigenti dell’Ufficio minori dell’AUSL di Rimini, a cui è stato contestato l’articolo 388, comma 2, del Codice penale, cioè l’elusione dell’esecuzione di un provvedimento del giudice civile. In particolare, avevano violato, secondo l’accusa, la disposizione del Tribunale dei minori disponendo, di loro iniziativa, la totale interruzione dei rapporti fra la madre naturale e i suoi due figli, che all’epoca avevano due e quattro anni. Rinvio a giudizio, ci sarà il processo e si stabilirà il tutto. Però, con la presunzione di innocenza, che ovviamente noi riconosciamo a qualsiasi individuo, noi troviamo un parallelismo, ovviamente in tono minore, con quanto successo a Bibbiano, dove anche in quel procedimento la contestazione era la violazione di una serie di norme che andavano a incidere negativamente sui rapporti genitori-figli, e in quel procedimento la Regione si è costituita parte civile, e si è costituita parte civile sostenendo che cosa? Rappresentando il contrasto, quantomeno potenziale, tra gli obiettivi del sistema di tutela dei minori nel contesto dei più ampi obiettivi di tutela della salute pubblica e delle politiche sociali, che è una materia di primario interesse della Regione. Tra l’altro, gli articoli dello Statuto, il 6, il 9, il 71, che istituisce il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, la stessa legge regionale n. 14 del 2008, Norme in materia di politiche per le giovani generazioni, cioè c’è una potenziale lesione di una serie di interessi che la Regione intende perseguire e che ha codificato.

In seguito ai fatti contestati come accaduti a Rimini, se definitivamente accertati come accaduti, avremmo la violazione di queste disposizioni di legge. La richiesta quindi è molto semplice, si chiede se la Regione Emilia-Romagna intenda costituirsi parte civile nel procedimento penale indicato avanti il Tribunale di Rimini per i reati contestati nei confronti delle due persone imputate e, in caso negativo, di motivarne le ragioni.

Si chiede se quanto accaduto abbia determinato o meno una verifica da parte dei vertici dell’AUSL regionale sul servizio di tutela dei minori dell’AUSL di Rimini, e se siano stati adottati procedimenti disciplinari anche in via cautelativa e provvisoria, e, in caso negativo, di motivarne le ragioni.

Si chiede anche se di quanto accaduto sia stato informato il Garante regionale per l’infanzia nell’ambito delle proprie competenze e prerogative, e quali siano state le sue determinazioni in proposito.

Ultima domanda, quale sia in generale il giudizio dell’Amministrazione regionale su quanto accaduto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prego, vicepresidente.

 

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta: Grazie, presidente.

Gentilissimo consigliere, riguardo alla interpellanza in oggetto, in premessa si esprime anzitutto la più ampia condivisione circa la necessità di riservare una grande, continua attenzione rispetto al tema della tutela dei minori, come sempre è stato fatto da parte della Regione Emilia-Romagna mediante un forte impegno istituzionale, volto a potenziare e anche a qualificare il sistema dei servizi, i raccordi con il terzo settore dedicato e anche tutte le altre Istituzioni coinvolte.

Voglio ricordare sinteticamente alcune delle attività che ci hanno visto in questo mandato impegnati e ci vedono costantemente impegnati nella direzione di accompagnare i minori e le loro famiglie nei percorsi di sostegno, anche attraverso un intervento sempre più coordinato dei servizi competenti in materia.

Con la DGR n. 1444 del 2020 è stato istituito il tavolo regionale per l’avvio del percorso di qualificazione del sistema di cura e di accoglienza dei minori. Grazie a quel lavoro, al lavoro del tavolo a cui partecipano naturalmente le tante professionalità e i tanti settori e servizi coinvolti, è stato approvato l’atto di definizione e di approvazione delle indicazioni regionali per la strutturazione e il raccordo delle équipe territoriali di secondo livello di cui alla legge regionale n. 14/2008. Nello specifico, la delibera è la DGR n. 1627, che abbiamo adottato il 18 ottobre 2021, quindi l’anno scorso. Ecco, quella delibera prevede l’istituzione in tutta la regione dell’équipe di secondo livello, con il compito di coadiuvare e intervenire naturalmente nelle situazioni più complesse e di coadiuvare i servizi di primo livello nella gestione dei casi traumatici, anche con un board regionale di monitoraggio che abbia un ruolo di raccordo e anche di tendenza all’uniformità, nel senso di omogeneizzare in qualche modo il lavoro e i criteri attraverso cui il lavoro si svolge tra le diverse équipe, da un lato quella di primo livello, ma anche verso il territorio, per condividere le linee di intervento. Diciamo che questo è un passo avanti in più fatto verso la fine dell’anno scorso a seguito del copioso lavoro del gruppo che è stato instaurato.

Il sistema delineato tende a realizzare una modalità di presa in carico e di tutela dei minori e delle loro famiglie che assicuri la specializzazione delle competenze, ma anche la terzietà, naturalmente, degli interventi e il coordinamento tra le équipe di tutto il territorio regionale. Ad oggi sono giunti alla Regione tutti i progetti di attivazione delle équipe di secondo livello presso le AUSL ed entro novanta giorni dall’avvio di tutte le équipe sarà anche costituito questo board regionale deputato al confronto e al monitoraggio sulle attività realizzate. Il board regionale a un anno dall’avvio produrrà una relazione puntuale di verifica e segnalerà anche eventuali adeguamenti delle indicazioni operative di funzionamento di cui alla DGR n. 1627, che prima ho richiamato.

È proprio di questi giorni, peraltro, la proroga del lavoro di questo tavolo, che proseguirà la propria attività con l’obiettivo della qualificazione del sistema di accoglienza e cura di minorenni, anche in coerenza con le indicazioni delle Commissioni tecnica e politica, istituite, come sa, a seguito proprio delle vicende della Val d’Enza che lei prima richiamava.

Il 22 dicembre 2020 abbiamo firmato il protocollo d’intesa tra la Regione Emilia-Romagna, la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni, il Tribunale dei minorenni dell’Emilia-Romagna, il Centro per la giustizia minorile per l’Emilia-Romagna e per le Marche, in questo caso, il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza e l’Associazione nazionale comuni italiani per la promozione di strategie condivise e attività di raccordo e collegamento in materia di vigilanza sulle strutture residenziali per minori su tutto il territorio della regione, che sancisce, quindi, l’avvio di un nuovo sistema – anche questo era uno dei punti che erano emersi dal lavoro fatto precedentemente – di rilevazione dei dati quotidiani di ingresso e di uscita dalle strutture residenziali per minori che faciliti anche il lavoro di vigilanza.

A seguito della firma del protocollo è stato definito, in accordo tra tutti i firmatari, un data set di informazioni utili a registrare le presenze dei minori presso le strutture, con un aggiornamento (questo è importante) in tempo reale di ingressi e uscite, e descrizioni anche degli esiti dei periodi di accoglienza, rientro in famiglia, passaggio ad affidamento familiare, maggiore età, eccetera.

Questo aiuterà naturalmente a valutare meglio l’efficacia degli interventi di tutela messi in atto su questa così importante utenza. Al momento, sono in corso i test di questo sistema in collaborazione con i servizi, che naturalmente dovranno alimentarlo, per parti diverse, con le informazioni di cui dispongono. A breve approveremo anche un accordo, ai sensi della legge n. 241 del 1990, con l’Università di Parma, per la realizzazione del corso di specializzazione professionale “L’esperto giuridico in materia di infanzia e adolescenza, a supporto dei servizi sociali e sanitari territoriali” nel corso dell’anno 2022-2023. Questa figura che è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale nell’ambito di queste équipe territoriali e di secondo livello, anche assicurando l’integrazione delle competenze giuridiche con quelle sociali, psicologiche e naturalmente pedagogiche.

Ciò premesso, venendo quindi allo specifico delle questioni segnalate nell’interrogazione, si forniscono le seguenti informazioni. Per quanto attiene la posizione dell’AUSL Romagna rispetto ai fatti riportati nella interpellanza, la stessa ci ha fornito, su richiesta, informazioni comunicando – cito la risposta dell’AUSL Romagna – che “a seguito dell’istruttoria espletata dall’allora direttore sanitario dell’AUSL Romagna, nonché sulla base della documentazione agli atti, con particolare riferimento alle relazioni dei due consulenti d’ufficio investiti dall’autorità giudiziaria, l’azienda AUSL della Romagna ha ritenuto di non procedere all’attivazione dell’azione disciplinare, ritenendo, sulla base degli elementi di cui sopra, corretto l’operato del servizio, e che l’operato del tutore e del servizio sociale sono stati oggetto di minuzioso esame da parte della Corte d’Appello di Bologna e del giudice tutelare, chiamati a pronunciarsi sulle richieste della madre dei minori in affidamento, evidenziando che non sono mai emersi profili di negligenza degli operatori coinvolti o che non risulta in alcun modo che il servizio incaricato abbia mai agito in danno dei bambini o al fine di screditare la madre”, chiuse virgolette. Questa è la risposta che ci ha fornito l’AUSL Romagna.

Una delle domande dell’interpellanza riguardava invece la Garante, a cui pure abbiamo chiesto informazioni su questo caso. Per quanto riguarda la Garante regionale, la stessa ci ha comunicato di avere ricevuto lo scorso 18 maggio una segnalazione proprio dall’avvocato della mamma dei minori in questione e di avere quindi provveduto ad aprire un fascicolo e ad avviare un contatto con i segnalanti, anche al fine di organizzare un incontro diretto.

La nostra posizione, la posizione della Regione Emilia-Romagna, come è sempre in questi casi, a cui guardiamo con la massima serietà e attenzione, che è dovuta quando si tratta di assicurare il supremo interesse del minore, naturalmente è posizione di grande attenzione a questo caso e di rispetto per gli accertamenti giudiziari che sono in corso. La Regione naturalmente – non potrebbe essere diversamente – si riserva la possibilità di valutare la costituzione di parte civile anche in relazione agli sviluppi delle indagini in corso e agli eventuali profili di responsabilità che si potranno delineare.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Parto da quest’ultima risposta, vicepresidente. Per la costituzione di parte civile ci sono dei termini. Non è che può essere fatta a piacimento. E il termine ultimo è l’apertura del dibattimento, oppure la fase precedente, naturalmente, e anche l’udienza per disporre il rinvio a giudizio, che è già intervenuto. Quindi, io non so quando sarà la data del dibattimento, ma quella è la deadline. Poi, è vero che la Regione può anche dire: attendo il giudizio per vedere se verranno o meno condannati, però la mia riflessione è questa, e lei me l’ha confermata, perché lei ha speso, nell’espressione positiva del termine, quasi tutta la sua risposta elencando tutto quello che la Regione ha fatto al fine di migliorare questa materia, i rapporti fra famiglia e… Benissimo. Ma è proprio per questo che, laddove vi sono delle violazioni, in qualche modo vi è la necessità e anche il fondamento giuridico di intervenire, perché condotte contrarie contrastano con quello che voi state facendo, che ha ovviamente un costo, al di là dell’aspetto meramente materiale, persone, personale, risorse eccetera. Quindi, proprio per questo tutte le volte che si verificano delle deviazioni da un percorso di correttezza questo va a collidere con il superiore interesse che lei mi ha ricordato e che io avevo semplicemente richiamato nei suoi termini di base, che sono gli articoli dello Statuto e le leggi regionali di riferimento.

Il punto è che qui un vaglio di bontà dell’accusa c’è già stato, sennò non ci sarebbe stato un rinvio a giudizio. Nello stesso episodio di Bibbiano, pur con il clamore mediatico che si è verificato, la costituzione è avvenuta dopo, o quantomeno nell’imminenza dell’udienza. Cosa intendo dire? Che, grande o piccolo, tutte le volte che vi sono delle violazioni contestate... in questo caso è grave la elusione di un provvedimento giudiziale, disponendo una cosa contraria a quello che il tribunale aveva disposto, indipendentemente dal fatto che sia una persona, un bambino o siano 10 bambini, che sia un capo di imputazione o siano 90 capi di imputazione.

Ritengo quindi che l’atteggiamento di prudenza della Regione, che lei in qualche modo mi sta rappresentando, non sia giustificato, non sia giustificato proprio nell’ottica di salvaguardare tutti quei rapporti, famiglie, minori, che con le vostre azioni, che con il miglioramento, perché sicuramente Bibbiano ha insegnato tante cose insegnato, ha messo a fuoco tutta una serie di criticità... però per tutelare questo sistema occorre che vi siano interventi quando questi ovviamente hanno il loro presupposto. L’episodio di Rimini ha un presupposto preciso e legittima naturalmente questo tipo di posizione.

Non entro nel merito di quello che l’AUSL di Rimini ha risposto, ritengo che vi sia una posizione di comodo, quantomeno perché verosimilmente questo tipo di problematica non concerne le due persone, concernerà verosimilmente un sistema al cui interno queste persone si muovevano, quindi...

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Facci...

 

FACCI: Chiudo. Quindi, posso capire la risposta, pur non condividendola.

Per quanto riguarda il Garante, mi ha già risposto e la ringrazio, però approfondirò la questione perché se effettivamente la Regione, come lei dice, sta valutando, ci sono dei termini precisi e io ritengo che non debbano essere lasciati passare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

OGGETTO 5194

Interpellanza in merito al fabbisogno di risorse e di personale per le case della salute. A firma della Consigliera: Castaldini

(Rinvio)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’interpellanza n. 5194, a firma della consigliera Castaldini, in accordo con l’Assessorato è stata rinviata alla prossima data.

Abbiamo terminato, quindi, la fase delle interpellanze.

 

OGGETTO 5342

Comunicazione dell’assessore Priolo, ai sensi dell’art. 76 del Regolamento dell’Assemblea, su: “Informativa relativa ad emergenza siccità e crisi idrica”

(Continuazione discussione)

(Risoluzione 5342/1 oggetto 5371 - Presentazione, dichiarazioni di voto e reiezione)

(Risoluzione 5342/2 oggetto 5372 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo l’oggetto 5342 sull’informativa relativa all’emergenza siccità e alla crisi idrica.

Questa mattina erano prenotati a parlare la consigliera Pigoni e il Consigliere Occhi.

Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

La fine della primavera e questo inizio d’estate con poche piogge e temperature molto alte, ben superiori alla media del periodo, impone una seria riflessione. Un dato su tutti: il mese di maggio 2022 è risultato, con quello del 2003, il secondo più caldo dal 1961 ad oggi. Questi alti valori hanno aumentato notevolmente i consumi evapotraspirativi delle colture, mentre le temperature della prima metà di giugno sono state mediamente ancora superiori, con punte prossime ai massimi assoluti. Un fenomeno che chiaramente sta già provocando gravi ripercussioni a più livelli, a cominciare dalla portata dei nostri fiumi, già visibilmente diminuita. Nonostante le precipitazioni nella prima decade di giugno, infatti, sta continuando lo stato di criticità di tutti i corsi d’acqua regionali che mostrano un andamento idrometrico ovunque stabile o in diminuzione. Nel frattempo, ARPAE sta proseguendo ovunque i suoi monitoraggi, sta intensificando le attività per fornire un pieno supporto agli enti preposti alla gestione della risorsa idrica.

È una situazione che diventa, quindi, ogni giorno più complessa, anche per via della decrescente disponibilità delle scorte di acqua, destinate nel medio periodo ad esaurirsi. È un problema che sicuramente deve essere affrontato subito, in considerazione della previsione di una lunga stagione torrida che ci attende. Ad essere minacciati sono in particolare alcuni settori economici strategici della nostra regione, come ovviamente quello dell’agricoltura. A maggiore rischio sono soprattutto le coltivazioni agricole di pregio dell’Emilia-Romagna, proprio perché necessitano di un approvvigionamento idrico significativo. In tutta la pianura emiliana permane, infatti, un grave deficit idrico, con valori simili a quelli che solitamente si registrano in pieno agosto. Ad oggi l’acqua disponibile nei terreni rimane in generale molto inferiore alla norma. Qualche lieve e momentaneo miglioramento si è registrato solo nelle aree di Pianura Padana centrorientale interessate dai recenti fenomeni temporaleschi.

In questo contesto complicato una buona notizia è quantomeno rappresentata dal prossimo arrivo dal PNRR dei 355 milioni di euro per i Consorzi di bonifica. Stanno, inoltre, proseguendo gli investimenti del Piano invasi relativi alla programmazione 2018-2020, per un importo di 250 milioni di euro, attualmente al 65 per cento di attuazione.

Come prima risposta comune all’emergenza, tutte le Regioni italiane, visto che il tema non riguarda ovviamente solo l’Emilia-Romagna, hanno già chiesto a gran voce l’istituzione dello stato di emergenza nazionale per la siccità, invocando perlomeno qualche provvedimento strutturale. Mentre aspettiamo anche dal Governo una presa di posizione forte e pragmatica in questa direzione, soprattutto nel Nord Italia, molti Enti hanno già cominciato a muoversi con le prime misure di razionamento.

Anche se fortunatamente al momento in Emilia-Romagna non abbiamo ancora registrato un livello di allarme tale da mettere in discussione l’approvvigionamento dell’idropotabile, la situazione resta così allarmante anche a queste latitudini da aver spinto la nostra Regione per prima in Italia, già lo scorso 21 giugno, a dichiarare lo stato di crisi per gli effetti di questa siccità prolungata.

L’istituzione formale della cabina di regia, che dovrà monitorare passo dopo passo l’evolversi della situazione, cui hanno preso parte i gestori del Servizio idrico integrato e l’Agenzia interregionale per il fiume Po, è quindi un provvedimento logico ed urgente, che è stato giustamente adottato dall’assessore Priolo e dal presidente Bonaccini. Si tratta soltanto del primo passo, quello successivo dovrebbe essere per l’appunto la richiesta dello stato di emergenza nazionale, finalizzata ad ottenere risorse per l’assistenza alla popolazione e per interventi urgenti, quali la salvaguardia della riserva idropotabile e la protezione dell’habitat naturalistico, in particolare quello della fauna ittica.

Sono stati comunque già messi in atto da parte della nostra Regione accorgimenti importanti, che ci hanno permesso di accumulare acqua. Come ha giustamente ricordato nei giorni scorsi anche l’assessore Mammi, servono però altre risorse per investire in infrastrutture idriche, per costruire invasi al fine di conservare l’acqua quando è disponibile, per poterla poi utilizzare in periodi come questo.

La Regione a questo proposito ha già messo a bando 7 milioni di euro per gli invasi aziendali, ma occorrono anche invasi territoriali per aumentare sensibilmente la capacità di stoccaggio, utilizzando anche le importanti risorse del PNRR, che sono già disponibili. In modo particolare, serve accelerare le procedure per la costruzione della diga di Vetto, occorre quindi procedere celermente all’affidamento dello studio di fattibilità.

Sono in corso lavori per infrastrutture idriche per 250 milioni di euro, che supereranno i 350 milioni ancora grazie al PNRR. È necessario però snellire ogni burocrazia, per realizzare queste opere fondamentali in tempi brevi.

Il tema, a mio avviso, deve inoltre diventare una vera e propria priorità nazionale non solo per le ripercussioni nel mondo agricolo, ma anche per la popolazione in generale, che, a maggior ragione in questo delicatissimo periodo pandemico e di guerra, con le conseguenti difficoltà di approvvigionamenti, rischia di vedere impennati i prezzi di acquisto del cibo, oltre che vedere scarseggiare sugli scaffali dei supermercati alcuni generi alimentari di prima necessità.

La massima attenzione continua a riguardare comunque il livello del fiume Po, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento idropotabile di Ferrara, dove sono già state decise alcune misure emergenziali, e di Ravenna. Le criticità non si limitano, però, certamente solo a queste due province, bensì riguardano, come sappiamo, anche le Valli Taro e Ceno nel parmense e la Val d’Arda nel piacentino. Le azioni di reazione a questa grave situazione idro climatica devono essere coordinate ed efficaci. Bene quindi che l’ATERSIR abbia diffuso ai Comuni una sorta di ordinanza-tipo da adottare per limitare gli sprechi d’acqua e per tutelare le risorse idropotabili nel periodo estivo.

Questo modello di ordinanza è uno strumento operativo che l’Agenzia ha redatto e che i Comuni possono utilizzare, e ovviamente anche personalizzare, in funzione del grado di criticità e di specifiche situazioni del loro territorio.

Intervenire capillarmente a livello locale per un uso più consapevole e misurato di questa fondamentale risorsa credo sia un passo necessario e decisivo, insieme a una sensibilizzazione che coinvolga il maggior numero di cittadini anche attraverso apposite campagne di comunicazione. Dove si renda necessario, penso si debba procedere senza indugi a prevedere anche forme di limitazione dell’uso dell’acqua potabile ai fini extra domestici.

I cittadini infatti, hanno, come sappiamo, un ruolo strategico nel sistema idrico, poiché riducendo i consumi contribuiscono alla conservazione della risorsa.

Per ottimizzare l’utilizzo delle risorse a disposizione dal punto di vista strutturale ATERSIR sta continuando le attività previste dagli strumenti di programmazione per il miglioramento della rete, e ha candidato al finanziamento del PNRR interventi funzionali alla riduzione delle perdite idriche per un importo pari a 197 milioni di euro.

Anche sul fronte piscine pubbliche e parchi acquatici, ovviamente, il tema si fa più delicato e gli interessi confliggenti aumentano. La preoccupazione degli operatori di questi settori è alta, in quanto sono in cima alla lista dei possibili destinatari di restrizioni nei prossimi giorni: ipotesi di razionamenti d’acqua, o riduzione dell’orario, a detta degli imprenditori del settore, potrebbero rappresentare soluzioni insostenibili per la categoria.

C’è poi, ancora più preoccupante, il tema degli impianti sportivi dedicati al nuoto, che erogano indubbiamente un servizio pubblico molto importante, da tutelare. Si tratta infatti di impianti che si rivolgono anche ad un’utenza che ha un bisogno fisiologico di questa attività: penso alle persone fragili, ai disabili o agli anziani. La chiusura di queste piscine creerebbe indubbiamente anche un danno sociale.

Tutte le ricadute dell’emergenza siccità, come vediamo, andranno quindi attentamente prese in esame e monitorate nella loro complessità. Quindi, ovviamente, speriamo che questo sia soltanto il primo appuntamento per poterci poi ancora relazionare e capire di settimana in settimana come procedere.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Occhi, prego.

 

OCCHI: Grazie, presidente. Grazie, assessore Priolo, per la relazione.

Presidente Bonaccini, siamo in una tempesta perfetta: tempesta perfetta per l’energia, tempesta perfetta per l’idrico e per la scarsità d’acqua, tempesta perfetta che colpisce le nostre aziende, i cittadini e l’agricoltura. Abbiamo perso trent’anni, eppure i dati climatici li conoscevamo. Quello che doveva essere saputo trent’anni fa si sapeva trent’anni fa: il clima stava cambiando. Non sono stati fatti gli invasi e ora non è detto che questi invasi basteranno, perché la coperta è corta per tutti. Pensate che l’Adige, perfino l’Adige, non riesce a garantire le acque del Veneto e in Trentino-Alto Adige non riescono ad invasare completamente le dighe. Siamo indietro di vent’anni, trent’anni. La Diga di Vetto sarà forse realizzata tra quindici anni, vent’anni, se va bene. È ora di partire adesso.

A lei, presidente Bonaccini, riconosco il pragmatismo della Giunta, ma non basta aver capito, non basta essere pragmatici, adesso bisogna agire rapidamente. Esistono i fondi del PNRR, che sicuramente andranno ridistribuiti e ridisegnati perché ne stiamo già parlando, andranno recuperati fondi nuovi. Ci sono fondi nazionali sull’idrico dal 2018. Vanno utilizzati tutti. Vanno utilizzate tutte le possibilità che abbiamo, sicuramente, vanno snellite le procedure sui territori. Noi abbiamo da sempre detto questo: l’utilizzo dei fondi europei. Ne abbiamo parlato più volte. Sono state anche bocciate le nostre risoluzioni, una a firma del consigliere Pompignoli recentemente sull’utilizzo dei fondi e anche su un cambio di paradigma di quello che deve essere l’utilizzo dei nostri canali per la nostra agricoltura e per le nostre aziende. Questa volta non è subito all’ordine del giorno, ma qualcuno incomincia a parlare anche di preoccupazione per le acque per il consumo umano. Quindi, attenzione.

Abbiamo perso tempo in una deriva ambientalista che faceva distinzione tra piccoli e grandi invasi, “no, facciamo prima questo, facciamo prima quell’altro”, adesso siamo in forte ritardo. Dovremmo già avere adesso le opere, gli interventi che ci permetteranno tra quindici anni, troppo tardi, siamo arrivati troppo in ritardo e adesso soffriamo. Quindi, sarà necessario sicuramente un nuovo Piano di tutela delle acque molto coraggioso, sarà necessario lavorare sul personale, sulla semplificazione di tutte le procedure, coinvolgere le associazioni agricole, coinvolgere tutte le imprese, coinvolgere tutti i Consorzi di bonifica e gli EGATO. Sulla Diga di Vetto, assessore, avevo fatto la proposta, nella mia ultima interrogazione, di utilizzare anche gli enti d’ambito, i Consorzi di bonifica e anche l’Autorità di bacino per riuscire magari a fare prima, per esempio, le analisi geologiche prodromiche alle opere che vanno sicuramente. Noi abbiamo ancora ferma al Ministero la richiesta di fondi per la progettazione, ma sono tanti gli interventi che andavano fatti, sono quarant’anni che il Servizio idrico integrato chiede investimenti, chiede tutela anche per quanto riguarda gli acquedotti rurali, gli acquedotti montani, le aziende agricole in difficoltà con l’acqua, e spesso è stata fatta una politica del più e del meno, cercando di tirare la coperta da una parte o dall’altra. La coperta è corta, ormai il tempo è passato, serve davvero coraggio, serve davvero un nuovo slancio e credo che si possa anche parlare di riforma della Direttiva acque che in questa Regione tutti gli anni che facciamo la nostra sessione europea spero non sia solo carta straccia e che va a Bruxelles, e credo che la Regione Emilia-Romagna debba avere la forza di dire che questa Direttiva acque così come è concepita non si adatta più ai cambiamenti climatici, non si adatta più alle necessità della nostra Regione e del bacino padano.

Se vogliamo interrompere questo circolo vizioso, questa tempesta perfetta energetica, economica, idrica, che sta ricadendo sulle nostre imprese, sulle nostre aziende e sui nostri cittadini, dobbiamo agire subito in maniera forte e circostanziata con tutte le Regioni, anche chiedendo una riforma della Direttiva acque.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente.

Assessore, l’Emilia-Romagna ha dichiarato lo stato di crisi regionale per gli effetti della siccità prolungata. Questa decisione, che è stata assunta dalla cabina di regia per l’emergenza idrica e convocata con urgenza il 21 giugno, al di là degli articoli sui giornali, pone una questione profondamente politica, cioè che cosa ha portato di concreto nell’agire politico. ATERSIR, braccio operativo della Regione, ha predisposto e trasmesso ai Comuni un’ordinanza tipo, da adottare per limitare gli sprechi d’acqua e per la tutela delle risorse idropotabili nel periodo estivo, ma l’ordinanza ancora oggi, purtroppo, è a macchia di leopardo e le azioni della Regione sembrano tralasciare completamente i pozzi, sebbene questi rappresentino un fattore molto importante e non indifferente.

L’agenzia ha previsto un mix di sanzioni sia penali, sia amministrative. Questa informativa, però, credo che sia un’ottima occasione per avere un po’ di dati e poter fare riflessioni ad ampio raggio, come ho tentato di fare anche questa mattina. La dirigente dell’area idrica dell’ATERSIR ha dichiarato in questi giorni che dal punto di vista strutturale, oltre a continuare le attività previste dagli strumenti di programmazione per il miglioramento della rete, ATERSIR si è candidato al finanziamento del PNRR per un importo pari a 197 milioni di euro per interventi funzionali alla riduzione delle perdite idriche. Sono andata a rivedermi il rapporto valore/acqua per l’Italia 2021, dove emerge che in Emilia-Romagna il 31,2 per cento dell’acqua captata e immessa negli acquedotti viene dispersa per inefficienza del sistema. Non racconterò una storia, ma farò un esempio per visualizzare facilmente quanto sia grande questa percentuale si pensi di riempire tre bottiglie e di buttarne via una per intero senza utilizzarla.

Questa Regione, e nello specifico anche i colleghi della maggioranza, ha votato e approvato, a mia memoria nell’ottobre 2022, la proroga della gestione del servizio idrico fino al 31 dicembre 2027, senza, nello stesso frangente, temo, chiedere un aumento della performance, ma lasciando solamente la libertà di accedere ai fondi PNRR: un po’ poco, dico io.

Le domande che le pongo sono chiare, semplice e non utilizzerò certamente tutto il tempo: quante sono cioè le spese per investimenti negli ultimi dieci anni; quali i progetti finanziati dal PNRR, in quali territori e con quali risultati sperati; quali progetti sono pronti ma non finanziati con il PNRR.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, si è prenotato, ma non la vedo. Consigliere Mastacchi, le dispiace parlare prima del collega Taruffi? Consigliere Mastacchi, prego.

 

MASTACCHI: Grazie, presidente.

Intanto ringrazio l’assessore e la presidente per aver previsto questa discussione su un tema così importante che tocca oltre a settori come quelli ambientali e dell’agricoltura in modo particolare tutti noi.

Il tema siccità è di grande attualità, ma l’aspetto che va stigmatizzato è quello della scarsa lungimiranza, in generale, della politica, a prescindere dal momento storico particolare che stiamo vivendo. Va sottolineato chiaramente quello che stiamo vivendo al momento attuale. Il clima ha sempre avuto andamenti altalenanti che vanno dalla siccità alle alluvioni. Solo pochi mesi fa eravamo in quest’aula a parlare delle esondazioni nel modenese; oggi parliamo di siccità. Come in altri casi, la politica risponde quasi solo a seguito di emergenze in chiave ideologica e molte volte anche di contrapposizione, e quasi mai programmando azioni e investimenti di prevenzione di lungo periodo. Questo succede sulla viabilità, sulla tutela del territorio e sul dissesto idrogeologico. Per come stanno andando le cose negli ultimi anni, credo sia il caso di partire dal presupposto che non si tratta più di emergenza, ma di un trend del quale dobbiamo tenere conto. Il fatto di emanare provvedimenti emergenziali per sopperire alla situazione di crisi va benissimo; ma parallelamente si dovrebbe cominciare a pianificare un’attività strategica per la realizzazione di infrastrutture idrauliche che consentano un migliore utilizzo della risorsa acqua, laddove l’acqua nasce, cioè in montagna. Benissimo la lunga serie di investimenti elencati stamani dall’assessore, ma non bastano. Sono in gran parte interventi che verranno realizzati in pianura e ben pochi – ho sentito – in montagna. Si cita solo genericamente di un fantomatico Piano invasi statale, ma siamo ancora in una generica dichiarazione di intenti, mentre il problema sta avanzando senza tenere conto dei tempi della politica. La natura fa il suo corso e purtroppo quello di intervenire a valle di emergenza è un limite della politica, come ho detto prima. La politica si muove per risolvere problemi solo quando questi hanno già fatto danni e quasi mai interviene in chiave preventiva.

Una logica dalla quale si dovrebbe uscire è quella della contrapposizione ideologica, piuttosto di chi sostiene un tipo di intervento rispetto ad un altro. L’esempio classico è quello dei piccoli invasi versus i grandi invasi, anziché valutarli assieme come un sistema integrato e, quindi, non che uno escluda l’altro. Faccio un esempio. Più di cento anni fa qualcuno molto lungimirante aveva previsto di realizzare la Diga di Vetto, un invaso che avrebbe consentito di stoccare alcuni milioni di metri cubi d’acqua, che viene buttata durante i lunghi mesi invernali e che sarebbe molto preziosa durante l’estate, in momenti come questi in cui stiamo parlando oggi. Anche nel bolognese, a Castrola, nell’Alto Reno, era prevista la realizzazione di una diga, ma anche in questo caso prevalsero logiche ambientalistiche, a discapito dei valori ambientali, quelli veri. Oggi si dice che per fare una diga servono più di dieci anni. Ma se non cominciamo mai, mai risolveremo il problema. È necessario – lo sottolineo ancora una volta – prevedere un sistema integrato che vada dai grandi invasi per trattenere l’acqua nei periodi dell’anno quando c’è abbondanza, per poi rilasciarla quando c’è la necessità, come in momenti come quelli attuali, staccandola poi nei piccoli invasi diffusi sul territorio a servizio dell’agricoltura.

Sul tema della qualità dell’acqua prelevata dal Po per irrigare sarebbe il caso di aprire una parentesi, ma non è questa la sede, perché oltre al tema della quantità c’è anche il tema della qualità dell’acqua per irrigare un’agricoltura di qualità. Un approccio di questo tipo consentirebbe, oltre a risolvere i problemi della siccità e dell’agricoltura, anche di avere nuove fonti energetiche veramente rinnovabili, pulite, come l’idroelettrico, che contribuirebbe a dare un grande apporto al raggiungimento degli obiettivi sfidanti che la Regione si è data. Credo, quindi, sia opportuno che debba essere la Regione per prima a farsi carico di un suo Piano invasi, prima ancora dello Stato, per dare un segnale forte in questa direzione, segnale finalizzato a risolvere il problema della siccità, da un lato, e della produzione di energia elettrica, dall’altro. Anziché parlare di argini quando i fiumi in pianura esondano o di fonti di energie alternative quando a valle di eventi bellici o di speculazioni internazionali le aziende e i cittadini vanno in difficoltà, si dovrebbe agire guardando avanti, prevedendo interventi integrati che vadano nella direzione di risolvere il tema a tutto tondo e non solo ad onde alterne di questa o di quella emergenza.

Credo quindi che sarebbe necessario un cambio di passo dal punto di vista della programmazione ambientale, energetica e di tutela del territorio, passando da un approccio emergenziale di intervento sui problemi aperti ad un approccio di lungo periodo, che preveda una pianificazione di un’attività di manutenzione e di realizzazione di interventi preventivi.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Fabbri, prego.

 

FABBRI: Grazie, presidente. Buon pomeriggio.

Innanzitutto l’auspicio è che la pioggia possa arrivare, ma che non crei troppi disagi e disastri. Oggi ho apprezzato sia l’informativa dell’assessore che gli interventi di molti colleghi, che hanno messo al centro quello che sicuramente è un fatto ormai ineludibile, che è il cambiamento climatico, ma anche la disinformazione di chi ancora oggi lo nega, e ho apprezzato l’approccio condiviso con cui si riconosce questo fenomeno, perché fino a pochi anni fa non era così nemmeno in politica.

Se un anno fa parlavamo di acqua alta in piazza San Marco, oggi siamo qui a parlare di siccità, di scioglimento dei ghiacciai, d innalzamento dei mari, tutti fenomeni che non sono per nulla naturali ma che sono il segno di questi cambiamenti in atto, ed è per questo che credo che, oltre a denunciare la siccità come un vero e proprio dramma, serva da un lato fare investimenti, come stiamo facendo in questa Regione, chiedendo anche semplificazione amministrativa, dall’altro spingere molto di più sulla buona prassi.

Su questo tengo di nuovo a tornare, perché, a differenza di altre Regioni del Nord Italia, noi abbiamo tassi significativamente inferiori in alcuni territori, dove magari ci sono anche dei macro aggregati, dei gestori che hanno dimensioni tali da permettere taluni investimenti (questo va evidenziato, poi ci tornerò), ma più in generale anche il tema della maggiore accortezza nell’uso di questa preziosa risorsa va di nuovo in qualche modo rimarcata.

Nel poco tempo che mi rimane, tenevo anche a fare un accenno a quelli che sono gli effetti sulla biodiversità.

Nel territorio da cui provengo, quello del Delta del Po, è in atto una risalita importante del cuneo salino. Tengo anche ad evidenziare come l’assessorato, e lo ha ben evidenziato anche nell’informativa, si sia mosso con largo anticipo con monitoraggi che oggi, perlomeno in questo momento non mettono a rischio il servizio idropotabile, essendo ancora sopra quello che è il livello minimo. Questo lo dobbiamo evidenziare ancora una volta.

Come Partito democratico abbiamo presentato una risoluzione che naturalmente conferma alcuni degli impegni su cui è stato anche relazionato oggi nei confronti del Governo, ma ci impegna tutti, come Assemblea, anche nell’ambito della revisione del Piano di tutela delle acque di cui sicuramente dopo il piano rifiuti parleremo a impegnarci in questo scenario.

Anche sui temi dei nuovi investimenti sappiamo che il PNRR ci dà delle importanti opportunità, così come la definizione di un piano che si fa, all’interno anche di quello nazionale, relativo a invasi, soprattutto quelli di piccola dimensione aziendale a favore delle singole aziende, che è importante. Così come non meno importante è anche il ruolo dell’innovazione, dell’agricoltura: ci sono sistemi molto evoluti in Paesi come il Libano, come Israele, sistemi cosiddetti a goccia, che permettono un’agricoltura idratata al meglio.

Io credo che questo sia davvero uno sforzo collettivo, che coinvolge anche tutte le famiglie emiliano-romagnole italiane, perché davvero con uno sforzo allargato si possono risparmiare decine di litri per famiglia all’anno.

All’interno di questo, quindi, tutti i settori sono coinvolti, anche il turistico, anche il ricettivo. Anche qui chiediamo, all’interno dell’alberghiero, degli stabilimenti balneari, che ci sia maggiore attenzione nelle progettualità, così come stiamo facendo in campo energetico, sollecitando tutto il mondo, tutte le attività produttive in questa direzione, perché sicuramente è importante realizzare studi di fattibilità, progettazioni, previsioni, così come si sta facendo, però è altrettanto importante fare anche quel salto culturale che ci permetta di raggiungere questo obiettivo comune.

Chiudo questo mio intervento ringraziando dell’occasione che abbiamo avuto oggi di confronto perché, al di là di alcune diverse posizioni, ci ha accomunato il riconoscimento di quello che è uno stato di fatto, un fatto culturale, che non è più definibile da nessuno come fake news, così come anche importanti capi di Stato hanno fatto in questi anni, ma è un fenomeno reale, che noi dobbiamo continuare ad affrontare con la serietà che ci contraddistingue.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Intanto volevo ringraziare l’assessora Priolo per questa informativa e per la discussione che ha originato, ma anche per la puntualità con la quale risponde alle sollecitazioni in aula e in Commissione che le portiamo su questo tema, così come su altri che fanno riferimento alle deleghe del suo Assessorato.

Guardate, a questa discussione che riguarda un tema così delicato e così importante per la nostra regione, ma non solo per la nostra regione, per il nostro Paese, perché il tema di cui discutiamo ha evidenti ripercussioni non solo a livello regionale, ma coinvolge tutto il Paese, io credo non ci si possa approcciare senza fare un passaggio chiaro rispetto al tema più generale, che è il tema, però, centrale dei nostri tempi purtroppo, che è ovviamente quello dei cambiamenti climatici. La siccità di cui siamo vittime in questo periodo e di cui il nostro territorio soffre non è che una delle tante conseguenze di un problema che ormai non è possibile evitare e non è possibile archiviare, come ha detto giustamente il consigliere Fabbri prima di me, tra quelle che sono state spacciate in passato come fake news, pure alimentate da alcuni importanti e prestigiosi ruoli, come chi ha guidato gli Stati Uniti d’America sino a qualche mese fa. Ricordiamo che da quella postazione il presidente, l’ex, per fortuna, presidente Trump in più occasioni ha messo in discussione l’esistenza stessa dei cambiamenti climatici, alimentando una serie di discussioni del tutto fuorvianti rispetto alla realtà e alla drammaticità della realtà che stiamo vivendo. Insomma, non si può più discutere se ci saranno o meno i cambiamenti climatici, il punto, che viviamo tutti i giorni, è come le Istituzioni e i Governi a tutti i livelli si approcciano e quali politiche mettono in campo per provare ad arginare un problema gigantesco che riguarda l’intera società.

Sulle misure di contrasto, non solo sul tema specifico, ma più in generale sulle politiche che si devono mettere in campo, credo debbano essere spese parole chiare. Oggi parliamo del tema della siccità, di come approvvigionare, di come garantire alle nostre imprese, alle famiglie, a tutto il sistema sociale questa importantissima risorsa, ho sentito nella discussione di questa mattina e di oggi pomeriggio che tanti hanno fatto riferimento al tema degli invasi, a come predisporre nuovi invasi anche nel nostro territorio regionale, su questo arriverò, perché ovviamente non voglio eludere il tema, però io penso che prima dobbiamo dirci un’altra cosa, cioè che sulla risorsa più importante, l’acqua, il bene comune per eccellenza, sull’utilizzo di questa importantissima e fondamentale risorsa forse due parole in più le dobbiamo e possiamo spendere, perché è del tutto evidente che, anche a partire da alcuni elementi che ho sentito poco nel corso di questa discussione, abbiamo un tema gigantesco, che è la dispersione dell’acqua nella rete idrica.

Sappiamo che mediamente in Italia tra il 35 e il 40 per cento dell’acqua che viene captata e distribuita attraverso il Servizio idrico integrato viene disperso per i problemi che hanno le reti idriche, per i problemi acquedottistici, per la vetustà degli acquedotti. Io credo che su questo e sulla necessità di evitare questa dispersione dovremmo condurre una battaglia unitaria e chiedere ai soggetti che oggi gestiscono il Servizio idrico integrato in Emilia-Romagna, così come in Italia, di investire sulla manutenzione della rete idrica, perché sappiamo che sono società che fanno proventi molto importanti e, siccome sappiamo che il Servizio idrico in quanto tale non genera di per sé grandissimi profitti, ma quelle sono multi utility che hanno il proprio business, servizi che generano profitti molto importanti, credo che dobbiamo chiedere a quelle società, soprattutto alle società gestite anche da soggetti pubblici e dai Comuni, di destinare quote importanti e sempre maggiori alla manutenzione, perché la manutenzione, come sempre, non si vede, ma è quella che dà gli effetti più importanti. Ovviamente il tema non si risolve certo solo riducendo la dispersione nella rete idrica. C’è un tema di utilizzo dell’acqua, che va posto, non solo negli usi domestici ma anche in quelli industriali, ma bisogna aprire – stamattina era presente anche l’assessore Mammi – in agricoltura. Dobbiamo cominciare a dire che esistono delle colture che necessitano di quantitativi di acqua che forse non siamo più in grado di garantire e di continuare a sostenere. Su quali colture indirizzare l’agricoltura, ad esempio, della nostra Regione, ma non solo, è una discussione che non possiamo più rinviare. La realtà ce lo impone, non tanto perché lo dica qua io, ovviamente, o qualcuno di noi. È una discussione che ha a che fare con la realtà e li dobbiamo provare a intervenire.

Chiaramente, indirizzare verso un uso più consapevole l’utilizzo che facciamo a livello domestico in agricoltura, indirizzare verso un diverso modello, un diverso assetto l’industria chiaramente è una parte importante che ovviamente non può e non deve far venir meno, però, l’altro aspetto del quale ci dobbiamo occupare. Ha a che fare, in diversi lo hanno sottolineato, con il modo in cui garantiamo un approvvigionamento costante durante tutto l’anno e quali misure mettiamo in campo, il tema quindi degli invasi.

Su questo, alcune opere sono state fatte nei decenni, nel secolo scorso, molto importanti, nella nostra Regione, che oggi garantiscono una regolamentazione del flusso delle acque che ci sta consentendo di affrontare questa crisi in modo non uniforme sul territorio regionale, perché alcuni territori sono in una condizione diversa da altri. Quelle opere sono state importanti e sono molto importanti, ripeto, per il sistema di regolazione delle acque. Non c’è un tabù, quindi, non ci possono essere tabù quando si discute di questi temi. Chiaro è che un conto è immaginare piccoli invasi, che magari possono essere utilizzati anche a livello aziendale, delle aziende, delle imprese, dei distretti di cui è disseminato il nostro territorio regionale; altra cosa è pensare a nuovi grandi invasi, che peraltro sarebbero in contrasto non solo e non tanto con le politiche regionali, ma anche con quello che viene definito a livello nazionale ed europeo. Io credo che noi su questo livello di discussione dobbiamo e possiamo assestarci.

Io credo, quindi, che non sia utile continuare a riproporre la realizzazione di grandi... di disseminare la regione ‒ diciamo così ‒ di grandi invasi, pensando di risolvere il problema, senza mettere in discussione quello che ho detto prima, cioè un nuovo e diverso utilizzo e una nuova e diversa consapevolezza nell’utilizzo della risorsa idrica. Certo, gli invasi non si possono non fare, non si possono non prevedere, non si può evitare di fare quella discussione, ma allo stesso tempo non possiamo nemmeno pensare che la risoluzione del problema sia realizzare nuovi grandi invasi che di per sé possano risolvere il problema, se non collegando questi interventi, queste misure con quel lavoro più complessivo che dicevo prima.

Lo dico perché, in chiusura, visto che il tempo è scaduto, non vorrei che continuassimo o almeno una parte di noi continuasse a cullare l’illusione che esiste una soluzione sola con la quale poter risolvere un problema complesso. Come anche qualcuno ha scoperto negli ultimi giorni, ma va sempre bene, non esistono risposte semplici a problemi complessi. Siccome quello di cui parliamo è un problema complesso, molto complesso, cullarsi nell’idea che, con una soluzione semplice, un grande invaso, due grandi invasi, si possano risolvere problemi complessi che hanno a che fare più generalmente con il sistema di regolazione delle acque e l’utilizzo della risorsa primaria del bene comune per eccellenza, come l’acqua, possa essere una risposta che di per sé risolve tutto, se non mettendo in discussione tutto il sistema, anche produttivo, di modalità, di produzione e di consumo che abbiamo nella nostra società.

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

 

PRESIDENTE (Zamboni): Nessuno chiede di intervenire? No.

Sono pervenute due risoluzioni: la n. 5342/1, risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per accelerare l’adozione di misure di mitigazione della carenza idrica in Emilia-Romagna, a firma dei consiglieri Rainieri, Rancan, Occhi, Liverani, Bargi, Bergamini, Pelloni, Montevecchi, Stragliati, Pompignoli, Facci e Catellani, e la n. 5342/2, risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire l’interlocuzione con il Governo affinché venga dichiarato lo stato di emergenza nazionale, a firma dei consiglieri Fabbri, Daffadà, Rontini, Caliandro, Costi, Costa, Bulbi, Maletti e Pillati.

Prima di passare al dibattito su queste due risoluzioni, ridiamo la parola all’assessora Priolo per la replica.

 

PRIOLO, assessora: Magari è anche utile per la discussione che farete dopo.

Intanto, come ha detto anche il consigliere Taruffi, ringrazio anch’io per questa discussione, che mi pare abbia evidenziato in maniera trasversale e in maniera molto chiara come – io lo prendo come uno spunto di lavoro sul futuro Piano di tutela delle acque che dovremo approvare in questa sede – ci sarà una discussione ricca e approfondita, anche perché è dal 2005 che non approviamo il nuovo Piano di tutela delle acque, quindi sarà un nuovo strumento e un nuovo piano di lavoro, spero approfondito, come sta capitando in occasione di questo Piano dei rifiuti che stiamo discutendo in questi giorni in Commissione.

Partirei dalle considerazioni che faceva il consigliere Rancan questa mattina, quando citava la necessità di intervenire sul DMV e sulla possibilità che noi abbiamo di essere più elastici quando avvengono episodi come quello che stiamo vivendo dal punto di vista anche degli interventi e della capacità di intervento. Tecnicamente non si chiama neanche più DMV. Questo lo voglio sottolineare, perché è una piccola distinzione, ma ha molto a che fare con la discussione di oggi, perché si parla di deflusso ecologico. Questo perché il DMV come tecnicamente detto in realtà insiste sulla capacità di mantenere non soltanto l’habitat in superficie, ma anche il sottosuolo. Quindi, è un sistema molto complesso, quello di cui stiamo discutendo oggi, ed è nella consapevolezza da parte di tutti.

Vorrei fare alcune considerazioni in chiusura, però, rispetto a una fotografia che è necessario che noi cristallizziamo su quello che è lo stato dell’arte in questo momento della nostra regione perché, come ho detto questa mattina, oggi il malato speciale è il Po. Allora, siccome si parla di Piano invasi e poiché noi andremo alla rivisitazione non soltanto del nostro, ma anche di quello nazionale, quando sono stato in Conferenza Stato-Regioni una settimana fa la mappa di calore che ci ha fatto vedere il Dipartimento di Protezione civile di quella che è la situazione meteo-idro-climatica faceva vedere come tutto il Nord Italia fosse in questa situazione emergenziale, probabilmente senza precedenti dal punto di vista dell’ambito, e in quella sede ho detto che, esattamente come sulla qualità dell’aria, è necessario fare ragionamenti di Bacino padano anche per quanto riguarda il tema delle acque, perché noi siamo una Regione di valle per il Po, il Po deriva tutti gli anni 20 miliardi di metri cubi di acqua e di questi 20 miliardi l’Emilia-Romagna ne deriva 1,2 miliardi. Tutto il resto non lo deriva la nostra Regione, che deve fare e sta facendo di necessità virtù.

Non basta, l’ho detto questa mattina, gli interventi che stiamo facendo sono interventi importanti, ma vorrei farvi presente che il Po è alimentato dai grandi laghi, che non sono qua in Emilia-Romagna, dal Lago di Garda, dal Lago di Como, Dal Lago Maggiore, dal Lago d’Iseo, dal Lago di Idro, e solo il Lago di Garda è un lago da 500 milioni di metri cubi d’acqua. Questo per dire che, quando facciamo un’analisi, e dovremmo fare un’analisi puntuale di cosa significherà lavorare nel nostro Piano di tutela delle acque e lavorare su un vestito che deve essere adatto per le esigenze e il fabbisogno dell’Emilia-Romagna, dobbiamo tenere in considerazione anche la caratteristica dell’intero Bacino del Po, tant’è che la nostra Autorità di distretto finalmente anche in Emilia-Romagna ha messo insieme le tre Autorità. Voi sapete che da questo punto di vista erano tre le Autorità di distretto che lavoravano alla pianificazione e programmazione degli interventi.

Dico questo perché è vero che gli investimenti fatti nel passato, anche con coraggio, come è stato detto, Ridracoli da una parte, ma noi abbiamo il bacino di Suviana, Mastacchi ogni tanto mi ricordo la diga di Castrola, però penso che adesso abbiamo un lavoro da fare su quella di Pavana. Noi dobbiamo recuperare anche quello che c’è e che ci può ridonare capacità di uso plurimo delle acque.

Noi abbiamo un progetto nel PNRR sulla cassa di espansione del Secchia che come valore aggiunto ad uso plurimo delle acque sarà a fini irrigui in estate e ad uso di laminazione in inverno. È vero che nell’analisi di quello che è il fabbisogno, se uno oggi fa una fotografia oggettiva – l’ho detto in Commissione e lo ripeto qua – abbiamo tutto il reticolo idrografico dell’Enza, che è quello che oggi ha meno infrastrutture rispetto a tutta la regione Emilia-Romagna. Per cui noi, esattamente facendo un’analisi puntuale di quello che è il fabbisogno che noi abbiamo e avremo, dovremo, in linea con la direttiva delle acque… Il consigliere Occhi suggerisce di cambiare la direttiva delle acque, che in realtà, guardate, da questo punto di vista ci consegna la necessità di avere uno stato buono della qualità delle acque, che è fondamentale e ci riconsegna, come obiettivo, quello di arrivare alle grandi infrastrutture quando è dimostrato che esiste il fabbisogno, che è quello che noi dobbiamo andare a fare.

È un lavoro quindi estremamente utile e interessante. Ma gli investimenti di cui vi parlavo stamattina, sul Piano invasi che è al 65 per cento e sugli investimenti del PNRR, ridoneranno all’Emilia-Romagna questa capacità da 75 milioni di metri cubi.

Ora, rispetto a tutto ciò di cui stiamo dicendo questo vuol dire essere in una prospettiva di posizionamento che ci riconsegna una situazione ulteriore di stabilità.

Oggi, dal punto di vista idropotabile nonostante il Po sia in queste condizioni, noi siamo in una situazione ovviamente attenzionata, e da questo punto di vista, lo dico alla consigliera Castaldini, se dovremo prendere altri provvedimenti, sicuramente ci sarà anche quello relativo ai pozzi. Stiamo provando a lavorare in maniera stratificata, e per approssimarsi di stati successivi eventuali di crisi idro-climatica.

Parlavo di questi investimenti, dal punto di vista degli invasi, dal punto di vista della capacità della nostra Regione di essere più resiliente, insieme a quelli del servizio idropotabile. La consigliera Castaldini me l’ha voluta tirare, quindi rispondo a questa sollecitazione non volentieri, di più: quando questa Assemblea ha approvato l’emendamento per prolungare i contratti dei servizi idrici integrati di questa Regione, posizionandoli dopo il PNRR, non solo ha fatto una scelta saggia, ma ha fatto una scelta che ha portato la Regione a vincere anche in Corte costituzionale contro l’impugnativa del Governo. Questi dati ci dimostrano che questi interventi sono non solo utili ma necessari, perché non possiamo perdere la candidatura di questi 40 progetti del PNRR perché mi scadono i contratti di servizio in questo momento.

Abbiamo bisogno di andare avanti in questa direzione. Laddove gli investimenti sono stati fatti, e parlo di Rimini, lo stato di perdite di rete sono al 22 per cento, quindi sono sotto la media regionale e sotto la media nazionale. Questi investimenti e questi gestori quindi evidentemente riescono a portare a casa dei risultati che sono un’eccellenza, in questo momento.

È finita? No, perché questi ulteriori investimenti rispetto al posizionamento che ci chiede ARERA devono crescere. Ora, il metodo ARERA ci consegna questo calcolo delle perdite di rete che ci posiziona al 30 per cento; con il metodo ISTAT saremmo al 25 per cento. Ma posizioniamoci su quello peggiorativo, perché dobbiamo migliorarci. Quindi, da questo punto di vista sicuramente sarà utile. Nel frattempo, lo dico alla consigliera, sono stati fatti più di 1,7 miliardi di investimenti in Emilia-Romagna sull’idrico. Dicevo che non partiamo da zero. È vero che non partiamo da zero. Se è in emergenza la Lombardia, che ha i laghi di cui vi parlavo prima... Lago di Como, 450 milioni di metri cubi. Lago di Garda... Confluiscono tutti nel Po. Non vanno da un’altra parte. Noi riusciamo, con la situazione che abbiamo, ad essere anche virtuosi, volendo. Perché in Romagna i sistemi a goccia, proprio perché noi avevamo una difficoltà, che è stata superata con il canale emiliano-romagnolo, si sono professionalizzati e specializzati.

Questo non significa che l’agricoltura non debba ulteriormente sviluppare e migliorare i suoi modelli. È necessario, per quello che dicevo prima. Siamo una regione di valle, quindi dobbiamo continuare nel miglioramento dell’efficienza.

Certo, abbiamo alcuni ambiti, come quello della montagna parmense, che sono delicati. Ed è lì che vanno fatti gli investimenti. È per quello che Montagna 2000 deve continuare a fare gli investimenti, che diversamente nel 2024 sarebbero cessati, sempre per il discorso di cui sopra. Oggi, invece, c’è discontinuità di rete in quegli ambiti, perché in Appennino, ovviamente, è più complesso. Quindi, noi abbiamo bisogno di portare a casa un risultato migliorativo e aggiuntivo rispetto allo stato dell’arte.

Quindi, che dire? Ci verrà riconosciuta l’ordinanza nazionale di Protezione civile? Io credo di sì. La discussione in questo momento in Conferenza Stato-Regioni è stata positiva, la settimana scorsa. C’è la consapevolezza della situazione.

Guardate, questa mattina dicevo che è necessario che i vari Ministeri si parlino tra di loro, e non solo in modo verticale con noi. Il Piano invasi è finanziato dal MIMS. Il Piano irriguo è finanziato dal MiPAAF. Dopodiché, su alcuni interventi interviene il MiTE. Credetemi, quando le velocità sono differenziate tra i Ministeri stessi è complicato. Quello che ho chiesto in Conferenza Stato-Regioni è che questa cabina di regia ponga al centro dell’attenzione anche alcuni provvedimenti che io ieri ho chiesto di snellire. Sono d’accordo che bisogna snellire, soprattutto per fare in modo che gli investimenti del PNRR giungano a buon termine.

Si può fare in tempi di pace? Noi stiamo provando ad accelerare questi provvedimenti chiedendo, sia per la parte espropri che per la parte PAUR, di accorciare questi tempi. In questo momento ci vengono consegnati dalla normativa nazionale, non da quella regionale. Per cui, laddove possiamo intervenire noi lo facciamo, laddove siamo in competenza esclusiva dello Stato non lo possiamo fare.

Io spero che ci vengano riconosciuti gli interventi sulla riduzione del rischio residuo, perché abbiamo candidato quattro interventi, due sul Canale Emiliano-Romagnolo, che hanno già la progettazione esecutiva, ma che per i tempi di realizzazione non potevano essere coincidenti con la scadenza dell’estate del 2026. Ma questi interventi del valore di 12 milioni, se ci vengono inseriti all’interno dell’emergenza nazionale di protezione civile, a quel punto possiamo inserirli come rischio residuo, e a quel punto riusciamo a fare sia il PNRR che questi interventi sul Canale Emiliano-Romagnolo, perché siamo a un buono stato di progettazione. Abbiamo chiesto di inserire anche il Canale della Spelta, che in questo momento ha bisogno di un intervento molto importante.

È un po’ vero che anche a livello nazionale c’è questa tendenza a lavorare in emergenza e non in programmazione e pianificazione. Questa mattina la consigliera lo diceva sul dissesto del suolo e io questo lo sottolineo, perché io sulla difesa del suolo ricevo più risorse dal Dipartimento di Protezione civile con le ordinanze che dal MiTE con i soldi di programmazione e pianificazione. Credo che questo paradigma necessiti di essere capovolto. Quindi, questo è fondamentale e da questo punto di vista è assolutamente condivisibile rispetto a quello che state dicendo.

In maniera costruttiva, però, secondo me, c’è la possibilità di fare un lavoro condiviso, con una fotografia puntuale di tutti gli ambiti territoriali, di quelle che sono le specificità degli ambiti territoriali, perché quando questa mattina parlavo delle pianificazioni che si legano l’una all’altra io non credo che sia una questione di posizionamento ideologico rispetto ai cambiamenti climatici, ma è necessaria la consapevolezza che sono un ecosistema che si regge in maniera reciproca sulle varie azioni. Se non si interviene sulla qualità dell’aria in maniera importante, è evidente che quello che sta avvenendo nel bacino padano, che è quello che è più caldo in Italia, diventerà sempre più un’evidenza. Quindi, ci vuole un approccio integrato. Nel Piano rifiuti parliamo di un approccio circolare. Ci vuole anche su questi temi, per fare in modo che in maniera costruttiva si leggano e si leghino ad un nuovo modello di sviluppo del nostro territorio che fa della parola “sostenibilità” non un approccio demagogico ma, come avete detto più volte, un approccio concreto e anche di definizione di modelli.

Chiudo sull’idroelettrico. Questa crisi ha visto una diminuzione della produzione idroelettrica nelle regioni del nord del 39 per cento, da indagini de IlSole24Ore di due giorni fa, nelle prime due settimane di giugno, quindi è vero che questa crisi, come è stato sottolineato dal punto di vista idrico, intercetta anche quella energetica.

Noi abbiamo soltanto un 4 per cento della produzione sostenibile da idroelettrico, probabilmente proveniva tutto da Isola Serafini, che ha una centrale a 80 megawatt che in questo momento è ferma, non lo dà come alert dal punto di vista dell’approvvigionamento del sistema elettrico, perché comunque è una centrale importante, la più importante ad acqua corrente sui fiumi, la più importante d’Italia e una delle più importanti in Europa, però è evidente che anche il sistema idroelettrico ha una sua interrelazione con la capacità di conservazione della risorsa idrica, perché nel campo delle centrali termoelettriche serve per gli impianti di raffreddamento e nel caso delle centrali idroelettriche per il rilascio dell’acqua e quindi per la produzione di energia.

Sono quindi temi molto complessi, che vanno guardati nella loro interezza. Abbiamo lavorato in maniera proficua anche alla legge sull’idroelettrico, per cui sappiamo qual è la capacità della nostra Regione. Quando lavoreremo ad invasi nel futuro la parola d’ordine dovrà essere “uso plurimo delle acque”, uso plurimo. Noi non possiamo pensare all’uso irriguo, se non pensiamo a quello idropotabile, se non pensiamo a quello idroelettrico, l’uso plurimo è una visione win-win, che ci riconsegna l’Europa e ci riconsegna anche il PNRR, e che ci consentirà probabilmente di guardare a più obiettivi contemporaneamente.

Vi ringrazio per l’attenzione.

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessora Priolo.

Ritorniamo quindi alle due risoluzioni, ne ha già letto i titoli la collega Zamboni, la risoluzione n. 5342/1, a prima firma Rainieri, e la risoluzione n. 5342/2, a prima firma Fabbri.

A questo punto apriamo le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni, dichiarazioni quindi di voto congiunte. Ricordo che ci sono cinque minuti a Gruppo.

Chi si iscrive a parlare? Consigliere Rainieri, prego.

 

RAINIERI: Grazie, presidente.

Ho ascoltato attentamente la discussione di stamattina e di oggi pomeriggio.

Su alcune questioni siamo assolutamente d’accordo; su altre magari un po’ meno. Voglio ripercorrere quello che è stato ricordato oggi.

Si è parlato di cambiare le colture, si è parlato dei Consorzi di bonifica, si è parlato delle tubature che perdono chi dice il 30, chi dice il 40, chi dice di più. Si è parlato di tante cose. Poi però ci dimentichiamo – forse dirò delle cose ovvie, ma molto spesso le cose ovvie sono quelle più importanti e più difficile da realizzare – che noi siamo in Emilia-Romagna. Siamo in Emilia-Romagna, dove abbiamo il più alto tasso di DOP, dove abbiamo un territorio che ci permetterebbe non dico di essere autosufficienti, ma di essere molto sufficienti sulla gestione delle acque; dove abbiamo particolarità e tipicità del nostro territorio molto differenti da quelle della provincia di Piacenza o della provincia di Rimini.

Chi parla quindi dovrebbe sapere che a Piacenza, Parma e Reggio sostanzialmente, c’è un allevamento che qualcuno chiama intensivo. Io parlo in modo diverso: dico che c’è un allevamento importante, dove si produce Parmigiano Reggiano, dove si produce prosciutto di Parma, dove si produce il Grana Padano, dove si producono salumi ed eccellenze che ci invidiano.

Tutte queste eccellenze hanno bisogno di essere costruite, con un termine brutto, con dei sistemi che partono dall’allevamento, dalla produzione dei fabbisogni per arrivare a queste produzioni. Uno di questi fabbisogni è quello dell’acqua. Abbiamo a Reggio Emilia i prati stabili, che sono storici. Quando io sento dire che bisogna piantare i kiwi e magari togliere le colture che hanno bisogno di acqua, le mie vacche i kiwi non li mangiano; neanche le vacche che fanno Grana Padano mangiano il kiwi, in questo siamo uguali.

Quando mi dicono che bisogna togliere l’irrigazione a pioggia, forse qualcuno dovrebbe andare a capire perché: se è una pianta di pero o di kiwi posso irrigarla con l’irrigazione goccia a goccia: nel prato stabile faccio un po’ più fatica a pensare di mettere le cannette, a irrigare goccia a goccia, perché di cannette ce ne vogliono tante, quindi qualcuno magari dovrebbe capire quello che dice prima di parlare e soprattutto ascoltare quelli che sono più bravi di loro a gestire queste cose.

Lei, assessore, ha detto che non abbiamo un vero problema sul razionamento delle acque, però, a quanto mi risulta, almeno nella Provincia di Parma, alcuni Comuni, più Comuni stanno già chiedendo ai cittadini di razionare l’acqua, di non irrigare i giardini. Questo vuol dire che c’è un problema. Non sarà importante come in altre regioni, ma un problema c’è.

Quando noi chiediamo, nella risoluzione, che naturalmente voteremo a favore, sia la nostra... Mi dispiace aver sentito il collega Fabbri dire già che voterà contro la nostra risoluzione, anche se gli avevamo proposto di votarla per parti separate: l’impegno in un modo e le premesse in un altro modo.

Noi siamo d’accordo con l’uso plurimo delle dighe e degli invasi. È quello che abbiamo sempre detto. Tant’è che abbiamo anche, in alcuni casi, contestato la dimensione di quella che potrebbe essere una diga di Vetto ridimensionata rispetto alle esigenze dell’inizio della progettazione.

Dopodiché, però, chiediamo al più presto... È quello che chiediamo nella nostra risoluzione. Forse è questo che ha messo in difficoltà il collega Fabbri, che ci ha detto che non vuole votarla. Chiediamo di superare alcuni ostacoli per semplificare l’arrivo di queste dighe. Noi non possiamo permetterci di aspettare 10 o 15 anni. Tutti gli anni c’è una crisi idrica sempre più importante, sempre più dannosa. La produzione del latte è già al 30 per cento adesso. Siamo a giugno. Luglio e agosto sono i mesi più caldi. Arriveremo a una produzione minore di latte del 40 per cento, con un aggravio di costi, come sappiamo tutti, dovuti a incidenze che non sono solo per la questione acque, ma sono per altre situazioni.

Quindi, dobbiamo decidere, come Regione Emilia-Romagna e voi, come Amministrazione, se tutelare i prodotti tipici, di cui tanto andiamo in giro a vantarci. Siamo appena stati come delegazione ‒ “sono”, dico “siamo” come Regione Emilia-Romagna ‒ a New York, a una fiera importantissima, dove abbiamo visto i nostri prodotti che cosa sono per il mondo.

Noi voteremo a favore della nostra risoluzione. Mi dispiace che non si sia accettato almeno di approvare l’impegno. Faccia lei, assessore. È un invito, magari, a provare a parlare con i suoi consiglieri per votare l’impegno.

Voteremo a favore della risoluzione del PD, tranne il punto 11, che in qualche modo smentisce tutto quello che avete scritto prima. Prima dite che volete fare gli invasi, ristrutturare tutto il sistema e poi dite, però: “Ci mettiamo a valutare nei limiti e coerentemente con la Direttiva Acque”. Quindi, vuol dire che si porteranno avanti ancora tutte le questioni degli studi di fattibilità eccetera, eccetera, eccetera, quando tutti questi studi sono già nel cassetto degli Assessorati.

Ribadisco, e chiudo, presidente, che come Gruppo Lega voteremo a favore della risoluzione a mia prima firma e dei colleghi e voteremo a favore fino al punto 10, intanto per questo chiedo la votazione per parti separate, della risoluzione a prima firma Fabbri, mentre sul punto 11 voteremo contrari.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Rainieri.

Altri in dichiarazione di voto? Consigliere Fabbri, prego.

 

FABBRI: Grazie, presidente.

Brevemente per riprendere anche alcune cose che sono già state evidenziate anche nella replica dell’assessore, ma mi preme ritornarci nuovamente. Il collega ha anticipato anche la volontà, ma ci tenevo anche a contestualizzare perché alcune affermazioni poi vanno anche calate all’interno del documento che è stato depositato e proposto. Innanzitutto, secondo me, c’è bisogno di evidenziare, ancora una volta, come ci siano determinati assunti che non possono avere delle variabili o prestarsi a fraintendimenti. Quindi, nel momento in cui, per esempio, si afferma legittimamente una difficoltà, che è quella sicuramente di valori come per Ferrara o come per Ravenna, che sono sicuramente tra le province che hanno valori più critici, pari a quelli di fine stagione, con dati delle precipitazioni che sono i peggiori degli ultimi trent’anni, però ad oggi – ed è stato evidenziato bene – non c’è questo pericolo immediato. Ovvio, è una situazione in continua evoluzione, ma che viene tenuta monitorata. Ecco perché è altrettanto importante, ed è un altro degli elementi che non ci porta a votare in maniera favorevole, perché sta alla base anche del costrutto di questo documento, anche il mancato riconoscimento di quelle che sono state le misure attuate dall’Assessorato, perché la situazione critica la si è già vista dall’inverno e la Regione e l’assessore, con i suoi uffici, sono intervenuti fin dai primi mesi dell’anno, anticipando misure come quella legata al deflusso minimo vitale, che sono misure tipicamente estive.

Lo stesso vale per i sistemi di monitoraggio come quello a semaforo, che è stato utilizzato per prelevare da fiumi e correnti i quantitativi.

Questi sono alcuni degli elementi, così come il dato del 30 per cento, ipotesi sicuramente peggiorativa, ma che va letta in un contesto sicuramente nazionale, che supera il 40 per cento di quello del nord-est che supera il 38, ma che ci impone anche una riflessione, che è stata stimolata perché il dato di Rimini, che è poco superiore al 20 per cento (22,5) è un dato importante, che anche nelle forme ottimali di digestione, per consentire taluni investimenti, ci impone approfondimenti di questo tipo, così come sullo snellimento delle procedure.

Anche noi lo abbiamo ben evidenziato, serve sicuramente snellire, dobbiamo fare la nostra parte, ma alcune procedure, come quella degli espropri (molti di voi hanno fatto il Sindaco, come l’ho fatto io, o l’assessore, come hanno fatto altri miei colleghi), anche semplicemente per espropriare un piccolo pezzo di terreno per fare una pista ciclabile in questo Paese le difficoltà sono insormontabili, però non si può attribuire questo aspetto esclusivamente a questo Ente, ma al contrario l’assessore si è già mossa con proposte puntuali, indirizzate al Governo, per chiedere questo.

Ecco perché riteniamo che con gli impegni che sono stati richiesti con questa risoluzione del Partito Democratico si vada a toccare tutti i punti con un approccio di ascolto verso tutti, senza pretendere di essere allineati o che non ci siano margini di miglioramento su tanti aspetti, ma che ricalcano l’impegno in termini di investimenti, nonostante la pandemia, nonostante tutte le difficoltà che sono state. Cito questo, ma potrei citare la stessa difesa della costa, su cui gli investimenti che sono partiti e che stanno per essere ultimati stanno dando dei frutti importanti già in questo momento.

Queste sono le motivazioni che ci portano a bocciare il documento a firma dei colleghi della Lega e ad approvare il documento depositato dal Partito democratico.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Fabbri.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

In dichiarazione di voto annuncio il voto contrario di Europa Verde alla risoluzione di cui è primo firmatario il consigliere Rainieri, anche se in questo testo non posso non rilevare positivamente che nelle premesse è scritto chiaramente che lo stato di siccità che stiamo affrontando è dovuto ai cambiamenti climatici. Questo mi sembra finalmente il riconoscimento di uno stato di fatto che fino a poco tempo fa veniva negato e attribuito alle fantasie degli ambientalisti. Condivido anche il passaggio sull’insufficiente tenuta della rete idrica regionale, dovuta essenzialmente alla scarsa manutenzione, e il passaggio dove si dice che dovrebbe essere manutenuta con investimenti da parte delle società che gestiscono la risorsa idrica, che potrebbero impiegare parte dei propri ingenti profitti. Così come riconosco e condivido il passaggio dell’evidenziato sulle soluzioni per ridurre i consumi, quali, ad esempio, l’adozione di sistemi di irrigazione a basso consumo come l’irrigazione a goccia. Direi che il consigliere Rainieri, che prima sembrava che criticasse questo sistema, in realtà poi l’ha scritto nella risoluzione di cui è primo firmatario, e nuovamente la condivido.

Per quanto riguarda la risoluzione presentata dal PD, trovo che sia carente rispetto a quanto io avevo proposto nel mio intervento, quindi non potrò votarla. Spero naturalmente che il tempo che è mancato per condividere la risoluzione sia invece disponibile per approfondire, anche con l’assessore, tutte le iniziative di cui ho parlato nel mio intervento per far fronte in modo stabile alla siccità che purtroppo si ripresenterà, perché finché non invertiamo la corsa dei cambiamenti climatici e finché non introduciamo dei modi per usare razionalmente l’acqua saremo sempre esposti a questo rischio.

È già importante che se ne sia preso unanimemente atto negli interventi che sono stati fatti quest’oggi.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Altri in dichiarazione di voto?

 

(interruzione del consigliere Rainieri)

 

PRESIDENTE (Petitti): Non è vero. Consigliere Rainieri, qual è il fatto personale?

 

RAINIERI: La collega Zamboni ha detto che io [...] d’accordo sull’irrigazione a goccia. Lo sono. Non l’ho smentito. Per alcune situazioni sì. Per i prati faccio fatica a pensare di stendere... Se la consigliera Zamboni venisse un po’ più nei campi e meno in città a Bologna, vedrebbe che irrigare i campi con le cannette (come si chiama l’irrigazione a goccia) farebbe un po’ più fatica. Forse a Bologna sì, i vasi. Solo per quello. Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Intervengo, ovviamente, sul voto delle due risoluzioni. Per quanto riguarda la risoluzione della Lega, sembra che alle parole non corrisponda, poi, quello che c’è scritto sugli atti. Mi sembra un atto abbastanza annacquato e non rispondente alle esigenze di fare grandi invasi, di cui abbiamo sempre sentito parlare i colleghi in ogni sede. Come si diceva, si parla addirittura dell’irrigazione a goccia o del riutilizzo delle acque da depurazione. Una novità, che peraltro, rispetto solamente a queste affermazioni, ci vede assolutamente favorevoli. Sono affermazioni condivisibili e non so quanto siano nelle corde delle forze di Centrodestra. Per questo dico che è una risoluzione, se vogliamo, contraddittoria rispetto alla discussione emersa oggi da quella parte dell’aula.

Dopodiché, ci sono alcuni passaggi in cui, però, si parla, nelle premesse e non nel dispositivo... E anche qui ci trovo qualcosa di inusuale rispetto alle affermazioni che sono sempre state fatte all’interno delle Commissioni. Ci vedo un leggero passaggio rispetto ai nuovi invasi. Vengono citati gli invasi di grandi dimensioni. Ho già avuto modo, in discussione generale, di spiegare qual è il nostro punto di vista, cioè che servono, per rispondere alla crisi idrica oggi, non tra 10-20 anni, piccoli invasi che siano sostenibili, esattamente come hanno chiesto Confagricoltura e Coldiretti. Sono richieste, addirittura, che vengono da quei mondi e che io ritengo siano assolutamente da portare avanti.

Per quanto riguarda, invece, la risoluzione del Partito Democratico, ha sempre elementi di criticità, allo stesso modo, perché non si fa chiarezza su questi aspetti. Quindi, per me è difficilmente condivisibile. Forse, effettivamente, ci voleva un confronto che i tempi con cui è stata depositata la risoluzione non hanno consentito. L’auspicio, ovviamente, è di non ritrovarci più in questa situazione e poter fare una discussione con i tempi e i modi giusti.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Altri in dichiarazione di voto? Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Brevemente per annunciare il nostro voto contrario alla risoluzione a prima firma del consigliere Rainieri, che pure contiene anche alcuni elementi che in parte possono anche essere condivisibili ma, come è stato detto, ci sono anche aspetti più generali che, invece, ci inducono a pensare che da quella parte dell’aula arrivi una proposta, qui si parla di una cosa, pensando in realtà ad un’altra.

Per quanto riguarda la risoluzione a prima firma del consigliere Fabbri, su quella annunciamo il voto favorevole. Ci sono anche lì aspetti che ci convincono e altri che ci convincono meno, ma dovendo fare una valutazione complessiva dell’atto, che per ragioni organizzative, comprensibili, è arrivato alla discussione generale in tempi un po’ ristretti, dicevo, però, ci sono elementi che ci convincono e altri che ci convincono meno, dovendo fare una valutazione complessiva, anche alla luce soprattutto nel dispositivo finale del capoverso, il punto 11, quello su cui il consigliere Rainieri, se non sbaglio, ha chiesto la votazione per parti separate, ecco riteniamo che quello circoscriva ed esplichi bene il contenuto, dia effettivamente una sintesi per noi soddisfacente del testo e dell’articolato complessivo del testo. Ovviamente, come sappiamo, in una risoluzione le premesse sono importanti, ma la parte più significativa evidentemente è l’impegno finale, quello su cui, per l’appunto, si impegna l’attività della Giunta, e credo che il punto 11 di quel dispositivo sia ben rappresentativo o quantomeno possa rappresentare un punto di caduta per noi sostanzialmente soddisfacente, anche perché circoscrive, come dicevo, l’ambito, sotto-ordinandolo, così come è giusto e naturale che sia, a strumenti di programmazione che escludono i grandi invasi.

Credo che da questo punto di vista, almeno per quanto ci riguarda, si aggiunga con quella definizione un equilibrio sostanzialmente positivo, pur essendoci aspetti che, come richiamati, non sono del tutto convincenti, però, dovendo dare un giudizio complessivo, il nostro sarà per l’appunto un voto favorevole.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Taruffi.

Altri in dichiarazione di voto? Io non ho altri in dichiarazione di voto.

A questo punto mettiamo in votazione le due risoluzioni, ricordando che ci sono votazioni separate e che si vota tramite l’app, perché abbiamo anche i consiglieri in remoto.

Nominiamo prima gli scrutatori: consigliera Maletti, consigliere Mumolo e consigliera Stragliati.

Mettiamo in votazione la risoluzione n. 5342/1, a prima firma Rainieri.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Presenti 39

Favorevoli 14

Contrari 22

Astenuti 3

 

È respinta.

 

Passiamo adesso alla votazione della risoluzione n. 5342/2, che ricordo essere divisa in due votazioni. C’è una prima parte che mettiamo in votazione, dall’inizio, “premesso che”, fino a “impattando pesantemente sui bilanci degli operatori del settore”, quindi al punto 10 compreso.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 40

Favorevoli 39

Astenuti 1

 

È approvata.

 

Ora passiamo alla seconda votazione della seconda risoluzione, che prevede il punto 11.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 40

Favorevoli 25

Contrari 14

Astenuti 1

 

È approvata.

 

OGGETTO 5311

Proposta d’iniziativa Giunta recante: “Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione triennio 2022-2024, aa.aa. 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 ai sensi della l.r. n. 15/2007 e ss.mm.ii.”. (86)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Ora passiamo all’oggetto 5311: proposta di iniziativa della Giunta recante il Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione legata al triennio 2022-2024, anni accademici 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025, ai sensi della legge regionale n. 15/2007.

La Commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità ha espresso parere favorevole nella seduta del 23 giugno 2022 con la seguente votazione: 27 voti a favore, 12 contrari e nessun astenuto.

Sono state presentate cinque proposte di emendamento, a firma del consigliere Montevecchi.

Dibattito generale sul provvedimento. Qualcuno si iscrive a parlare? Consigliera Pillati, prego.

 

PILLATI: Grazie, presidente.

L’atto in discussione è di grande valore, perché contribuisce, insieme ad altri...

 

PRESIDENTE (Petitti): Colleghi, chiedo solo un po’ più di silenzio, per favore. Grazie.

 

PILLATI: Contribuisce ‒ dicevo ‒ insieme ad altri provvedimenti a definire quel complesso di azioni che ci permettono di raggiungere quell’obiettivo strategico del Patto per il lavoro e per il clima, che è quello di fare dell’Emilia-Romagna una regione della conoscenza e dei saperi, attraverso un investimento senza precedenti sulle persone, sui loro diritti, sulle loro competenze e sulle loro capacità.

Per questo è importante continuare ad investire sul diritto allo studio in tutte le sue accezioni. Ci siamo occupati in quest’aula, nel mese di maggio, del diritto allo studio scolastico. Oggi ci occupiamo del diritto allo studio universitario.

Il Piano regionale per il prossimo triennio 2022-2024 descrive in modo efficace quello che è il sistema regionale integrato di attori, risorse, strumenti che concorrono a realizzare gli interventi per il diritto allo studio universitario, attraverso azioni di rete e un confronto e una collaborazione tra le Istituzioni del territorio.

I dati e le analisi che il Piano ci consegna restituiscono l’immagine di un sistema universitario regionale di grande qualità che, pur avendo attraversato un momento così complesso e difficile, come quello della pandemia, resta il più attrattivo del Paese. L’aver concesso l’accesso ai benefici al 100 per cento delle studentesse e degli studenti che ne hanno diritto, una priorità, questa, che la Regione intende confermare anche in futuro, significa avere garantito concretamente ai giovani il diritto e l’opportunità di accedere ai gradi più alti dell’istruzione. Un risultato che è stato possibile conseguire sia grazie a un investimento economico crescente, ma anche grazie alla collaborazione con gli atenei, che, ad esempio, nell’anno accademico 2021-2022 hanno contribuito alla copertura totale degli idonei con un finanziamento aggiuntivo di 1 milione di euro.

La solida integrazione, poi, dell’azienda regionale per il diritto allo studio, ER.GO, con gli atenei, è un grande elemento di forza e rappresenta un unicum a livello nazionale, che ha consentito, da un lato, la semplificazione delle procedure e delle modalità per la richiesta e l’accesso ai benefìci e, dall’altro, ha garantito l’omogeneità delle prestazioni a livello regionale, pur garantendo una declinazione dei servizi che tenga conto della specificità dei diversi insediamenti universitari.

La crescita del numero di studenti che scelgono di studiare negli atenei della nostra regione conferma che l’attrattività di un sistema universitario dipende non solo dalla qualità dei percorsi formativi, che è garantita dall’eccellenza dei nostri atenei, ma anche dalla certezza di poter accedere ai benefìci del diritto allo studio universitario e ai servizi di qualità. Da noi ogni studente sa che, se avrà diritto a una borsa di studio, questo diritto in uno qualunque degli atenei dell’Emilia-Romagna sarà esigibile, cosa che non è garantita altrove, o almeno non in modo stabile. Ma l’attrattività di un sistema dipende anche dal poter contare su una comunità regionale inclusiva e accogliente, nonché dalle prospettive occupazionali che un sistema territoriale offre.

È certamente importante proseguire continuando a declinare il diritto allo studio universitario non solo come erogazione di risorse a chi ha condizioni economiche svantaggiate, ma un diritto allo studio che si declina già, prima dell’arrivo nell’università, con azioni di orientamento in ingresso che accompagna l’inserimento degli studenti nel percorso universitario e nelle città, sviluppando interventi finalizzati a sostenere gli studenti che evidenziano specifiche situazioni di bisogno, in continuità con quelle sperimentazioni finalizzate a realizzare un diritto allo studio personalizzato.

La nuova programmazione, che, come bene ci è stato spiegato dall’assessore Salomoni e dalla dottoressa Bergamini in Commissione, vuole mettere a sistema ciò che ha mostrato grande efficacia e migliorare ciò che presenta criticità, ha come obiettivo generale quello di garantire l’accesso ai benefici della più ampia platea degli studenti aventi diritto, in coerenza con le disposizioni nazionali attuative del PNRR, che introduce nuove risorse e importanti innovazioni con riguardo agli importi delle Borse e ai requisiti di accesso.

Per il raggiungimento degli obiettivi del PNRR il Piano prevede in particolare l’aumento dell’importo delle Borse di studio, soprattutto per gli studenti in condizioni di maggior disagio economico e per le studentesse che si iscrivono ai corsi STEM. l’ampliamento della platea degli studenti idonei alle Borse di studio e l’aumento dell’offerta abitativa per favorire la mobilità studentesca.

Obiettivo del Piano è continuare ad investire per rafforzare una positiva integrazione tra studenti e comunità locali, e contribuire a rendere le città universitarie sempre più attrattive e inclusive. In accordo con le università della regione, ER.GO continuerà a garantire servizi di accompagnamento, di orientamento, servizi personalizzati per studenti in stato di protezione internazionale e azioni di sostegno ai giovani provenienti da Paesi in guerra o comunque interessati da gravi crisi umanitarie, con percorsi di sostegno personalizzati, in stretto raccordo con le università.

Tra le misure di accompagnamento, un ruolo di particolare rilievo assume l’orientamento in uscita verso il lavoro, reso attraverso incontri seminariali e laboratori, oltre che tramite colloqui individuali, e le misure per specifici target di utenza, con particolare attenzione a quelli in condizioni di maggiore fragilità.

In continuità con quello che è stato realizzato negli ultimi anni, è importante continuare a rendere disponibili servizi aggiuntivi mirati a favore degli studenti con disabilità, per qualificare i servizi di accoglienza e residenzialità.

Infine, è estremamente positivo proseguire nell’azione di semplificazione dei procedimenti e degli adempimenti per gli studenti, che continua a rappresentare un obiettivo prioritario per l’attuazione delle azioni e degli interventi anche nel prossimo triennio.

In conclusione, voglio ringraziare l’assessore Salomoni e la dottoressa Bergamini, per la proficua discussione sul tema che si è sviluppata in Commissione. Un ringraziamento voglio anche rivolgerlo alla dottoressa Mondin, direttrice di ER.GO, l’Azienda per il diritto allo studio universitario della nostra Regione, che la settimana scorsa ha presentato la relazione sull’attività del 2021, e i suoi collaboratori, che svolgono un lavoro prezioso portato avanti quotidianamente con competenza e professionalità, per la capacità di coniugare l’esperienza, quell’esperienza consolidata che si è maturata nel tempo con la flessibilità che consente di cogliere con tempestività l’evoluzione dei bisogni, ma anche per quella capacità di lavorare insieme a tutti i protagonisti del sistema integrato, indispensabile per costruire le condizioni, per non lasciare indietro nessuno e lavorare al servizio dei nostri giovani e delle nostre giovani.

Davvero un ringraziamento sincero per il lavoro che ogni giorno nella nostra regione tante donne e tanti uomini svolgono, nella consapevolezza che è necessario non solo declinare in modo teorico i diritti, ma renderli esigibili per tutte e per tutti.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Pillati.

Proseguiamo con il dibattito. Consigliere Montevecchi, prego.

 

MONTEVECCHI: Grazie, presidente.

Noi siamo già intervenuti in Commissione in merito al Piano regionale. Abbiamo già espresso le nostre valutazioni e oggi ci apprestiamo a presentare i cinque emendamenti che avevamo già annunciato in Commissione. Parto dal primo emendamento, a pagina 38: il capoverso “tale obiettivo può essere perseguito non solo attraverso l’ottimale utilizzo di tutti gli strumenti finanziari disponibili, ma anche attuando eventuali misure di riadeguamento degli importi degli interventi a concorso fatto salvo il rispetto dei limiti previsti dalla normativa di riferimento”, viene sostituito dal periodo “il beneficio la cui quantificazione è demandata a successivo atto di Giunta, si compone di una parte fissa minima, che non può essere soggetta a misure di riadeguamento successive all’emanazione del bando, salva la possibilità di agevolare gli studenti con indicatore ISEE inferiore o uguale alla metà del limite massimo di riferimento, per i quali l’importo della borsa di studio spettante è incrementato del 15 per cento, ai sensi dell’articolo 3, comma 3 del decreto ministeriale n. 1320/2021, e nel caso di studenti con disabilità, di cui al successivo paragrafo 7.5.

Poi abbiamo l’emendamento n. 2, dove, a pagina 39, dopo la frase “potranno essere attivate anche in via sperimentale modalità di assegnazione di benefici che concorrano a promuovere la continuità dei percorsi e il successo formativo”, viene aggiunta la frase “a condizione che la misura venga estesa uniformemente a tutti gli studenti dell’Ateneo”.

Poi abbiamo anche l’emendamento n. 3, a pagina 39. Dopo il periodo “alla definizione di tali modalità e dei relativi criteri, nonché degli strumenti e indicatori di monitoraggio e valutazione necessari per attivare, anche in via sperimentale, modelli innovativi nella gestione degli interventi, provvederà con propri atti la Giunta regionale” viene aggiunta la frase “previo parere della competente Commissione assembleare”.

Poi abbiamo l’emendamento n. 4, dove, a pagina 39, il capoverso che inizia con “compatibilmente con le risorse disponibili, definisce con risorse di ciascun attore del sistema” è così integralmente modificato (lo leggo): “compatibilmente con le risorse disponibili, potranno inoltre essere previsti specifici interventi finalizzati a sostenere studenti che evidenzino specifiche situazioni di bisogno per dare risposte a situazioni personali e familiari di difficoltà, valorizzando il principio generale che connota il diritto allo studio regionale come un sistema di servizi capace di valorizzare l’integrazione delle competenze, degli strumenti, delle risorse di ciascun attore del sistema. Tali condizioni, che dovranno risultare omogenee, quantomeno a livello di Ateneo, verranno definite dalla Giunta regionale con successivo atto deliberativo, previa assunzione di parere da parte della competente Commissione assembleare”.

Infine, l’ultimo nostro emendamento, il n. 5, a pagina 47. Il periodo “in casi di specifiche difficoltà potranno essere attivati particolari modalità per adempiere alla restituzione di quanto fruito in denaro e servizi, quali forme personalizzate di collaborazione volontaria degli studenti, per attuare la compensazione di quanto dovuto” viene così modificato: “Potranno essere attivate particolari modalità per adempiere alla restituzione di quanto fruito in denaro e servizi, quali forme personalizzate di collaborazione volontaria degli studenti, per attuare la compensazione di quanto dovuto, a condizione che tale opzione venga offerta in maniera uniforme a tutti gli studenti dell’Ateneo che si trovino a dover restituire il beneficio”.

Chiaramente, in Commissione abbiamo votato in modo contrario, annunciando la presentazione di questi emendamenti. Valuteremo e faremo le nostre dichiarazioni di voto sulla base di come verranno valutati e votati questi emendamenti.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Montevecchi.

Consigliera Bondavalli, prego.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Intervengo, come ho fatto anche in Commissione V, partendo da una premessa, penso importante, e cioè che l’educazione e l’istruzione rappresentano, come sappiamo, da sempre nella nostra regione i capisaldi della programmazione politica e istituzionale. Anche per questo il Piano regionale degli interventi per il diritto allo studio universitario e per l’alta formazione che oggi andremo a votare non è soltanto un atto di semplice natura amministrativa, ma penso sia un atto e soprattutto anche un passaggio ricco di contenuti e davvero sostanziale.

È un programma funzionale innanzitutto a contrastare le disparità, con l’obiettivo di fornire a tutti pari opportunità e accompagnare i nostri ragazzi e le nostre ragazze nella costruzione del proprio profilo identitario, mediante il quale definire anche i rispettivi percorsi professionali.

Si coglie una giusta e logica analogia e almeno anche in buona misura una continuità tra quanto realizzato nel Piano triennale precedente e questa nuova formulazione, a partire dalla volontà di assicurare l’accesso ai benefìci al numero più alto possibile degli studenti che ne hanno diritto. Questo consente di permettere il conseguimento dei più alti livelli formativi in particolare proprio agli studenti meritevoli e capaci e a quelli che sono sprovvisti di mezzi economici, equità che, comunque, non è soltanto economica, come aveva giustamente sottolineato anche l’assessora Salomoni, che ringrazio, durante il confronto che c’è stato in Commissione, dicevo, non è soltanto un’equità dal punto di vista economico, ma anche territoriale. Anche questo credo sia opportuno considerarlo.

Nell’ultimo triennio si è registrato un aumento progressivo dei destinatari delle borse di studio, sino a raggiungere nell’annualità 2019-2020 e 2020-2021 l’intera copertura degli idonei al riguardo. È un tratto da evidenziare e anche, credo, su cui dobbiamo soffermarci, in quanto è espressione della volontà e della scelta anche politica da parte di questa Regione di riconoscere nel diritto allo studio universitario e nell’alta formazione priorità inderogabili della propria programmazione, attingendo anche a risorse finanziarie ulteriori, come quelli del Programma operativo Fondo sociale europeo.

Da questo punto di vista ritengo rilevante che, nei prossimi tre anni, si punti a fare di più, perché naturalmente si può sempre fare di più, e in questo caso ad andare anche oltre. Da un lato, ci si prefigge l’obiettivo di aumentare l’importo delle Borse di studio con incrementi ulteriori a favore degli studenti in situazioni di più marcato disagio, dall’altro si mira ad aumentare la soglia di accesso ISEE, ampliando così anche il numero degli aventi diritto.

Sul piano generale, la nuova programmazione si inserisce nella stagione del Patto per il lavoro e per il clima, indirizzato su un orizzonte di sviluppo generato da qualificazione professionale e ricerca di equilibrio sociale, contrastando le disuguaglianze, ricercando la realizzazione della transizione ecologica e digitale, che sono obiettivi centrali anche della nuova programmazione europea, non dimenticando il PNRR e quanto da esso ci viene raccomandato in relazione al numero di laureati inferiore a quello della media dei Paesi OCSE, ovvero alla necessità di aumentarne la quantità anche, come detto, mediante l’attribuzione di un maggior numero di Borse di studio.

In questa direzione condivido l’intenzione di accrescere l’importo, da riconoscere in particolare agli studenti in condizioni di maggiore difficoltà dal punto di vista economico. Mi soffermo in modo particolare per evidenziare due intenzioni specifiche di questo programma, due intenzioni che riguardano le fragilità. La prima è quella relativa alla tutela massima da riservare agli studenti con disabilità, ai quali, come abbiamo detto anche in Commissione, vanno garantiti adeguati servizi di accoglienza, di residenzialità, nonché funzionali percorsi di orientamento al mondo del lavoro, che per diversi di loro sappiamo tutti come continui a costituire l’orizzonte di maggiore complessità.

La seconda specifica che vorrei qui sottolineare è riferita all’impegno di ER.GO nell’assicurare servizi di accompagnamento e sostegno per studenti nella condizione di protezione internazionale, in modo particolare provenienti da Paesi coinvolti in conflitti bellici. È il caso dei giovani ucraini nell’ambito di questa drammatica e perdurante guerra causata dalla Russia, e penso che ritrovare questi tratti distintivi di questa Regione all’interno di questo piano 2022-2024 confermi di fatto la nostra attenzione, soprattutto in una fase storica complessa come quella che stiamo vivendo, a sostenere concretamente chi necessita di maggiori attenzioni.

É un piano che cerca di rispondere anche a problematiche ed esigenze nuove, di un mondo che continua a cambiare in maniera molto veloce, naturalmente, con esso anche le richieste che arrivano dalle persone e, naturalmente, con l’impegno della Regione.

Per queste ragioni noi esprimiamo una valutazione positiva all’atto che viene sottoposto oggi alla nostra attenzione, ringraziando naturalmente in modo particolare l’assessora Salomoni per il lavoro che viene fatto da lei e dalla struttura.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Bondavalli.

Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente.

Molto dalle mie colleghe e dai miei colleghi è stato già anticipato in discussione per questo atto. Io vorrei sottolineare qualcosa che anche la consigliera Pillati ha indicato come elemento caratterizzante di questa prospettiva triennale, che parte già anche con un altro atto che abbiamo discusso all’interno della Commissione V e che diventa immediatamente esecutivo, ma nello stesso tempo sperimentale.

Parlo dell’intervento che all’interno di questo piano triennale, ma anche nella delibera che è stata poi discussa anche in Commissione V è stato affrontato, di sostegno alle persone, alle donne, alle ragazze con svantaggio economico in merito all’iscrizione per quanto riguarda le facoltà di natura scientifica.

È stato fatto uno sforzo, da parte dell’assessorato, nel corso di questi mesi, e di questo ringrazio ancora una volta l’assessora Salomoni per aver accompagnato i percorsi di studio per le ragazze rispetto alle materie scientifiche, sforzo che non è stato mai manchevole. Penso al progetto “Ragazze digitali”, ma ancora di più, oggi, al documento che nell’accompagnare il diritto allo studio prevede un incremento del 20 per cento di misure di sostegno per coloro che ne hanno titolo per poter iscriversi a facoltà scientifiche.

Io credo che sia un elemento qualificante dell’azione sul sostegno universitario della Regione che cerca di cogliere uno degli elementi che abbiamo più volte affrontato all’interno della Commissione parità e non solo. Criticità che questi due anni di pandemia ci hanno consegnato e che ci hanno detto sostanzialmente che la precarizzazione del lavoro, soprattutto di carattere femminile, è uno dei fattori di maggiore difficoltà in ambito lavorativo per la componente femminile, che va contrastato anche con strumenti di formazione e di alta formazione.

È, quindi, una decisione, questa, di orientamento di risorse dal forte sapore politico e di indirizzo che ci troviamo a sostenere con molta convinzione, assieme all’intero altro quadro, che fa parte del Piano triennale e che, come giustamente veniva ricordato, punta a mantenere la soddisfazione del 100 per cento delle domande ammissibili per quanto riguarda il diritto allo studio, con alcune novità. Questa è una di quelle. Così come quella della modifica, diciamo così, dell’adeguamento e dell’innalzamento delle soglie ISEE, che consentirebbero di raggiungere una platea più ampia. Ovvio: in alcuni casi, come quello delle materie STEM, si tratta di percorsi sperimentali, che crediamo e speriamo siano effettivamente di incentivo deciso perché ragazze possano iscriversi a queste facoltà, quindi qualificare ancora meglio non solo la parte formativa, ma anche la parte di ricerca e di sviluppo sul territorio regionale, in una sfida, che avremo, di sviluppo per la nostra Regione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Amico.

Io non ho altre richieste di intervento.

A questo punto, passo la parola all’assessora Salomoni, a conclusione del dibattito generale. Prego, assessora.

 

SALOMONI, assessora: Grazie, presidente.

Riprendo i punti più rilevanti, a mio avviso, di questo Piano regionale degli interventi dei servizi per il diritto allo studio, con cui la Regione ribadisce il suo impegno sul diritto allo studio universitario, considerandolo prima di tutto come un diritto delle persone o, meglio, un diritto, in questo caso specifico, degli studenti che ‒ come recita la nostra Carta costituzionale ‒ sono capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi.

Questo elemento credo sia cruciale per capire il contesto in cui si sviluppa l’intero documento. È per questo che mi permetto di riprenderlo ora.

L’impegno che si rinnova ‒ lo dico ‒ è un impegno che ha visto questa Regione tra le prime del Paese a garantire che il 100 per cento degli studenti che hanno i requisiti risultino effettivamente beneficiari delle borse di studio e dei servizi collegati. Questo impegno, in particolare in questo momento storico, per l’anno accademico per cui stiamo preparando i bandi, che è il 2022-2023, risulta particolarmente significativo, proprio perché rientriamo nel cono di una nuova normativa che prevede aumenti delle borse di studio per categorie particolari di studenti. Addirittura doppie maggiorazioni: una maggiorazione standard per tutti gli studenti beneficiari, più categorie specifiche che accedono a una maggiorazione ulteriore. Tra queste categorie hanno ricordato i consiglieri in particolare gli studenti con disabilità, che sono inseriti tra le persone che hanno diritto a una maggiorazione ulteriore, ma anche gli studenti con particolari difficoltà economiche, così come le studentesse che accedono ai corsi STEM. Tutti questi nuovi meccanismi sono definiti per normativa, ma le Regioni hanno uno spazio ampio di decisione quando definiscono qual è la soglia ISEE di accesso all’insieme dei benefìci che il diritto allo studio determina. E qui viene un ulteriore impegno che stiamo prendendo, che è l’impegno ad alzare il valore della soglia al massimo possibile per la normativa, passando quindi dal valore dell’anno scorso, che era pari a 23.000 euro, a quello che verrà applicato nel prossimo anno accademico, che sarà pari a 24.335 euro, il numero massimo, appunto, che consente la norma.

Come è stato sottolineato da alcuni consiglieri, in realtà applicare questo documento non è una competenza esclusivamente regionale, ma nell’applicazione il risultato è che un insieme di soggetti, a partire, ovviamente, dall’ente regionale per il diritto allo studio, che è il nostro principale strumento di implementazione per questa politica, sono coinvolti in un’azione che davvero a livello di Regione Emilia-Romagna è un’azione sistemica.

Ci tengo intanto a dire che tutte le attività che fa ER.GO, che è l’ente unico regionale del diritto allo studio, garantiscono uniformità di applicazione delle regole che vengono usate nei bandi su tutto il territorio regionale. Quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, in particolare nell’attribuire le borse di studio e i principali benefìci, abbiamo un modello che è un modello identico su tutto il territorio regionale, ovviamente in riferimento a quegli atenei che sono atenei con sede amministrativa in Emilia-Romagna, quindi gli Atenei di Bologna, di Modena e Reggio Emilia, di Parma e di Ferrara. Laddove ci sono azioni aggiuntive, ampiamente descritte dal documento di indirizzo, che vanno, per esempio, incontro a specifiche condizioni, studenti in particolare svantaggio, studenti provenienti da zone dove ci sono gravi crisi internazionali, allora in tutti questi casi dove la norma di diritto allo studio nazionale esprime maggiore flessibilità e possiamo prendere delle misure discrezionali includiamo anche le sedi delle università che hanno sede a Piacenza, che sono il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, alle quali non si può applicare la nostra direttiva di diritto allo studio principale, ma si possono applicare tutte quelle azioni aggiuntive che il nostro sistema di diritto allo studio fa. Ci tengo a citare in particolare alcune delle azioni che sono state implementate quest’anno, che sono all’inizio dell’anno accademico quella per accogliere gli studenti afgani in fuga e nel tardo inverno, inizio primavera, quella per accogliere gli studenti ucraini, che è in realtà una misura doppia in cui sono stati sia sostenuti gli studenti già presenti sul territorio regionale, sia accolti gli studenti in arrivo, con un programma che ha visto coinvolti fondi nostri regionali, ma anche fondi degli Atenei. Perché entro in questo dettaglio? Per dire chiaramente che ci sono delle situazioni in cui il sistema del diritto allo studio, ascoltati tutti gli stakeholder (penso agli Atenei, ad esempio, e a volte coinvolti anche i Comuni del territorio) attiva delle iniziative che sono estemporanee, necessarie a superare una criticità, una crisi, le quali richiedono condizioni di gestione molto rapide e al di fuori delle regole chiare, della scansione chiara delle modalità di interazione che ci sono tra Giunta, Commissione e Assemblea, riguardo l’intero piano, che invece ha una sua valenza più ampia e più complessa. I punti rispetto al diritto allo studio e ad una chiara rendicontazione sono non solo il piano che presentiamo oggi, che, come avete visto, ha una parte molto significativa che racconta i dati, ma anche la clausola valutativa e i momenti in cui sul diritto allo studio l’Ente per il diritto allo studio regionale presenta le sue risultanze e l’attività fatta nell’anno precedente alla Commissione V.

Tengo a dire come ultima cosa che il punto chiave del diritto allo studio è certamente l’attenzione alla persona, come tutti i consiglieri hanno sottolineato, ma dobbiamo anche considerare che questa è una delle più forti misure di attrattività che ha la Regione Emilia-Romagna.

Le nostre università hanno la percentuale più alta di studenti fuori sede di tutte le università italiane, siamo la Regione che ospita più studenti fuori sede rispetto alle altre Regioni italiane, e questo deriva chiaramente dall’alta qualità delle nostre Istituzioni accademiche e dai processi di formazione, che hanno attivato spesso anche corsi internazionali, che quindi mostrano di essere attrattivi non solo all’interno dei confini nazionali, ma anche per gli studenti stranieri, ma deriva anche dalla certezza che hanno gli studenti che, quando sono accolti in Emilia-Romagna, hanno con sicurezza servizi e borse di studio garantite dal sistema del diritto allo studio regionale.

Questo è fondamentalmente il cuore della decisione che stiamo prendendo oggi, che state prendendo oggi: dare garanzia che il cento per cento di questi studenti avrà diritto ai benefici del sistema del diritto allo studio dell’Emilia-Romagna.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessora Salomoni.

Abbiamo finito il dibattito generale. Passiamo alla discussione generale sugli emendamenti. Ricordo che abbiamo cinque emendamenti proposti dal consigliere Montevecchi. Se non ci sono interventi sugli emendamenti, passiamo alle dichiarazioni di voto.

Dichiarazioni di voto congiunte sul provvedimento e sugli emendamenti. Io non ho richieste di interventi neanche sulle dichiarazioni.

A questo punto, passiamo alla votazione degli emendamenti. Partiamo dal primo emendamento, il n. 1, a firma Montevecchi.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 36

Contrari 24

Favorevoli 12

 

È respinto.

 

Passiamo all’emendamento n. 2, a firma Montevecchi. Consigliera Soncini?

 

SONCINI: Chiedo di registrare il mio voto contrario. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto. Aggiungiamo il suo voto.

Apriamo adesso la votazione sull’emendamento 2, a firma Montevecchi.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 36

Contrari 25

Favorevoli 11

 

È respinto.

 

Passiamo all’emendamento n. 3, sempre a firma del consigliere Montevecchi.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 36

Contrari 25

Favorevoli 11

 

È respinto.

 

Passiamo all’emendamento n. 4, sempre a firma del consigliere Montevecchi.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 36

Contrari 23

Favorevoli 12

 

È respinto.

 

Siamo arrivati alla votazione dell’ultimo emendamento, emendamento n. 5, a firma Montevecchi.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 36

Contrari 25

Favorevoli 11

 

È respinto.

 

Siamo arrivati alla votazione finale, alla votazione del provvedimento.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 36

Favorevoli 25

Contrari 11

 

È approvato.

 

PRESIDENTE (Petitti): Sono le ore 17,37, dichiaro chiusa la seduta.

Auguro a tutti una buona serata.

 

La seduta ha termine alle ore 17,37

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI; Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI; Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE; Marco FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI; Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il Presidente della Giunta Stefano BONACCINI

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Vincenzo COLLA, Mauro FELICORI, Irene PRIOLO, Paola SALOMONI, Elena SCHLEIN.

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori: Paolo CALVANO, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Barbara LORI e il consigliere Pasquale GERACE.

 

Votazioni elettroniche

OGGETTO 5371

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per l'accelerazione dell'adozione delle misure di mitigazione della carenza idrica. (28 06 22). A firma dei Consiglieri: Rainieri, Rancan, Occhi, Liverani, Bargi, Bergamini, Pelloni, Montevecchi, Stragliati, Pompignoli, Facci, Catellani

 

Titolo: 5342/1 - Risoluzione a firma cons. Rainieri e altri (siccità e crisi idrica) (Oggetto 5371)

 

Presenti al voto: 40

Favorevoli/Si: 14

Contrari/No: 22

Astenuti: 3

Non votanti: 1

Assenti: 10

 

Favorevoli/Si


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Liverani Andrea; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina

 

Contrari/No


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Fabbri Marco; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Astenuti


Bondavalli Stefania; Felicori Mauro; Pigoni Giulia

 

Non votanti

Petitti Emma


Assenti


Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Daffadà Matteo; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Montalti Lia; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo

 

OGGETTO 5372

Risoluzione per impegnare la Giunta e l'Assemblea legislativa a proseguire l'interlocuzione con il Governo affinché in tempi brevi venga dichiarato lo stato di emergenza nazionale. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Daffada', Rontini, Sabattini, Caliandro, Costi, Costa, Bulbi, Pillati, Pigoni, Bondavalli, Maletti

 

Titolo: 5342/2 - (I parte) Risoluzione a firma cons. Fabbri e altri (siccità e crisi idrica) (Oggetto 5372)

 

Presenti al voto: 42

Favorevoli/Si: 39

Astenuti: 1

Non votanti: 2

Assenti: 8

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Catellani Maura; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Facci Michele; Felicori Mauro; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella


 

Astenuti

Piccinini Silvia


Non votanti

Petitti Emma; Zamboni Silvia


Assenti


Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo;

 

Titolo: 5342/2 - (II parte) Risoluzione a firma cons. Fabbri e altri (siccità e crisi idrica) (Oggetto 5372)

 

Presenti al voto: 42

Favorevoli/Si: 25

Contrari/No: 14

Astenuti: 1

Non votanti: 2

Assenti: 8

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella

 

Contrari/No

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Liverani Andrea; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli


Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina

 

Astenuti

Piccinini Silvia


Non votanti

Petitti Emma; Zamboni Silvia


Assenti


Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo;

 

OGGETTO 5311

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio universitario e l'alta formazione triennio 2022-2024, aa.aa. 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 ai sensi della l.r. n. 15/2007 e ss.mm.ii.". (86)

 

Titolo: 5311 - EM. 1 (a firma cons. Montevecchi)

 

Presenti al voto: 38

Favorevoli/Si: 12

Contrari/No: 25

Non votanti: 1

Assenti: 12

 

Favorevoli/Si


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina

 

Contrari/No

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Soncini Ottavia


Non votanti

Petitti Emma


Assenti


Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Montalti Lia; Occhi Emiliano; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia

 

Titolo: 5311 - EM. 2 (a firma cons. Montevecchi)

 

Presenti al voto: 37

Favorevoli/Si: 11

Contrari/No: 25

Non votanti: 1

Assenti: 13

 

Favorevoli/Si

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Facci Michele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina


Contrari/No

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella


Non votanti

Petitti Emma;


Assenti


Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Montalti Lia; Occhi Emiliano; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia

 

Titolo: 5311 - EM. 3 (a firma cons. Montevecchi)

 

Presenti al voto: 37

Favorevoli/Si: 11

Contrari/No: 25

Non votanti: 1

Assenti: 13

 

Favorevoli/Si

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Facci Michele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina


Contrari/No

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella


Non votanti

Petitti Emma


Assenti


Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Montalti Lia; Occhi Emiliano; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia

 

Titolo: 5311 - EM. 4 (a firma cons. Montevecchi)

 

Presenti al voto: 37

Favorevoli/Si: 12

Contrari/No: 23

Non votanti: 2

Assenti: 13

 

Favorevoli/Si

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina


Contrari/No

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella


Non votanti

Felicori Mauro; Petitti Emma


Assenti


Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Montalti Lia; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia

 

Titolo: 5311 - EM. 5 (a firma cons. Montevecchi)

 

Presenti al voto: 37

Favorevoli/Si: 11

Contrari/No: 25

Non votanti: 1

Assenti: 13

 

Favorevoli/Si

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Facci Michele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina


Contrari/No

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella


 

Non votanti

Petitti Emma


Assenti

Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Montalti Lia; Occhi Emiliano; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia


 

Titolo: 5311 - (Piano regionale interventi e servizi per il diritto allo studio universitario)

 

Presenti al voto: 37

Favorevoli/Si: 25

Contrari/No: 11

Non votanti: 1

Assenti: 13

 

Favorevoli/Si

Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella


Contrari/No


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Facci Michele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina

 

Non votanti

Petitti Emma


Assenti


Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Gerace Pasquale; Gibertoni Giulia; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Montalti Lia; Occhi Emiliano; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo; Tarasconi Katia

 

Emendamenti

OGGETTO 5311

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio universitario e l'alta formazione triennio 2022-2024, aa.aa. 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 ai sensi della l.r. n. 15/2007 e ss.mm.ii.". (86)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 38/51: il capoverso: "Tale obiettivo può essere perseguito non solo attraverso l'ottimale utilizzo di tutti gli strumenti finanziari disponibili, ma anche attuando eventuali misure di riadeguamento degli importi degli interventi a concorso, fatto salvo il rispetto dei limiti previsti dalla normativa di riferimento."

viene sostituito dal periodo:

"Il beneficio, la cui quantificazione è demandata a successivo atto di Giunta, si compone di una parte fissa minima, che non può essere soggetta a misure di riadeguamento successive all'emanazione del bando, salvo la possibilità di agevolare gli studenti con indicatore ISEE inferiore o uguale alla metà del limite massimo di riferimento, per i quali l'importo della borsa di studio spettante è incrementato del 15% (ai sensi dell'art 3, comma 3, del D.M. 1320/21) e nel caso di studenti con disabilità, di cui al successivo paragrafo 7.5."»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 39/51: dopo la frase: "potranno essere attivate, anche in via sperimentale, modalità di assegnazione dei benefici che concorrano a promuovere la continuità dei percorsi e il successo formativo,"

viene aggiunta la frase:

“a condizione che la misura venga estesa uniformemente a tutti gli studenti dell'ateneo"»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 39/51: dopo il periodo: "Alla definizione di tali modalità, dei relativi criteri, nonché degli strumenti e indicatori di monitoraggio e valutazione, necessari per attivare, anche in via sperimentale, modelli innovativi nella gestione degli interventi provvederà con propri atti la Giunta regionale... "

viene aggiunta la frase:

“,previo parere della competente commissione assembleare"»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 39/51: il capoverso: "Compatibilmente con le risorse disponibili potranno inoltre essere previsti specifici interventi finalizzati a sostenere studenti che evidenzino specifiche situazioni di bisogno, in linea di continuità e di sviluppo con le sperimentazioni di "un diritto allo studio personalizzato" attivati e valutati negli ultimi anni, per dare risposta a situazioni personali e/o familiari di difficoltà valorizzando il principio generale che connota il diritto allo studio regionale come un sistema di servizi capace di valorizzare l'integrazione delle competenze, degli strumenti e delle risorse di ciascun attore del sistema." è così integralmente modificato:

"Compatibilmente con le risorse disponibili potranno inoltre essere previsti specifici interventi finalizzati a sostenere studenti che evidenzino specifiche situazioni di bisogno per dare risposta a situazioni personali e/o familiari di difficoltà valorizzando il principio generale che connota il diritto allo studio regionale come un sistema di servizi capace di valorizzare l'integrazione delle competenze, degli strumenti e delle risorse di ciascun attore del sistema. Tali condizioni, che dovranno risultare omogenee quantomeno a livello di ateneo, verranno definite dalla Giunta regionale con successivo atto deliberativo, previa assunzione di parere da parte della competente Commissione assembleare."»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Montevecchi

«A pagina 47/51: il periodo: "In casi di specifiche difficoltà potranno essere attivate particolari modalità per adempiere alla restituzione di quanto fruito in denaro e servizi quali forme personalizzate di collaborazione volontaria degli studenti per attuare la compensazione di quanto dovuto."

viene così modificato:

"Potranno essere attivate particolari modalità per adempiere alla restituzione di quanto fruito in denaro e servizi quali forme personalizzate di collaborazione volontaria degli studenti per attuare la compensazione di quanto dovuto, a condizione che tale opzione venga offerta in maniera uniforme a tutti gli studenti dell'ateneo che si trovino a dover restituire il beneficio"»

(Respinto)

 

Comunicazione ai sensi dell’art. 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

5359 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se corrisponda al vero che dall'autunno prossimo, in orario notturno, il servizio di Primo Soccorso dell'Ospedale di Comunità "L. Cappelli" di Mercato Saraceno (FC) verrà chiuso o che, quantomeno, si verificherà una rimodulazione di parte del suo personale medico. A firma del Consigliere: Lisei

 

5360 - Interrogazione a risposta scritta relativa al ripristino della piena agibilità di una scuola dell'infanzia di Monterenzio (BO). A firma della Consigliera: Piccinini

 

5361 - Interrogazione a risposta orale in commissione per conoscere le cause che hanno portato alla morte di diversi esemplari di tartarughe marine Caretta caretta e di delfini Tursiops truncatus, nella zona nord dei lidi comacchiesi.              A firma del Consigliere: Fabbri

 

5362 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle azioni che la Giunta intende intraprendere nei confronti del Governo per sollecitare l'adeguamento delle risorse ordinarie e il pagamento dei relativi saldi pregressi delle somme destinate ai Patronati. A firma del Consigliere: Fabbri

 

5363 - Interrogazione a risposta scritta relativa al rilascio delle apposite autorizzazioni di tipo ambientale e paesaggistico per la tappa di una manifestazione musicale che si terrà a Marina di Ravenna all'inizio del mese di luglio. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

5364 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla realizzazione del progetto "Passante di Bologna". A firma della Consigliera: Gibertoni

 

5365 - Interrogazione a risposta scritta per sapere come la Giunta intenda intervenire affinché il settore agricolo e zootecnico adottino pratiche più sostenibili e con minor consumo della risorsa idrica e, in ogni caso, prevedendo fin da subito che le acque reflue siano recuperate per fini irrigui. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

5366 - Interrogazione a risposta scritta relativa al festival "L'Italia di Domani", svoltosi a Modena dal 24 al 26 giugno scorsi. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

5367 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere i motivi del mancato incontro del sindaco di Pianoro con i residenti della Val Zena, propedeutico alla realizzazione dell'opera di allacciamento alla rete idrica pubblica. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

5368 - Interrogazione a risposta scritta circa l'urgente crisi di personale del Pronto Soccorso dell'Ospedale Infermi di Rimini e la cronica mancanza di professionisti della sanità nelle strutture della Regione Emilia-Romagna e di tutta Italia. A firma della Consigliera: Rossi

 

5369 - Interrogazione a risposta scritta circa l'imminente chiusura dell'istituto paritario San Vincenzo de' Paoli di Bologna. A firma del Consigliere: Lisei

 

5370 - Interrogazione a risposta scritta relativa al programma di recupero e rigenerazione dell'ex tabacchificio S.A.C.T.A. di Gambettola (FC). A firma del Consigliere: Lisei

 

RISOLUZIONI

 

5371 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per l'accelerazione dell'adozione delle misure di mitigazione della carenza idrica. (28 06 22). A firma dei Consiglieri: Rainieri, Rancan, Occhi, Liverani, Bargi, Bergamini, Pelloni, Montevecchi, Stragliati, Pompignoli, Facci, Catellani

 

5372 - Risoluzione per impegnare la Giunta e l'Assemblea legislativa a proseguire l'interlocuzione con il Governo affinché in tempi brevi venga dichiarato lo stato di emergenza nazionale. (28 06 22). A firma dei Consiglieri: Fabbri, Daffada', Rontini, Sabattini, Caliandro, Costi, Costa, Bulbi, Pillati, Pigoni, Bondavalli, Maletti

 

(Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - n. 11 prot. NP/2022/1564 del 29 giugno 2022)

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti – Rainieri - Zamboni

Bergamini - Montalti