Menù di navigazione

171.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE 2022

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 5787

Comunicazione dell'Assessore Priolo su "Obiettivi e scelte strategiche generali del Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2030)".

(Discussione e conclusioni)

(Ordini del giorno 5787/1/3/4/6/8 oggetti 5881588358845886 - 5888 - Discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 5787/2/5 oggetti 5882 - 5885 - Ritiro)

(Ordine del giorno 5787/7 oggetto 5887 - Reiezione)

PRESIDENTE (Rainieri)

OCCHI (Lega)

ZAMBONI (EV)

COSTA (PD)

EVANGELISTI (FdI)

PICCININI (M5S)

RONTINI (PD)

AMICO (ERCEP)

CALIANDRO (PD)

CASTALDINI (FI)

SABATTINI (PD)

PRIOLO, vicepresidente della Giunta

ZAPPATERRA (PD)

OCCHI (Lega)

TAGLIAFERRI (FdI)

POMPIGNOLI (Lega)

EVANGELISTI (FdI)

COSTA (PD)

PRIOLO, vicepresidente della Giunta

POMPIGNOLI (Lega)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 5700

Relazione sulla clausola valutativa di cui all'art. 10 della legge regionale 10 dicembre 2019, n. 30 "Interventi per il trasporto ferroviario e fluviomarittimo delle merci – Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2014".

(Risoluzione 5700/1 oggetto 5889 - Abbinata)

PRESIDENTE (Rainieri)

CORSINI, assessore

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Emendamenti oggetti 5883 - 5884

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,50

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 171 del giorno 26 ottobre 2022.

Hanno giustificato la propria assenza la consigliera Montalti, gli assessori Calvano, Donini, Lori e Salomoni.

 

OGGETTO 5787

Comunicazione dell’Assessore Priolo su “Obiettivi e scelte strategiche generali del Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2030)”.

(Discussione e conclusioni)

(Ordini del giorno 5787/1/3/4/6/8 oggetti 5881588358845886 - 5888 - Discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 5787/2/5 oggetti 5882 - 5885 - Ritiro)

(Ordine del giorno 5787/7 oggetto 5887 - Reiezione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo dalla discussione generale dell’oggetto 5787 “Obiettivi e scelte strategiche generali del Piano Aria Integrato Regionale”.

Ricordo che su questo oggetto sono stati depositati cinque ordini del giorno, il n. 1 a firma Zappaterra, Taruffi, Pigoni, il n. 2 a firma Occhi, il n. 3 a firma Rainieri, Occhi (su tale ordine del giorno insiste un emendamento a firma del consigliere Costa), il n. 4 a firma Evangelisti, Cuoghi, Tagliaferri, il n. 5 a firma della consigliera Castaldini.

Siamo in discussione generale. Se non ci sono interventi in discussione generale... Emiliano Occhi, prego.

 

OCCHI: Grazie, presidente. Rompiamo il ghiaccio, visto che nessuno voleva prenotarsi.

Le linee guida sicuramente ci pongono nella condizione di verificare questo Piano, guardarlo, considerarlo. Nel momento in cui ho approcciato queste linee guida, sicuramente la prima cosa che mi ha non dico colpito, ma ha focalizzato la mia attenzione è stato il focus che questo Piano dell’aria, queste linee guida, queste intenzioni del Piano dell’area avranno. Sicuramente le parole che colpiscono di più sono agricoltura e trasporti, questi saranno i focus, e in seconda battuta i riscaldamenti delle biomasse.

Credo ci siano alcuni punti da focalizzare su questa idea di quello che sarà il Piano, quindi pensare a quello che è la nostra agricoltura, motivo per cui svilupperemo e abbiamo sviluppato degli ordini del giorno dedicati a questa cosa, perché noi abbiamo un’agricoltura molto specializzata, a differenza di quella di altri luoghi, abbiamo un’agricoltura che è legata al settore del Parmigiano, al settore del Grana Padano (parlo di tutto il bacino della nostra Regione, il bacino padano).

È un’agricoltura che va aiutata, va sostenuta, ha difficoltà a volte anche nella intergenerazionalità (se ne è parlato più volte), e questa è una questione che affronteremo anche negli ordini del giorno.

C’è un tema anche di intersettorialità, nella bozza del PAIR si parla di intersettorialità con il Piano energetico, io credo che ci dovrà essere un focus specifico sul settore del biometano, un settore che va potenziato non solo per la capacità di togliere reflui, sia quelli agrotecnici civili, che generano NH3, che generano particolato secondario, ma anche per la grande potenza che uno sviluppo forte di biometano potrà dare. Parlo di Bacino Padano, quindi i miliardi di metri cubi di biometano dei quali stiamo parlando sono tanti, potrebbe addirittura contribuire a quello che è il nostro fabbisogno nazionale di metano, in più potrebbe dare una mano al settore dei trasporti, e vengo proprio al settore dei trasporti.

Attenzione, quando nel Piano, nelle linee guida si dice l’intermodalità su rotaia, passiamo tutta la gomma su rotaia. Attenzione, l’intermodalità (lo vedremo nel punto successivo all’ordine del giorno con l’assessore Corsini) necessita però anche lì di infrastrutture, necessita anche lì di luoghi dell’intermodalità, che attualmente in Emilia-Romagna sono saturi (porto di Ravenna, interporto di Parma e tanti altri sono già saturi), quindi anche qui l’interdisciplinarità, l’interdipendenza tra i diversi piani, tra i diversi assessorati.

Sulle biomasse, assessore, anche qua c’è un ordine del giorno, sappiamo quella che è l’attualità, la difficoltà nel poter ottenere deroghe a livello comunitario, la difficoltà delle famiglie con il riscaldamento in questa fase, la necessità di rispondere ad un’infrazione europea sulla qualità dell’aria, abbiamo notato però la difficoltà che c’è anche nello spendere soldi per la sostituzione delle caldaie a biomasse. Sono ancora molti i soldi inutilizzati al fondo, credo che anche qui ci voglia una maggiore pubblicità.

La Regione dovrebbe dare più pubblicità a questi bandi, dai rivenditori è corretto, non solo sui siti della Regione, ma specialmente in questa fase di ricerca di nuove fonti di riscaldamento molte persone non sanno di questi bandi, infatti non partecipano tutti e i fondi sono ancora presenti, ce ne sono ancora tanti, quindi va data più pubblicità in questa fase.

Sulla forestazione urbana, assessore, anche qua si parla di forestazione urbana, però attenzione a non dare troppo peso a quella che è la forestazione urbana, a quelle che sono le aspettative della forestazione urbana, perché vi do un dato: nel 2019 l’Italia ha emesso 418 milioni di tonnellate di CO2.

Per catturare 1 milione di questi 418 milioni di CO2 servirebbe una forestazione pari a 17.692 chilometri quadrati (vi ricordo che l’Italia è 300.000 chilometri quadrati) e 230 milioni di piante, per catturare 1 solo di questi 418 milioni.

Per catturare quindi 1 milione di tonnellate di CO2, pari allo 0,2 per cento delle emissioni del 2019, bisognerebbe aggiungere alberi sul 5 per cento del territorio italiano attualmente non boscato, quindi attenzione anche quando si fa la pubblicità delle misure, la forestazione ha un effetto sicuramente ottimo sulla qualità ambientale, sulla biodiversità, ma per quanto riguarda la qualità dell’aria ce l’ha, ma attenzione a bilanciare i diversi effetti quando si fanno gli annunci.

Sulla mobilità urbana e sulle famiglie attenzione, si parla di pianificazione e insediamenti, siamo ancora poco policentrici nei nostri centri abitati, nelle nostre Province, e, finché non saremo abbastanza policentrici anche nei servizi, ci sarà bisogno di mobilità. La mobilità è una richiesta anche da parte delle famiglie, proprio per quello la gestione familiare del quotidiano, la mobilità serve, non tutti si possono permettere (quelli che hanno tanti figli, che li portano a scuola, che hanno necessità anche sanitarie) di utilizzare per queste attività il bus o la bicicletta.

Come diciamo sempre, quindi, bene l’implementazione della pista ciclabile, bene l’implementazione del trasporto pubblico locale, bene aumentare i servizi, ma non pensare di poter poi costringere tutte le famiglie a passare ad altri mezzi di trasporto, perché, almeno finché i servizi saranno concentrati in un certo modo, le nostre città saranno strutturate in un certo modo, ci sarà necessità di mobilità, quindi, assessore, le dico che sicuramente noi avremo questa fase di monitoraggio di questo anno davanti a noi: cerchiamo di essere responsabili di quello che facciamo; cerchiamo anche di non essere ideologici.

I problemi ci sono, è positivo il fatto che… Io mi ricordo che uno dei primi interventi che feci in quest’aula fu riferito al fare attenzione alla orografia, alla morfologia del bacino padano, che non è paragonabile a una zona di pianura aperta della Germania, o della Polonia, dove ci sono dei bassipiani di enorme estensione, e lì sicuramente non c’è la questione dell’inversione termica, per esempio.

Mi fa piacere che nel piano, nelle bozze di piano, nelle linee-guida, negli obiettivi strategici si faccia riferimento alla nostra peculiare orografia anche in riferimento a richieste verso la Commissione europea, perché è in revisione la norma europea. Può darsi, anzi, è molto probabile che verranno dati degli obiettivi ancora più stringenti.

Questo piano quindi ha degli obiettivi molto sfidanti: un 30 per cento di riduzione di ammoniaca, un 30 per cento di riduzione ancora di PM10. Se l’Europa ci dà ulteriori obiettivi ancora più sfidanti, con la nostra particolare morfologia, orografia, l’inversione termica la vediamo difficile.

Utilizziamo quindi questo anno, bene vengano gli incontri preparatori, come sul piano dei rifiuti. Affronteremo anche a livello tecnico questi passaggi, però facciamo attenzione a ciò che porta avanti la nostra Regione, come imprese, come famiglie, come agricoltura e come trasporti. Stiamo attenti a non fare azioni senza coordinarci con questi settori. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Il giudizio di Europa Verde sugli obiettivi strategici del Piano aria è positivo, però con alcune criticità che vorrei evidenziare, contemporaneamente evidenziando invece le parti più positive.

La prima criticità, secondo me, è proprio contenuta nel testo, quindi non è una valutazione. Il documento si apre con una valutazione positiva dei risultati ottenuti dal PAI 2020, sottolineandone però i limiti. C’è quindi l’elogio di un risultato che viene nel testo stesso evidenziato come non soddisfacente. Si parla infatti di significativo miglioramento della qualità dell’aria, mentre i dati illustrati nel documento non sono affatto rassicuranti in questo senso. Al punto 4, per esempio, si afferma che gli obiettivi del PAIR 2020 non sono stati ancora raggiunti e si conferma che il superamento dei valori limite giornalieri annuali fissati per il PM10, parametro per il quale la Regione è ormai sotto condanna, è tuttora in corso. Continuiamo quindi a superare le soglie di uno dei parametri principali, il parametro principale per il quale siamo sotto condanna.

La prima nota positiva, invece, lo diceva anche l’assessore nella presentazione, è sicuramente la dotazione dei fondi. Finalmente sul pari al 2030, come ha sottolineato anzi la vice presidente ci sono fondi consistenti e parliamo di, se i fondi che erano assenti nel PAIR precedente. Parliamo di risorse del Ministero dell’ambiente – adesso pare che si stia richiamando in effetti il Ministero dell’ambiente – e della sicurezza energetica, nelle mani di Cingolani: ci sarà da ridere, o da piangere. Le risorse del Ministero dell’ambiente sono pari a 47 milioni di euro, che vanno a sommarsi alle risorse della Regione per cui si arriva a 66 milioni di euro da qui al 2025. Altri 82 sono previsti per il periodo 2026-2030. A questi si aggiungono i fondi mobilità sostenibile, priorità 3, sostenibilità dell’obiettivo 2 del POR FESR, per un totale di altri 230 milioni, i fondi del Piano di sviluppo rurale assegnati alla riduzione delle emissioni di ammoniaca in agricoltura (13 milioni), il fondo per la mobilità sostenibile (2,3 milioni); poi ci sarà da valutare quanto porterà in dotazione il Piano energetico di cui stiamo per discutere, il piano di attuazione triennale. Poi ci sono i fondi del Next Generation EU e del PNRR, quindi risorse che in buona parte confluiscono sul percorso di conversione ecologica. Se guardiamo alle misure regionali nel settore della mobilità, a cui viene assegnato il 30 per cento di concentrazioni di PM10, gli obiettivi indicati sono ovviamente condivisibili perché si parla di promozione del trasporto pubblico su ferro e su gomma, e qui richiamo sempre l’annosa questione del servizio ferroviario metropolitano, che è in attesa di essere portato a completamento da una ventina d’anni; si parla di incentivazione della mobilità ciclopedonale, potenziamento delle infrastrutture per le ricariche elettriche; molto importante finanziare i cosiddetti charger di comunità, quindi ricariche di comunità, perché sono quelle che offrono l’elettricità a un prezzo nettamente inferiore a quello delle colonnine di ricarica gestite dai provider energetici.

Si parla di riduzione degli spostamenti non necessari con la promozione dello smart working e del telelavoro, di azioni di mobility management e di incentivi al trasporto merci su ferro. Qui, sulla parte degli incentivi al trasporto merci su ferro, ricordiamo in particolar modo il Ferrobonus, che ha portato ad un aumento dei convogli da 7.000 a 9.000.

Dalla clausola valutativa della legge regionale n. 30 del 2019, “Interventi per il trasporto ferroviario e fluviomarittimo”, sappiamo però che ci sono ancora dei forti limiti alla promozione del trasferimento del trasporto delle merci dalla gomma al ferro. Qui quindi c’è ancora da lavorare, e cito un dato per tutti: l’obiettivo del triennio della legge era quello di togliere dalle strade circa 110.000 veicoli pesanti diesel da 28 tonnellate ciascuno. Nei primi due anni di attuazione si registra un dato che è lontano dall’obiettivo, perché siamo appena sopra il 50 per cento di tale obiettivo, visto che la riduzione è stata di 24.000 veicoli nel primo anno e di poco più di 30.000 nel secondo. Ci sono ancora quindi 56.000 veicoli che non hanno consentito di centrare l’obiettivo del 110.000. Ovviamente, ci auguriamo che si arrivi all’obiettivo, non stiamo certo qui a gufare che questo obiettivo non sia raggiungibile.

Ci sono poi altri interventi condivisibili, previsti per ridurre la produzione di polveri sottili, limitare la combustione di biomasse agli impianti energeticamente più efficienti e ridurre quindi i precursori delle polveri sottili, in particolar modo le emissioni di ammoniaca che derivano dalla filiera zootecnica. A proposito dell’uso delle biomasse, ricordo una cosa che avevo già detto in passato, ossia che bisognerebbe, anziché incentivare l’acquisto di stufette energeticamente efficienti, finanziare le pompe di calore, così saltiamo immediatamente allo stadio successivo, eliminando i combustibili.

Un punto che fa riflettere rispetto ai risultati attesi è il punto 9.2 del Documento strategico, perché si dice che ci si aspetta di raggiungere il valore limite di legge, a patto che negli anni presi in considerazione ci sia una meteorologia favorevole. Quindi, il raggiungimento degli obiettivi è funzionale al fatto che la meteorologia sia favorevole. Noi sappiamo che per la conformità geomorfologica della nostra regione a gennaio è inevitabile la cosiddetta “inversione termica”, per cui le concentrazioni di polveri sottili vanno alle stelle. Quindi, bisognerebbe studiare delle misure che consentano di arrivare al risultato a prescindere dalla meteorologia, quindi non mettendosi nelle mani del clima favorevole. Del resto, lo vediamo, il clima sta veramente andando fuori controllo: abbiamo temperature primaverili, con minime pari a 20 gradi e massime a 25 gradi, con la gente che ancora fa il bagno a mare.

C’è un altro punto che ci lascia perplessi come Europa Verde e riguarda le emissioni di quelle infrastrutture di cui viene demandato il controllo allo Stato, mi riferisco in particolare ad autostrade, porti e aeroporti. Qui c’è una contraddizione, perché con il PRIT – Europa Verde votò contro, la Regione Emilia-Romagna ha votato la realizzazione del Passante, la realizzazione della Cispadana, le triple e quadruple corsie autostradali, dopodiché per quanto riguarda il controllo delle emissioni generate dal traffico su queste arterie si dice: eh, ma dipende dallo Stato. Idem per gli aeroporti. In Regione sappiamo che è aperta la questione della trasformazione in aeroporto cargo dell’aeroporto di Parma, che si trova a pochissimi chilometri dal centro della città, un progetto che la Regione intende cofinanziare con 20 milioni di euro. A Bologna è notoria la pressione dei voli e dell’attività dell’aeroporto Marconi, in particolar modo sul quartiere Navile, dove i residenti sono veramente devastati dall’impatto dell’inquinamento acustico prodotto dall’aeroporto. Qui va detto che è vero che rispetto alle fonti emissive generali quella degli aeroporti è una cifra inferiore addirittura al 10, se non al 5 per cento, però su Bologna parliamo di emissioni concentrate localmente. Quindi, spalmate a livello territoriale regionale incidono poco, ma su Bologna incidono perché sono concentrate tutte qui. Quindi, oltre al rumore c’è anche quello.

L’ultima cosa, e poi chiudo, riguarda il percorso di questo Piano, con due osservazioni che vorrei fare. L’assessore ha annunciato che, analogamente a quanto è avvenuto per il Piano rifiuti, ci saranno dei focus tematici di approfondimento. Allora, i focus tematici sono sicuramente interessanti, ma fatti al di fuori delle Commissioni consiliari secondo me hanno il limite di non consentire ai commissari, ai consiglieri di intervenire in un dibattito più serrato, che non se si trovano insieme ad altri stakeholder invitati ai focus. Quindi, secondo Europa Verde sarebbe opportuno riportare il focus nel contesto delle Commissioni consiliari.

Infine, sappiamo che l’associazione che ha sottoscritto il Patto per il lavoro e per il clima è Legambiente, ricordo però che in sede di approvazione da parte dell’Assemblea legislativa del Patto lavoro e clima era stato approvato un emendamento proposto da Europa Verde che impegnava la Giunta ad allargare il più possibile il dialogo anche con le associazioni ambientaliste, naturalmente rappresentative, che pur non avendo sottoscritto il Patto potevano avere delle buone idee da portare nell’ambito della discussione. Quindi, chiedo se nel caso del PAIR, appunto, si può ampliare la platea delle associazioni che vengono ascoltate.

Grazie e mi scuso per aver sforato i tempi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prego, consigliere Costa.

 

COSTA: Chiedo scusa, presidente, ma il microfono non mi dava la prenotazione.

Il documento che discutiamo oggi apre un percorso che ci vedrà impegnati per i prossimi quasi dodici mesi, percorso che sarà su più livelli di confronto e partecipato per arrivare ad approvare il PAIR 2030 e gli obiettivi che esso contiene, ma anche le azioni e le strade per poterli raggiungere nell’autunno del 2023. È un lavoro, però, quello di oggi che parte da una fotografia, come è giusto che sia, rispetto alle azioni messe in campo e agli obiettivi raggiunti del PAIR precedente, il PAIR 2020, e la fotografia, come ha avuto modo di dire l’assessore nelle sue comunicazioni, ci restituisce alcuni passi avanti netti rispetto al miglioramento della qualità dell’aria, ma ci fornisce anche alcune tracce di lavoro, alcuni ambiti rispetto ai quali l’azione della Regione deve essere più marcata e incisiva.

Intanto il 94% – questo è un dato da rimarcare – delle azioni contenute nel precedente Piano è stato o avviato o già realizzato, e ha contribuito a farci registrare una diminuzione di agenti inquinanti piuttosto importante, le cosiddette PM10 del 50 per cento sono calate rispetto al momento di avvio dello scorso PAIR, il cosiddetto particolato, così gli ossidi di azoto sono diminuiti del 44 per cento e le emissioni dei composti organici volatili addirittura del 70 per cento. Quindi, sono numeri importanti, rispetto ai quali c’è la necessità di andare in continuità con alcune scelte già compiute e attuate, ma ci sono anche alcuni ambiti di intervento rispetto ai quali abbiamo già la strada indicata. Sarà compito dei prossimi dodici mesi, nel percorso di partecipazione e di confronto che veniva richiamato dall’assessore questa mattina, definire i tempi e i modi per individuare le azioni che ci consentiranno di raggiungere nuovi sfidanti obiettivi del PAIR 2030.

I numeri che raccontavo prima hanno un’esternalità importante, e cito il dato perché poi so che sarà oggetto anche di un ordine del giorno presentato dai colleghi di Fratelli d’Italia, rispetto alla salute pubblica. Il miglioramento della qualità dell’aria che noi abbiamo già registrato con le azioni compiute può essere misurato, se di salute pubblica si può parlare in termini economici, attorno ai 245 milioni di minori costi a carico del servizio sanitario regionale, evitati grazie alla riduzione della presenza di agenti inquinanti, come richiamavo prima, nell’aria.

Il nuovo PAIR deve, però, fare un passo avanti rispetto ad alcune criticità ed emergenze che sono ancora riscontrabili, e deve provare a farlo con una logica di integrazione verticale e di partecipazione orizzontale. L’integrazione verticale sta nella complessità delle interrelazioni che ci sono tra diversi ambiti di pianificazione. Le linee strategiche di oggi ci avviano il percorso di definizione del PAIR, ma è uno strumento che, per forza di cose, si interfaccia con molti altri strumenti di pianificazione. Sono citati nelle stesse linee strategiche e ne abbiamo discusso anche nel corso della Commissione, allorché l’assessore Priolo è venuta a farci l’illustrazione di questo documento. Ne cito alcune: il Patto per il lavoro e per il clima, ad esempio, il PRIT, il Piano energetico regionale, ma anche il Piano rifiuti e il Piano territoriale regionale. Sono solo alcuni dei tanti strumenti di pianificazione che contribuiranno, con le loro azioni, al raggiungimento degli obiettivi che le linee strategiche di cui stiamo discutendo oggi fissano per questo territorio regionale.

E partecipazione orizzontale. La richiamava prima l’assessore. Il percorso di confronto attraverso focus, ma, io sono sicuro, raccogliendo in questo la sollecitazione della collega Zamboni, anche di costante aggiornamento del procedere della pianificazione dentro la Commissione III. Da questo punto di vista, abbiamo inaugurato con l’assessore Priolo un metodo, che è di illustrazione in Commissione III prima ancora che i documenti vengano licenziati dalla Giunta, in modo che possa già avviarsi un lavoro di confronto, di analisi e di proposta da parte dei consiglieri stessi. Partecipazione orizzontale che si dispiegherà, poi, nella chiamata dei diversi soggetti che possono concorrere al raggiungimento degli obiettivi, ma che dovranno anche mettere in campo le azioni che insieme definiremo, nei tempi che insieme definiremo, perché quegli obiettivi possano essere conseguiti.

Sostanzialmente, sappiamo benissimo che non basta scrivere che noi vogliamo raggiungere un determinato obiettivo se non ci portiamo dietro le persone che, poi, quell’obiettivo lo possono rendere concreto e realizzabile attraverso i loro comportamenti.

C’è una logica, secondo me, completamente ribaltata rispetto alle esperienze pregresse dentro a questo documento strategico, che è quella del passaggio dalla sanzione all’incentivo. Non c’è nessun ambito, pur evidenziando da dove noi registriamo le maggiori emissioni di agenti inquinanti, vessatorio con intento... Come dire? Facendo della criminalizzazione verso alcuni ambiti di attività. C’è, piuttosto, la fotografia di quelle che sono le attività umane, da cui generano determinate presenze degli agenti atmosferici, e l’accompagnamento di quelle attività, di chi quelle attività compie in un percorso di progressiva emancipazione da determinati cicli produttivi, ad esempio, di comportamento, dando degli incentivi perché quelle innovazioni possano essere messe in campo. Ed è il motivo per cui questo Piano strategico, questo Piano dell’aria si porterà dietro fin da adesso ‒ è dichiarato nelle linee strategiche ‒ una dote finanziaria. Anche questo è un elemento di novità. Sono 150 milioni di euro propri del Piano dell’aria, che si sommeranno alle linee di finanziamento nazionali ed europee che gli altri piani che citavo prima a titolo di esempio si porteranno dietro e che complessivamente ci vedranno mettere in campo quasi oltre 2 miliardi di euro per finanziare, sostenere azioni utili al raggiungimento degli obiettivi di minori emissioni, che qui dentro fissiamo.

C’è l’estensione ‒ altro elemento di novità ‒ di quella logica di area vasta che è alla base dell’accordo di bacino padano che questa Regione ha sottoscritto nel 2017 insieme a Lombardia, Veneto e Piemonte. L’intuizione di quell’accordo fu: le politiche devono essere omogenee su un territorio di più larga scala perché possano essere anche efficaci. Quella logica la portiamo anche a livello intraregionale, tant’è che entrano nelle misure che questo piano prevederà tutti i Comuni, sostanzialmente, della pianura. Si passa da 33 Comuni che erano coinvolti nelle misure che il precedente Piano dell’aria prevedeva a oltre 200 Comuni che dovranno concorrere, dando il loro contributo, al raggiungimento degli obiettivi che ci dicevamo.

C’è anche, fin da subito, la messa a fuoco che il bacino padano e le quattro Regioni che lo compongono, che sono Regioni importantissime rispetto alla produzione del PIL nazionale, dovranno avere un occhio di riguardo nell’interlocuzione con il livello nazionale ed europeo, perché questo è un territorio assolutamente peculiare anche rispetto alla composizione orografica e geografica.

Gli ambiti di intervento che le linee strategiche annunciano come quelli rispetto ai quali il nuovo Piano aria agirà. Sono complessive, dicevo, senza criminalizzazioni, per una riduzione degli inquinanti primari e dei cosiddetti “precursori” degli inquinanti secondari. Sono ‒ li ha illustrati l’assessore questa mattina ‒ trasporti, agricoltura e riscaldamento domestico. Perché questi tre ambiti? Anche qui, senza puntare il dito contro nessuno. Perché le evidenze ci dimostrano che sono questi i settori rispetto ai quali dobbiamo fare uno sforzo di accompagnamento in più dando incentivi che alle volte possono diventare anche un’occasione per alcuni settori economici, ma a su questo ci tornerò, perché attraverso il cambiamento si possono produrre minori emissioni.

Trasporto. C’è un impegno diretto della Regione sul trasporto pubblico locale. Ne abbiamo discusso quando da quest’aula è passato il PRIT, per il rinnovo della flotta pubblica in capo alle nostre Amministrazioni comunali, l’elettrificazione delle linee ferroviarie, ma anche una pianificazione urbanistica che ci aiuti a limitare quella dispersione urbana che, poi, porta con sé anche volumi di traffico non regolati. Abbiamo accennato anche in Commissione III della necessità di intervenire su una pianificazione della logistica per avvicinare gli insediamenti a quelle che sono le arterie di trasporto delle merci principali e già conosciute, in particolare con il ferroviario, mettendolo in collegamento con il porto di Ravenna, che è il principale porto di questa regione, con un intervento di elettrificazione anche di quello stesso scalo.

Tema dell’agricoltura. Anche su questo c’è un ordine del giorno presentato dai colleghi della Lega, rispetto al quale secondo me ‒ dal collega Rainieri ‒ troveremo una composizione che ci consentirà di votarlo in maniera collettiva. L’agricoltura è un pezzo dell’economia assolutamente fondamentale di questa Regione. L’agricoltura, però, vive un momento di difficoltà a causa anche dei rincari che stanno sui fertilizzanti. Allora, incentivi perché le nostre aziende agricole possano mettere in campo elementi di innovazione, che, da un lato, le aiutano nella sostenibilità economica e, dall’altro, ci aiutano nella sostenibilità ambientale di determinate attività, quali quella della zootecnia, tanto per citarne una. È logico che lì si debba intervenire perché, come è stato richiamato, l’ammoniaca è uno dei precursori principali di altri agenti inquinanti, rispetto ai quali abbiamo necessità di intervenire.

E poi c’è il tema del riscaldamento domestico. Sul riscaldamento domestico ci troviamo in una congiuntura del tutto particolare. Da un lato c’è il caro bollette, che porterà per forza di cose molte famiglie a cercare altre fonti alternative di riscaldamento considerate meno dispendiose, ma anche su questo ci sarebbe da aprire una riflessione, perché forse il mercato adesso, stante l’aumento della domanda, ha dei prezzi che risultano drogati ed eccessivi anche per i bilanci familiari,

Noi abbiamo la necessità da un lato di stare a fianco delle famiglie e di evitare che esploda il fenomeno della povertà energetica, dall’altro di ridurre... ho finito il tempo? Chiedo scusa, un minuto che concludo. Abbiamo la necessità di accompagnarle verso l’acquisto di impianti che producano bassissime emissioni e che migliorino l’efficienza energetica, anche in questo andando a dare un contributo al bilancio familiare.

È quindi un documento decisamente importante, che ha alcuni assi fondamentali, che mi fanno dire che la discussione potrà proseguire in maniera costruttiva, portandosi dietro tutte le persone che saranno poi chiamate ad attuarlo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Evangelisti.

 

EVANGELISTI: Grazie, presidente.

Andiamo ad esaminare oggi un Piano nuovo, che necessariamente deve avere strategia e visione, tenuto conto dei risultati emersi però da quello precedente, sia per parametrizzare quelle che saranno le misure assunte, sia per indirizzare i finanziamenti che, come è stato detto, questa volta ci sono.

Si tratta di un tema chiave, l’inquinamento atmosferico, che è certamente una delle principali minacce ambientali, ma è anche una delle principali minacce sanitarie. È un problema che in primis incide sulla salute, con ricadute anche su altri piani, aspetto questo che ci interessa molto e su cui ritorneremo.

Secondo le statistiche più rilevanti, più della metà degli Stati europei è oggi sottoposta ad infrazione, mentre 9 cittadini su 10 sono esposti a situazioni inquinanti. Questo è un dato che ci ha riferito l’assessora Boni del Comune di Bologna, in occasione di un intervento al Mambo che trattava proprio della presentazione di questo Piano, e riteniamo che anche questo ci debba fare riflettere.

Si parla in questa proposta di Piano di politiche innovative, riteniamo sia doveroso interrogarsi e vedere se queste politiche siano adeguate agli interventi che si renderanno necessari. Si dice nel Piano che questo avverrà tenendo conto delle caratteristiche dell’inquinamento allo stato attuale, quindi con attenzione agli impianti di riscaldamento, agli effetti del cambiamento climatico, del ruolo delle emissioni e dell'incidenza del traffico.

L’obiettivo quindi di questo PAIR 2030 dovrebbe essere ed è quello di ridurre le emissioni più inquinanti, su cui, come ha detto questa mattina la vicepresidente, non vi dovrebbero essere divisioni nella contrapposizione dei ruoli e dovremmo avere tutti lo stesso obiettivo.

Ricordo, perché ho seguito questo percorso per quanto riguarda la città di Bologna, che l’obiettivo del nostro capoluogo è stato rientrare in una delle 100 città con impatto climatico zero, e allineare questo percorso al 2030, allineandosi di fatto a quelle che sono le finalità di questo Piano. È ambizioso, ma anche oneroso sotto molti profili, quindi riteniamo sia necessario un coordinamento su più livelli istituzionali, che ad oggi, ad esempio, tra Regione e Comune capoluogo non pare esserci almeno fino in fondo, posto che le attività realmente messe a terra, a fronte di lodevoli dichiarazioni di intenti, almeno per ora in città non ci sono completamente.

A proposito di dichiarazioni di intenti, riteniamo nel Piano quella della Regione di porre l’ambiente al vertice dell’azienda, che necessariamente comporta, come mi pare sia stato detto questa mattina, la verifica di ciò anche per le altre quattro Regioni interessate nel contesto padano. Vorremmo essere certi che anche per queste ci sia la stessa importanza. Occorre, a nostro avviso, equilibrio e massima responsabilità da parte di tutti, anche in questo confronto, tra maggioranza e opposizione.

Un punto su cui ci siamo maggiormente soffermati è quello della necessità di semplificazione delle norme per i progetti di rigenerazione urbana di luoghi abbandonati che oggi non hanno completamente trovato un seguito progettuale anche rispetto ai piani che sono già stati adottati.

Riteniamo che un’opportunità possa essere certamente fornita dalle Comunità energetiche, rispetto alle quali rileviamo fino ad oggi (faremo in questo senso la nostra parte) un ritardo a livello nazionale. Vogliamo ricordare un dato, cioè che l’Italia ha recepito tardi e in modo confuso, a nostro avviso, e fino ad oggi insufficiente la normativa comunitaria sulle comunità energetiche, erano attesi provvedimenti riguardo ai decreti attuativi.

Ricordiamo che, da uno studio emerso di recente che abbiamo consultato, nella nostra Italia sono 100 le comunità energetiche mappate a giugno del 2022, solo 16 sono riuscite a completare l’iter e solo 3 hanno ricevuto finanziamenti statali.

Molti sono i cittadini che chiedono chiarimenti anche per l’adozione di energie rinnovabili, spesso non sanno nemmeno a che livello istituzionale rivolgersi, perché tra i Piani dei diversi enti non vi è congruità e conformità, e anche questo è un aspetto che andrebbe a nostro avviso appurato.

Un altro aspetto importante è quello della informazione e del coinvolgimento dei cittadini, che devono essere considerati e ritenersi parte attiva nella risoluzione dei problemi. I dati ci dicono oggi una cosa interessante, cioè che le percentuali dei cittadini consultati in questa indagine si equivalgono, cioè abbiamo un 30 per cento di cittadini che sono già consapevoli, sono virtuosi e non necessitano di informazione, circa un 26 per cento sono quelli da incentivare che comunque si informano sui social, e un 26 per cento quelli che, per così dire, non ne vogliono sapere, cioè ai quali il tema non interessa.

Faccio questa riflessione per ricollegarmi ad un altro tema ancora: mi viene in mente che magari questi cittadini disinteressati sono in realtà cittadini che non possono, cittadini che non si approcciano al tema, avendo magari difficoltà economica, quindi attenzione alle persone in difficoltà, sostituire un’auto oggi potrebbe non essere così semplice per tutti, potrebbe essere un problema, così come la sostituzione dei camini, che è una problematica evidenziata più volte dal nostro Gruppo, in varie sedi istituzionali, non ultima la risoluzione che fino ad oggi era in discussione e che, trattato l’oggetto in maniera differente, non ha trovato accoglimento da questa Aula.

A nostro avviso è quindi necessario e indispensabile trovare su questo aspetto un punto d’incontro, da un lato attivando degli aiuti, dall’altro promuovendo pratiche virtuose, con particolare attenzione però al fattore tempo. Lo diciamo perché in questo particolare momento storico, dove c’è una difficoltà oggettiva, i contributi aiutano, ma forse arrivano un attimo dopo, sono in ritardo, quindi una sorta di deroga temporale sarebbe forse più opportuna, da concordare a livello interistituzionale.

Un riconoscimento credo che vada dato dalla lettura della relazione e della proposta di progetto sicuramente alle imprese, che, come emerge, sono uno dei comparti che ha fatto più sforzi. Questo va riconosciuto, perché qui l’evoluzione è stata più spinta che in altri.

Un’ultima riflessione è quella sull’aspetto sanitario, e torno quindi da dove siamo partiti, che per quanto ci riguarda ha un ruolo di rilievo. Ci interessa sotto il profilo sicuramente dei costi e della ricaduta sul sistema sanitario, ma non solo. Ci siamo permessi quindi di sottoporre a questa Assemblea una proposta di ordine del giorno con il quale chiediamo un impegno della Regione al fine di promuovere, noi diciamo immediatamente, e compatibilmente con l’adozione del Piano, uno studio epidemiologico.

Insistiamo da tempo sull’attivazione di uno studio epidemiologico. Lo dico perché lo abbiamo chiesto al Comune di Bologna, chiedendogli di farsi parte attiva anche nei confronti della Regione Emilia-Romagna, perché a nostro avviso potrebbe essere una soluzione chiarificatrice e in un certo senso anche “pacificatrice”. Perché lo chiediamo? Perché riteniamo che vi sia un’incidenza notevole tra infrastrutture, ma anche tra aeroporti, intesi come comparto territoriale regionale. È un aspetto, questo, che non è mai stato analizzato. A nostro avviso sarebbe importante comprendere il nesso di causalità che lega non solo Bologna, ma l’Emilia-Romagna, o che potrebbe legare la presenza di alcune patologie con la presenza di infrastrutture. Sarebbe importante per noi farlo in questo momento, o quantomeno avere dei risultati da esaminare quanto prima, anche per inserirli in questo piano, oppure per tenerli in qualche modo in considerazione, forse anche prima dell’adozione.

Da parte di questo Gruppo c’è la massima apertura a confrontarsi, e faremo la nostra parte anche con proposte operative ed oggettive rispetto al Piano presentato.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Ringrazio l’assessora, nonché vicepresidente, e ne approfitto ovviamente per farle gli auguri di buon lavoro, perché non l’ho fatto ieri – mea culpa –, per la relazione che ci ha fatto oggi in quest’aula.

Io volevo fare alcune sottolineature, perché rispetto al tema della qualità dell’aria si potrebbe parlare per ore, oggettivamente. Volevo però rimarcare alcuni aspetti. Intanto, credo che il dibattito che stiamo facendo oggi sia un dibattito riduttivo, e questo ce lo dice anche l’ultimo Rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente: se vogliamo rispettare gli obiettivi che ci siamo posti al 2030, in relazione alla lotta ai cambiamenti climatici, i nostri sforzi devono più che raddoppiare. Perché dicevo “un dibattito riduttivo”? Perché io credo che questo problema lo stiamo analizzando all’interno di un documento settoriale. In realtà, io penso che se vogliamo affrontare in maniera organica una questione che riguarda più settori, ed è emerso dalla discussione che abbiamo fatto oggi in aula, non ultimo con l’intervento della consigliera che mi ha preceduto, che toccava giustamente anche il tema dell’energia, allora io penso che sia necessario un quadro regolatorio organico, che definisca una strategia più complessiva, una strategia integrata di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Lo dico perché poco tempo fa ho depositato un progetto di legge in questo senso, che agisca in maniera organica e che provi a tenere insieme tutto, che analizzi gli scenari a breve, medio e lungo periodo, che fissi degli obiettivi strategici, i criteri, le priorità di intervento e le azioni da porre in essere, ovviamente prevedendo le risorse necessarie, e una strategia che sia naturalmente coordinata con le varie pianificazioni.

Giustamente, l’assessora diceva che i piani si devono parlare, e condivido; però penso che si debba aprire una riflessione anche rispetto a come materialmente avviene la costruzione di questi atti e a come tutto si tenga insieme. Non a caso noi avevamo voluto un ministero dedicato, quello della transizione ecologica, appunto perché tutto deve tenersi.

Approfitto anche per chiedere conto di quello che era o è il forum – giusto per capire se ci sono aggiornamenti che non ho trovato sul sito – sui cambiamenti climatici. Ho visto che la prima riunione si era tenuta a maggio del 2019; volevo capire se questo strumento ha continuato ad essere convocato ed è uno strumento ancora in piedi. Tra gli obiettivi infatti c’era anche quello di valutare l’efficacia delle azioni all’adattamento e alla mitigazione ai cambiamenti climatici, con anche azioni di monitoraggio.

Dopodiché, penso sia utile intervenire sul tema della prevenzione, che ritengo molto importante. Presidente, io faccio un po’ fatica…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera, ha ragione. Ci sono consiglieri un po’ agitati.

Il consigliere Pompignoli è come un’ape che gira su tutti i fiorellini, oggi. C’è un po’ di confusione in giro. Poi abbiamo il neo- assessore, anche lui molto in giro: si ricorda che era dall’altra parte… Adesso spero che i suoi colleghi si siano calmati. Le ridò la parola e speriamo di riuscire a sentire il suo intervento.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Dicevo che è importante puntare sulla prevenzione, quindi è fondamentale dare seguito a una legge che avevo voluto nello scorso mandato, che ha avuto anche l’approvazione di quest’aula, quando abbiamo istituito il Registro dei tumori, strumento utile per il monitoraggio e la messa in correlazione dell’incidenza di tumori con i fattori inquinanti anche di origine antropica, perché queste correlazioni ci sono. Ci sono già vari studi, infatti, e io ho qualche appunto anche della scorsa legislatura di studi che sono stati fatti, anche, penso, dall’università Cattolica, dove vengono elencati tutti gli effetti negativi sulla nostra salute dovuti all’inquinamento.

Non sto ad elencarli, però è evidente che bisogna agire anche sotto l’aspetto della prevenzione. È anche notizia di oggi che il Consiglio sull’energia dell’Unione europea è intervenuto sulla revisione della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, prevedendo entro il 2030 che tutti i nuovi fabbricati debbano essere ad emissioni zero, ed entro il 2050 prevede anche che si intervenga sull’esistente con un piano di aiuti.

Per me questa è una notizia molto importante, e rientra nelle azioni di prevenzione che devono essere assolutamente messe in campo. In questo senso andava anche il Superbonus 110 per cento. Torno anche su quello che diceva il collega Costa, citando l’aspetto della mobilità e illustrando tre azioni virtuose messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna. Mi permetto di ricordare che due su tre sono azioni che sono state proposte dalla sottoscritta. Quando si parla di elettrificazione delle linee ferroviarie, faccio riferimento anche allo scorso mandato, ogni volta voglio sottolineare, perché c’è stato un impegno da questo punto di vista, che noi rischiavamo di cedere le nostre linee ferroviarie a RFI, quindi di non elettrificarle, o di elettrificarle solo in parte, e di chiudere le meno importanti e strategiche.

Cito anche la misura che abbiamo messo in campo con la collaborazione dell’assessore Priolo, che è quella relativa al cambio auto degli Enti locali, sottolineata prima anche dal collega Costa. Anche questa è una misura voluta dal Movimento 5 Stelle, che ha avuto un esito più che soddisfacente, quindi questo è il segno che le proposte noi l’abbiamo e che quando vengono recepite hanno anche degli effetti positivi.

Su questo io vi chiedo di continuare a lavorare perché, come si diceva anche prima, c’è un tema sicuramente di salute, ma c’è anche un tema economico, perché siamo in infrazione, il nostro Stato è stato condannato per le PM10, quindi rischiamo che i cittadini paghino i problemi che il bacino padano ha, e quindi anche la nostra Regione, in tema di qualità dell’aria, sia in termini di salute che in termini economici.

Su questo quindi saremo molto attenti sul percorso e sulle prossime tappe che verranno avanti, rispetto alle misure che la Regione vorrà mettere in capo, però ci tengo a risottolineare che tutto si deve tenere insieme, quindi serve anche un quadro regolatorio e normativo che tenga conto di tutti i vari aspetti. Il nostro progetto di legge, il mio progetto di legge io l’ho già depositato e mi piacerebbe che ci si provasse a concentrare, a confrontare anche su questo, perché non ha più senso ragionare solo per settori, ma bisogna lavorare in maniera congiunta e in maniera integrata. Su questo sicuramente torneremo. Al di là delle azioni all’interno del Piano aria, io credo che un ragionamento più complessivo sulle strategie da mettere in campo debba essere fatto.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Piccinini.

Consigliera Rontini.

 

RONTINI: Grazie, presidente.

Per quanto riguarda il Partito Democratico è già intervenuto il consigliere Costa e immagino interverrà, tra gli altri, anche il presidente Caliandro. Io, in questo breve intervento, nella complessità della materia che andiamo ad analizzare oggi, andando a definire quelli che sono gli obiettivi e le scelte strategiche generali in vista di quello che sarà il PAIR 2030, mi occupo di una questione che è certamente residuale rispetto al resto, rispetto al complesso delle sfide che abbiamo di fronte e che sono state delineate anche negli interventi che mi hanno preceduta, sia dei consiglieri di maggioranza che di quelli di opposizione, che è quello dei fuochi della tradizione. È un tema di cui ho avuto modo, anche nei mesi scorsi, di confrontarmi velocemente con l’assessora Priolo e approfitto di questo passaggio in aula per rimettere lì uno spunto, nell’auspicio che quando approveremo le nuove norme potremo trovare la modalità di consentire, nel territorio dell’Emilia-Romagna e in quello della Romagna che io conosco meglio, a seguito di meccanismi regolamentati, quelle che per tante comunità, per tanti Comuni, per tanti territori sono tradizioni importanti per le collettività e che negli anni hanno consentito l’accensione di piccoli fuochi legati alla valorizzazione dei prodotti del territorio, dei luoghi legati alla cultura contadina, della riscoperta degli antichi mestieri, su cui poi le amministrazioni comunali, in tanti casi, hanno saputo costruire anche occasioni di promozione e valorizzazione turistica.

Mi è chiaro che anche quelli contribuiscono nel loro piccolo ad un tema di qualità dell’aria che dobbiamo tenere monitorata e regolamentata pensando alla salute dei nostri cittadini, ma di qui ad allora spero – anzi sono certa, conoscendo l’attenzione con cui l’assessora Priolo ci ha abituati ad occuparsi dei diversi temi che competono alle deleghe del suo Assessorato e anch’io colgo l’occasione, come hanno fatto i colleghi, per augurarle buon lavoro anche come vicepresidente della Regione Emilia-Romagna – che potremo trovare una strada, condividendola con l’associazionismo, condividendola con i Comuni, per poter rendere possibile queste piccole attività, queste piccole tradizioni che nel mio territorio si chiamano “lom a merz” e che magari nel cesenate prendono il nome di focarine, che hanno sempre costituito appunto un valore, una piccola tradizione, un simbolo. Ma sappiamo al giorno d’oggi quanto anche i simboli, le tradizioni possano essere importanti, soprattutto per le comunità e soprattutto per quelle più piccole. Quindi, il mio intento era provare a richiamare anche in questa sede, posto che lo strumento in cui regolamentarle sarà più avanti e non dovevano trovare naturalmente spazio all’interno degli obiettivi e delle scelte strategiche che oggi andiamo ad approvare o sulle quali diamo mandato all’assessore di lavorare per la costruzione del nuovo PAIR, sono però un tema su cui anche i territori ci sollecitano a trovare una strada che renda possibile l’organizzazione di queste piccole manifestazioni. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Amico.

 

AMICO: Grazie, presidente.

Anch’io voglio ringraziare per la comunicazione oggi la vicepresidente Priolo, perché credo ci abbia restituito un quadro oggi in aula da cui è seguito anche un dibattito direi piuttosto ricco, interessante e articolato su un tema che, diciamo così, come alcuni hanno detto prima di me, sembra essere circoscritto al Piano dell’aria, ma intreccia molte altre scelte di programmazione che dovremo compiere come Regione nei prossimi settimane e mesi.

È chiaro che quello che ci ha presentato oggi con la comunicazione è l’avvio di un percorso che già aveva visto i suoi prodromi nel luglio di quest’anno, ma che adesso entra nel vivo e che troverà anche una sua articolazione più generale e complessiva. E mi pare che anche nella sua comunicazione l’assessora abbia indicato come, da un lato, le risorse ci siano, come queste vadano intrecciate su più piani, perché è assolutamente evidente che non è solo il Piano dell’aria e la sua dotazione dei 150 milioni di euro circa, ma che ha bisogno di attivare quelle che sono le risorse del FESR, così come quelle di intervento per la riduzione dell’ammoniaca nell’agricoltura, così come gli interventi nella mobilità, leggendo anche quelle che sono le trasformazioni che ci sono oggi.

Oggi, però, e qui di nuovo l’assessora ci ha detto proprio in introduzione, a riscaldamenti civili spenti registriamo già uno sforamento delle PM10, quindi, nonostante dei risultati di contenimento raggiunti attraverso il PAIR 2020, ci troviamo di fronte già oggi, ad altezza di fine ottobre, con degli sforamenti, quindi mi immagino che quando le abitazioni civili saranno messe nelle condizioni di poter riaccendere i riscaldamenti, nuovamente noi ci troveremo in difficoltà. È quindi particolarmente urgente approfondire, definire, inquadrare quali sono gli interventi da compiere, mi auguro, come è stato già per altri atti, da costruirsi con la più ampia e larga partecipazione possibile, sia dell’aula che delle Commissioni. Il consigliere Costa ricordava come per altri provvedimenti che hanno riguardato l’assessora Priolo si sia fatto un lavoro anche istruttorio prima ancora della delibera di Giunta. Penso al Piano rifiuti. Credo che quel metodo sia corretto, così come sia corretto anche mantenere l’interlocuzione più larga possibile con i soggetti esterni all’aula. Anche perché, se il nostro obiettivo è, sì, quello di introdurre degli elementi di contrasto all’inquinamento atmosferico, quindi un miglioramento dell’aria, noi abbiamo bisogno di avere un coinvolgimento quanto più largo e consapevole possibile, che non può essere solo ristretto alle dinamiche istituzionali, ma deve trovare anche il meccanismo di ricomprendere anche chi, tra studi, approfondimenti e attivismi vari, prova a immaginare delle soluzioni, chiaramente in termini propositivi. È nel confronto largo e collettivo che penso possano essere identificate una serie di soluzioni integrate.

Faccio due esempi rispetto a quelle che sono delle problematiche che ci troviamo. Uno l’ha citato nuovamente l’assessora Priolo, quando ha detto che è cambiato il meccanismo del commercio al dettaglio. Ci siamo abituati, tutti noi, a utilizzare la grande distribuzione, quella con consegna a domicilio. Questo ha, chiaramente, un impatto sulla qualità dell’aria. Questo ha anche un impatto, congiuntamente, sulla qualità del lavoro e sulla qualità del suolo urbanizzato del territorio emiliano-romagnolo. È chiaro che trovare delle soluzioni per evitare che, come abbiamo visto nel corso dei mesi passati, provino a fiorire zone logistiche sparpagliate, senza costrutto, non solo ha un impatto sul consumo di suolo, ma ovviamente, dopo, si ripercuote sul Piano dell’aria.

Altrettanto, lo ricordava la collega Piccinini, nel momento stesso in cui noi abbiamo attivato l’elettrificazione di alcune ferrovie, questa elettrificazione non ha comportato, purtroppo, per altro tipo di Regolamenti, una gestione, per esempio, dei passaggi a livello in forma differenziata rispetto alla classica tempistica che vede il passaggio a livello interrompere la viabilità. Questo comporta lo stazionamento dei veicoli, eccetera.

È evidente che, nel momento in cui noi mettiamo insieme tutta una serie di risposte, anche organiche e intrecciate, dobbiamo farlo provando a individuare quelle che possono essere delle soluzioni di medio e breve termine, faccio per dire. Personalmente, sono anche abbastanza perplesso rispetto al tema delle deroghe sull’attivazione delle biomasse per uso civile, diciamo così.

Altrettanto dobbiamo pensare che nel momento in cui interveniamo sul ferro c’è questa implicazione, quando interveniamo sulla logistica c’è quest’altra implicazione. Mi sembra che l’organicità, che è stata un po’ presentata sia dall’assessora che dagli interventi dell’aula di oggi, ci consegni anche questa necessità. Intrecciare, come abbiamo fatto, per esempio, su altri documenti di programmazione... Penso alla discussione partita dal Patto per il lavoro e per il clima, poi scesa nel Documento strategico regionale e dopo, ancora, arrivata ai vari POR FESR e FSE, che ha cercato di tenere insieme tutti quanti gli aspetti anche sul Piano dell’aria, sugli interventi per l’agricoltura sostenibile, sul Piano della mobilità, sul Piano energetico, sull’impiego dei fondi FESR, fino ad arrivare a rendere attuabile, concreta quella che è stata una delle leggi che questa Assemblea ha licenziato. Penso a quella delle Comunità energetiche. Credo sia un lavoro da farsi collegialmente in aula e sicuramente anche con soggetti al di fuori dell’aula.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente.

Io devo segnalare con grande interesse che la relazione che la vicepresidente ha offerto al dibattito di questa giornata, iniziata, appunto, nella seduta mattutina e che riprende oggi nel pomeriggio, offre la possibilità di uno spaccato politico-amministrativo di grande importanza. Non perché sia un tagliando, quello che stiamo vivendo, ma perché è una riflessione effettiva di quello che è lo stato di avanzamento di una discussione molto più profonda.

Chi è intervenuto prima di me ha detto cose molto interessanti. Riflettevo, prima di intervenire, su quale fosse il punto di vista intorno al quale costruire un ragionamento per il futuro, anche in vista dei lavori che sono stati accennati e che pure riprenderanno nella nostra proiezione esterna. Mi vengono in mente gli studi liceali sulla materia. Effettivamente, se è vero che molecole e energia vengono tenute insieme in un sistema che crea i tre stadi della materia, lo stadio aeriforme del quale parliamo noi oggi è evidente che si scontra quotidianamente con lo stato solido, e in alcuni casi anche con lo stato liquido.

Questo è l’inquinamento oggi. L’inquinamento è, in verità, una intossicazione della materia. La modalità con la quale questa stessa materia viene prodotta e organizzata sono gli strumenti con i quali noi ci troviamo a riflettere sullo stato di salute dell’ambiente in cui viviamo. Quindi, in verità, il dibattito non è soltanto amministrativo. Diciamo che trae la spinta della riflessione nelle logiche dell’Amministrazione, ma, poi, è un dibattito che va anche molto al di sopra di quelle che sono le nostre possibilità.

Per cui, non vi è dubbio che abbiamo avuto la necessità e abbiamo la necessità di discutere in maniera molto più approfondita di questo tema, del tema dell’aria, della nostra programmazione, ma anche di quanta materia solida noi abbiamo intenzione di mettere nel nostro mondo. Viene definita, questa, la fase dell’antropocene: tutto ciò che l’uomo ha prodotto nel corso del tempo e si impegna a produrre nel corso del tempo, cioè materia su materia su materia.

È evidente che la quota parte che noi siamo in grado di gestire è modificare il nostro modo di spostarci, il nostro modo di vivere, i nostri stili di vita. Allo stesso tempo, anche il nostro modello industriale, quello della produzione energetica, è quello che in queste ore viviamo come una fase più complessa, più articolata.

Mi sono convinto, in buona sostanza, che se è importante sicuramente avere una lettura... Noi siamo quasi obbligati, anzi siamo obbligati dall’Unione europea a ragionare in maniera più vasta rispetto alle città che abitiamo. Siamo obbligati dall’Unione europea e nella tutela del mondo stesso che abitiamo ad avere delle attività di monitoraggio. L’assessore Priolo ha ricordato anche qual è lo stato attuativo di questa prima fase.

In verità, una delle cose alle quali non siamo obbligati, ma siamo forse tenuti dal punto di vista del nostro codice politico è quella di pensare quali sono le misure che noi abbiamo intenzione di mettere in campo. In queste misure, effettivamente, ci scontriamo quotidianamente con il dovere di rappresentanza dei bisogni della gente, dei cittadini, che pure vivono questo mondo complesso. Prima la collega Zamboni ha ripreso una lamentela: la disuguaglianza sociale accompagna la possibilità di produrre meno CO2. Il ragionamento è quello. Dove si tiene questa battaglia? Non si tiene soltanto sui manuali, nelle manifestazioni, ma si tiene nella vita reale di tutti quanti noi. Dall’altra parte, vi è anche un dibattito, che emerge quotidianamente, anche nello scontro politico tra Destra e Sinistra del Paese, sul fatto che sia la materia quella con la quale devi fare i conti, cioè il legname se vuoi accendere i caminetti, il gasolio se vuoi ripartire con le macchine, quella produzione normale.

È evidente che se noi non avremo un atteggiamento rivoluzionario, e per essere rivoluzionari occorre avere anche un forte obiettivo, la discussione sarà una discussione di maquillage di questa stagione.

Credo, quindi, in buona sostanza, pur consapevole di quanto sia complicato il dibattito, che la strada sia molto più impervia di quello che ci siamo detti e penso che sia molto più impervia anche rispetto al dibattito che a livello comunitario sul tema si è mosso, proprio perché lo scontro è sulla materia, lo scontro è su tutte quelle piccole molecole che compongono l’inquinamento e che contribuiscono quotidianamente all’evoluzione dell’inquinamento. Quindi, noi usiamo la metafora e lo strumento delle zone logistiche, la metafora della trasformazione al tempo delle grandi trasformazioni energetiche, dell’energia, del nostro Piano energetico, di tutto quello che abbiamo detto in altri contesti. Però, la sfida che forse come Regione dovremmo lanciare è quella di pensare che le buone pratiche che mettiamo in campo hanno il dovere di aprire dei canali un po’ più ampi, e non candidarci ad essere la gestione ordinaria, ma avere una visione. Ecco, la visione, a mio giudizio, è anche la capacità di accelerare su alcune tematiche, come quelle di cui ci stiamo occupando in questi giorni, nella piena consapevolezza che, come diceva la collega Zamboni, c’è una disuguaglianza sostanziale e reale nella discussione che abbiamo in piedi.

Vicepresidente, io non invidio questo incarico che la storia le ha attribuito, oltre che la sua parte le ha consegnato, però oggettivamente in questo momento parlare di questi temi significa avere uno spazio mentale e un’apertura culturale di gran lunga superiore a quella con cui siamo stati abituati a discutere nei tempi passati, tanto più che l’accelerazione degli ultimi due anni ha cambiato completamente la nostra proiezione, e aver cambiato questa proiezione non è significato soltanto modificare gli stili di vita, ma probabilmente anche gli stili di produzione di materia.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prego, consigliera Castaldini. Ha preso il posto dell’assessore Taruffi come ultima.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente.

Assessore, io cercherò di fare un intervento legato alla quotidianità di tutti noi. Io non sono una conoscitrice del tema, ma mi piace osservare le cose, per cui c’è il rischio che molti colleghi di maggioranza mi facciano notare che questo è il Piano dell’aria, per cui c’è il rischio evidente di andare fuori tema, di parlare di trasporti, di infrastrutture, di energia o di traffico, o anche di rifiuti, ma perché io credo che tutti i temi che ho appena citato stiano profondamente intrecciati con questo Piano. Bene, cominciamo allora ad esaminare questo documento che risale a metà luglio, quindi in tempi assolutamente contemporanei. Eppure, mi sembra che non ci sia un accenno forte alla guerra in corso, alla difficoltà di approvvigionamento di metano, alla carenza di materie prime, alla possibile crisi energetica, che a luglio era già evidente, sotto gli occhi di tutti, era già una certezza. Niente. Per la Regione mi sembra di intuire che lo scenario internazionale sia un po’ troppo ampio. Ma l’inflazione impazzita, le fabbriche che chiuderanno, gli allevatori che non ritengono più sostenibile la produzione credo che sia un tema fondamentale, soprattutto per affrontare un Piano che ha come strategie e come tempo un tempo molto ampio.

La prima considerazione è sui numeri e sull’analisi della qualità dell’aria. Si nota che la quota di PM10 primaria emessa in Emilia-Romagna, di responsabilità di tutti i cittadini, quindi riscaldamento e trasporti, è una piccola parte del totale. Lo abbiamo sempre ripetuto, ed è evidente, è chiaro, è scritto nero su bianco. Le politiche di abbattimento di questa parte, però, incidono in maniera importante sulla pressoché totalità dei cittadini. L’agricoltura è responsabile di quasi la totalità delle emissioni di ammoniaca, dalla quale consegue il 30 per cento delle emissioni di PM10. Ma, come abbiamo visto in altri piani, come il PAIR, l’agricoltura è il settore che più lentamente reagisce alle richieste di cambiamento. Sul piano energetico, ad esempio, ha una capacità di risparmio solo dello 0,1 per cento all’anno, rispetto all’industria del 3,1 per cento.

Si passa, in questo Piano così corposo, al settore trasporti, nel quale viene affermato quello che da sempre almeno noi dell’opposizione diciamo, vale a dire che la grande maggioranza dell’inquinamento stradale viene dal trasporto pesante, non da quello leggero. Non voglio assolutamente entrare qui nel tema e nell’ambito che io e lei conosciamo benissimo, che è il Passante che arriverà e anche l’impatto che questo porterà. Sarebbe interessante fare un dibattito politico un po’ all’altezza, ma forse ci vuole ancora tempo, e questo non è il tempo ideale.

Faccio una piccola digressione sul cambio d’auto. La Regione afferma nel PAIR che entro il 2025 le auto elettriche avranno all’incirca lo stesso prezzo di quelle endotermiche: la previsione per una volta è particolarmente azzeccata. Questo purtroppo non perché si stia abbassando il prezzo delle elettriche ma perché quello delle endotermiche sta schizzando alle stelle. Sicuramente, come direbbe la Regione, è un effetto “win-win” per chi vende auto elettriche, ma aggiungo io che è un effetto “lose-lose” per chi le deve comperare.

Quando si parla, invece, di biomasse per riscaldamento, troviamo per la prima volta un timido accenno alla crisi energetica, anche se c’è una totale mancanza di aderenza alla realtà. Questo dobbiamo riconoscerlo. D’altronde, se è vero che il metano è cresciuto, anche il pellet è passato da 5 a 15 euro al sacco da 15 chili, sempre che non si incorra in prodotti esauriti e mancate consegne. Credo che su questo dovremmo fare una serie di distinguo, perché se da una parte ci sono famiglie che hanno investito sul pellet, convertendo l’unico impianto di riscaldamento domestico a biomassa, e a loro sono destinati alcuni interventi, come il cambio di caldaie a carico della Regione, cambio che è fattibile e conveniente, dall’altra parte vi è la maggioranza dei cittadini che hanno il classico focolare, che hanno esigenze tipicamente diverse, e per questi ultimi cambiare il camino comporta, oltre alla spesa del camino stesso, perché non è il sistema principale di riscaldamento, quindi non rientra nel bando regionale, anche ingenti opere murarie e architettoniche all’interno della casa, per passare da un camino aperto a uno chiuso, motivo per il quale la maggior parte delle persone non è propensa al cambiamento. Loro, se hanno la possibilità di accendere un tizzone per due ore, una domenica, sono in contravvenzione, mentre le centrali a carbone che hanno ripreso l’attività data l’emergenza vanno bene. Queste sono le cose che io continuo a non capire. Allo stesso modo, proprio perché la legge è legge, sono vietati i barbecue, le grigliate, tutto questo se qualcuno è privato, le cose più piccole e impensabili, però le attività, giustamente, non sono toccate da questa misura. Io non voglio che si neghi la misura a chi, appunto, non è privato, ma che si provi ad allargare e a guardare con buonsenso anche le cose piccole, banali che sono vietate, ma non si comprende ancora il perché.

Relativamente alle misure strategiche, sorvolo sull’agricoltura e sulla zootecnia proprio perché, come ho detto prima, voglio capire se l’Assessorato sarà in grado di produrre misure efficienti in un settore caratterizzato da una grandissima inerzia fino a questo momento, soprattutto con un’unica azione, ad esempio la copertura delle vasche è già tra le politiche oggi in essere, e mi concentro su tutto l’aspetto dei trasporti e della mobilità, ed è il motivo anche del mio ordine del giorno. Questo perché chi ha scritto questo Piano temo che sia una persona tendenzialmente single, al massimo una coppia, di mezza età, con una buona disponibilità economica, con un impiego in ufficio, che può scegliere, come se fosse un vezzo o un vestito da mettere, un giorno di rimanere a casa in smartworking, un giorno di andare al lavoro in bici, un giorno di scegliere il bus. Non è la vita delle persone. E lei lo sa benissimo, assessore Priolo, perché non fa questa vita, io non la faccio, figurarsi tutti gli altri. Quindi, per questo ho provato a immaginare la storia di una persona normale, un dipendente regionale, una persona che noi vediamo tutti i giorni, che abita a San Lazzaro, ha due figlie, una va al nido a San Lazzaro e l’altra alle elementari a Bologna. Con il trasporto pubblico dovrebbe uscire di casa alle sei e un quarto, farsi un’ora e dieci di autobus, far entrare la piccola al nido all’apertura alle 7.30, poi prendere altri tre bus per fare quattro chilometri e portare con un ritardo di 40 minuti la figlia grande alle elementari.

Ecco, sembra una cosa piccola, però c’è sempre una dissonanza fra la vita che noi vediamo e quello che proviamo a proporre. Io penso che dobbiamo evidentemente provare a ricominciare a ripensare anche i piani come questi in una visione completamente diversa. È quello che cerco di dire ormai da un po’ di tempo, perché non c’è una riga che faccia pensare a chi è economicamente più svantaggiato; non c’è una riga che faccia pensare a un tema fondamentale come quello della disabilità, alle persone fragili, e non c’è neanche un minimo accenno, onestamente, alle famiglie.

Ed è per questo – dopo non interverrò più – che ho provato (e sono veramente grata, questa volta, alla maggioranza per aver detto di sì, a grande sorpresa) a proporre questo ordine del giorno semplicissimo (anche lei, assessore, ringrazio, perché se me l’ha detto la maggioranza è perché lei ha dato il consenso chiaramente): monitorare le azioni del PAIR per individuare nell’attuazione e nelle prossime revisioni obiettivi mirati al sostegno della mobilità per nuclei familiari, anche attraverso la sensibilizzazione dei Comuni nel realizzare bandi, ad esempio prevedendo la possibilità di dotare i servizi car e bike-sharing per il trasporto dei bambini e per i servizi di bike sharing consentire l’utilizzo dell’app di un genitore per effettuare l’utilizzo contemporaneo di più biciclette, così da permettere la fruizione anche ai figli che non hanno l’età legale per aprire un proprio account o non sono in possesso di uno smartphone”. Rivoluzione? No. Buonsenso, sì.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Non ci sono più iscritti in discussione generale.

Consigliere Sabattini.

 

SABATTINI: Solo poche considerazioni. Ho avuto modo di ascoltare…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Quando lei parte con poche considerazioni…

 

SABATTINI: Pochissime considerazioni. Ho avuto modo di ascoltare, durante la pausa, la relazione dell’assessore Priolo. Ci tenevo, però, a fare soltanto due elementi di sottolineatura che sono anche, credo, frutto di uno degli elementi che anche nel dibattito è stato più sottolineato: questa esigenza di non contrapporre l’elemento della sostenibilità e anche della qualità dell’aria con quello dello sviluppo.

Io sinceramente credo che noi non dobbiamo pensare che questo sia un principio che noi abbiamo introdotto in Emilia-Romagna da adesso. È frutto anche dei princìpi cardine del Patto per il lavoro della scorsa legislatura, che ha anche visto, nella scorsa programmazione… Ma questo capisco che alla consigliera Castaldini, non essendo presente nella scorsa legislatura, probabilmente era sfuggito. Noi introducemmo anche nella scorsa pianificazione diversi elementi sia di deroga e di sensibilità, sia per le persone più fragili, e penso soprattutto a quegli elementi che comportavano, a fronte anche di un’emergenza come quella ovviamente della qualità dell’aria, degli elementi di compensazione, sia per quello che riguarda gli elementi del lavoro sia per le famiglie con condizioni di difficoltà.

Ricordo che, dall’altro punto di vista, una delle osservazioni in quel periodo storico era proprio che avevamo introdotto troppi elementi di deroga, che rischiavano dall’altra parte di non sopportare e supportare sufficientemente le azioni contenute all’interno di una pianificazione, che sempre di più è e deve essere una pianificazione extra regionale. Qui è il concetto di collocare al livello giusto anche elementi della nostra discussione, che è sicuramente quello sovraregionale, ma che deve avere anche un coinvolgimento quanto mai non soltanto sulle risorse, ma anche sulle politiche da mettere in campo a livello nazionale, per evitare che le politiche anche di programmazione delle azioni contenute in questo piano strategico, che inizia il percorso della programmazione del prossimo Piano dell’aria, non risultino distoniche rispetto ad altri provvedimenti, quando parliamo ovviamente di altre materie.

Badate, la pandemia e gli elementi anche dei dati che sono stati ricordati, anche con gli sforamenti che si registrano in questi giorni in tante città, proprio in una fase climatica non consona al periodo dell’anno nel quale siamo, è chiaro che ci porta a mettere nella giusta priorità la discussione su queste tematiche.

Sono state affrontate, come è giusto che sia, sia dal tema dell’agricoltura che dal tema della mobilità, di come le imprese trasportano persone e merci, però richiamo ad azioni di buonsenso, perché per me c’è sempre un buonsenso che può essere visto in una fase conservatrice o in una fase riformista.

Credo che uno dei temi che ci deve accompagnare nella programmazione, ma anche nelle azioni, nel come decideremo di allocare le risorse all’interno della programmazione che andremo a fare (le risorse sono ingenti, come ricordava l’assessore stamattina) sia quello di provare a immaginarci non soltanto che il Piano dell’Aria sia non un elemento di freno per l’economia e per lo sviluppo, ma un elemento di accompagnamento in modo distintivo dal punto di vista della concorrenza.

Badate, secondo me deve avere anche un’altra velleità, quella di provare a fare in modo di traguardare all’interno della transizione energetica tutta la popolazione emiliano-romagnola, perché oggi la sostenibilità (qui raccolgo alcune sollecitazioni emerse dal dibattito) rischia di essere accompagnata da ulteriori elementi di disuguaglianza. Credo che il campo che il Centrosinistra deve occupare sul tema ambientale sia proprio quello di un ambientalismo popolare, che porti alla sostenibilità e alla transizione ambientale ed ecologica non soltanto un’élite di sensibilità, ma tutto un popolo e una comunità, che agisca certamente sui comportamenti, ma anche sulle disuguaglianze ulteriori che questa trasformazione può produrre.

Proprio sul tema delle disuguaglianze dobbiamo stare attenti anche al tema delle disuguaglianze territoriali, perché noi abbiamo fatto la scelta, due anni fa, di allargare il perimetro della qualità dell’aria e dei vincoli e andare oltre i Comuni da 30.000 abitanti, allargandolo a una platea molto più ampia, ed è chiaro che l’accompagnamento di una città a questi tipi di politiche rispetto a un Comune medio-piccolo è molto diverso.

Credo che uno degli obiettivi che ci dobbiamo porre anche con questa programmazione, con questo Piano sia proprio di provare ad accompagnare tutti i livelli anche territoriali, a prescindere dalle competenze che già risiedono all’interno delle stesse e anche le sensibilità, perché è chiaro che nei piccoli Comuni, nei Comuni più periferici, che comunque sono inseriti all’interno di questa programmazione e di questi vincoli, magari gli elementi di sensibilità e di competenza all’interno sono meno.

Mi avvio a concludere con l’ultimissima considerazione sulla difficoltà di quando parliamo di elementi regolatori da un certo punto di vista che riguardano l’aria, perché la questione della qualità dell’aria funziona molto bene nei programmi elettorali, nella campagna elettorale, però poi purtroppo, per poter raggiungere quei tipi di obiettivi, si devono mettere in campo azioni che da sole non sono mai risolutive, quindi possono assumere quel principio per cui "se questa azione non è risolutiva, figurati se non ce n’è un'altra che si può provare a mettere in campo". Con questo approccio consegneremmo soltanto il problema alle generazioni future, non perché non lo avranno anche loro, ma semplicemente dimostrando che non siamo stati in grado di mettere in campo null’altro per fare un passo avanti.

Credo che serva senso di responsabilità e soprattutto una visione più complessiva, non esiste, come in tutti i problemi complessi, un'azione unica, però bisogna ricordarsi che quando parliamo della salute del pianeta in maniera generale, questa, se vogliamo essere conseguenti, ha bisogno di azioni che magari nell’immediato possono essere anche a volte impopolari, ma è anche quella - credo - la funzione di un gruppo dirigente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ora passo la parola alla vicepresidente per la replica. Prego.

 

PRIOLO, vicepresidente della Giunta: Mi capita ormai di sovente di fare delle discussioni costruttive e anche in questo caso quella che ho sentito oggi pomeriggio lo è a 360 gradi da tutti gli interventi e da tutti i Gruppi che sono intervenuti su un argomento che, di per sé, nella gestione è conflittuale.

Ha ragione il consigliere Sabattini, l’ha sottolineato anche il consigliere Caliandro: sono temi che investono la vita delle persone, la vita delle imprese, e che richiedono sacrifici da una parte e anche un cambiamento culturale, volendo, quindi poterli gestire in maniera appropriata richiede uno sforzo maggiore e la capacità di comunicare anche quello che stiamo facendo, un aspetto che oggi non è emerso, ma che vorrei sottolineare io.

In un’indagine che la consigliera Evangelisti ha sottolineato e che anche noi abbiamo fatto, abbiamo voluto avviare questo percorso sentendo anche 4.000 cittadini, e c’è un tema di maggiore sensibilizzazione che noi dobbiamo costruire, perché comunque, alla luce anche di quelli che possono essere le opportunità, gli obiettivi, le strategie, i cittadini in parte si allineano a questo mondo, perché la sensibilità sui temi li riguarda da vicino in prima persona.

Vi do un dato, costo dell’energia, quindi riprendo alcune cose che ha detto la consigliera Castaldini. Ad ottobre, il costo dell’energia si è posizionato per il gas a 90 euro a megawatt, per l’energia a 227 euro a megawatt. Guardato così questo dato, uno lo riposiziona più o meno ai dati dell’ottobre del 2021, che sono più o meno gli stessi, quindi uno dice che dal 2021 ad oggi non c’è stato questo shock energetico che invece oggi stiamo registrando così in maniera importante. È anche vero che questi prezzi, focalizzati ad oggi, avranno un effetto probabilmente tra tre, quattro, sei mesi.

Se però uno va a vedere il costo del gas e dell’energia elettrica ad ottobre del 2020, eravamo a 13 euro per il gas e 44 per l’energia elettrica. Cosa voglio dirvi con questo dato? Che l’acceleratore a questi processi in alcuni casi lo detta il mercato, in altri casi la situazione economica nelle quali le famiglie si stanno venendo automaticamente a trovare.

Allora noi dobbiamo essere in grado di costruire delle risposte che accompagnino questo che è un acceleratore automatico, perché adesso molti Comuni (quasi tutti) hanno fatto l’ordinanza per posizionare l’accensione dei riscaldamenti al 2 novembre, ma i cittadini non li avrebbero accesi comunque, perché questa crisi li sta spostando ad un approccio che è quello di intervenire sui consumi, che è un approccio positivo, ma che è derivante da una crisi strutturale sulla quale bisogna intervenire, e lo dobbiamo fare anche con altri strumenti. Da questo punto di vista quindi la costruzione di questo Piano, e lo dico anche alla consigliera Castaldini, è ovvio. È un Piano per la qualità dell’aria, non ha nelle sue premesse il tema dell’analisi delle dinamiche economiche, ma non può non farne a meno, perché è una diretta conseguenza di quello che noi stiamo mettendo in campo in questo momento.

Nel momento stesso in cui noi abbiamo provato ad accompagnare questo Piano con degli strumenti economici, stiamo provando anche a mettere in campo una risposta sociale. Ora, il bando per le stufe, che ha, guardate, delle difficoltà nell’attuazione, non è partito oggi – lo dico alla consigliere Evangelisti –  è partito un anno fa, l’abbiamo fatto uscire un anno fa. Le adesioni si sono fermate però più o meno a 400 cittadini. Che cosa succede? Che finché non c’è stata l’emergenza, l’urgenza, il cittadino non ha usufruito di questa opportunità per quella che era la dimensione economica che questo bando conserva.

Nel momento stesso in cui questo è andato in crash con il mercato, adesso il cittadino sta facendo fatica a usufruire di questa misura perché il mercato non sta rispondendo perché c’è troppa richiesta. Questo per dire che è necessario comprendere come anche le misure del Piano dell’aria leggano; oggi noi stiamo parlando di linee strategiche; poi il Piano e le misure attuative dovranno leggere anche queste contingenze.

Il bando, e dico questo sia a lei, consigliera Castaldini, che alla consigliera Zamboni, ha due opportunità: intanto, intercetta tutti i cittadini che hanno una stufa a biomassa legnosa, non deve essere l’unica forma di riscaldamento, perché se fosse l’unica forma di riscaldamento sarebbe esente da attuare linee di indirizzo, la potrebbero usare; anzi, interviene proprio su quei cittadini che la utilizzano in maniera complementare, con un valore aggiunto, con il sostegno al 100 per cento delle spese non soltanto di acquisto ma anche di installazione. Noi non incentiviamo necessariamente una stufa a biomassa legnosa con un’altra stufa a biomassa legnosa, ma andiamo nella direzione della possibilità di finanziare anche le pompe di calore.

Le pompe di calore in questo momento hanno il problema dell’approvvigionamento da corrente elettrica, per cui il cittadino si ritrova nella dinamica di cui parlavo prima, per cui continuerà a pensare che la biomassa legnosa in questo momento sia economicamente più vantaggiosa.

Dobbiamo fare allora un altro lavoro sulle comunità energetiche. È vero che questo approccio di Piano deve collocarsi, come diceva la consigliera Piccinini, all’interno di un piano che colloca tutte le azioni della Regione all’interno di una strategia sull’adattamento ai cambiamenti climatici. È lì che noi ci dobbiamo posizionare. È complicato perché l’aria, a differenza dei rifiuti, che abbiamo trattato in quest’aula, non è gestita da contratti di servizio e da una pianificazione di settore in cui i flussi, i prezzi di mercato vengono stabiliti in questo caso anche dal pubblico. L’aria ha una sua volatilità già di materia e di per sé stessa. È quindi estremamente complicato, e riprendo quello che diceva il consigliere Occhi: l’orografia, la conformazione del nostro bacino padano sono un elemento che noi dobbiamo tenere in considerazione, e lo dobbiamo farlo, lo dico anche alla consigliera Zamboni, perché è dimostrato che se noi avessimo messo in campo tutte le azioni e gli obiettivi che il Piano precedente prefigurava, noi comunque avremmo avuto una performance peggiore di altre Regioni dell’Europa. Noi infatti siamo in questo catino in cui anche i moti convettivi climatici determinano quello che noi abbiamo analizzato molto bene quando abbiamo avuto il problema del fermo Paese per via del Covid. Questo ci ha fatto una fotografia molto chiara di quelle che sono le difficoltà, quindi degli sforzi maggiori che noi, se possibile, da questo punto di vista dobbiamo mettere in campo.

Lo dobbiamo fare allora non soltanto col Piano dell’aria. Il collega Corsini sta mettendo a disposizione moltissime risorse per andare in questa direzione. Le misure che ha portato anche sull’abbonamento gratuito; poi so che ci sono, le conosco benissimo, più teorie, non bisogna lavorare sull’abbonamento gratuito, ma sulla possibilità della tariffa unica, eccetera. Però il dato istantaneo è che noi abbiamo… Il collega ha incrementato di 15.000 abbonamenti la platea, quindi è una misura che evidentemente sta funzionando in quella che viene tecnicamente definita come possibilità di mettere in campo uno split modale. E vengo anche all’altra sollecitazione della consigliera.

Questo Piano si pone anche l’obiettivo di incentivare per la prima volta, e vedremo, la misura sperimentale andrà monitorata, la possibilità di dare abbonamenti anche a quei cittadini che decideranno di rottamare la macchina per consentire l’ultimo miglio, lo voglio dire così: finanziamo il cittadino con un abbonamento, il cittadino può aver rottamato la macchina; finanziamo i Comuni per poter mettere in campo il bike sharing. Abbiamo il problema dell’ultimo miglio, quindi il cittadino deve poter pensare che da casa va in stazione, prende il treno, arriva in stazione, prende la bicicletta e va all’ultimo miglio. Questi sono aspetti che questo Piano, in maniera integrata rispetto al Piano che il collega ha portato avanti, si pone come obiettivo.

Mi sono permessa di suggerire una modifica alla richiesta che ha fatto con l’ordine del giorno la consigliera Castaldini, perché quando si parla di bike sharing, il free floating ha dei limiti, quindi con la possibilità di inserire le cargo-bike è una nuova frontiera, che vale tanto per il trasporto di bambini, quindi di famiglie, ma anche per il trasporto merci, cioè può essere utile in città anche per altri motivi.

Parlando di trasporto merci, ha ragione la consigliera Zamboni. Noi proveremo ad incentivare ulteriormente il Ferrobonus perché abbiamo visto che i risultati sono positivi. Vinciamo la scommessa soltanto con questo? No, perché è nel focus che noi faremo sul trasporto e sulle merci, vedremo come, nell’ambito di quelle che sono le dinamiche di spostamento delle merci, noi abbiamo un tema di spostamento di merci in maniera importante e preponderante entro 60 chilometri. E quando tu hai uno spostamento entro 60 chilometri, è difficile che tu riesci a collocare una merce da gomma a ferro, perché non c’è un’infrastruttura, per cui da questo punto di vista noi dovremo lavorare in questa direzione.

È vero che il trasporto delle merci è più impegnativo del trasporto delle persone dal punto di vista dei veicoli individuali. Ma i veicoli individuali è dimostrato che incidono comunque sulla componente ambientale: è il 27 per cento l’incidenza del traffico, quindi è una incidenza importante. Come dicevo prima, anche da questo punto di vista il riscaldamento, con delle caratteristiche dei dati che ho provato a trasmettervi.

Il riscaldamento ha un’incidenza dal punto di vista dell’agente primario sul 100 per cento delle PM10, il 28 per cento è primario, e deriva in particolar modo dalle stufe, quindi dal riscaldamento individuale, quindi è un aspetto che dovremmo intercettare. Il restante deriva dagli agenti secondari, e gli agenti secondarie sono gli NOx, quindi il biossido di azoto, quindi la combustione dei veicoli pesanti, quindi diesel, per intenderci, ma anche dall’ammoniaca, come dicevo prima.

È vero che il settore dell’agricoltura probabilmente è quello che ha fatto più fatica. La consigliera Evangelisti l’ha sottolineato: le imprese, anche attraverso le autorizzazioni e i procedimenti autorizzativi che aveva messo in campo (le AIA, le AUA) hanno dovuto correre di più, hanno delle limitazioni molto forti.

Oggi credo che l’agricoltura chieda di essere anche supportata, perché una frontiera della sostenibilità va di pari passo con quelli che sono i cambiamenti climatici, gli aspetti negativi che l’agricoltura subisce costantemente, dalla siccità che noi vediamo, alla troppa acqua che noi abbiamo. Tutto questo è una conseguenza dei cambiamenti climatici, quindi anche della qualità dell’aria che noi dobbiamo assolutamente gestire in maniera più virtuosa.

Ora, i finanziamenti che metteremo sull’agricoltura, da questo punto di vista non andranno soltanto tra virgolette sulle infrastrutture, quindi sulla copertura delle vasche, sulla possibilità di interrare in maniera meccanica. Proveremo a lavorare sulle ore che in questo momento sono uno degli aspetti per cui noi abbiamo un impatto maggiore sull’ambiente, ma lo dovremo fare condividendolo. Bisognerà lavorare anche dal punto di vista della diversificazione dei fertilizzanti che in questo momento vengono utilizzati, perché anche la domanda del mercato sta chiedendo e gli agricoltori ci chiedono di poter lavorare su nuove possibilità di fertilizzare i suoli, perché quelle tradizionali in questo momento sono molto onerose. Quindi, anche in questo caso è un mix che noi dobbiamo mettere in campo anche con la ricerca e con lo studio, che è fondamentale. L’altro giorno ero presso un’azienda e stanno facendo degli studi sulla fitodepurazione e su come questo possa aiutare nell’ambito del riutilizzo del ciclo dell’acqua e questo, a sua volta, migliorare l’utilizzo di acque reflue che possono migliorare anche la concimazione e la fertilizzazione dei terreni. Quindi, guardate che frontiera enorme che noi possiamo mettere in campo con questo Piano dell’aria.

Il metodo. Ci potremmo migliorare e sicuramente, per dare un ritorno alla consigliera Piccinini, il Forum sta andando avanti. Lo scopo che sta assolvendo in questo momento è essere di supporto e di service ai Comuni, che stanno facendo i PAI, per cui è un luogo costante di confronto e di informazione.

Proverò a portare in Commissione, come ha detto il consigliere Costa, anche per dare riscontro a quello che diceva la consigliera Zamboni, le attività che verranno espletate all’interno dei forum. Proverò ad aprire anche questa esperienza allo YOUZ, questo gruppo consolidato di giovani che si è costituito, e abbiamo già previsto due appuntamenti anche con loro. All’interno dello YOUZ sono comprese tutte le componenti anche che la consigliera diceva, e li incontrerò già domani per dire che il lavoro si arricchisce, questo percorso si sta arricchendo anche dei suggerimenti che nel corso del tempo mi sono arrivati e sono pervenuti. Quindi, faremo in modo che ci sia un documento che verrà portato avanti che tenga conto di tutte le sollecitazioni.

Il bando sulle auto. È andato molto bene. Voglio dare un ritorno alla consigliera. Sta terminando l’ulteriore bando con il finanziamento da 1 milione di euro, siamo riusciti a dare finanziamento ad altre 25 realtà. Complessivamente sono 185 i Comuni che hanno potuto usufruire di questo finanziamento e cambiare il veicolo. Guardate, non soltanto è una misura positiva per l’ambiente, ma abbiamo aiutato in questo sforzo i Comuni che facevano fatica in questo momento ad andare in questa direzione per i costi che gli Enti locali stanno sostenendo.

Da ultimo, il tema dell’impatto sulla salute. Lo tengo per ultimo perché ho concluso anche con questo rispetto all’introduzione di questa mattina. La Regione ha già commissionato al Settore Sanità, ma anche al Settore Ambiente uno studio epidemiologico. Ci eravamo presi questo impegno alla luce anche di sollecitazioni che mi erano arrivate dalla consigliera Piccinini all’inizio del mandato, se vi ricordate, in correlazione anche con il Covid e, quindi, su quello che poteva essere un momento particolare di analisi. Questo studio, che noi abbiamo già deliberato in Giunta questa primavera, ha lo scopo di accompagnare questo Piano per quattro anni, proprio con l’intento – il Piano termine nel 2030 – prima che termini il Piano di comprendere le correlazioni e di fare in modo che ci sia anche una base scientifica più strutturata che supporti le azioni che stiamo mettendo in campo.

Il Piano dell’aria, come dicevo, è un Piano molto importante per quanto riguarda gli aspetti della salute, ma è un Piano molto importante che definisce anche un’accelerazione sui temi che impattano sui cambiamenti climatici. Io lo dico spesse volte in tutti i convegni in cui vado: attualmente si stima che l’incidenza dei costi dei cambiamenti climatici sul prodotto interno lordo a livello nazionale si assesti a non più di un punto percentuale di PIL e si stima, invece, che il mancato contrasto ai cambiamenti climatici, quindi a tutte quelle azioni di adattamento agli stessi, potrebbe comportare un impatto che può oscillare tra l’8 e il 10 per cento. Sono numeri enormi. Allora, vale la pena fare lo sforzo e il tentativo, che non parte da oggi, e ha ragione il consigliere Sabattini, ma quest’aula già da tempo sta lavorando, dando, però, un’accelerazione che vede nei finanziamenti del PNRR, da una parte, per altri segmenti, nella possibilità di finanziare questo Piano dell’aria, nella possibilità di costruire un Piano dell’energia più forte, il collega Colla dovrà fare bandi per 108 milioni di risorse dirette della Regione, che vanno in parte sulle comunità energetiche per 12 milioni, ma una parte destinata, per 35 milioni, agli Enti locali e il resto alle aziende, e anche queste sono risposte che avranno… Credetemi, come la digitalizzazione è stata accelerata dal Covid, quello che stiamo vivendo in questo momento riceverà, se ben correttamente, indirizzato, un impulso maggiore e superiore rispetto al passato.

L’Emilia-Romagna è sempre stata pronta a raccogliere queste sfide, il sistema delle imprese, i nostri stessi cittadini, quindi io non dubito che ci sia la giusta sensibilità, ma anche la predisposizione per andare in questa direzione. Il più delle volte il mondo produttivo chiede regole chiare, non ci chiede di non porre degli obiettivi ambiziosi, ma che questi obiettivi siano accompagnati da regole chiare, perché hanno bisogno di poter partecipare al gioco sapendo quali sono le regole di ingaggio. In questo momento, per esempio, sulle comunità energetiche, ma più in generale sul tema delle energie ci sono ancora alcuni decreti che hanno bisogno della chiave ultima di accensione tra la FER2, tra il fatto che le comunità energetiche hanno alcuni problemi per poter partire, perché stanno aspettando. Quindi, una volta che le regole saranno chiare, io credo che ci sarà una risposta e un impulso molto forte, e tutto questo contribuirà in maniera significativa anche sugli obiettivi che oggi noi ci stiamo ponendo.

Io credo che lo stiamo facendo in maniera appropriata, con una discussione di cui ringrazio moltissimo per i toni e per i contributi. Mi vedrete sempre aperta a qualsiasi confronto e alla possibilità di ritrovarci per discutere un Piano che ha questo approccio di un modello di sviluppo economico e territoriale, ma anche sociale, perché lavorare sull’ambiente significa lavorare sull’equità e sull’etica. L’ambiente diventa una sfida etica, perché significa lavorare sulle risorse del nostro pianeta, sulla diminuzione del consumo delle risorse, e le risorse non sempre sono allocate dove noi vorremmo che fossero, per cui significa porre un equilibrio in un mondo che in questo momento, come voi stessi potete vedere, è sottoposto a un forte stress test.

Io vi ringrazio molto. So che anche gli ordini del giorno, di cui discuterete dopo, hanno avuto una condivisione, un lavoro da parte di tutte le componenti dell’Assemblea molto importante. Ci rivedremo non solo in Commissione, ma anche in quest’aula. Intanto grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo, quindi, alla discussione generale sugli ordini del giorno e sugli emendamenti agli ordini del giorno.

Ricordo che ci sono: il n. 1 a firma Zappaterra, Taruffi e Pigoni; il n. 2 a firma Occhi, che è stato ritirato; il n. 3 a firma Rainieri e Occhi, su cui insiste un emendamento a firma del collega Costa; il n. 4 a firma Evangelisti, Cuoghi e Tagliaferri, su cui insistono due emendamenti a firma Costa; il n. 5 a firma Castaldini, che è stato ritirato; il n. 6 a firma Costa, Evangelisti, Rossi, Cuoghi, Pillati, Tagliaferri, Molinari, Daffadà, Soncini, Zappaterra, Fabbri, Mastacchi, Bulbi, Castaldini, Pigoni, Marchetti Francesca, Bondavalli, Amico, Costi, Occhi, Pelloni, Gerace; il n. 7 a firma Occhi; il n. 8 a firma Castaldini.

Ci sono interventi? Prego, consigliera Zappaterra.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente.

Pochissime parole per ringraziare la vicepresidente Priolo, l’Assessorato e i funzionari per il lavoro fatto, ma anche per ringraziare tutti i colleghi e tutti i Gruppi assembleari che hanno lavorato nelle Commissioni e che hanno dato vita ad un confronto oggi certamente proficuo. Sappiamo che il lavoro è solo all’inizio, quindi poche parole che valgono anche come dichiarazione di voto rispetto all’ordine del giorno di maggioranza a mia prima firma. Il dibattito è già stato ampio e articolato anche da parte dei colleghi che sono intervenuti per il Partito Democratico.

L’obiettivo dell’ordine del giorno è proprio quello di esprimere parere favorevole alla proposta degli obiettivi e delle scelte strategiche del Piano che abbiamo approvato. I contenuti sono contenuti importanti, gli obiettivi sono ambiziosi e raggiungibili.

È stato fatto un percorso di confronto già importante, che continuerà ancora per un altro anno e ci vedrà tutti impegnati. Credo sia opportuno segnalare la continuità degli ambiti di intervento e la coerenza con il vecchio Piano, rispetto al quale molti obiettivi sono stati raggiunti e misurati.

Credo sia giusto sottolineare anche il fatto che c’è una dotazione finanziaria importante che ammonta a 150 milioni, e credo vada rilevato in modo assolutamente positivo il lavoro di area vasta che ha coinvolto le 4 Regioni e i moltissimi Comuni. È un Piano in linea con i percorsi del Patto per il lavoro e per il clima dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile. Credo davvero ci siano tutte le condizioni per mettere in atto una strategia che miri finalmente a rafforzare la sinergia tra tutte le Regioni del bacino padano e soprattutto che miri a portare avanti una forte integrazione tra tutti i diversi livelli di governo, da quello locale a quello nazionale, anche per continuare a spingere il livello nazionale ad intervenire sulle fonti emissive, sulle normative di propria competenza. Sappiamo che la qualità dell’aria è un tema che investe più settori, più competenze, più enti.

Ecco, noi esprimiamo parere favorevole rispetto al lavoro, perché riteniamo che il percorso che si avvia da oggi sia veramente quello che ci può far fare il salto di qualità come Regioni del nord, dando un contributo significativo all’intero Paese su questo tema. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Altri interventi? Consigliere Occhi.

 

OCCHI: Grazie, presidente.

Come dicevo prima, quando abbiamo iniziato a leggere queste pagine, sicuramente la preoccupazione è stata per il settore dell’agricoltura, perché chiaramente questo Piano sarà incentrato molto sul discorso della gestione dei nostri allevamenti. Diciamoci la verità, principalmente gli allevamenti e anche il discorso della concimazione dei campi con delle materie che sono ricche di azoto, che sono precursori dell’ammoniaca.

Nella realtà dei fatti, però, noi vorremmo anche, appunto, che ci sia un accompagnamento delle aziende e anche delle associazioni, cioè che tutto questo venga fatto non solo all’interno degli uffici della Regione, ma venga fatto, sicuramente all’interno del bacino padano, con tutte le altre associazioni a livello sicuramente anche nazionale dal punto di vista delle nostre associazioni agricole.

Questo è, fondamentalmente, l’emendamento n. 3.

Passo all’emendamento n. 7. Questo emendamento rimane nella volontà di portare delle deroghe alla normativa attuale, alla possibilità di utilizzo delle stufe a biomassa. In particolare, anch’io ritengo che ci debba essere una fase iniziale di deroga, seguita poi da una seconda fase di possibilità di utilizzare i generatori installati prima dell’approvazione dell’accordo di bacino padano, quindi installati prima del 2017 e poterli utilizzare fino al 2024. Questa è una misura che è stata fatta da Regione Lombardia.

Diceva l’assessore relativamente al riscaldamento e all’elettricità relativa alle comunità energetiche. Io sono stato relatore di minoranza della legge regionale. Stiamo, tra l’altro, cercando di verificare quali sono i tappi, gli imbuti delle comunità energetiche. Nel fare questo sono state fatte anche delle simulazioni su quello che potrà essere il vantaggio per una famiglia in povertà energetica. Anche qua, come dicevo prima, sulla forestazione urbana attenzione a non dare troppa aspettativa. Attualmente la normativa sulle comunità energetiche e gli incentivi sono utili per diffondere energie rinnovabili, sono utili per incentivare le aziende, fondamentalmente, e gli enti pubblici a installare sistemi di energia rinnovabili, fonti di energie rinnovabili, impianti di energie rinnovabili.

Dal punto di vista di una famiglia in difficoltà energetica, le simulazioni che ho visto io sono simulazioni comunque di un risparmio di pochi punti percentuali sulla bolletta. Quindi, attenzione, è un sistema che sicuramente deve andare a regime, è un sistema che deve essere implementato.

Ho firmato, ho sottoscritto l’emendamento dando per scontato che il mio emendamento, insomma, difficilmente potrà avere, diciamo così, l’approvazione da parte dei colleghi, però volevo mantenerlo come testimonianza di un fatto, di una necessità, anche di pensare a una possibilità sui vecchi impianti che non era stata pensata almeno non è entrata nella discussione dell’aula oggi.

Ho sottoscritto l’altro emendamento dei colleghi di maggioranza perché, nonostante tutto, è necessario fare un ragionamento su una possibilità sempre di questa deroga. Se poi sia possibile compensazione o meno, quello che però voglio dire è che, è vero, sono citati diversi impegni per il Governo, però io voglio dire che la gran parte di questi impegni erano relativamente ai ministri precedenti. Attenzione, siamo in una fase di passaggio.

Purtroppo il nostro bacino padano è legato anche alle varie Regioni che in questo momento sono vincolate da una normativa europea e stiamo sotto il rischio di un acuirsi ancora di quelle che sono le normative europee che ci hanno portato a essere anche colpiti come Regioni. Anche noi, come Regione, siamo schiacciati da una normativa europea che io ritengo sia comunque non corretta per le vicende che ci siamo detti sulla parte della orografia del nostro territorio. Quando sono state fatte quelle norme nessuno ha tutelato l’interesse del nostro Paese.

Sono impegni che erano da portare avanti dal passato Governo. Sono impegni che vanno sicuramente realizzati. Sono impegni a cui, però, anche la nostra Regione dovrà chiaramente partecipare insieme a questo rapporto stretto e vorrei dire anche di legame obbligato tra le Regioni e il bacino padano che sottendono tutte alla stessa procedura di infrazione.

Sappiamo benissimo che anche dei valorosi nostri sindaci, anche sindaci non della Lega, anche sindaci di altri colori politici per difendere i propri cittadini hanno fatto delle ordinanze. Però, la paura di eventuali ritorsioni ha fatto fare un passo indietro, ma quello che importa è più che altro la testimonianza, il valore di questi atti che vogliono testimoniare quanto sia importante pensare ai nostri cittadini in questa fase, perché ne abbiamo parlato, ne parleremo anche nel Piano energetico, ma l’inflazione sta galoppando. Se andiamo a vedere solo i mutui, i costi generali, si alzeranno anche le tariffe telefoniche, perché ovviamente l’energia domina su tutto e quindi, a cascata, gli va dietro tutto. Non pensiamo poi a ciò che è anche il mondo agricolo e i costi della spesa per le famiglie. Quindi, chiunque ha fatto delle ordinanze, chiunque ha fatto delle proposte di questo tipo va nella direzione di sostenere al massimo le famiglie, che è il motivo per cui ho deciso anche io di sottoscrivere l’emendamento n. 6.

Si apre una fase di concertazione. Si apre una fase lunga un anno. Oltre sicuramente ad auspicare una risoluzione delle problematiche internazionali legate proprio a una crisi della domanda e dell’offerta, auspichiamo sicuramente che anche noi come Assemblea possiamo portare a queste linee guida, a questo Piano che si va delineando, a quelle buone intenzioni che stiamo cercando di fare con questi ordini del giorno.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Il mio intervento è in merito all’ODG 5787.

Il senso di responsabilità di Fratelli d’Italia è segno di coerenza, da sempre. Non cambia se siamo al Governo, se siamo all’opposizione, se siamo in campagna elettorale oppure no.

Come dicevo, con grande senso di responsabilità, abbiamo accettato di ritirare la nostra risoluzione su stufe e camini, come sapete, e di firmare un ordine del giorno con contenuti, più o meno, molto similari.

Sottolineo che in precedenza Fratelli d’Italia ne ha presentate ben due, di cui la prima in marzo, senza essere state minimamente considerate. Potevamo dire le solite frasi, che a volte hanno anche fondamento: il PD ha dormito e ora ci copia, ci ha copiato la risoluzione. Potevamo dire che il PD fa il furbo, boccia la nostra risoluzione e ne presenta una uguale. Potevamo dire che il PD scarica tutto sul Governo Meloni che si è appena insediato, ma il PD non avrebbe mai scaricato tutto sul Governo Draghi. Potevamo trovare tante cose per giustificare questa decisione, potevamo usare questa Assemblea per fare propaganda, ma noi siamo Fratelli d’Italia, siamo seri. Per noi l’unica cosa che conta è dare un servizio ai cittadini.

Penso che sia il sentimento comune di quest’aula.

Per questo, pur di arrivare al risultato, siamo disposti a ritirare la nostra risoluzione ‒ cosa che ho fatto ‒ e a sottoscriverne, praticamente, una unitaria. Su un punto, però, non accettiamo giochini. Non è che da oggi tutti i problemi sono colpa del Governo. Il Governo Meloni si è appena insediato e deve mettere a posto dieci anni di Governi dove c’era il PD. Non è che oggi si fa la faccia feroce, si critica il Governo. Oggi arriva dopo ieri. Oggi è la conseguenza di ieri.

Detto questo, ribadiamo la bontà delle nostre proposte, rispetto alle quali troviamo oggi felicemente una condivisione anche da chi fino a ieri le ignorava.

Comunque, esprimiamo il nostro compiacimento e voteremo sicuramente a favore dell’ordine del giorno.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Intanto faccio un “in bocca al lupo” alla vicepresidente. Ancora non l’avevo fatto.

Diciamo, vicepresidente, che, è vero, la discussione è stata abbastanza costruttiva. Lei ha recepito tante delle nostre istanze, ma credo che non abbia fatto il passo in avanti che si doveva fare.

Intervengo sull’ordine del giorno, ovviamente quello che riguarda le stufe e i camini, 300 metri, 30.000 abitanti, eccetera. Già il consigliere Occhi ha spiegato esattamente le richieste della Lega. È vero, oggi voi, con quest’altro ordine del giorno, sottoscritto anche dalla Lega e da Fratelli d’Italia, avete dato alcune ipotesi nelle quali si cerchi nel Governo una mano. Ma una mano la deve dare la Regione. La Regione Lombardia ‒ lo diceva prima il consigliere Occhi ‒ ha fatto, già di propria iniziativa, qualche atto. La Regione Emilia-Romagna no.

Io le avevo chiesto, anche poche settimane fa, di capire e comprendere le motivazioni per le quali la Regione Emilia-Romagna, in autonomia, non potesse in qualche modo cercare di derogare ai princìpi legati all’accordo del bacino padano. Su questo ragionamento lei oggi non ha detto una parola. Si è limitata a dire: faremo, vedremo, ci penserà il Governo, capiremo dal Governo cosa fare, eccetera. Ma la Regione non fa nulla.

Se la Regione Lombardia, che fa parte comunque dell’accordo di bacino padano, ha fatto quello che ha fatto, e ha fatto quello che ha fatto nel senso che lo vede nella risoluzione presentata dalla Lega, quindi derogando al principio dell’accensione dei camini fino al 2024, non capisco per quale motivo la Regione Emilia-Romagna stia ferma.

Non vorrei entrare anche nella polemica di dire “fa tutto il Governo” o “deve fare tutto il Governo”. Mi sa che sarà uno dei princìpi su cui la maggioranza farà le sue risoluzioni e i suoi ordini del giorno, cioè con l’impegno al Governo. Ovviamente, è il gioco delle parti. Ci sta. Però cerchiamo di capire cosa la Regione può fare. Noi abbiamo chiesto un impegno preciso, che non è quello di derogare tout-court il provvedimento dell’accordo di bacino padano e dire che di qui fino al 2030 si accendono i camini a dismisura. Abbiamo una contingenza-urgenza legata alla situazione economica. Abbiamo detto: tutt’al più facciamo questa deroga annualmente, cioè per quest’anno, per quest’inverno.

Ho sentito parlare, soprattutto dai sindaci che lei ha interpellato della Regione Emilia-Romagna, anche di ipotesi legate all’ISEE sotto i 30.000 euro, ipotesi legate ai 30.000 abitanti o altre ipotesi. Oggi lei è venuta a dare un’informativa e su questo tema non ha detto assolutamente nulla. Quindi, di costruttivo non c’è stato nulla. Ha recepito e ascoltato. Non so quello che farà. Questo bisogna che ce lo dica. È evidente che, da questo punto di vista, non possiamo rimanere nello stallo in cui siamo oggi, in cui eravamo ieri, e non sappiamo quello che succederà domani.

Una programmazione la deve fare la Regione Emilia-Romagna. Non sono io a dover trovare le misure compensative rispetto alle quali si possono fare determinate attività. Lei è l’assessore. Lei oggi è il vicepresidente della Giunta regionale (o la vicepresidente della Giunta regionale), e la soluzione la deve trovare. Poi ci dà delle risposte, che possono essere anche negative, perché su questo nulla deve essere imposto. Ci dice che non si può fare, così ci mettiamo l’anima in pace e non la disturberemo più su questi punti.

L’altro ragionamento è sui bandi. Lei è intervenuta dicendo: abbiamo fatto bandi, si sono un po’ fermati, eccetera. Lei sa quanto avete speso di pubblicità su questi bandi? 1.000 euro. Lei ritiene che ci sia stata un’informativa corretta rispetto a questi bandi? Il cittadino medio, con 1.000 euro di pubblicità, rispetto a un contributo da 10 milioni di euro, è venuto a conoscenza di quelle che erano le possibilità di cambiare la propria stufa o camino? Se sponsorizzate il mondo, questa era una delle ipotesi in cui si doveva spingere sull’acceleratore informativo. Avete speso 1.000 euro. Non mi venga a dire, oggi, che c’è stata poca richiesta. C’è stata poca richiesta perché nessuno lo sapeva. Su questo tema bisogna che qualcosa lei recepisca. I bandi li facciamo, stanziamo le risorse, ma dobbiamo informare i cittadini che ci sono le risorse per poter fare quello che si può fare.

La Regione deve fare delle scelte? Le faccia. Non rimandi le decisioni rispetto a deroghe che abbiamo chiesto. È naturale che viene sottoscritto anche l’ordine del giorno vostro. Tanto non passa il nostro. Ormai lo sappiamo. Lo schema è sempre quello. Noi facciamo qualcosa. Lo fa il PD. Si vota quello del PD e si boccia quello dell’opposizione. Ormai siamo abbastanza maturi per comprendere le situazioni. Quando governeremo noi, vedremo quali saranno, invece, le nostre proposte.

Da questo punto di vista, noi abbiamo sottoscritto il vostro ordine del giorno perché riteniamo che qualcosa si debba fare, che qualche piccolo movimento, dopo mesi, anni... Io l’ho fatto nel PAIR quando fu approvato nella scorsa legislatura. Fratelli d’Italia ha fatto delle risoluzioni. Io ho fatto emendamenti. Dopo anni che stiamo intervenendo su questa materia qualcosina si sta muovendo.

Quindi, piuttosto che niente, come si dice dalle mie parti, meglio “piuttosto”. E si prende.

Qual è la sua posizione? Punto di domanda. Ha trovato una soluzione rispetto alle richieste che noi abbiamo fatto? Modifichiamo i 300 metri, mettiamo l’ISEE sotto i 30.000, facciamo un’apertura a livello di numero di abitanti o non facciamo niente? Ce lo può indicare, oggi, come sua idea rispetto alla quale possiamo fare dei ragionamenti?

Abbiamo fatto la discussione, lei ha fatto l’informativa, abbiamo fatto le nostre discussioni, lei ha replicato, oggi interveniamo di nuovo. Io spero che lei riprenda la parola. Non so se lo farà o meno, però il dato che oggi emerge è insufficienza di decisioni da parte della Regione Emilia-Romagna rispetto a temi cogenti, impellenti, dare risposte ai cittadini che non sono state date e dare la corretta informazione ai cittadini sui bandi che vengono emessi, e non sono i 1.000 euro di pubblicità che possono spostare un’informazione in Regione Emilia-Romagna.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Evangelisti.

 

EVANGELISTI: Grazie, presidente.

Le motivazioni sottese alla presentazione dell’ordine del giorno sono già state illustrate nell’intervento precedente. Tengo a precisare che parlavamo di uno studio epidemiologico, facendo riferimento espressamente alla linea prevista dalla proposta di Piano, che parla di migliorare il raccordo tra le politiche sanitarie e ambientali attraverso appositi studi epidemiologici.

Non si dava atto o almeno non si recepisce immediatamente che c’è uno studio già in corso, del quale prendiamo atto e di cui ci piacerebbe anche poter verificare le risultanze ai fini di essere ancora più propositivi nella fase successiva di proposizione di contributi al Piano. Anticipo, visto che è già stato oggetto dell’illustrazione della vicepresidente, che l’emendamento proposto sarà comunque accolto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi nella discussione generale... Consigliere Costa, prego.

 

COSTA: Chiedo scusa, tribolo sempre con il microfono che non mi prende la prenotazione, però, siccome ho sforato il tempo prima, cercherò di essere molto più rapido adesso nell’intervenire, per dire che intanto ho molto apprezzato la trasversalità di condivisione che c’è stata rispetto all’ordine del giorno che abbiamo presentato, che prova ad inquadrare - credo nell’unico modo possibile - il tema della vicinanza alle famiglie che possono trovarsi in questo momento di fronte al cosiddetto "fenomeno della povertà energetica".

Come proviamo a risolverlo? Intanto, provando ad intervenire su tutte le famiglie che potrebbero trovarsi nella difficoltà di riscaldarsi a casa, non solo quelle che hanno magari un impianto di combustione a biomassa, la maggior parte delle famiglie avrà difficoltà a pagare la bolletta del gas, ma ha solo un impianto di gas metano in casa.

Come vogliamo provare a intervenire? Chiedendo una moratoria sui distacchi per tutto il periodo invernale, come accade quando ci si trova di fronte a momenti di emergenza (è stato così per il terremoto, è stato così nel recente passato per via della pandemia da Covid), perché noi vogliamo provare a tutelare tutte le famiglie che potrebbero trovarsi in difficoltà economiche, e poi provare a stare nel solco dell’accordo di Bacino padano. Se c’è ed è misurata l’efficacia delle azioni di contrasto agli inquinanti atmosferici nell'ambito dell’accordo di Bacino, perché si tratta di politiche di area vasta, allora qualsiasi azione si voglia mettere in campo o modifica di azione deve essere per forza di cose di area vasta, perché altrimenti ne miniamo l’efficacia, ma poi rischiamo di creare disparità di intervento tra famiglie, cosa che non può andar bene, afferenti a territori differenti.

Muoverci come Bacino padano significa anche avere molta più forza nell’interlocuzione nazionale e anche europea. Siccome alcune delle scelte che stanno dentro le misure di contrasto agli agenti atmosferici (ho già sforato? No) che noi abbiamo tradotto dentro ai nostri documenti discendono anche dal tema della condanna e poi della sanzione, abbiamo per forza di cose la necessità di un’interlocuzione sia con il Governo nazionale che con la Comunità europea, per provare a trovare, da un lato, elementi di vicinanza alle famiglie, dall’altro tenere fissi gli obiettivi di salvaguardia della salute pubblica.

Chiudo una battuta velocissima: la deroga della Lombardia di fatto è una deroga che non deroga, perché, se si esplode il tema e la stessa Regione è stata costretta a precisare, interviene per una fattispecie estremamente limitata di ambiti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in discussione generale sugli ordini del giorno, passo la parola alla vicepresidente Priolo.

 

PRIOLO, vicepresidente della Giunta: Al consigliere Pompignoli, che ovviamente mi porta su un campo di battaglia che può essere anche divertente, volendolo interpretare in questo modo, due aspetti. La Giunta ha fatto una proposta ai Sindaci (lei la conosce), che è quella di provare a comprendere se l’esenzione dell’ISEE a 30.000 euro poteva essere una proposta sostenibile.

Ho riportato all’interno del Bacino padano questa proposta e nessuna delle Regioni del Bacino padano l'ha condivisa con la Regione Emilia-Romagna, ritenendola non inapplicabile, ma non coerente con la condanna che in questo momento stiamo avendo senza avere l’avvallo del Governo.

Detto questo, abbiamo fatto un’analisi anche di quelli che possono essere gli studi compensativi di questa misura, le riporto solo un aspetto per correttezza amministrativa, consigliere, che bisogna che lei conosca bene: da questo punto di vista non è la Giunta che dovrebbe eventualmente introdurre questa deroga, perché è una modifica di un Piano, e il Piano in quanto tale prevede la modifica soltanto attraverso un atto dell’Assemblea stessa. Dico questo perché è giusto che lo sappiate, perché abbiamo tempo di discussione. Oggi si apre un percorso, e al netto di questo, tutto questo interviene comunque con aspetto che noi stiamo avendo in questo momento della condanna, per cui il fatto che l’Assemblea in quel caso dovrebbe decidere una misura che comporta comunque un aspetto assai rilevante e delicato che le altre Regioni non stanno portando avanti.

Noi non abbiamo il problema dei 300 metri, ce l’hanno le altre Regioni. Questo lo vorrei sottolineare perché da noi sopra i 300 metri si può utilizzare la biomassa legnosa, nelle altre Regioni no.

Ha ragione, con quello che diceva, il consigliere Costa: l’introduzione di quel provvedimento che non è una deroga attuale, ma è una cosa inserita nel piano della Lombardia, quindi è una misura di piano e non è una deroga, perché non sono andati in aula a modificare nessun provvedimento, fa riferimento all’impiantistica che è accatastata, e che da questo punto di vista, dal punto di vista dell’efficienza del provvedimento stesso significa accensione di stufe a biomassa legnosa, che sono equiparate alle stufe a tre stelle che da noi si possono accendere. Bisogna quindi comprendere bene in che cosa consiste quel provvedimento per poterlo collocare, per comprendere se effettivamente la Lombardia ha introdotto una deroga. Era per dare una spiegazione.

Da ultimo, la comunicazione. Noi abbiamo lavorato con tutti e 200 i Comuni coinvolti nel Piano della qualità dell’aria, provando a condividere con loro anche tutti gli strumenti di comunicazione, non soltanto social della Regione, ma anche con i social di tutti i Comuni. Abbiamo lavorato unitamente a tutte le associazioni di categoria, quindi abbiamo usato – non credo che sia un tema soltanto di risorse economiche – tutte le modalità, tutti gli strumenti a disposizione, anche gratuiti, per poter arrivare con la comunicazione a casa di tutti i cittadini. Non è sufficiente. Lo potenzieremo, sono d’accordo con lei, questa misura va conosciuta, ma da questo punto di vista io ritengo che il tema sia stato un po’ quello che ho provato a derubricare anche prima. Adesso, infatti, le persone stanno provando ad andare in questa direzione, ma c’è un problema di mercato che era quello che le specificavo prima.

In sintesi, credo che quest’aula sia comunque sovrana, e che da questo punto di vista possa anche portare avanti alcuni provvedimenti. Io ho provato a portare avanti delle proposte. Bisogna tenerle insieme, comunque, dal punto di vista del bacino padano. Lo dico anche rispetto alle responsabilità e alle sanzioni che quest’aula si porterebbe a casa e in carico se noi come bacino padano non ci muoviamo coerentemente. In questo momento le altre Regioni stanno facendo quello che le ho detto, insieme a noi: hanno fatto questa richiesta a livello nazionale, come Conferenza Stato-Regioni, per cui mi ero presa anche questo impegno, e questo impegno è stato onorato. Adesso si tratta di comprendere non volendo scaricare al Governo, perché lo avevamo chiesto al Governo precedente e lo chiediamo al Governo attuale, quindi non è questo il problema.

Il problema è che in un percorso di condanna noi abbiamo bisogno di condividere questa misura con il legislatore nazionale, perché è necessario avere un approccio complessivo e globale.

Mi scusi per la puntualizzazione, ma rispetto a domande puntuali ho provato a darle una delucidazione.

 

(interruzione del consigliere Pompignoli)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Pompignoli, avremmo chiuso la discussione sugli ordini del giorno. Se lei vuol parlare in dichiarazione di voto va bene, ma…

 

(interruzione del consigliere Pompignoli)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Per fatto personale…?

 

(interruzione del consigliere Pompignoli)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Io, come lei sa, sono molto disponibile sui fatti personali, però non sempre c’è il fatto personale. Se lei vuole intervenire in dichiarazione di voto…

 

(interruzione del consigliere Pompignoli)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Assolutamente le do parola. Vediamo, però, se è coerente con quello che deve dire.

 

POMPIGNOLI: Sicuramente è coerente con quello che devo dire.

Devo capire il motivo per cui l’ultima parola spetta sempre all’assessore rispetto agli altri: alle domande cioè si risponde, si danno delle risposte, però si devono ricevere altrettante risposte. Se cioè l’assessore Priolo dice delle cose non prettamente corrette, bisogna comunque risponderle. Io non posso risponderle, ovviamente, nella dichiarazione di voto. Però, a prescindere da questo, non faccio la dichiarazione di voto…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Adesso le rispondo…

 

POMPIGNOLI: Da questo punto di vista… Ho già finito, ho già parlato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Infatti… Le rispondo, però.

Come lei sa, sia nella discussione generale, sia in questo caso, nella discussione generale sulle proposte degli ordini del giorno e sugli emendamenti, la Giunta chiude la discussione. La Giunta quindi interviene per ultima all’interno della discussione generale. Nel momento in cui interviene, la Giunta chiude quindi la discussione generale.

Ripeto, però…

 

(interruzione del consigliere Pompignoli: “Non me lo ricordavo…”)

 

PRESIDENTE (Rainieri): No, lei se lo ricordava benissimo, ma gliel’ho ribadito oggi. Infatti gliel’ho detto: oggi è stato un po’ troppo in giro, quindi non era attento a quella che era la discussione dell’aula. Le ripeto, però, che lei può intervenire cinque minuti in dichiarazione di voto. Nel caso in cui quindi fosse stato lei identificato dal Gruppo come colui che fa la dichiarazione di voto, io le cedo la parola.

Ricordo che siamo in dichiarazione di voto. Lei, assessore Taruffi, so che vorrebbe intervenire ma non può più farlo, essendo seduto in quei banchi.

Siamo in dichiarazione di voto sugli ordini del giorno e sugli emendamenti agli ordini del giorno. Qualche collega vuole intervenire? Nessun intervento in dichiarazione di voto, quindi passiamo alla votazione degli ordini del giorno e degli emendamenti. Consigliere Pompignoli, prego. Consigliere Pompignoli? No, niente.

Passiamo alla votazione degli emendamenti e, quindi, degli ordini del giorno.

Nomino scrutatori i consiglieri Maletti, Mumolo e Pompignoli.

Ricordo che siamo, per alzata di mano, in votazione. Consigliera Marchetti? Consigliera Marchetti, per favore, siamo nella fase della votazione.

Mettiamo in votazione l’ordine del giorno n. 1, a firma Zappaterra, Taruffi, Pigoni.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5787/1 oggetto 5881 è approvato a maggioranza dei presenti)

 

L’ordine del giorno n. 1 è accolto.

 

L’ordine del giorno n. 2, a firma Occhi, è stato ritirato.

 

Sull’ordine del giorno n. 3, a firma Rainieri e Occhi, insiste un emendamento.

Il consigliere Rainieri dà l’assenso, per cui mettiamo in votazione l’emendamento a firma Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

L’emendamento all’ordine del giorno n. 3 è accolto.

 

Votiamo l’ordine del giorno n. 3, a firma Rainieri, Occhi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5787/3 oggetto 5883 è approvato a maggioranza dei presenti)

 

L’ordine del giorno è approvato.

 

Passiamo all’ordine del giorno n. 4, a firma Evangelisti, Cuoghi, Tagliaferri, su cui insistono due emendamenti a firma Costa.

Chiedo alla consigliera Evangelisti l’assenso.

 

EVANGELISTI: L’avevo già espresso: sì.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Perfetto, grazie.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento n. 1 è approvato.

Emendamento n. 2, sempre a firma Costa.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

L’emendamento n. 2 è approvato.

 

Mettiamo in votazione l’ordine del giorno, a firma Evangelisti, Cuoghi, Tagliaferri.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5787/4 oggetto 5884 è approvato all’unanimità dei votanti)

 

L’ordine del giorno è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell’ordine del giorno n. 5, a firma Castaldini, che è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell’ordine del giorno n. 6, a firma Costa, Evangelisti, Rossi, Cuoghi, Pillati, Tagliaferri, Molinari, Daffadà, Soncini, Zappaterra, Fabbri, Mastacchi, Bulbi, Castaldini, Pigoni, Marchetti Francesca, Bondavalli, Amico, Costi, Occhi, Pelloni, Gerace.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5787/6 oggetto 5886 è approvato all’unanimità dei votanti)

 

L’ordine del giorno n. 6 è approvato.

Ordine del giorno n. 7, a firma Occhi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È respinto.

L’ordine del giorno n. 7 è respinto.

 

Mettiamo in votazione l’ordine del giorno n. 8, a firma Castaldini.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 5787/8 oggetto 5888 è approvato all’unanimità dei votanti)

 

L’ordine del giorno n. 8, a firma Castaldini, è approvato.

 

OGGETTO 5700

Relazione sulla clausola valutativa di cui all’art. 10 della legge regionale 10 dicembre 2019, n. 30 “Interventi per il trasporto ferroviario e fluviomarittimo delle merci – Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2014”

(Risoluzione 5700/1 oggetto 5889 - Abbinata)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’oggetto 5700: relazione sulla clausola valutativa di cui all’articolo 10 della legge regionale 10 dicembre 2019, n. 30 “Interventi per il trasporto ferroviario e fluviomarittimo delle merci – Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2014”.

A tale oggetto si abbina la risoluzione 5700/1, che tratta identico argomento, a firma del consigliere Occhi.

Passo la parola all’assessore Andrea Corsini. Prego.

 

CORSINI, assessore: Grazie, presidente.

Abbiamo già trattato il tema in Commissione, quindi cercherò di fare davvero molto rapidamente, però l’occasione è giusta, perché oggi si è parlato di Piano dell’aria, quindi parlare degli interventi che la Regione ha messo in campo per potenziare il trasporto ferroviario delle merci va naturalmente nella direzione di dare un contributo importante al tema della qualità dell’aria.

La clausola valutativa si riferisce sostanzialmente alla legge n. 30 del 2019, che prevede una serie di incentivi di carattere economico per potenziare, in maniera incrementale rispetto agli anni precedenti, il traffico di trasporto merci dalla modalità stradale alla modalità ferroviaria. In questi tre anni di vigenza della legge, 2020-2022, abbiamo concesso contributi per la realizzazione dei servizi di trasporto ferroviario intermodale, ma non di servizi di trasporto fluviale e fluviomarittimo, anche se erano previsti nella normativa, perché non sono pervenute da parte degli operatori in questo triennio delle richieste di finanziamento relativamente al trasporto fluviomarittimo, per una serie di ragioni, a partire naturalmente dalle condizioni strutturali dei canali interni dell’idrovia padano-veneta, che non consente al momento (lo consentirà quando sarà realizzata una serie di interventi) di riprendere il traffico delle merci su acque interne.

Le finalità sono quelle di stimolare la crescita e di incentivare i traffici aggiuntivi, di incentivare i collegamenti che hanno come origine e destinazione un nodo regionale, di privilegiare naturalmente la retro portualità ferroviaria, dove ci sono ovviamente ampi margini di crescita per il trasporto ferroviario.

Le caratteristiche e le modalità dell’incentivazione sono finalizzate a contribuire all’incremento del trasporto ferroviario attraverso una serie di beneficiari diretti, che sono le imprese logistiche e gli operatori del trasporto multimodale, e i beneficiari indiretti che sono sostanzialmente gli utenti finali del trasporto, cioè le imprese che beneficiano indirettamente di questi incrementi.

Lo stanziamento regionale, come abbiamo detto, nel triennio è pari a 1 milione di euro all’anno, quindi complessivamente 3 milioni di euro, di cui il 90 per cento destinato al trasporto ferroviario, il 10 per cento a quello fluviale. L’incentivo è su base chilometrica fino a un massimo di 120 chilometri, con un aiuto quantificato in 0,7 centesimi di euro per ogni tonnellata di chilometro e un importo massimo concedibile per ogni impresa di 150.000 euro.

Nel corso del 2020, per arrivare ai risultati conseguenti a questa normativa e a questo bando, hanno permesso di assegnare i contributi per la prima annualità a 27 servizi, pari a 13 imprese. Successivamente, a causa dell’insorgere del Covid e di tutte le conseguenze e le problematicità che questo ha comportato anche nella catena logistica, la Giunta con propria delibera ha deciso di apportare alcuni correttivi per correggere l’impostazione del bando alla situazione emergenziale che si è venuta a creare con la pandemia. Misure correttive che sono state confermate anche nel corso del 2021 proprio per non interrompere quel flusso di risorse, quegli incentivi che avevano dato nel corso del 2020 importanti risultati in termini di incremento delle quote di traffico ferroviario delle merci.

Le risorse disponibili hanno quindi consentito di assegnare anche nella seconda e nella terza annualità benefici a 26 servizi ferroviari, pari a 14 imprese beneficiarie.

Per quanto riguarda alcuni numeri molto velocemente che danno il senso della misura che abbiamo applicato e quindi anche degli obiettivi che sono stati in buona parte raggiunti, anche se naturalmente il Covid ha rallentato rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati, ma contiamo anche, con un incremento ulteriore di risorse nel prossimo triennio, di fare un’ulteriore upgrade rispetto alla quota di shift modale, le tonnellate aggiuntive trasportate, a fronte di una previsione di 1.311.000 tonnellate. sono state 863.062, pari circa al 65,8 per cento del contributo che è stato assegnato per il secondo anno.

Questo, come dicevo, come conseguenza della forte perturbazione che la catena logistica ha dovuto subire in seguito all’emergenza sanitaria.

I servizi attivi nell’ambito della legge regionale si confermano prevalentemente quelli vocati al trasporto extra regionale, ed è interessante anche notare come la maggioranza dei servizi abbia come origine o destinazione un porto, e in particolare i servizi uniscano poli intermodali con alcuni porti tirrenici, a conferma dell’importanza di queste relazioni di carattere commerciale, che sono particolarmente importanti per l’export di prodotti finiti che hanno origine di produzione nel comprensorio industriale dell’Emilia centrale.

Questi sono - ripeto - molto velocemente i risultati che sono stati conseguiti in questo triennio, senza dimenticare (lo cito come ultimo dato) che nel 2021, anche in conseguenza di questa misura e quindi dell'attivazione dell’incremento di operatori da e verso il porto di Ravenna, il porto di Ravenna stesso ha ottenuto il record storico di movimentazione delle merci nel 2021 e ha superato, sempre nel corso dello stesso anno, i 9.000 treni movimentati, con una crescita del 21,4 per cento rispetto al 2020, in cui erano stati movimentati 7.400 treni.

In conseguenza di questo incremento, l’incidenza del traffico ferroviario su quello marittimo è cresciuta dal 13,6 per cento del 2019 al 14,5 del 2021.

Inoltre - e concludo -, da alcuni riscontri che abbiamo ottenuto in più occasioni dagli operatori del trasporto, possiamo affermare (questo è la motivazione con la quale ci apprestiamo, a partire dal 2023, per i prossimi tre anni ad incrementare e passare da 1 a 3 milioni di euro all’anno le risorse appunto per il Ferrobonus. Ci è stato appunto comunicato da diversi operatori che, senza l’introduzione del sistema di incentivazione regionale, la crisi, che ha colpito anche il trasporto delle merci, avrebbe avuto sicuramente degli effetti negativi ancora più significativi. Questo, come dicevo, ci conforta rispetto non solo alla misura che abbiamo messo in campo in questi tre anni, ma soprattutto al proseguimento di questa importante azione di carattere politico della Giunta regionale, che si inserisce all’interno delle politiche legate alla transizione ecologica e soprattutto alla sostenibilità ambientale, legata appunto allo shift modale da gomma a ferro.

Ho finito.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore.

Sono ormai le 17,30 e, come da accordi nella Capigruppo, chiudiamo i lavori dell’aula.

La discussione generale verrà ripresa nella prossima Assemblea che deciderà la Capigruppo.

Grazie e buona serata.

 

La seduta ha termine alle ore 17,30

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO; Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Luca CUOGHI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marta EVANGELISTI; Marco FABBRI, Michele FACCI, Pasquale GERACE, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

gli assessori Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Mauro FELICORI, Irene PRIOLO, Igor TARUFFI.

Hanno comunicato di non partecipare alla seduta gli assessori Paolo CALVANO, Raffaele DONINI, Barbara LORI, Paola SALOMONI e le consigliere Palma COSTI, Lia MONTALTI.

 

Emendamenti

OGGETTO 5883

Ordine del giorno n. 3 collegato all'oggetto 5787 - Comunicazione dell'Assessore Priolo su "Obiettivi e scelte strategiche generali del Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2030)". A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

Emendamento 1, a firma del consigliere Costa

«Il penultimo capoverso prima del dispositivo è sostituito dal seguente testo:

"Posto che le aziende agricole, in particolare quelle emiliane sono specializzate in zootecnia e allevamento e che, in quanto rappresentano un tassello fondamentale dell'economia regionale, vanno sostenute nel mettere in campo in maniera progressiva e non vessatoria innovazioni tecnologiche produttive che diventino anche occasione di rilancio ulteriore del comparto"»

(Approvato)

 

OGGETTO 5884

Ordine del giorno n. 4 collegato all'oggetto 5787 - Comunicazione dell'Assessore Priolo su "Obiettivi e scelte strategiche generali del Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2030)". A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Tagliaferri, Cuoghi

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Costa

«Il "ritenuto come" è così sostituito:

"Si ritiene assolutamente necessario migliorare il raccordo tra politiche sanitarie ed ambientali, per analizzare la correlazione tra gli effetti dell'inquinamento atmosferico con le condizioni di salute della popolazione, analizzando il nesso di causalità"»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Costa

«Il dispositivo è così sostituito:

"A proseguire lo studio epidemiologico con l’analisi del nesso di causalità tra gli effetti dell'inquinamento atmosferico con le condizioni di salute della popolazione emiliano-romagnola, individuando un apposito finanziamento per potenziare questi studi integrando le analisi gli studi epidemiologici e gli studi sui meccanismi"»

(Approvato)

 

Comunicazione prescritta dell’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERPELLANZE

 

5858 -  Interpellanza per conoscere le tempistiche previste per l'ultimazione dei lavori del ponte sul Lamone, di collegamento tra le frazioni di Savarna, Torri di Mezzano e Grattacoppa (RA), soprattutto alla luce della recente approvazione di una variante tecnica e supplettiva. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

5860 -  Interpellanza sulle misure per il risparmio energetico nelle sedi regionali. A firma della Consigliera: Castaldini

 

RISOLUZIONI

 

5859 -  Risoluzione per impegnare la Giunta a contemperare, nella copertura dei fabbisogni di personale sanitario e socio-sanitario, gli interessi dei lavoratori aventi i requisiti previsti dalle procedure di stabilizzazione con il legittimo affidamento degli idonei nelle graduatorie delle procedure concorsuali allo scorrimento delle graduatorie medesime. (24 10 22). A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Soncini

 

5866 -  Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi al fine di reperire le somme necessarie per consentire il ripristino del servizio gratuito di terapia di agopuntura per pazienti operate di cancro al seno e altre patologie che determinano effetti analoghi. (25 10 22). A firma della Consigliera: Evangelisti

 

5870 -  Risoluzione per impegnare la Giunta ad assumere un ruolo significativo nel programma di rinascita di Villa Verdi, anche in accordo con gli enti locali del territorio, sollecitando il Governo ad assumere un ruolo principale nell'acquisizione, restauro e gestione e nel cercare una soluzione che ne assicuri la fruibilità ai visitatori anche durante i tempi di esecuzione della vendita giudiziaria. (26 10 22). A firma dei Consiglieri: Rainieri, Rancan, Gerace, Daffada', Stragliati, Occhi

 

5889 -  Risoluzione per impegnare la Giunta a contribuire a potenziare le infrastrutture logistiche esistenti per soddisfare la crescente domanda di trasporto di merci su rotaia. (27 10 22). A firma del Consigliere: Occhi

 

INTERROGAZIONI

 

5862 -  Interrogazione a risposta scritta relativa ai disservizi verificatisi sulla tratta Cella-Caserma Zucchi del trasporto pubblico di Reggio Emilia e alle misure da adottare per risolverli. A firma dei Consiglieri: Delmonte, Catellani

 

5863 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla data di chiusura del "Calendario venatorio regionale. Stagione 2022/2023". A firma della Consigliera: Gibertoni

 

5864 -  Interrogazione a risposta scritta per conoscere le motivazioni dei ritardi nell'avvio dei corsi di formazione di idoneità all'Emergenza Sanitaria Territoriale. A firma della Consigliera: Evangelisti

 

5867 -  Interrogazione a risposta scritta relativa alla chiusura di diversi punti mensa della Società Cooperativa CAMST sul territorio metropolitano di Bologna. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Facci

 

5868 -  Interrogazione a risposta scritta relativa alla riduzione, rispetto al 2021, dello stanziamento regionale del bando "Fondo Affitto" per l'anno 2022. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Pelloni, Stragliati, Bergamini, Facci

 

5869 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla data di chiusura del "Calendario venatorio regionale. Stagione 2022/2023", con particolare riguardo alla caccia alle specie migratrici. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

5871 -  Interrogazione a risposta scritta sulle misure da adottare per ridurre le liste di attesa delle Aziende Sanitarie Locali, garantendo l'accesso ai percorsi terapeutici delle persone affette da disturbi dello spettro autistico, residenti nella Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

5878 -  Interrogazione a risposta orale in commissione relativa ai problemi segnalati da utenti TPER della provincia di Bologna nell'ottenere l'abbonamento gratuito per il trasporto pubblico nel percorso casa-scuola. A firma della Consigliera: Castaldini

 

5879 -  Interrogazione a risposta scritta sulle condizioni lavorative degli autisti-soccorritori. A firma della Consigliera: Evangelisti

 

5880 -  Interrogazione a risposta orale in commissione sull'utilizzo di parte dei residui del Fondo regionale per la non autosufficienza, al fine di permettere ai gestori pubblici e privati accreditati delle strutture residenziali per anziani e disabili di fare fronte all'aumento dei costi energetici. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno n. 17 prot. NP/2022/2441 del 27/10/2022)

 

 

IL PRESIDENTE

 

IL SEGRETARIO

Rainieri

Bergamini