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Legislatura VIII - Commissione VI - Verbale del 08/09/2009 antimeridiano

    Testo

     Verbale n. 4
    Seduta dell'8 settembre 2009
    Il giorno 8 settembre 2009 alle ore 10,30 si è riunita presso la
    sede dell'Assemblea Legislativa in Bologna Viale A. Moro 50, la
    Commissione Attuazione dello Statuto convocata con nota Prot. n.
    24125 del 2 settembre 2009.
    Partecipano alla seduta i Commissari:
    Cognome e Nome Qualifica Gruppo Voto
    LOMBARDI Marco Presidente Forza Italia - Popolo 2 presente
    della Libertà
    BORGHI Vice Partito Democratico 4 presente
    Gianluca Presidente
    VARANI Gianni Vice Forza Italia - Popolo 5 presente
    Presidente della Libertà
    BARBIERI Marco Componente Partito Democratico 3 presente
    BORTOLAZZI Componente Partito dei Comunisti 1 assente
    Donatella Italiani
    BOSI Mauro Componente Partito Democratico 3 presente
    DELCHIAPPO Componente Misto 1 assente
    Renato
    DONINI Monica Componente Partito della Rifondazione 2 assente
    Comunista
    ERCOLINI Componente Partito Democratico 4 presente
    Gabriella
    GUERRA Daniela Componente Verdi per la pace 1 assente
    LEONI Andrea Componente Forza Italia - Popolo 1 presente
    della Libertà
    MAJANI Anna Componente Partito Democratico 1 assente
    MANFREDINI Componente Lega Nord Padania 3 presente
    Mauro Emilia e Romagna
    MAZZA Ugo Componente Sinistra Democratica per il 2 presente
    Socialismo Europeo
    MONACO Carlo Componente Per l'Emilia-Romagna 1 assente
    NANNI Paolo Componente Italia dei Valori 1 assente
    con Di Pietro
    NERVEGNA Componente Forza Italia - Popolo 1 presente
    Antonio della Libertà
    NOE' Silvia Componente Unione dei Democratici 1 assente
    Cristiani e
    Democratici di Centro
    SALSI Laura Componente Partito Democratico 5 assente
    VECCHI Alberto Componente Alleanza nazionale - 4 presente
    - Popolo della Libertà
    ZANCA Paolo Componente Uniti nell'Ulivo - SDI 3 presente
    E' presente il consigliere Mario MAZZOTTI in sostituzione del
    consigliere Laura SALSI
    Ha partecipato alla seduta: R. Ghedini (Serv. Informazioni per la
    stampa).
    Presiede la seduta: Marco Lombardi
    Assiste il segretario: Nicoletta Tartari
    Resocontista: Nicoletta Tartari
    Il Presidente dichiara aperta la seduta alle ore 10,45.
    Sono presenti i consiglieri Barbieri, Borghi, Ercolini, Leoni,
    Manfredini, Mazza, Mazzotti, Nervegna, Salsi e Zanca.
    Approvazione verbali n. 2 del 14 luglio 2009 e n. 3 del 22 luglio
    2009.
    La Commissione approva all'unanimità dei presenti.
    Entrano i consiglieri Vecchi e Bosi.
    Programmazione lavori della Commissione.
    Il presidente LOMBARDI comunica alla Commissione che il consigliere
    Mazza ha inviato una richiesta all'Ufficio di presidenza della
    Commissione affinché venga posto all'ordine del giorno la sua
    proposta di modifica del Regolamento interno dell'Assemblea (ogg.
    4588). Informa che l'oggetto sarà posto all'ordine del giorno
    terminata la trattazione dei progetti di legge attualmente all'esame
    della Commissione. Si tratta del progetto di legge istitutivo del
    CAL (ogg. 4754), oggi all'ordine del giorno, su cui è possibile
    prevedere un'occasione di ulteriore approfondimento, da valutare
    insieme al relatore, che potrebbe consistere in un incontro con le
    associazioni rappresentative delle autonomie locali nella prossima
    settimana. Nella settimana successiva, e precisamente nel pomeriggio
    di lunedì 21, come richiesto dal relatore consigliere Mazza, sarà
    convocata anche l'udienza conoscitiva sull'altro progetto di legge
    all'esame della Commissione, l'ogg. 4624 in tema di partecipazione.
    Infine, il presidente segnala che per lunedì 28 settembre si sta
    organizzando una tavola rotonda sul ruolo dei Parlamenti nel
    processo decisionale europeo, in cui si discuterà anche degli
    sviluppi della l.r. 16/2008, esaminata dalla Commissione nello
    scorso anno. Alla tavola rotonda, in cui sono previsti, tra gli
    altri, gli interventi del presidente medesimo, del vicepresidente
    Borghi e della presidente Donini, parteciperanno studiosi,
    parlamentari nazionali ed europei.
    Entra il consigliere Varani.
    Si passa quindi all'esame dell'oggetto:
    4754 - Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Lombardi e
    Borghi: Istituzione del Consiglio delle Autonomie locali (16 07
    09)
    Il consigliere relatore ZANCA, procedendo all'illustrazione del
    progetto di legge, chiede di distribuire ai commissari della
    documentazione da lui fornita, consistente in una tavola sinottica
    che riassume la disciplina del Consiglio delle autonomie locali
    (CAL) adottata nelle otto Regioni che, con previsioni legislative
    anche diverse fra loro, finora hanno attuato l'istituto. Osserva
    preliminarmente che il CAL è un istituto previsto dallo Statuto in
    osservanza con il dettato dell'art. 123 della Costituzione. Già con
    Regolamento interno dell'Assemblea è stata anticipata quella parte
    di disciplina delle funzioni del CAL che incide sull'esercizio delle
    funzioni proprie dell'Assemblea legislativa; così, il progetto di
    legge in esame, che consta di pochi articoli, ha ad oggetto
    soprattutto la costituzione e le modalità di funzionamento del CAL.
    Va tenuto presente che in Emilia-Romagna questo istituto non parte
    da zero, dato che esiste da oltre dieci anni un organismo di
    consultazione e concertazione tra enti locali e Regioni: la
    Conferenza Regione-Autonomie locali (CRAL), istituita con la l.r.
    3/1999, che recepiva le riforme Bassanini, e successivamente
    modificata dalla l.r. 11/2001 e dalla l.r. 6/2004. Oggi, di fatto,
    la CRAL opera in regime di prorogatio in attesa dell'insediamento
    del nuovo organo. Già nella discussione sullo Statuto è emerso che,
    in merito al CAL, il nodo riguarda il rapporto tra esecutivo ed enti
    locali e l'esercizio della funzione legislativa dell'Assemblea; più
    volte è stato evidenziato come punto critico la prassi vigente -
    coerente peraltro con le previsioni della l.r. 3/1999 - nella quale
    l'esecutivo concorda in sede di confronto con gli enti locali una
    serie di elementi e questo, di fatto, limita la possibilità di
    intervento del legislatore. Con lo Statuto, il Regolamento interno e
    il presente progetto di legge sono operati decisi cambiamenti in
    questa prassi consolidata, dato che il CAL viene incardinato
    nell'Assemblea legislativa: come previsto dal Regolamento, la
    funzione prioritaria del CAL di fornire pareri in relazione ai
    provvedimenti che riguardano gli enti locali - ferma restando la
    possibilità di fornire ulteriori altri pareri, anche su richiesta
    della Giunta - è inserita all'interno della procedura legislativa.
    Dunque non v'è più un rapporto, spesso antecedente alla
    presentazione dei progetti di legge, tra Giunta ed enti locali, ma
    il baricentro del confronto si sposta in Assemblea legislativa;
    considera che non bastino gli accorgimenti istituzionali a
    determinare l'assetto delle relazioni, ma l'intento del progetto di
    legge è, appunto, lo spostamento dei rapporti con gli esecutivi
    degli enti locali verso l'Assemblea. Il relatore prosegue segnalando
    che un altro tema di dibattito riguarda la composizione del CAL, che
    il progetto di legge prevede sia costituita dai Sindaci dei Comuni
    capoluogo e dei Comuni maggiori, dai Presidenti delle Province e da
    una quota di altri Sindaci, in rappresentanza degli altri Comuni, di
    cui almeno la metà appartenenti a Comuni montani. Ritiene opportuno
    procedere a precisare, nel corso dell'esame del progetto di legge,
    la definizione di Comune montano, specificando quale criterio si
    debba avere a riferimento (altitudine, appartenenza a Comunità
    montane o altro), dato che, secondo alcuni criteri, possono essere
    annoverati tra i montani fino a 225 comuni sui 341 della regione,
    che amministrano però solo 450.000 abitanti circa. Sempre per quanto
    riguarda la composizione del CAL, ritiene inoltre utile riflettere
    sul dato dei comuni minori (magari avendo riguardo ai dati Istat,
    più aggiornati rispetto a quelli del censimento 2001): solo una
    cinquantina di comuni, nella nostra regione, hanno più di 15.000
    abitanti, moltissimi sono quelli al di sotto dei 5.000 abitanti.
    Considerato, infine, che l'approvazione del progetto di legge in
    esame farà cadere il meccanismo previsto dalla l.r. 3/1999,
    occorrerà valutare l'eventuale necessità di una norma transitoria o
    finale. Concludendo, e riprendendo quanto comunicato dal presidente
    a proposito della programmazione dei lavori, ritiene che un'udienza
    conoscitiva rivolta a tutti i Comuni potrebbe ottenere uno scarso
    risultato, mentre ritiene più utile sentire il parere, secondo le
    modalità che verranno individuate, delle associazioni delle
    autonomie territoriali.
    Il consigliere VARANI, avendo ben presente i vincoli costituzionali
    e statutari vigenti in tema di istituzione del CAL (anche se privi
    di sanzione, in caso di inottemperanza), rileva che l'argomento fa
    riemergere le criticità esposte in più occasioni, trasversalmente, a
    proposito del ruolo centrale ed esclusivo attribuito agli esecutivi
    nell'azione politico-amministrativa. Non crede che un riequilibrio
    della composizione del CAL con l'inserimento delle minoranze
    costituisca la soluzione al problema, ma ritiene che si sia di
    fronte ad un ulteriore indebolimento dell'Assemblea legislativa,
    operato tramite la creazione, in definitiva, di un ulteriore forte
    organismo di concertazione degli esecutivi (che, tra l'altro,
    potrebbe portare a ulteriori burocrazia e procedure), di fronte al
    quale sarà ben difficile che l'Assemblea possa eventualmente porsi
    anche in contrapposizione. Non sarebbe proprio l'Assemblea
    legislativa chiamata a rappresentare le comunità locali e la rete
    istituzionale locale? Ricorda che si è proceduto a modificare lo
    Statuto, riportando a 50 il numero dei consiglieri, proprio per
    rispondere ad una domanda di alleggerimento della politica e delle
    istituzioni, ma con il CAL - pur, ripete, se trattasi di istituzione
    prevista costituzionalmente e statutariamente - si corre il rischio
    di tornare indietro su questo fronte, creando una sorta di camera
    di compensazione - che, tra l'altro, nell'opinione pubblica
    potrebbe non avere un buon impatto - in cui l'esecutivo prende e
    verifica tutte le sue decisioni, con un conseguente ulteriore
    ridimensionamento del ruolo del Parlamento regionale.
    Esce il consigliere Nervegna.
    Il consigliere MAZZA ricorda che si è discusso a lungo
    dell'argomento, con posizioni differenti, in sede di esame sia dello
    Statuto che del Regolamento interno. Dopo un periodo di silenzio ci
    si trova oggi di fronte a questo progetto di legge che,
    evidentemente, è il frutto di un accordo politico raggiunto dalla
    maggioranza relativa delle forze di maggioranza con la minoranza.
    Come emerge anche dal materiale distribuito in seduta, sono
    possibili diverse scelte in tema di rappresentanza: per esempio,
    Puglia e Umbria hanno deciso che siano i Consigli comunali ad
    eleggere il rappresentante del Comune nel CAL. Non è un caso se
    l'organo non si chiama Consiglio degli esecutivi, ma Consiglio delle
    autonomie locali, rappresentate dai Consigli comunali, oltre che dai
    Sindaci. Consentire ai Consigli comunali di eleggere il proprio
    rappresentante - che con ogni probabilità sarebbe comunque il
    Sindaco, ma non obbligatoriamente - significa attribuire un ruolo
    alle autonomie locali, ma questa possibilità non è stata considerata
    dal progetto di legge. Rammenta che aveva sostenuto la necessità di
    garantire almeno un diritto di tribuna alle forze che non sono
    rappresentate dai Sindaci e prende atto che queste proposte non sono
    state prese in considerazione, essendo mancato un confronto che
    portasse ad un percorso comune. Considera opportuno chiudere la
    legislatura con il completamento delle attuazioni statutarie e
    pertanto non intende far rallentare la discussione, ma ritiene che
    la proposta in esame non sia adeguata agli obiettivi di governo
    della Regione e manifesti una tendenza che segnala con
    preoccupazione, cioè il sostanziale progressivo esproprio di
    funzioni di tutti i consigli elettivi, dal livello locale a quello
    nazionale. La responsabilità di questo, tuttavia, è anche della
    stessa Assemblea legislativa: così, per esempio, quando è stato
    deciso - lui contrario - che le assemblee dei sindaci nelle
    associazioni intercomunali si arrogassero funzioni proprie dei
    consigli comunali. Ancora, quando non è stata approvata la sua
    proposta, avanzata nel corso dell'ultima modifica della l.r.
    20/2000, affinché gli accordi di programma dovessero essere
    sottoposti all'Assemblea legislativa, ciò che avrebbe comportato un
    passaggio di funzioni oggi in capo al Presidente della Giunta
    all'Assemblea, che poteva dunque esprimersi. In definitiva, se
    questo clima non cambierà con la prossima legislatura, è facile
    prevedere che molto difficilmente un atto approvato dal CAL trovi
    una forte volontà politica contraria in Assemblea legislativa. Non
    conferire autonomie ai Consigli comunali, facendo loro eleggere i
    propri rappresentanti in seno al CAL, finisce così col mettere
    ancora di più l'Assemblea legislativa in condizioni di debolezza,
    perché agisce dopo l'espressione del parere del CAL. Conclude
    ribadendo che prende atto che nella redazione del progetto di legge
    non si è tenuto conto della discussione già svolta con lo Statuto e
    il Regolamento e che, pertanto, seguirà con attenzione lo sviluppo
    della discussione.
    Entra il consigliere Nervegna, esce il consigliere Varani.
    Il consigliere BORGHI considera che con il progetto di legge in
    esame si giunge all'epilogo dell'attuazione dello Statuto su un
    aspetto di rilevanza fondamentale quale è quello della relazione tra
    autonomie locali e Assemblea legislativa e Regione in senso ampio.
    Si tratta di un argomento che è stato oggetto di approfondimento ed
    ha fatto molto discutere; tutte le posizioni sono dotate di
    fondamento, ma occorreva ad un certo punto scegliere e la proposta
    avanzata va, realisticamente e in modo molto concreto, a definire
    gli strumenti con cui la relazione enti locali-Regione si definirà
    nei prossimi anni, tenendo conto delle esperienze svolte. Non è
    convinto che legare la rappresentanza nel CAL ai Consigli comunali
    garantirebbe un quid pluris rispetto alla scelta, coerente, di
    incardinare la relazione con i rappresentanti degli esecutivi, pur
    valutando le potenzialità ma anche i limiti che l'esperienza ha
    dimostrato, laddove si è via via affievolita l'attenzione degli
    stessi enti locali verso la sede di confronto istituzionale della
    CRAL. Non ritiene che una rappresentanza composta dai sindaci
    piuttosto che scelta dalle assemblee elettive dei Comuni possa né
    pregiudicare né esaltare il ruolo dell'Assemblea legislativa, la cui
    continua legittimazione rispetto ai bisogni della comunità regionale
    deve essere ricercata nei lavori di Commissione e d'Aula, e in tutte
    le istanze nelle quali i componenti dell'Assemblea possono e debbono
    agire politicamente e socialmente. Rendere istituzionalmente normata
    la relazione con le autonomie territoriali non può che favorire la
    trasparenza, ciò che avvantaggia anche la stessa Assemblea
    legislativa. Concludendo, anche in considerazione dell'ormai
    prossimo termine della legislatura, concorda sull'opportunità
    espressa dal presidente e dal relatore affinché la Commissione,
    piuttosto che convocare un'udienza conoscitiva con tutti gli oltre
    350 enti locali, senta le rappresentanze degli enti locali della
    regione. Auspica che entro il termine della legislatura sia
    possibile non solo approvare la legge ma anche eleggere il CAL,
    mettendo così la prossima Assemblea legislativa in condizione di
    instaurare una relazione con una rappresentanza del sistema delle
    autonomie territoriali già istituita.
    Esce il consigliere Barbieri.
    Il consigliere relatore ZANCA sottolinea che, sostanzialmente, con
    il progetto di legge in esame non si sta istituendo un nuovo
    istituto ma, di fatto, si sta modificando una pratica già in essere.
    Infatti, già oggi esiste il coinvolgimento delle autonomie locali
    nelle politiche, come per esempio emerge dalla lettura di molte
    deliberazioni di Giunta, nella quale si menziona l'acquisizione dei
    pareri della CRAL, che però l'Assemblea non vede mai. Con questo
    disegno di legge si sposta l'asse di riferimento, dato che il CAL
    avrà come interlocutore innanzitutto l'Assemblea e i suoi atti
    saranno incardinati nel procedimento assembleare, come si evince
    soprattutto dal Regolamento, e non esterni e antecedenti allo
    stesso, come oggi accade. Per quanto riguarda la questione se
    debbano essere componenti del CAL gli esecutivi o i rappresentanti
    delle assemblee elettive, anche senza considerare che le ultime
    elezioni amministrative hanno portato alla formazione di diversi
    schieramenti di maggioranza, ritiene più utile per la stessa
    funzione del CAL che vi siedano i rappresentanti degli esecutivi,
    maggiormente in grado di garantire che i provvedimenti discussi e
    adottati dall'Assemblea legislativa abbiano ricevuto un parere di
    peso da parte di chi sarà poi coinvolto nella loro pratica
    attuazione (ciò che ovviamente prescinde dalla parte politica che
    esprime i singoli esecutivi). Senza tenere conto, tra l'altro, che
    l'elezione dei rappresentanti dei Consigli comunali dovrebbe anche
    prevedere ulteriori meccanismi di rappresentanza, a meno di non
    voler immaginare un CAL di oltre 350 componenti. Dunque la scelta di
    prevedere come componenti i Sindaci e i Presidenti di provincia è,
    se non la più giusta, la più razionale per evitare di innescare
    meccanismi che possono portare a dibattiti approfonditi ma che
    rischiano di non essere particolarmente efficaci dal punto di vista
    della stessa funzione attribuita al CAL. Ricorda inoltre che anche i
    consiglieri regionali possono formulare richieste di parere al CAL.
    In conclusione, ribadisce che il progetto di legge, operando i
    chiarimenti enunciati durante l'illustrazione, può cambiare una
    situazione attuale che da più parti è stata giudicata
    insoddisfacente.
    Il presidente LOMBARDI, udite le opinioni espresse in proposito,
    conferma l'intenzione di sentire sul progetto di legge in esame le
    rappresentanze degli enti locali nel corso di un incontro
    dell'Ufficio di presidenza della Commissione allargato ai commissari
    che vorranno partecipare. L'incontro potrà essere tenuto la prossima
    settimana e in tal senso verrà inviata comunicazione a tutti i
    commissari.
    La seduta termina alle ore 11,35.
    Approvato nella seduta del 13 ottobre 2009.
    Il Segretario Il Presidente
    Nicoletta Tartari Marco Lombardi