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157.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 26 LUGLIO 2022

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 5161

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2022. Altri interventi di adeguamento normativo". (47)

(Continuazione esame articolato e approvazione)

(Ordini del giorno 5161/1/2/3 oggetti 55295530 5531 Approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

FACCI (Lega)

FACCI (Lega)

FACCI (Lega)

MARCHETTI Daniele (Lega)

CATELLANI (Lega)

POMPIGNOLI (Lega)

RONTINI (PD)

BESSI (PD)

 

OGGETTO 5315

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2023-2025". (92)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione)

PRESIDENTE (Petitti)

PILLATI, relatrice della Commissione

CATELLANI, relatrice di minoranza

MARCHETTI Daniele (Lega)

MONTEVECCHI (Lega)

OCCHI (Lega)

ZAMBONI (EV)

POMPIGNOLI (Lega)

PRESIDENTE (Rainieri)

CASTALDINI (FI)

DAFFADÀ (PD)

CALVANO, assessore

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 5161

Emendamenti oggetto 5161

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,51

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 157 del giorno 26 luglio 2022.

Ai sensi dell’articolo 102-bis del Regolamento interno, partecipano in modalità telematica i consiglieri Costi, Montalti e Stragliati.

Hanno giustificato la propria assenza l’assessora Salomoni e il consigliere Lisei.

 

OGGETTO 5161

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2022. Altri interventi di adeguamento normativo”. (47)

(Continuazione esame articolato e approvazione)

(Ordini del giorno 5161/1/2/3 oggetti 5529 – 5530 – 5531 Approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Colleghi, riprendiamo le votazioni e partiamo dalla votazione legata all’articolo 18 del provvedimento di legge.

Nomino gli scrutatori: la consigliera Maletti, il consigliere Daffadà e la consigliera Catellani.

Partiamo dall’articolo 18.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 18.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo all’articolo 19.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 19.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo all’articolo 20.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 20.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo all’articolo 21.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 21.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo all’articolo 22.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 22.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo all’articolo 23.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 23.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Ora passiamo agli emendamenti.

Emendamento n. 8, a firma del consigliere Facci, emendamento che istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale. Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: È il n. 1?

 

PRESIDENTE (Petitti): L’emendamento n. 8, che istituisce un nuovo articolo dopo l’articolo 23 della legge.

 

FACCI: Sì, siamo nell’ambito della legge regionale n. 5 del 2013, giusto?

 

PRESIDENTE (Petitti): No, è 5161, è quello sul REFIT ed è l’emendamento n. 8.

 

FACCI: Dovrebbe essere quello della modifica alla legge regionale 30 gennaio 2014, n. 1. Giusto, presidente?

 

PRESIDENTE (Petitti): No.

 

FACCI: Okay, allora è questo, perché qui...

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliera Maletti, dopo il consigliere Facci.

 

FACCI: Sostanzialmente questa modifica riguarda una questione che io presento ciclicamente e mi rendo conto che forse su questo posso apparire un po’ testardo, però io credo che sia un fatto di correttezza e di equilibrio nella gestione dei denari che la Regione vuole riservare alla montagna.

Oggi il Fondo regionale per la montagna, previsto dall’articolo 8 della legge regionale n. 2 del 2004, prevede il trasferimento delle risorse solo in favore dei Comuni montani che fanno parte delle unioni, quindi, di fatto, vengono esclusi dei Comuni montani per il solo fatto di non far parte di Unioni. Stando all’ultimo censimento questi Comuni sono nove. Non sono tanti. Ma il punto è che sono Comuni montani. Allora, nel momento in cui si ritiene di dover sostenere tutti i Comuni montani, di dover sostenere comunque la montagna e gli abitanti della montagna, non vi è ragione alcuna, salvo voler introdurre volutamente una disparità di trattamento, che potrebbe anche essere in violazione di norme costituzionali, ma non spetta adesso a noi entrare in questo merito. Certamente si introduce una sperequazione fra Comuni che appartengono alle Unioni e Comuni che non vi appartengono. Quindi, si fa una disparità di trattamento fra cittadini che fanno parte di Comuni montani, ma che non sono all’interno di Unioni, e cittadini che, invece, fanno parte di Comuni montani all’interno di Unioni. L’emendamento vuole eliminare questa ingiustizia, questa disparità di trattamento fra cittadini che, comunque, vivono tutti nell’ambito di Comuni montani. Quindi, si vuole prevedere la possibilità di destinare il Fondo regionale per la montagna, le risorse, anche ai Comuni montani che non fanno parte delle Unioni.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Altri in dibattito generale?

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 8, con voto elettronico. Quindi, voi con il dispositivo e con l’app chi è da remoto.

Dichiaro aperta la votazione sull’emendamento n. 8, a firma Facci.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 36

Favorevoli 14

Contrari 21

Astenuti 1

 

È respinto.

 

Passiamo adesso all’emendamento n. 9, sempre a firma del consigliere Facci. Anche l’emendamento n. 9 istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale. Prego, consigliere Facci.

 

FACCI: Sempre per chiarezza, qui siamo sulla legge regionale n. 5 del 2013, come modifica? Siccome c’è una gran confusione...

 

PRESIDENTE (Petitti): Allora, l’emendamento n. 9...

 

FACCI: Insiste sulla legge regionale n. 5 del 2013?

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, la legge n. 5 del 2013.

 

FACCI: Grazie.

Siamo nell’ambito della legge regionale n. 5 del 2013, che disciplina il gioco, e noi riproponiamo anche qua queste modifiche per evidenziare l’assoluta incongruenza e squilibrio che vi è nella concezione del gioco legale, perché noi siamo nell’ambito del gioco legale, non nell’ambito del gioco illegale, gioco legale che è stato disciplinato con questa legge, che ha subito una serie di modifiche nel corso degli ultimi anni, sulla considerazione che il gioca porta necessariamente a delle patologie e a dipendenze. La verità sta sempre in mezzo, è vero che il gioco porta a delle dipendenze, però è altrettanto vero che, come è stato dimostrato recentemente da studi che abbiamo avuto modo di illustrare in Commissione, il gioco on-line, il Gratta e Vinci, il Gioco del Lotto sono aumentati in maniera esponenziale, soprattutto nel periodo della pandemia, e non hanno affatto raggiunto gli obiettivi che in qualche modo si voleva fare, cioè di fatto eliminare la dipendenza dal gioco d’azzardo patologico.

Diverse Amministrazioni regionali hanno disciplinato diversamente questa materia, nel senso che hanno introdotto dei correttivi proprio consapevoli del fatto che la normativa che era stata prevista era effettivamente eccessivamente rigorosa. Fra l’altro, vi sono anche in questa Regione una serie di provvedimenti giurisprudenziali che hanno imposto delle verifiche alle Amministrazioni locali nel senso di capire se effettivamente…

 

PRESIDENTE (Petitti): Colleghi, io veramente chiedo un po’ di silenzio in aula, per favore, perché è veramente complicato ascoltare chi interviene. Non si sente niente. Grazie.

 

FACCI: Se effettivamente la previsione, per esempio, del distanziometro non producesse un effetto espulsivo, limitativo delle attività imprenditoriali. Fondamentalmente c’è una riflessione diversa su questa materia. Allora noi, nell’ambito di questa riflessione diversa che vogliamo portare all’attenzione di quest’aula, riteniamo, come per esempio è stato fatto in Piemonte, di rimodulare le disposizioni prescrittive della legge rendendole meno severe, allo stesso tempo, però, garantendo quello che è il dovere di fare in modo che non vi sia, naturalmente, una liberalizzazione del gioco e, quindi, che vi sia comunque l’intervento pubblico di regolamentazione. Quindi, questo emendamento vuole andare sostanzialmente a modificare la legge riequilibrando i rapporti fra i diversi soggetti in campo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Altri in dibattito generale?

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 9, sempre con il voto elettronico.

Dichiaro aperta la votazione sull’emendamento n. 9, a firma Facci.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 38

Favorevoli 13

Contrari 25

 

È respinto.

 

Passiamo adesso all’articolo 24.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 24.

Favorevoli? Contrari Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo all’articolo 25.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 25.

Favorevoli? Contrari Astenuti?

È approvato.

 

C’è un emendamento che insiste sull’articolo 26, emendamento n. 1 a firma Calvano.

Facciamo un dibattito generale congiunto sull’emendamento e sull’articolo 26.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma Calvano.

Favorevoli? Contrari Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 26.

Mettiamo in votazione l’articolo 26.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Adesso abbiamo una serie di altri emendamenti e passiamo all’emendamento n. 2, sempre a firma Calvano, che istituisce un nuovo articolo, su cui insiste il subemendamento n. 13, a firma Catellani e Bargi. Facciamo un dibattito congiunto su emendamento e subemendamento, se qualcuno vuole intervenire. Emendamento n. 2, a firma Calvano, su cui insiste il subemendamento n. 13, a firma Bargi e Catellani. Nessuno vuole intervenire?

Dichiarazioni di voto.

A questo punto mettiamo in votazione prima il subemendamento n. 13, a firma Catellani e Bargi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ora mettiamo in votazione l’emendamento n. 2, a firma Calvano.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo adesso all’emendamento n. 3, a firma Pompignoli, Soncini, Maletti e Daniele Marchetti. L’emendamento n. 3 istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Ora passiamo all’emendamento n. 4, sempre a firma Pompignoli, Soncini, Maletti e Daniele Marchetti. L’emendamento n. 4 istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

C’è un ultimo emendamento, prima di passare all’articolo successivo, l’emendamento n. 10, a firma del consigliere Daniele Marchetti, che chiede di intervenire. Prego, consigliere.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente. Molto brevemente, soltanto per annunciare il ritiro di questo emendamento, dal momento che c’è stato un confronto con il relatore di maggioranza a discussione generale conclusa, quindi non avevamo più il tempo di rimettere mano alla proposta, per cui rinvieremo la discussione ad una fase successiva.

 

PRESIDENTE (Petitti): Benissimo.

A questo punto, ritirato l’emendamento n. 10, passiamo all’articolo 27.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 27.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Ora c’è un altro emendamento, precisamente l’emendamento n. 12, a firma della consigliera Piccinini. È un emendamento che istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 12, a firma Piccinini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo all’articolo 28.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 28.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Ora passiamo all’emendamento n. 5, che insiste sull’articolo 29. Quindi, facciamo il dibattito generale su emendamento e articolo 29. Qualcuno vuole intervenire?

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 5, a firma Sabattini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 29.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Dopo l’articolo 29 abbiamo un emendamento, l’emendamento n. 6, a firma Calvano [Sabattini], che istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 6.

Favorevoli? Contrari Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo adesso all’emendamento n. 11, a firma Costa e Sabattini. È un emendamento che istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 11, a firma Sabattini e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Abbiamo concluso l’articolato e passiamo agli ordini del giorno. Su questo oggetto insistono, infatti, 3 ordini del giorno: ordine del giorno 5161/1, a firma Catellani; il 5161/2, a firma Piccinini; il 5161/3, a firma Pompignoli.

Dibattito generale sui tre ordini del giorno. Qualcuno vuole intervenire? Consigliera Catellani, prego.

 

CATELLANI: L’argomento oggetto dell’ordine del giorno è il programma presentato dalla società Silk-FAW Automotive. Siamo all’interno di quanto prevede la legge regionale n. 14/2014. È un tema parecchio dibattuto, soprattutto ultimamente anche sulla stampa, è un tema sul quale il nostro Gruppo è stato sin dall’inizio non in opposizione al progetto stesso, ma nella ricerca costante di chiarezza, che purtroppo non c’è stata.

Nel corso dell’anno 2022 si è manifestato il mancato rogito del terreno nella località in cui deve insistere l’impianto, che è Gavassa. Ci sono state diverse difficoltà legate anche al concretizzarsi del piano occupazionale, nonché alla fuga del management. Sappiamo che c’è stato, nella giornata di ieri, un incontro che ha tenuto l’assessore Colla, quindi con questo ordine del giorno chiediamo di avere notizie su quanto è stato detto e appurato durante l’incontro. Abbiamo chiesto che si possa condividere con l’intera Assemblea. Ripeto, non siamo sicuramente contrari al progetto, ma a questo punto, visto e considerato che il PD a tutti i livelli si è gonfiato il petto, ma che le nostre perplessità in realtà sono state alla fine riscontrate, la chiarezza è ovviamente necessaria.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Catellani.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie.

Questo è un ordine del giorno legato alla richiesta che hanno fatto i sette vescovi romagnoli sulla questione legata ai piani non approvati sul PNRR per le Diocesi che hanno presentato i progetti, 60 progetti presentati dalle diocesi romagnole è stato considerato meritevole nessuno di questi 60 progetti. I fondi richiesti sarebbero dovuti servire per interventi di restauro, messa in sicurezza, adeguamento antisismico a Chiese simbolo del territorio romagnolo, come ad esempio la Basilica di San Vitale a Ravenna, la Cattedrale di San Giovanni a Cesena e il Duomo di Forlì.

I progetti bocciati nell’ambito del PNRR riguardano sia i grandi luoghi di culto delle città capoluogo che quelli minori, che impattano su Chiese di Comuni più piccoli, di montagna, ma non per questo meno strategici e importanti per le comunità locali. Da questo punto di vista è sorta la necessità di poter intervenire sul tema e con questo ordine del giorno si chiede alla Giunta regionale di sollecitare il Governo centrale, in particolare il Ministero dei Beni culturali, affinché almeno una parte dei 60 progetti presentati dalle diocesi romagnole nell’ambito dei fondi del PNRR per la riqualificazione dei luoghi di culto venga rivista, rivalutata e possibilmente finanziata con risorse sufficienti e adeguate.

Questo è l’ordine del giorno. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Pompignoli.

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Grazie, presidente.

Intervengo a nome del Partito Democratico sui tre ordini del giorno per annunciare il nostro voto favorevole su tutti e tre. Sul primo, quello a firma della consigliera Catellani, anche dando la disponibilità della Commissione assembleare di presiedere, quella che si occupa di politiche economiche, e di portare lì gli aggiornamenti sul tema. Mi fa piacere che in aula ci sia anche l’assessore Colla, che penso possa condividere la necessità, come chiedono i colleghi, di tenere aggiornata l’Assemblea legislativa su questo speriamo grande investimento che si attuerà nei prossimi mesi, nei prossimi anni, a partire dalla data annunciata ieri, quella del 5 agosto, in cui verranno acquistati terreni.

Voglio ricordare che anche nelle settimane scorse proprio in Commissione è stato fatto un aggiornamento, a seguito dell’interrogazione a risposta orale che la collega Catellani e il collega Delmonte avevano iscritto ai lavori.

Voteremo a favore anche dell’ordine del giorno n. 2, a firma della consigliera Piccinini, che ha raccolto una sollecitazione che arrivava anche da ANCI. Ricordo durante l’iter sull’approvazione della legge in materia di comunità energetiche che il tecnico dirigente di ANCI ci aveva sollecitati a rafforzare e a migliorare la nostra legge sulla partecipazione relativamente all’attuazione delle comunità energetiche, quindi quella sollecitazione era accolta anche per il tramite di questo ordine del giorno.

Infine, voteremo a favore anche dell’ordine del giorno n. 3, quello a firma del consigliere Pompignoli. Mi si permetta su questo una sottolineatura. Fa sempre piacere quando dai colleghi arriva la certificazione della bontà delle proposte e dell’iniziativa politica che si porta avanti, fa ancora più piacere quando questo arriva dai banchi della minoranza. Questa mattina da parte del consigliere Pompignoli è già successo due volte, prima con l’ordine del giorno sulle cavallette, e c’era una mia precedente interrogazione del 6 luglio proprio sullo stesso tema, e oggi con questo ordine del giorno, e ricorderete che nella scorsa seduta di Assemblea legislativa in data…

 

PRESIDENTE (Petitti): Colleghi, un po’ di silenzio, per favore.

 

RONTINI: …11 luglio avevo depositato un question time proprio per chiedere l’impegno della Giunta nel sollecitare il Governo affinché i sessanta progetti presentati dalle Diocesi che insistono sul territorio della Romagna possano avere la giusta attenzione che meritano, come l’ordine del giorno del collega sottolinea. Quindi, ben venga che anche con altri atti e altri ordini del giorno si possano rafforzare iniziative politiche di buon senso. Quindi, il nostro voto favorevole è anche sull’ordine del giorno 5161/3.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Rontini.

Non ho altri in dibattito generale.

Qualcuno vuole fare le dichiarazioni di voto congiunte sugli ordini del giorno? Non ho richieste di dichiarazioni di voto.

A questo punto mettiamo in votazione i tre ordini del giorno.

Partiamo dall’ordine del giorno 5161/1, a firma della consigliera Catellani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5161/1, oggetto 5529, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

Passiamo all’ordine del giorno 5161/2, a firma della consigliera Piccinini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5161/2, oggetto 5530, è approvato a maggioranza dei presenti)

 

Infine, l’ordine del giorno 5161/3, a firma del consigliere Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5161/3, oggetto 5531, è approvato a maggioranza dei presenti)

 

Siamo arrivati alla votazione finale del provvedimento. È un voto finale sull’intero progetto di legge, quindi si fa con il dispositivo elettronico.

Dichiaro aperta la votazione sul progetto di legge in discussione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 31

Favorevoli 24

Contrari 7

 

È approvato.

 

Consigliere Bessi?

BESSI: Il voto.

 

PRESIDENTE (Petitti): Aggiungiamo il voto del consigliere Bessi, che non è riuscito a votare, quindi aggiungiamo un voto favorevole.

 

OGGETTO 5315

Proposta d’iniziativa Giunta recante: “Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2023-2025”. (92)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione)

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto passiamo all’oggetto 5315, che è la proposta d’iniziativa della Giunta recante: “Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2023-2025”.

Ricordo che la Commissione Bilancio ha espresso parere favorevole nella seduta del 20 luglio 2022, con la seguente votazione: 23 voti a favore, 13 contrari e nessun astenuto.

La relatrice della Commissione, consigliera Pillati, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

La relatrice di minoranza, consigliera Catellani, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Su questo oggetto insistono 30 proposte di emendamento: 3 a firma della consigliera Castaldini; 3 a firma della consigliera Zamboni; 1 a firma della consigliera Piccinini; 6 a firma del consigliere Daniele Marchetti; 5 a firma dei consiglieri Catellani e Montevecchi; 1 a firma della consigliera Catellani; 1 a firma dei consiglieri Liverani e Catellani; 1 a firma dei consiglieri Montevecchi e Catellani; 1 a firma Occhi; 1 a firma Pompignoli. Poi abbiamo gli ordini del giorno.

A questo punto partiamo con la discussione e passo la parola alla relatrice di maggioranza della Commissione, consigliera Pillati. Prego, consigliera.

 

PILLATI, relatrice della Commissione: Grazie, presidente.

La discussione relativa al Documento di economia e finanza della Regione rappresenta un appuntamento importante, perché ci dà la possibilità di trasformare un atto dovuto in un’occasione per ragionare sul contesto, sulla visione e sugli obiettivi strategici della nostra Regione per il prossimo triennio, un contesto che alle difficoltà della pandemia aggiunge le complessità dovute alla guerra e all’aumento dei prezzi. 97 obiettivi strategici sostenuti da investimenti per 18 miliardi di euro e altri 4 miliardi di euro provenienti dal PNRR, oltre alle risorse della programmazione europea. Un triennio, l’ultimo della legislatura, in cui continuare nell’opera di sostegno delle categorie più colpite, imprese e famiglie, e nel contempo programmare investimenti per la crescita e interventi di spesa per aggredire le disuguaglianze. Insomma, fare le cose come siamo abituati a fare in Emilia-Romagna: essere eccellenza, ma senza lasciare indietro nessuno, con il metodo del confronto e della partecipazione come bussola.

C’è tutto questo e molto altro – e nel corso dell’intervento cercherò di illustrarlo – dentro il Documento di economia e finanza della Regione, che a qualcuno può sembrare soltanto un documento tecnico, fatto di numeri, grafici e schede, ma che in realtà racconta una visione.

Il DEFR si compone di due volumi. Il primo presenta un’analisi approfondita del contesto economico e finanziario del periodo di riferimento, tratteggia le tendenze macroeconomiche e il quadro complessivo. Il secondo, invece, mette in evidenza gli obiettivi strategici, utilizzando per ciascuno di essi finalità, contenuti, destinatari e risultati attesi. In questa seconda parte vengono evidenziate le integrazioni e i collegamenti con il Patto per il lavoro e per il clima, l’Agenda 2030, il bilancio regionale, oltre che gli indirizzi strategici assegnati alle società controllate o partecipate.

Qualche accenno al contesto macroeconomico voglio farlo, anche se so che in quest’aula c’è piena consapevolezza delle enormi difficoltà che stiamo attraversando, che sono state richiamate anche nella giornata di ieri dai colleghi.

Agli ingenti costi economici e sociali causati dalla pandemia, che ancora oggi ci accompagna e condiziona pesantemente le nostre scelte politiche e di bilancio, si aggiunge ora il peso enorme di quelli conseguenti alla guerra in Ucraina, che non sembra trovare, almeno nel breve tempo, una soluzione e che ha determinato effetti negativi sui percorsi di crescita, avviati nei diversi Paesi del mondo a partire dal 2021.

L’andamento dei prezzi energetici, che già prima della guerra si erano posizionati su livelli elevati, adesso ha subito un’ulteriore accelerazione. Stessa cosa per i costi dei prodotti alimentari, per non citare i problemi legati alle interruzioni delle catene globali di fornitura.

Ebbene, in questo quadro di difficoltà l’Emilia-Romagna comunque cresce. Nel 2021 il nostro territorio ha registrato una crescita pari al 7,3 per cento, superiore a quella nazionale che era attestata al 6,6 per cento, e le previsioni dicono che continueremo a crescere.

 

PRESIDENTE (Petitti): Colleghi, un po’ di silenzio, per favore! Grazie.

 

PILLATI: Certamente con una dinamica più attenuata, stante le difficoltà globali, ma continueremo a crescere, e lo faremo anche grazie alla pianificazione degli investimenti contenuti nel DEFR.

C’è infatti in questo documento un’ipotesi di investimenti di circa 18 miliardi, in crescita rispetto a quella prevista nel 2020, che era di 13 miliardi. Si tratta di un piano di investimenti dato dalla somma di scelte strategiche della Regione e scelte di altri soggetti, orientate dalla Regione, che hanno ricadute economiche importanti sul nostro territorio. Crescono, in particolare, gli investimenti per infrastrutture, per il trasporto pubblico e ferroviario, per l’ambiente, a favore delle imprese, per le politiche abitative, per la sanità e per l’edilizia scolastica e universitaria. 18 miliardi di euro che non ricomprendono i 4 miliardi del PNRR e le risorse della programmazione europea.

Ci sono alcuni princìpi chiari che guidano le traiettorie lungo le quali dispiegare queste risorse: l’integrazione tra diversi livelli di Governo e differenti canali di finanziamento europei, nazionali, regionali e locali; il sostegno a chi incontra difficoltà, ma al contempo gli investimenti per alimentare la crescita. Il confronto, la partecipazione vale su tutti i livelli di programmazione di questo Ente, come testimonia il Patto per il lavoro e per il clima, perché le scelte siano condivise e gli obiettivi di tutti. Da ultimo, l’aggressione alle disuguaglianze, per costruire una società sempre più giusta ed equa. Ecco perché nel DEFR non si parla solo di numeri, ma si contribuisce, attraverso la programmazione finanziaria ed economica, a definire un modello di società. In questo documento sono centrali le politiche sociali e sanitarie, quelle a sostegno delle famiglie e per la crescita sostenibile sul piano ambientale e sociale. La pressione fiscale rimane invariata e, nonostante la forte impronta e impulso agli investimenti, il ricorso all’indebitamento rimane basso.

Il DEFR conferma la volontà di rafforzare il sistema sanitario pubblico universalistico. A questo proposito mi preme sottolineare come, nonostante le difficoltà finanziarie che ben conosciamo, frutto di un sotto-finanziamento su scala nazionale della sanità, la recente classifica stilata dal CREA Sanità posizioni la nostra Regione ai vertici insieme a Veneto, Lombardia e Toscana.

Il DEFR conferma lo sviluppo e il consolidamento del sistema educativo e formativo.

Per quanto riguarda le politiche per l’occupazione, l’istruzione, la formazione e l’inclusione sociale, la bontà delle previsioni presenti nel DEFR sono confermate dall’approvazione, da parte della Commissione europea, del programma regionale FSE Plus, un investimento senza precedenti sulle persone. Per l’occupazione, l’istruzione, la formazione e l’inclusione sociale si rende disponibile oltre 1 miliardo di euro di risorse europee dello Stato e della Regione, che l’Emilia-Romagna destinerà al sostegno della ripartenza, puntando ad accrescere le competenze dei singoli e della collettività, per costruire una società della conoscenza e dei saperi, del lavoro e dell’impresa.

Centrale è il sostegno che si continuerà a garantire al sistema della ricerca in Emilia-Romagna. In questi anni, come sappiamo bene, abbiamo finanziato 10 tecnopoli della ricerca, con 26 ricollocati al centro delle filiere più importanti del territorio. Abbiamo sostenuto la crescita di oltre 80 laboratori di ricerca accreditati, finanziato dottorati, borse di ricerca e centinaia di progetti di innovazione delle imprese.

Voglio richiamare soltanto il titolo del Patto per il lavoro e per il clima per sottolineare la rilevanza degli investimenti per il contrasto dei cambiamenti climatici, il potenziamento e la riqualificazione delle infrastrutture idriche.

Da ultimo, come dicevo in premessa, il metodo, quello del dialogo con i livelli sovraordinati, con i territori, con i portatori di interessi, con i mondi della rappresentanza. La strategia complessiva contenuta nel DEFR è stata costruita attraverso un percorso di confronto con le Istituzioni e le parti sociali, si inserisce in una visione unitaria degli strumenti di programmazione, come il già citato Piano per il lavoro e per il clima, ma anche il Documento strategico regionale per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo, la strategia regionale Agenda 2030 e l’Agenda digitale.

Ci sono molti aspetti interessanti sempre nel secondo volume del DEFR, ma per ragioni di tempo mi fermo qui e potranno anche essere richiamati nel corso della discussione.

Voglio concludere il mio intervento con alcuni ringraziamenti sentiti, innanzitutto alla Giunta regionale, per il grande lavoro che sta dietro la predisposizione del DEFR, ma anche per il percorso di confronto di queste ultime settimane, un lavoro per il quale voglio estendere il mio ringraziamento anche alle strutture della Regione. Un ringraziamento particolare all’assessore Calvano per averci accompagnato in ogni momento di questo percorso con una grande disponibilità all’ascolto e al confronto, così come a tutto il suo staff, e in particolare alla dottoressa Arianna Bianchi, per il supporto costante e prezioso.

Ringrazio la collega Maura Catellani, relatrice di minoranza, per la collaborazione, il presidente Pompignoli e tutto lo staff della I Commissione, ringrazio i colleghi di maggioranza per la fiducia e lo staff del Gruppo del Partito Democratico, in particolare la mia collaboratrice Alessia.

Voglio ringraziare tutti i colleghi che hanno contribuito al confronto di queste settimane con riflessioni, emendamenti e ordini del giorno, perché in un momento difficile, di profonda incertezza, come quello che stiamo vivendo, in cui gli scenari mutano con grande rapidità e molto spesso anche in modo caotico, credo davvero che ci sia bisogno dell’impegno di tutti per la grande responsabilità che abbiamo nei confronti della nostra comunità regionale.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Pillati.

Passiamo adesso la parola alla relatrice di minoranza, consigliera Catellani. Prego, consigliera.

 

CATELLANI, relatrice di minoranza: Grazie, presidente. Grazie alla collega Pillati. La collaborazione è stata veramente fattiva. Il DEFR è un documento sicuramente complesso. Anch’io ringrazio l’assessore Calvano e ringrazio tutti i colleghi – parto dai ringraziamenti – per il lavoro fatto. Gli ordini del giorno che presenteranno sono tanti e su materie diverse. Un ringraziamento particolare anche a tutto il nostro staff, perché ha lavorato veramente in maniera compatta su questo documento, consentendoci di affrontarlo passo dopo passo in tutte le sue parti. Quindi, grazie a tutti anche da parte mia.

Concentro il mio intervento, in realtà, su tre aspetti. Ho diviso il DEFR, DEFR che è composto dalle sue tre parti, quindi la parte iniziale, la seconda parte e la terza parte sulle partecipate, secondo il metodo, il merito e quelle che sono, secondo me, le critiche.

Parto dal metodo. Per metodo intendo come è stato composto il DEFR. È un DEFR sempre più ingombrante. E non intendo soltanto per le 550 pagine, come vi ha criticato anche qualche stakeholders, ma anche perché è faticoso da leggere. È talmente tanto oratorio che spesso è difficile da contestualizzare. È un documento con rarissimi riferimenti numerici, sostenuto da tabelle che, purtroppo, il più delle volte rimandano alla fine della legislatura. Un DEFR che si nasconde dietro al Patto per il lavoro e per il clima. E su questo purtroppo mi devo soffermare. È un tecnicismo, ma non posso lasciar correre. Abbiamo presentato moltissimi emendamenti sul filo logico del lavoro che ci sono stati respinti, senza neppure essere valutati nel merito, perché collegati al Patto per il lavoro e per il clima. Una parte di emendamenti è stata bocciata. Due emendamenti che insistevano sulla stessa parte del documento, quindi sul Patto, sono invece stati approvati. Allora, la domanda è: delle due, l’una. O il Patto per il lavoro e per il clima come inserito all’interno del DEFR – e non è richiamato pedissequamente e integralmente, ma per sommi capi – può essere emendato, oppure non può essere emendato. Lo Statuto, agli articoli 19, 28 e 46, in tutti e tre i casi al comma 1, consente all’Assemblea di emendare qualsiasi parte del DEFR. Il problema, a mio avviso, è che forse nel DEFR non deve essere inserito il Patto per il lavoro e per il clima, se non nel richiamo, ma non riassunto, perché è chiaro che si deve consentire all’Assemblea, che ha il potere di emendare qualsiasi parte del DEFR, di poter intervenire anche su quella parte. Poi ci sta che per gentleman agreement non andiamo a toccare le relazioni degli Assessori, ci mancherebbe, ma se c’è qualcosa scritto all’interno, l’Assemblea è sovrana e noi dobbiamo poter emendare qualsiasi passaggio.

Non sto neanche a dire che ho chiesto per favore, posto che lo Statuto mi consente di emendare qualsiasi passaggio, di parlare con il tecnico, che evidentemente alla parte politica ha detto “qua non si può emendare”, ma il nome non mi è stato fatto. Lo chiedo ancora, perché 1) non vogliamo sbagliare, 2) non voglio che l’Assemblea, in particolar modo l’opposizione, la nostra, perda di potere, perché il DEFR è un documento politico, e sulla politica noi possiamo emendare qualsiasi cosa, che poi dopo l’altra parte accetti o non accetti sta nel gioco e nei diritti delle parti. Non potete blindare le linee politiche del DEFR con questi documenti, non è il metodo!

Nel merito, spesso purtroppo il DEFR è ripetitivo, con dei passaggi ripresi dalla Nota di aggiornamento, e spesso anche manchevole, perché taluni argomenti non vengono neppure trattati. È stato illuminante seguire – lo ripeto – i lavori della parifica, perché spesso e volentieri i dubbi che sono emersi nella fase istruttoria della parifica corrispondono anche ai dubbi che noi stessi abbiamo.

Ho letto il DEFR in realtà con un monito liberato dall’assessore Calvano, che ringrazio perché lo condivido, e lo avevo detto anche durante la Commissione I, ma lo rileggo. “Le politiche dovranno essere definite avendo come obiettivo, nel breve periodo, il mantenimento e la implementazione dei servizi, pur in assenza di entrate aggiuntive, e nel medio e lungo periodo il contenimento del debito, senza aumentare la pressione fiscale”. Ho cercato questo ragionamento in tutto il DEFR, l’ho trovato rarissimamente, e – lo condivido – non l’ho trovato.

Sappiamo che questo autunno sarà molto faticoso e il racconto del DEFR che avete fatto purtroppo è poco concreto. Vado su alcune tematiche e parto dalla montagna, un tema che abbiamo trattato oggi, vi ringrazio anche per aver approvato il nostro ordine del giorno sugli impianti, è un tema che noi sentiamo molto e forse per trattare questo tema dovreste partire dal vero problema della montagna, che è quello del calo demografico. Ricordiamoci che la montagna è un territorio che ha una popolazione che resiste, perché ama il suo territorio, quindi è da qua che occorrerebbe partire.

Ringraziamo chiaramente per i bandi ristoro, che sono serviti a dare un respiro alle centinaia di imprese che nei territori montani hanno continuato ad offrire servizi e lavoro su recettività e distribuzione, però ci aspettiamo per il futuro il supporto a reti di imprese locali, il sostegno alle imprese di gestione degli impianti per l’ampliamento dei periodi di apertura, in un’ottica anche di destagionalizzazione.

Sulla montagna – rimango qui – dei punti nascita abbiamo parlato prima. Anche qua c’è stato un ordine del giorno che chiaramente non è stato accolto. Dico soltanto che in Commissione IV, quando abbiamo parlato di punti nascita, la risposta del dottor Baldino è stata che avete un’interlocuzione aperta con il Ministero. E questo è incredibile.

Viabilità. Per quanto riguarda la Commissione III, in realtà non ci sono state assolutamente novità. Sono solo rinnovate le promesse di interventi di qualificazione delle linee ferroviarie regionali e il potenziamento delle infrastrutture. Non si dice niente sulla quarta corsia oppure sulla Via Emilia-Bis.

Sanità. Ne ho parlato anche nel rendiconto: il giudizio di parifica docet in questo caso nella inevitabile prosecuzione pluriennale dei risultati di bilancio. La presentazione dell’assessore Donini sulla programmazione ci consegna già, a mani basse e con grande onestà (devo dire), la situazione, tale per cui si è attivato un sistema di monitoraggio bimestrale sull’andamento della sanità. Sul consolidamento del modello territoriale decentrato siete purtroppo intempestivi. L’idea è anche buona, ma senza personale è inutile fare dei proclami. È una circostanza che va di concerto alla necessità di qualificare il lavoro in sanità e nella formazione, i cui protocolli dovrebbero essere rivisti.

Durante la IV Commissione avevo anche chiesto un chiarimento sulla sola tabella numerica che sulla sanità emerge. Risultano soppressi numerosissimi interventi, invece, previsti nel DEFR 2021 e non c’è nessuna risposta sul perché e neanche risposte su come intendete impiegare i 45 milioni – 45 milioni! – che emergono alla fine della tabella. È una riga semplicemente generica e non c’è niente che ci porti a quella che è una proiezione di lungo respiro.

Sulla medicina di iniziativa, anche qui ho chiesto chiarimenti e in questo caso mi ha risposto sempre il dottor Baldino. Ovviamente la medicina di iniziativa sappiamo com’è, ma volevamo capire come intendete declinarla. Il dottor Baldino – testuali parole – ha detto: “I nostri medici non devono solo restare seduti nel proprio ambulatorio aspettando che l’utente si presenti per risolvere il problema sanitario, ma devono in qualche modo, soprattutto sul tema della cronicità, agire di iniziativa”. Sono parole sue. Io non mi permetterei mai di dire che i medici stanno seduti sulla loro sedia ad aspettare. Le intenzioni, anche qui, forse potrebbero essere valide, ma dovete far dialogare la medicina di iniziativa, così come la intendete voi, con il tema dell’appropriatezza prescrittiva, sulla quale vi state spendendo parecchio.

Politiche abitative. Anche queste ci stanno molto a cuore. Il solo modo per affrontare il tema è purtroppo rafforzare la condivisione tra politiche abitative e rigenerazione urbana. Il modello vigente non funziona. Abbiamo soltanto morosità incontrollata e sfratti purtroppo elefantiaci.

Sulle partecipate continuiamo il tema dell’attendismo rispetto a quelle che sono le liquidazioni, collegandole al Covid, quindi spero che arrivi presto il giudizio integrale della parifica per meglio capire come intendete muovervi sulle partecipate.

Arrivo al tema del lavoro. Sulla formazione abbiamo chiesto di inserire il circuito della coprogettazione anche in percorsi di istruzione, laddove possibile, abbiamo chiesto di inserire le imprese e le loro associazioni tra i soggetti che concorrono all’azione sulle azioni formative e sul diritto allo studio. Abbiamo chiesto di coinvolgere gli attori del mercato del lavoro anche sulle verifiche dei risultati attesi in ambito di istruzione e formazione professionale, abbiamo chiesto di garantire idonee condizioni contrattuali ai lavoratori della gig economy, anche con il monitoraggio delle parti sociali.

Abbiamo chiesto, anche in coerenza con l’emendamento accolto sui GOL, di inserire la coprogettazione già in fase di domande lavoro, andando oltre gli strumenti dei patti territoriali già nel PNRR, abbiamo chiesto di inserire e valorizzare in modo specifico i tirocinanti alla formazione SSL.

Abbiamo chiesto di valorizzare lo strumento dell’apprendistato, e lo abbiamo chiesto, ancorché non abbiate neppure – ritorno alla parte iniziale – valutato nel merito, nel posto giusto del DEFR. Se non volete parlare di politiche del lavoro, è sufficiente che lo diciate, evitiamo di perdere tempo.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Catellani.

Entriamo in dibattito generale sul provvedimento. Chi si iscrive a parlare? Nessuno si iscrive a parlare in dibattito generale sul DEFR? Consigliere Marchetti Daniele, prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Devo dire che continuiamo ad assistere ad un silenzio davvero imbarazzante da parte della maggioranza, che in questi giorni sta intervenendo davvero con il contagocce su tematiche che sono assolutamente importanti per la vita amministrativa della nostra Regione, quindi di conseguenza anche di tutti i cittadini emiliani e romagnoli.

Io mi soffermerò sui temi che abbiamo affrontato principalmente in Commissione sanità, ripartendo anche da quanto abbiamo detto ieri durante la discussione del rendiconto, perché abbiamo dibattuto e abbiamo fatto presente come forza di opposizione che la sanità in Emilia-Romagna attualmente sta vivendo delle difficoltà importanti, che vengono anche riconosciute dalla relazione che è contenuta all’interno di questo Documento di economia e finanza regionale. Come abbiamo detto ieri, però non basta limitarsi a richiedere fondi al Governo centrale, che, per carità, è una battaglia assolutamente sacrosanta e doverosa, perché tutte le Regioni stanno portando avanti questa richiesta per vedere riconoscere le spese sostenute per affrontare l’emergenza sanitaria che stiamo tuttora cercando di lasciarci alle spalle. È altrettanto vero, però, che manca una vera e propria visione di riforma del Servizio sanitario regionale qui in Emilia-Romagna. Non lo diciamo soltanto noi, ma ve lo dicono anche le parti sociali. Diverse sigle sindacali hanno già evidenziato l’assenza di un vero e proprio piano regionale per il ritorno a una situazione di normalità ed efficienza del Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna. Quindi, sono problemi reali, che esistono e che non si possono assolutamente ignorare.

In questa occasione, così come anche su tutti gli altri atti che abbiamo già discusso, abbiamo avanzato le nostre osservazioni e in questo caso, per quanto riguarda il DEFR, abbiamo presentato anche diversi emendamenti che riguardano proprio l’ambito sanitario. Io partirei dall’inizio, scorrendo proprio la parte che riguarda questo settore così importante e così in difficoltà. Partiamo dalla programmazione economico-finanziaria sostenibile delle Aziende sanitarie nel contesto dell’evoluzione pandemica. Come ha ricordato la relatrice Catellani, avete previsto un monitoraggio bimestrale per verificare l’equilibrio economico e finanziario complessivo delle Aziende sanitarie della nostra regione. Non ci possiamo, però, limitare a questo – lasciatemi dire – perché questa azione va, sì, assolutamente bene, ma dobbiamo al tempo stesso prevedere una vera e propria riforma, come dicevo poc’anzi, del Servizio sanitario regionale per andare ad accorpare il più possibile i servizi tecnici e amministrativi del nostro apparato regionale della sanità. È già stato detto qualcosa, ad esempio, sull’Assessorato alla sanità e l’Agenzia socio-sanitaria regionale, ma non basta. Dobbiamo procedere per questa strada per cercare di limare e potare tutti i rami secchi a livello amministrativo e tecnico in modo da liberare risorse e da investire poi nei servizi e nel comparto.

Noi, quindi, chiediamo e proponiamo innanzitutto, in questa parte della programmazione economica e finanziaria, di parlare chiaramente di una riforma del Servizio sanitario regionale, perché altrimenti così ci limiteremmo a parlare di un monitoraggio che andremmo ad effettuare periodicamente, ma senza proporre una vera e propria soluzione.

Passiamo poi all’adeguamento della rete ospedaliera della nostra Regione. Qui si torna finalmente a parlare di un ripotenziamento e di un adeguamento dei posti letto. Abbiamo passato, come vi ho già ricordato in Commissione sanità, un’intera legislatura, la passata, a tagliare posti letto, qualcuno ha detto “non abbiamo tagliato i posti letto, li abbiamo adeguati, li abbiamo adeguati alle indicazioni ministeriali”, ma all’epoca non c’era sicuramente un ministro leghista ad imporre certi paletti.

Abbiamo tagliato in sostanza con questi adeguamenti, come li chiamate voi, 815 posti letto, che si sono andati ad aggiungere ad altri tagli che erano stati effettuati negli anni precedenti. Oggi, in seguito a questa pandemia, a questa emergenza sanitaria, ci siamo accorti che probabilmente qualche errore è stato commesso e che quella che voi avete venduto, fino a qualche giorno fa, come riorganizzazioni evidentemente erano dei veri e propri tagli, che non hanno fatto altro che ridurre i servizi che come Regione dovremmo garantire a tutti i cittadini.

Di conseguenza, noi in questa parte chiediamo con fermezza di prevedere un passaggio che chiarisca definitivamente un più che doveroso allentamento della logica hub and spoke che fino ad oggi è stata portata avanti.

Con questo non stiamo dicendo che dobbiamo porre fine alle reti cliniche, ci sono delle indicazioni che dettano queste azioni e ci sono aziende sanitarie che ovviamente non possono garantire tutte le prestazioni sanitarie che il panorama regionale può offrire, però è altrettanto vero che una logica hub and spoke spinta non fa altro che depotenziare molti presìdi ospedalieri e di conseguenza va a ridurre fortemente il servizio che dobbiamo erogare.

Chiediamo anche di intervenire sulla rete dei Pronto Soccorso. Avevamo presentato un emendamento, che è stato ovviamente bocciato in Commissione, che andava ad intervenire nei risultati attesi al punto 4, l’attuazione all’articolo 2 del DL n. 34 del 2020, in riferimento ai nuovi modelli organizzativi di Pronto Soccorso, chiedendo di istituire degli ambulatori dedicati ai casi di bassa intensità. Ci è stato detto in quella sede che ovviamente questa operazione non potrebbe rientrare nelle azioni previste dall’articolo 2 del DL n. 34/2020, quindi noi oggi abbiamo riformulato questo emendamento andando ad inserire un risultato atteso ulteriore, chiedendo proprio di concludere questo percorso, che è già stato annunciato, nel 2023 di istituzione degli ambulatori dedicati ai casi di bassa intensità, coinvolgendo magari in via sperimentale i medici di continuità assistenziale, che così come vengono utilizzate attualmente non sempre risultano utilissimi a ridurre gli accessi nei pronto soccorso dei nostri ospedali.

Proseguendo nei punti che sono contenuti nel Documento di economia e finanza sempre riguardanti la sanità, devo dare atto dell’approvazione di un nostro emendamento che era stato presentato sempre in Commissione Sanità, ma approvato, ovviamente, nella Commissione referente, quello in cui si parla di Case della comunità, questi strumenti che vengono tanto sbandierati e che dovranno essere aperti, istituiti o ristrutturati con i fondi del PNRR, noi abbiamo chiesto di tenere, però, conto della necessità che c’è di personale. Del resto, senza personale possiamo aprire tutte le Case di comunità che vogliamo, ma non garantiremo un solo servizio in più.

Possiamo poi alla facilitazione dell’accesso appropriato alle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Questo è un tema assolutamente caldo e di grande interesse per tutti i cittadini, perché parliamo, di conseguenza, di liste d’attesa per le visite specialistiche. Innanzitutto con un nostro emendamento chiediamo di prevedere la presa in carico sempre garantita. L’avevamo proposto, anche questo, in Commissione e ci è stato bocciato dicendo che tra i risultati attesi di questo punto, appunto della facilitazione dell’accesso appropriato alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, al punto 2 la garanzia di presa in carico è già prevista. In realtà stiamo parlando di due cose differenti. Voi, infatti, nel Documento di economia e finanza parlate di garanzia di presa in carico per le prestazioni di accesso successivo da parte dello specialista, noi chiediamo la presa in carico sempre garantita anche per i primi accessi, perché è ora di porre fine al fenomeno delle agende chiuse, un fenomeno che c’è e che non si può più negare.

La consigliera Pillati, durante la sua relazione, ha detto che l’Emilia-Romagna è abituata a non lasciare indietro nessuno. Ebbene, non lasciare indietro nessuno significa anche non rispedire a casa un paziente che va a prenotare una visita specialistica, che si sente magari dire “torni la settimana prossima o il mese prossimo”. La presa in carico deve essere sempre garantita. Se poi i tempi sono lunghi e non si riescono a rispettare le tempistiche dettate dalle normative vigenti, questo è un altro problema, ma non è che nascondendo le prenotazioni che non riusciamo a prendere risolviamo le problematiche legate alle visite specialistiche.

Questo quindi è un punto che noi cerchiamo di mettere nero su bianco in maniera estremamente chiara, perché lo dobbiamo ai nostri cittadini, che hanno il diritto di vedersi almeno proporre un’alternativa quando l’azienda sanitaria di riferimento non è in grado di erogare un servizio richiesto.

Si creano anche delle situazioni spiacevoli, lo dico alla relatrice di maggioranza e l’ho già fatto presente in Commissione, talvolta è necessario scrivere all’URP dell’azienda di riferimento per ottenere una visita specialistica alternativa, che magari l’azienda sanitaria stessa non riesce ad erogare. È questa la sanità che vogliamo in Emilia-Romagna, negare una visita che un cittadino va a richiedere e, soltanto nel momento in cui il cittadino ricorda all’azienda sanitaria che non si possono chiudere le liste d’attesa, allora magicamente salta fuori un’alternativa, magari da un privato accreditato sul territorio? Questo è un nodo che dobbiamo sciogliere, è un’azione che dobbiamo assolutamente mettere in campo.

Sempre per quanto riguarda l’accesso appropriato alle prestazioni specialistiche ambulatoriali, parliamo anche dell’appropriatezza, anche questo un tema che viene cavalcato molto dalla maggioranza. È chiaro, ci sono dei criteri da rispettare, non si possono prescrivere tutte le visite specialistiche che un medico di medicina generale pensa di poter prescrivere al proprio paziente, ci vogliono dei criteri, appunto l’appropriatezza, però non vorremmo arrivare ad un clima (passatemi il termine) di terrore, come è già accaduto, dove magari il medico di medicina generale, perché prescrive qualche prestazione specialistica in più rispetto ai parametri definiti dalla Regione, viene richiamato all’ordine. Non è questo assolutamente il clima che vogliamo in Emilia-Romagna, se vogliamo garantire una sanità eccellente ed efficiente per i nostri pazienti.

Proprio per questo non chiediamo ovviamente di stravolgere i criteri che devono essere applicati, chiediamo di coinvolgere i medici di medicina generale nel definire i criteri di applicazione di questa appropriatezza che voi sbandierate tanto.

Passiamo ad un altro punto, anche questa è una proposta che abbiamo avanzato in diverse occasioni e in diverse discussioni, dove si parla di razionalizzazione della spesa dei processi per l’acquisizione di beni e servizi. Parliamo, quindi, di Intercent-ER, in sostanza, la centrale degli acquisti della nostra Regione. È uno strumento utile, certamente, per ottenere economie di scala, poi da reinvestire in servizi, come dicevamo prima. Credo che sia necessario aprire un nuovo fronte con più collaborazioni anche con altre centrali d’acquisto regionali, in modo da ottenere economie di scala ancor più grandi, in modo da ottenere ancor più risorse da investire sui territori. Esiste un Tavolo dei soggetti aggregatori, avevamo proposto un emendamento di questo tipo, ci è stato bocciato perché noi in quella sede avevamo parlato di collaborazioni con altre Regioni, ci è stato fatto presente che, ovviamente e giustamente, esiste un Tavolo nazionale dei soggetti aggregatori, quindi noi chiediamo di inserire nel DEFR tra gli altri soggetti che concorrono all’azione anche il Tavolo nazionale dei soggetti aggregatori, in modo da sviluppare una discussione anche in quella sede. Vi riporto alcuni esempi, ed è un’apertura che è stata fatta anche in Commissione dall’ingegnere Baldino, che ha riconosciuto, comunque, la validità di questa idea, pur ammettendo e mettendo in luce tutte le difficoltà del caso, perché si tratta di andare a mettere d’accordo diversi soggetti, quindi sicuramente è più complicato che agire in solitaria. Ma, ad esempio, nel 2016, in seguito ad una nostra proposta che venne portata avanti in quest’aula, venne avviata una procedura d’acquisto sperimentale con altre Regioni per quanto riguarda farmaci emoderivati, derivati dalla lavorazione del plasma, un’operazione che in un solo anno portò a un risparmio di 8 milioni di euro. Credo che ne valga la pena in un momento di difficoltà economica come quella attuale.

Le nostre proposte sul tavolo le abbiamo messe con questi emendamenti che abbiamo presentato al DEFR. C’è anche un ordine del giorno che riguarda proprio la sanità e tutte le problematiche che dobbiamo affrontare per garantire tutti i servizi. Abbiamo depositato nei mesi scorsi un PDL, che attende ancora di essere calendarizzato. Insomma, le nostre proposte ci sono e sono chiare. L’unica grande assente continua ad essere la Giunta regionale.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Continuiamo con il dibattito generale. Consigliere Montevecchi, prego.

 

MONTEVECCHI: Grazie, presidente.

Intervengo brevemente per presentare il mio emendamento, sottoscritto anche dalla collega Catellani. A pagina 452 di 550, Capitolo 1 “Istruzione, diritto allo studio ed edilizia scolastica”, è integrato il seguente periodo: “Nell’ottica del contrasto alle diseguaglianze, la Regione Emilia-Romagna istituirà un Fondo destinato alle scuole paritarie di ogni ordine e grado, per la copertura delle ore di sostegno previste dal piano educativo individualizzato per gli alunni con disabilità.

Tale Fondo si andrà a sommare allo stanziamento statale, all’uopo dedicato, e avrà lo scopo di sterilizzare le eventuali maggiorazioni delle rette sostenute dalle famiglie, i cui figli necessitano della presenza degli insegnanti di sostegno”.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Dibattito generale anche per il consigliere Occhi. Prego.

 

OCCHI: Grazie, presidente.

In questo DEFR c’è una parte importante, che è sempre quella dell’ambiente e dell’energia, temi che è giusto siano del DEFR, ma per il motivo che lo sono implicitamente anche se non fossero nel DEFR, nel senso che sono temi che stanno monopolizzando il dibattito economico non solo della Regione, ma di tutte le Regioni del Nord e dell’intero Paese, il tema dell’energia, il tema delle risorse idriche e anche il tema chiaramente sanitario.

Direi che sul tema dell’energia e dell’idrico, che per la parte dell’idroelettrico si legano fortemente, la posizione che noi abbiamo sempre portato è una posizione di pragmatismo e di cercare di aiutare davvero questo Paese a superare questa impasse.

Un’impasse che, come ci siamo detti più volte, deriva da scelte incoerenti, direi addirittura antinazionali, anti italiane, che hanno limitato fortemente la nostra possibilità di approvvigionarsi di energia, di realizzare delle infrastrutture strategiche per il territorio, infrastrutture strategiche anche per l’approvvigionamento idrico, energetico e anche il contenimento delle cosiddette piene che i cambiamenti climatici stanno determinando in maniera sempre più estrema.

Di qui gli emendamenti che abbiamo presentato e che sono stati già bocciati, ma che avevano il senso anche qui di aiutare i gestori del servizio idrico integrato insieme alla Regione a realizzare ancora più investimenti. È vero che c’è il tema del PNRR, che anche qui non sappiamo poi quanto riuscirà a essere veramente realizzato nei tempi, ma è chiaro che è un tema, quello degli investimenti del servizio idrico, che va a maturare almeno in un decennio. Quindi, sicuramente nei tempi di applicazione del DEFR, il triennio, credo che già un imprinting forte possa essere dato.

Poi ci sono delle opere che sono importanti e che hanno anche un tempo di realizzazione di dieci, quindici, vent’anni, sperando che in questa legislatura partano. Sto parlando chiaramente degli invasi, in particolare di quello della diga di Vetto. Ebbene, sappiamo tutti dalle notizie e dagli approfondimenti che abbiamo fatto anche in quest’aula quanto sia fondamentale partire il prima possibile, ma sappiamo anche che, al netto di una crisi idrica ed energetica attuale, qualsiasi risposta potrà avvenire tramite queste grandi opere, che hanno tempi di realizzazione e costi che non sono nell’ordine di grandezza del tempo e delle cifre di questo DEFR. Esistono, invece, delle opere potenzialmente già realizzate, che sono quelle oggetto di un ordine del giorno che ho proposto e sottoscritto anche con alcuni colleghi della maggioranza, che invece ci pongono evidentemente la volontà di utilizzare ciò che già c’è. È il tema dei laghi Verde e Ballano, che sono laghi idroelettrici di Enel Green Power, con una scadenza della concessione al 2029. Qui all’inizio Enel sembrava voler dismettere queste opere al termine della concessione, si è invece ottenuto di utilizzare questi anni e andare al 2029 per sistemare queste opere e utilizzarle anche come invasi. Adesso sono invasate al minimo, ma se invasate al massimo, con progetti che sono già pronti, perché pare che Enel Green Power li abbia già realizzati, questo davvero sarebbe partire il prima possibile, compatibilmente con tutte quelle che sono le normative, ovviamente. Ma, anche qui, essendo la potestà regionale su quello che concerne le concessioni idroelettriche, credo che una rapida accelerazione di questi procedimenti e sicuramente, quindi, anche l’impegno della Regione e di noi consiglieri sarà visto positivamente anche da Enel, per arrivare in un tempo ragionevole (qui siamo invece nei tempi del DEFR, due, tre o quattro anni, si spera che qualcosa di meno) a riuscire a garantire un approvvigionamento idrico fondamentale anche per quanto riguarda il deflusso minimo vitale di un’intera zona, che è quella del bacino del fiume Enza, che è una di quelle più sotto stress, non essendoci bacini particolarmente importanti a monte. Questo è il senso di un ordine del giorno.

Un emendamento invece che ho voluto riproporre e che credo sia molto importante (qui passo al tema sanitario) è quello dei medici di montagna. Nel DEFR si parla sempre di sanità, io sottoscrivo in pieno quanto detto dai colleghi che mi hanno preceduto, sulla sanità, ma in generale sulla montagna dobbiamo fare un ragionamento più serio, ma anche più coraggioso, perché noi sappiamo che (ce lo siamo detti più volte, ce lo siamo detti qui, ce lo siamo detti quando facciamo altri provvedimenti di legge) chi vive in montagna è un eroe, però questa parola, eroe, comincia anche a stancare del tempo, perché c’è bisogno di concretezza, e concretezza vuol dire che io rimango a vivere in montagna se ho meno costi, più servizi e meno disservizi.

Uno dei disservizi più cruciali in questo momento è il fatto che i medici non sono incentivati a rimanere nelle zone di montagna, per due principali motivi. Il primo è chiaramente il numero di mutuati, perché nelle piccole realtà comunali il numero di mutuati non può garantire certamente il reddito, e si parla di reddito delle città o comunque dei territori di pianura in cui si arriva facilmente al plafond del numero di mutuati.

Altro problema è che spesso sono i medici più giovani che scelgono o dovrebbero scegliere la montagna, ma anche qui sappiamo – sono i sindaci a dircelo – che i medici più giovani hanno anche una tariffa inferiore, che ci può stare perché sono “alle prime armi”, ma sei sempre un medico comunque. Questo combinato disposto cosa significa? Che, appena può, un giovane medico se ne va in città o se ne va della pianura, dove ci sono più possibilità di reddito. Quindi, creare – questo era il senso del mio emendamento – un vero e proprio elenco di medici in cui davvero dare anche una premialità. Il tema è questo: se noi non diamo una premialità a chi sceglie di operare in montagna, sarà sempre di più questa voce di dolore che viene dai territori di medici.

Sappiamo bene anche che la popolazione montana è in gran parte ormai anziana, perché sono quelli che scelgono di rimanere nelle loro zone più a lungo possibile per tutta la loro vita, e sappiamo benissimo la necessità delle malattie croniche, la distanza anche dagli ospedali principali e, quindi, l’importanza di un medico di base presente, che conosca i pazienti e che non cambi ogni sei mesi, ogni anno. Quindi, questo era un altro emendamento importante, ma che poi va nella direzione di guardarci tutti negli occhi e dirci che, se vogliamo davvero aiutare la montagna, dobbiamo entrare nell’ordine di idee che questo ha un costo. Sicuramente ha un costo per il bilancio regionale, ma è un costo che prima o poi dovremo deciderci di sostenere. Sicuramente è un costo che va anche sulle “spalle” di chi abita in pianura, ma è nei territori più “agiati”, in contrapposizione a quelli più disagiati, evitando proprio che lo spopolamento in montagna causi quei problemi, il dissesto che tutti conosciamo bene, purtroppo. Quindi, questo è il senso degli ordini del giorno e degli emendamenti.

Chiudo sugli ultimi due, che sono i più recenti in ordine di ideazione, quelli legati alla validità dei buoni per la celiachia, quelli che sono i soggetti celiaci, anche qua sempre di più, e chiediamoci poi anche il perché, ma comunque sono persone che hanno necessità di alimenti particolari. La Regione fornisce dei buoni, che una volta erano cartacei, adesso sono diventati immateriali e se ne può usufruire con la tessera sanitaria, sta di fatto che valgono solo nella regione Emilia-Romagna o, comunque, nella regione di residenza. Quindi, bisognerebbe anche qua fare in modo, visto che ormai l’informatica e i mezzi informatici danno la possibilità tra i server delle varie regioni di essere in comunicazione tra loro, credo che potrebbe essere un indirizzo interessante quello di permettere anche a chi si reca per lavoro, per altre necessità o anche per ferie nelle altre regioni di acquistare alimenti senza glutine dedicati ai soggetti celiaci.

L’ultimo ordine del giorno va nella direzione di aprire alla possibilità di fare dei veri e propri screening per individuare precocemente non una malattia, ma una malformazione congenita come gli aneurismi cerebrali, che sono delle malformazioni che si hanno fin dalla nascita, appunto congenite, e che spesso coinvolgono improvvisamente, con esiti spesso mortali, anche giovani che godono di buona salute, proprio perché sono delle malformazioni congenite che uno ha dalla nascita e che fino a un certo punto rimangono latenti.

Ormai i costi delle risonanze magnetiche sono diminuiti nel tempo, quindi credo che uno screening per tutti i giovani che abbiano superato l’età dell’adolescenza e della pubertà potrebbe individuare precocemente persone che hanno questo tipo di problematica, per evitare esiti molto negativi, perché sappiamo benissimo che è difficile contenere un aneurisma, un’emorragia cerebrale nel momento della massima necessità causato da un evento nefasto.

Credo che questi siano ordini del giorno che possono essere recepiti o comunque valutati dalla maggioranza, perché sono azioni di buonsenso.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Occhi.

Altri in dibattito generale? Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Prima di passare all’illustrazione dei tre emendamenti che ho presentato, vorrei rapidamente citare alcuni dati, alcune cifre che caratterizzano il DEFR in discussione rispetto a quello del 2021.

Sono dati che ci dicono con totale chiarezza che gli investimenti crescono di oltre 3 miliardi. In particolare, aumentano le risorse a sostegno delle imprese, dell’edilizia scolastica e universitaria, le risorse per la rigenerazione delle aree urbane, per l’ambiente, per le ferrovie e il trasporto pubblico, per la casa, per l’efficientamento energetico, per l’impiantistica sportiva, per la sanità. Sono tutte cifre in nero. Non ce n’è una in rosso. E si va da un aumento del 93,47 per cento delle risorse per la cultura al 117,75 per cento di incremento delle risorse per la rigenerazione urbana, le aree interne, gli interventi territoriali, c’è un 311,16 per cento a favore dell’aumento delle risorse della casa e così via. Quindi, sono tutti aumenti. Al punto che il totale tra DEFR 2021 e DEFR 2023 vede un aumento del 34,15 per cento. Quindi, definire in toni apocalittici, come ho sentito da parte della minoranza, questo DEFR sembra contraddetto dalle cifre. Sono cifre, appunto, che indicano un evidente aumento di risorse, aumento di risorse che si traduce anche in un impatto occupazionale positivo. Si parla, infatti, di un aumento di 159.700 unità di lavoro, considerando gli effetti diretti e indiretti, fino a valutare 253.400 unità se si considerano anche gli effetti indotti, con un impatto relativo che raggiunge il 2,5 per cento.

Allora, in una fase delicata come questa, di caro energia, di aumento delle materie prime, di siccità che si sta abbattendo in modo veramente drammatico sull’agricoltura, di una guerra nella quale siamo coinvolti, certo non per volontà di Europa Verde, che ha sempre preferito che si adisse la via diplomatica e che si è opposta all’aumento delle spese militari che è stato deliberato dal Parlamento, senza naturalmente il voto favorevole di Europa Verde, allora in una fase così complicata portare dei numeri di questa portata, che hanno davanti il segno più, mi sembra un messaggio abbastanza eloquente su quello che fa la Regione e come amministra le risorse pubbliche per il bene dei cittadini. Questo vuol dire che tutto va bene, madama la marchesa? No, e l’ho già detto. Se guardiamo alla sanità – lo sappiamo, abbiamo condiviso questa osservazione più di una volta – il bilancio della sanità di questa Regione è in difficoltà, ma non per cattiva gestione, ma perché non ci sono ancora stati riconosciuti gli importi di risorse impiegati nella lotta al Covid. Quindi la Regione, come tante altre Regioni virtuose di questo Paese che hanno condotto la battaglia contro l’epidemia in maniera adeguata, si trova ad avere investito risorse straordinarie senza averle ricevute, e questo è sicuramente un problema, ma è un problema non certo generato qui, se non consideriamo essere virtuosi e fare il bene della salute della popolazione come una cosa negativa, e allora sì, ce lo siamo andati a cercare.

In realtà, non ci tornano le risorse investite, e questo è sicuramente un problema. Anche il problema del caro energia va gestito e pilotato a livello nazionale, purtroppo sappiamo che c’è chi ci ha guadagnato e anche le casse del Governo hanno guadagnato con l’aumento degli introiti sull’IVA, l’aumento degli introiti da accise sui carburanti.

C’è l’ENI che è andata a nozze con la crisi energetica, nei primi tre mesi di quest’anno ha incrementato i propri utili quasi del 300 per cento, però il Governo Draghi, della cui morte francamente faccio fatica a piangere anche se capisco che sta avvenendo in una fase delicata ed è stato anche portato a conclusione del suo lavoro in modo piuttosto rocambolesco, aveva deciso di tassare solo un quarto degli extraprofitti, lasciando esentasse il resto, il 75 per cento, ma è da lì che devono arrivare le risorse per far fronte al caro energia.

La Regione sta facendo quello che riesce a fare e riesce ad incrementare le risorse che mette a disposizione. Certo, nel DEFR non ci sono solo investimenti che ci vedono favorevoli, si sa benissimo che noi siamo per la mobilità su ferro, per la mobilità elettrica, per la mobilità sostenibile, grandi investimenti tipo Cispadana non ci hanno mai visti d’accordo e mai ci vedranno d’accordo.

Anche sul rigassificatore abbiamo naturalmente una posizione diversa, ma nel complesso negare che questo sia un DEFR di crescita e dipingerlo come un fallimento mi sembra francamente non coerente con quanto ci è stato presentato.

Fatta questa premessa, volevo illustrare velocemente i tre emendamenti che presentiamo come Europa Verde, che recuperano e rilanciano delle battaglie già sostenute, anche con provvedimenti approvati da questa Assemblea.

Il primo emendamento riguarda l’inserimento nel capoverso dedicato alle ciclovie regionali della Ti-Bre Dolce. Cos’è la Ti-Bre Dolce? È un collegamento a sostegno del cicloturismo, quindi una delle forme più dolci di turismo e che ha anche il vantaggio di fare conoscere aree del nostro Paese e, quindi, della nostra regione che escono dai circuiti di massa del turismo. Quindi, è una forma di turismo del territorio, che, oltre a non incidere in modo pesante sull’ambiente, addirittura lo valorizza. Quindi, proprio nel capitolo dedicato a sostenere e promuovere la mobilità ciclabile e la mobilità elettrica, al secondo punto delle azioni, che comincia con “Sostegno al cicloturismo”, chiediamo di inserire in modo esplicito la Ti-Bre Dolce. Perché si chiama Ti-Bre Dolce? Perché è il collegamento ciclabile in contrapposizione alla Ti-Bre, che di nuovo non è nelle corde di Europa Verde, che è quest’altro percorso autostradale di grande impatto sul territorio.

Un altro emendamento, invece, è là dove si parla della produzione biologica. Qui abbiamo inserito un richiamo a una battaglia già portata all’attenzione dell’Assemblea, anche con il supporto (devo dire) della maggioranza, che riguarda l’utilizzazione del glifosato. Chiediamo che si dia seguito al lavoro svolto nell’ambito del Piano nazionale “Glifosato Zero”, avviato nel 2015, seguendo naturalmente un’impostazione unitaria e coerente che riguardi tutto il territorio nazionale, perché noi sappiamo che il glifosato viene ritrovato anche nella pasta di comune consumo, oltre che trovarsi nei corsi d’acqua, oltre che trovarsi anche in falda.

L’ultimo emendamento che portiamo all’attenzione dell’Assemblea riguarda la riduzione degli imballaggi legati al packaging. Noi abbiamo appena approvato il Piano dei rifiuti, sul quale come Europa Verde ci siamo astenuti, proprio perché non eravamo convinti dal fatto che nelle valutazioni, nelle stime si prevedesse alla fine del ciclo di azioni contenute nel Piano non una riduzione della produzione dei rifiuti, ma un aumento.

Questo emendamento infatti va invece proprio nella direzione della riduzione degli imballaggi legati al packaging, quindi chiediamo di aggiungere “promozione della vendita di prodotti sfusi e alla spina sul territorio regionale dell’Emilia-Romagna, al fine di ridurre l’utilizzo degli imballaggi, in coerenza con la gerarchia europea dei rifiuti, che mette al primo posto la riduzione della produzione”, quindi un’azione a monte.

Tra gli strumenti attuativi indichiamo la nuova legge regionale, la n. 20, sulla promozione dei prodotti sfusi e alla spina, che abbiamo già depositato e che speriamo da settembre di poter portare anche all’attenzione delle Commissioni competenti.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Visto che la soglia di attenzione si sta un po’ abbassando, cercherò anche di essere rapido nella illustrazione degli emendamenti, per non portare via troppo tempo, perché l’ora è ormai tarda e abbiamo discusso anche troppo rispetto a questi argomenti.

In realtà, la discussione non è stata molto incentrata su quello che potrebbe essere l’assestamento, il bilancio, il DEFR rispetto agli anni passati, però ho notato che quest’anno va così, discussioni abbastanza rapide e veloci.

Ritorno, rispetto alla Commissione, su alcuni emendamenti che sono stati respinti, per fare alcune osservazioni. Li ho riproposti proprio nell’ottica di comprendere e di capire dalla relatrice di maggioranza se su alcuni ci sia possibilità di ottenere invece un risultato positivo.

Parlo principalmente di due emendamenti che coinvolgono anche indirettamente l’assessore Calvano. I due emendamenti sono quelli legati all’affidabilità al sistema elettrico delle aree montane e periferiche, due emendamenti sui quali ho posto l’attenzione in Commissione e mi è stato riferito che non è competenza della Regione Emilia-Romagna intervenire sulle reti elettriche, e, non essendo di competenza della Regione Emilia-Romagna, questi emendamenti devono essere cassati.

Ho individuato in questi emendamenti alcune soluzioni, rispetto alle quali, a mio modo di vedere, si deve fare un ragionamento diverso oggi in aula. Innanzitutto li spiego. Più che spiegarli, cerco di leggerli, anche per far comprendere cosa si intende su questi emendamenti fare. Il primo è individuare soluzioni progettuali e condivise con il territorio nel realizzare opere e interventi infrastrutturali volte a razionalizzare, innovare e garantire affidabilità al sistema elettrico delle aree montane e periferiche, anche attraverso specifici protocolli d’intesa con la società Terna, che è la società di distribuzione dell’energia elettrica. Assicurare uguali condizioni di base per lo sviluppo socio-economico tra i territori, favorire una politica di riequilibrio e di pari accesso alle opportunità che vengono offerte ai territori, ponendo in essere attività di coordinamento con le società di trasmissione e distribuzione tese a concordare piani di intervento per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle linee elettriche, con particolare riferimento alle aree montane, anche attraverso specifici protocolli con Terna, che è la società di distribuzione sempre dell’energia elettrica. Questo perché capita molto spesso, soprattutto nelle aree periferiche e montane, che noi chiamiamo particolarmente svantaggiate, che i cali di tensione costringono soprattutto le aziende a doversi dotare di generatori di energia per mantenere la tensione costante. Come vi dicevo, in Commissione questi argomenti sono stati cassati perché la Regione non è competente.

Vi leggo una risoluzione a firma Calvano del 2017, approvata ovviamente dall’Assemblea legislativa, che nei vari “considerato che” e “premesso che” presenta anche questi passaggi: “I buchi di tensione, la riduzione temporanea della tensione o le interruzioni che possono essere senza preavviso brevi sono la causa più frequenti dei problemi connessi alla qualità della fornitura di energia. Possono comportare irregolarità nel funzionamento dei motori, malfunzionamento di apparati elettrici”, eccetera, eccetera, eccetera. “Valutato che uno dei più importanti fattori di qualità del servizio di erogazione dell’energia elettrica è la continuità del servizio, ovvero la mancanza di interruzione delle forniture di energia elettrica – soprattutto, aggiungo io, nelle aree montane –, invita la Giunta ad intraprendere un’attività di coordinamento con la società di trasmissione e distribuzione Terna, tesa a concordare piani di intervento per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle linee elettriche, con particolare riferimento alle aree montane.

Dal 2017, data in cui è stata approvata questa risoluzione, viene firmato un protocollo d’intesa con i Comuni della provincia di Reggio Emilia per la razionalizzazione della rete elettrica dell’area per 33 milioni di euro, proprio nell’ottica di spingere la Regione Emilia-Romagna affinché la stessa possa essere punto di riferimento per la concertazione con Terna sulla rete elettrica.

In Commissione questi emendamenti mi vengono respinti in ragione del fatto che la Regione non è competente. È chiaro che non mi vorrei mettere al pari dell’assessore Calvano, questo sicuramente no, però è anche vero che non vorrei che si creassero delle differenze rispetto a situazioni con le quali, a mio modo di vedere, era corretto al tempo prevedere questo tipo di attività, e vorrei che fosse anche indicato nel DEFR.

Chiedo quindi alla relatrice Pillati, che ringrazio insieme alla relatrice Catellani di aver fatto come relatori un ottimo lavoro rispetto al DEFR, di comprendere se su questi ci sia possibilità di invertire la rotta rispetto alla Commissione, così come altri emendamenti prodotti sul DEFR, che riguardano l’istituzione di una banca dati telematica regionale degli OSS, “da pubblicare, previo consenso degli interessati sui siti istituzionali con funzione ricognitiva”, che era la funzione richiesta dalla consigliera Pillati, relatrice di maggioranza, in Commissione. Mi fu infatti bocciato l’emendamento proprio perché non si era compreso il tipo di funzione che dovesse avere questo Albo.

L’altro emendamento riguarda la pianificazione e la programmazione dei bandi in uscita. Abbiamo cercato di renderlo più generico, individuando e aggiungendo la voce “laddove possibile”, cioè definendo un cronoprogramma dei bandi in uscita almeno biennale che consenta agli ipotetici beneficiari, cioè gli Enti locali, di pianificare i propri investimenti, attivandosi con la partecipazione con congruo anticipo. Questo per dare la possibilità agli Enti locali di avere una programmazione biennale soprattutto sui bandi.

Altri emendamenti che abbiamo ridepositato e sui quali ci aspettiamo una diversa votazione sono la promozione e la valorizzazione dei DeCo, cioè delle denominazioni comunali, come strumento efficace per potenziare il territorio attraverso la salvaguardia delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche locali.

Uno degli altri emendamenti che abbiamo presentato riguarda anche quello di individuare azioni volte a sopperire alla carenza di personale tecnico e amministrativo nei Comuni e nelle Unioni di Comuni, con particolare attenzione ai Comuni e alle Unioni di Comuni montani e periferici, che consentono di valorizzare e mettere a frutto le risorse dei fondi del PNRR. Come sappiamo – lo lamentano tutti i sindaci – è difficile oggi avere persone che riescono a fare progetti per andare a prendere quei fondi che il Piano nazionale di ripresa e resilienza ci consente di poter provare a recepire.

Da ultimo, un ordine del giorno, ma su questo credo di aver trovato, insieme anche all’assessore Calvano e alla relatrice di maggioranza, condivisione, che riguarda la digitalizzazione degli archivi. Quindi, semplicità e vicinanza sono le parole chiave rispetto a questo ordine del giorno, che consentirebbe, appunto, di snellire e accelerare quei meccanismi e tempi di risposta degli Enti locali avendo digitalizzato gli archivi oggi cartacei, che sono quelli comunali.

Questi sono l’ordine del giorno e gli emendamenti da me proposti, sperando, come dicevo all’inizio, di avere una diversa presa di posizione da parte della maggioranza.

Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente. Sono molto contenta anche della presenza del presidente Bonaccini, perché in realtà questo intervento nasce proprio da un suo intervento, che fece circa due mesi fa, che mi illuminò molto, dove richiamò certi errori che la Sinistra aveva fatto nel parlare di natalità. Da lì ho cercato sempre di implementare, guardare i numeri e studiare questo tema, perché credo che questa sia una sfida comune. Ed è per questo che ho presentato un ordine del giorno, che temo verrà bocciato, ma sono abbastanza abituata, però ci terrei molto a parlare di questo tema e dell’ordine del giorno. Non vorrei ripetere i numeri, che ormai spero tutti conosciamo in maniera approfondita, sul disastro demografico che affligge la nostra Regione e l’Italia intera, non starò qui a ripetere neanche pareri più autorevoli del mio, primo fra tutti il presidente dell’Istat Blangiardo o del presidente Mattarella, mi piacerebbe invece parlare della politica di questa Regione.

Questo DEFR 2023-2025, a differenza del precedente che arrivava in corsa, è un vero e proprio programma di mandato. Lo dico adesso e lo avevo detto anche in Commissione: emerge chiaramente cosa questa Giunta ha a cuore e che direzione sta perseguendo, tutto il lavoro dei vari assessorati ha come filo conduttore il Patto per il lavoro e per il clima, che da sempre viene ripetuto come un esempio virtuoso, e certamente lo è.

C’è stato poi un innegabile lavoro di integrazione dei vari documenti strategici, a partire dall’Agenda 2030, dal PNRR e dalla nuova programmazione europea.

Il 13 giugno ho presentato un’interrogazione a risposta immediata proponendo un patto per la natalità, proprio perché guardo con attenzione agli esempi buoni di chi in questo momento è al Governo e quindi ho provato a seguire il modello virtuoso del Patto per il lavoro e per il clima, dicendo sostanzialmente che non ci può essere un Patto per il lavoro e per il clima, cioè pensando alle politiche esattamente su quell’ambito, se non c’è un patto per la natalità.

L’assessore Schlein mi ha risposto che la natalità è un tema sicuramente centrale nel Patto per il lavoro e per il clima, e che quindi non serve nulla in più, la Regione sta già facendo tutto il possibile, eh ha iniziato ad elencare, come sempre, i nidi, le ore in inglese, i 1000 giorni dopo il parto, il grande rientro dei talenti, e anche qui all’assessore Schlein ho cercato di far comprendere che, statistiche alla mano, per incrementare la natalità della nostra Regione questi talenti dovrebbero fare quattro figli al mese per poter sanare il gap di nascite, ma lasciamo stare.

Speranzosa, ho cercato in questo DEFR, basato sul Patto per il lavoro e per il clima, politiche integrate sulla natalità, non quello che verrà dopo, cioè gli ottimi servizi, i buoni servizi, un livello alto di servizi che i bambini potranno avere una volta nati, ma ho cercato quali sono le politiche integrate sulla natalità. In effetti, a pagina 18 di 550 si citano come sfide non più procrastinabili la crisi demografica, la transizione digitale, il contrasto alle disuguaglianze e l’emergenza climatica. Sarà stata un’aggiunta dell’ultimo momento, perché poi solo la crisi demografica è l’unica sfida non più citata, non più segnalata e non inserita né fra i processi strategici né fra gli obiettivi trasversali. Nelle 550 pagine l’argomento non è più trattato. È silenzio. Allora, non mi sono perso d’animo e ho provato a percorrere un’altra strada, sempre molto cara a questa Regione, perché il metodo è imposto molte volte dall’oggetto. Il metodo che voi molte volte scegliete è un metodo interessante, è giusto, che se fossi al Governo io molte volte perseguirei. Ho pensato: non siamo pronti ad un grande patto, non sono io che lo devo proporre, non sono io la maggioranza. Partiamo da un lavoro tecnico di integrazione, come la Regione è solita fare per temi che ha a cuore. La Regione Emilia-Romagna utilizza lo strumento delle aree di integrazione interdirezionali con successo enorme dal 2006. Quando è stata istituita con DGR n. 1057 del 2006 l’area di integrazione, dal punto di vista di genere e valutazione del suo impatto sulle politiche regionali lì è stato un punto decisivo, un punto di partenza e di svolta per la costruzione della grande legge quadro sulla parità, prima in Italia.

Andando a tempi recenti, nel DEFR a pagina 382 di 550 si cita il Tavolo tecnico con funzioni di osservatorio regionale sulle discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, articolo 7, legge regionale n. 15 del 2019. Ecco, trovato. È lì che io vorrei andare. Cioè, utilizzare esattamente lo stesso schema che è stato utilizzato sulle politiche di genere e l’identità di genere, lo stesso identico metodo io chiedo come opposizione venga utilizzato sulla natalità.

A pagina 64 di 550 si cita che con la DGR n. 482/2021 è stato costituito il Gruppo interdirezionale per l’azione integrata per i giovani. Anche qui, stesso metodo dal 2006: Organismo di coordinamento – giustissimo – costituito dai referenti appartenenti alle diverse strutture regionali, presieduto dalla vicepresidente Elly Schlein, con la funzione di favorire l’integrazione delle politiche e dei programmi regionali in materia sociale, scolastica, formativa, sanitaria, abitativa, culturale, del tempo libero e del lavoro, di pianificazione territoriale, di mobilità e di sviluppo sostenibile. Nell’ambito del Gruppo interdirezionale si è proceduto a individuare le modalità più efficaci di collaborazione tra i servizi regionali coinvolti al fine di elaborare linee di indirizzo triennali che la Regione intende attuare a favore dei giovani.

Così, in maniera molto semplice, partendo proprio da un metodo che è tipico della Regione Emilia-Romagna, governata dalla Sinistra e non da me, quindi pensando a quel metodo ho fatto una proposta semplicissima, ovvero ho chiesto che lo stesso, identico tavolo di lavoro fosse costituito per la prima volta anche per un tema così importante riferito alla natalità, e l’istituzione di un semplice tavolo non mi sembrava qualcosa di così rivoluzionario, esattamente aveva le stesse finalità di quello per i giovani, ma purtroppo mi è stato risposto che non è possibile, ci sono già tante misure sulla natalità e quindi lo strumento è superfluo, e mi sono state elencate tutte le cose che giustamente vengono fatte, che molte volte vengono implementate per fortuna e tutti i servizi, ma quella non è una politica sulla natalità.

Volete farmi credere sul serio che in questa Regione non ci fossero già politiche per i giovani? Eppure il tavolo è stato costituito, perché forse qualcuno di particolarmente intelligente ha capito che, pur di fronte alle politiche ottime, il problema dei giovani chiedeva un passo diverso.

Mi chiedo quindi quale sia il problema della maggioranza, perché non si riesce ad ammettere che si può fare insieme qualcosa di più significativo, che tabù c’è, che tabù bisogna ancora sfatare, tanto da rifiutare persino un tavolo tecnico? Non capisco, continuo a non capirlo dopo vent’anni di politica.

Devo ammettere che aveva ragione il presidente Bonaccini, mi dispiace, cara maggioranza, quando sempre in quest’aula, l’11 maggio scorso, ha detto chiaramente che la Sinistra deve fare mea culpa, anzi ha chiare responsabilità, perché in questi anni non ha mai voluto affrontare l’argomento, sperando che la sua presenza qui possa in un certo senso sciogliere i cuori e far comprendere e capire che quel tavolo è assolutamente indispensabile per cominciare a parlare bene e in maniera seria (non hanno detto il cervello, perché ero un po’ preoccupato, i cuori) e approfondita anche a lungo, per un periodo giusto, cioè tutta la legislatura, ad un tavolo esattamente su questo.

Presenterò quindi questo ordine del giorno, non ho presentato un emendamento, ma anche qui ho provato a ritirare gli emendamenti e a cercare una mediazione sull’ordine del giorno, invece presenterò emendamenti che già non hanno avuto moltissima fortuna in Commissione (alcuni sì), un emendamento sulla TARI, che illustro così dopo non prenderò altro tempo all’Assemblea.

È necessario avviare un’attività di supporto e collaborazione con gli Enti locali per ridurre l’impatto della tariffa rifiuti puntuali, che è stata caldeggiata fortemente dal Piano rifiuti regionale appena approvato, e per farlo chiedo semplicemente di predisporre un’analisi di fattibilità, nonché la realizzazione di un facsimile di regolamento TARI, che contenga l’opportunità di scontistica a chi sceglie l’addebito bancario. Questa è stata un’opportunità messa in luce dal Governo Draghi che ritengo fondamentale, però è chiaro ed evidente che il peso che questa scontistica può avere nei confronti anche di chi è sindaco di un piccolo Comune è fondamentale capire, fare una mappatura all’altezza e capire sia l’impatto sul cittadino che sulle Amministrazioni.

Un emendamento borghi, ovvero tutte le politiche di difesa e ripopolamento della montagna, nonché l’ossatura del PNRR vanno nella direzione di colmare i divari territoriali. Il boom di domande per il “Bando Borghi” evidenzia una vitalità dei centri più piccoli, senza precedenti, a cui dobbiamo dare risposte concrete anche attraverso un percorso di rifinanziamento dei progetti esclusi. Molti lo stanno chiedendo. Credo che sia fondamentale.

Emendamento prezzari. Come tutti voi sapete, la nostra Regione ha due prezzari regionali per i lavori pubblici, uno riguarda le opere sul territorio, che è già stato modificato e in un certo senso reso un po’ più attuale, l’altro riguarda le Aziende sanitarie. Vengono aggiornati con tempistiche diverse e a volte in estremo ritardo. La mia proposta è di unificare questi due documenti per avere un prezzario unico, per unificare tutte le voci e che questo prezzario venga aggiornato semestralmente o ad ogni rialzo di un punto percentuale del tasso di inflazione. Temo che non avrò molta fortuna, ma sono certa che la presenza del presidente Bonaccini, che molte volte dice cose che io condivido, al di là della differenza partitica, possa in un certo senso, soprattutto sull’ordine del giorno natalità, risvegliare almeno un desiderio di conoscenza del tema, quindi studiare i numeri, cominciare un tavolo serio, anche per capire che tipo di politiche fare diverse da quelle che già ci sono.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Non ci sono altri interventi in discussione generale.

Chiedo alla collega Pillati se vuole replicare… Consigliere Daffadà, prego.

 

DAFFADÀ: Grazie, presidente.

Il collega consigliere Occhi ha già accennato che l’ordine del giorno presentato è stato anche firmato e sottoscritto da alcuni consiglieri della maggioranza, per cui volevo motivare questa decisione da parte nostra rispetto al tema degli invasi, dei laghi Ballano e Verde che insistono sul territorio parmense.

Come abbiamo visto e stiamo vedendo da mesi – questo è stato oggetto anche di altre interrogazioni e di altre discussioni fatte in aula e nelle Commissioni – stiamo vivendo momenti di siccità, che si fa sempre più preoccupante e intensa, anche se in questi giorni vengono annunciate piogge, e speriamo che un po’ d’acqua davvero possa venire nei nostri territori, di fronte ad un’emergenza idrica, ad un’emergenza energetica senza precedenti, quest’Assemblea, la Giunta soprattutto ha attivato delle azioni, sono attivi 7 milioni di euro in fondi per piccoli invasi aziendali, è partito l’iter sul nostro territorio della diga di Vetto, o meglio dell’invaso di Vetto, però la consapevolezza della necessità di intervenire è importante ed è anche condivisa da molti di noi.

Abbiamo compreso che il corretto utilizzo delle risorse idriche non è più un tema di nicchia, ma un tema di vita sociale, imprenditoriale, economica, un tema che deve essere al centro della nostra agenda. È evidente che oggi mancano delle infrastrutture, se ne parla proprio perché sui territori mancano delle infrastrutture adeguate alla raccolta delle acque piovane, che possano rispondere al fabbisogno idrico del nostro territorio.

È un tema, come ho detto, che avevo già sollevato anche in interrogazioni in Commissione, in un momento in cui stava iniziando a manifestarsi la crescente e preoccupante scarsità di acqua. Oggi, questo tema ritorna, in aula e quindi penso davvero che occorra un’accelerazione della semplificazione amministrativa, per realizzare almeno le opere che sono state e saranno messe in campo.

Oltre a prevedere, nell’ambito degli strumenti di programmazione e gestione delle risorse idriche regionali, la realizzazione di studi di fattibilità per una nuova rete di invasi, bisogna accelerare le pratiche per mettere in funzione quello che si è già deciso. Mi riferisco al lago verde del Comune di Monte delle corti e poi anche all’invaso della diga di Vetto, di cui abbiamo già parlato, e credo che davvero si debba portare a termine e compiere per il bene di tutti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale sul provvedimento, chiedo alla collega Pillati se vuole intervenire per replica? No? Mi fa un cenno chiaro e deciso? Non interviene.

Consigliere Daffadà, lei vuole intervenire ancora? Collega Taruffi, lei oggi non è della nostra partita.

Presumo che la consigliera Pillati non voglia intervenire in replica. Collega Pillati, lei non è obbligata a intervenire in replica. Volevo solo capire da lei se vuole intervenire o no. No. Lo prendo come un no. Okay. Perfetto.

Consigliera Catellani? Perfetto.

Do la parola all’assessore Calvano.

 

CALVANO, assessore: Grazie, presidente.

Cosa abbiamo fatto in questi due giorni di lavoro d’aula, che proseguiranno, credo, su questi temi in parte anche domani? Ci siamo confrontati su come è andato il 2021. Nel momento in cui abbiamo discusso il rendiconto, ci siamo confrontati sulle cose che abbiamo fatto nel 2021 e come le abbiamo fatte. Poi abbiamo stabilito e votato a maggioranza, ma comunque votato, come affronteremo la seconda parte del 2022. Perché, cos’è l’assestamento se non l’indicazione della prospettiva e l’agenda di lavoro per arrivare alla fine dell’anno? E ora con il DEFR diamo avvio a quello che è il ciclo di bilancio 2023-2025, che avrà un ulteriore passaggio con la nota di aggiornamento al DEFR alla ripresa dei lavori autunnali, poi arriveremo al bilancio triennale 2023-2025.

Ho ascoltato il dibattito sul DEFR, l’ho voluto ascoltare con attenzione, perché secondo me non ci stiamo prendendo un merito. E lo dico non come merito dell’assessore, ma come merito di quest’aula, di maggioranza e opposizione, che è quello di aver dato in questa legislatura una maggiore dignità a questo documento. Alcuni di voi erano nella passata legislatura, così come me, altri di voi sono arrivati in questa legislatura. Ebbene, vi posso assicurare che la discussione sul DEFR e sulla Nota di aggiornamento al DEF non è mai stata così approfondita, nel corso della passata legislatura, come è avvenuto in questi due anni e mezzo di legislatura, ed è un merito che ci dobbiamo prendere perché il DEFR era partito come un documento molto formale ed è diventato sempre di più un documento ricco di sostanza.

Ce ne siamo accorti, tant’è vero che, se non fosse così, non ci sarebbe questa discussione, e a me piace questa discussione anche quando da parte dei banchi delle opposizioni arrivano delle critiche, perché credo che l’opposizione ci possa dar merito di non rimanere sordi alle osservazioni che vengono fatte e che, quando ci sono le condizioni e la condivisione, andiamo oltre gli steccati ideologici e siamo pronti anche a recepire alcune delle proposte che magari arrivano dai banchi dell’opposizione.

Così come debbo dare merito alla maggioranza di utilizzare il DEFR come modo per orientare l’attività della Giunta nel rispetto di quelli che sono stati gli obiettivi che il presidente Bonaccini si è preso in campagna elettorale e che, come Giunta, ci siamo presi nel momento in cui abbiamo messo in fila e organizzato tutti gli altri strumenti di programmazione, ed è questo che è diventato il DEFR, un documento che raccoglie al proprio interno e mixa, incrocia, integra tra loro tutti gli strumenti di programmazione di cui si è dotato l’Ente, dal Patto per il lavoro e per il clima all’Agenda 2030 e a tutti gli altri strumenti di programmazione che ci siamo dati.

Nel metodo perché è importante il DEFR? Perché vi posso assicurare che, in assenza del DEFR, probabilmente non ci sarebbe un’occasione così grande di confronto e integrazione tra il lavoro delle diverse Direzioni come c’è grazie al DEFR, perché obblighiamo le Direzioni e le strutture a confrontarsi e a individuare obiettivi che necessariamente si incrociano tra le diverse Direzioni.

Questo è un “obbligo” che si crea fra le Direzioni e necessariamente anche fra gli assessorati, un modo per cercare di andare oltre una struttura della macchina e della politica a volte fatta per silos, che rende il lavoro magari non adeguatamente integrato. Il DEFR è anche questo, è diventato anche questo, diventerà sempre di più questo, perché determina quel coordinamento rafforzato anche tra i diversi strumenti di programmazione che citavo in precedenza.

Ecco perché posso comprendere, ma solo in parte, alcune osservazioni che sono venute anche dalla relatrice di minoranza, consigliera Catellani, rispetto al ruolo dell’Assemblea, perché, credetemi, per chi ha fatto l’esperienza dell’Assemblea precedente, l’Assemblea non ha mai avuto un ruolo così forte sul DEFR come si è preso in questa legislatura, si è preso tra virgolette, nel senso che ha fatto bene a farlo, perché è giusto che sia così, perché deve essere un documento che fa confrontare tra di loro le diverse forze politiche, le diverse visioni della società emiliano-romagnola, che si sono confrontate in campagna elettorale, si confrontano durante una legislatura e poi si confrontano alla fine della legislatura e quando arriva la nuova campagna elettorale.

Nel ringraziare la consigliera Catellani, ringrazio ovviamente il grande lavoro fatto dalla relatrice Marilena Pillati, così come il lavoro fatto dai relatori in riferimento al rendiconto e in riferimento all’assestamento, perché è un tutt’uno che abbiamo affrontato, è un percorso che abbiamo fatto in questi due giorni.

Nel merito – provo a non essere troppo lungo – cosa ci dice il DEFR? Il DEFR ci dice che questa è una Regione che vuole tenere insieme gli investimenti sul lavoro e la nuova direzione che devono prendere le politiche ambientali. Guardate, non è così scontato che nel rapporto tra lavoro e ambiente scatti un meccanismo win-win, nel quale vince il lavoro e vince l’ambiente. A volte si determina, laddove non c’è adeguata attenzione, che scelte ambientali vanno a influenzare negativamente quello che è il lavoro, o scelte che si fanno di investimento finalizzate al lavoro magari hanno un impatto negativo sull’ambiente. Quante volte è successo nella storia del nostro Paese e nella storia della nostra comunità che si è creato questo meccanismo quasi di scontro tra lavoro e ambiente? Allora a cosa serve il Patto per il lavoro e per il clima? Serve a tenere insieme lavoro e ambiente, a fare in modo che più investimenti sul lavoro si sposino con una diversa visione della società dal punto di vista della sostenibilità ambientale e, ovviamente, economica e sociale. E questo c’è nel DEFR. Se lo andiamo a leggere in tutta la sua trasversalità – mi rendo conto dell’impegno, perché è un bel documento corposo – è questo che si nota che c’è all’interno del DEFR. Così come nel DEFR si legge in controluce l’importanza di tenere insieme lavoro e digitalizzazione della società, perché pensate a come la digitalizzazione della società potrebbe impattare negativamente sul lavoro. C’è preoccupazione nel mondo del lavoro su come può impattare la robotizzazione nel lavoro d’impresa e nella necessità (passatemi il termine) di manodopera e di lavoratori in carne ed ossa.

Noi proviamo a interpretare la digitalizzazione nella logica di creare nuovo lavoro e nella logica di facilitare l’accesso di imprese e cittadini nella pubblica amministrazione e quindi nei servizi, accelerare la fruibilità dei servizi.

È per questo (potrà apparire banale, ma banale non è) che come Giunta e maggioranza accoglieremo positivamente l’ordine del giorno presentato da Pompignoli, che chiede un investimento sulla digitalizzazione nei Comuni, per digitalizzare gli archivi 1) perché l’abbiamo già fatto, lo abbiamo sperimentato attraverso le Unioni dei Comuni, a cui abbiamo dato per le Unioni avanzate un plafond per investimenti straordinari che avevano tra le priorità proprio la digitalizzazione degli archivi.

Ci siamo infatti resi conto con il 110 per cento quanto sarebbe stato più facile per un professionista piuttosto che per un imprenditore piuttosto che per un libero cittadino poter fare la pratica del 110 se ci fosse stata la digitalizzazione di tutti gli archivi in tutta Italia, perché è evidente che quando devi andare a trovare qual è lo stato legittimo di uno stabile o un’altra serie di condizioni urbanistiche che incidono su quello stabile, un conto è andare a cercarlo in archivi sparsi, nel Comune o fuori dal Comune, altro conto è trovarseli in una schermata su un pc o su un portatile.

La digitalizzazione è questo, è facilitare l’accesso ai servizi, rendere più facile svolgere l’attività di impresa, in ossequio a quello che ci chiede la Costituzione di togliere gli ostacoli a chi vuole fare attività di impresa. Si fa anche in questo modo, c’è anche questo all’interno del DEFR, così come all’interno del DEFR e, se non è all’interno del DEFR, è in tutte le cose che l’Emilia-Romagna sta facendo (scusate se torno un attimo sull’ambiente, perché probabilmente ho capito male quello che ha detto il consigliere Occhi, quando ha detto che sull’energia forse abbiamo fatto qualche scelta anche contro l’interesse nazionale. Forse ho capito male. In passato. Perché oggi se guardo l’Emilia-Romagna e guardo a Piombino, se guardo l’Emilia-Romagna governata dal Centrosinistra e Ravenna governata dal Centrosinistra e Piombino governata dal Centrodestra, vedo che in Emilia-Romagna arriva il rigassificatore e a Piombino il rigassificatore si sta decidendo di non farlo. Allora abbiamo una Emilia-Romagna che prova a dare un contributo ad una crisi energetica enorme, che prova a dare un contributo per superare la dipendenza del nostro Paese rispetto a un Paese che oggi possiamo definire ostile, come la Russia, e altri che, invece, non sono nelle condizioni di fare la cosa che ha fatto l’Emilia-Romagna e di farla con un consenso generalizzato nel momento in cui lo andiamo a fare. Perché? Perché abbiamo fatto il Patto per il lavoro e per il clima, perché ci siamo impegnati a tenere insieme lavoro e ambiente. D’altronde, se non teniamo insieme lavoro e ambiente, non vinciamo la sfida che abbiamo di fronte.

Così come sull’energia, e scusate questa ulteriore riflessione. Anche qui, può sembrare rispetto a un rigassificatore una cosa certamente di dimensione inferiore, ma l’investimento che abbiamo fatto sulle Comunità energetiche attraverso una legge e che faremo attraverso i fondi comunitari – conosce bene la questione, la consigliera Piccinini – credo che sia un segnale di dove vogliamo andare e di dove vogliamo che vada la società emiliano-romagnola.

Non farò venir meno un passaggio sulla sanità, perché è evidente che il Covid ci ha detto delle cose. Guardate, chi si diverte a fare un dibattito tra se è meglio la sanità gestita dalle Regioni o la sanità gestita dal centro credo che abbia sbagliato l’obiettivo. Il Covid ci ha dato una risposta alla domanda: è stata affrontata meglio la pandemia laddove c’è una forte sanità a trazione pubblico o laddove c’è una sanità a più forte trazione privata? Io penso che sia emerso un dato oggettivo, e cioè che si è affrontata medio laddove c’è una sanità a trazione pubblica. Si è affrontata meglio laddove c’è una sanità fortemente territorializzata o una sanità più centralizzata e ospedalocentrica? Si è affrontata meglio laddove c’è una sanità più territorializzata. Questo dovrebbe essere l’insegnamento che ci arriva dal Covid. Ed è qui che dobbiamo andare con gli investimenti del PNRR e anche con gli investimenti propri della Regione Emilia-Romagna. Però, su questo faccio un appello al Governo. Guardate, noi siamo contenti e facciamo anche un plauso a chi, in questi anni, in quel Ministero ha indubbiamente aumentato le risorse in valore assoluto nei confronti della sanità, però le cifre che sono scritte nel Documento economico e finanziario del Governo ci dicono che la spesa pubblica in sanità rispetto al PIL nel 2023-2024 andrà ad un livello inferiore a quella che era nel 2019.

Possiamo pensare di implementare i servizi sul territorio come ci chiede il PNRR quando nella programmazione della spesa sanitaria nazionale si rischia di investire meno di quello che investivano prima della pandemia? È sufficiente confrontarci con la Germania, perché il peso della spesa sanitaria pubblica sul PIL in Germania è in doppia cifra, noi siamo lontani da quella doppia cifra, ed è per questo che insistiamo con il Governo nel ritenere che anche nelle prossime manovre che ci saranno straordinarie, spero a partire anche dal “Decreto Aiuti-Bis”, ci sia il riconoscimento dello sforzo che è stato fatto dai Sistemi sanitari regionali per affrontare la pandemia e per provare, nel momento in cui abbiamo affrontato la pandemia, anche a mantenere alta l’erogazione dei servizi pubblici e sanitari.

Lo dico perché ci sono delle risorse per il Sistema sanitario nazionale e regionale che sono ferme, c’è una legge del 2015 per la quale è riconosciuto alle Regioni il cosiddetto payback sui dispositivi sanitari, ma il decreto attuativo di una legge del 2015 è arrivato solo nel 2022, e, prima di poter avere a disposizione quelle risorse necessarie, un altro decreto e poi una legge.

Io spero che la crisi di Governo non ci metta in difficoltà anche su questo versante, perché sarebbe un’ulteriore botta che diamo ai cittadini del nostro Paese, e anche su questo siamo impegnati a far sì che la sanità pubblica sia una politica centrale nell’azione dei Governi a tutti i livelli, certamente lo è nell’attività che sta mettendo in campo la Regione Emilia-Romagna.

Lo dico perché ci sono alcuni numeri che ce lo dicono, 17.300 assunzioni a tempo indeterminato, il 100 per cento del turnover da quando è esplosa la pandemia, 100 per cento di turnover nel 2022, abbiamo raddoppiato i posti per la formazione dei medici di medicina generale, e sappiamo anche noi che sono pochi e che, siccome sono pochi, quelli che rischiano di rimanere svantaggiati sono i territori più periferici, per questo abbiamo raddoppiato la formazione di queste figure, ed è ovvio che vedremo i risultati fra 2-3 anni, perché la formazione non si fa in un mese, non si fa in una settimana, però è evidente che stiamo provando a prenderla in prospettiva, così come stiamo provando ad affrontare in prospettiva il problema delle aree più periferiche di questa regione. Va in questa direzione lo sforzo che sta facendo la collega Lori, insieme al sottosegretario Baruffi, per far sì che ci sia un riconoscimento di più aree possibili interne dell’Emilia-Romagna nella Strategia nazionale delle aree interne, perché è attraverso quella strategia che possiamo risolvere strutturalmente i problemi di una parte del territorio dell’Emilia-Romagna. E anche questo c’è nel DEFR. Anche di questo, nel momento in cui approviamo il DEFR, stiamo parlando.

Così come nel DEFR riteniamo indispensabile, ma lo abbiamo ribadito e abbiamo anche messo dei soldi sia in assestamento che poi attuati con le norme previste nel REFIT, accrescere l’assistenza ai Comuni, affinché possano intercettare al meglio le risorse del PNRR. Va in questa direzione la trasformazione di Intercent-ER richiamata anche in questo dibattito. Va in questa direzione lo stanziamento del fondo rotativo, insieme alle fondazioni bancarie, che ringraziamo per la collaborazione che hanno messo in campo e per lo sforzo che stanno facendo a favore della progettazione dei piccoli Comuni. Va in questa direzione il progetto dei “Mille Esperti” che stiamo realizzando – vedo qua il dottor Fieri – in accordo con i territori provinciali e con i Comuni. Questo perché abbiamo l’obiettivo di far sì che le risorse del PNRR non siano solo una partita economico-finanziaria, ma si trasformino in una trasformazione del nostro territorio.

Quando si parla di aree interne non si può non parlare di crisi demografica. Ha ragione, la consigliera Castaldini, nel richiamarci all’attenzione sulla crisi demografica. È un problema che c’è, c’è nel Paese, c’è in Emilia-Romagna, c’è certamente in alcune zone in particolare della nostra regione. Noi su questo rispondiamo con politiche come non sono mai state fatte sulle famiglie e per consentire alle famiglie di poter avere un adeguato potere d’acquisto e un adeguato sistema di servizi, a prescindere da dove abitino. Questa deve essere la sfida che noi dobbiamo avere. Ci deve essere universalità nell’accesso ai servizi, a prescindere da dove si abita. Ed è su queste politiche che continueremo a investire e cercheremo di ottimizzare al meglio la spesa pubblica, affinché si possano raggiungere gli obiettivi.

Su questo siamo pronti ad accettare la sfida. Su questo si può discutere anche all’interno di tavoli di coordinamento, come quelli che sono già previsti all’interno della legge n. 6 del 2014, se non vado errato, e guardo la relatrice Pillati). C’è uno strumento, facciamo lì una discussione sulla natalità e su cosa possiamo fare per determinare nuove politiche a favore della natalità, a favore delle famiglie, facciamola lì la discussione, noi siamo pronti a farla.

Lancio, però, un’altra palla nel campo delle opposizioni. Siamo pronti, a fronte di un mercato del lavoro in cui non c’è l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, nel quale le imprese faticano a trovare competenze, a interpretare in modo nuovo le politiche migratorie in questo Paese, siamo pronti a tirarle via in modo strumentale dal dibattito politico che ci saranno il prossimo mese e ad affrontarle da Paese maturo, anche parlando con quelle imprese che su questo ci chiedono di fare attenzione, perché lì si gioca un pezzo del futuro del nostro sistema produttivo.?

Se non la vogliamo vedere dal punto di vista sociale, almeno proviamo a guardarla anche da quel punto di vista, dopodiché le due cose devono stare insieme, perché altrimenti non si va da nessuna parte.

In queste settimane condivido con voi il fatto di aver incrociato una start-up bolognese, che ha creato, proprio attraverso gli strumenti della digitalizzazione, una piattaforma per incrociare le competenze degli immigrati con le necessità delle imprese. Lo ha fatto una start-up di Bologna, gestita da un ragazzo che è nato in Costa d’Avorio, vive nel Sud Italia, ha l’azienda a Bologna.

Bisogna che proviamo ad approcciarci in modo nuovo a problemi nuovi, con risposte non semplicistiche a problemi che hanno assunto una grande complessità. C’è anche questo nel DEFR 2023-2025, c’è tutto quello che ci deve essere, va bene così e non si discute? No, perché, come vi abbiamo detto, siamo pronti ad accogliere anche tutte quelle osservazioni, così come è successo a più riprese, che ci possano aiutare a migliorare questo strumento.

Si esaurisce nell’aula di oggi la discussione sul DEFR e quindi sulle prospettive 2023-2025? No, avremo anche la Nota di aggiornamento al DEFR e, se su alcune questioni che ci sono state poste arriva una risposta negativa oggi, non è detto che sia una risposta negativa per sempre, perché magari l’approfondimento, perché magari l’evoluzione delle cose ci potrà consentire di approfondire ulteriormente alcune questioni. Lo dico con lo spirito costruttivo che, da quando conosco quest’aula, ha caratterizzato quest’aula e che da sempre contraddistingue l’Emilia-Romagna.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Vista l’ora e visto che ci sono ancora un po’ di emendamenti da discutere, direi di sospendere la seduta, che riprenderà domani mattina, alle ore 9,30.

Grazie e buona serata.

 

La seduta ha termine alle ore 17,22

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO; Michele BARCAIUOLO; Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Pasquale GERACE, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario Davide BARUFFI;

gli assessori Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Mauro FELICORI, Alessio MAMMI, Elena SCHLEIN.

Hanno comunicato di non partecipare alla seduta l’assessora Paola SALOMONI e il consigliere Marco LISEI.

 

Votazioni elettroniche

OGGETTO 5161

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2022. Altri interventi di adeguamento normativo". (47)

 

Emendamento 8

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 14

BARGI Stefano; BERGAMINI Fabio; CATELLANI Maura; DELMONTE Gabriele; FACCI Michele;

LIVERANI Andrea; MARCHETTI Daniele; MONTEVECCHI Matteo; PELLONI Simone; PICCININI Silvia; POMPIGNOLI Massimiliano; RANCAN Matteo; TAGLIAFERRI Giancarlo; OCCHI Emiliano

 

Contrari: 21

AMICO Federico Alessandro; BESSI Gianni; BULBI Massimo; CALIANDRO Stefano; COSTA Andrea; DAFFADÀ Matteo; FABBRI Marco; FELICORI Mauro; MALETTI Francesca; MARCHETTI Francesca; MOLINARI Gian Luigi; MORI Roberta; PARUOLO Giuseppe; PIGONI Giulia; PILLATI Marilena; RONTINI Manuela; ROSSI Nadia; SABATTINI Luca; SONCINI Ottavia; ZAPPATERRA Marcella; COSTI Palma

 

Astenuti: 1

TARUFFI Igor

 

Non votanti:1

PETITTI Emma

 

Assenti: 13

BARCAIUOLO Michele; BONACCINI Stefano; BONDAVALLI Stefania; CASTALDINI Valentina; GERACE Pasquale; GIBERTONI Giulia; LISEI Marco; MASTACCHI Marco; MONTALTI Lia; MUMOLO Antonio; RAINIERI Fabio; STRAGLIATI Valentina; ZAMBONI Silvia

 

Emendamento 9

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 13

BARGI Stefano; BERGAMINI Fabio; CATELLANI Maura; DELMONTE Gabriele; FACCI Michele; LIVERANI Andrea; MARCHETTI Daniele; MONTEVECCHI Matteo; OCCHI Emiliano; PELLONI Simone; POMPIGNOLI Massimiliano; RANCAN Matteo; TAGLIAFERRI Giancarlo

 

Contrari: 26

AMICO Federico Alessandro; BESSI Gianni; BONDAVALLI Stefania; BULBI Massimo; CALIANDRO Stefano;

COSTA Andrea; DAFFADÀ Matteo; FABBRI Marco; FELICORI Mauro; GERACE Pasquale; MALETTI Francesca; MARCHETTI Francesca; MOLINARI Gian Luigi; MORI Roberta; PARUOLO Giuseppe; PICCININI Silvia; PIGONI Giulia; PILLATI Marilena; RONTINI Manuela; ROSSI Nadia; SABATTINI Luca; SONCINI Ottavia; TARUFFI Igor; ZAMBONI Silvia; ZAPPATERRA Marcella; COSTI Palma;

 

Non votanti:1

PETITTI Emma

 

Assenti:10

BARCAIUOLO Michele; BONACCINI Stefano; CASTALDINI Valentina; GIBERTONI Giulia; LISEI Marco; MASTACCHI Marco; MONTALTI Lia; MUMOLO Antonio; RAINIERI Fabio; STRAGLIATI Valentina

 

5161 – Intero testo di legge

 

Presenti: 35

 

Favorevoli: 26

AMICO Federico Alessandro; BONDAVALLI Stefania; BULBI Massimo; CALIANDRO Stefano; COSTA Andrea; DAFFADÀ Matteo; FABBRI Marco; FELICORI Mauro; GERACE Pasquale; MALETTI Francesca; MARCHETTI Francesca; MOLINARI Gian Luigi; MORI Roberta; MUMOLO Antonio; PARUOLO Giuseppe; PIGONI Giulia; PILLATI Marilena; RONTINI Manuela; ROSSI Nadia; SABATTINI Luca; SONCINI Ottavia; TARUFFI Igor; ZAMBONI Silvia; ZAPPATERRA Marcella; COSTI Palma; BESSI Gianni

 

Contrari:8

BARCAIUOLO Michele; LIVERANI Andrea; MARCHETTI Daniele; MASTACCHI Marco; PICCININI Silvia; POMPIGNOLI Massimiliano; TAGLIAFERRI Giancarlo; STRAGLIATI Valentina

 

Non votanti:1

PETITTI Emma

 

Assenti: 15

BARGI Stefano; BERGAMINI Fabio; BONACCINI Stefano; CASTALDINI Valentina; CATELLANI Maura; DELMONTE Gabriele; FACCI Michele; GIBERTONI Giulia; LISEI Marco; MONTALTI Lia; MONTEVECCHI Matteo; OCCHI Emiliano; PELLONI Simone; RAINIERI Fabio; RANCAN Matteo;

 

Emendamenti

OGGETTO 5161

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la Sessione europea 2022. Altri interventi di adeguamento normativo". (47)

 

Emendamento 1, a firma dell’assessore Calvano

«Il testo dell'articolo 26 del progetto di legge è sostituito dal seguente:

"1. La Regione, al fine di promuovere la cultura della legalità del lavoro e della responsabilità sociale dell’impresa, contrastare il lavoro sommerso, prevenire e promuovere il rispetto delle normative in materia di lavoro e di legislazione sociale, valorizzare il sistema economico e produttivo virtuoso, favorisce I' ottenimento, da parte dei datori di lavoro che abbiano sede legale o unità operativa in Emilia—Romagna, dell'asseverazione di conformità dei contratti di lavoro (ASSE. CO), anche sulla base di specifiche intese a livello nazionale tra la pubblica amministrazione ed il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.

2. Per le finalità di cui al comma 1, per l'esercizio 2022, la Regione è autorizzata a concedere contributi ai soggetti beneficiari indicati nel medesimo comma, a parziale copertura dei costi necessari ad ottenere le asseverazioni. La Giunta regionale stabilisce, in coerenza con la normativa europea in materia di aiuti di Stato e nel rispetto delle disponibilità di cui al comma 4, i criteri per la determinazione del contributo da assegnare ai soggetti beneficiari, nonché le modalità ed i termini per I' attuazione del presente articolo.

3. Ai fini dell'attuazione degli interventi di cui al comma 2, la Regione può avvalersi, attraverso convenzioni, dell'assistenza tecnica di Unioncamere. L' importo complessivo per I' attività di assistenza tecnica è stabilito nel limite massimo di euro 30.000,00 sull' esercizio 2022.

4. Agli oneri derivanti dall' attuazione dei commi 2 e 3 del presente articolo, per I' esercizio finanziario 2022, nel limite massimo di euro 1.000.000,00, 1a Regione farà fronte mediante l’istituzione nella parte spesa del bilancio regionale di appositi capitoli, nell'ambito di missioni e programmi specifici, la cui copertura è assicurata dai fondi a tale scopo specifico accantonati nell'ambito del fondo speciale, di cui alla Missione 20 Fondi e accantonamenti Programma 3 Altri fondi, Titolo 1 Spese correnti "Fondo speciale per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di approvazione" del bilancio di previsione 2022-2024 . La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle variazioni di bilancio che si rendono necessarie."»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dell’assessore Calvano

«Dopo I' articolo 26 del presente progetto di legge è inserito il seguente:

Art. 26 - bis Fondo di rotazione a favore degli Enti Locali

1. La Regione, al fine di identificare Le soluzioni più efficaci perché le misure previste nel PNRR possano trovare la migliore implementazione in termini di benefico impatto sui territori, di definire interventi ad ampio impatto sociale, economico, ecologico e culturale e gli ambiti tematici entro cui sviluppare le progettualità e buone pratiche, costituisce, anche in collaborazione con altri soggetti, un fondo rotativo a favore degli Enti Locali, nel limite di euro 250.000, 00 per l’esercizio 2022 , per la progettazione degli interventi da realizzare e per la loro candidatura sulle risorse disponibili  a livello regionale, nazionale e comunitario.

2. Le modalità per la costituzione, gestione, accesso e monitoraggio del fondo di cui al comma precedente sono approvate dalla Giunta Regionale con apposito provvedimento.

3. Agli oneri derivanti dall' attuazione del comma 1 del presente articolo, per I' esercizio 2022, 1a Regione farà fronte mediante l'istituzione nella parte spesa del bilancio regionale di appositi capitoli, nell'ambito di missioni e programmi specifici, la cui copertura è assicurata dai fondi a tale scopo specifico accantonati nell'ambito del fondo speciale, di cui alla Missione 20 Fondi e accantonamenti Programma 3 Altri fondi, Titolo 1 Spese correnti "Fondo speciale per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di approvazione" del bilancio di previsione 2022-2024. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle variazioni di bilancio che si rendono necessarie.»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Pompignoli, Soncini, Maletti, Marchetti Daniele

«Nel capo VI (Governo del territorio), dopo l’articolo 26 del presente progetto di legge è inserito il seguente:

Art. 26 - bis Modifiche all' art. 29 della L. R. n. 30 del 1998

1. All' art.29, comma 3, lett. d) della legge regionale 2 ottobre 1998, n. 30 (Disciplina generale del trasporto pubblico regionale e locale), le parole "dei portatori di handicap" sono sostituite dalle parole “delle persone con disabilità".»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Pompignoli, Soncini, Maletti, Marchetti Daniele

«Nel capo VI (Governo del territorio), dopo l'articolo 26-bis del presente progetto di legge è inserito il seguente:

Art. 26 – ter Modifiche all' art. 30 della L. R. n. 30 del 1998

1. All’art. 30, comma 1, lett. g) della legge regionale 2 ottobre 1998, n. 30 (Disciplina generale del trasporto pubblico regionale e locale), le parole "per i portatori di handicap" sono sostituite dalle parole "per le persone con disabilità".»

(Approvato)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Sabattini

«Il comma 4 dell'articolo 29 del presente progetto di legge è sostituito dal seguente:

“4. Ai fini dell' attuazione delle finalità di cui al comma 2, la Regione tratta esclusivamente i dati personali indispensabili al fine di assicurare una più efficace tutela della salute dell' ambiente secondo modalità definite con deliberazione della Giunta regionale che, nel rispetto della disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali, specifica i tipi di dati, le operazioni eseguibili, le modalità di elaborazione e le misure adeguate al rischio per i diritti e le libertà degli interessati derivante anche dall'utilizzo di nuove tecnologie.”»

(Approvato)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Sabattini

«Dopo l’articolo 29 del progetto di legge è inserito il seguente articolo:

"Art.29 - bis

Contributo straordinario agli enti locali colpiti dagli eventi meteorologici verificatisi nei giorni dal 1° al 10 dicembre 2020

1. La Regione Emilia - Romagna è autorizzata a concedere contributi straordinari, nel limite massimo di euro 200.000,00 per l’esercizio finanziario 2022, in favore degli enti locali colpiti dagli eventi meteorologici verificatisi nei giorni dal 1° al 10 dicembre 2020, in riferimento ai quali è stato dichiarato Io stato di emergenza con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2020, al fine di assicurarne la continuità dell' azione amministrativa per fare fronte agli effetti degli eventi medesimi.

2. Per l’attuazione degli interventi di cui al comma 1, la regione Emilia - Romagna è autorizzata a trasferire le risorse all’ Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

3. All'onere derivante dall' attuazione del comma 1, per l' esercizio 2022, 1a Regione farà fronte mediante l’istituzione nella parte spesa del bilancio regionale di appositi capitoli, nell'ambito di missioni e programmi specifici, la cui copertura è assicurata dai fondi a tale scopo specifico accantonati nell'ambito del fondo speciale, di cui alla Missione 20 Fondi e accantonamenti — Programma 3 Altri fondi, Titolo 1 Spese correnti "Fondo speciale per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di approvazione" del bilancio di previsione 2022 - 2024. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle variazioni di bilancio che si rendono necessarie.»

(Approvato)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Facci

«Dopo l'articolo 2, al Capo Il - Disposizioni di adeguamento normativo, è aggiunto il seguente articolo:

Articolo 2bis (Modifiche alla legge regionale n. 1 del 30 gennaio 2014)

All'articolo 2, comma 7, della legge regionale 30 gennaio 2014, n. 1 (Disposizioni in ordine al contenimento e razionalizzazione della spesa regionale per locazioni passive), le parole "valutato congruo dal Servizio regionale competente in materia di demanio e patrimonio" sono sostituite con le parole "congruo dall'Agenzia del Demanio".»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma del consigliere Facci

«Dopo l'articolo 23 è aggiunto il seguente articolo:

Articolo 23bis (Modifiche alla Legge Regionale n. 2 del 20 gennaio 2004)

1. All'articolo 8 (Fondo regionale per la montagna), comma 3, della legge regionale 20 gennaio 2004,

n. 2 (Legge per la Montagna), dopo la lettera a), è aggiunta la seguente lettera:

"a bis) al trasferimento in favore dei Comuni montani non facenti parte di alcuna Unione;"»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma del consigliere Facci

«Dopo l'articolo 23 è aggiunto il seguente articolo:

Articolo 23ter (Modifiche alla legge regionale n. 5 del 2013)

1. All'articolo 6 (Apertura ed esercizio dell'attività), comma 2bis, della legge regionale 4 luglio 2013, n. 5 (Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate), sono apportate le seguenti modifiche:

a) le parole "in locali che si trovino a una distanza inferiore a cinquecento metri, calcolati secondo il percorso pedonale più breve" sono sostituite con le parole "in locali che si trovano a una distanza, inferiore a trecento metri calcolati secondo il percorso pedonale più breve per i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti ed inferiore a quattrocento metri per i comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti";

b) le parole "gli istituti scolastici di ogni ordine e grado" sono sostituite con le parole "gli istituti scolastici d'istruzione secondaria e le università";

c) le parole, "i luoghi di culto, impianti sportivi" sono sostituite con le parole "gli istituti di credito, sportelli ATM e servizi di trasferimento denaro";

d) le parole "luoghi di aggregazione giovanile e oratori" sono sostituite con le parole “gli esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati e altre attività creditizie";

e) dopo le parole "è vietato consentire ai minori", è inserito il periodo "in assenza di genitori o altra persona esercitante la tutela, l'amministrazione o comunque la custodia, anche temporanea, dei minori stessi".»

(Respinto)

 

Emendamento 10, a firma del consigliere Marchetti Daniele

«Dopo l'articolo 26 del presente progetto di legge sono integrati il "Capo V bis - Sanità" e il seguente articolo:

Art. 26 bis (Modifiche alla legge regionale n. 25 del 2016)

1. All'articolo 31 della legge regionale 23 dicembre 2016, n. 25 (Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2017), dopo il comma 1, sono integrati i seguenti commi:

"1bis. Allo scopo di ricostruire il quadro finanziario complessivo, gli uffici di piano e i distretti, oltre alla raccolta dati e osservazioni di cui al comma 1, monitorano le quote di contribuzione ai servizi da parte di utenti e famiglie, le risorse erogate dai Comuni, le risorse da Fondo sanitario per prestazioni di natura sanitaria messe a disposizione dalle Aziende USL, le risorse provenienti dal Fondo Sociale, le risorse europee e quelle provenienti da altri Soggetti/Enti pubblici e privati.

1ter. La Giunta Regionale, entro il primo semestre dell'anno, predispone una relazione relativa al consuntivo dell'annualità precedente, che sarà oggetto dell'informativa prevista dal comma 1".»

(Ritirato)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Costa, Sabattini

«Dopo l'articolo 29 è aggiunto il seguente:

"Art. 29-bis Disposizioni in merito alle limitazioni alla circolazione dei veicoli

1. L 'entrata in vigore delle limitazioni strutturali alla circolazione dei veicoli diesel euro 3 nei Comuni delle zone “Pianura ovest" e "Pianura est" con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti, delle limitazioni strutturali alla circolazione dei veicoli diesel euro 4, nonché delle limitazioni emergenziali alla circolazione dei veicoli diesel euro 5, previste dalle disposizioni normative regionali in materia di tutela della qualità dell'aria, è prorogata sino all'attivazione del servizio "MOVE IN" di cui alla deliberazione di Giunta n. 745 del 16 maggio 2022 e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2022.

2 Fermo restando quanto disposto al comma 1, continuano a trovare applicazione le limitazioni alla circolazione emergenziali e strutturali previste dalle normative regionali in materia di tutela della qualità dell'aria. "»

(Approvato)

 

Emendamento 12, a firma della consigliera Piccinini

«Dopo l'articolo 27, al termine del Capo VI, è inserito il nuovo Capo VI - bis con l'articolo 10-bis con il testo seguente:

Capo VI - bis Inserimento dell'impatto ambientale nelle clausole valutative

Art. 27-bis Inserimento dell'impatto ambientale nelle Clausole valutative previste da leggi regionali

1. ln attuazione dello Statuto e in particolare con l'articolo 3. comma 1. lettera g), al fine di assicurare adeguati strumenti di valutazione dell'impatto ambientale delle norme regionali inserisce, laddove pertinenti, sono apportate le seguenti disposizioni di adeguamento normativo:

a. nella legge regionale 5 giugno 2017 n. 10 (Interventi per la promozione e lo sviluppo del sistema regionale della ciclabilità), all'articolo 16, nel comma 2, dopo la lettera e) è aggiunta la seguente: "e-bis) impatto ambientale.";

b. nella legge regionale 22 ottobre 2018, n. 15 (Legge sulla partecipazione all’elaborazione delle politiche pubbliche. Abrogazione della legge regionale 9 febbraio 2010, n, 3), all'articolo 21, dopo la lettera f) è aggiunta la seguente: "f-bis) effetti sul miglioramento della qualità ambientale prodotti dalle iniziative partecipative.".

2. Le relazioni previste dalle clausole valutative delle leggi regionali del comma 1 sono aggiornate secondo quanto ivi previsto a partire dal 2023.»

(Approvato)

 

Emendamento 13, a firma dei consiglieri Catellani, Bargi

«Sub emendamento all’emendamento n.2

Art.26 bis

Nel comma 2, dopo le parole “con apposito provvedimento” si aggiungono le seguenti parole: “previo parere della commissione competente”.»

(Respinto)

 

Emendamento 14, a firma dei consiglieri Petitti, Zamboni, Rainieri, Costa, Tagliaferri, Bergamini, Montalti

«Dopo l'art. 4 è introdotto il seguente articolo:

Art. 4 bis Modifiche all'articolo 20 della legge regionale n. 11 del 2013

1. Al comma 4 dell'articolo 20 delta legge regionale 26 luglio 2013, n. 11 (Testo unico sul funzionamento e l'organizzazione dell'Assemblea legislativa: stato giuridico ed economico dei consiglieri regionali e dei gruppi assembleari e norme per la semplificazione burocratica e la riduzione dei costi dell'Assemblea), le parole “per ogni gruppo che conti almeno tre componenti di un’unità di personale per ogni consigliere che ricopre la funzione di Presidente della Giunta e Presidente dell'Assemblea legislativa, nonché per ogni consigliere che ricopre funzioni alle quali è assegnato un ufficio di supporto (Presidenti di Commissione e componenti dell'Ufficio di Presidenza) e per ogni consigliere che ricopre la carica di assessore regionale o Sottosegretario" sono sostituite dalle seguenti: ", ai sensi del comma 5, nel caso in cui un componente del gruppo ricopra la funzione di Presidente della Giunta, Presidente dell’Assemblea legislativa, Presidente di Commissione, componente dell'Ufficio di Presidenza, assessore regionale o Sottosegretario".

2. Al comma 5 dell'articolo 20 della legge regionale n. 11 del 2013 sono apportate le seguenti modifiche:

a) alla lettera a) il termine "65" è sostituito con il termine "80" ed il termine "50" è sostituito con il termine "65";

b) alla lettera b) il termine "45" è sostituito con il termine "65" ed il termine "35" è sostituito con il termine "45";

c) dopo la lettera b), sono inserite le seguenti lettere:

"b-bis) per i gruppi composti da tre a nove consiglieri, del 80 per cento del budget spettante allo stesso gruppo ai sensi del comma 4 nei casi in cui nessuno dei componenti ricopra la funzione di Presidente della Giunta, Presidente dell'Assemblea legislativa, Presidente di Commissione, componente dell'Ufficio di Presidenza, assessore regionale o Sottosegretario e del 70 per cento del budget spettante allo stesso gruppo ai sensi del comma 4 nei casi in cui almeno un componente rivesta tali cariche;

b-ter) per i gruppi composti da dieci o più consiglieri, del 25 per cento del budget spettante allo stesso gruppo ai sensi del comma 4 nei casi in cui nessuno dei componenti ricopra la funzione di Presidente della Giunta, Presidente dell'Assemblea legislativa, Presidente di Commissione, componente dell'Ufficio di Presidenza, assessore regionale o Sottosegretario e del 15 per cento del budget spettante allo stesso gruppo ai sensi del comma 4 nei casi in cui almeno un componente rivesta tali cariche."»

(Approvato)

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti - Rainieri

Bergamini - Montalti