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159.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 27 LUGLIO 2022

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDI DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 5063

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni in materia di cooperative di comunità". (49)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 5063/1/2/3/4/5 oggetti 5549 5550555155525553 Approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

RONTINI (PD)

LORI, assessora

ROSSI (PD)

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 4910

Risoluzione per impegnare la Giunta e il Presidente a continuare il percorso sull'autonomia differenziata, confermando tutti i propri precedenti atti di indirizzo in materia, con la richiesta a Governo e Parlamento di una accelerazione dell'iter di completamento del progetto di autonomia avviato fin dal 2017. A firma dei Consiglieri: Facci, Rancan, Bergamini, Marchetti Daniele, Liverani, Rainieri, Montevecchi, Catellani, Bargi, Occhi, Pompignoli

(Ritiro)

OGGETTO 5117

Risoluzione sugli ulteriori sviluppi del percorso finalizzato al conseguimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in attuazione dell'articolo 116, comma III, della Costituzione. A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Gerace, Tarasconi, Pigoni, Pillati, Costi, Bondavalli, Maletti, Rossi, Daffadà, Rontini, Montalti, Caliandro, Bulbi, Fabbri

(Ritiro)

PRESIDENTE (Rainieri)

ZAPPATERRA (PD)

RANCAN (Lega)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 5334

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per richiedere l'intervento del Governo perché promuova la destinazione di risorse adeguate, anche alle Regioni del centro-nord, compresi i territori emiliano-romagnoli, in modo da sostenere il recupero dei beni immobili confiscati e le progettualità di riutilizzo degli stessi. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Rossi, Daffadà, Caliandro, Mumolo, Maletti, Bulbi, Costa, Montalti, Pillati, Bondavalli, Costi, Amico, Gerace, Tarasconi, Rontini, Sabattini, Fabbri, Mori, Zappaterra

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

MARCHETTI Francesca (PD)

AMICO (ERCEP)

FACCI (Lega)

 

OGGETTO 5252

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per esprimere concretamente la propria vicinanza all'Associazione Nazionale Alpini, al fine di riconoscerne la valenza sociale, culturale, popolare e identitaria e a invitare tutte le città emiliano-romagnole a designare un luogo pubblico da dedicare alla memoria degli Alpini caduti in Patria. A firma dei Consiglieri: Rancan, Pelloni, Marchetti Daniele, Occhi, Pompignoli, Rainieri, Liverani, Delmonte, Facci, Catellani, Bergamini, Stragliati, Montevecchi, Bargi

(Discussione)

OGGETTO 5185

Risoluzione relativa ai fatti accaduti durante la 93esima adunata del Corpo degli Alpini, svoltasi a Rimini dal 5 all'8 maggio 2022. A firma del Consigliere: Lisei

(Discussione)

PRESIDENTE (Rainieri)

RANCAN (Lega)

PRESIDENTE (Rainieri)

RANCAN (Lega)

PRESIDENTE (Rainieri)

PRESIDENTE (Zamboni)

BARCAIUOLO (FdI)

DELMONTE (Lega)

PRESIDENTE (Zamboni)

RANCAN (Lega)

ZAPPATERRA (PD)

PRESIDENTE (Zamboni)

BARCAIUOLO (FdI)

FACCI (Lega)

TARUFFI (ERCEP)

STRAGLIATI (Lega)

DELMONTE (Lega)

RONTINI (PD)

PELLONI (Lega)

RANCAN (Lega)

RONTINI (PD)

PIGONI (BP)

RANCAN (Lega)

PRESIDENTE (Zamboni)

RANCAN (Lega)

PIGONI (BP)

PRESIDENTE (Zamboni)

 

Allegato:

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 5063

Emendamenti oggetto 5063

Comunicazione prescritta dall’art.69 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 15,00

 

PRESIDENTE (Rainieri): Buon pomeriggio.

Dichiaro aperta la seduta la seduta pomeridiana n. 159 del giorno 27 luglio 2022.

Ai sensi dell’articolo 102-bis del Regolamento interno, partecipano in modalità telematica i consiglieri Costi, Montalti, Soncini e Stragliati.

Hanno giustificato la propria assenza gli assessori Corsini, Donini, Mammi e Salomoni e il consigliere Lisei.

 

OGGETTO 5063

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Disposizioni in materia di cooperative di comunità”.

(49)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 5063/1/2/3/4/5 oggetti 55495550555155525553 Approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Do la parola in discussione generale alla collega Rontini.

 

RONTINI: Grazie, presidente. Lei è sempre magnanimo, quando vuole. Guardi, sarò velocissima, però ci tenevo a fare alcune considerazioni in merito a questo progetto di legge, alcune considerazioni che riguardano il ruolo della Commissione Politiche economiche. Lo avete detto voi, lo ribadisco io. Voglio rivendicare il lavoro che collettivamente abbiamo fatto in questi mesi in Commissione. Abbiamo scelto di ascoltare, abbiamo scelto di conoscere, abbiamo scelto di approfondire, abbiamo scelto di capire questo fenomeno delle cooperative di comunità.

Lo abbiamo fatto in primis in udienza conoscitiva. Dopo quel momento abbiamo raccolto l’invito, la sollecitazione che ci hanno fatto ad andare sul posto e ne approfitto per ringraziare nuovamente le cooperative e la cooperativa Valle dei Cavalieri che ci ha ospitato, i presidenti delle tre cooperative che sono stati con noi in quella giornata e per ringraziare anche la struttura della Commissione Politiche economiche che ho la responsabilità di presiedere. Sembra banale, ma quel giorno i collaboratori si sono trovati qui alle 6,30 perché – lo sanno i reggiani, lo sa l’assessora Barbara Lori – Succiso non è proprio vicino a viale Aldo Moro, n. 50.

Io penso che abbiamo tutti insieme, a partire naturalmente dai relatori, dalla relatrice Nadia Rossi, dal relatore di minoranza Gabriele Delmonte, che è anche il vicepresidente della Commissione, dimostrato che la politica, se sceglie di non essere autoreferenziale, è capace di dare delle risposte. Oggi siamo qui e mi pare, dagli interventi dei colleghi che mi hanno preceduta, approveremo a larga, larghissima maggioranza, poi non voglio anticipare cose che vedremo, come auspico, al momento del voto, un testo che i rappresentanti delle centrali cooperative hanno definito uno dei progetti di legge migliori che ci sono in Italia oggi.

Penso che, grazie al lavoro della Commissione e dei consiglieri tutti che hanno depositato emendamenti, abbiamo ulteriormente migliorato quella proposta di legge. Io oggi sono contenta perché, ricorderete, non ero uscita molto soddisfatta dall’ultima seduta della Commissione, quando su alcune proposte di emendamento ci eravamo forse un po’ irrigiditi. Mi fa piacere che il lavoro dei relatori, insieme a quello della Giunta, abbia fatto prevalere il buon senso e si siano trovate le modalità per raccogliere le ultime sollecitazioni che andavano ulteriormente a migliorare un testo che dà la possibilità alle cooperative di comunità di fare tutto dappertutto, lo dico così, con parole non mie, ma di farlo con una chiarezza di regole, di percorsi, di strumenti a loro supporto.

Bene anche l’emendamento, a cui ho aggiunto la mia firma, che adegua e migliora le risorse finanziarie. Bene, tra i tanti, l’ordine del giorno sui codici ATECO. Mi ha colpito il racconto che ci faceva Erika Farina sul fatto che loro ne hanno tredici diversi e che quindi, nei mesi di pandemia, hanno fatto fatica a portare a casa delle volte i ristori e le risorse che gli erano dovuti proprio per questo approccio. Penso che anche qui la politica abbia il dovere di provare a trasferire al livello competente la necessità di mettere a fuoco meglio queste forme cooperative.

È vero che nascono dalla volontà, dal coraggio, dalla passione, dalla necessità di dare risposte in territori più complicati, laddove il pubblico, le Istituzioni da soli e non arrivano; ma mi ha molto colpito un’altra cosa su cui ci ha fatti riflettere Giovanni Teneggi. Ci invitavano a fare una rivalutazione razionale delle economie comunitarie, le ha chiamate così, perché ci hanno raccontato – li avete citati anche voi questa mattina – che le cooperative di comunità, che sono dispositivi che facciamo fatica a catalogare (oggi facciamo un primo passo con questa legge regionale, sperando che anche a livello nazionale, prima o poi, si colmi il vuoto) sono partite certamente dal coraggio, dalla passione e dalla volontà di dare futuro a dei territori di montagna.

In alcuni casi, ad esempio, da un bar che doveva chiudere si è passati ad un’impresa che oggi fattura 700.000 euro all’anno, quindi c’è di più, c’è qualcosa che va oltre il coraggio, qualcosa che come Istituzioni dovremmo essere capaci di comprendere, soprattutto se ragioniamo con la geografia, con i territori (penso soprattutto all’Appennino reggiano) che stanno a metà tra la pianura padana e la costa tirrenica, il mare, quindi tra due economie forti che però hanno dimostrato in questi anni di avere delle difficoltà.

Ecco quindi che oggi facciamo un primo passo per riconoscere queste forme, per mettere a loro disposizione degli strumenti per sostenerle e soprattutto per fortificarle, perché penso che il lavoro che ci è stato richiesto da Reggio Emilia e Rimini sul tema della formazione vada a dare strumenti ai giovani che, innamorati del loro territorio, innamorati del futuro dei loro territori, una volta partiti hanno necessità di studiare, fortificarsi e capire come ulteriormente portare avanti queste cooperative di comunità e il lavoro che fanno.

Chiudo con un ringraziamento a tutti coloro, dalla Giunta al Consiglio, che hanno ha lavorato, oggi facciamo un primo passo per aiutare chi ci aiuta, perché le cooperative di comunità in questi anni hanno saputo dare risposte in territori marginali di montagna, ma anche in alcune aree urbane, nelle periferie anche più complicate della Città metropolitana.

Quindi oggi invertiamo un po’ quello che è il segno e quindi ci predisponiamo a sostenerle, con l’auspicio che queste esperienze possano moltiplicarsi in Emilia-Romagna e che poi una norma simile finalmente possa trovare applicazione con omogeneità a livello nazionale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Chiedo alla collega relatrice di maggioranza, Nadia Rossi, se vuole replicare. No.

Collega Delmonte? No.

Passo, quindi, la parola all’assessore Lori.

 

LORI, assessora: Grazie, presidente. Grazie ai consiglieri.

Devo dire che l’arrivo in aula di questo progetto di legge, di cui sono molto contenta, anche dopo aver sentito gli interventi di chi mi ha preceduto, segna davvero una tappa conclusiva di un percorso di elaborazione che è stato molto approfondito. Ha visto l’apporto tecnico di un gruppo di lavoro interdirezionale, coordinato dal settore Sviluppo territoriale, e il confronto continuativo con le principali rappresentanze della cooperazione emiliano-romagnola e di tutte le rappresentanze dei mondi produttivi che hanno sottoscritto il Patto per il lavoro e per il clima.

Con l’approvazione di questo progetto di legge mettiamo un ulteriore tassello alla strategia che ci vede protagonisti e che è stata anche oggetto di discussione in quest’aula. Desidero pertanto ringraziare davvero tutti coloro che hanno lavorato alla costruzione di questo progetto di legge, che apparentemente è piccolo, fatto di nove articoli, ma grande rispetto alle aspettative e anche alle esperienze che abbiamo conosciuto e che nella nostra Regione sono maturate, a partire dalla volontà proprio di quei cittadini e abitanti di queste comunità più periferiche, che hanno saputo davvero interpretare la loro voglia di lavorare e di mettersi al servizio nei territori più difficili.

Un ringraziamento, dunque, a chi ha lavorato sul piano tecnico alla costruzione di questo progetto di legge, a tutte le strutture e anche un ringraziamento a chi, a partire dall’Alleanza delle cooperative, ma non solo, ci ha aiutato mettendo a disposizione le competenze, la conoscenza, favorendo quel coinvolgimento che è stato davvero determinante per arrivare all’obiettivo che oggi vogliamo perseguire.

Credo che questo sia il frutto di un’attenta e costante ricerca di un equilibrio che riguarda la dimensione pubblica e la sua capacità di sostenere soggetti che operano sui territori e anche quella capacità davvero di riuscire a stare dentro un perimetro che vede molte normative naturalmente già presenti.

Vogliamo trovare uno strumento ulteriore, capace davvero di segnare un’opera di forte utilità sociale, oltre che imprenditoriale, in territori che presentano criticità legate ad assenza di servizi e a situazioni di degrado o abbandono, con la costruzione di soggetti imprenditoriali forti, che naturalmente a tutti gli effetti devono potersi vedere un riconoscimento, un riconoscimento che sta fra la necessità di definire una cornice e l’individuazione e definizione di un fenomeno sempre più diffuso, senza però ingessare un’attività che necessariamente spazia fra settori, servizi e obiettivi che in alcuni casi sono anche diversificati.

Le cooperative di comunità sono una peculiarità all’interno di un mondo cooperativo che già esiste, che conosciamo e che svolge un ruolo importante anche nell’economia della nostra Regione, ma in questo caso c’è di più, il risultato che abbiamo ottenuto grazie a una condivisione di intenti e di impegno, che ha visto tutti ben orientati al raggiungimento di un unico obiettivo: definire un quadro normativo che davvero sia capace di sostenere e promuovere le cooperative di comunità come opportunità per la creazione di servizi, attività e lavoro nelle aree più periferiche del territorio, attraverso un vero e proprio coinvolgimento di chi nei territori vive e attraverso una vera e propria azione di sussidiarietà e di innovazione sociale, perché di questo stiamo parlando.

Un approccio appassionante e appassionato di tanti che in quest’ambito già operano e di chi ha promosso questo obiettivo anche nell’ambito della programmazione regionale, una dimensione che mi pare sia stata davvero subito colta anche da parte dei relatori, da parte della Commissione e dall’Assemblea tutta. Voglio quindi davvero ringraziare Nadia Rossi e Gabriele Delmonte, che nel loro ruolo di relatori hanno profuso il massimo impegno per una conoscenza approfondita delle realtà che già operano sul territorio, che sono diverse e molto significative.

Un ringraziamento alla presidente della Commissione Attività produttive, Manuela Rontini, e a tutti i consiglieri che hanno contribuito ad arricchire il testo proposto dalla Giunta. Credo che davvero rispetto a questo progetto di legge ognuno abbia svolto il proprio ruolo nella maniera più positiva e costruttiva possibile, e di questo davvero vi ringrazio sentitamente.

Il percorso che è stato condotto in sede di Commissione particolarmente approfondito ha favorito una conoscenza anche sul campo, come è già emerso più volte, di esperienze di cooperative di comunità attive nel nostro territorio, che per alcuni aspetti si può considerare davvero la culla di questa forma di impresa, che si è rivelata una vera e propria opportunità per i contesti più fragili, a partire da quelli montani.

Complesso e delicato è stato l’obiettivo, oggi pienamente raggiunto, teso a salvaguardare quell’equilibrio non scontato con altre forme di imprese, che già operano e che naturalmente devono essere anche loro adeguatamente tutelate. Penso ai criteri di individuazione dei soci e dei territori di riferimento, all’esplicitazione delle attività formative e delle fasi di start up, al collegamento a tematiche ritenute trasversalmente importanti, come il contributo che queste cooperative possono dare alla rivoluzione dell’energia verde.

Il mio è un intervento breve, non intendo entrare nei particolari del testo, che sono stati già ampiamente e puntualmente illustrati dai relatori che mi hanno preceduto, ma mi soffermo invece sull’importanza che questo progetto di legge, diventando una legge che potrà presto esplicitare i suoi frutti, può portare sui nostri territori, un vero e proprio strumento per un’azione di contrasto allo spopolamento, di valorizzazione e di sviluppo che ci siamo prefissati verso le aree più periferiche del nostro territorio regionale, quindi un’azione che si coniuga in piena armonia e con forza in una politica e in un’azione che la nostra Regione sta portando avanti in modo determinato e convinto. Questo perché le cooperative di comunità possono davvero essere una delle possibili risposte ai problemi occupazionali e di carenza di servizi e ad attività in quei luoghi più isolati e fragili.

Ci sono esperienze attive già consolidate da anni, altre in fase di avvio, anche nell’ambito della strategia per le aree interne di cui ci stiamo occupando e che ci sta dando soddisfazioni rispetto anche al percorso di riconoscimento di nuove aree, oltre a quelle già attivate sul nostro territorio, ma naturalmente non solo questo, molto di più. L’auspicio è che questa nuova norma possa supportare le esperienze esistenti e quelle nuove in questa direzione.

Anche l’impegno finalizzato a trovare risorse aggiuntive ci mette nella condizione di poter avviare da subito una prima, proficua azione di sostegno, attraverso una programmazione triennale che testimonia la grande attenzione. Anche per questo ringrazio i consiglieri che si sono spesi perché questo fosse possibile.

Naturalmente, è ovvio, necessitiamo di integrare le risorse con altre fonti. Penso, per esempio, alle opportunità che potranno essere offerte nell’ambito delle nuove programmazioni europee. Sappiamo che è recentissima la programmazione del programma FESR e auspichiamo – lavoreremo per questo naturalmente – di far riferimento a specifiche azioni legate al settore del mondo cooperativo e alle attività economiche in senso più ampio.

Molto significativo è l’approfondimento che è stato fatto su varie tematiche che riguardano il tema delle cooperative di comunità e che sono anche emerse con forza, anche con accezioni di problematicità, dal confronto con i nostri interlocutori sul campo. Mi riferisco, in particolare, al tema dei codici ATECO, che naturalmente condivido nelle accezioni che saranno trattate con gli ordini del giorno presentati in quest’aula. Questo è un impegno che credo tutti quanti potremo assumerci anche rispetto a una normativa nazionale che, come è stato detto, non aiuta e non agevola queste attività imprenditoriali, che hanno bisogno, appunto, di maggiore chiarezza.

Questo progetto di legge, che presto sarà legge, credo, rappresenterà anche un riferimento particolarmente importante per la costruzione, auspichiamo non troppo lontana nel tempo, di un quadro normativo di livello nazionale che potrà ulteriormente aiutare a consolidare e ad arricchire questo tipo di impresa. Una legge che è stata fortemente e largamente condivisa e che apre la strada a una prospettiva nuova anche in una dimensione più ampia.

Anche alcuni altri elementi che sono stati oggetto di approfondimento e che voglio solo citare, credo, potranno aiutarci davvero ad arrivare a quel pieno riconoscimento e a quel giusto sostegno a queste forme di impresa. Il tema della sostenibilità, che è uno degli elementi che caratterizza queste imprese e che noi abbiamo voluto richiamare nella legge, perché sappiamo bene quanto sia importante porre questa attenzione nella fase difficile in cui ci troviamo e in questo percorso verso la transizione energetica, che deve avere una particolare attenzione ai temi ambientali a tutto tondo, anche rispetto alle nuove opportunità di carattere occupazionale. Uno sviluppo che vogliamo sia socialmente sostenibile e capace di essere attento ed inclusivo, attento soprattutto ai bisogni di questi territori, che spesso hanno la necessità di un approccio di tipo sussidiario, perché parliamo di luoghi in cui mancano spesso servizi e quelle attività che non sono per nulla scontate, ma che sono capaci di fare la differenza rispetto a chi nei territori periferici vive e deve poter fruire di una serie di servizi che diventano assolutamente irrinunciabili.

Uno sviluppo che naturalmente deve essere capace anche di stare al passo con i tempi. Da qui anche i temi legati non solo alla formazione, che naturalmente è importantissima, ma anche alla digitalizzazione, alla capacità, che anche attraverso le cooperative di comunità si potrà mettere in atto, di ridurre le distanze. Insomma, grandi prospettive per questa piccola imprenditorialità locale ricca e variegata, capace di rispondere a bisogni, che – spero – anche grazie a questa legge potranno trovare una risposta soddisfacente per queste che possiamo davvero definire comunità resilienti, verso le quali siamo impegnati nel costruire una nuova prospettiva verso un nuovo futuro.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo all’esame dell’articolato.

Chiedo ai colleghi un po’ di attenzione.

Nomino scrutatori i consiglieri Molinari, Fabbri e Barcaiuolo.

Passiamo alla votazione dell’articolo 1, su cui insistono 4 emendamenti.

Il primo emendamento, il n. 5, a firma Delmonte.

Sono 4 emendamenti, il primo a firma Delmonte, il n. 1 a firma Castaldini, il n. 2 a firma Castaldini, il n. 3 a firma Castaldini.

Siamo in discussione generale sugli emendamenti e sull’articolo.

Nessun iscritto in discussione generale.

Dichiarazioni di voto.

Nessun iscritto in dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione gli emendamenti.

Emendamento n. 5, a firma Delmonte.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 1, a firma Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 2, a firma Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Emendamento n. 3, a firma Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 2.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 3, su cui insiste un emendamento, il n. 6, a firma Delmonte.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 6, a firma Delmonte.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 4, su cui insiste un emendamento, l’emendamento n. 7, a firma Delmonte.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 7, a firma Delmonte.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 5.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 5.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 6.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 6.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 7.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 7.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 8.

Nessun emendamento.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 8.

Favorevoli’ Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Articolo 9.

Insiste un emendamento, il n. 4, a firma Rossi e Delmonte.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 4, Rossi e Delmonte.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Votiamo l’articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

Passiamo ora alla discussione generale sugli ordini del giorno, che sono 5: il n. 1, a firma Castaldini; il n. 2, Rossi, Delmonte, Bulbi, Rontini, Bondavalli, Zamboni, Francesca Marchetti, Amico, Sabattini, Pillati e Molinari; il n. 3, Piccinini e Amico; il n. 4, Amico; il n. 5, Delmonte.

Ricordo che siamo in discussione generale. Nessuno interviene in discussione generale?

Passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sugli ordini del giorno e sul provvedimento 5063. Consigliera Rossi, prego.

 

ROSSI: Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Siamo in dichiarazione di voto.

 

ROSSI: Grazie, presidente.

Voteremo a favore degli ordini del giorno che sono stati presentati anche dagli altri Gruppi assembleari, che sono stati assolutamente condivisi perché, come dicevo, è stato un percorso al quale ognuno di noi ha potuto contribuire e portare a miglioramento una norma che, a mio avviso, rispecchia molto anche il carattere degli emiliano-romagnoli, come spesso viene ricordato anche dal nostro presidente.

I nostri concittadini, quando si trovano di fronte alle difficoltà, anziché chiedere, si rimboccano le maniche e certamente partono per primi per cercare di risolvere i loro problemi. Lo abbiamo visto nella nostra visita, come dicevo anche durante la relazione, a Succiso con le cooperative di comunità Briganti del Cerreto, Conte di Rigose Valle dei Cavalieri, che sono nate 30 anni fa, che sono state un esempio per tutto il territorio nazionale.

Esiste in Emilia-Romagna una scuola che ha formato tante altre persone residenti in altre Regioni, che poi, tornando nel loro territorio, hanno realizzato comunità così come quelle che hanno visto, che hanno visitato e sulle quali si sono formati proprio in Emilia-Romagna.

Oggi noi cerchiamo di dare una mano a queste realtà, trovando una giusta collocazione in realtà che, come abbiamo detto – ci tengo a ripeterlo – per l’impegno e il lavoro che svolgono combattono lo spopolamento, il disagio sociale ed economico, rafforzano il sistema produttivo locale, contribuiscono alla tutela del territorio, valorizzano le risorse e le vocazioni territoriali e restituiscono anche la voglia e la speranza di costruire un futuro per dare la possibilità ad aree montane oppure ad aree urbane a rischio di impoverimento, ma anche di degrado.

Lo facciamo – credo che questo sia un passo importante che oggi abbiamo approvato – mettendo a disposizione 500.000 euro dall’approvazione di questa legge, in un triennale che però, di fatto, è di due anni e mezzo, perché siamo ad agosto oramai, 500.000 euro per sostenere queste realtà. Non era una cosa scontata, non era una cosa che avevamo previsto e programmato, è una cosa però sulla quale tutti ci siamo battuti, e ci tengo a sottolinearlo e a sottolineare l’impegno che anche la Giunta, con l’assessore Calvano, è riuscita ad ottenere. Così anche per quanto riguarda quello che potrebbe essere un limite, che è oggetto di fatto del mio ordine del giorno, sottoscritto e condiviso con il collega, sostenuto e condiviso con il collega Delmonte, sostenuto e condiviso da tutti coloro che si sono impegnati sulle migliorie di questo progetto di legge, ma è anche un passaggio che è stato evidenziato dagli stessi stakeholder, che riguarda il tema dei codici ATECO, perché sappiamo che, a volte, i contributi sono orientati a sostenere alcune attività economiche, che si selezionano attraverso specifici codici ATECO, anche in virtù delle normative nazionali e comunitarie, tramite un criterio di prevalenza che esclude o riduce la possibilità delle cooperative di comunità di accedere a tali provvidenze. Quindi, tale situazione certamente può determinare uno svantaggio in grado di incidere anche negativamente sulla costituzione delle nuove cooperative di comunità, ma anche su quelle che sono già esistenti per la difficoltà, come è stato già evidenziato, di accesso ai bandi o anche a fonti di finanziamento che potrebbero risultare particolarmente adatti e utili alla promozione e alle politiche dello sviluppo locale. Pertanto, chiediamo alla Giunta di non utilizzare, per quanto riguarda la concessione dei contributi di cui all’articolo 5 della nostra proposta di legge, ogni volta che ovviamente la legislazione lo consenta, i meccanismi di accesso attraverso i codici ATECO, così come anche di impegnarsi presso il Governo per far sì che si trovino soluzioni affinché le cooperative di comunità non siano penalizzate nell’accesso ai contributi pubblici a causa, come spiegavo prima, di classificazioni che si basano sulla prevalenza o esclusività dei codici ATECO.

Questo è il sunto che ci tenevo a ribadire e sottolineare per quanto riguarda la dichiarazione di voto finale di questo progetto di legge. Ci tengo nuovamente a ringraziare tutti i colleghi, l’assessore, la Giunta intera, tutti coloro che hanno contribuito, io credo, a rendere migliore – poi ce lo diranno i fatti – questa proposta. Ringrazio anche, per ultimi, ma non certamente per ordine di importanza, Veronica, Mattia e Pietro per la collaborazione che ci hanno dato nel condurre questa sfida (se vogliamo dire così).

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri? Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Tanto è già stato detto in discussione generale. Questa è una legge, come abbiamo dimostrato anche in Commissione, che condividiamo nella sostanza e, preannunciando ovviamente il voto favorevole del Movimento 5 Stelle, ci tengo a segnalare, perché non l’ho fatto in precedenza, un ordine del giorno.

Ieri abbiamo parlato di Comunità energetiche, oggi abbiamo fatto altrettanto, lo facciamo anche su questa legge, non per altro, ma perché spesso, quando si parla di comunità energetiche, si parla dei vantaggi ambientali, sociali ed economici. In realtà, le comunità energetiche sono molto altro, possono essere molto altro soprattutto per quelle configurazioni che hanno un’attenzione al sociale, quindi da comunità energetiche che hanno questo tipo di vantaggi si può arrivare a una condivisione che non è solo dell’energia, ma è una condivisione anche delle relazioni.

Viviamo in una società individualista e questo credo sia il vero valore aggiunto delle comunità energetiche. Qui siamo in una situazione contraria, dove la configurazione delle cooperative di comunità nasce sui bisogni sociali dei territori e la sfida è provare ad arrivare a condividere temi come la sostenibilità ambientale.

Abbiamo voluto inserire questa sottolineatura attraverso un ordine del giorno in questa legge, quindi intanto ringrazio i relatori e la relatrice Nadia Rossi, perché questo ordine del giorno verrà approvato, e chiediamo di promuovere sinergie fra le cooperative di comunità e le comunità energetiche anche attraverso la partecipazione diretta delle prime alle seconde e di continuare comunque a monitorare questi aspetti all’interno della clausola valutativa, quindi un’attenzione alla diffusione delle energie pulite e rinnovabili, incluse le eventuali relazioni con le comunità energetiche rinnovabili, di cui alla legge n. 5 del 2022, la legge sulle CER.

Partiamo da una base di partenza che già mette in relazione i diversi soggetti, quindi non c’è bisogno di fare aggregazione, l’aggregazione è già connaturata all’interno delle cooperative di comunità. La sfida qui, al contrario delle comunità energetiche, è provare a farle, quindi se da una parte abbiamo le CER che possono anche instaurare rapporti di gestione per esempio dei beni comuni, quindi relazioni anche di tipo sociale, e qui le relazioni di tipo sociale ci sono già, e la sfida è quella di provare a tenere insieme anche i temi della sostenibilità ambientale, condividendo l’energia. Questa sottolineatura ci tenevo a farla.

Il nostro voto sarà favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Altri interventi in dichiarazione di voto? Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione gli ordini del giorno.

Ordine del giorno n. 1, a firma Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5063/1, oggetto 5549, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

Ordine del giorno n. 2, Rossi, Delmonte, Bulbi, Rontini, Bondavalli, Zamboni, Francesca Marchetti, Amico, Sabattini, Pillati e Molinari.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5063/2, oggetto 5550, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

Ordine del giorno n. 3, a firma dei consiglieri Piccinini e Amico.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5063/3, oggetto 5551, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

Ordine del giorno n. 4, a firma del consigliere Amico.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5063/4, oggetto 5552, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

Ordine del giorno n. 5, a firma Delmonte.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5063/5, oggetto 5553, è approvato all’unanimità dei votanti)

 

Passiamo ora alla votazione dell’oggetto 5063, progetto di legge “Disposizioni in materia di cooperative di comunità”, con il dispositivo elettronico.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 39

Votanti 38

Favorevoli 38

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvato.

 

OGGETTO 4910

Risoluzione per impegnare la Giunta e il Presidente a continuare il percorso sull’autonomia differenziata, confermando tutti i propri precedenti atti di indirizzo in materia, con la richiesta a Governo e Parlamento di una accelerazione dell’iter di completamento del progetto di autonomia avviato fin dal 2017. A firma dei Consiglieri: Facci, Rancan, Bergamini, Marchetti Daniele, Liverani, Rainieri, Montevecchi, Catellani, Bargi, Occhi, Pompignoli

(Ritiro)

OGGETTO 5117

Risoluzione sugli ulteriori sviluppi del percorso finalizzato al conseguimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in attuazione dell’articolo 116, comma III, della Costituzione. A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Gerace, Tarasconi, Pigoni, Pillati, Costi, Bondavalli, Maletti, Rossi, Daffadà, Rontini, Montalti, Caliandro, Bulbi, Fabbri

(Ritiro)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora agli atti di indirizzo con la risoluzione 4910: risoluzione per impegnare la Giunta e il presidente a continuare il percorso sull’autonomia differenziata, confermando tutti i propri precedenti atti di indirizzo in materia, con la richiesta a Governo e Parlamento di una accelerazione dell’iter di completamento del progetto di autonomia avviato fin dal 2017, a firma dei consiglieri Facci, Rancan, Bergamini, Marchetti Daniele, Liverani, Rainieri, Montevecchi, Catellani, Bargi, Occhi, Pompignoli. Su questo documento insiste una proposta di emendamento a firma del consigliere Barcaiuolo. Abbinata la risoluzione 5117 sugli ulteriori sviluppi del percorso finalizzato al conseguimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in attuazione dell’articolo 116, comma III, della Costituzione, a firma dei Consiglieri: Zappaterra, Gerace, Tarasconi, Pigoni, Pillati, Costi, Bondavalli, Maletti, Rossi, Daffadà, Rontini, Montalti, Caliandro, Bulbi, Fabbri.

Siamo ancora nella fase del dibattito generale. Consigliera Zappaterra, consigliere Rancan, prego, mettetevi d’accordo. Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente.

Aveva chiesto il collega Rancan, ma, tenuto conto del punto al quale siamo arrivati, siamo in discussione generale di una discussione di atti di indirizzo depositati diversi mesi fa, è cambiato il mondo, è cambiata la situazione politica, è cambiato il contesto, bisogna ricominciare da un altro punto a fare un lavoro che pure condividevamo, io proporrei al collega Rancan, se c’è la sua disponibilità a ritirare la risoluzione dalla quale è originato il nostro atto di indirizzo, che abbiamo abbinato, propongo di rifare una discussione su un tema caro a tutti quando abbiamo un contesto politico nazionale che ci aiuta, considerato che abbiamo tutti condiviso che bisogna partire dalla legge quadro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Rancan, la presidente Zappaterra la invita eventualmente a ritirare la sua risoluzione. Nel caso in cui lei lo facesse, a sua volta la consigliera Zappaterra ritirerebbe la sua. Le ricordo che, però, è a prima firma Facci, la risoluzione presentata. A lei la parola.

 

RANCAN: Sì, certo. Comunque, il collega Facci è d’accordo con me. Per me la risoluzione è ritirabile, anche perché avete bocciato lo stesso identico ordine del giorno oggi nel DEFR, quindi per me è già discusso e già votato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Con questo accordo, si intendono ritirate la risoluzione 4910, a prima firma Facci, e la risoluzione 5117, a prima firma Zappaterra.

 

OGGETTO 5334

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per richiedere l’intervento del Governo perché promuova la destinazione di risorse adeguate, anche alle Regioni del centro-nord, compresi i territori emiliano-romagnoli, in modo da sostenere il recupero dei beni immobili confiscati e le progettualità di riutilizzo degli stessi. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Rossi, Daffadà, Caliandro, Mumolo, Maletti, Bulbi, Costa, Montalti, Pillati, Bondavalli, Costi, Amico, Gerace, Tarasconi, Rontini, Sabattini, Fabbri, Mori, Zappaterra

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo alla risoluzione 5334 per impegnare la Giunta ad attivarsi per richiedere l’intervento del Governo perché promuova la destinazione di risorse adeguate, anche alle Regioni del centro-nord, compresi i territori emiliano-romagnoli, in modo da sostenere il recupero dei beni immobili confiscati e le progettualità di riutilizzo degli stessi. È a firma dei consiglieri Marchetti Francesca, Rossi, Daffadà, Caliandro, Mumolo, Maletti, Bulbi, Costa, Montalti, Pillati, Bondavalli, Costi, Amico, Gerace, Tarasconi, Rontini.

Discussione generale. Consigliera Marchetti, prego.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, presidente.

Questa risoluzione si concentra essenzialmente sul tema della legalità e dei beni confiscati alla mafia, partendo naturalmente da una premessa fondamentale, che è come questo lavoro di prevenzione, ma anche di promozione della cultura della legalità e della prevenzione del crimine organizzato sia da sempre priorità del lavoro di questa Regione.

Voglio ricordare, visto che è stato affrontato anche in Commissione, come tra le azioni regionali per il biennio 2022-2023 abbiamo illustrato anche un Piano strategico per i beni confiscati alla criminalità della Regione Emilia-Romagna, con l’obiettivo proprio di continuare a sostenere e potenziare quelle attività di formazione, monitoraggio e prevenzione a tutela delle vittime di sfruttamento in tutti i settori, che vede l’Emilia-Romagna tra le Regioni del centro-nord a formalizzare per prima il documento e seconda in Italia solo dopo la Regione Campania.

Ecco che il Piano dà continuità all’aggiornamento del lavoro di mappatura regionale dei beni immobili definitivamente confiscati, sostenuto grazie a un accordo tra la Regione e il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Bologna, un lavoro che ha un suo cammino a partire dalla precedente legislatura, e non voglio stare a ricordare tutto il processo che ha portato la Regione all’attuazione della legge regionale n. 18/2016 (Testo unico per la promozione della legalità), e viene riportata anche all’interno del testo l’importanza, il valore che tutte queste azioni che la nostra Regione da sempre ha intrapreso si concretizzino anche nello straordinario lavoro degli Osservatori alla legalità. Voglio ricordare che attualmente sono presenti in diverse province, tra cui Bologna, Parma, Rimini e Modena, quindi come la Regione continui in questo lavoro di contribuire alla conoscenza del fenomeno della criminalità organizzata e mafiosa, puntando, come dicevo, da un lato al monitoraggio sistematico e costante dei fenomeni che concorrono o possono favorirne lo sviluppo a livello territoriale, dall’altro a costruire un articolato rapporto di scambio fra i diversi soggetti istituzionali del proprio territorio, proprio per condividere quelle conoscenze, quelle risorse, quelle competenze, quelle esperienze che possono portare a progettare efficaci azioni di contrasto sul territorio di tali fenomeni.

Voglio anche ricordare come l’oltre l’85 per cento dei beni confiscati sia costituito da immobili e proprio recentemente la procuratrice generale reggente presso la Corte d’Appello di Bologna, Lucia Musti, abbia sottolineato la necessità di rinnovare e rafforzare l’impegno delle Istituzioni nel riutilizzo dei beni confiscati proprio per finalità sociali, come previsto anche dal rinnovato Codice antimafia. Accanto alle molte, valide esperienze in cui gli immobili confiscati alle mafie hanno trovato corretto ed efficace utilizzo, sono numerosissime le situazioni in cui anche i nostri Enti locali hanno saputo ridare quello slancio di presidio sociale, di interesse pubblico ed economico del territorio riconsegnando questi beni alla società. Nel corso di quella che è stata la redazione e la destinazione delle risorse del PNRR, quasi un terzo dei beni sequestrati e confiscati risulta concentrato nelle Regioni italiane del centro-nord. Tuttavia, con il PNRR sono stati destinati fondi per il loro recupero esclusivamente alle Regioni del sud Italia, non considerando l’effettiva consistenza e distribuzione del fenomeno e che sarebbe pertanto opportuno – questo era l’obiettivo nel momento della redazione della risoluzione – coinvolgere la Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero competente per una riflessione sul tema, proprio perché crediamo che questa Regione in questo ambito abbia compiuto un lavoro che meritava anche un impegno ulteriore rispetto al destinarsi delle risorse da parte del Governo alle Regioni del nord.

Vedremo come andrà, in questo momento un po’ complicato, nel richiedere alla Giunta di attivarsi per richiedere l’intervento del Governo. Può apparire un po’ complesso. Ma rimane il principio dell’importanza di considerare di promuovere la destinazione di risorse adeguate anche alle Regioni del centro-nord, compresi i territori emiliano-romagnoli, in modo da poter sostenere il recupero dei beni immobili confiscati e le progettualità di riutilizzo degli stessi, proprio anche per valorizzare quelle esperienze e quelle progettualità che questa Regione aveva già in campo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi? Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente.

Questa risoluzione, che ho anche sottoscritto, credo che sia un passaggio importante. Sappiamo bene quali siano anche le tempistiche eccessivamente lunghe per la riassegnazione dei beni confiscati alle Amministrazioni locali e sappiamo benissimo anche come attorno alla riconsegna, alla confisca e alla restituzione alla collettività di questi beni, che sono spesso immobili, si addensi una ricchissima e forte attività partecipativa da parte dei soggetti associativi e da parte delle scuole. Mi è capitato, anche recentemente, in occasione della commemorazione della strage di Capaci, di partecipare, nella Sala del Tricolore, a una serie di progettualità che le scuole dei geometri reggiane e parmensi hanno avanzato rispetto alla riqualificazione di un bene confiscato. Sono sicuramente elementi sia simbolici che concreti di riappropriazione di attività e immobili sequestrati alla criminalità organizzata che puntano a colpirli laddove questa, oltre che dal punto di vista giudiziario, è maggiormente sensibile anche sotto il profilo del patrimonio. Conseguentemente credo che l’azione che in Emilia-Romagna e nelle Regioni del centro-nord si svolge anche con risorse proprie della stessa Regione Emilia-Romagna nel recupero di questi immobili (ricordo anche la sede della Protezione civile nella bassa reggiana, recuperata e messa a disposizione della collettività) sia uno sforzo che compiamo molto volentieri, che testimonia come l’attenzione sul tema della criminalità organizzata non possa essere concentrata nell’ambito territoriale del sud Italia. Sappiamo che ‘ndrangheta, mafia, camorra, sacra corona unita operano anche da queste parti e questi interventi sono sicuramente un baluardo efficace e sensibile per aumentare la consapevolezza, aumentare la sensibilità delle persone a riconoscere i fenomeni mafiosi e criminali, aumentare anche una crescita sociale e civile importante.

Per questo motivo, a prescindere dalla contingenza, che da qualche settimana ci contraddistingue come Paese rispetto alla vacatio o all’interruzione dell’attività di Governo in termini. propositivi, credo che questa risoluzione abbia davvero il senso di stare nel solco nell’attività che svolgiamo oggi come Regione Emilia-Romagna con la Consulta della legalità, con gli interventi che, anche con risorse proprie, realizziamo per il recupero di questi beni, e credo che rendere partecipe non solo l’Assemblea ma il discorso pubblico di come un terzo di questi beni risieda nel centro-nord e che questi possano essere restituiti alla collettività sia un’azione molto positiva da non sottovalutare.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi in discussione generale? Prego, consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Brevemente su questa risoluzione, perché sicuramente pone l’accento su una tematica di attualità, dove vi è una profonda sensibilità e attenzione da parte dell’opinione pubblica. Condividiamo lo spirito della risoluzione nella parte in cui si vuole riaffermare la sovranità dello Stato rispetto a immobili che sono stati oggetto oppure sono stati il mezzo di attività illegale, di attività criminale. Quindi, il fatto che in qualche modo si intenda perseguire la strada del recupero ai fini pubblici di immobili di questo tipo sicuramente è un aspetto che condividiamo. Mi viene da aggiungere, senza necessariamente dover presentare emendamenti, perché sarebbe stato obiettivamente eccessivo, che potrebbe anche essere interessante considerare, nell’ambito di recupero di beni e restituzione alla collettività, proprio per sottolineare maggiormente la presenza dello Stato e delle Istituzioni in un contesto di questo tipo, l’opportunità di rendere prioritario l’utilizzo proprio per ospitare uffici pubblici, sedi istituzionali. A parte che magari si potrebbe anche andare a risparmiare sulle locazioni passive, e credo che per la Regione Emilia-Romagna questo sarebbe anche utile, visto che non ci sono esempi virtuosi in tal senso. Ma chiusa questa parentesi, visto che parliamo di un appello al Governo affinché faccia riferimento alle Regioni del centro-nord, non si fa necessariamente riferimento alla Regione Emilia-Romagna, però il fatto che questi beni possano, un domani, essere recuperati ed essere sedi istituzionali della pubblica amministrazione, quindi sostanzialmente dello Stato, noi crediamo che possa essere maggiormente significativo della volontà di recuperarli, restituirli all’utilizzo pubblico e destinarli (passatemi il termine) a fin di bene.

Sicuramente è una risoluzione che condividiamo, con queste precisazioni, che non mi appaiono assolutamente fuori luogo, anzi in qualche modo necessarie.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Nessun altro in discussione generale?

Passiamo alle dichiarazioni di voto. Nessun intervento in dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’oggetto 5334.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

OGGETTO 5252

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per esprimere concretamente la propria vicinanza all’Associazione Nazionale Alpini, al fine di riconoscerne la valenza sociale, culturale, popolare e identitaria e a invitare tutte le città emiliano-romagnole a designare un luogo pubblico da dedicare alla memoria degli Alpini caduti in Patria. A firma dei Consiglieri: Rancan, Pelloni, Marchetti Daniele, Occhi, Pompignoli, Rainieri, Liverani, Delmonte, Facci, Catellani, Bergamini, Stragliati, Montevecchi, Bargi

(Discussione)

OGGETTO 5185

Risoluzione relativa ai fatti accaduti durante la 93esima adunata del Corpo degli Alpini, svoltasi a Rimini dal 5 all’8 maggio 2022. A firma del Consigliere: Lisei

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo alla risoluzione 5252, che impegna la Giunta ad attivarsi per esprimere concretamente la propria vicinanza all’Associazione Nazionale Alpini, al fine di riconoscerne la valenza sociale, culturale, popolare e identitaria e a invitare tutte le città emiliano-romagnole a designare un luogo pubblico da dedicare alla memoria degli alpini caduti in patria, a firma dei consiglieri Rancan, Pelloni, Marchetti Daniele, Occhi, Pompignoli, Rainieri, Liverani, Delmonte, Facci, Catellani, Bergamini, Stragliati, Montevecchi, Bargi, a cui è stata abbinata la risoluzione 5185, relativa ai fatti accaduti durante la 93esima adunata del Corpo degli Alpini, svoltasi a Rimini dal 5 all’8 maggio 2022, a firma del consigliere Lisei.

Siamo in dibattito generale. Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Questa risoluzione risale al 27 maggio, quindi qualche mese fa, e vuole porre l’attenzione su un Corpo, il Corpo degli Alpini, che noi tutti conosciamo bene, organizzato in un’associazione, l’Associazione Nazionale Alpini, che a inizio 2021 registrava oltre 300.000 soci.

Noi sappiamo che lo scopo di questa associazione è quello di vivere e continuare a tramandare le tradizioni degli alpini in più e vari modi, perché sappiamo bene che, al di là di quelli che sono stati tutti i sacrifici che questo Corpo ha portato sulle sue spalle nella guerra precedentemente ai fatti di cui stiamo parlando, ma sicuramente anche in tutti questi anni il Corpo degli Alpini fa parte ed è una parte strutturale del nostro tessuto sociale, perché vediamo in tanti nostri centri, in tanti nostri Comuni, in tanti nostri spazi l’attività sociale che gli alpini oggi svolgono a livello soprattutto di volontariato. O

Ovviamente i valori che tramandano gli alpini sono, al di là di quello che è l’amor di patria, essendo un Corpo militare, sono quelli dell’amicizia, della solidarietà, del senso del dovere, tutte cose che sicuramente possono servire alla nostra società per continuare a crescere con valori e per continuare ad aiutare le nuove generazioni ad avere dei valori solidi. Va quindi sicuramente il nostro grazie a questa associazione, che da tantissimi anni fa parte del nostro tessuto sociale, territoriale e di volontariato.

Detto questo, abbiamo voluto porre l’attenzione su questa associazione, perché pensiamo che sia necessario prendere una posizione netta, al di là di quelle che sono state delle polemiche scatenatesi durante l’adunata a Rimini, che poi ha visto richieste di archiviazione successive o altro, non da parte della politica, ma da parte di organi predisposti. Sicuramente quello che oggi serve, al di là, ripeto, di quelle polemiche, è prendere una posizione chiara per dire: sì, siamo dalla parte dell’Associazione Nazionale Alpini e vogliamo che l’Associazione Nazionale Alpini sia costantemente riconosciuta nei nostri territori per il valore importante che ha a livello sociale e a livello di volontariato e per tutte quelle attività che vengono fatte e che verranno fatte sicuramente sul nostro territorio, ringraziando comunque questo corpo per i tanti sacrifici fatti nei periodi di guerra, ringraziando costantemente questo corpo anche per quello che è stato fatto in tanti anni.

Questa risoluzione, quindi, è molto semplice. È una risoluzione senza nessuna polemica, ma che vuole mettere il punto per far sì che la Regione Emilia-Romagna possa riconoscere i grandi alpini della nostra Emilia-Romagna esprimendo la propria vicinanza e invitando tutte le città emiliano-romagnole a destinare un luogo pubblico da dedicare alla memoria e al sacrificio degli alpini caduti per la patria. Penso che sia fondamentale, penso che sia qualcosa di propositivo, qualcosa che può sicuramente dare un punto fermo su quello che la Regione può fare e deve fare per riconoscere la memoria, lo stato attuale e il futuro degli alpini in Emilia-Romagna.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Voglio comunicare che è stata presentata una risoluzione che è stata abbinata alle due in oggetto, la 5185/1, che impegna la Giunta a valutare accordi o protocolli con i Comuni e le Istituzioni preposte alla sicurezza pubblica al fine di rafforzare la prevenzione di comportamenti e situazioni che espongano donne e ragazze a molestie e violenze durante lo svolgimento di grandi eventi. È a firma della consigliera Mori e Rossi. Si è aggiunta anche la consigliera Pillati.

 

RANCAN: Adesso magari sospendiamo un attimo per leggere la risoluzione, perché abbinare una risoluzione che – attenzione – non parla di cose particolari, parla solo – lo ripeto – di riconoscere gli alpini e designare un luogo pubblico, che con la sicurezza nelle manifestazioni non c’entra niente, secondo me. Adesso, però, chiedo una sospensione almeno per leggere il testo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Le accordo la sospensione di dieci minuti per darvi la possibilità di leggerla, visto che è stata appena depositata.

(La seduta sospesa alle ore 16.08 è ripresa alle ore 16.27)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

 

PRESIDENTE (Zamboni): Colleghe e colleghi, riprendiamo la seduta.

Era stata chiesta una sospensiva su richiesta del consigliere Rancan sull’abbinabilità o meno della risoluzione presentata dal Gruppo PD e dai confronti fatti la risoluzione risulta effettivamente non abbinabile, per cui riprendiamo la trattazione delle due risoluzioni già iscritte all’ordine del giorno, mentre la risoluzione che è stata portata adesso all’attenzione dell’Assemblea seguirà l’iter normale di iscrizione agli ordini del giorno dell’Assemblea.

Ha chiesto la parola il consigliere Barcaiuolo.

 

BARCAIUOLO: Grazie, signor presidente.

Io sono a dir poco basito, non solo perché questa risoluzione, che ora viene ritenuta non abbinabile, è già stata protocollata con uno slash, una barra (chiamatela come volete) quindi era insindacabilmente già abbinata alle risoluzioni presenti, ma qua si sta usando una forzatura sull’ordine dei lavori e sul Regolamento per tirare fuori la maggioranza dall’imbarazzo di dover discutere una risoluzione che è piena di nefandezze politiche, storiche e giuridiche. Per quanto mi riguarda, il dibattito continuerà sulle tre risoluzioni depositate, quella della Lega, quella di Fratelli d’Italia e quella del Partito Democratico, che riguardano i fatti che sono avvenuti a Rimini durante l’Adunata degli Alpini.

Premesso che chi vi parla grida con forza “viva gli alpini, viva tutti i militari italiani, che portano con orgoglio il tricolore nel mondo e rappresentano la parte migliore di questa nazione, viva le penne nere, sempre e comunque”, la nostra risoluzione in maniera abbastanza chiara prende in considerazione alcuni casi che sembravano emergere dalla cronaca di quei giorni e, qualora fossero stati verificati e verificabili, ovviamente esprimeva ed esprimiamo nella nostra risoluzione piena solidarietà alle vittime. Ma visto che chiunque abbia fatto anche solo un’ora di corso di diritto penale sa che la responsabilità penale è personale, quindi l’operazione mediatica con cui si è voluto far rovesciare eventuali episodi – poi ci torniamo sopra – verso l’intero Corpo nazionale degli Alpini è stata un’operazione assolutamente vergognosa, vi è, però, qualcosa di più. Infatti, nella risoluzione del Partito Democratico, che per me continua a far parte della discussione odierna, al netto di come la Presidenza poi si comporterà nel momento del voto, c’è questa frase, che secondo me è una frase molto grave. Prima vi è tutta una serie di premesse, che personalmente non condivido. Ma fino a lì siamo, vivaddio, nella politica. Sicuramente io, rispetto al consigliere Mori, ho una visione quasi totalmente differente sull’intero scibile umano, ma – ripeto – finché siamo nella politica ben venga.

Quando però si scrive “esprime ferma condanna e riprovazione per i gravi, diffusi e ingiustificabili atti di molestia sessuale, e per la connotazione sessista degli atti commessi nei giorni 93esima adunata a Rimini e piena solidarietà alle donne e ragazze che li hanno dovuti subire”, c’è da aprire un approfondimento, perché a casa mia le molestie sessuali sono un reato e i reati in uno Stato di diritto vengono certificati con una sentenza.

Qui non c’è scritto “presunti”, non c’è scritto “coloro le quali hanno raccontato di eventuali episodi”, c’è scritto solo “ingiustificabili atti di molestia sessuale”, quindi, al netto del fatto che l’unica denuncia fatta rispetto a quell’episodio è stata archiviata dalla magistratura, ammettere il fatto che oggi siamo al sessantunesimo giorno da quei fatti, quindi sono passati 60 giorni per proporre eventuali querele, quindi oggi, dal punto di vista giuridico, nel diritto penale non ci può essere alcun tipo di pronunciamenti su questi fatti, perché l’unica denuncia fatta è stata archiviata dalla magistratura, scrivere su un atto pubblico, su una risoluzione depositata in Assemblea legislativa che ci sono stati atti di molestia sessuale ditemi voi che cos’è: questa, come minimo, è diffamazione.

Credo che ogni membro di questa Assemblea, a prescindere dalla sua collocazione politica, a prescindere da tutto, debba fare una valutazione anche rispetto alla responsabilità che abbiamo nel depositare atti di questo tipo, quindi invito tutti a fare un ragionamento, invito la prima firmataria di questa mozione a fare una valutazione, perché, per carità, chiunque di noi può sbagliare nella fretta, chiunque di noi può commettere degli errori, chiunque di noi può essere pressappochista, quindi io chiedo al consigliere Mori una presa di posizione rispetto almeno a quella frase di quell’esprime, perché è oggettivamente qualcosa che è inaccettabile si possa depositare in un’Assemblea legislativa.

Ovviamente siamo favorevoli e voteremo a favore alla risoluzione della Lega, invito l’intera aula a votare anche la risoluzione di Fratelli d’Italia, che credo sia ampiamente condivisibile perché il dispositivo esprime la propria condanna contro ogni episodio di molestie e di violenza contro le donne, auspicando che venga fatta chiarezza, e oggi, che è il sessantunesimo giorno si interrompono i termini per poter depositare querela, chiarezza è stata fatta a Rimini, nessun alpino potrà essere condannato per nessun tipo di reato rispetto a quello che è accaduto in quei due giorni. Punto e accapo. Non si può più discutere. Questo dice la legge italiana, questo dice il Codice penale, questo dice il Codice di procedura penale. Ed esprime, l’Assemblea legislativa, la propria solidarietà al Corpo degli Alpini, la cui immagine è stata lesa da comportamenti eventualmente solo di singoli individui. Così non è, perché nel momento in cui la nostra risoluzione è stata depositata una denuncia era pendente, ripeto, una denuncia era pendente, rispetto ai fiumi di inchiostro che sono stati scritti. Quella denuncia è stata archiviata, sono passati sessantuno giorni, mettiamoci una fine, chiedete scusa agli alpini e votate le risoluzioni che sono state depositate.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ha chiesto la parola il consigliere Delmonte.

 

DELMONTE: Grazie, presidente. Sull’ordine dei lavori. Io chiedo un chiarimento a questa Presidenza. Intanto volevo chiarire che la sospensione non è stata data per decidere l’abbinamento, ma è stata data per consentire ai consiglieri di leggere una risoluzione depositata un secondo prima. Quindi, è diverso.

Poi chiedo: un documento distribuito e protocollato con un numero, che è indicato con “/1”, è un oggetto protocollato e abbinato, non abbinabile. È un oggetto che io ho già come abbinato sul mio tavolo. Quindi, lei non può decidere… Lo poteva decidere prima, ai sensi dell’articolo 109. Dal momento in cui è distribuito e abbinato qui, lei non può più deciderne l’abbinamento. Eventualmente la consigliera che ha proposto l’oggetto lo può ritirare. E su questo siamo tutti d’accordo. Dal momento in cui è distribuito e protocollato con un numero e arriva sulla scrivania di tutti i consiglieri con un numero abbinato, è abbinato, non più abbinabile.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Consigliere Delmonte, non le sarà sfuggito che, quando è stato fatto l’abbinamento, io non presiedevo l’aula.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Questo per chiarire.

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Zamboni): No, un momento

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ho capito…

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Provo a riprendere, scusate. Abbiamo fatto le valutazioni e da queste valutazioni a posteriori è risultato che non era abbinabile la risoluzione. Però, mi dicono, chi ha seguito l’iter per la Presidenza, non per la presidente…

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Zamboni): No, scusate, voi fate le vostre battute, io faccio le mie. Okay? Bene.

La risoluzione non è stata protocollata, è stata abbinata…

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Zamboni): È stata abbinata per errore.

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Adesso sospendiamo i lavori. Sono d’accordo.

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Scusate, ma cos’è questa gazzarra?

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ma lei non si può rivolgere alla Presidenza con questi…

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Lei non può rivolgersi alla Presidenza con questi termini.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Prego, ha la parola.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Io vorrei capire, però, perché c’è un po’ di confusione. A parte che non ho capito se siamo o meno sospesi. No, non siamo sospesi. Okay. Quindi, vorrei capire intanto le motivazioni che la portano a sospendere l’aula. Non lo so per quale motivo. Giustamente dalle parole della presidente, stante quello che diceva prima il collega Delmonte e stante quello che diceva anche il collega Barcaiuolo, questo oggetto – ed è al verbale, perché l’ha detto la presidente poco fa – è abbinato. Ebbene, essendo questo oggetto abbinato… Perché non è che oggi è abbinato, domani non è abbinato, sennò andiamo a ridiscutere tutte le risoluzioni di prima. Ne viene fuori una confusione incredibile. Questa risoluzione del Partito Democratico, che secondo me è profondamente offensiva, soprattutto nella parte in cui si tratta di molestie sessuali e altro, addirittura è diffamatoria in forte parti… Anche perché io dico: come mai? Mi sembra strano che un consigliere vada a prendere le parti di chi deve giudicare magari delle molestie sessuali. Cioè, viene già dato per certo che lì si sono svolte delle molestie sessuali. Atto gravissimo.

Io cosa dico? Dico che oggi quella risoluzione che ora è abbinata, per voce della presidente, se non vuole essere votata perché il Partito Democratico o perché la maggioranza è in forte difficoltà e in imbarazzo per quello che vi è scritto, va ritirata. Invece, se non viene ritirata, viene discussa e votata.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Collega Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente.

La posizione del Partito Democratico sarà quella solita di rispetto delle decisioni della Presidenza. Ci è stato comunicato che è stata abbinata per errore, non è stata ritenuta abbinabile, noi ne prendiamo atto, come normalmente facciamo anche con la presidente Petitti o con il presidente Rainieri quando ci viene un feedback senza stare a sindacare sia quando siamo d’accordo, sia quando non siamo d’accordo.

Mi pare chiara, al netto di come sono scritte tutte e tre le risoluzioni, la strumentalità, cioè i Gruppi di minoranza presentano una risoluzione nella quale si parla chiaramente degli alpini solo collegandoli agli abusi e ai fatti di Rimini, noi normalmente siamo abituati a non entrare nel merito degli aspetti penali, vogliamo lasciare alle indagini gli esiti di questa vicenda, che sappiamo essere stata dolorosa per la città di Rimini, per le donne in primis e per tutta questa Regione, quindi non vogliamo dare giudizi che non ci competono (ci competono quelli politici), ci piace – ci tengo a precisarlo – parlare degli alpini in modo positivo, cercando di valorizzare e recuperare l’immenso lavoro che hanno fatto sui territori, come il ruolo nella Protezione civile in tutti i drammi che ci sono stati.

Questa Regione, a Rimini come in altre situazioni, ha patrocinato le iniziative degli alpini, le ha sostenute, non è quello il punto in discussione, non sono gli alpini il problema, e lo voglio dire chiaro e tondo, e voglio che sia chiaro che non vanno tirati in campagna elettorale nemmeno loro e che siete voi che avete fatto un abbinamento non condivisibile, riferendovi ai fatti di Rimini.

Presidente, per dire che non siamo noi quelli che gettano fango sul Corpo, e lo voglio dire. Noi prendiamo atto della decisione della Presidenza di non abbinare le risoluzioni, voteremo come riteniamo le relazioni dei Gruppi di minoranza, della Lega e di Fratelli d’Italia e non credo di dover dire altro rispetto alla posizione che noi abbiamo sul Corpo degli Alpini, su una vicenda che è stata dolorosa, che abbiamo già accantonato e che non ha niente a che fare con il ruolo degli alpini in questo Paese.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Prima di dare la parola al consigliere Barcaiuolo, vorrei ricordare che alla riapertura dei lavori io ho detto che era stato riconosciuto, dopo un esame degli atti, che la risoluzione non era abbinabile.

Per errore della segreteria è stata abbinata, ma non protocollata, non essendo abbinabile è stata ritirata e in discussione ci sono solo, come ho detto prima, la risoluzione della Lega e la risoluzione di Fratelli d’Italia.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Scusi un attimo, lei deve chiedere la parola per poter intervenire.

L’ha chiesta, scusate, il consigliere Barcaiuolo e dopo il consigliere Facci.

 

BARCAIUOLO: Grazie, signor presidente.

Io resto sempre più basito. Credo che non ci sia limite. Scusate, la risoluzione del Partito Democratico parla dei fatti eventualmente accaduti a Rimini durante l’Adunata degli Alpini, la risoluzione di Fratelli d’Italia parla dei fatti avvenuti a Rimini esattamente nella stessa occasione: come fa a non essere abbinabili? Signor presidente, la Segreteria ha fatto quello che qualsiasi persona avrebbe fatto: ha abbinato due risoluzioni che parlano degli stessi fatti, che evidentemente hanno ricostruzioni e dispositivi differenti, ma parlano esattamente dello stesso argomento. Come fa a non essere abbinabile? Come fa a non essere abbinabile? La nostra risoluzione era già abbinata alla risoluzione della Lega credo almeno da quattro o cinque convocazioni dell’Assemblea legislativa, quindi è evidente che non c’è stato alcun errore. Chi ha compiuto in modo amministrativo l’accorpamento della risoluzione del Partito Democratico ha fatto semplicemente il suo dovere. Quindi, non è per me accettabile che una cosa già protocollata, già abbinata… La sospensione, come ha detto giustamente prima il consigliere Delmonte, era stata fatta perché noi non avevamo letto la risoluzione del Partito Democratico, quindi abbiamo chiesto cinque minuti, dieci minuti per poter leggere, approfondire e prendere una posizione politica su quel documento. Ma non può essere messo in discussione l’abbinamento della stessa da un punto di vista politico, da un punto di vista formale e da un punto di vista delle sequenze amministrative che si sono sviluppate dal momento del deposito della risoluzione.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ha chiesto la parola il consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Dal punto di vista regolamentare non posso che ribadire quello che è già stato detto dai colleghi. Questa è una risoluzione abbinata, a prescindere da errori o non errori. Per non discuterla il proponente la ritira: questo è il Regolamento. Se volete andare contro il Regolamento, ne prenderemo atto e ci saranno delle valutazioni. Questo è l’iter. Però, siccome è un atto ufficialmente in discussione, è un atto ufficialmente protocollato, io ne voglio parlare, e ne voglio parlare perché lo ritengo non solo grave, ma lo ritengo di una... Presidente, sono in discussione. Non ho chiesto un intervento sull’ordine dei lavori, voglio intervenire nel merito, devo avere dieci minuti, presidente. Me ne tolga uno, bene. Grazie.

Volevo dire che, poiché questo è un documento e, come dice sempre il collega Taruffi, gli atti politici si esprimono per documenti e per atti e non per chiacchiere, credo che questa risoluzione a firma della collega Mori ma su carta del Partito Democratico (necessariamente è un atto che proviene dal Partito Democratico, poi le vostre sensibilità diverse le esprimerete come vorrete) sia un atto del Partito Democratico che grida vendetta, che deve essere veramente attaccato dappertutto per manifestare, per dimostrare come voi avete in considerazione non tanto il rispetto dovuto a un Corpo glorioso come quello degli Alpini, ma il concetto di legalità ai valori costituzionali della presunzione di non colpevolezza, al valore e al principio costituzionale della responsabilità penale, la personalità della responsabilità penale.

Mi meraviglio che venga firmata da una collega in questo caso non di quest’aula, ma una collega avvocato, e trovo ulteriormente strumentale e fazioso che si voglia attaccare un glorioso Corpo come quello degli Alpini, forse perché è un Corpo che tutela le tradizioni, forse perché è un Corpo che ha un passato militare e, in virtù di una visione particolare della società, si ritiene che le divise siano tutte da condannare? Non lo so, so solo che non una parola è stata detta dalla consigliera Mori e anche dai suoi colleghi quando nei mesi scorsi ci sono state violenze a sfondo sessuale alle ragazze che andavano a Gardaland o il Capodanno a Milano, e, guarda caso, sono tutte violenze accertate con atti di indagine, con atti processuali, commesse da stranieri. Allora c’è una visione ideologica, una visione faziosa anche nella valutazione, nella condanna che deve essere rappresentata, deve essere data, e della solidarietà nei confronti di chi è vittima di violenze da parte di stranieri. Mi piacerebbe che ci fosse un po’ di equilibrio in questa…

 

(interruzione)

 

FACCI: Cos’è successo?

Se la violenza a sfondo sessuale va sempre condannata, la dovete condannare sempre, consigliera Mori, non quando piace a lei o alle sue colleghe delle sue associazioni, “Non Una Di Meno” e compagnia cantante. Allora guardiamo i dati. Dati del Viminale, non sono dati di chissà chi. A ottobre 2021 ci dicono che un reato su tre in Italia è commesso da un immigrato, il 39 per cento delle violenze sessuali è compiuto da popolazione straniera, che attualmente è pari all’8,7 per cento. Allora io dico: per quale motivo dobbiamo indignarci quando vi sono fatti a sfondo sessuale che non coinvolgono. quelle che sono, come le chiama qualcuno dalle vostre parti, risorse?

Lei, poi, a dimostrazione della faziosità della sua impostazione, parla di violenza nei confronti delle donne. Ma noi abbiamo visto abusati minorenni, anche maschi. Non sono violenze sessuali anche nei confronti dei maschi? Recentemente, lo scorso 20 marzo… C’è un report recente che ho trovato da dove emerge che in Italia sembra essere esplosa un’epidemia di violenze sessuali, guarda caso, sempre da parte di stranieri. E gli stranieri sono anche quelli che abusano prevalentemente gli uomini, perché ci sono culture diverse a monte. Allora io dico: quando lei chiede di esprimere una condanna rispetto a situazioni che espongono donne e ragazze a molestie o violenze durante lo svolgimento di grandi eventi, lei già in questo momento compie una scelta – mi passi il termine – sessista, perché lei esclude altre persone minorenni che possono essere abusate. Quando lei dice che “devono essere introdotte proposte legislative per introdurre nell’ordinamento penale una specifica fattispecie di reato di molestia sessuale, inteso quale minaccia, atto o comportamento indesiderato a connotazione sessuale”, lei ignora evidentemente, come ha ricordato il collega Barcaiuolo prima, quelle che già sono oggi le norme a tutela dell’integrità della persona da questo punto di vista.

Soprattutto la cosa grave è che, a differenza di quello che dice la collega Zappaterra, che sfuma evidentemente su questo aspetto, voi avete già giudicato e condannato come responsabili di non si sa esattamente quali atti di molestie sessuali gli alpini che sono stati a Rimini nei giorni della loro manifestazione.

Non ci sono accertamenti penali, c’è quindi un giudizio da parte vostra politico, un giudizio tutto personale, un giudizio basato sui vostri pregiudizi. Allora, pensare che un’Assemblea alta, autorevole, seria come questa possa addirittura anche solo leggere, prendere in considerazione queste vergognose illazioni di colpevolezza del Corpo degli Alpini è una vergogna, non c’è il presidente Bonaccini, altrimenti direi che è una porcata!

Lo dico per il rispetto profondo che ho di tutta quest’aula, maggioranza e minoranza, senza escludere, io ritengo che anche all’interno della maggioranza ci sia più di una persona che, di fronte a questa lettura, abbia fatto un salto sulla seggiola, e io chiedo alla collega Mori, ma lo chiedo a tutto il Partito Democratico che di fatto viene investito dal momento che questo è su carta intestata del Partito Democratico, è politicamente investito di questo vergognoso ordine del giorno, di questa vergognosa risoluzione, di ritirarla per decenza, per rispetto della legalità, per rispetto delle regole, per rispetto degli alpini, per rispetto del concetto di giustizia.

Io vi invito a ritirarla per superare la questione legata ad abbinamento o non abbinamento, in un’ottica, ripeto, di decenza. Questa è un’aula che deve affrontare argomenti che quantomeno abbiano un equilibrio, abbiano un equilibrio dal punto di vista valoriale, abbiano un equilibrio anche nella forma, abbiano un equilibrio sicuramente di contenuti. Ma non possiamo arrivare a una tale aberrazione di concetti come quella che in questa risoluzione voi state introducendo. Abbiate un sussulto, voi, di dignità di fronte a questo. Rifiutarsi di essere abbinati, essere coinvolti nella logica, anche questo è un atto che proviene dal Partito Democratico, a prescindere da chi lo firmi, credo che sia anche ingiusto nei confronti di quello che voi quotidianamente fate e quotidianamente esprimete nell’interesse della collettività emiliano-romagnola.

Questo mette una macchia su tutto quello che voi regolarmente fate. Non ci possiamo trovare d’accordo, sicuramente non ci troveremo mai d’accordo su tante cose, oppure ci troviamo d’accordo solo su alcune cose, ma riteniamo che sia nel vostro interesse non essere…

 

PRESIDENTE (Zamboni): Scusi, consigliere Facci, ha superato il tempo a sua disposizione.

 

FACCI: Finisco adesso. Mi faccia finire. Finisco.

Non fatevi coinvolgere in questa deriva che è veramente vergognosa.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ha chiesto la parola il consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Diciamo che, al netto di tutti i dibattiti, che sono sempre utili e importanti, stando sui testi forse ci aiuta. Secondo me adesso, al netto di tutto, visto che, se non ho inteso male, e chiedo aiuto anche da questo punto di vista, noi avevamo all’ordine del giorno due risoluzioni, che erano già abbinate, iscritte all’ordine del giorno, ne è stata depositata una in corso di giornata, se non ho capito male… Poi, c’è il tema se questa risoluzione è stata abbinata alle precedenti, oppure no. Io avevo capito che non era stata abbinata. Però, posso sempre sbagliare. Quindi, la discussione successiva sarebbe venuta meno. Però, anche qualora ci fosse un dubbio interpretativo, che possiamo comunque chiedere eventualmente alla Presidenza di fugare, se stiamo sui testi, al netto di alcuni passaggi, probabilmente con un piccolo sforzo forse la possibilità di trovare una risoluzione unitaria si può anche trovare, sempre che si dia spazio alla volontà di ascoltarsi e di leggere quello che c’è scritto, non quello che diciamo, perché ovviamente, quando parliamo, io per primo spesso mi lascio prendere dall’enfasi del momento e mi distacco da quello che ho scritto anche quando presento una risoluzione.

Se invece, al di là delle parole che pronunciamo, stiamo sullo scritto, perché verba volant, scripta manent, forse ci possiamo dare la possibilità in questi minuti di trovare una formulazione che tenga conto delle cose che per larga parte nei testi sono anche sostanzialmente condivisibili.

Io penso che lo spazio potrebbe esserci, penso che faremmo un’opera utile e penso che, al di là delle interpretazioni di carattere amministrativo e regolamentare che, ovviamente, poiché oggi il consigliere Facci mi ha citato più volte, mi sono anche un po’ emozionato, forse ho sbagliato qualcosa, però, siccome la Pubblica Amministrazione parla per atti e le regole sono importanti, abbiamo lo spazio per trovare una soluzione unitaria che faccia fare un passo avanti a tutti, tenendo presenti le diverse sensibilità che ci sono in quest’aula, che non vanno mai disconosciute, però i testi non sono così lontani da impedire questo tentativo.

Io chiederei ai Gruppi di fare questo sforzo, posto che, se non ho inteso male, in realtà – lo ripeto, ma questo mi interessa meno dal punto di vista del ragionamento che sto provando a fare – la risoluzione a firma Mori non dovrebbe essere in discussione, però non è per me il punto centrale della vicenda, posto anche che lo sia – ripeto – abbiamo interpretazioni che possiamo... Quindi, domanda aperta ai Gruppi: ci possiamo dare lo spazio per vedere se è possibile trovare una soluzione? Io penso che le soluzioni si possano trovare se le si vuole trovare, altrimenti, invece che fare una discussione di carattere politico sul testo, faremo una discussione di carattere procedurale, procedimentale e capiremo meglio.

Io penso che, invece di fare una discussione di carattere procedurale e procedimentale, possiamo farne una di carattere politico, che ci faccia fare un passo avanti su un tema serio, importante, delicato, che non possiamo sottovalutare, né archiviare in una parentesi, in fondo a un’aula. Quindi, l’invito che faccio è questo: se è possibile trovare lo spazio per provare a fare un testo comune.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Da remoto, ha chiesto la parola la consigliera Stragliati.

 

STRAGLIATI: Grazie, presidente.

Ammetto la fatica di dover intervenire da remoto. Evidentemente se sono collegata ho dei problemi di salute, ma non posso non intervenire rispetto a questa discussione.

Innanzitutto ringrazio il capogruppo Rancan e tutti i colleghi della Lega che sono intervenuti. Io ho caldeggiato la presentazione di questa risoluzione in quanto innanzitutto ero presente all’Adunata nazionale degli Alpini di Rimini sia nella giornata di sabato che domenica, quindi ho vissuto in prima persona l’Adunata, dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia, ma ne ho vissute anche altre, l’Adunata di Piacenza e l’Adunata di Milano, e devo dire che nelle Adunate di Piacenza e di Milano non ci sono stati problemi, nessuna donna ha denunciato o millantato presunte molestie. Casualmente tutte le problematiche emergono durante l’Adunata di Rimini. Tutta questa situazione – lo dico chiaramente – ha proprio le connotazioni di una chiara strumentazione politica.

Io che lavoro veramente con le donne vittime di violenza, violenza contro le donne, quella vera, e subisco regolarmente minacce da parte dei maltrattanti, e per me questo è motivo d’orgoglio, anche se devo ammettere di aver avuto paura qualche volta, conosco veramente la violenza contro le donne e ritengo che derubricarla a episodi di questo tipo, peraltro non supportati da evidenze di tipo giuridico, non sia assolutamente opportuno, a maggior ragione in un consesso così prestigioso e importante qual è l’Assemblea legislativa.

Mi rivolgo alla collega Mori, con la quale ho un ottimo rapporto, dialoghiamo molto bene in Commissione Parità, pur avendo sensibilità diverse: ritengo che questa sia una risoluzione, mi sembra sottoscritta anche da altre colleghe del PD, inopportuna e inaccettabile, che generalizza. Visto che si parla di Partito Democratico e voi vi definite democratici, questa è una risoluzione che generalizza ed estende al Corpo degli Alpini determinati reati, li accusa di determinati reati, e ritengo che sia molto grave, come bene hanno evidenziato i colleghi avvocati della Lega che sono intervenuti in precedenza.

Al collega Taruffi dico che non è accettabile la condivisione di un testo dove nella risoluzione del PD, nel “premesso che” si citano queste parole: “tali racconti, supportati anche da immagini inequivocabili, descrivono nel dettaglio comportamenti diffusi, agiti da parte di uomini che in massima parte si definivano alpini o si riconducevano al Corpo, spesso in stato di ebbrezza” così sembra che gli alpini siano degli ubriaconi “singoli o in gruppo, quali palpeggiamenti” e viene sciorinata tutta una serie di reati e di azioni molto gravi.

Io vi dico che era possibile acquistare il cappello da Alpino all’adunata, perché c’erano dei banchetti che vendevano i cappelli, quindi chiunque poteva impossessarsi di un cappello da Alpino, per cui generalizzare ed estendere a un’associazione che è sempre presente durante tutte le emergenze, che è sempre disponibile ad aiutare le associazioni, le scuole e le Amministrazioni locali, estendere questo tipo di accuse ritengo che sia veramente molto grave.

La risoluzione del PD ha questo scopo, cioè il Corpo nazionale degli Alpini viene associato alle presunte molestie che sarebbero state perpetrate durante l’ultima adunata nazionale, e io ritengo che sia gravissimo e inaccettabile, per cui dico al collega Taruffi come si fa a trovare un’unità di intenti con un testo di questo tipo, che – ripeto – generalizza e muove accuse molto pesanti?

Io sono orgogliosamente figlia di un Alpino, conosco i valori dell’Alpinità da quando sono piccola e sono valori di rigore, rispetto, solidarietà e aiuto di tutte le persone in difficoltà, quindi questa risoluzione per me non è assolutamente accettabile, mi dispiace anche che sia stata depositata, la ritengo molto grave e molto pesante, per cui da parte della Lega massima condanna a tutte le accuse mosse al glorioso Corpo da parte del Partito Democratico e, pur stando da remoto e quindi seguendo anche con fatica l’Assemblea, percepisco l’evidente imbarazzo della maggioranza dopo la presentazione di questo atto di indirizzo politico, però poi ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità.

Qui il messaggio politico è ben chiaro da parte del Partito Democratico – ripeto – generalizzazioni molto pericolose, del tutto inadeguate e peraltro infondate, perché abbiamo visto che già una denuncia è stata bellamente archiviata dall’autorità giudiziaria, per cui stiamo parlando del nulla, di presunzione. Quindi, ritengo che, quando non vi siano evidenze di tipo giuridico… Poi, ripeto, ciascuno si assumerà le proprie responsabilità.

Mi dispiace, mi dispiace da donna che sia stato presentato questo atto perché, ripeto, ero presente all’Adunata, avrei potuto benissimo stare in tribuna, invece ho voluto vivere l’Adunata stando in mezzo agli alpini, stando in mezzo ai sindaci, stanno in mezzo ai tanti amici dell’Associazione Nazionale Alpini, e per me è stata un’esperienza bellissima. Il prossimo anno sarò a Udine per la prossima Adunata. Vivo costantemente con gli alpini, sono sempre a contatto e ogni volta che penso agli alpini mi viene in mente una frase scritta su uno striscione che gli alpini portavano in occasione dell’adunata dopo il terremoto dell’Aquila: “I primi ad arrivare, gli ultimi a partire”. Ritengo che questa sia una frase che rappresenti nel migliore dei modi l’alpinità e lo spirito di aiuto e solidarietà degli alpini, che assolutamente non può essere rappresentato dalle accuse mosse dalla risoluzione del Partito Democratico.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ha chiesto la parola il consigliere Delmonte.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Intanto ci fa piacere la proposta del consigliere Taruffi di proporre una quadra tra le tre risoluzioni, perché di fatto lui stesso sta ammettendo che le risoluzioni in discussione sono tre. Quindi, grazie alla sua proposta abbiamo una conferma anche da parte di un membro della maggioranza. In questo momento abbiamo ufficializzato le tre risoluzioni in discussione.

Prendiamo l’invito e lo rispediamo al mittente. Per noi, le posizioni tra noi e chi ritiene gli alpini un gruppo di persone spesso in stato di ebbrezza, come è scritto all’interno della risoluzione, e che ha perpetrato delle molestie sessuali le posizioni sono abissalmente lontane. Quindi, non vi è nessuna mediazione possibile né su emendamenti né su risoluzioni abbinate, a doppia firma o qualunque altra cosa.

Detto questo, ci siamo anche riletti bene il Regolamento, perché è giusto farlo quando si discute, e l’articolo 109… Perché lei ha fatto una cosa, presidente, che onestamente non ritengo molto elegante, ovvero scaricare la colpa sull’apparato tecnico, dicendo che i tecnici hanno sbagliato l’abbinamento. L’articolo 109, comma 1, dice: “Il presidente può disporre, a suo insindacabile giudizio, che risoluzioni e interpellanze relative ad argomenti identici o strettamente connessi siano abbinate”. Il presidente di turno in quel momento, Fabio Rainieri, ricevendo la risoluzione, ha deciso l’abbinamento a suo insindacabile giudizio. Tant’è che l’abbinamento è andato avanti e ce l’abbiamo sul tavolo come “/1”. Quindi, la Presidenza, nella figura del presidente in quel momento, a suo insindacabile giudizio ha abbinato, in questo momento è abbinato.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Grazie, presidente.

Ascoltando il dibattito e raccogliendo anche la sollecitazione e il suggerimento del consigliere Taruffi, insieme alla collega Pigoni e ad altre colleghe abbiamo depositato due emendamenti alla prima delle risoluzioni citate, la n. 52, quella dei colleghi della Lega, quindi chiederei di attendere due minuti perché siano distribuiti sui banchi di tutti e poi di poter intervenire nel merito, una volta che sono nella disponibilità dei colleghi.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Consigliera Rontini, aveva chiesto la sospensione? Non è chiaro qui alla Presidenza. Dieci minuti per potervi distribuire gli emendamenti che sono appena arrivati alla Presidenza.

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Zamboni): C’era il consigliere Taruffi iscritto, al quale ho dato la parola, dopodiché… Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Grazie, presidente, per la parola.

Voglio fare un intervento nel merito, in attesa che vengano distribuiti gli emendamenti. Anche se il timore è che qua ci sia un po’ di tattica in maniera tale da arrivare alle 17,30 così non si discute.

 

(interruzione)

 

PELLONI: No, no. Visto che si aspetta degli emendamenti… Ma, infatti, io spero che la maggioranza non si sottragga alla discussione, visto che è ritenuto importante, è due mesi che questa risoluzione è depositata, sono emersi dei fatti gravi, quindi degli atti molto gravi, su cui l’Assemblea a questo punto si deve esprimere in maniera inequivocabile. Abbiamo dato modo e tempo alla consigliera Mori in qualche modo di ritrattare, di ritirare, è stata anche accusata in maniera molto chiara di aver presentato un atto diffamatorio. Io non ho capito perché non è ancora intervenuta almeno per dire perché ha ritenuto di dare calunnie o diffamazioni a un Corpo intero sulla base di nulla, di nulla, di nulla. Ad oggi, infatti, non c’è nessun atto giudiziario in corso per quei fatti. Non c’è più il termine, come ha detto il collega Barcaiuolo, per presentare nuove querele. Quindi, io credo che veramente è stato un atto contro un intero Corpo, anche in maniera tardiva.

C’è da dire un’altra cosa, presidente. Se anche la consigliera Mori, che non è magari alla prima esperienza nelle amministrazioni, ha protocollato proprio oggi questa risoluzione, probabilmente la sua interpretazione unanime era quella di abbinarla, altrimenti non l’avrebbe presentata oggi, proprio in questo momento. Quindi, cerchiamo di non nasconderci dietro a un dito o a un formalismo. Siamo qua per un confronto politico e qua sono state dette cose molto gravi.

Dirò ulteriormente. Le prime due mozioni, quella della Lega e di Fratelli d’Italia, parlavano di quei fatti, anche la terza, che è stata abbinata... Ci sono le registrazioni, è stata abbinata. Poi è stato detto che c’è un errore, ma ormai è stata abbinata, distribuita e protocollata, quindi anche il capogruppo di minoranza Taruffi, che non ha capito un atto che ci è arrivato... Chiedo scusa, ha ragione, è stato un lapsus. Credo quindi che oggi dobbiamo esprimerci in maniera molto chiara, perché sono state scritte delle cose molto gravi.

Altra cosa. Riprendo la parte del “richiamata” della risoluzione, che è stata abbinata, della consigliera Mori. Nella sua interezza, la risoluzione approvata all’unanimità della seduta straordinaria sul contrasto alla violenza è del 13 dicembre 2021, quindi se era questo il fine da perseguire, una condanna o delle iniziative contro ogni tipo di violenza, l’abbiamo già fatta, è un tema che abbiamo già affrontato. Si è trovato delle posizioni comuni e si è anche approvato, tant’è vero che poche ore fa, pochi minuti fa, quando ci è stato chiesto di ritirare la risoluzione sull’autonomia, abbiamo detto che è ridondante perché è già stato affrontato durante la discussione del DEFR.

È quindi del tutto evidente che la risoluzione della consigliera Mori non era per perseguire quel fine, perché altrimenti sarebbe stata ridondante rispetto a quanto questa Assemblea ha già espresso più volte, perché non è l’unica risoluzione contro la violenza di genere, contro la violenza, per promuovere buone pratiche contro la violenza, ma questo è un atto diffamatorio, e calunnia vuol dire diceria, perché oggi va detto che a questo punto, visto che un pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione e un giudice terzo l’ha archiviato, oggi c’è già stato un giudizio su queste cose. Si dice che ci sono stati più fenomeni, più cose, ci sono stati “atti inequivocabili”, ma è lo stesso PM che scrive che non ci sono immagini inequivocabili, non ci sono “numerose testimonianze”, la denuncia è stata una, quindi sono più parti di questa risoluzione, però è stato dato il tempo opportuno anche per ritirarlo, e mi dispiace molto che si sia tentata, invece, la strada del formalismo. Normalmente è l’opposizione che cerca magari qualche volta delle formalità, degli appigli regolamentari in qualche modo per fare ostruzionismo. In questo caso, invece, è la maggioranza che cerca degli appigli per cercare di non discutere nel merito delle cose. Questo dispiace, perché ovviamente la Presidenza di turno la si mette in difficoltà inutilmente e in qualche modo la Presidenza non deve prestare il fianco a queste cose. Era stata abbinata, a questo punto c’è un atto politico depositato, che si discute, poi si approva o non si approva, si emenda e poi si approva. Il nostro compito è questo, non di mettere in difficoltà uffici, Presidenza e quant’altro.

Io credo che qua l’unico punto d’incontro che possiamo avere – qua mi rivolgo al consigliere di maggioranza Taruffi – sia quello di esprimere condanna ferma rispetto a una risoluzione che è diffamatoria rispetto al Corpo degli Alpini, perché sulle violenze di genere e contro ogni atto di discriminazione ci siamo già espressi più volte e si è trovata anche la massima convergenza.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Collega Rancan, ha la parola.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Sull’ordine dei lavori. Siccome ci sono tanti colleghi iscritti a parlare, credo che sia necessario convocare una Capigruppo per stabilire i tempi di discussione. Noi siamo tranquillamente disponibili ad andare fino alla conclusione del punto all’ordine del giorno.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Altri capigruppo? Prego di esprimersi su questa richiesta di una Capigruppo straordinaria per prolungare i lavori.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Abbiamo, infatti, il tempo fino alle ore 17,30 e poi ci riaggiorniamo.

Aveva chiesto la parola la consigliera Rontini.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Allora, fino alle ore 17,30 la parola alla consigliera Rontini. Alle ore 17,30 facciamo la Capigruppo e si decide se proseguire o meno i lavori. Okay? Usiamo il tempo che abbiamo a disposizione, quello della convocazione. Prego, consigliera Rontini.

 

RONTINI: Grazie, presidente. Grazie anche per la disponibilità a farmi fare l’intervento in due tempi. Ci tenevo a farlo una volta che i colleghi avessero nei loro banchi il testo dei due emendamenti che abbiamo depositato. Noi, a meno di decisioni diverse della seduta dei capigruppo convocata per le ore 17,30, che è sempre sovrana, siamo all’ultima seduta d’aula prima della pausa, della sospensione dei nostri lavori, siamo tutti affaticati da un lavoro che, con le diverse sensibilità, ha cercato di dare risposte ai cittadini di questa Regione, i consiglieri di maggioranza e quelli di minoranza, ognuno con il proprio approccio, si sono dedicati in questi giorni a cercare di dare risposte, con i provvedimenti che erano all’ordine del giorno, alle richieste che ci arrivano dalle nostre comunità.

Ne approfitto quindi per ringraziare tutte le strutture tecniche dell’Assemblea legislativa per la professionalità, per la competenza, per la dedizione con cui in questi giorni, ma in generale durante tutto l’anno accompagnano il nostro lavoro, mettendoci in condizione di esercitare quella capacità di proposta politica che ci hanno affidato i cittadini elettori.

Come vedete, io ho depositato due emendamenti, che hanno semplicemente l’obiettivo di mettere nero su bianco due concetti, su cui penso e soprattutto spero non ci siano tentennamenti in quest’aula, riprendendo il suggerimento che faceva il consigliere Taruffi, sono emendamenti che abbiamo firmato insieme alla consigliera Pigoni e alla consigliera Mori, due emendamenti che, come dicevo, vogliono mettere nero su bianco due semplici concetti, e lo vogliono fare anche se (è un altro dato di fatto) si è aperto il percorso che ci porterà alle elezioni politiche del 25 settembre 2022.

Detto questo, io penso e spero che in quest’aula siamo tutti d’accordo nel riconoscere la valenza sociale, culturale, popolare e identitaria dell’Associazione nazionale degli Alpini, da una parte, dall’altra nell’esprimere ferma condanna per gli atti di molestia sessuale e di prevaricazione sessista su tutte le donne che in qualsiasi momento li abbiano subìti, anche nei giorni dell’adunata.

Spero che queste due semplici cose ci accomunino. Sono due emendamenti che abbiamo depositato. Starà a loro dirci innanzitutto se li accettano e se sono disponibili a votarli all’atto depositato dai colleghi della Lega, che impegnava il presidente. Ecco, nell’emendamento facciamo un passo avanti: siamo noi come Assemblea legislativa, noi consiglieri, senza rimandare al presidente e alla Giunta, che riconosciamo il valore di quel Corpo, che è rappresentato benissimo nelle premesse di quell’atto, e dall’altra parte vogliamo cogliere l’occasione per ribadire la ferma condanna agli atti di molestia sessuale e di prevaricazione che le donne e le ragazze troppo spesso continuano a subire.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ha chiesto la parola la consigliera Pigoni.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

Io prendo la parola sinceramente dispiaciuta nel vedere la Lega così in difficoltà oggi, che ci chiede in quest’aula di ritirare il testo, ad esempio, precedentemente sulla loro risoluzione sull’autonomia differenziata, dove ci chiedono di impegnare il Governo a proseguire nel lavoro fatto, lo stesso Governo che loro stessi hanno scelto di far cadere. Li vedo in difficoltà nel momento in cui sono loro, per bocca del loro capogruppo, a chiedere che venga preso in considerazione l’errore sull’abbinamento della risoluzione a firma della consigliera Mori e poi si stupiscono e fanno questi interventi gridando allo scandalo perché è stato confermato ciò che loro stessi hanno richiesto. Quindi, è veramente una situazione abbastanza surreale.

Io ringrazio la Presidenza per avere tenuto la barra dritta (mi si consenta questo modo di dire). Come diceva prima la consigliera Rontini, abbiamo deciso di presentare degli emendamenti come maggioranza alla risoluzione presentata dalla Lega, anche perché sono a questo punto soltanto due le risoluzioni che verranno messe al voto…

 

(interruzioni)

 

PIGONI: Sono due le risoluzioni che verranno messe al voto, come ribadito dalla Presidenza…

 

(interruzioni)

 

PIGONI: Come ribadito dalla Presidenza e come, peraltro, richiesto….

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Fate continuare la consigliera Pigoni.

 

PIGONI: …come peraltro richiesto dal capogruppo Rancan. Quindi, non si capisce come mai ci sia tutto questo fervore tra i banchi delle opposizioni.

Abbiamo presentato questi due emendamenti, stavo dicendo, se accolti, voteremo con convinzione la prima delle risoluzioni in votazione, invece voteremo contro alla risoluzione di Fratelli d’Italia. Basta così, perché queste sono le risoluzioni poste in votazione.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Collega Rancan, ha la parola.

 

RANCAN: Mi hai citato, quindi posso parlare. Tu hai parlato, adesso stai zitta! Io non ho parlato quando tu stavi parlando, quindi adesso stai in silenzio, adesso mi lasci parlare, o può parlare solo la Sinistra in questa Regione? Basta, smettila, io non ti ho interrotto, io sono nel mio, sto parlando, sei maleducata!

 

PRESIDENTE (Zamboni): Basta, fermi! Sospendiamo un attimo la seduta.

 

RANCAN: Ma perché?

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ma vi sembra questo il clima per continuare?

Articolo 77: “È fatto personale l’essere censurato nella propria condotta o il sentirsi attribuire fatti non veri od opinioni contrarie a quelle espresse. Chi chiede la parola per fatto personale deve indicarlo, il presidente decide se il fatto sussiste, se l’interessato insiste, decide l’Assemblea per alzata di mano, senza discussione”. È l’articolo 77.

Allora, consigliere Rancan, ci indichi per favore qual è il fatto personale per il quale lei chiede di intervenire.

 

RANCAN: Semplicemente perché la consigliera Pigoni dice che non ho capito quello che io ho detto, cioè praticamente dice, citandomi, che non avrei capito oppure vengono fatte cose diverse da quelle che ho detto io.

Semplicemente per chiarire la mia posizione una volta per tutte, io non ho chiesto che venisse sospesa l’aula per valutare l’abbinamento, io ho chiesto che venisse sospesa l’aula per leggere la risoluzione del Partito Democratico, che è ben diverso, perché la nostra era completamente diversa, quindi io parlo per il Gruppo della Lega, poi di quella di Fratelli d’Italia giustamente parlerà il capogruppo o consigliere di Fratelli d’Italia, quindi io chiedo per favore che però le mie parole siano interpretate in modo corretto.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Ha chiarito la sua richiesta.

Sempre in base all’articolo 77, chi ha dato origine alla richiesta del fatto personale può a sua volta intervenire.

Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

A differenza di quello che è stato fatto a me, ovvero una mancata educazione e rispetto di quelli che sono i ruoli dell’aula, siccome è stato chiesto di zittirmi dal consigliere Rancan, io non penso di aver assolutamente mal interpretato, ma mi sono limitata nell’esercizio delle mie funzioni a far sottolineare che era stato lo stesso capogruppo Rancan a contestare l’abbinamento della risoluzione a prima firma Mori.

 

PRESIDENTE (Zamboni): Sono le ore 17,31, quindi a questo punto in base all’ordine del giorno la seduta è conclusa. C’è una richiesta di una Capigruppo straordinaria per decidere se proseguire o meno i lavori, quindi convoco la Capigruppo.

I consiglieri che non sono della Capigruppo possono uscire, sennò noi andiamo nella solita saletta. Io direi di andare nella solita saletta.

 

(La seduta sospesa alle 17.31 è ripresa alle ore 17.53)

 

PRESIDENTE (Zamboni): […] testo unitario da votare, a questo punto la seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 17,54

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO; Michele BARCAIUOLO; Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Pasquale GERACE, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario Davide BARUFFI;

gli assessori Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Mauro FELICORI, Barbara LORI, Elena SCHLEIN.

Hanno comunicato di non partecipare alla seduta gli assessori Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Alessio MAMMI, Paola SALOMONI e il consigliere Marco LISEI.

 

Votazione elettronica

OGGETTO 5063

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni in materia di cooperative di comunità".

 

Presenti:43

 

Favorevoli:42

AMICO Federico Alessandro; BARCAIUOLO Michele; BARGI Stefano; BERGAMINI Fabio; BESSI Gianni; BONACCINI Stefano; BONDAVALLI Stefania; BULBI Massimo; CALIANDRO Stefano; CASTALDINI Valentina; CATELLANI Maura; COSTA Andrea; DAFFADÀ Matteo; DELMONTE Gabriele; FABBRI Marco; FACCI Michele; FELICORI Mauro; GERACE Pasquale; MALETTI Francesca; MARCHETTI Daniele; MARCHETTI Francesca; MASTACCHI Marco; MOLINARI Gian Luigi; MONTEVECCHI Matteo; MUMOLO Antonio; OCCHI Emiliano; PARUOLO Giuseppe; PELLONI Simone; PICCININI Silvia; PIGONI Giulia; PILLATI Marilena; RANCAN Matteo; RONTINI Manuela; ROSSI Nadia; SABATTINI Luca; TARUFFI Igor; ZAMBONI Silvia; ZAPPATERRA Marcella; COSTI Palma; MONTALTI Lia; SONCINI Ottavia; STRAGLIATI Valentina

 

Presenti non votanti:1

RAINIERI Fabio

 

Assenti:7

GIBERTONI Giulia; LISEI Marco; LIVERANI Andrea; MORI Roberta; PETITTI Emma; POMPIGNOLI Massimiliano; TAGLIAFERRI Giancarlo

 

Emendamenti

OGGETTO 5063

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni in materia di cooperative di comunità".

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Castaldini

«Articolo 1, comma 2

- al termine della lettera c) sono aggiunte le parole "anche ai fini turistici e promozionali"»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Castaldini

«Articolo 1, comma 2

- al termine della lettera d) sono aggiunte le parole "ivi incluse quelle sportive con finalità di aggregazione"»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma della consigliera Castaldini

«Articolo 1, comma 2

- dopo la lettera e) è inserita la seguente e bis) la promozione e la diffusione dei servizi tecnologici e digitali»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Rossi, Delmonte, Rontini

«Il testo dell'art. 9 è sostituito dal seguente

Art. 9 Disposizioni finanziarie

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, nel limite massimo di euro 100.000 per l'esercizio finanziario 2022 e di euro 200.000 per ciascuno degli esercizi finanziari 2023 e 2024, la Regione fa fronte mediante i fondi a tale scopo specifico accantonati nell'ambito del fondo speciale di cui alla Missione 20 — Fondi e accantonamenti, Programma 3 — Altri fondi —Titolo 1 Spese correnti "Fondo speciale per far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di approvazione — Spese correnti" del bilancio di previsione 2022-2024. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle variazioni di bilancio che si rendano necessarie.

2. Per gli esercizi successivi al 2024 agli oneri derivanti dalla presente legge si fa fronte nell'ambito delle autorizzazioni di spesa annualmente disposte dalla legge di approvazione del bilancio ai sensi di quanto previsto dall'articolo 38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42).»

(Approvato)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Delmonte

«Articolo 1, comma 2

Dopo le parole "di soddisfare" sono inserite le seguenti: "in maniera sostenibile" e alla lettera a) dello stesso comma la parola "sostenibili" è eliminata.»

(Approvato)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Delmonte

«Articolo 3, comma 1, lettera b)

La lettera b) è sostituita così come segue:

"b) la delimitazione dell'ambito territoriale della comunità di riferimento."»

(Approvato)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Delmonte

«Articolo 4, comma 1, lettera a)

Dopo le parole “o che operano”, sono aggiunte le seguenti parole:

"o che si impegnino a collaborare al raggiungimento dei fini sociali con la propria attività lavorativa o professionale."»

(Approvato)

 

 

 

Comunicazione prescritta dall’art. 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

5494 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda sostenere la richiesta di cittadini e associazioni di giungere alla revisione del contratto di concessione della Rocca del Boiardo, al fine di garantire il rientro della struttura nella proprietà del comune di Scandiano e se intenda altresì contribuire agli interventi di recupero della Rocca. A firma della Consigliera: Piccinini

 

5503 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da adottare per assicurare la piena copertura delle richieste presentate in Emilia-Romagna per l'accesso al reddito di libertà. A firma della Consigliera: Piccinini

 

5507 - Interrogazione a risposta scritta per sapere come sia stata calibrata la gestione del nucleo di daini della Pineta di Classe in base alla presenza dei lupi e del loro fabbisogno alimentare. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

5508 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'opportunità di consentire lo strumento dell'autotesting a tutti coloro che non hanno potuto ricevere la terza dose di vaccino in quanto guariti dal Covid-19. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni, Bergamini, Facci

 

5509 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla possibilità di richiamare in servizio il personale sanitario non vaccinato, al fine di risolvere i problemi di carenza di organico. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni, Bergamini, Facci

 

5522 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali iniziative la Giunta intenda adottare per sostenere i comuni dell'Appennino forlivese-cesenate esclusi dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI). A firma dei Consiglieri: Bulbi, Montalti, Rontini, Gerace

 

5523 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai problemi di monitoraggio della Valle di Mandriole (RA), con particolare attenzione agli attuali deficit idraulici, all'anossia delle acque e ai conseguenti fenomeni di moria della fauna del territorio. A firma del Consigliere: Liverani

 

5524 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda istituire un servizio di continuità assistenziale pediatrica, da strutturare in forte connessione con la rete pediatrica regionale, al fine di offrire assistenza nei momenti in cui non è possibile accedere all'ambulatorio del pediatra di libera scelta. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

5525 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da intraprendere per evitare il taglio delle alberature esistenti nell'area posta tra via Decumana e via Emilia Ponente a Bologna, dove è prevista la realizzazione di un supermercato. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

5526 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle azioni da intraprendere per superare le criticità relative al rinnovo della convenzione per la gestione del complesso museale Abbazia di Pomposa e Museo Pomposiano. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Zappaterra

 

5527 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quando saranno completati i lavori per le casse di laminazione di Tebano e Cuffiano e se sia prevista la creazione di altri invasi o casse di espansione nel territorio della Provincia di Ravenna e, in particolare, nelle colline di Riolo Terme e Faenza. A firma del Consigliere: Liverani

 

RISOLUZIONI

 

5495 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Ministero della Salute di rendere strutturali le misure di contrasto alle zanzare tramite droni già accordate in passato quali deroghe speciali ministeriali in determinati contesti ambientali, soprattutto in riferimento alle aree umide quali risaie o comunque difficilmente raggiungibili via terra. (22 07 22). A firma dei Consiglieri: Fabbri, Mori, Zappaterra, Costa, Sabattini, Rontini

 

5502 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad istituire un "Albo" in cui inserire una nuova classificazione di "Botteghe che promuovono le tradizioni" e a sostenere le iniziative degli enti locali finalizzate a creare sgravi economici per le attività commerciali e artigianali che contribuiscono a promuovere i territori. (26 07 22). A firma dei Consiglieri: Bergamini, Facci, Bargi, Catellani, Occhi, Rainieri, Pompignoli, Rancan, Montevecchi, Liverani

 

5504 - Risoluzione per impegnare la Giunta a effettuare controlli presso gli istituti scolastici affinché i progetti formativi proposti alle famiglie, finanziati direttamente o indirettamente dalla Regione Emilia-Romagna, siano oggetto di un consenso informato da parte dei genitori dei minori. (26 07 22). A firma dei Consiglieri: Pelloni, Montevecchi, Mastacchi, Stragliati

 

5521 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere le modifiche in materia fiscale nell'ambito del Terzo Settore, contenute nei decreti attualmente in discussione in Parlamento, e a ribadire la necessità di introdurre le modifiche ai termini di applicazione del Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS), come già espresso in sede di Conferenza Stato-Regioni. (27 07 22). A firma dei Consiglieri: Amico, Maletti

 

5528 - Risoluzione per impegnare la Giunta e l'Assemblea legislativa a valutare collaborazioni, accordi o protocolli a livello territoriale con i Comuni e le istituzioni preposte alla sicurezza pubblica, coinvolgendo associazioni, servizi e Centri operanti per il contrasto delle violenze sulle donne, al fine di rafforzare la prevenzione di comportamenti e situazioni che espongano donne e ragazze a molestie e violenze durante lo svolgimento di grandi eventi. (28 07 22). A firma delle Consigliere: Mori, Rossi, Pillati

 

INTERPELLANZE

 

5496 - Interpellanza relativa all'impossibilità di prenotare alcune prestazioni sanitarie presso le strutture regionali, con particolare riferimento alle visite pediatriche allergologiche. A firma della Consigliera: Castaldini

 

5505 - Interpellanza per sapere se, nel corso delle sedute del Collegio di Vigilanza per la realizzazione dell'opera pubblica denominata "People Mover", siano stati trattati i problemi riscontrati nel funzionamento della navetta e con quale esito. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

5506 - Interpellanza per sapere se la Giunta ritenga opportuno ritirare o modificare la propria deliberazione n. 1562/2021, relativa alle modalità di rilevamento e di eradicazione dello scoiattolo grigio (Sciurus Carolinensis). A firma della Consigliera: Gibertoni

 

(Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - n. 13 prot. NP/2022/1842 del 28 luglio 2022)

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Zamboni

Bergamini - Montalti