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158.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 27 LUGLIO 2022

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 5315

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2023-2025". (92)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 5315/1/2/3/4/5/6/7/8/10/12/13 oggetti 5532 553355345535553655375538 5539554155435544 Reiezione)

(Ordine del giorno 5315/15 oggetto 5546 – Ritiro)

(Ordini del giorno 5315/9/11/14/16/17 oggetti 55405542 5545 55475548 Approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti)

BARGI (Lega)

MARCHETTI Daniele (Lega)

BERGAMINI (Lega)

DELMONTE (Lega)

PICCININI (M5S)

DELMONTE (Lega)

TARUFFI (ERCEP)

SONCINI (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

FACCI (Lega)

ZAMBONI (EV)

OCCHI (Lega)

FACCI (Lega)

FACCI (Lega)

RONTINI (PD)

 

OGGETTO 5121

Progetto di legge di iniziativa Consiglieri recante: "Sostituzione del Presidente da parte del vicepresidente in caso di cessazione anticipata degli organi - Modifiche agli articoli 32, 43, comma 1, lettera b), e 69, comma 1, lettera a), della legge regionale 31 marzo 2005, n. 13 (Statuto della Regione Emilia-Romagna)". (Seconda lettura) (48) A firma dei Consiglieri: Rancan, Pigoni, Castaldini, Zappaterra, Barcaiuolo, Zamboni, Taruffi, Mastacchi

(Approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 5063

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni in materia di cooperative di comunità". (49)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

PRESIDENTE (Rainieri)

ROSSI, relatrice della Commissione

DELMONTE, relatore di minoranza

CASTALDINI (FI)

AMICO (ERCEP)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 5539 - 5121

Emendamenti oggetto 5315

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,53

 

PRESIDENTE (Petitti): Buongiorno.

Dichiaro aperta la seduta la seduta antimeridiana n. 158 del giorno 27 luglio 2022.

Ai sensi dell’articolo 102-bis del Regolamento interno, partecipano in modalità telematica i consiglieri Costi, Montalti e Stragliati.

Hanno giustificato la propria assenza gli assessori Donini, Mammi e Salomoni e il consigliere Lisei.

 

OGGETTO 5315

Proposta d’iniziativa Giunta recante: “Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2023-2025”. (92)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 5315/1/2/3/4/5/6/7/8/10/12/13 oggetti 55325533553455355536553755385539554155435544 Reiezione)

(Ordine del giorno 5315/15 oggetto 5546 – Ritiro)

(Ordini del giorno 5315/9/11/14/16/17 oggetti 55405542 – 5545 – 55475548 Approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Colleghi, riprendiamo i lavori dall’oggetto 5315, la proposta di iniziativa della Giunta recante: “Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2023-2025”, come da delibera di Giunta n. 968 del 13 giugno 2022.

Ricordo che su questo oggetto insistono 31 proposte di emendamento e 17 proposte di ordine del giorno.

Come sapete, ieri abbiamo interrotto i lavori al dibattito generale sulle proposte di emendamento e quindi questa mattina ripartiamo da lì.

Dibattito generale sulle proposte di emendamento.

Qualcuno si iscrive a parlare in dibattito generale sulle proposte di emendamento?

Dibattito generale sugli ordini del giorno. Non abbiamo nessuno in dibattito generale. Consigliere Bargi, prego.

 

BARGI: Grazie, presidente.

Ho rubato un po’ il fotofinish ad altri colleghi, che di solito sfruttano questa opzione.

Presento brevemente l’ordine del giorno collegato al DEFR, legato alle due tematiche del cuneo fiscale e dei salari.

In particolare, in questo ordine del giorno che chiaramente ha una valenza più ampia e va oltre le competenze della Regione, ma riteniamo che la nostra Regione, che spesso e volentieri si identifica come la prima in tanti aspetti, debba poter svolgere questo ruolo anche di fronte alle trattative nazionali, anche in un momento storico come questo, dove siamo sicuramente... Se è possibile chiedo un attimo di silenzio.

 

PRESIDENTE (Petitti): Ha perfettamente ragione, consigliere Bargi. Chiedo un po’ di silenzio, grazie.

 

BARGI: È anche mattina, di solito si dovrebbe avere meno voglia di parlare al mattino, quindi dovrebbe essere più facile riuscire a interloquire al microfono.

Come dicevamo, si va con tematiche più ampie. Chiaramente, siamo in un momento storico di cambio di Governo, però allo stesso tempo non si può prescindere da questi aspetti. In particolare con questo ordine del giorno vogliamo segnalare due situazioni: la prima è quella salariale. È risaputo che l’Italia è l’unico Paese OCSE – dato che è emerso in un’indagine su trent’anni, dal ‘90 al 2020 da parte dell’OCSE –, tra i Paesi aderenti, che ha visto calare salari e stipendi, raggiungendo una posizione primeggiante in una classifica al contrario su quelli che sono i diritti dei lavoratori e il potere d’acquisto delle famiglie.

È una tematica che è stata lasciata nel cassetto, finché da parte dell’Unione europea stessa… Ma io credo che sia una problematica tutta nostra, essendo l’unico Paese in questo contesto, dove non è emerso il dibattito sul salario minimo.

Abbiamo anche un altro primato che condividiamo con la Spagna, in questo caso: dopo la pandemia, quindi dal 2019, c’è stato un ulteriore calo del potere d’acquisto delle famiglie, in particolare dei salari e degli stipendi che ancora non hanno raggiunto il livello pre-pandemia. È un dato questo, una caratteristica che condividiamo con la Spagna: siamo le due uniche realtà europee poste in questa situazione, con una forbice che aumenta rispetto ai Paesi dell’Europa centrale, in particolare con quelli con i quali siamo soliti confrontarci, ovvero Francia e Germania.

Un dato, anche questo negativo, che però pone il tema salariale – deve porlo – al centro del dibattito politico.

L’altra tematica che noi colleghiamo, velocemente, al tema salariale, ma non così velocemente perché è centrale, è quella del cuneo fiscale. Lo diciamo tante volte: sappiamo benissimo che nella classifica capovolta siamo tra i primi Paesi dell’area OCSE per tassazione, in particolare per tassazione sui salari. Un elemento, quello delle imposte sui redditi delle famiglie che incide su famiglie e lavoratori, che incide pesantemente tanto sull’impresa, quindi con una sorta di doppia mano sul collo: una sull’impresa, che si trova costretta ad avere le risorse per farvi fronte; e una ovviamente sul lavoratore, che mette in tasca meno risorse.

Inutile dire come questo incida pesantemente anche sulla domanda interna, altro elemento sul quale dobbiamo tornare più e più volte.

L’altro blocco di tematiche che fa parte dell’ordine del giorno è quello dell’inflazione, che ovviamente va di pari passo con il tema dei redditi. Se, infatti, fino a prima dell’Unione europea avevamo il terrore dello spettro di questa inflazione spaventosa, che rodeva il potere d’acquisto, la tassa occulta, veniva chiamata in tutti i modi possibili e veniva visto come uno spettro terrificante, è pur vero che allora esistevano strumenti di tutela del reddito e in particolare del salario, e lo facevano tramite strumenti di indicizzazione dei salari stessi all’inflazione. Oggi questi strumenti non ci sono più. Si è aperto il dibattito sul salario minimo, che a nostro avviso presenta varie criticità come strumento per far fronte al periodo storico che stiamo vivendo, intanto perché non tiene conto di un elemento che più volte abbiamo sollevato e con il quale bisogna raffrontarsi, altrimenti vuol dire che non siamo in grado di capire la situazione, ovvero che l’inflazione tenderà ad assumere connotati di strutturalità. Già parliamo di un’inflazione all’8 per cento anche per l’anno prossimo, già ci sono previsioni del rientro dei prezzi che la vedono abbastanza grigia, anche perché ci sono vari elementi. Uno è quello della asimmetria tra l’aumento delle materie prime e la riduzione dei prezzi. Questo è sempre stato osservato quando aumentava il petrolio, fondamentalmente: il benzinaio cercava di contenere il più possibile l’aumento del prezzo della benzina per non andare fuori mercato, infatti ci sono le classiche battute, c’è quello che ce l’ha a 2, c’è quello che ce l’ha a 1,98, quello è un ladro, perché si cerca di restare il più possibile nel mercato e attrarre più clientela possibile, però è anche vero che appena la benzina scende, la materia prima scende, il benzinaio tende a essere un po’ più lento a far discendere il prezzo, perché deve recuperare quel margine che si è eroso per restare sul mercato. Questo è un primo elemento con il quale bisognerà impattare.

Tra gli altri elementi fondamentalmente abbiamo all’orizzonte la transizione verde (l’abbiamo detto tante volte): i costi che importerà e l’inflazione che importerà ci saranno sicuramente, perché impatteranno pesantemente sulla nostra economia. Ancorché, se riesco a capire, dove andremo a prendere materie prime, visto che stiamo escludendo buona parte del globo dai Paesi non ostili a noi. Quindi, anche questo è un tema che bisognerà in qualche modo ad affrontare. Ma anche ammesso che riusciamo ad avere buoni rapporti con chi detiene oggi le materie prime, sicuramente importeremo maggiori costi.

C’è il tema del reshoring. Se è anche vero che stiamo escludendo una buona parte del globo dai Paese amici, è pur vero che, sia per motivi logistici – l’abbiamo visto durante la pandemia – sia per motivi di commercio e di produzione, dovremo cominciare a riportare le produzioni nel nostro Paese. Io non so se la ricetta al problema del riuscire a rimanere competitivi coi prezzi portando le produzioni nel nostro Paese è importiamo immigrazione e manovalanza a basso costo, così, anche detto, importiamo schiavitù oppure se si cercherà di portare del lavoro per i nostri cittadini, ma è evidente che il nostro cittadino, anche per i costi della vita, se no altro per quello, per il costo della vita che c’è qui da noi, non può lavorare con lo stipendio del vietnamita che andiamo a sfruttare in casa sua.

Quindi, di conseguenza, anche questo un’incidenza sui prezzi l’avrà. Quindi pensare di slegare il ragionamento dei salari e degli stipendi totalmente dal tema dell’inflazione è impossibile. Quindi, ponendo queste due tematiche, da un lato l’intervento fondamentale sul cuneo fiscale, da esercitarsi in tempi molto brevi, e, dall’altro, l’inserimento nel dibattito sui salari anche dell’indicizzazione di questi ultimi all’inflazione, alla crescita inflazionistica, sono per noi due tematiche fondamentali, che in un momento di definizione delle strategie regionali ci sembra il caso di porre in discussione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Bargi.

Altri in dibattito generale sugli ordini del giorno? Io non ho altri in dibattito generale. Consigliere Marchetti Daniele, prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Un’illustrazione più che doverosa dell’ordine del giorno che abbiamo depositato per quanto riguarda le problematiche che riguardano la sanità della nostra Regione. Ho visto che è stato abbinato anche un testo presentato dalla maggioranza e quindi credo che questo sia anche un’occasione utile per mettere a confronto le proposte che oggi vengono messe qui sul tavolo dell’Assemblea legislativa.

Partiamo dai punti in comune. Ce lo siamo detti fino allo sfinimento in questi ultimi giorni, per quanto riguarda la richiesta, più che doverosa, delle risorse che lo Stato centrale dovrebbe riconoscere a tutte le Regioni italiane per quanto riguarda i costi sostenuti per la gestione dell’emergenza sanitaria. Questo è un punto su cui credo non ci sia margine di discussione, se non di condivisione totale da parte di tutte le forze politiche e da parte di tutte le Regioni del nostro Paese governate dal centrosinistra e dal centrodestra.

Al netto di questo, però, lasciatemi dire che ci sono differenze sostanziali nel modo di vedere possibili soluzioni da mettere in campo a livello regionale autonomamente, perché sentendo i vostri interventi non solo in queste giornate d’aula, ma è una situazione a cui siamo ormai abituati: parlate sempre dalla Regione Emilia-Romagna come della migliore d’Italia, della migliore d’Europa, della migliore del mondo, siamo i più bravi, siamo i più belli, siamo i più virtuosi, però non abbiamo in questo caso, in un momento di forte difficoltà per quanto riguarda la sanità emiliano-romagnola, una soluzione vera, concreta, reale in tasca.

Non ci avete proposto assolutamente nulla in queste giornate, vi siete limitati soltanto a richiedere i fondi al Governo, giustamente – lo ribadisco – ma non abbiamo sentito altro.

È per questo che abbiamo ritenuto opportuno mettere nero su bianco alcune proposte, che coincidono con gli emendamenti che abbiamo presentato al DEFR, che coincidono anche con un progetto di legge che abbiamo depositato, tutte proposte in linea fra loro, per il semplice fatto che crediamo fortemente che queste possano dare uno stimolo a chi governa questa Regione, per cercare di rimettere in sesto i conti regionali per quanto riguarda l’ambito sanitario, perché dobbiamo affrontare una situazione difficile, che rischia di compromettere la tenuta del nostro servizio sanitario.

Abbiamo quindi messo in fila diverse proposte, che mirano innanzitutto ad avviare una riforma degli apparati tecnici e amministrativi della nostra Regione per quanto riguarda l’ambito sanitario, per ottenere risparmi da investire poi nel comparto e quindi nei servizi, tutelando ovviamente al tempo stesso l’autonomia delle aziende sanitarie e garantendo quei servizi che troppo spesso sono finiti al centro di eccessivi accorpamenti per la logica spinta hub and spoke, di cui parlavamo anche ieri.

Parlate anche nel vostro documento di una possibile riforma, ma lo fate in senso generale, in maniera blanda, senza dire alcunché. Parlate di un coinvolgimento della Commissione competente nel quadro più ampio del Piano socio-sanitario regionale, che sta procedendo a livello territoriale in questi mesi, ma non ponete alla nostra attenzione delle soluzioni ben precise. Ci sono realtà regionali in questo Paese che sono avanti anni luce da questo punto di vista, se pensiamo, ad esempio, all’esperienza veneta dell’Azienda Zero, che ha accorpato i servizi amministrativi e tecnici, risparmiando annualmente 800 milioni di euro con questa operazione.

Noi siamo solo all’inizio. Oggi stiamo soltanto parlando, l’abbiamo sentito in alcuni interventi, di accorpamenti tra l’assessorato regionale alla sanità, ad esempio, e l’Agenzia sociosanitaria regionale. Ma non abbiamo ancora un piano ben definito. L’assenza di un piano per un ritorno alla normalità è un fatto che viene denunciato non soltanto dalla Lega ma anche dalle parti sociali che hanno scritto, che sono venute a protestare qui, sotto il palazzo dell’Assemblea.

Un altro punto che noi sosteniamo con forza è quello di avviare una riforma anche sugli acquisti, promuovendo, ad esempio, procedure da condurre unitamente ad altre Regioni, sulla traccia di esperienze già fatte in passato, al fine di ottenere risparmi ingenti, ulteriori economie di scala, sempre da reinvestire nei servizi e nel comparto.

Questo lo dico perché crediamo che sia una soluzione assolutamente percorribile. D’altronde, in Commissione sanità anche l’ingegner Baldino l’ha definita interessante, come idea. Un’idea che noi stiamo portando avanti dal 2015, quando abbiamo iniziato a battagliare proprio su questo punto. Ricordo degli ordini del giorno che vennero approvati, che diedero vita a delle esperienze sperimentali di acquisti tra varie Regioni. Come vi ho ricordato ieri, c’è stata una gara condotta nel 2016 su farmaci emoderivati (derivati dalla lavorazione del plasma) che hanno portato a un risparmio annuo per l’Emilia-Romagna di ben 8 milioni di euro.

Con una sola operazione, quindi, l’Emilia-Romagna ottiene un risparmio di questo tipo. Immaginiamo quindi di allargare questa scala non più in un quadro sperimentale, ma con esperienze ben definite, ovviamente, all’interno del tavolo nazionale dei soggetti aggregatori.

Teniamo a ribadire un altro punto fermo delle nostre proposte, ovvero quello di garantire sempre la presa in carico dei pazienti, ponendo fine al fenomeno delle agende chiuse. Non è in questo modo infatti che si risolvono le problematiche dei tempi d’attesa per le visite specialistiche. Un cittadino ha il diritto di essere preso in carico, e se l’Azienda sanitaria non è in grado di erogare quel servizio, quel cittadino ha il diritto di avere un’alternativa, magari da un privato accreditato del territorio, o da un’altra azienda sanitaria. Ma una soluzione alternativa gli va garantita.

Altro punto fondamentale: potenziamento della rete di pronto soccorso dell’Emilia-Romagna. Anche qui, ne abbiamo sentito parlare tantissime volte: fu già annunciato un piano, ma di soluzioni concrete, sinceramente ad oggi non ne abbiamo ancora viste.

Noi, quindi, chiediamo ovviamente di promuovere, di portare avanti questa iniziativa di potenziamento degli organici della rete dei pronto soccorso regionali, e al contempo per dare già una risposta più celere alle necessità di quegli operatori sanitari che vivono le difficoltà dei pronto soccorso della nostra regione promuoviamo ovviamente di portare avanti l’istituzione, cosa che avete già anche accennato voi, gli ambulatori destinati alle basse criticità, coinvolgendo magari i medici di continuità assistenziale (le ex guardie mediche) nei pressi magari dei pronto soccorso. Anche questo è un punto che noi portiamo avanti da tempo e su cui finalmente abbiamo sentito qualche apertura. D’altronde, se vogliamo realmente ridurre gli accessi ai pronto soccorso, è ovvio che la presenza del medico di continuità assistenziale nei pressi del pronto soccorso potrebbe alleggerire il carico di lavoro dello stesso pronto soccorso, che reindirizzerebbe i casi meno gravi verso l’ex guardia medica.

Poi, chiaramente, come dicevo prima, concludiamo con un punto che è condiviso da tutte le forze politiche, che è quello di richiedere al Governo la copertura totale delle spese sostenute per la gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e un maggior sostegno per far fronte anche all’aumento dei costi energetici, perché anche questa è una piaga per il nostro Servizio sanitario regionale, così come lo è in generale per tutte le Amministrazioni pubbliche.

Come abbiamo fatto con gli emendamenti che poi verranno posti in votazione sul DEFR, così abbiamo fatto con questo nostro ordine del giorno, mettendo nero su bianco alcune proposte, che magari non rappresenteranno la soluzione a tutti i problemi della nostra regione e della nostra sanità, ma che perlomeno potrebbero aprire una discussione seria e concreta su alcune possibilità che ci potrebbero garantire risorse ulteriori da investire nei servizi, perché purtroppo – lasciatemelo dire – non basta andare sotto la sede dell’Assemblea magari quando qualche sindacato si presenta qui a dire “avete ragione”, ma bisogna avere anche il coraggio, al tempo stesso, di avanzare delle proposte, senza limitarsi a chiedere soltanto le risorse che ci spettano a livello nazionale, perché se una Regione è davvero virtuosa e ha davvero le capacità per cercare di mettere autonomamente in campo delle soluzioni lo deve fare. Altrimenti, ci ritroveremmo soltanto a livello di chiacchiere, senza portare avanti alcuna soluzione concreta. Invece, credo che tutti quanti noi abbiamo il dovere di mettere sul tavolo proposte serie concrete e avviare un confronto per arrivare ad una risoluzione delle problematiche che oggi, purtroppo, la nostra sanità deve affrontare.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Marchetti.

Altri in dibattito generale sugli ordini del giorno? Io non ho altri. Consigliere Bergamini, prego.

 

BERGAMINI: Buongiorno, presidente. Solo per illustrare l’ordine del giorno che abbiamo scritto, insieme ai colleghi consiglieri, sulle aggressioni al personale sanitario. Vediamo che, a distanza di oltre un anno dalla mia risoluzione sul tema, ci troviamo di nuovo a parlare di aggressioni al personale, appunto sanitario, quello che una certa parte dell’opinione pubblica ha appellato con vezzeggiativi molto efficaci durante la pandemia, salvo poi dimenticarci di tutti questi professionisti quando è arrivato il momento di riconoscere loro condizioni di lavoro dignitose e di tutelare i sanitari, appunto, che operano per il benessere di tutti.

Il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario è ormai ricorrente. È un tema che non riguarda solamente le strutture ospedaliere o i pronto soccorso, come si concentra spesso la stampa, ma implica anche atteggiamenti aggressivi che si consumano nel silenzio delle strutture di prossimità del nostro territorio, incidenti che sovente finiscono per non essere denunciati dalle loro vittime perché sembra quasi una colpa doverlo fare, una macchia in più che impone per il quieto vivere di nascondere la verità, con operatori costretti a rivolgersi a forme di sostegno, anche psicologico, ad assentarsi ripetutamente dal lavoro, con conseguenze gravi per il benessere organizzativo della realtà in cui essi operano; senza contare naturalmente il danno economico provocato da un numero altissimo di ore di lavoro perdute.

Oggi ci riproviamo con questo ordine del giorno, che vuole soprattutto segnare un cambio di passo anche nella stessa direzione degli incidenti di cui sono vittima gli operatori sanitari. I dati INAIL riferiti al 2019, quindi prima della pandemia, parlano complessivamente di 36.890 infortuni sul lavoro in sanità, vale a dire il 7,3 per cento delle rilevazioni della gestione assicurativa che riguarda l’industria e i servizi per capirsi. Il 12,8 per cento degli infortuni in questo comparto si verifica in Emilia-Romagna. Siamo secondi solo dietro alla Lombardia, purtroppo.

L’ordine del giorno che presentiamo come Lega, insieme ai colleghi, vuole iniziare ad affrontare il problema dalla parte della prevenzione per socializzare quella tipologia di comportamenti che possono evitare l’escalation che porta a comportamenti violenti e aggressivi veri e propri, facendo tesoro di quell’esperienze organizzative che troppo spesso rimangono confinate nelle realtà in cui vengono testate e sperimentate.

Cerchiamo, con il messaggio che qui si vuol dare, di imprimere un cambiamento anche da parte del sostegno alle persone colpite da aggressioni, che non devono ritrovarsi sole di fronte a questi eventi traumatici. Vorremmo che ci fossero meccanismi premianti per le organizzazioni virtuose che operano nel senso della prevenzione e fanno progetti, quindi, ma anche forme sanzionatorie nei confronti di chi non interviene in maniera decisiva per tutelare adeguatamente gli operatori socio-sanitari colpiti.

Quello che serve davvero è una rivoluzione culturale, che ci metta finalmente nelle condizioni di sdoganare questo tipo di problema, per lavorare assieme a soluzioni che siano veramente efficaci nel quotidiano.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Bergamini.

Altri in dibattito generale sugli ordini del giorno? Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente. Per illustrare e presentare l’ordine giorno n. 9, che parla di un tema che abbiamo già discusso all’interno della Commissione III, ma che credo meriti, in questa fase di discussione del Documento di economia e finanza, un merito in più, perché si parla di un progetto che dovrebbe essere guardato non solo nel breve e medio periodo, ma anche nel lungo periodo, che è quello di una revisione completa (questo è quello che chiediamo e pensiamo sia fondamentale) del tracciato della Statale 63, che collega la città di Reggio Emilia all’Appennino reggiano.

È una strada statale, una strada vecchia in alcune parti del suo percorso, una strada che non supporta pienamente un traffico che nei decenni è cambiato, è cambiato sia in termini di quantità, sia in termini di tipologia, perché oggi siamo qui a parlare di una possibilità di un rilancio del turismo appenninico, ma non abbiamo una viabilità che possa supportarla (dobbiamo dircelo chiaramente), e questo soprattutto nel territorio reggiano.

Non solo però questioni turistiche, questioni anche di sicurezza, perché su quella strada transitano mezzi pesanti, tanti mezzi pesanti, che quando arrivano per coincidenza, come succede tutti i giorni, in contemporanea sulle due traiettorie nello stesso momento su una delle curve più strette, nella parte inferiore, nella parte nord del percorso, si forma un tappo, un blocco, e questo ovviamente ricade non sui due mezzi, ma su tutti i mezzi e i pendolari che da monte devono venire a valle o viceversa.

È una situazione ormai intollerabile, alcuni interventi sono stati fatti e li vogliamo ricordare, come ad esempio la nuova galleria del Bocco o come il rifacimento della galleria attualmente rinnovata, però è chiaro che, a seguito del rifacimento della Bocco-Canala, ci troviamo davanti ad alcune criticità importanti. La prima è quella dell’uscita dalla tratta di Reggio Emilia che si collega fino a Avezzano. Tutta quella tratta che di fatto prevede tanti stralci in mezzo è problematica. Noi quindi oggi cosa chiediamo con questo ordine del giorno? Chiediamo che la Regione si faccia carico, ovviamente su una strada che non è di sua immediata competenza, di andare davanti ad ANAS, ad un tavolo con ANAS e dire: questa strada non è più tollerabile, non è più sufficiente per lo sviluppo dell’Appennino reggiano, per lo sviluppo soprattutto turistico, lavorativo, imprenditoriale, dell’Appennino reggiano.

Quale pensiamo quindi che possa essere la soluzione? Intanto, in alcuni tratti, cercare di rinnovare quello che è oggi l’attuale tracciato, quindi con l’allargamento in sede, piuttosto che la messa in sicurezza, o nuove gallerie.

Come dicevo, però, quello su cui oggi noi dobbiamo ragionare è un intervento di lungo periodo. Lungo periodo vuol dire un intervento risolutivo, un intervento sicuramente anche costoso, che per quello deve coinvolgere il partire da qui, con una presa di posizione dell’Assemblea, ma che poi deve coinvolgere tutti gli organi competenti, ovviamente arrivando all’ANAS e allo Stato, per cercare di creare un nuovo tracciato: un nuovo tracciato che sia parallelo, sino ad alcuni tratti, a quello attuale, che, perché no, ripercorra il fiume, quindi il torrente Crostolo fin dove può farlo, perché noi abbiamo imparato negli anni, nei secoli, ormai, direi, dell’umanità, che i fiumi possono essere percorsi da strade, non devono essere solo attraversati. Sono una grande opportunità per la viabilità, e questo dovrebbe essere preso in considerazione anche nell’ottica di un rifacimento, quindi di un’alternativa alla statale 63.

L’Appennino lo richiede, ma guardate, lo richiede anche la città. Mi viene da pensare infatti che tutto il traffico che c’è oggi, tutti i giorni, nella parte sud della città, quindi quella verso l’Appennino – a Rivalta mi viene da pensare – è un problema per tutti: è un problema per chi vive in città, è un problema per chi deve andarci, per chi deve scenderci. Ed è chiaramente un problema che si ripercuote su molte altre aree della città, dove c’è un blocco.

Cosa chiediamo quindi noi? Chiediamo che questa Regione si prenda l’impegno ad attuare tutte le azioni nella sua disponibilità al fine di predisporre, in accordo con ANAS, titolare del tratto attuale, e il Governo, un progetto che preveda una serie di interventi infrastrutturali sui tratti di maggior pericolosità della statale 63 richiamata in premessa.

Quello che vi ho illustrato è un progetto di lungo termine. Davvero, per la prima volta cerchiamo di parlare non di toppe, di pezze, di allargamenti, ma cerchiamo di arrivare a una soluzione concreta, una soluzione definitiva per quella che è una grande opportunità, e che oggi invece è un grande problema per l’Appennino e per la statale 63.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Delmonte. Altri?

Io non ho nessuno in dibattito generale. Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Illustro una proposta che abbiamo presentato al DEFR, che va nel solco di ciò che abbiamo fatto in questi mesi, ovvero spingere sulla promozione delle energie da fonti rinnovabili. L’abbiamo visto ieri nel REFIT, dove abbiamo voluto inserire percorsi che agevolino la diffusione di uno strumento di cui questa Regione meritoriamente si è dotata, cioè le Comunità energetiche attraverso percorsi di partecipazione che puntano ad aggregare tutti quei soggetti che sono titolati a costituire, appunto, le Comunità energetiche.

Come gli Enti locali, anche la Regione stessa – questo è stato inserito all’interno della legge n. 5 – è tenuta ad effettuare una mappatura entro un anno dall’approvazione della legge, una mappatura dei tetti che verranno messi a disposizione per la costituzione delle Comunità energetiche, ma la Regione ha fatto qualcosa di più, e cioè si è presa l’impegno – di questo ci tengo a ringraziare l’assessore Calvano – di provare ad avviare uno studio per costituire una Comunità energetica anche all’interno del Fiera District e, quindi, intervenire anche sull’efficientamento del patrimonio pubblico regionale.

In questo senso abbiamo voluto provare a inserire questa proposta e renderla evidentemente stringente inserendo all’interno delle tabelle del DEFR questo impegno con riferimento al Fiera District, e cioè l’avvio di un percorso di studio per la progettazione integrata volta alla costituzione di Comunità energetiche, con l’avvio delle azioni al 2023. Quindi, quello che era un impegno che l’assessore Calvano si è preso all’interno di un question time che avevo presentato oggi lo mettiamo nero su bianco e lo facciamo diventare un impegno concreto. Ebbene, anche all’interno di questo Documento abbiamo voluto dare un’impronta di sostenibilità a quelli che sono gli impegni e le politiche che la Regione vuole mettere in campo nei prossimi anni.

È sicuramente una questione di merito. Ovviamente questo è un Documento stilato dalla maggioranza, quindi ci sono alcune cose su cui non concordiamo, però devo riconoscere che, oltre alla questione di merito, quindi il fatto che sia oggi che ieri gli emendamenti che io ho presentato e gli ordini del giorno sono stati approvati e verrà approvato anche l’emendamento che ho presentato oggi, c’è anche una questione di metodo.

Ci tengo a ribadirlo, perché non è scontato, visto anche il periodo politico che stiamo vivendo e penso che in questa Regione si stia in qualche modo facendo la differenza rispetto al rapporto di collaborazione che c’è nei confronti del Movimento 5 Stelle. Lo dico perché non è sempre semplice provare a confrontarsi su argomenti che sono dirimenti. Spesso e volentieri ci sono visioni diverse, però non posso non sottolineare lo sforzo che si sta facendo nel considerare anche le istanze che il Movimento 5 Stelle, da due anni a questa parte e più, sta portando avanti all’interno di questa istituzione.

Ripeto, non è un atteggiamento scontato, che però ci tengo oggi a rimarcare, proprio perché a livello nazionale si sta creando quella frattura che tutti voi sapete e che io credo sia un’occasione persa, un’occasione persa da entrambe le parti e che invece ci avrebbe, dal mio punto di vista, potuto rafforzare anche negli step che vivremo tutti quanti in quest’estate così strana e inaspettata.

Quindi, ci tenevo a sottolinearlo proprio per questo motivo perché io mi auguro, ed è anche un auspicio questo, che anche in futuro, al di là di quello che succede oggi o succederà a livello nazionale in questi anni, il mio auspicio è che questo rapporto di collaborazione qui non cambi, perché è evidente che l’apporto, in tema anche di politiche ambientali, che in questa sede stiamo apportando penso sia un valore aggiunto alle politiche che questa Regione sta portando avanti.

Quindi, il mio auspicio è che si possa continuare in questa collaborazione. Nonostante comunque non sempre le visioni siano le stesse, però credo che un dialogo e un rapporto di reciproca fiducia possa in qualche modo appunto migliorare quelle che sono le politiche dei cittadini e, a ricaduta, anche migliorare la vita dei cittadini di questa regione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Piccinini.

Altri in dibattito generale sugli ordini del giorno? Io non ho altri in dibattito generale. Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Ho aspettato il più possibile, sperando che qualcuno illustrasse il n. 17, ma evidentemente non vi è nemmeno la volontà di illustrare questo scempio, quindi ne parlo io.

Ieri, quando abbiamo ricevuto sul nostro banco questo ordine del giorno, questa pagina in particolare dell’ordine del giorno, abbiamo rabbrividito tutti e ci siamo guardati chiedendoci “davvero hanno fatto questa porcata?” (scusatemi, ma è il termine corretto) perché questa pagina rappresenta veramente uno scempio, ma rappresenta perfettamente come volete trattare voi il tema dei punti nascita in questa Regione.

Questa è la perfetta rappresentazione di serietà che avete sui punti nascita, e mi dispiace, presidente, come l’Assemblea tratta la sua promessa.

 

(interruzione)

 

DELMONTE: No, peso benissimo le parole che dico, perché lei dovrebbe mantenere le promesse che ha fatto e lei dovrebbe pesare le sue parole quando lei dice, e l’Assemblea...

 

PRESIDENTE (Petitti): Calma, usiamo le parole corrette, per favore!

 

DELMONTE: Rispondo io di quello che dico!

 

PRESIDENTE (Petitti): Usiamo le parole corrette, per favore!

 

DELMONTE: Chi ha scritto questa porcata, lo dico io...

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Per favore, no, nessuna minaccia. Per favore, usiamo le parole corrette, siamo in Assemblea legislativa. Calmi!

 

DELMONTE: Posso continuare il mio discorso?

 

PRESIDENTE (Petitti): Per favore, diamo la possibilità a tutti di esprimersi. Consigliere Facci, per favore, facciamo finire l’intervento al consigliere Delmonte, non ci sono minacce. Io pregherei di... Per favore, non si parla fuori microfono colleghi. Per favore, consigliere Facci, facciamo concludere il suo intervento al consigliere Delmonte, per favore, consigliere Facci, basta con queste provocazioni! Io chiedo anche ai questori di iniziare... Consigliere Facci, per favore. Per favore, c’è un dibattito democratico che avviene in quest’aula. Facciamo esprimere i consiglieri e diamo a tutti poi la possibilità di intervenire.

Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente. Continuo.

Io ho pesato perfettamente le mie parole; credo che qualcun altro debba fare altrettanto. Sto entrando nel merito, presidente, non mi guardi così. Sto entrando nel merito. Quando si fanno delle promesse prima, ma soprattutto quando si vota – credo, ma questo magari lo sapete fare meglio voi, siete voi maggioranza – credo che si dovrebbe almeno cercare di confermare qui dentro quello che promettete fuori. Credo sia una prassi normalissima.

Ieri, durante il voto – o ieri l’altro, non ricordo più in quale sessione – è stato votato un nostro ordine del giorno che chiedeva, era molto semplice, di portare avanti le promesse fatte sulla riapertura dei punti nascita. Ci siamo quindi pure allineati a un programma elettorale che condividiamo, del presidente Bonaccini, chiedendo: ora lo portiamo avanti, per favore, visto che la fase di emergenza magari è finita, in alcune parti? C’è stato un voto contrario di gran parte dell’aula, che ha bocciato quell’ordine del giorno.

Tutti quanti fuori da quest’aula si sono indignati per il vostro voto. E voi cosa avete fatto? Avete preso un ordine del giorno esistente, che parla di sanità in tanti altri aspetti, pure meritevoli, ma che non riguardano i punti nascita, avete aggiunto a penna – ed è qui la porcata formale – , velocemente, “proseguiamo anche l’interlocuzione per i punti nascita” in un contesto che non c’entra nulla, con quest’ordine del giorno. Poi qualcuno ha avuto almeno la decenza di cancellare il proprio nome dalle firme: mi riferisco al consigliere Taruffi, che ha cancellato il proprio nome, credo a seguito di questo, voglio quasi sperarlo, perché questo non è un modo serio di trattare una discussione importante che può trovarci d’accordo, non d’accordo, su questo ognuno ha le sue posizioni politiche. Ma questa non è serietà, questo vuol dire prendere in giro, rincorrere un errore che avete fatto, smentendo le parole del vostro presidente in una votazione.

Rincorrerlo in questo modo vuol dire non solo confermare che non vi interessa nulla di quell’argomento, ma anche confermare che veramente non lo affrontate in maniera seria, ed è una rincorsa alle polemiche che qua fuori le mamme e i residenti in quei territori hanno fatto il giorno dopo.

Questo veramente non possiamo tollerarlo. Chiedo scusa se vado oltre, ma c’è stata un’interruzione abbastanza importante. Per prima cosa quindi noi chiediamo il voto per parti separate di questa risoluzione, in cui la parte “a penna” si voti in una votazione, e tutto il resto si voti in un’altra votazione.

Poi chiedo, e concludo velocemente, alla consigliera Soncini, se lei è d’accordo su questa cosa, perché io lo reputo assurdo. Già reputo assurdo che una presidente di Commissione Sanità tolleri un inserimento di questo tipo, nonostante per anni non si sia mai espressa in Appennino, non abbia mai avuto il coraggio di venire in Appennino a esprimersi in modo chiaro su quella che è la sua intenzione. Questo per me è assurdo. In più, in un suo ordine del giorno strutturato, degno anche del suo ruolo, viene inserito a penna, come penultimo punto perché nell’ultimo non ci stava, in quanto c’erano già le firme, un argomento così importante e sensibile per il suo territorio, come per altri territori, per le donne che lei spesso dice di difendere e per tutte quelle sensibilità, ripeto, che fuori da qua oggi si sono scagliate contro di voi perché non avete avuto il coraggio di votare quell’ordine del giorno, e oggi voi, per l’ennesima volta, prendete in giro…

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliere Delmonte…

 

DELMONTE: Grazie. Ho finito.

 

PRESIDENTE (Petitti): Okay.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Intanto chiedo, evidentemente c’è stato un errore, un refuso, ieri è stata una giornata un po’ complicata in aula per quanto mi riguarda, quindi può essere che io abbia sbagliato, alle volte capita a tutti, ci si sbaglia, di aggiungere la mia firma alla risoluzione, perché evidentemente nella confusione ieri ho cancellato una firma dove non ritenevo di doverla cancellare. Quindi, chiedo che la mia firma venga aggiunta in calce alla risoluzione a prima firma Ottavia Soncini.

Visto che questo tema del punto nascita torna casualmente ad alcune latitudini a precisa orologeria, quando si avvicina la campagna elettorale puntualmente salta fuori, vorrei che almeno qui – la campagna elettorale è fatta, appunto, per dire ciascuno le proprie cose, lo sappiamo bene – fra di noi non facessimo campagna elettorale e fra di noi potessimo dirci che questa Regione, per quello che riguarda la riapertura dei punti nascita in particolar modo per alcuni, ma in generale per quanto riguarda la riapertura dei punti nascita, ha presentato un progetto al Ministero della salute, dal quale attendiamo risposte. Siccome so esattamente che dopo di me qualcuno di voi interverrà dicendo “sì, ma il ministro della salute”, certo, il ministro della salute, Roberto Speranza, ha ricevuto dalla Regione Emilia-Romagna la richiesta e il progetto per la riapertura innanzitutto del punto nascita di Porretta nel Comune di Alto Reno Terme e di Borgotaro, e degli altri che successivamente si realizzeranno, ovviamente stiamo attendendo che il Ministero e la Commissione nascite nazionali svolgano il proprio compito e la propria funzione. Dopodiché, se tutte le volte che c’è una discussione sul punto nascita, noi dobbiamo ripartire da capo, si può anche fare. Io ho la percezione e ho l’impressione che noi contribuiamo a distorcere un dibattito su un tema che, invece, sarebbe molto delicato e che richiederebbe massima attenzione da parte di tutti, anche nelle parole che utilizziamo.

Detto questo, però, siccome le Pubbliche Amministrazioni parlano per atti e non per slogan, quello che è agli atti è che al Ministero c’è una richiesta. Segnalo anche che ci sono alcuni elementi del tutto trascurabili rispetto alla discussione che stiamo facendo, ma che, ad esempio, hanno a che fare con la pandemia mondiale; ma è evidente che è un di cui. È chiaro che la pandemia mondiale non ha influito sulle scelte riorganizzative della sanità italiana ed emiliano-romagnola. La pandemia è un di cui, è una parentesi, è una cosa che non c’entra nulla rispetto al tema. È del tutto auto-evidente.

Ovviamente, invece, se usciamo dalle frasi retoriche, sappiamo che i ritardi con cui il Ministero non ha ancora risposto sono dovuti anche, evidentemente, al fatto che i due anni che abbiamo trascorso li conosciamo tutti. Dopodiché se chiedete il mio parere, io penso che, sì, il Ministero sia su questo in ritardo. Penso che ci attendiamo una risposta e penso che se riusciamo a invertire quel trend che ha portato progressivamente la chiusura dei punti nascita di tutto l’Appennino emiliano-romagnolo, facciamo una cosa positiva e importante, ma che dovremo condividere insieme.

Io non vorrei che… Ogni tanto è utile sapere da che parte bisogna tirare per fare gol. Qui non è che se c’è la tiriamo addosso uno all’altro abbiamo risolto un problema. Abbiamo fatto un pezzo di campagna… Qualcuno ha fatto un pezzo di campagna elettorale, ma non abbiamo spostato di un centimetro il problema perché qui non è che ce la dobbiamo tirare da una parte all’altra dell’aula. Al massimo dovremmo tutti quanti tirare da una parte, che è quella del Ministero, insieme.

Dopodiché, negli ultimi due anni, tre anzi, a settembre saranno tre anni, il ministro della salute si chiama Roberto Speranza. Non sfugge a nessuno, di sicuro non sfugge a me, però vorrei anche ricordare, che ogni tanto ci ricordassimo che le scelte che hanno portato alla chiusura dei punti nascita datano 2010 e le decisioni assunte dal Governo nel 2010 hanno un preciso colore politico. C’era un ministro e c’era un Governo che non è quello di oggi e non c’era Roberto Speranza. C’era Balduzzi al Ministero della sanità e il presidente Berlusconi alla Presidenza del Consiglio dei ministri, giusto per onor di cronaca.

Ma a me non interessa nulla di questo. Io sto semplicemente dicendo questo: la Regione Emilia-Romagna ha aperto un confronto con il Ministero per riaprire i punti nascita? La risposta è sì, quest’aula, quest’aula, non il Centrodestra o il Centrosinistra o il Movimento 5 Stelle, quest’aula da che parte sta? Se sta dalla parte di chi vuole riaprire i punti nascita, noi collegialmente, insieme, dobbiamo andare al Ministero e dire “ragazzi, cosa facciamo?”, non tirarcela fra di noi, perché, se ce la tiriamo fra noi, semplicemente abbiamo sbagliato porta, stiano facendo autogol.

Questo dico io e, siccome noi siamo qui a tutelare gli interessi dei cittadini emiliano-romagnoli, sappiamo che in questo dibattito, al di là dei colori politici, il contraente dell’altra parte dell’accordo si chiama Ministero della Salute. Non sto qui a dire, consigliere Delmonte, che fra sei mesi io mi alzerò in quest’aula e dirò... Anzi, spero di no, perché non è detto, però, se per caso gli italiani dovessero fare questa valutazione e affidargli il Governo del Paese, se dovesse succedere, noi ovviamente non pensiamo che accadrà, ma se dovesse accadere, perché purtroppo nella storia può anche succedere questo, fra sei mesi io mi alzerò da qui e comincerò a dire “consigliere Delmonte, la Lega come mai è al Governo negli ultimi 13 anni e il punto nascita rimane chiuso? Come mai?”, ma serve a qualcosa? No, non serve a niente, perché il punto non è fra me e te, fra noi e voi, il punto è se insieme riusciamo a riaprire questo tema.

Se la rimettiamo su questi binari, che sono gli unici sensati... E lo dico sommessamente, anche la risoluzione di ieri va bene, perché non facciamo le verginelle, facciamo politica, però la risoluzione di ieri non aggiunge né toglie niente al tema, cioè la Regione Emilia-Romagna, la procedura per riaprire il punto nascita, il progetto per riaprire il punto nascita ad esempio ad Alto Reno Terme. per poi riaprirlo da tutte le altre parti. L’ha consegnato al Ministero, sì o no? La risposta è sì.

Cosa dobbiamo fare? Andiamo a fare il presidio a Roma? Io penso che possiamo anche andare a fare il presidio a Roma, però dal punto di vista delle priorità (lo dico io, che penso di essere quello che, più di tutti quanti, ha ben chiara l’importanza del punto della riapertura dei punti nascita), scusatemi, se dobbiamo andare a fare la manifestazione Roma – e non escludo che a un certo punto dovremo andare a farla – al primo punto ci mettiamo le risorse che lo Stato italiano deve alla Regione Emilia-Romagna per le spese Covid. Ci metteremo poi anche il punto nascita, non c’è dubbio, però nell’ordine di priorità delle cose penso che al primo punto ci sia che questa Regione, così come le altre, ha speso centinaia di milioni di euro per fronteggiare una pandemia mondiale, è illogico, per non dire qualcos’altro, che quelle spese siano esclusivamente a carico della Regione, che lo Stato non faccia la propria parte.

È colpa del Ministero della salute? È colpa del Ministero dell’economia? È colpa del presidente del Consiglio? Qualcuno la responsabilità se la dovrà prendere. Siccome io sono qua a rappresentare l’Emilia-Romagna, penso che venga persino dopo sapere se è responsabilità del Ministero della salute, del Ministero dell’economia, o del presidente del Consiglio.

Io penso che per l’Emilia-Romagna sia inaccettabile che il Governo non copra le risorse sulle spese Covid. Punto. Questa è la battaglia che insieme dobbiamo fare, ma non è un “di cui”, è la battaglia. Poi ci mettiamo dentro tutta una serie di altre cose, tra cui la riapertura dei punti nascita. Non si può però invertire l’ordine delle priorità: vorrebbe dire che siamo diventati matti, e noi la lucidità la dobbiamo mantenere. L’ordine delle priorità quindi è chiaro, così come pure delle responsabilità. Ripeto, e concludo, perché sennò potremmo fare tutto il dibattito su chi voleva privatizzare la sanità in Emilia-Romagna, e chi invece ha deciso che era meglio e più importante la sanità pubblica, ma non è questo il tema. Adesso il tema è un altro: vogliamo o non vogliamo tutelare gli interessi della nostra Regione? Se lo vogliamo fare, dobbiamo insieme – non tirarci addosso l’uno l’altro – dire: queste sono le priorità su cui batterci, concludo, a prescindere dal colore di chi guida il Governo. A prescindere. Se facciamo questo, facciamo una cosa utile. Altrimenti, facciamo 340 articoli sui giornali, che però non spostano di un centimetro il problema.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Taruffi.

Consigliera Soncini, prego.

 

SONCINI: Grazie, presidente.

Questo ordine del giorno in realtà contiene vari aspetti. Lo si vuole votare per parti separate, ma ci sono… Vediamo come verrà espresso il voto.

La nostra prima preoccupazione è quella di tenere alta la qualità della sanità pubblica in questa Regione, è quella di avere a cuore la salute dei cittadini dell’Emilia-Romagna, è quella di migliorare la salute dei cittadini. Penso che possano essere tutti d’accordo sul fatto che la spesa sanitaria non debba calare. Anzi, a proposito di fondo sanitario nazionale, degli aumenti che ci sono stati negli ultimi anni, del fatto che però questo fondo deve essere legato, in qualche modo agganciato al PIL reale, altrimenti l’Italia rimarrà sempre indietro rispetto agli altri Paesi, credo che su questo possiamo essere tutti d’accordo.

Penso che possiamo essere d’accordo sul fatto che i 20 miliardi che sono stati messi dall’Europa, e sottolineo dall’Europa, che poi il Governo ha scelto di investire nella sanità siano risorse importanti per gli ospedali di comunità, gli ospedali, le case di comunità. Penso anche che nessuno possa negare il fatto che se ci sono dei decreti ministeriali, delle norme a livello nazionale, scritte, guardando a quello che l’Emilia-Romagna ha fatto, perché chi ci ha preceduto è stato lungimirante e ha pensato alle Case della salute qui, realizzate qua prima che venissero scritte nelle leggi a livello nazionale. Ecco, a queste persone dobbiamo rendere grazie. Le Case della comunità in Emilia-Romagna sono un quarto di quelle che ci sono a livello nazionale. Alcune regioni non le hanno. Eppure, l’Emilia-Romagna ha il 7,5 per cento della popolazione italiana.

Questi sono dati, sono numeri che dicono quello che è stato fatto, che dicono che c’è da proseguire sul cammino della sanità territoriale, della domiciliarità, della telemedicina, ma che dicono che qui le cose sono state fatte. Il 5 per cento della domiciliarità in Italia. Svezia e Germania sono al 10 per cento, ma l’Emilia-Romagna è al 9-9,5 per cento. Sono dati, sono numeri. È il senso dell’attenzione che c’è. Pensiamo ai nuclei mono-personali, alle persone anziane, nelle cui case si va, che sono spesso nelle zone disagiate, nelle zone di montagna. Questi sono dati, sono numeri, incontrovertibili e oggettivi.

Guardate, in Commissione Sanità parliamo molto spesso di queste cose e ci sono dei dati che non dà la Regione Emilia-Romagna anche sui livelli del fatto che rispetto al tema di benchmark siamo secondi in Italia fra tutte le Regioni, per il soddisfacimento dei LEA, che il livello nazionale definisce, quindi una serie di prestazioni, di garanzia di salute e di assistenza non scontati. Sono dati, sono numeri, sono cose che vengono dette e dimostrate da dati oggettivi.

Certamente vogliamo dire che vogliamo fare molto di più, che vogliamo fare meglio, che non ci accontentiamo, non c’è dubbio, che speriamo che quelle Case di comunità siano il luogo in cui c’è la presa in carico vera, e non solo la prestazione, della persona. E su questo dobbiamo lavorare sugli investimenti. 530 milioni di euro che la Regione, di concerto con i sindaci, i territori e i direttori generali, ha individuato, con i luoghi, con l’indirizzo e il numero civico, in cui sorgeranno questi investimenti, investimenti che dall’Europa, attraverso scelte del Governo, arrivano sul territorio. Pensiamo anche solo alla gestione della pandemia, al fatto che qui sono nate le USCA, come poter proseguire in questo discorso. Ecco, su questi ragionamenti noi ci stiamo, sulle proposte.

C’è un però, e spero che su questo punto non ci siano divergenze: il fatto che il Governo ci deve riconoscere le spese che abbiamo sostenuto per il Covid. C’è una lettera a firma del presidente Fedriga, a nome di tutti i presidenti di Regione, che chiede che 4 miliardi – non ci sono ancora riconosciuti – ci vengano riconosciuti. Sappiamo che abbiamo chiuso in pareggio il bilancio del 2021, ma ha significato risorse messe dal Governo, ma anche una parte di risorse messe dalla Regione Emilia-Romagna, quindi soldi che sono stati utilizzati, risorse da anni precedenti. Allora, ecco, su questo non c’è dubbio che tutta una serie di ricoveri, di cure, di vaccinazioni che sono state fatte… Noi non potevamo dire agli operatori sanitari e agli infermieri: fermatevi, scusate, dobbiamo capire se ci arrivano i soldi dal Governo. Ecco, su questo si è proseguito e su questo quindi chiediamo con fermezza che questi soldi ci vengano riconosciuti.

Questo è anche un punto importante che noi tocchiamo nel nostro ordine del giorno, perché c’è un tema. Il tema, e non ne faccio una questione di giudizio, perché non siamo noi a dare un giudizio, sono i cittadini che votano che usufruiscono dei servizi, è che non possono pagare di più questa scelta le regioni che hanno più sanità pubblica. Questo è il vero tema e non meno.

Non è possibile che regioni come la Toscana, l’Emilia-Romagna che hanno fatto scelte in questi anni per difendere la sanità pubblica, che vogliono continuare nel difendere la sanità pubblica… Perché è un tema di… Eppure con un privato eccellente che affianca, ma è un sistema di valori, di centralità, di scelta politica il fatto che il diritto alla salute, come quello dell’istruzione, deve essere garantito dallo Stato, dalle Regioni, dal pubblico, perché un povero ha lo stesso diritto di cura e di tutela della salute di un ricco. Questo è centrale, cioè il fatto che non vengano penalizzate di più le Regioni che hanno fatto questa scelta, che hanno una sanità territoriale forte sulla quale bisogna continuare a lavorare, con una sanità pubblica di questo tipo.

Allora dicevo che certamente, purtroppo, non si è parlato della guerra in questi giorni, di questo dramma. Non c’è dubbio. Prima dicevo un quarto delle case della salute di tutta Italia che significa ovviamente costi energetici. Abbiamo visto 80 milioni di euro, probabilmente, sul 2022, perché non c’è dubbio che se ci sono più strutture pubbliche, ovviamente sono strutture che hanno dei costi, perché cosa facciamo? Non riscaldiamo? Non illuminiamo? Non c’è dubbio.

Allora su questo vorrei dire che l’ordine del giorno penso che sia chiaro. È chiaro e sicuramente il tema che viene posto a più riprese, il tema del personale, è un tema significativo di cui abbiamo parlato più e più volte in Commissione. Non può essere strumentalizzato il tema della salute delle donne e della salute del bambino perché la tutela della salute è un bene comune.

Noi siamo in linea con quello che dice, con quello che ha fatto, con quello che sta facendo il presidente Bonaccini. È chiaro il testo: proseguire l’interlocuzione con il Ministero già avviata sul ripristino dei punti nascita. Sono chiari gli atti presentati in Commissione da diversi consiglieri di maggioranza, dalla sottoscritta, interrogazioni presentate in passato: la discussione che c’è stata anche nell’ultima Commissione proprio su questo tema, in cui il direttore generale Baldino, partendo dal tema del ripristino dei punti nascita in questo momento, ha confermato l’interlocuzione con il Ministero (i consiglieri presenti in Commissione lo sanno).

Occorre ottenere il riconoscimento di una sperimentazione, o, meglio ancora, visto che si sta lavorando in questo momento anche alla revisione dei criteri del DM 70, nel quale sono contenuti i criteri e anche una revisione dei criteri, è stato detto anche nell’ultima Commissione, è un tema di cui parliamo, un tema che fa parte ed è parte integrante di questo ordine del giorno dall’inizio e che ci sta ovviamente a cuore.

Stiamo però sulle questioni da risolvere, perché il tema della carenza di personale è sicuramente significativo, è un tema di cui parliamo, le situazioni sono diverse, medici di medicina generale, infermieri, ci sono bandi a cui non viene data risposta, nonostante ci sia da parte nostra la disponibilità di posti di lavoro a tempo indeterminato.

Anche il tema quindi della qualità del lavoro del nostro personale sanitario ci sta a cuore, è importante, ma non per questo, a causa del disagio lavorativo, della sofferenza che molti lavoratori stanno vivendo nel comparto della sanità perché c’è stata la pandemia, ma ora guardate di nuovo i numeri dei contagi, le persone che purtroppo muoiono, la sofferenza è di nuovo alta, però da parte nostra c’è questa attenzione importante.

Il tema dei pronto soccorso lo abbiamo affrontato in Commissione e non c’è dubbio che lavorare in emergenza/urgenza è diventato uno dei lavori più usuranti in questo Paese e, se non lo capiamo, non capiamo che ci sarà bisogno di una premialità in più o di un avanzamento di carriera più rapido.

Un presidente di Regione ha detto “cerchiamo i medici come i calciatori” (non so se avete letto questa espressione che mi ha colpito), a proposito di tema di premialità anche, di quanto viene riconosciuto il lavoro di questi operatori sanitari, ai quali dobbiamo una collettiva gratitudine, che non viene mai meno da parte nostra e sulla quale continueremo a lavorare, ma – è questo il punto – se avremo più case di comunità, più ospedali di comunità, più ospedali, sicuramente oltre ai muri noi avremo bisogno di persone, di persone che offrono servizi, che riempiono in carne ed ossa quegli spazi, perché ovviamente è fondamentale che ci siano persone in carne ed ossa che fanno questo lavoro.

Credo che il nostro Paese, la nostra Regione, abbia dimostrato nella lotta al Covid, tra i primi ad essere colpiti, di avere una sanità pubblica di tutto rispetto, e credo anche che questo rispetto si debba alle persone che hanno lavorato in prima linea in questa regione. Ovviamente da parte nostra – lo dice l’ordine del giorno – vi è l’impegno a proseguire sul tema di riforma del Sistema sanitario regionale anche attraverso il Piano sociale e sanitario regionale, su cui stiamo lavorando, con il coinvolgimento, ovviamente, della Commissione, che per noi è fondamentale. Ma è imprescindibile per una sanità pubblica forte, una sanità territoriale, quello che ci siamo detti, il riconoscimento del ristoro dei costi Covid 2021, già coperti con ingenti risorse proprie delle Regioni, e 2022 ancora in corso, nonché il superamento dei vincoli vigenti relativi alla composizione e al tetto del fondo accessorio, consentendo in tal modo alle Aziende del sistema sanitario nazionale di riconoscere ai lavoratori del comparto sanità quanto dovuto attraverso i diversi istituti finanziati con le risorse dei fondi a proposito di personale sanitario, e a richiedere la copertura da parte del livello nazionale dell’incremento dei costi energetici rappresentati per l’anno 2022 dalle Regioni attraverso l’istituzione di un fondo di 1 miliardo di euro, da ripartire tra le Regioni e le Province autonome sulla base dell’incidenza percentuale degli incrementi dei costi energetici stimati per l’anno 2022 rispetto all’anno 2021.

Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Dopo aver ascoltato questo intervento della collega Soncini mi chiedo se abbiamo assistito, negli ultimi mesi, alle stesse delibere, alle stesse Commissioni, se parliamo della stessa cosa. Condivido la preoccupazione per le spese Covid che si attendono dal Governo. Lo ha ricordato anche la Corte dei conti recentemente, bacchettando la nostra Regione per gli evidenti problemi che ci sono in merito. Io, però, dico anche che sarebbe opportuno chiederci se forse non si sono spesi male i soldi che si avevano a disposizione. Ma io credo che su questo quanto illustrato dai colleghi nelle settimane scorse e nei mesi scorsi, anche in quest’aula in occasione del bilancio, sia già stato significativo.

La nostra Regione passerà alla storia come quella che avrà la migliore sanità pubblica del mondo, ma è quella che adesso senza la sanità privata non riesce ad andare avanti. Non so il presidente Bonaccini come la vorrà interpretare, ma di fatto oggi senza quote di sanità privata non riusciamo a smaltire le liste d’attesa, non riusciamo a garantire le prestazioni. Ma non è un peccato. Fa parte del rapporto pubblico-privato che vi deve essere. Però, qua sembrava ovviamente un tabù fino a poco tempo fa. Sembrava che fosse una prerogativa della destra. Noi riteniamo che il pubblico, la sanità pubblica debba avere la preferenza e la prevalenza, che non ci debba essere ovviamente un problema a integrare con la sanità privata, però riconosciamo che oggi, senza le quote di sanità privata, si fa fatica a andare avanti. Presidente, mi guarda perplesso, ma questa è la realtà. Tornando sul punto nascita che ha scatenato tanti strali da parte dei colleghi di maggioranza, io seguo il collega Taruffi, il quale dice che gli atti politici si fanno non con le chiacchiere, ma con gli atti, con i documenti. Io sono d’accordo, dico anche però che i documenti devono essere seri, sennò rischiamo noi di svilire anche il ruolo e anche l’azione politica che in un qualche modo vogliamo imprimere.

Non aggiunge nulla al tema l’ordine del giorno di ieri? Può darsi. Allora non aggiunge nulla al tema anche questo tentativo raffazzonato. Poi, possiamo usare i termini che vogliamo e che più ci piacciono e magari termini più educati per non fare arrabbiare il presidente, però questo è un tentativo raffazzonato di mettere una toppa sulla pessima figura fatta ieri da quest’aula, dalla maggioranza di quest’aula.

Ieri noi abbiamo avuto una serie di documenti, una serie di atti in cui si è trovata la convergenza. Non è che noi siamo impermeabili a qualsiasi tipo di dialogo o, in un qualche modo, convergenza su tematiche che condividiamo. Il punto è che su questo non c’è stata, da parte della maggioranza, alcun tipo di interlocuzione.

Il nostro ordine del giorno, presidente, glielo leggo perché lei ieri non c’era, impegnava il presidente della Giunta, dopo una premessa motivata e articolata che nell’ordine del giorno a prima firma Soncini manca, a rispettare gli impegni assunti nei confronti dei cittadini e dei territori interessati e a riaprire, in deroga al numero dei parti, i punti nascita di Borgo Val di Taro, Castelnovo ne’ Monti, Pavullo, Porretta, come lei ha dichiarato. Era assolutamente in linea con quello che aveva promesso e che noi riteniamo che lei porterà a termine, presidente, e sarà verosimilmente una vittoria o un risultato che si potrà intestare questa Amministrazione, ovviamente ampiamente sollecitata da tempo da questi banchi. Il fatto che non si sia voluto votare ha fatto legittimamente sorgere il dubbio che questa sia la vostra volontà. Ecco perché questa è la toppa, perché, consci del fatto che si è fatto uno scivolone politico, mettendo in difficoltà la sua persona che è il punto di riferimento principale, lei ha fatto quelle dichiarazioni e la gente si è fidata e si fida. Nel momento in cui l’aula, che la sostiene, non la vota, mette in discussione la bontà delle sue parole e, naturalmente, dell’azione politica che è sottostante alla questione dei punti nascita, quindi è un tentativo raffazzonato di mettere una toppa, e, come si suol dire, quando la toppa è peggio del buco, e non vado oltre. Ecco perché questo è un tentativo veramente maldestro di recuperare una situazione. Lei, presidente, se vorrà (può anche non farlo), dovrà andare sui territori di questi quattro Comuni a dire “guardate, c’è stato evidentemente un fraintendimento, la nostra volontà politica è quella”, però, come dice il mio amico Taruffi, non a chiacchiere, portando qualcosa di concreto.

In realtà, l’intervento volevo farlo sull’ordine del giorno a mia prima firma, che è quello sull’autonomia differenziata, altra grande questione che divide questa maggioranza. Questo ordine del giorno, come l’ordine del giorno di ieri sui punti nascita, in realtà chiede all’Amministrazione regionale di andare avanti su quello che è stato in questo caso non promesso, ma addirittura deliberato, perché anche qua, sempre con la voglia di fare sempre i primi della classe che contraddistingue questa Amministrazione e anche un po’ la sua persona, presidente, ma non è ovviamente un rimprovero, sottolineo una caratteristica, voler fare un po’ i primi della classe, a differenza di Lombardia e Veneto, che hanno sottoposto il giudizio dell’autonomia differenziata ai cittadini, noi qua si è deciso con un atto di questa aula. Quindi, è una scelta politica, a prescindere da quello che potessero pensare o meni i cittadini. Ebbene, scelta politica forte, quindi, non suffragata dal voto popolare. Ma noi lo abbiamo condiviso. Noi lo abbiamo condiviso, quest’aula lo ha condiviso e lo ha ribadito, perché vi sono state risoluzioni, ricordo quella del 18 settembre 2018, la n. 7158. Allora, il punto è che chiediamo a lei che cosa sta succedendo. È successo qualcosa? C’è qualcosa che osta ad andare avanti? Lei stesso recentemente ha dichiarato, a parte che lo ha scritto, come le Tavole di Mosè, nel programma amministrativo di mandato in maniera netta: “Il progetto peculiare di autonomia regionale presentato dall’Emilia-Romagna nella passata legislatura trova oggi confermate le sue regioni, ed evidenzio una volta di più la necessità di spostare l’attenzione dall’architettura istituzionale in quanto tale alla capacità di dare risposte ai bisogni di cittadini e imprese del territorio”, eccetera, eccetera, eccetera. Non per modificare il baricentro dei poteri, ma per approntare nuovi strumenti di governo. E ha rinnovato l’impegno con una serie di azioni. Poi improvvisamente, complice anche sicuramente quello che è successo a Roma, abbiamo avuto non uno stop, ma una dimenticanza di questo tema.

Quello che è successo a Roma porterà a nuove elezioni, ma questo non significa che da parte della Regione non ci debba essere un rinnovo forte di questo impegno. Ma ce lo aspettiamo dalla sua persona, non da noi. Noi lo diciamo sempre. È lei che, quando parla, oltre a destare l’attenzione, rende autorevole qualsiasi azione, qualsiasi proposta, qualsiasi promessa. Abbiamo un ordine del giorno, molto semplice, che auspichiamo che la maggioranza voti, per essere consequenziale a quello che lei fino a oggi ha detto, per essere consequenziale a quello che è stato scritto nel programma di mandato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Facci, la invito…

 

FACCI: Concludo. Un altro aspetto in cui, come – e lo cito per la seconda volta – dice il collega Taruffi, parliamo per documenti e non per chiacchiere.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Europa Verde ha sottoscritto questo ordine del giorno e ne condivide pienamente il testo. È un ordine del giorno complesso, che riprende tanti punti già discussi in aula, già discussi in Commissione Sanità e che noi condividiamo appieno. Quindi, come Europa Verde, non potevamo non sottoscrivere l’ordine del giorno.

Ricordo che il dispositivo prevede ben cinque punti. Il primo impegna la Giunta a insistere in tutte le sedi istituzionali, affinché alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano venga riconosciuto il ristoro dei costi Covid del 2021, già coperti con ingenti risorse proprie dalle Regioni, e del 2022 ancora in corso, per proseguire il contrasto alla pandemia, che continua a determinare maggiori costi sull’assistenza sanitaria, nonostante la dichiarata fine emergenziale. Questo è un punto che Europa Verde, con la maggioranza, ha sollevato più di una volta e quindi era importante richiamarlo nell’ordine del giorno.

Il secondo punto a richiedere al Governo di disporre le modifiche legislative necessarie per il superamento dei vincoli vigenti relativi alla composizione e al tetto del fondo accessorio.

Il terzo punto a richiedere la copertura da parte del livello nazionale dell’incremento dei costi energetici rappresentati per il 2022 dalle Regioni. Allora, anche questo è un altro punto più volte sollevato, ossia che i costi del caro energia si sono abbattuti non solo su imprese e famiglie, ma anche sulle Istituzioni e tra queste pensiamo, appunto, a quelle sanitarie.

Il quinto punto a proseguire nel percorso di riforma del sistema sanitario regionale, anche attraverso il Piano sociale e sanitario regionale, con il coinvolgimento della competente commissione.

L’ultimo punto a proseguire l’interlocuzione con il Ministero già avviata sul ripristino dei punti nascita. Allora, questa dei punti nascita è una questione che non è francamente di esclusivo interesse della minoranza, perché anche Europa Verde, per esempio, ha fatto più di un’interrogazione sulla riapertura del punto nascita di Lugo, ma sappiamo che al momento la questione è nelle mani del Ministero e che, giustamente qui è stato ricordato, con il Ministero si è già aperto un dialogo per poter risolvere questo tema. Quindi, la questione non è solo dei punti nascita dell’Appennino, ma nel caso, per esempio, di Lugo di Romagna è una questione anche di Romagna, di pianura, sulla quale anche Europa Verde in prima persona è intervenuta.

Io pensavo che oggi tema di attualità in una discussione sulla sanità fossero gli oltre 600 posti vacanti, che hanno visto solo 17 dottori per quanto riguarda la medicina di continuità assistenziale e la medicina delle guardie mediche, quindi rispondere. Questo è il tema della sanità oggi, che ad un concorso bandito per coprire 600 posti sono arrivate solo 17 risposte positive.

Io credo quindi che dovremmo concentrarci su questioni dirimenti, che riguardano la possibilità di dare assistenza. Già siamo in difficoltà sui medici di medicina generale e adesso sappiamo bene che tra pronto soccorso e guardie mediche si stanno creando dei vuoti, ed è su questo – io penso – che dovremmo concentrare le nostre riflessioni, non se in un ordine del giorno che rappresenta la maggioranza c’è un punto scritto a biro anziché al computer. L’importante è che in quella aggiunta fatta in questo modo ci sia dentro una richiesta sensata, che è quella di impegnare la Giunta a proseguire il dialogo con il Ministero per il ripristino dei punti nascita.

Per il resto, la Regione è già impegnata, come ha ricordato il direttore Baldino, a tenere gli stati generali della sanità tra ottobre e novembre, e credo che debba essere quello il luogo non per scontrarsi su una cosa, se è scritta computer o con la biro, discussione che francamente lascia il tempo che trova, ma per concentrarsi sul confronto di idee e di contributi che sicuramente anche la minoranza vorrà portare, perché la sanità dell’Emilia-Romagna continui ad avere quella qualità che ha sempre avuto.

Certo, la sanità dell’Emilia-Romagna, nella sua eccellenza riconosciuta, è meta del cosiddetto turismo sanitario, e ci sarà pure una ragione se da tante altre Regioni vengono a curarsi qui e non siamo noi ad andare a curarci in altre Regioni, perché poi le chiacchiere stanno a zero, la sostanza è questa: noi riceviamo malati che vengono da altre regioni perché qui trovano quel tipo di cura di eccellenza che nelle loro regioni non c’è. Quindi, teniamo conto di questo. Ma pur nell’eccellenza continuiamo a tener conto del fatto che la sanità dell’Emilia-Romagna, non a differenza di altre, è stata messa sotto stress dalla pandemia e dalla necessità di far fronte alla pandemia. Quindi, è inutile buttare la palla in tribuna portando discussioni che con la cura dei cittadini hanno poco a che fare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Occhi, prego.

 

OCCHI: Grazie, presidente.

Torno sugli ordini del giorno che abbiamo presentato con i colleghi, prima però anch’io voglio intervenire sul discorso del punto nascita, perché tocca direttamente anche la mia provincia e Borgotaro.

Noi sappiamo bene il tema della riapertura dei punti nascita, come qualcuno dei colleghi diceva prima, è legato anche alla dotazione sanitaria, alla pericolosità di avere dei punti nascita se non hai un’adeguata strumentazione, se non hai un adeguato personale, se non hai, per esempio, centri di medicina d’urgenza. Io voglio dire bene. A noi risulta, però, che a Borgotaro sia in atto un depotenziamento, una smobilitazione (chiamiamola come la vogliamo chiamare) del reparto di ginecologia, su cui siamo intervenuti.

Questo per dire che la coperta è corta e dobbiamo sapere dove vogliamo andare. Se vogliamo riaprire i punti nascita, non possiamo depotenziare gli altri reparti collegati direttamente ai punti nascita. A Borgotaro si parla di togliere turni notturni, posti letto, personale, e quindi di sostituire con azioni telematiche la presenza fissa di un medico.

Torniamo, quindi, al tema dei servizi nella montagna e al tema di dove vogliamo andare. Allora, non prendiamoci in giro: se vogliamo riaprire i punti nascita, bisogna ripartire da un potenziamento, non certo da un depotenziamento, dei nostri ospedali di montagna. Questo è un punto, su cui credo non si possa dire altro: noi vogliamo riaprire, ma da un’altra parte smobilitiamo. Chiariamoci bene le idee.

Sull’ordine del giorno n. 16, quello su cui, invece, c’è stata una condivisione con la maggioranza, ritorno perché sono momenti questi interessanti, nel momento in cui si individuano delle opere già pronte. Noi sappiamo quanto c’è bisogno di urgenza in questo momento sul tema dell’idrico. Vediamo ormai quotidianamente, io direi anche stagionalmente, spesso anche a sproposito, si esce sui temi della siccità, della scarsità idrica, di cambiamenti climatici, salvo poi dimenticarsene alla prima pioggia. In realtà, bisogna rimanere sempre quadrati, sempre sul pezzo, andando a individuare quelli che sono gli interventi.

Alcuni interventi, non possiamo negarlo, hanno degli ambiti temporali di dieci, quindici anni, che non sono chiaramente compatibili con l’emergenza in atto. L’ordine del giorno condiviso con i colleghi, invece, va a individuare qualcosa su cui tutta la Regione può puntare e accelerare, anche facendo noi come Regione, come Assemblea legislativa, pressione su coloro che devono realizzare queste opere, facendo vedere che c’è comunque un’unità che parte dall’Assemblea legislativa, arriva alla Giunta e si deve unire anche a quella del concessionario delle opere, per arrivare rapidamente almeno a un aumento – e parlo del bacino della Val d’Enza – di circa 5 milioni di metri cubi in più, che sarebbero una vera e propria manna dal cielo per quel che riguarda almeno il deflusso minimo vitale e l’accumulo idrico.

Passo invece all’ordine del giorno sulla celiachia, sui buoni celiachia, sulla possibilità di spendere questi buoni, che ormai sono dematerializzati da alcuni anni, in tutte le Regioni. Credo che ormai, con l’informatizzazione di tutte le nostre applicazioni disponibili, sia tranquillamente, anche tra Regioni, possibile spendere i buoni in tutte le Regioni d’Italia e poi fare i ragguagli tra i vari bilanci in maniera molto semplice.

Ecco, io credo che se questa volontà politica c’è, e io vedo che tra i cittadini emiliano-romagnoli già c’è molto interesse, perché i malati – chiamiamoli malati, io stesso sono e mi definisco un malato di celiachia – hanno questa necessità e hanno già mostrato molto interesse in questo ordine del giorno. Quindi, se c’è l’interesse politico, io credo che sia giusto, anche da parte della maggioranza, votare questo ordine del giorno, perché qui siamo in una sede politica e qui valutiamo la portata politica, non invece l’interesse di bottega, quindi se un’idea è venuta alla minoranza, auspico che non vi sia la prassi – purtroppo sempre più in uso – di bocciare emendamenti o ordini del giorno della minoranza, per poi riproporli in altre sedi facendole proprie.

Questo è il tema della celiachia e della possibilità di andare oltre la Regione.

Sull’altro ordine del giorno, il n. 13, che è quello su uno screening relativamente agli aneurismi, che è una patologia congenita, anche qua ormai la tecnologia consente di effettuare degli screening su una malformazione congenita che interessa tante, troppe persone senza saperlo. Questo è il problema, uno ha un aneurisma congenito dalla nascita e non lo sa, e sono tanti i casi di giovani che improvvisamente hanno delle crisi mortali, come sappiamo.

Credo che ci sia la possibilità (la tecnologia lo consente, i costi sono diminuiti, le macchine per la risonanza o la TAC sono sempre più performanti) di fare uno screening, perché si possa escludere a priori la presenza di questa malformazione congenita (ovviamente i termini non sono tecnici, però credo che il tema sia chiaro) e questo ordine del giorno va in questa direzione e credo anche qui che sia importante perseguirlo.

Chiudo, presidente, rispondendo anche all’assessore Calvano sui temi energetici, perché ieri è andato sul tema dei nimbi, Piombino, il rigassificatore, e sappiamo bene che il tema dei nimbi è un problema che attanaglia le Giunte, le maggioranze e minoranze, però rimane il fatto che questa Regione sul tema dell’energia secondo noi potrebbe fare qualcosa di più. Cosa? Abbiamo ormai da qualche mese votato una risoluzione che portava alla possibilità di riprendere con forza perforazioni, estrazioni di gas nel nostro mare Adriatico, questo è un tema veramente centrale in questo momento, l’Emilia-Romagna insieme al bacino padano, che era la patria dell’estrazione del gas, potrebbe fare qualcosa di più a livello anche di convincimento di tutta quella che è anche l’opinione pubblica, visto che in questo momento governate questa Regione, di dire: bene, rischiamo una crisi energetica, siamo dentro una crisi energetica, che non sappiamo quanto durerà e dove andremo a finire, ed è per questo motivo che noi come Regione, estremamente manifatturiera, che abbiamo imprese energivore, gasivore, abbiamo la necessità di spingere per primi per dare un futuro energetico al nostro Paese e alla nostra manifattura. Questo è quello che noi intendiamo come possibilità e volontà della Regione di imporsi anche contro chi vuole tornare indietro, vuole far perdere la nostra forza economica. Facciamo presente che in Germania non solo hanno abbandonato l’idea di abbandonare il nucleare, ma stanno tornando al carbone e stanno anche ridisegnando tutta quella che è la politica energetica, perché non vogliono certo chiudere le aziende o farle chiudere per l’aumento folle dei costi energetici.

Questo io, assessore, intendevo quando dico che si può fare qualcosa di più anche sulle energie da parte della nostra Regione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Io non ho altri interventi in discussione generale sugli ordini del giorno.

Passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sulle proposte di emendamento, sugli ordini del giorno e sul provvedimento.

Non ci sono richieste di intervento per dichiarazione di voto? Benissimo. Allora, mettiamo in votazione gli emendamenti. Magari suoniamo la campanella.

Nomino scrutatrici le consigliere Maletti, Mori e Catellani.

Colleghi, iniziamo con la votazione degli emendamenti. Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Le chiedevo una precisazione sull’ordine dei lavori. Dunque, adesso noi siamo in votazione su emendamenti e poi ordini del giorno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Poi gli ordini del giorno e poi il provvedimento.

 

FACCI: Le dichiarazioni di voto sui singoli emendamenti sono già terminate? Sui singoli.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Se lei fosse stato attento…

 

FACCI: Sono stato attento, però…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ho letto: dichiarazioni di voto congiunte sulle proposte di emendamento, sugli ordini del giorno e sul provvedimento.

 

FACCI: Come dichiarazione di voto. Dottor Pompignoli, ha sentito?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Quindi, lei è intervenuto per interposta persona. Okay.

Ricordo che la votazione per coloro che sono in aula è per alzata di mano, per i colleghi, invece, che sono giustificati è tramite l’app.

Se siamo pronti, partiamo con l’emendamento n. 30, a firma Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto

 

Emendamento n. 24, a firma Pompignoli.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Non può intervenire, consigliere Pompignoli.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): No, non sia…

Consigliere Pompignoli, il suo avvocato l’ha difesa prima e ha specificato come si vota in questo caso. Non essendo…

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Non serve neanche quello, ma va benissimo.

Benissimo. Riprendiamo con l’emendamento n. 24 del collega Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto

 

Emendamento n. 7, a firma Piccinini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato

 

Emendamento n. 14, a firma Catellani e Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 15, a firma Catellani e Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 16, a firma Catellani e Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 17, a firma Catellani e Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento 18, a firma Catellani e Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Subemendamento n. 31, a firma della consigliera Pillati.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 2, a firma della consigliera Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 19, a firma Catellani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 4, a firma Zamboni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 8, a firma Marchetti Daniele.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 9, a firma Marchetti Daniele.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 10, Marchetti Daniele.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 11, a firma Marchetti Daniele.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 12, Marchetti Daniele.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 13, Marchetti Daniele.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 23, Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 22, Occhi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 25, Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 29, Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 1, a firma Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 20, Liverani e Catellani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 27, Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 28, Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 5, consigliera Zamboni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 26, Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 6, Zamboni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 3, Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Emendamento n. 21, Montevecchi e Catellani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Passiamo ora agli ordini del giorno.

Ordine del giorno n. 1, a firma Barcaiuolo, Lisei, Tagliaferri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 2, Lisei, Barcaiuolo, Tagliaferri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 3, Tagliaferri Lisei, Barcaiuolo.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 4, a firma Facci, Rancan, Stragliati, Rainieri, Occhi, Delmonte, Catellani, Bargi, Pelloni, Marchetti Daniele, Liverani, Bergamini, Pompignoli, Montevecchi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 5, a firma dei consiglieri Rancan e Occhi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 6, a firma della consigliera Castaldini.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Non so quando verrà chiamato e chiedo venia, mi metto avanti con i lavori e chiedo se l’ordine del giorno a mia prima firma, che è quello sull’autonomia, può essere messo in votazione con il sistema elettronico e anche il n. 8, a prima firma Marchetti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Facci, il n. 4 è già stato votato, se si riferisce a quello. A sua prima firma io qui ho e ho chiamato prima il n. 4, consiglieri Facci, Rancan, Stragliati, Rainieri, ed è già stato votato con esito negativo. L’ordine del giorno n. 8 a firma Marchetti Daniele lo voteremo così, va benissimo.

Siamo all’ordine del giorno n. 6, a firma Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 7, a firma dei consiglieri Bergamini, Pompignoli e Catellani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 8, a firma Daniele Marchetti.

Questo verrà votato con il sistema elettronico.

L’app per chi è da remoto e il sistema elettronico in aula per chi è presente.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 41

Votanti 39

Favorevoli 15

Contrari 23

Astenuti 1

 

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Grazie, presidente. Solo per segnalare che mi sono sbagliata a digitare, il mio voto è conforme a quello del Gruppo PD.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Quindi, 24 e 14. Perfetto. Grazie.

L’ordine del giorno n. 8 è respinto.

Ordine del giorno n. 9, a firma Delmonte e Catellani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5315/9, oggetto 5540, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

 

Ordine del giorno n. 10, Bargi e Catellani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 11, a firma Liverani.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5315/11, oggetto 5542, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

Ordine del giorno n. 12, a firma Pelloni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 13, Montevecchi, Occhi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

 

Ordine del giorno n. 14, a firma Pompignoli.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5315/14, oggetto 5545, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

L’ordine del giorno n. 15, a firma Occhi, Rainieri, Costa, Gerace e Daffadà, è ritirato.

 

Ordine del giorno n. 16, a firma dei consiglieri Occhi, Daffadà, Rainieri, Gerace e Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5315/16, oggetto 5547, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

 

Ordine del giorno n. 17, a firma Soncini, Maletti, Zappaterra, Costa, Pillati, Bondavalli, Zamboni, Amico, Costi, Pigoni, Daffadà, Bulbi, Gerace, Mori, Rontini e Taruffi.

È stata richiesta la votazione per parti separate. Quindi votiamo dal “premesso che”, saltando il punto “a seguire l’interlocuzione con il Ministero già avviata sul ripristino dei punti nascita” e prosegue con “a proseguire nel corso di riforma del sistema sanitario”.

Chiedo al consigliere Delmonte… Perfetto.

Questa parte la mettiamo al voto.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvata.

 

(La prima parte dell’ordine del giorno 5315/17, oggetto 5548, è approvata a maggioranza dei presenti)

 

Passiamo ora alla seconda parte dell’ordine del giorno: “a seguire” fino “a punti nascita”.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvata.

 

(La seconda parte dell’ordine del giorno 5315/17, oggetto 5548, è approvata all’unanimità dei votanti)

 

 

Passiamo ora alla votazione del provvedimento.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(La deliberazione oggetto 5315 è approvata a maggioranza dei presenti)

 

 

OGGETTO 5121

Progetto di legge di iniziativa Consiglieri recante: “Sostituzione del Presidente da parte del vicepresidente in caso di cessazione anticipata degli organi - Modifiche agli articoli 32, 43, comma 1, lettera b), e 69, comma 1, lettera a), della legge regionale 31 marzo 2005, n. 13 (Statuto della Regione Emilia-Romagna)”. (Seconda lettura) (48) A firma dei Consiglieri: Rancan, Pigoni, Castaldini, Zappaterra, Barcaiuolo, Zamboni, Taruffi, Mastacchi

(Approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’oggetto 5121: “Sostituzione del Presidente da parte del vicepresidente in caso di cessazione anticipata degli organi - Modifiche agli articoli 32, 43, comma 1, lettera b), e 69, comma 1, lettera a), della legge regionale 31 marzo 2005, n. 13”, a firma dei consiglieri Rancan, Pigoni, Castaldini, Zappaterra, Barcaiuolo, Zamboni, Taruffi, Mastacchi, testo licenziato dalla Commissione Statuto e Regolamento nella seduta del 19 maggio 2022.

Il progetto di legge è composto da 3 articoli.

Si fa presente che, trattandosi di una materia statutaria, è necessario per l’approvazione la votazione a maggioranza assoluta dei componenti l’Assemblea.

Discussione generale.

Nessun intervento in discussione generale. La Giunta non ha chiesto di intervenire.

Dichiarazione di voto.

Passiamo all’esame dell’articolato.

Articolo 1.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 2.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 3.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Dichiarazione di voto sul provvedimento. Nessuna dichiarazione.

Mettiamo in votazione, con il dispositivo elettronico, l’oggetto 5121.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Favorevoli 40

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvato.

 

OGGETTO 5063

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Disposizioni in materia di cooperative di comunità”. (49)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’oggetto 5063: “Disposizioni in materia di cooperative di comunità”.

Il testo n. 2/2022 è stato licenziato dalla Commissione Politiche economiche nella seduta del 5 luglio.

Il progetto di legge è composto da 9 articoli.

La relatrice della Commissione, consigliera Nadia Rossi, ha preannunciato di svolgere relazione orale… Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Scusi, presidente, volevo aggiungere il mio voto favorevole al precedente provvedimento perché il dispositivo non l’ha preso. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Perfetto. Abbiamo un po’ di problemi. Anche il mio ha qualche problema. Registriamo la sua votazione favorevole.

Il consigliere Mumolo uguale.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Va bene, comunque lo segnaliamo. Perfetto, anche il consigliere Mumolo.

Andiamo avanti. Dicevo, la relatrice della Commissione, Nadia Rossi, ha pronunciato di svolgere relazione orale.

Il relatore di minoranza, consigliere Gabriele Delmonte, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole.

Su tale oggetto insistono 7 proposte di emendamento: 3 a firma della consigliera Castaldini; 1 a firma della consigliera Rossi; 3 a firma del consigliere Delmonte.

Su tale oggetto insistono cinque ordini del giorno: il n. 1 Castaldini; il n. 2 Rossi e Delmonte; il n. 3 Piccinini; il n. 4 Amico; il n. 5 Delmonte.

Passo la parola alla collega Nadia Rossi. Prego.

 

ROSSI, relatrice della Commissione: Grazie, presidente.

Prima di procedere con l’illustrazione, mi premeva innanzitutto ringraziare ovviamente la Giunta, l’assessora Barbara Lori, funzionari e dirigenti dell’Assessorato per il lavoro svolto nella realizzazione di questo progetto di legge regionale sulle cooperative di comunità.

Ringrazio i colleghi per l’interazione positiva ricevuta durante i lavori su questo testo, la presidente…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Rossi, io le chiedo scusa, ma abbiamo un problema tecnico. Non viene registrato il suo intervento perché ho il mio microfono che non funziona. Quindi, chiedo di sospendere un attimo l’aula, sperando che riescano a mettere a posto il mio microfono, perché rimane sempre aperto e quindi non registra quello dell’intervento dai banchi.

Sospendo l’aula fino a quando non sistemeranno la mia postazione. Grazie.

 

(La seduta sospesa alle ore 11.55 è ripresa alle ore 12.04)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo la seduta.

Do la parola alla relatrice, consigliera Rossi Nadia, prego.

 

ROSSI, relatrice della Commissione: Grazie, presidente.

Prima di procedere, come dicevo, con l’illustrazione, mi preme ringraziare l’assessore Barbara Lori e anche i suoi funzionari e dirigenti, l’intera Giunta per il lavoro svolto nella realizzazione di questo progetto di legge sulle cooperative di comunità. Ringrazio ovviamente i colleghi tutti per l’interazione positiva ricevuta durante i lavori su questo testo, la presidente della Commissione Politiche economiche, Manuela Rontini…

 

(interruzione)

 

Tempestiva.

Anche, ovviamente, lo staff della Commissione per il prezioso supporto nonché il collega consigliere di opposizione relatore Gabriele Delmonte, per il confronto concreto. Ringrazio anche tutti coloro che sono intervenuti durante l’udienza conoscitiva per il loro apporto costruttivo. Infine ringrazio, ma non per ordine di importanza, anche i rappresentanti delle cooperative di comunità e i rappresentanti degli Enti locali, che ci hanno accolto sul territorio come Commissione e a me personalmente come relatrice, per conoscere ovviamente più da vicino alcune delle migliori esperienze delle cooperative di comunità del nostro territorio.

Con i colleghi, quindi, siamo stati a Ventasso, sull’Appennino reggiano, dove hanno sede tre importanti cooperative di comunità, i Briganti del Cerreto, la Corte di Rigoso e la Valle dei Cavalieri, sono realtà che sono nate già trent’anni fa quando, a seguito della chiusura dell’ultimo bar di paese e anche dell’ultima bottega, i ragazzi della locale Pro Loco si sono rimboccati le maniche e hanno costruito la cooperativa per non far scomparire il paese, anzi proprio per farlo rinascere.

Le cooperative di comunità infatti fanno questo: combattono lo spopolamento, il disagio sociale ed economico rafforzano il sistema produttivo locale, contribuiscono alla tutela del territorio, valorizzano le risorse e le vocazioni territoriali, restituiscono la voglia e la speranza di costruire un futuro e dare una possibilità alle aree montane o alle aree urbane a rischio di impoverimento e di degrado.

Queste caratteristiche le ho trovate durante le mie visite anche nel Riminese con la cooperativa Pixel, a San Leo con Fermenti Leontine e a Casteldelci con Eco Park, e questa volontà di partecipazione, ma anche di nutrimento reciproco l’ho potuta osservare in tutte le persone attive intorno al mondo delle cooperative di comunità, con cui abbiamo avuto il piacere di dialogare dentro e fuori dall’aula, persone che per me rendono di fatto vere le parole di John Fitzgerald Kennedy, che dicono “non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese”.

Il PDL che ci apprestiamo ad approvare è stato frutto di un iter legislativo partecipato, prima per via dell’interlocuzione tra l’Assessorato e le parti sociali nella fase di elaborazione, poi anche in Assemblea legislativa, dove è stato frutto di un’udienza conoscitiva, i cui invitati ci hanno manifestato apprezzamento e ci hanno arricchito con le loro osservazioni e riflessioni sul testo.

Questo processo di partecipazione è stato rafforzato in seguito alla decisione della Commissione Politiche economiche di fare visita ad alcune cooperative di comunità sul territorio, come ricordavo prima, visto che farlo ci ha dato la possibilità di avere un confronto fruttuoso con gli amministratori locali e i rappresentanti di alcune cooperative di comunità, che operano in zone montane. Queste occasioni sono preziose, ovviamente, per svolgere al meglio la nostra attività di legislatori per confezionare una legge regionale che ci auguriamo, ovviamente, possa rispondere alle necessità di tutti. Questo è l’obiettivo che ci siamo prefissati.

Le osservazioni raccolte nell’udienza conoscitiva e anche durante le visite di cui ho parlato sono state la base di emendamenti che ho presentato in Commissione, alcuni dei quali condivisi anche con il relatore Delmonte e anche con altri colleghi, la cui collaborazione – lo ripeto – è stata sicuramente proficua. Con essi abbiamo inserito il richiamo all’autoproduzione e all’autoconsumo anche energetico. All’atto dell’approvazione della legge regionale n. 5, come sapete, sulle comunità energetiche, ovviamente non si poteva inserire la promozione e la costituzione delle cooperative della comunità, anche perché era una questione che non era ancora normata in Regione. Da qui, appunto, il richiamo all’autoconsumo e all’autoproduzione energetica del nostro PDL, tra l’altro rafforzato anche da un ordine del giorno che è stato presentato dalla collega Piccinini, che poi immagino presenterà qui in aula.

La produzione e gestione di energia da fonti rinnovabili rappresenta un’attività che sempre di più sta attirando l’interesse di numerose comunità e si sta diffondendo tanto anche a livello nazionale e internazionale. Ricordo anche che è stata una delle questioni che è stata sollevata durante l’udienza conoscitiva dal referente delle centrali cooperative.

Abbiamo anche ampliato la platea dei possibili soci delle cooperative di comunità, cogliendo alcune delle osservazioni pervenuteci, anche qui, in udienza conoscitiva, con l’inserimento tra i soci delle persone fisiche titolari di diritti di proprietà o di altri diritti reali su immobili censiti dalla comunità interessata. Inoltre, abbiamo inserito tra i soci le organizzazioni che hanno fissato la propria sede nel territorio della cooperativa di comunità, e tra queste rientrano anche associazioni e fondazioni del terzo settore prive di personalità giuridica. Inoltre, abbiamo inserito una deroga ai limiti costituiti dalle condizioni per essere riconosciuti soci svincolando il 25 per cento da qualsiasi condizione.

Sempre in accoglimento delle osservazioni pervenuteci dalle parti sociali, abbiamo introdotto la possibilità di sostenere la formazione dei soci anche per l’accompagnamento e per le fasi di avviamento e consolidamento del progetto d’impresa. Questo è un punto di cui tengo a rimarcare l’importanza: la scuola delle cooperative di comunità della nostra regione ha fatto scuola in tutta Italia. Sono nate qui le prime cooperative di comunità, si è formata e costituita una scuola che ha, a sua volta, formato tante persone di tante altre realtà di altre regioni. Quindi, la diffusione a livello nazionale sicuramente è un merito che anche noi come Regione Emilia-Romagna ci possiamo intestare. L’altro pezzo è quello dell’accompagnamento per le fasi di avviamento e consolidamento del progetto di impresa, perché ci siamo resi conto che serve una figura, serve una condivisione proprio per supportare queste realtà nel loro progetto di impresa. Ovviamente non sempre ne sono dotate. Quindi, abbiamo poi introdotto la possibilità di promuovere l’assegnazione alle cooperative di comunità dei beni confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa. Abbiamo introdotto anche la possibilità di creare dei loghi identificativi delle cooperative di comunità del territorio regionale quale elemento distintivo dell’esperienza emiliano-romagnola e di riconoscimento anche di valori da diffondere e utilizzare come supporto al rafforzamento dell’attività di impresa.

C’è la possibilità di emanare un bando. Questo è un punto sul quale ovviamente l’assessora Lori si era da prima impegnata. È un bando proprio nel primo anno di vigenza della legge, quindi nel 2022, per andare a sostenere le cooperative di comunità fin da subito con finanziamenti concreti e operativi. Abbiamo cambiato la cadenza temporale della clausola valutativa perché credo che sia utile per quest’aula, per tutti noi consiglieri, poter vedere, almeno in un mandato, un paio di volte. Quindi, la clausola valutativa l’abbiamo trasformata in biennale, anziché in triennale, perché è giusto che ci sia un riscontro almeno un paio di volte in una legislatura.

Infine, anche se ultima, non certo per importanza, con un lavoro in sinergia con gli Assessorati e in particolare con l’assessore al bilancio Paolo Calvano, che ovviamente ringrazio per l’impegno e la sensibilità che ha mostrato rispetto a questa richiesta, che arrivava certamente dalla sottoscritta, ma è stata condivisa più volte anche durante tutti i confronti che abbiamo avuto, e quindi anche ringrazio chi ha lavorato agli emendamenti e all’assestamento che abbiamo approvato, siamo riusciti a garantire non soltanto 100.000 euro per il 2022, quindi l’anno in corso, di cui sarà effettuato un bando entro l’anno, ma anche 200.000 euro per l’anno 2023 e altri 200.000 euro per il 2024; quindi un totale di 500.000 euro per il triennale.

Credo che siano somme importanti, che garantiscono ovviamente in prospettiva un sostegno per le cooperative di comunità già operanti e fungono anche, se vogliamo, da input per quelle che si costituiranno iscrivendosi all’elenco regionale. Ci tengo anche a far presente che questi apporti emendativi alla legge hanno raccolto elementi condivisi con il mondo cooperativo, ma anche con gli altri Gruppi consiliari e tutti i colleghi presenti.

L’Assemblea legislativa anche oggi in quest’aula, in cui saranno presentati gli ordini del giorno sia dalla sottoscritta, per quanto riguarda i codici ATECO, che sappiamo essere un tassello, uno scalino importante che vorremmo tutti insieme superare, quindi con quello che presenterò dopo chiediamo un impegno alla Giunta preciso. C’è anche, come ricordavo, l’ordine del giorno della Piccinini sul tema delle comunità energetiche, l’impegno sul mondo del lavoro e anche delle relazioni con il terzo settore del consigliere Amico e sui servizi extra stock scolastici per quanto riguarda invece l’ordine del giorno della Castaldini. Sono ovviamente luogo di dibattito costruttivo, di riflessione, di apporti e dunque anche di migliorie ad un testo costruito con equilibrio, per dare nuove opportunità e anche riconoscimento alle cooperative di comunità, con ricadute positive di carattere sociale, occupazionale ed economico per il territorio.

La proposta legislativa si inserisce in un quadro normativo che a livello nazionale non vede una legge di riferimento, e mi auguro che anche questa tematica sia affrontata presto. In questo contesto si muove tra gli articoli 45, 117 e 118 della Costituzione, che riconoscono la funzione sociale della cooperazione, nel Codice civile, che regolamenta la costituzione delle cooperative.

Il tema della cooperazione è ovviamente presente all’interno dello Statuto della nostra Regione e questo progetto di legge si inserisce sulla scia della legge regionale n. 6 del 2006, che regola la promozione della cooperazione mutualistica in Emilia-Romagna, soprattutto del Patto per il lavoro e per il clima, che identifica una linea di intervento per promuovere le cooperative di comunità come strumento di sviluppo locale di innovazione economica e sociale dei territori più deboli.

Il valore delle cooperative di comunità, infine, è stato riconosciuto anche a livello europeo dal Parlamento stesso, che ne ha rilevato l’importanza crescente nel tessuto sociale dei paesi europei.

Il progetto di legge vuole, come ricordavo prima, da un lato fronteggiare le incertezze collegate all’attuale situazione normativa, dall’altro sostenere e promuovere questo modello di innovazione sociale, per favorirne l’impatto positivo che può creare sulle economie produttive di alcuni territori, contribuendo a valorizzare o aumentare le competenze della popolazione residente anche in termini lavorativi o soddisfacendone i bisogni.

Le aree territoriali individuate sono le aree montane, le aree interne o a rischio di spopolamento, ovvero le zone caratterizzate da condizioni di difficoltà socioeconomiche. Agiamo dunque su una porzione del territorio regionale con alcune caratteristiche ben precise, e questo deve afferire la maggior parte dei soci e la maggior parte delle attività i cui utili siano utilizzati per il disfacimento delle necessità delle comunità locali.

Grazie a questo intervento legislativo, in estrema sintesi il nostro obiettivo è identificare e qualificare le cooperative di comunità proprio per poterle sostenere.

Il progetto di legge si muove su tre linee direttrici principali. La prima è la mutualità e la sussidiarietà che trascendono la figura dei soli soci per andare a vantaggio dell’intera comunità attraverso la produzione di beni e servizi che possano incidere su elementi importanti per la qualità della vita sociale ed economica. Un legame che si concretizza anche nel fatto che i soci devono appartenere alla comunità di riferimento, che può certamente anche ampliarsi nel tempo. La seconda è l’adozione di modelli organizzativi e gestionali che prevedano una presenza attiva di diversi portatori di interesse. La terza è la centralità del capitale umano e dell’impatto sociale che l’impresa genera, mentre il capitale finanziario è esclusivamente strumentale al conseguimento degli obiettivi comunitari.

Il progetto di legge è ispirato ai valori della cittadinanza attiva, della partecipazione, del coinvolgimento e della solidarietà, nonché al rispetto del principio della sussidiarietà. È composto da 9 articoli. Il primo descrive le finalità e l’oggetto, quindi riconosce il ruolo e anche la funzione della cooperazione di comunità nel contribuire allo sviluppo sostenibile, all’arricchimento culturale, alla coesione e alla solidarietà sociale delle comunità locali, con particolare riferimento a quelle situate nelle aree montane o aree interne, oppure anche urbane a rischio di impoverimento sociale e demografico.

L’articolo 2 definisce anche l’ambito di applicazione, quindi definisce le cooperative di comunità, che sono società cooperative costituite ai sensi dell’articolo 2511 e seguenti del Codice civile, iscritte anche all’Albo delle cooperative di cui all’articolo 2512 del Codice civile, contraddistinguendole per la finalità di contrasto ai fenomeni di spopolamento, declino e degrado di aree montane e aree interne o a rischio di spopolamento, ovvero in zone, come dicevo prima, che presentino condizioni di difficoltà socioeconomiche e ambientali.

L’articolo 3 è la costituzione delle attività delle cooperative di comunità. Indica gli elementi che devono essere presenti nello statuto ai fini del sostegno regionale. Lo statuto della cooperativa, oltre a specificare la qualifica delle cooperative di comunità, delimita anche l’ambito territoriale di operatività e declina i requisiti di appartenenza e di collegamento dei soci alla comunità o territorio. Inoltre, identifica lo scopo comunitario in relazione al soddisfacimento dei bisogni.

In base all’articolo 4, i soci delle cooperative di comunità si identificano persone fisiche o giuridiche e devono avere un legame non occasionale con la comunità di riferimento, ad eccezione dei soci finanziatori o sovventori. Al comma 2, comunque, come ricordavo all’inizio, è presente una deroga ai requisiti previsti dal comma 1.

L’articolo 5 tratta dei contributi e degli incentivi a favore delle cooperative di comunità. Ovviamente la Regione può concedere contributi per la costituzione e lo sviluppo delle cooperative di comunità nonché per la realizzazione dei relativi interventi, secondo le modalità e i criteri stabiliti con un successivo atto di Giunta, sempre in coerenza con l’articolo 1.

Nell’articolo 6 vengono indicati gli strumenti e le modalità con i quali, tipo l’adozione di appositi schemi di convenzione-tipo, la definizione di criteri e modalità di affidamento, di convenzionamento e anche di conferimento di lavori o servizi e anche la messa a disposizione di servizi o aree non utilizzate, promuovendo, quindi, pratiche analoghe anche presso altre Amministrazioni pubbliche.

L’articolo 7 riguarda l’elenco regionale delle cooperative di comunità.

L’articolo 8 è la clausola valutativa, come dicevamo prima, che avrà una cadenza biennale.

L’articolo 9 riguarda la disposizione finanziarie, riportando ovviamente le specifiche norme di bilancio per la copertura finanziaria utile all’attuazione della legge.

A margine di questa illustrazione ci tengo ancora a ringraziare le persone con cui ho avuto modo di confrontarmi in questi mesi nei vari appuntamenti anche sul territorio. Mi ha fatto conoscere e anche toccare con mano l’entusiasmo e il valore prezioso delle attività di chi già agisce come cooperativa di comunità nella nostra regione. Le informazioni che ho raccolto, ad esempio la necessità di formare a livello imprenditoriale soggetti attivi nelle cooperative, e l’importanza quindi di un supporto formativo degli stessi sono state, come dicevo, oggetto del mio apporto per migliorare il testo nel suo insieme, ma soprattutto mi hanno fatto comprendere appieno il valore di queste formazioni sociali per i territori della nostra regione.

L’intento, quindi, come dicevo all’inizio, di confezionare la miglior legge possibile per incontrare le necessità che le cooperative di comunità ci hanno espresso e il lavoro che è stato fatto insieme per raggiungere questo obiettivo per me è stato davvero importante.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Collega Delmonte, prego.

 

DELMONTE, relatore di minoranza: Grazie, presidente.

Quando abbiamo cominciato a trattare questo PDL all’inizio, quando c’è stata la nomina del relatore, abbiamo detto che sarebbe stato un PDL semplice, tra virgolette, nel senso che avremmo dovuto trovare tutti un comune accordo, sarebbe stato abbastanza lineare e avremmo avuto anche, comincio col primo ringraziamento, grazie alla consigliera Rontini, un tempo abbastanza dilatato per la discussione, con i giusti tempi, non avevamo fretta, come a volte capita in certi progetti di legge, quindi un giusto numero di sedute per poterlo trattare e cercare di trovare quelle migliorie che tutti auspicavamo.

Non è stato quindi un PDL così semplice da gestire, nel senso che ci sono state diverse sollecitazioni da tutte le parti, e qui arrivo agli ultimi ringraziamenti che devo fare assolutamente alla consigliera relatrice Nadia Rossi, che si è sempre dimostrata disponibile, e poi volevo aggiungere i ringraziamenti a Mattia e Veronica, che ci hanno seguito in maniera eccelsa, cercando di portare al meglio questo progetto di legge nelle sue parti.

Cosa è cambiato? Io ho voluto fare questa relazione, non illustrerò i singoli articoli e i singoli emendamenti, tanto l’ha già fatto perfettamente la relatrice di maggioranza. Sono partito dal 7 giugno, quando abbiamo fatto l’udienza conoscitiva, e mi ero preso degli appunti sulle criticità che per me c’erano e che erano state evidenziate anche da chi è venuto a relazionare, a portare la propria esperienza, e poi oggi, guardandole quasi due mesi dopo, cercare di capire se abbiamo lavorato bene risolvendole.

Devo dire che mi ritengo soddisfatto, perché siamo riusciti a risolvere quelle criticità che mi ero segnato e che adesso cercherò di elencare, a risolverle con vari emendamenti o, dove non siamo riusciti con emendamenti, con ordini del giorno collegati.

Intanto partiamo dal presupposto che per me la parte più importante di questo progetto di legge, come ho sempre detto, era il titolo, cioè questo progetto di legge era importante che ci fosse, prima ancora che guardarlo nei contenuti, perché grazie a questo progetto di legge, a prescindere – ripeto – da quello che c’è scritto dentro, si potrà più facilmente individuare e aiutare, anche tramite finanziamenti, le cooperative di comunità.

Grazie al fatto che esista un riferimento normativo regionale, visto che è completamente assente quello nazionale, da oggi in poi, da quando verrà approvata questa legge, si potrà più facilmente individuare, mettere all’interno di un quadro normativo e quindi anche facilmente finanziare, tramite tutti gli Enti di secondo livello che oggi già lo fanno, le cooperative di comunità del nostro territorio.

Partendo da questo, però, ha aggiunto anche un altro principio base, che per me era fondamentale all’interno di questo progetto di legge, cioè che le cooperative di comunità, normate o non normate, nascono dove c’è un bisogno e soprattutto dove c’è una comunità che ha voglia di soddisfare o cercare di risolvere quel bisogno. Questo – ripeto – a prescindere normativa che c’è sotto, quindi noi potevamo normare in qualunque direzione, ma una cooperativa di comunità non potrà mai nascere laddove non c’è un bisogno o dove non c’è un gruppo di persone che vogliono porre rimedio, con il proprio tempo, con le proprie energie e con il proprio patrimonio a volte, a questo bisogno. Quindi, tutto questo, questa finalità e questo principio base, a prescindere dal nostro lavoro, sono stati mantenuti. Allora, il nostro lavoro doveva essere quello di valorizzare quelle caratteristiche, aiutare in quel percorso di costituzione e poi aiutare al mantenimento e agevolare l’evoluzione delle cooperative di comunità. Quindi, noi dovevamo identificare, non costringere, non dovevamo chiudere all’interno di un recinto troppo stretto queste attività, però dovevamo mettere regole chiare per identificarle. Questo è stato quello che mi ha sempre guidato in questo progetto di legge. Cioè, non dobbiamo stringere il recinto, ma dobbiamo mettere i paletti in modo chiaro. Sennò, rischiavamo di trovarci alla fine di questo progetto di legge con la possibilità, che al momento non è mai stata realizzata, ma dovevamo evitare che si realizzasse in futuro, che la cooperativa di comunità diventasse una scappatoia all’attività economica classica, cioè la società economica classica, perché magari aveva più agevolazioni o qualche aiuto in più o qualche contributo rispetto a creare una società come la conosciamo, quindi un ente giuridico come lo conosciamo.

Ecco, allora, che le criticità che c’erano all’inizio di questo progetto di legge erano proprio in questa direzione, cioè c’era una vaghezza e una discrezionalità in alcune caratteristiche che potevano portare a fraintendimenti o a complicazioni nella stesura degli statuti, nell’accesso a eventuali bandi, nell’accesso all’elenco regionale che questa stessa legge costituisce, quindi andava sicuramente limato quell’aspetto. Andava meglio definita la compagine sociale. Non c’era una chiarezza complessiva su cosa volesse dire, a mio parere, all’inizio la persona fisica che poteva essere socio di cooperative di comunità quale legame dovesse avere con il territorio, con la comunità o con la cooperativa stessa. Quindi, anche a questo ci siamo arrivati, e dopo ci arrivo come.

Bisognava, inoltre, favorire un aspetto che non era per niente considerato all’interno del progetto di legge nella sua formulazione iniziale, che era quello della formazione, prendendo esempio soprattutto da quello che esisteva già, e cioè una scuola di formazione in Emilia-Romagna esistente, fatta soprattutto non da persone esterne alle cooperative, ma dalle cooperative di comunità, che oggi esistono e che sono le nostre eccellenze, in particolare quelle storiche, come ricordava prima anche la consigliera Rossi. Poi magari aumentare un po’ di impegno da parte della Regione sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista del supporto che poteva essere dato alla formazione e alla costituzione delle cooperative di comunità.

Gli emendamenti approvati all’interno della Commissione, così come gli emendamenti che si presuppone verranno approvati oggi, quindi quelli presentati oggi da tutte le forze politiche che li hanno presentati, credo abbiano risolto queste criticità. Mi soffermo solo su un paio, molto velocemente.

Si è definita la compagine sociale in modo più chiaro. Si è detto, ok, non tutti devono rispettare queste direttive che mettiamo, ma le direttive che mettiamo sono abbastanza larghe per poter dire che ci deve essere un legame col territorio chiaro, non discrezionale o oggi o in un impegno futuro, che però deve essere concreto, sottoscritto in qualche modo.

Deve essere definito ciò che si può fare e soprattutto ciò che è necessario che la cooperativa si impegni a fare per poter entrare nell’elenco regionale e anche su questo abbiamo portato diverse migliorie. Abbiamo tolto quella vaghezza che c’era sulla identificazione del territorio, che poteva essere quello a rischio di spopolamento, a rischio di…

Abbiamo cercato di togliere questa discrezionalità cercando di identificare meglio quelle che oggi sono, invece, delle realtà, che possono essere appenniniche, come possono essere alcuni quartieri di città, magari un po’ più periferici, come possono essere altre aree che abbiamo visto anche addirittura nella città di Bologna, quindi una città che uno non si aspetterebbe possa avere bisogno della cooperativa di comunità, ma che in certe aree invece, pur con le dovute differenze rispetto magari a territori, ma anche alla popolazione a volte, ci possono essere delle criticità differenti, ma comunque ci possono essere.

Abbiamo sicuramente aumentato l’impegno della Regione, magari non nel 2022, quindi non nel primo bando, nel prossimo bando che l’assessora Lori si è impegnata già a fare nei prossimi mesi, a seguito immediatamente dell’approvazione di questa legge, ma nei prossimi anni almeno a raddoppiare quella che è la dotazione finanziaria.

L’unico ordine del giorno che abbiamo presentato noi è invece quello in cui chiediamo, visto che la clausola valutativa è abbastanza lunga e andava a coprire, nella sua relazione, due bandi, si presuppone, o comunque due anni di attività su questa legge… Okay, oggi facciamo la legge, che può avere ancora in parte piccole criticità o sistemazioni da attuare; si farà un bando a stretto giro, ci saranno le iscrizioni e si partirà con l’elenco regionale, quindi ci saranno le prime iscrizioni. Fra un anno ritroviamoci in Commissione.

Abbiamo trovato la formula. Anche discutendo in Commissione durante le votazioni con la presidente e anche con la relatrice, cerchiamo una formula che non vada a vincolare la clausola valutativa e che non impegni l’Ufficio di Presidenza della Commissione, ma che oggi con l’ordine del giorno impegni la Giunta il prossimo anno a venirci a relazionare, così capiamo se c’è qualcosa ancora da migliorare ed eventualmente lo miglioreremo in attesa del secondo bando.

Chiudendo, è un progetto di legge che – ripeto – è partito secondo me un po’ zoppo in alcuni aspetti, ha avuto bisogno di alcune correzioni, di un lavoro che – ripeto – non è stato semplice, perché si partiva da un punto di vista comune su quello che è l’obiettivo delle cooperative di comunità, ma con due modi diversi di interpretare come ci si poteva arrivare.

Si è trovata una quadra, la Lega ha proposto 15-16 emendamenti, siamo arrivati a un’approvazione totale di 6, se non ricordo male, emendamenti e un ordine del giorno, quindi il nostro contributo è stato fondamentale, secondo noi, così come quello anche delle altre minoranze, per cercare di migliorare questo progetto di legge, che oggi arriva in aula in una forma completamente diversa, anche se non nel cuore, ma comunque nei dettagli, rispetto a com’era partito e uscito dalla Giunta, e su questo va riconosciuto l’ottimo lavoro dell’Assemblea in generale, della Commissione e di chi ci ha collaborato.

Mi fermo qui e poi farò le dichiarazioni di voto singole successivamente. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo ora alla fase della discussione generale. Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente.

Desidero ringraziare innanzitutto la consigliera Rossi per il lavoro di mediazione proficuo che ha svolto per un tema a me molto caro, per il quale ho cercato di svolgere un lavoro di approfondimento.

Avevo proposto diversi emendamenti con lo scopo di allargare il più possibile le maglie dell’accesso a questo tipo di cooperative, come anche richiesto dalle parti sociali in audizione, aggiungendo però, d’altra parte, i controlli sui bilanci e sulla coprogettazione e coprogrammazione con il pubblico. Verranno accettati due emendamenti e un ordine del giorno, che mi è stato chiesto di riscrivere, e ringrazio l’assessore perché era doveroso e credo che su proposte di legge non abbia mai fatto un lavoro così proficuo.

In questi due emendamenti il tema centrale è il punto fondamentale che si consenta alle cooperative di svolgere anche attività sportive, di promozione turistica e di diffusione dei servizi tecnologici digitali, e sono contenta perché sono tre ambiti di particolare necessità soprattutto per il rilancio di questi settori strategici post pandemia.

I giovani, i nostri ragazzi, soprattutto in territori fragili hanno sofferto moltissimo l’impossibilità di praticare sport e il divario digitale, che in molti casi non ha consentito la prosecuzione dell’attività didattica. Sono gap che vanno sanati, ed è molto interessante per me che ci sia la possibilità che a farlo siano cittadini che si mettono insieme in maniera sussidiaria. Allo stesso modo, la possibilità che i residenti dei territori fragili possano essere sostenuti in attività di salvaguardia del proprio patrimonio artistico, offrendo servizi per i turisti che vorranno visitarli e un’apertura, sempre per me, di grande valore.

A ciò si aggiunge l’approvazione del mio ordine del giorno collegato, che parte da un dato significativo: l’indagine IRSSES - Giovani, Scuola e Volontariato ci dice che al terzo posto fra le attività di volontariato preferite dai giovani si colloca il servizio presso associazioni e/o cooperative che si occupano di volontariato in ambito educativo pre e dopo scuola, peer education e altre realtà. Questa grande forza deve essere, secondo me, canalizzata e finalizzata meglio. Con questo ordine del giorno, infatti, le cooperative di comunità potranno erogare anche servizi di prossimità in ambito extrascolastico, anche beneficiando dei contributi pubblici destinati a tale attività.

Ritengo che sia stato un salto in avanti per avere una legge al passo con i tempi e capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini. Quindi, con molta gratitudine spero di aver aggiunto un pezzo fondamentale, almeno il pezzo che mi è stato richiesto anche dai tanti stakeholders, e credo che anche questa legge sia stato un bell’esempio di politica, cioè la capacità di ascoltare i corpi intermedi e di visitare e guardare realtà così importanti, ma anche il dialogo con l’opposizione è stato sicuramente proficuo e ha contribuito a renderla una legge spero la più completa possibile.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente.

Vorrei fare qualche ragionamento complessivo sul progetto di legge che adesso è in discussione, ma anche approfittare di questo tempo per illustrare, almeno in una prima fase, l’ordine del giorno che ho presentato, collegato.

Parto dal ringraziamento sicuramente ai due relatori, la consigliera Nadia Rossi e il consigliere Delmonte, per il lavoro fatto anche in Commissione, alla presidente Rontini per aver accompagnato puntualmente i vari passaggi, anche con la visita in quel di Succiso, e ovviamente all’assessora Barbara Lori per la proposta di legge che è arrivata in Commissione e che oggi arriva alla sua formulazione finale.

Il consigliere Delmonte diceva che giustamente manca una fattispecie nazionale per quanto riguarda l’istituzione delle cooperative di comunità e che, quindi, queste sostanzialmente prendono la forma delle forme cooperative genericamente intese, sia quelle di produzione di lavoro, sia quelle sociali di tipo A e di tipo B e altro, e condivido con lui la necessità di una legge in questo senso, vuoi perché le cooperative di comunità sono nate sul territorio emiliano-romagnolo, vuoi perché attraverso una legge noi riusciamo anche a sostenere quei fenomeni, vuoi perché riusciamo a dare una dignità, almeno a livello regionale, a una pratica ormai diffusa e radicata come quella delle cooperative di comunità.

Quello che non mi ha mai preoccupato, però, all’interno di questa legge è che le cooperative di comunità possano diventare una scappatoia ad attività economica classica, perché chi intraprende un percorso di cooperativa di comunità, così come chi intraprende percorsi che hanno a che fare con l’orizzonte del non per profitto, all’interno del quale le cooperative di comunità si collocano, difficilmente, non tanto nelle intenzioni ma proprio anche nella materia pratica, riescono a trasformare un’attività del genere in un’attività economica classica.

È invece è vero che le cooperative di comunità hanno un potenziale di sviluppo economico nei territori montani, nei territori periferici, nei territori che presentano delle difficoltà di coesione sociale davvero importante. Credo vadano anche nella direzione di quello che poi credo che nei prossimi mesi troveremo a dover discutere, quello che viene descritto a livello europeo come piano d’azione per l’economia sociale.

Cioè si inseriscono effettivamente a tutti gli effetti all’interno di un contesto profondamente redistributivo dell’economia, profondamente mutualistico e profondamente capace di costruire quel collante, quella coesione sul territorio e nelle comunità in cui si muovono di cui credo avremo molto bisogno nel prossimo futuro. Non solo esclusivamente per quanto riguarda i territori a rischio o a spopolamento effettivo, ma generalmente noi avremmo bisogno comunque di utilizzare non tanto le cooperative di comunità, ma una lettura e un’ottica rispetto alle dinamiche economiche che guardi sempre di più alla distribuzione.

Io credo che il modello cooperativo di per sé, sostanzialmente, quasi direi ontologicamente, rappresenta questo, sia nelle sue forme di produzione di lavoro, sia nelle sue forme di cooperazione sociale, sia nelle forme in cui i soci e i lavoratori contribuiscono al benessere dell’attività di impresa, ma al benessere della comunità mutualistica della cooperativa e in questo caso della comunità del territorio su cui insistono.

Credo quindi che questo progetto di legge abbia questa importanza, possa ambire ad entrare nel prossimo futuro anche in una discussione più ampia e quindi trovare non solo maggiori finanziamenti, come è stato fatto nell’immediato oggi, ma guardare con molta attenzione quelle che saranno le indicazioni e i piani di sviluppo di questo piano d’azione dell’economia sociale, che secondo me avrà un forte impatto anche su questa tipologia di interventi economici.

Soprattutto le cooperative di comunità riescono a costruire un tessuto a partire dal lavoro, a partire dalla assunzione, quindi dall’impiego di soci cooperatori, ma anche altri, capaci non solo di costruire le condizioni sociali conviviali all’interno di quel territorio, ma anche di sviluppare vera e propria economia.

Nell’ottica dell’economia sociale, nell’ottica della ridistribuzione, credo che questo sia uno dei punti importanti, a cui si aggiungono le relazioni, con tutte le altre forme presenti all’interno di quei contesti, che magari non assumono la forma di impresa, quindi sono distinte, e che possono invece in una relazione positiva arricchire sia il dato economico, sia la relazione con tutte le altre forme associative, le Pro Loco, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, che possono, proprio nella loro condizione non per profitto ma di attivazione civica, contribuire alla crescita del contesto, ovviamente tenendo distinte le funzioni, ovviamente interagendo, ovviamente costruendo dei ponti che aiutino e supportino il lavoro delle cooperative di comunità, che debbono trovare (questo è uno degli aspetti che presento all’interno dell’ordine del giorno) meccanismi di raccordo ancora una volta cooperativi, collaborativi e positivi, mai competitivi. Per questo richiamo all’interno dell’ordine del giorno che ho presentato, collegato a questo disegno di legge, da un lato la necessità di una particolare attenzione nell’attribuzione dei finanziamenti a quei soggetti cooperativi che impiegheranno personale assunto e che, quindi, radicano la loro attività proprio attraverso la produzione del lavoro sul territorio in cui la cooperativa di comunità insiste, dall’altro lato la necessità di avere davvero un accordo operativo e fattivo sia dal punto di vista formale, quindi in relazione a quello che è il decreto legislativo n. 117/2017, ovvero il Codice del terzo settore, che riconosce le caratteristiche specifiche anche delle imprese sociali, anche di quelle che possono essere le cooperativa, ma le mette in relazione con i soggetti associativi in una forma distinta e propositiva, e costruirlo assieme per dare spazi e agio alla costruzione dei programmi di attività, che sono molti e variegati, che si implementeranno anche con gli emendamenti che andremo ad approvare tra poco, avranno bisogno davvero del concorso di una comunità nel loro complesso.

In questo senso io credo che il progetto di legge, per come lo andremo ad approvare con gli emendamenti e per gli ordini del giorno che ad esso sono stati collegati, colga un punto che vada ben oltre il tema della fattispecie legislativa della cooperativa di comunità e ci induca a premere perché prossimamente questa fattispecie possa essere normata anche a livello nazionale, perché questo comporterebbe non tanto maggiori obblighi, quanto una perimetrazione comune sul territorio nazionale per quanto riguarda questo tipo di attività.

Chiudo tornando a ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per il buon esito di questo progetto.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi in discussione generale? Consigliere Amico, può staccare il microfono? Grazie.

Non essendoci altri interventi, chiedo alla relatrice di maggioranza se vuole replicare. No.

Il consigliere relatore di minoranza? No.

A questo punto ci sarebbe l’intervento della Giunta. Chiedo se, però, vuole farlo nel pomeriggio o se vuole farlo adesso. Preferisce il pomeriggio, visto che non avrebbe il tempo? Perfetto. Quindi, sospendiamo.

I lavori riprenderanno oggi pomeriggio, alle ore 14,30.

Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 12,48

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO; Michele BARCAIUOLO; Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Pasquale GERACE, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario Davide BARUFFI;

gli assessori Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Mauro FELICORI.

Hanno comunicato di non partecipare alla seduta gli assessori Raffaele DONINI, Alessio MAMMI, Paola SALOMONI e il consigliere Marco LISEI.

 

 

 

 

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 5539

Ordine del giorno n. 8 collegato all'oggetto 5315 Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2023-2025". A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

Presenti:43

 

Favorevoli:14

BARCAIUOLO Michele; BARGI Stefano; BERGAMINI Fabio; CATELLANI Maura; DELMONTE Gabriele; FACCI Michele; LIVERANI Andrea; MARCHETTI Daniele; MASTACCHI Marco; MONTEVECCHI Matteo; OCCHI Emiliano; POMPIGNOLI Massimiliano; RANCAN Matteo; TAGLIAFERRI Giancarlo

 

Contrari:26

AMICO Federico Alessandro; BESSI Gianni; BONDAVALLI Stefania; BULBI Massimo; CALIANDRO Stefano; COSTA Andrea; DAFFADÀ Matteo; FABBRI Marco; GERACE Pasquale; MALETTI Francesca; MARCHETTI Francesca; MOLINARI Gian Luigi, MORI Roberta; MUMOLO Antonio; PARUOLO Giuseppe; PIGONI Giulia

PILLATI Marilena; ROSSI Nadia; SABATTINI Luca; SONCINI Ottavia; TARUFFI Igor; ZAMBONI Silvia; ZAPPATERRA Marcella; RONTINI Manuela; COSTI Palma; MONTALTI Lia

 

Astenuti:1

PICCININI Silvia

 

Non votanti:2

CASTALDINI Valentina; RAINIERI Fabio

 

Assenti:7

BONACCINI Stefano; FELICORI Mauro; GIBERTONI Giulia; LISEI Marco; PELLONI Simone; PETITTI Emma; STRAGLIATI Valentina

 

OGGETTO 5121

Progetto di legge di iniziativa Consiglieri recante: "Sostituzione del Presidente da parte del vicepresidente in caso di cessazione anticipata degli organi - Modifiche agli articoli 32, 43, comma 1, lettera b), e 69, comma 1, lettera a), della legge regionale 31 marzo 2005, n. 13 (Statuto della Regione Emilia-Romagna)". (Seconda Lettura) (48) A firma dei Consiglieri: Rancan, Pigoni, Castaldini, Zappaterra, Barcaiuolo, Zamboni, Taruffi, Mastacchi

 

Presenti:44

 

Favorevoli:44

AMICO Federico Alessandro; BARCAIUOLO Michele; BARGI Stefano; BERGAMINI Fabio; BESSI Gianni; BONDAVALLI Stefania; BULBI Massimo; CALIANDRO Stefano; CASTALDINI Valentina; CATELLANI Maura;

COSTA Andrea; DAFFADÀ Matteo; DELMONTE Gabriele; FABBRI Marco; FACCI Michele; FELICORI Mauro; GERACE Pasquale; LIVERANI Andrea; MALETTI Francesca; MARCHETTI Daniele; MARCHETTI Francesca; MASTACCHI Marco; MOLINARI Gian Luigi; MONTEVECCHI Matteo; MORI Roberta; OCCHI Emiliano; PARUOLO Giuseppe; PICCININI Silvia; PIGONI Giulia; PILLATI Marilena; POMPIGNOLI Massimiliano; RAINIERI Fabio; RANCAN Matteo; RONTINI Manuela; ROSSI Nadia; SABATTINI Luca; SONCINI Ottavia; TAGLIAFERRI Giancarlo; ZAMBONI Silvia; ZAPPATERRA Marcella; MUMOLO Antonio; TARUFFI Igor; COSTI Palma; MONTALTI Lia;

 

Assenti: 6

BONACCINI Stefano; GIBERTONI Giulia; LISEI Marco; PELLONI Simone; PETITTI Emma; STRAGLIATI Valentina

 

Emendamenti

 

OGGETTO 5315

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Documento di economia e finanza regionale - DEFR 2023-2025". (92)

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Castaldini

«Nella scheda 5 dell'Assessore alla Montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità dal titolo "5. PERSEGUIRE IL SALDO ZERO Dl CONSUMO Dl SUOLO E LA RIGENERAZIONE URBANA", pag. 377 di 550

il sottoscritto consigliere propone di inserire, in calce al paragrafo 1 il seguente capoverso:

"La Regione si impegna anche a supportare e rifinanziare parte dei progetti esclusi dal Bando PNRR Borghi in quanto rappresenta un intervento strategico per il territorio. Le risorse assegnate in Emilia-Romagna sono stati circa 40 milioni di euro di cui 20 milioni hanno riguardato la Linea A, mentre per la Linea B sono stati aggiudicati 19.609.560,00 € a 12 Comuni. Rimangono invece 65 i comuni della nostra Regione i cui progetti sono stati ammessi ma non sono stati finanziati per un importo complessivo di oltre 100.000.000 €.".»

(Respinto)

 

 

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Castaldini

«Nella scheda 5 dell'Assessorato allo Sviluppo Economico e Green Economy, Lavoro e Formazione, dal titolo "RILANCIARE L'EDILIZIA", pag. 271 di 550

il sottoscritto consigliere propone di inserire, dopo la parte descrittiva iniziale, la frase:

-          Dal punto di vista dei lavori pubblici verrà completata la fusione dell'elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche e di difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna e del Prezziario Unico Aziende Sanitarie (PUAS). Inoltre saranno disposte verifiche semestrali per rilevare i discostamenti del prezziario.»

(Approvato)

 

 

Emendamento 3, a firma della consigliera Castaldini

«Nella scheda 4 dell'Assessore all'Ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile, dal titolo "PROMUOVERE L'ECONOMIA CIRCOLARE E DEFINIRE LE STRATEGIE PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI E DEGLI SPRECHI", pag. 430 di 550

il sottoscritto consigliere propone di inserire, al termine dell'elenco puntato, un ulteriore comma:

"Avviare una campagna di supporto, anche attraverso la realizzazione di un regolamento TARI tipo, ai comuni che intendano ridurre la tariffa puntuale rifiuti a chi intende avvalersi dell'addebito bancario."»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma della consigliera Zamboni

«pagina 303 di 550

pagina 156

al capitolo 10, SOSTENERE E PROMUOVERE LA MOBILITÀ CICLABILE E LA MOBILITÀ ELETTRICA, al secondo punto delle azioni che comincia con "Sostegno al cicloturismo" nell'ultimo capoverso, dopo le parole "ciclovie regionali" è aggiunto quanto segue:

"e quelle di rilevanza interregionale, come ad esempio la Ti-Bre Dolce"»

(Approvato)

 

Emendamento 5, a firma della consigliera Zamboni

«pagina 399 di 550

pagina 252

al capitolo 3, SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DEI SISTEMI PRODUTTIVI, EDUCAZIONE ALIMENTARE E LOTTA ALLO SPRECO, all'interno dell'elenco puntato contenente una serie di attività, al primo punto, dopo le parole "produzione biologica" sono aggiunte le seguenti parole:

"e alla riduzione dell'utilizzo del glifosato dando seguito al lavoro svolto nell'ambito del "Piano nazionale glifosato zero" avviato nel 2015, con una impostazione unitaria e coerente in tutto il territorio nazionale."»

(Approvato)

 

Emendamento 6, a firma della consigliera Zamboni

«pag. 430 di 550

pagina 283

Nella sezione denominata TERRITORIALE, al capitolo 4, PROMUOVERE L'ECONOMIA CIRCOLARE E DEFINIRE LE STRATEGIE PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI E DEGLI SPRECHI, all'interno dell'elenco puntato, dopo il punto che inizia con "la riduzione degli imballaggi legati al packaging"

è aggiunto il seguente punto:

"- promozione della vendita di prodotti sfusi e alla spina sul territorio regionale dell'Emilia­Romagna al fine di ridurre l'utilizzo degli imballaggi in coerenza con la gerarchia europea dei rifiuti che mette al primo posto la riduzione della produzione di rifiuti"

 

pag. 430 di 550

pagina 283

Tra gli "strumenti attuativi" aggiungere il seguente punto:

"- nuova legge regionale sulla promozione della vendita di prodotti sfusi e alla spina"

pag. 431 di 550

pagina 284

Alla tabella "Risultati attesi" è aggiunto il seguente punto:

Risultati attesi

2023

Intera legislatura

 

9. Apertura di nuovi esercizi commerciali interamente dedicati alla vendita di prodotti sfusi e alla spina e/o di green corner per la vendita di prodotti senza imballaggio all'interno di esercizi commerciali

 

100 esercizi/green corner

»

(Approvato)

 

Emendamento 7, a firma della consigliera Piccinini

«Nella parte II e III del DEFR, e, in particolare, nella sezione relativa agli interventi relativi a bilancio, personale, patrimonio, riordino istituzionale, al paragrafo "12. AZIONI PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA DEL PATRIMONIO REGIONALE", a pagina 252 e 253 di complessive 550 (105 e 106 della Parte II e III) sono apportate le seguenti modifiche:

  1. a pagina 252 di complessive 550 (105 della Parte II e III) dopo il secondo capoverso è inserito il seguente:

"Con riferimento al Fiera District la Regione darà avvio ad un percorso di studio per la progettazione integrata volta alla costituzione di comunità energetiche coinvolgendo altri soggetti pubblici e privati presenti all'interno dell'area, al fine dell'efficientamento energetico.";

b. a pagina 252 di complessive 550 (105 della Parte II e III) nella sezione relativa agli "Strumenti attuativi", dopo il "Piano triennale di razionalizzazione degli spazi" sono inserite, nell'elenco, le seguenti parole: "L.R. n. 5 del 2022";

c.pagina 253 di complessive 550 (106 della Parte II e III) nella tabella recante "Risultati attesi", dopo il punto 1., è inserito il nuovo punto 1-bis secondo la seguente formulazione:

Risultati attesi

2023

Intera legislatura

 

1-bis Con riferimento al Fiera District, avvio di un percorso di studio per la progettazione

avvio azioni

 

»

(Approvato)

 

Emendamento 8, a firma del consigliere Marchetti Daniele

«a pagina 163 sono apposte le seguenti modificazioni:

dopo le parole "garantendo al contempo la sostenibilità economico-finanziaria complessiva" è aggiunta la seguente frase:

"Indipendentemente dall'esito dei monitoraggi che verranno effettuati sulle Aziende Sanitarie, sarà avviata una riforma complessiva del Servizio Sanitario Regionale, che interessi le strutture tecniche e amministrative, al fine di rendere maggiormente efficiente l'intero sistema sanitario regionale.".

In coerenza all'emendamento, all'elenco degli strumenti attuativi, è aggiunto il seguente punto:

"Riforma del Servizio Sanitario Regionale".

In coerenza all'emendamento, alla tabella dei risultati attesi, è aggiunto il seguente punto:

"2. Riforma complessiva degli apparati tecnici e amministrativi del Servizio Sanitario Regionale, finalizzata all'efficientamento dell'intero sistema e all'ottenimento di risorse economiche da investire nei servizi".»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma del consigliere Marchetti Daniele

«a pagina 167, dopo le parole "proseguire nelle azioni di adeguamento ed innovazione delta Rete Ospedaliera Regionale e di miglioramento delle sue performance" sono aggiunte le seguenti parole: "allentando la logica Hub & Spoke attuata finora,".»

(Respinto)

 

Emendamento 10, a firma del consigliere Marchetti Daniele

«Alla pagina 167, nei risultati attesi, dopo il punto 4, viene aggiunto il seguente punto:

"4bis. Completamento del percorso d'apertura degli ambulatori di bassa intensità in supporto all'attività dei Pronto Soccorso, prevedendo la possibilità di coinvolgere i Medici di Continuità Assistenziale" con obiettivo al "2023".»

(Respinto)

 

Emendamento 11, a firma del consigliere Marchetti Daniele

«a pagina 177, dopo la frase "Nell'arco della Legislatura resta comunque confermato l'obiettivo della riduzione dei tempi di accesso alle prestazioni di primo accesso e la presa in carico da parte dello specialista per gli accessi successivi" è aggiunta la seguente frase:

"Per quanto riguarda l'appropriatezza prescrittiva, i criteri da utilizzare saranno definiti con le rappresentanze dei Medici di Medicina Generale".»

(Respinto)

 

Emendamento 12, a firma del consigliere Marchetti Daniele

«a pagina 177, al termine del punto 1 dei risultati attesi dopo le parole "accesso monitorate a livello nazionale/regionale" sono aggiunte le seguenti parole:

"garantendo una sempre presa in carico".»

(Respinto)

 

Emendamento 13, a firma del consigliere Marchetti Daniele

«a pagina 192 negli "Altri soggetti che concorrono all'azione" sono inserite le seguenti parole:

"Tavolo dei soggetti aggregatori".»

(Approvato)

 

Emendamento 14, a firma dei consiglieri Catellani, Montevecchi

«A pagina 114, nella tabella dei "Risultati attesi", alla colonna relativa a "intera legislatura" al punto

2. prima delle parole "diffusione di competenze" sono integrate le seguenti parole: "garantire la".»

(Respinto)

 

Emendamento 15, a firma dei consiglieri Catellani, Montevecchi

«A pagina 115, nella tabella dei "Risultati attesi", alla colonna relativa a "intera legislatura" - in coerenza con quanto previsto al paragrafo "2. LAVORO, COMPETENZE, FORMAZIONE" - il punto 5. è così sostituito: "piena operatività del Programma, co-progettando con gli attori di prossimità già dalla fase di analisi "domanda lavoro/skill gap" e integrando i Patti Territoriali del PNRR"»

(Respinto)

 

Emendamento 16, a firma dei consiglieri Catellani, Montevecchi

«A pagina 115, nella tabella dei "Risultati attesi", alla colonna relativa a "intera legislatura" al punto 6. dopo le parole “inclusione sociale" sono integrate le seguenti parole “, valorizzando l'obiettivo della stabile occupazione"»

(Respinto)

 

Emendamento 17, a firma dei consiglieri Catellani, Montevecchi

«A pagina 115, nella tabella dei "Risultati attesi", alla colonna relativa a "intera legislatura" al punto7. la parola "promuovere" è sostituita con la parola: "garantire"»

(Respinto)

 

Emendamento 18, a firma dei consiglieri Catellani, Montevecchi

«A pagina 117, dopo Il periodo che termina con "al benessere delle persone e della comunità" sono integrate le parole: “, garantendo le condizioni per evitare che si generino perniciosi fenomeni di dumping contrattuale, anche tramite attività di monitoraggio da svolgersi coinvolgendo le Parti Sociali."»

(Respinto)

 

Emendamento 19, a firma della consigliera Catellani

«A pagina 132, al paragrafo "1. Strategie e misure per la ripresa di un turismo qualificato e sostenibile post Covid", dopo le parole "sostegno alle azioni di promozione locale delle proloco" sono inserite le seguenti parole: "superando il sistema dell'aggregazione di 4 associazioni come condizione per la partecipazione ai bandi."»

(Respinto)

 

Emendamento 20, a firma dei consiglieri Liverani, Catellani

«Alla pagina 247, nel paragrafo denominato "COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE AGRICOLE, PROMOZIONE E TUTELA DEI PRODOTTI A DENOMINAZIONE Dl ORIGINE, MULTIFUNZIONALITÀ E BIOECONOMIA" dopo il punto "supportare i processi d'internazionalizzazione per una maggiore penetrazione nei mercati dei prodotti di qualità e denominazione di origine che caratterizzano il comparto alimentare emiliano-romagnolo, attraverso azioni promozionali, ma anche lo sviluppo della filiera corta e dei mercati locali” si aggiunge il punto "sostenere con opportune misure la ricerca dedicata ai vitigni ancora poco conosciuti o sconosciuti e agli ecotipi locali nuovi o antichi non ancora catalogati, oltre a supportare il mantenimento dei vitigni a rischio estinzione (Legge Regionale 29/01/2008, n.1)"»

(Approvato)

 

Emendamento 21, a firma dei consiglieri Montevecchi, Catellani

«A pagina 305 al capitolo "1. Istruzione, diritto allo studio ed edilizia scolastica" dopo le parole:

"promuovere l'integrazione e collaborazione tra istituzioni scolastiche e sistema regionale di IefP."

È integrato il seguente periodo:

"Nell'ottica del contrasto alle diseguaglianze, la Regione Emilia-Romagna istituirà un fondo destinato alle scuole paritarie di ogni ordine e grado per la copertura delle ore di sostegno previste dal piano educativo individualizzato per gli alunni con disabilità. Tale fondo si andrà a sommare allo stanziamento statale all’uopo dedicato ed avrà lo scopo di sterilizzare le eventuali maggiorazioni nelle rette sostenute dalle famiglie i cui figli necessitano della presenza dell'insegnante di sostegno"»

(Respinto)

 

Emendamento 22, a firma del consigliere Occhi

«A pagina 219 (pagina 366 di 550 della delibera), al paragrafo "1. Valorizzare le identità e le potenzialità della montagna", al quarto capoverso, dopo le parole "a quelli sanitari" aggiungere il seguente periodo: "quali ad esempio la creazione di un albo di medici di base preposti per il territorio montano e appenninico,"»

(Respinto)

 

Emendamento 23, a firma del consigliere Pompignoli

«Alla pagina 341 di 550, "all'impiego in aree critiche e disagiate e alla lotta al precariato" sono inserite le seguenti parole: "anche attraverso l'istituzione di una Banca Dati telematica Regionale degli O.S.S. da pubblicare, previo consenso degli interessati, sui siti istituzionali, con funzione ricognitiva"»

(Respinto)

 

Emendamento 24, a firma del consigliere Pompignoli

«Alla pagina 85, dopo le parole "superare rapidamente eventuali criticità" sono inserite le seguenti parole: "definendo, laddove possibile, un cronoprogramma dei bandi in uscita almeno biennale che consenta agli ipotetici beneficiari di pianificare i propri investimenti attivandosi per la partecipazione con congruo anticipo".»

(Respinto)

 

Emendamento 25, a firma del consigliere Pompignoli

«Alla pagina 219, dopo le parole "Copertura telefonica e telematica delle aree ancora scoperte, per garantire a studenti e lavoratori l'accesso a strumenti oggi imprescindibili”. è aggiunto il seguente paragrafo:

-          Assicurare uguali condizioni di base per lo sviluppo socio economico tra i territori, favorire una politica di riequilibrio e di pari accesso alle opportunità che vengono offerte ai territori, ponendo in essere attività di coordinamento con le società di trasmissione e di distribuzione tese a concordare piani di intervento per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle linee elettriche, con particolare riferimento alle aree montane e dei comuni periferici, anche attraverso specifici protocolli con Terna, al fine di scongiurare riduzioni temporanee o cali di tensione degli impianti elettrici, eventi fortemente limitanti la crescita ed il consolidamento delle realtà produttive ed industriali"»

(Respinto)

 

 

Emendamento 26, a firma del consigliere Pompignoli

«Alla pagina 255, dopo le parole "globalizzazione degli scambi commerciali." è aggiunto il seguente paragrafo:

"Negli ultimi anni, il territorio emiliano-romagnolo ha osservato una sempre maggiore incidenza di gelate primaverili, con grave rischio per le coltivazioni. Costruire o sostituire tunnel di protezione su campi e frutteti diventa una necessità per tutto il settore e, a tal fine, la Regione, attraverso i fondi del PSR 2023-2027, favorisce l'utilizzo di tale strumento prevedendo specifiche misure che permettano agli agricoltori di usufruirne in maniera alternativa al credito di imposta".»

(Respinto)

 

Emendamento 27, a firma del consigliere Pompignoli

«Alla pagina 247, dopo le parole "misure obbligatorie e volontarie", è aggiunto il seguente punto:

-          "La Regione promuove, valorizza e sostiene le denominazioni comunali, identificate quali De.Co., come strumento efficace per potenziare il territorio attraverso la salvaguardia delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche locali e la salvaguardia delle tradizioni nonché delle specificità storico culturali del determinato territorio"»

(Respinto)

 

Emendamento 28, a firma del consigliere Pompignoli

«Alla pagina 248, tra gli "Strumenti attuativi" è aggiunto il seguente punto:

-          "La Regione, salvaguarda, valorizza e sostiene i prodotti a Denominazione Comunale, identificati quali prodotti De. Co."»

(Respinto)

 

Emendamento 29, a firma del consigliere Pompignoli

«Alla pagina 219, tra gli "Strumenti attuativi:" è aggiunto il seguente punto:

-          individuare soluzioni progettuali condivise con il territorio e realizzare opere e interventi infrastrutturali volti a razionalizzare, innovare e garantire affidabilità al sistema elettrico delle aree montane e periferiche, anche attraverso specifici protocolli di intesa con la soc. Terna S.p.A."»

(Respinto)

 

Emendamento 30, a firma del consigliere Pompignoli

«Alla pagina 16, nel paragrafo denominato "Impatto Enti Locali", dopo le parole "su tutto il sistema territoriale regionale" sono aggiunte le seguenti parole "anche individuando azioni volte a sopperire alla carenza di personale tecnico e amministrativo nei Comuni e Unioni di Comuni, con particolare attenzione a Comuni e Unioni di Comuni montani e periferici, che consentano di valorizzare e mettere a frutto le risorse e i fondi del PNRR".»

(Respinto)

 

Emendamento 31, a firma della consigliera Pillati

«Sub Emendamento all'emendamento n 2 alla fine del testo dell'emendamento è aggiunto il seguente testo:

"nell’ambito dell’aggiornamento semestrale del prezziario regionale. "»

(Approvato)

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti - Rainieri

Bergamini - Montalti