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Legislatura IX - Commissione I - Verbale del 19/03/2013 pomeridiano

     

     

     

    Verbale n. 9

    Seduta del 19 marzo 2013

     

    Il giorno 19 marzo 2013 alle ore 14.30 si è riunita presso la sede dell’Assemblea Legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali, convocata con nota prot. n. 11515 del 14 marzo 2013, integrata con nota prot. n. 11599 del 14 marzo 2013.

     

    Partecipano alla seduta i Consiglieri:

     

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    LOMBARDI Marco

    Presidente

    PDL - Popolo della Libertà

    5

    presente

    FILIPPI Fabio

    Vicepresidente

    PDL - Popolo della Libertà

    1

    presente

    VECCHI Luciano

    Vicepresidente

    Partito Democratico

    4

    assente

    BARBATI Liana

    Componente

    Italia dei Valori - Lista Di Pietro

    2

    presente

    BARBIERI Marco

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    BIGNAMI Galeazzo

    Componente

    PDL – Popolo della Libertà

    3

    assente

    BONACCINI Stefano

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    CAVALLI Stefano

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    1

    presente

    DEFRANCESCHI Andrea

    Componente

    Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it

    2

    presente

    FERRARI Gabriele

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    GRILLINI Franco

    Componente

    Gruppo Misto

    1

    presente

    MANFREDINI Mauro

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    3

    presente

    MAZZOTTI Mario

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MONARI Marco

    Componente

    Partito Democratico

    3

    presente

    MONTANARI Roberto

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MORICONI Rita

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MUMOLO Antonio

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    NALDI Gian Guido

    Componente

    Sinistra Ecologia Libertà - Idee Verdi

    2

    presente

    NOE’ Silvia

    Componente

    UDC - Unione di Centro

    1

    presente

    PARIANI Anna

    Componente

    Partito Democratico

    3

    presente

    POLLASTRI Andrea

    Componente

    PDL - Popolo della Libertà

    2

    presente

    RIVA Matteo

    Componente

    Gruppo Misto

    1

    assente

    SCONCIAFORNI Roberto

    Componente

    Federazione della Sinistra

    2

    presente

     

    E’ presente la Vicepresidente della Giunta Simonetta SALIERA.

    Hanno partecipato ai lavori della Commissione: Soldati (Resp. Serv. Bilancio e finanze), Bellei e Gheduzzi (Serv. Bilancio e finanze), Veronese (Resp. Serv. Coordinamento Commissioni assembleari), Scandaletti (Serv. Informazione e comunicazione istituzionale AL).

     

    Presiede la seduta: Marco LOMBARDI

    Assiste la Segretaria: Claudia Cattoli

    Resocontista: Maria Giovanna Mengozzi


    Il presidente LOMBARDI dichiara aperta la seduta.

     

    Sono presenti i consiglieri Barbati, Barbieri, Cavalli, Ferrari, Filippi, Grillini, Manfredini, Monari, Montanari, Moriconi, Mumolo, Naldi, Noè, Pariani e Pollastri.

     

    - Approvazione dei verbali n. 8 del 2013 e n. 46 del 2012

    La Commissione approva all’unanimità dei presenti il verbale n. 8 del 2013, relativo alla seduta del 5 marzo 2013 e a maggioranza il verbale n. 46 del 2012, relativo alla seduta del 12 dicembre 2012, con l’astensione del consigliere Pollastri.

     

    Il presidente LOMBARDI propone di anticipare le determinazioni procedurali in ordine alla proposta di legge alle Camere ogg. 3633, inerente l’accesso al matrimonio in favore di coppie formate da persone dello stesso sesso, che all’ordine del giorno è richiamata con la proposta ogg. 1098, relativa alla disciplina del patto civile di solidarietà, per valutarne l’eventuale abbinamento.

    La Commissione concorda.

     

    Determinazioni procedurali in ordine all’esame del progetto di proposta di legge alle Camere ogg. 3633:

     

    3633 - Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121 della Costituzione, d'iniziativa dei consiglieri Grillini e Barbati: "Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell'accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso" (15 02 13)

     

    e del progetto di proposta di legge alle Camere ogg. 1098:

     

    1098 - Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121 della Costituzione, d'iniziativa dei consiglieri Grillini, Barbati e Mandini: "Disciplina del patto civile di solidarietà" (23 02 11)

    Relatore consigliere Franco Grillini

     

    Il presidente LOMBARDI rileva che le proposte di cui si tratta vertono su materie connesse e conseguentemente, ai sensi dell’articolo 31 del Regolamento interno, è possibile abbinarne l’esame, individuando un testo base ovvero elaborando un testo unificato, salvo che la Commissione scelga di mantenere il relativo iter separato, non ravvisando la stretta connessione delle materie. Chiede quindi ai proponenti quale sia la loro intenzione al riguardo.

     

    Entra il consigliere Defranceschi.

     

    Il consigliere GRILLINI chiarisce che le proposte in esame, pur vertendo entrambe in materia di diritto di famiglia, prefigurano due istituti giuridici tra loro molto diversi.

    La proposta alle Camere relativa al patto civile di solidarietà, rispetto alla quale era già stato nominato relatore, richiama l’analogo istituto francese e riguarda tanto le coppie omosessuali quanto quelle eterosessuali, dunque ha una portata più ampia rispetto alla seconda proposta. Ricorda che in Francia il numero di coppie che scelgono di siglare un patto civile di solidarietà è attualmente più elevato rispetto a quello di coloro che ricorrono all’istituto matrimoniale. Tra gli elementi di differenziazione tra il matrimonio e il patto civile di solidarietà vi è l’obbligo di coabitazione, previsto per il primo e non per il secondo.

    La seconda proposta è invece diretta ad estendere l’accesso al matrimonio civile alle coppie formate da persone dello stesso sesso. Un’identica disciplina è stata già approvata da alcuni Paesi europei ed è attualmente in discussione in Francia, Inghilterra e Stati Uniti.

    Evidenzia che in Italia si è abituati a pensare a un unico istituto giuridico in materia familiare, il matrimonio, mentre vi sono Paesi come il Belgio o la Svezia dove vigono sei istituti diversi. In questi ordinamenti si prevede, ad esempio, il riconoscimento legale di patti notarili, il riconoscimento dei patti prematrimoniali e postmatrimoniali e una serie di istituti, diversamente graduati, tra cui le coppie eterosessuali e omosessuali possono scegliere quello più confacente alla loro relazione. L’ottica di introdurre nell’ordinamento italiano una pluralità di istituti in materia sottende, in sostanza, ambedue le proposte.

    In conclusione, stante la diversità e l’autonomia dell’oggetto delle due iniziative legislative, propone che il rispettivo iter di esame sia mantenuto separato.

     

    La Commissione concorda.

     

    Il presidente LOMBARDI invita quindi la Commissione a procedere alla nomina del relatore dell’oggetto 3633, ai sensi dell’articolo 50 dello Statuto.

    La Commissione, su proposta della consigliera Barbati, concorda di nominare relatore il consigliere Franco Grillini e, su proposta della consigliera Noè, concorda di nominare il consigliere Fabio Filippi relatore di minoranza.

     

    Entra il consigliere Sconciaforni.

     

    - Informazione della Vicepresidente della Giunta Simonetta Saliera sulla situazione dei pagamenti della Regione Emilia-Romagna nei confronti dei propri fornitori

     

    Il presidente LOMBARDI introduce l’informazione e cede la parola alla vicepresidente della Giunta regionale.

     

    La vicepresidente SALIERA informa che gli uffici competenti hanno operato una disamina dei pagamenti e, sulla base dei dati raccolti, hanno elaborato alcune statistiche relative all’anno 2012, ove si esaminano le diverse fasi di pagamento e si riporta la tempistica registrata per ciascuna di esse. I dati riguardano tutti i pagamenti effettuati dalla Regione, fatta eccezione per quelli riconducibili alla sanità e, ove la Commissione lo ritenga opportuno, i pagamenti nel settore sanitario potranno essere illustrati più puntualmente dall’assessore competente.

    Dai dati raccolti emerge sostanzialmente che: si impiegano mediamente 69 giorni per la registrazione della fattura, tempi che racchiudono quelli della ditta che spedisce, i tempi postali, tempi per la protocollazione e tempi per la registrazione, il controllo e la liquidazione della fattura stessa da parte del servizio competente; servono mediamente 6 giorni per l'invio dell'ordine di pagamento dai servizi alla ragioneria; servono mediamente 20 giorni per i controlli contabili e l'emissione del mandato di pagamento da parte della ragioneria al tesoriere.

    Complessivamente le fatture vengono dunque pagate, mediamente, in 95 giorni dalla data della loro emissione da parte dell'impresa fornitrice.

    Rispetto ai tempi contrattuali (30/60/90 giorni a seconda dei casi) la Regione risulta conseguentemente in linea e non emergono particolari ritardi commerciali, tali da determinare solleciti di pagamento.

    Si tenga presente che la nuova normativa prevede che i 30 giorni per il pagamento decorrano dalla data di acquisizione della fattura da parte della Regione. In ogni caso, se la protocollazione avvenisse con i tempi attuali della registrazione risulterebbero rispettati, con i dati odierni, i tempi previsti dalla nuova normativa (6 giorni per l'ordine, più 20 giorni per la ragioneria).

    Il punto di criticità rimane comunque il tema della registrazione della fattura, che dovrà avvenire in tempi sicuramente più rapidi rispetto a quelli attuali e all'interno di una nuova scansione procedimentale. Gli uffici della Giunta stando quindi lavorando su questo aspetto. Resta il fatto che su altre tempistiche, come quelle di spedizione da parte dell’azienda e quelle postali, la Regione non ha possibilità di incidere.

     

    Il consigliere POLLASTRI, nell’ottica di operare una comparazione rispetto ai dati appena illustrati, richiama il contenuto di una nota a suo tempo trasmessa dalla vicepresidente, relativa ai tempi di pagamento negli esercizi finanziari 2010-2011, a tenore della quale:

    Sono state calcolate separatamente le medie per le fatture pagate con ricorso alla procedura di pagamento per cassa economale da quelle pagate con ricorso alla procedura ordinaria tramite emissione mandato di pagamento ordinario.

    Per le fatture pagate per cassa economale, il tempo di pagamento è stato calcolato misurando i giorni trascorsi tra la data di emissione fattura da parte del fornitore/prestatore e la data di esecuzione del pagamento per cassa (ritenendo che 5 siano i giorni mediamente necessari all'arrivo della Iattura presso l'Ente Regione).

    Per le fatture pagate con ricorso alla procedura ordinaria, il tempo di pagamento è stato calcolato misurando i giorni trascorsi tra la data di emissione della fattura da parte del fornitore/prestatore e la data di emissione del mandalo di pagamento (ritenendo che 5 siano i giorni mediamente necessari all'arrivo della fattura presso l'Ente Regione). Con queste specifiche si ottengono i seguenti valori medi.

    Per l’esercizio finanziario 2010, il tempo medio pagamento fatture pagate per cassa (n. doc. di spesa: 5.501) è di 60 giorni; il tempo medio pagamento fatture pagate con mandato (n. doc. di spesa: 10.129) è di 87 giorni.

    Per l’esercizio finanziario 2011, il tempo medio pagamento fatture pagate per cassa (n. doc. di spesa: 4.652) è di 64 giorni; il tempo medio pagamento fatture pagate con mandato (n. doc. di spesa:9.449) è di 97 giorni.”

    Dal documento emerge, ad esempio, che, in relazione alle fatture pagate per cassa, i tempi di pagamento si sono allungati dal 2010 al 2011 di 4 giorni. Domanda quindi alla vicepresidente se la nota appena riportata includa anche dati della sanità e se, in base a un confronto tra i dati relativi al 2010-2011 e quelli relativi al 2012, risulta un miglioramento ovvero un peggioramento dei tempi di pagamento da parte della Regione.

     

    Escono i consiglieri Barbati, Grillini e Pariani.

     

    La vicepresidente SALIERA chiarisce che anche la nota relativa agli esercizi 2010-2011 non contemplava i pagamenti in sanità.

     

    La consigliera NOE’ ringrazia la vicepresidente per l’informazione, evidenziando di aver sollecitato l’approfondimento sul presupposto che si tratta di un tema di grande attualità per tutti i livelli di governo del territorio. Ricorda, infatti, che alcuni Sindaci hanno preannunciato forme di disobbedienza pur di pagare i rispettivi fornitori. Ma i dati riportati non sono a suo parere pienamente soddisfacenti, perché necessitano di un’integrazione con quelli relativi alla sanità.

    Vorrebbe infatti sapere qual é l’ammontare complessivo del debito che la Regione ha attualmente nei confronti delle proprie aziende fornitrici, nonché disporre di adeguati chiarimenti in ordine alle tipologie di debiti esistenti per ciascun settore di competenza regionale. Cita l’importante segnale fornito in questi giorni dalla Commissione europea, la quale ha evidenziato che il pagamento di debiti pregressi da parte delle pubbliche amministrazioni non necessariamente integra una violazione del patto di stabilità.

    Ritiene che questo orientamento apra possibilità importanti per tutta la pubblica amministrazione, ma soprattutto per il mondo delle imprese, offrendo l’opportunità di riversare sul sistema imprenditoriale un flusso di liquidità essenziale. Osserva, infatti, che il rigore finanziario attualmente vigente ha messo in crisi non solo le imprese, ma anche gli imprenditori. Ritenendo una priorità far fronte a tale situazione, invita la Giunta a fornire ogni dettaglio contabile, così che i consiglieri possano farsi un’idea della complessiva posizione debitoria dell’ente regionale.

    Secondo quanto riportano alcuni articoli di stampa, risulta che una grossa quota di debito pubblico, pari al 38%, sia riconducibile alle Regioni. La necessità di escogitare una modalità per smaltire le partite correnti pregresse è tanto più pressante in sanità, tenuto conto che in tale settore la normativa vigente non consente di ricorrere all’indebitamento a medio e a lungo termine, se non per spese di investimento.

    Riconosce l’impegno profuso dalla Regione in questi anni nel cercare di garantire tempi congrui di pagamento, rispettosi della direttiva europea 2011/7/UE, ciononostante ritiene fondamentale che essa trovi una soluzione, un meccanismo finanziario, che le consenta di onorare l’insoluto pregresso. A fronte di tale premessa e tenuto conto del fatto che la quota di indebitamento della Regione riferita alla sanità risulta essere la più consistente, sollecita un’informazione sul punto da parte dell’assessore regionale competente.

     

    Esce il consigliere Sconciaforni, entra il consigliere Mazzotti.

     

    Il consigliere MONARI concorda sul fatto che il tema rappresenta un aspetto decisivo per le sorti dell’intero Paese. Nonostante il contesto finanziario estremamente critico, anche sotto il profilo dei trasferimenti dallo Stato alla Regione, apprezza che l’Emilia-Romagna riesca a rispettare, fatta eccezione per il comparto sanitario, i tempi di pagamento imposti a livello europeo. Ritiene che l’iniziativa recentemente assunta dalla Commissione europea sia frutto della consapevolezza che, ove il sistema pubblico italiano non immetta liquidità sul mondo produttivo, così da dare ossigeno alle imprese e creare posti di lavoro, sarà difficile per chiunque si accinga a governare il Paese garantire la tenuta del sistema.

    A suo parere il quadro descritto dalla consigliera Noè è quanto mai veritiero e coinvolge, in primo luogo, il rapporto tra Stato e Unione europea, tenuto conto che l’Italia non ha più la facoltà di battere moneta. A fronte di chi paventa la fuoriuscita dall’Europa, c’è chi sostiene la necessità di creare un sistema europeo maggiormente incentrato sulla sovranità politica, affinché gli Stati non siano meri soggetti passivi della politica finanziaria della Banca centrale europea. Cita l’esempio di Cipro, la cui situazione non è molto distante da quella italiana.

    In questo contesto, è evidente che qualsivoglia strategia posta in essere dalla Regione non è sufficiente per ridurre lo stock di debito sulla parte corrente accumulato negli anni. Auspica che non succeda ciò che accade normalmente per le aziende in crisi, ovvero che il Paese si trovi costretto a negoziare la quota di debito pubblico da pagare. Tale scelta non inciderebbe più di tanto sulle grandi multinazionali, ma avrebbe certamente un effetto devastante per le piccole e medie imprese locali, in particolare quelle erogatrici di servizi socio-sanitari alla persona.

    Ribadisce il suo apprezzamento per il grado di ottimizzazione raggiunto dall’Emilia-Romagna nei tempi di pagamento dei propri creditori, rilevando ciò nondimeno come i ritardi riguardanti il comparto socio-sanitario saranno inevitabilmente molto più elevati.

    Se il meccanismo per farvi fronte non verrà escogitato insieme al Governo centrale a all’Unione europea, è dell’idea che la tenuta della moneta unica sia a rischio. L’attuale contesto dimostra che la sola ricetta del rigore non è sufficiente, se anche alle Regioni più virtuose si nega la possibilità di effettuare investimenti. Basti pensare che la ricca Emilia-Romagna “si sta mangiando” quel margine di credito costruito nell’arco di quaranta anni, sia per merito di una buona amministrazione regionale e locale, sia grazie alla professionalità delle aziende del proprio territorio.

    Occorre una politica europea tarata sulle peculiarità dei singoli Stati membri e sulle rispettive articolazioni territoriali e trattandosi di una questione di tenuta strutturale, è evidente che le Regioni non hanno una cubatura sufficiente per affrontarla. Come già emerso anche in sede di discussione in Aula, ove sono stati approvati degli ordini del giorno sottoscritti trasversalmente dai diversi gruppi assembleari, ritiene si debbano adottare proposte e un atteggiamento rivendicativo condivisi tra tutte le forze politiche presenti in Assemblea regionale.

     

    Entra il consigliere Grillini, escono i consiglieri Naldi e Monari.

     

    Il presidente LOMBARDI segnala l’opportunità di assumere, anche in ambito regionale, un atteggiamento condiviso rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea, in particolar modo la Germania. Dalle notizie di stampa di questi giorni è emerso che l’esposizione finanziaria di questo Paese nei confronti di Cipro ammonta a 5,8 miliardi di euro ed è logico desumere che la Germania stia imponendo a Cipro notevoli sacrifici, tra cui il prelievo forzoso dai conti correnti, anche per rientrare di propri investimenti. Domanda se non sia arrivato il momento per imporre regole anche al Governo tedesco, sottolineando che la scelta di investire in paesi ove la remunerazione è più elevata deve necessariamente rapportarsi al rischio che tali investimenti comportano.

    Sul contenuto dell’illustrazione appena svolta, stante la quale l’Emilia-Romagna impiega mediamente 69 giorni per pagare la fattura di un fornitore, rileva che la Regione non può farsi carico dei tempi di spedizione della fattura da parte della singola impresa o di consegna da parte degli uffici postali.

    Ciò che coinvolge l’attività in capo alla Regione e su cui chiede maggiori dettagli è piuttosto la tempistica che intercorre tra la data in cui la fattura perviene agli uffici regionali e la relativa liquidazione con l’emanazione del mandato di pagamento.

    Domanda poi, laddove venga confermata la facoltà di deroga al patto di stabilità, se la Regione abbia disponibilità per pagare lo stock di debito arretrato.

     

    Entra il consigliere Bonaccini.

     

    La vicepresidente SALIERA, rispondendo al consigliere Pollastri, chiarisce che le tabelle illustrate consentono un raffronto dei dati ivi riportati con quelli relativi agli esercizi 2010-2011, sia in relazione ai pagamenti ordinari, sia con riferimento a quelli effettuati per tramite dell’economato (questi ultimi sono molto più veloci). Si dichiara ciò nondimeno disponibile a fornire ai consiglieri un quadro sull’andamento dei pagamenti nel corso dei diversi esercizi.

    A differenza di quanto accade per il sistema della pubblica amministrazione, rileva che fino ad ora il patto di stabilità non ha inciso sui pagamenti dei fornitori da parte della Regione. Da questo punto di vista la Regione si scontra piuttosto sempre più spesso con cicli di scarsa liquidità, conseguenti al ritardo con cui lo Stato centrale effettua i trasferimenti.

    In merito alla questione sollevata dalla consigliera Noè su cosa possa fare la Regione, risponde che quest’ultima è chiamata a monitorare costantemente il patto di stabilità territoriale e a programmare sin da inizio anno, sulla base della capienza dello stesso patto, i budgets di ogni direzione a seconda delle diverse esigenze, così che a settembre/ottobre di ogni esercizio si possano quantificare le risorse che l’ente può riversare sul sistema delle autonomie locali, dando loro la possibilità di pagare nell’ultimo periodo dell’anno i rispettivi fornitori. Grazie a questo meccanismo la Regione ha messo in moto negli ultimi due anni più di 300 milioni di euro, che diversamente sarebbero stati bloccati. Si tratta di un sistema costante e continuo di monitoraggio, realizzato anche e soprattutto attraverso il coordinamento dei diversi assessorati e direzioni, che comunque necessita di essere ulteriormente perfezionato.

    Pone in luce che l’Emilia-Romagna non concorre all’indebitamento pubblico nazionale, in quanto, a differenza di altre Regioni, non si indebita.

    Da un punto di vista generale, si registra tanto sul piano nazionale quanto su quello europeo una contrapposizione tra politica di rigore e politica di sviluppo e crescita. Auspica che il futuro Governo nazionale, confermando la permanenza dell’Italia nell’Unione europea, si faccia portavoce a livello sovranazionale della necessità di una politica di sviluppo e crescita, nonché di controllo della finanza. L’Italia dovrà quindi assumere un ruolo che non sia di mera soggezione alla politica di rigore. L’indebitamento nazionale sta infatti crescendo vertiginosamente, non solo in termini reali, ma anche e soprattutto in rapporto al PIL: man mano che quest’ultimo cala cresce corrispondentemente l’indebitamento.

    Rispetto al passato la Regione soffre dunque dei crescenti ritardi nei trasferimenti ad opera dello Stato, nonché di vincoli, come ad esempio l’impatto sul bilancio regionale del fondo nazionale dei trasporti. A quest’ultimo riguardo le Regioni hanno adottato un documento condiviso in cui si chiede che tale fondo non limiti la relativa percentuale complessiva di indebitamento, la quale garantisce loro la possibilità di destinare risorse soprattutto agli investimenti. Il Fondo nazionale dei trasporti impoverisce, infatti, il bilancio regionale dal punto di vista della potenzialità di spesa.

    Un dramma condiviso da tutto il sistema della pubblica amministrazione è inoltre il taglio dei trasferimenti. Sia la Regione che i Comuni e le Province soffrono quindi un problema reale di competenza, cui consegue un problema di liquidità di cassa, i quali vanno a sommarsi al vincolo scaturente dal patto di stabilità. Quest’ultimo impedisce soprattutto a Comuni e Province di impegnare gli avanzi di amministrazione eventualmente conseguiti. Per i cittadini e le imprese italiani, ancor più che per gli enti di governo del territorio, è dunque vitale che venga adottata una legge nazionale che, in accordo con le istituzioni europee, risolva questa situazione.

    Rileva che in ambito sanitario il tema del ritardo dei pagamenti è molto più complesso, in ragione dei flussi di cassa. A questo problema si aggiunge ora il mancato trasferimento di risorse, tenuto conto che sulla spesa sanitaria, ove non si voglia mettere a repentaglio la qualità del sistema, si può incidere solo entro certi limiti e gli effetti di manovre di contenimento non si realizzano prima di qualche mese e, in alcuni casi, di qualche anno. La direzione generale della sanità saprà comunque fornire ogni dettaglio sui pagamenti relativi alle forniture, alle prestazioni di servizi e alla spesa farmaceutica.

    Consegna alla segreteria della Commissione una breve nota inerente la normativa recentemente approvata in tema di pagamenti, nella quale si evidenziano i problemi che determinati termini perentori e l’impossibilità di contrattare i tassi di interesse sono in grado di determinare in concreto.

     

    Esce il consigliere Grillini.

     

    La consigliera NOE’ afferma di non nutrire alcun dubbio sul fatto che in Regione Emilia-Romagna la contabilità venga gestita nel migliore dei modi e concorda sul fatto che emerge una contrapposizione, sia tra politica di rigore e politica di sviluppo e crescita, sia tra termini di pagamento imposti a livello europeo e vincoli scaturenti dal patto di stabilità.

    Afferma di aver incontrato in questi giorni alcuni imprenditori di aziende biomedicali, i quali, non riuscendo a far fronte ai propri impegni, stanno pensando di cessare l’attività. Riferendosi alle iniziative annunciate da alcuni Sindaci, domanda se la Giunta e l’Assemblea siano disposte a unirsi per far sentire la voce della Regione. Ritiene opportuno che l’Emilia-Romagna colga al volo la possibilità offerta dalla Commissione europea, elaborando un piano di liquidazione dei debiti pregressi, tenuto conto dello stato di incertezza che caratterizza la formazione del nuovo Governo nazionale.

    A fronte di chi sostiene che l’elaborazione di un piano di liquidazione dei debiti della pubblica amministrazione integri un atto di straordinaria amministrazione, come tale non suscettibile di essere adottato dal Governo uscente, sollecita tutte le autonomie territoriali a porre in essere un’azione congiunta per sollecitare l’immediata adozione dello stesso alla luce della relativa improcrastinabilità.

    Nell’ambito del dibattito in corso a tutti i livelli, dichiara di non aver sentito finora la voce delle Regioni, né quella del Presidente della Giunta, nemmeno in veste di presidente della Conferenza delle Regioni. Domanda quindi se le amministrazioni regionali stiano adottando iniziative al riguardo e se il Presidente della Giunta stia sostenendo le ragioni delle amministrazioni locali emiliano-romagnole.

    Si dichiara favorevole a porre in essere forme di disobbedienza, come quelle annunciate da diversi Sindaci, tenuto conto che tutte le amministrazioni del territorio sono di fronte alla scelta se rispettare la regolarità dal punto di vista contabile ovvero garantire ai rispettivi fornitori la liquidità di cui hanno estremo bisogno. A suo giudizio garantire la sopravvivenza a queste aziende rappresenta la priorità.

     

    Entra la consigliera Pariani.

     

    La vicepresidente SALIERA, rispondendo al presidente Lombardi, concorda sul fatto che la Regione debba definire un procedimento snello e veloce per la presa in carico della fattura, sia essa soggetta a protocollazione ovvero a registrazione.

    Dal punto di vista politico, ricorda che, dall’estate del 2010 in poi, si è discusso più volte in sede di Conferenza delle Regioni della grave situazione finanziaria e sono state organizzate diverse manifestazioni, alle quali l’Emilia-Romagna ha partecipato insieme a tutte le altre amministrazioni regionali, anche sul patto di stabilità.

    Al fine di accrescere l’efficienza e la flessibilità nell’utilizzazione delle risorse, l’Emilia-Romagna ha altresì adottato la legge regionale sul patto di stabilità territoriale (legge regionale n. 12 del 2010). Il presidente della Giunta da tre anni a questa parte sostiene la necessità di adottare un patto sullo sviluppo e la crescita e sta operando costantemente e continuativamente sui temi del patto di stabilità, del fondo nazionale dei trasporti, della sanità e così via.

    Il Governo regionale ha dunque dimostrato sul punto sensibilità e consapevolezza, sin dall’inizio della crisi. La Regione sostiene le rivendicazioni dei Comuni e sta lavorando su più fronti affinché si trovino soluzioni capaci di fornire risposte a questo tipo di istanze.

     

    Il consigliere BONACCINI ricorda che sul patto di stabilità il Governo uscente ha fino ad ora “fatto orecchie da mercante” rispetto alle richieste provenienti da diverse forze politiche, sostenendo l’impossibilità di una relativa riformulazione. Tale posizione è stata successivamente modificata dal Presidente Monti in campagna elettorale.

    Il Partito Democratico ha sempre sostenuto la necessità di rivedere il patto di stabilità per i Comuni virtuosi, sul presupposto che sono questi ultimi ad avere capacità di spesa, ad esempio, in materia di opere pubbliche. Annuncia che parteciperà alla manifestazione indetta dai Sindaci a Roma prevista il prossimo giovedì 21 marzo, ritenendo pienamente legittime le loro rivendicazioni, peraltro già condivise dalle Regioni nei mesi scorsi.

    Poiché la riformulazione del patto di stabilità e lo sblocco dei pagamenti dei fornitori pubblici rappresentano un problema di sopravvivenza per la maggior parte di imprese e lavoratori del paese, ritiene sia necessario che a livello nazionale si formi un Governo il prima possibile, capace di affrontare le questioni urgenti, tra le quali anche il pagamento della cassa integrazione a 500 mila lavoratori.

     

    Il presidente LOMBARDI ringrazia la vicepresidente per l’illustrazione svolta e si impegna a concordare un ulteriore approfondimento sul tema dei pagamenti dei fornitori in sanità.

     

    Escono i consiglieri Defranceschi, Filippi e Pollastri.

     

    3708 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: "Disposizioni in materia finanziaria e tributaria. Modifiche di leggi regionali" (delibera di Giunta n. 255 del 11 03 13)

     

    Il presidente LOMBARDI introduce il progetto di legge composto di quattro articoli ai quali si aggiunge un emendamento della Giunta regionale presentato in seduta e in corso di distribuzione, del seguente tenore:

    “Dopo l’art. 3 è inserito il seguente:

     

    Art. 3 bis

    Interventi di lotta ai culicidi nelle località turistiche costiere

    inserite nell’area del Delta del Po

     

    1. Al fine di contribuire al sostanziale miglioramento della qualità urbana di alcune zone turistiche costiere del territorio delle province di Ferrara e di Ravenna ricomprese nell'area del Parco del Delta del Po, soggette a gravi e pericolose infestazioni di culicidi, nell'obiettivo dello sviluppo e valorizzazione del settore turistico, la Regione attua interventi finanziari a sostegno di iniziative volte alla lotta contro tali insetti entomofagi, ai sensi della legge regionale 13 giugno 1991, n. 15 (Interventi di lotta ai culicidi nelle località turistiche costiere inserite nell'area del Delta del Po), e dispone, per l’esercizio 2013, una autorizzazione di spesa di Euro 100.000,00.

    2. Per far fronte agli oneri derivanti dall’autorizzazione di spesa di cui al comma 1, sono apportate le seguenti variazioni al bilancio di previsione per l’esercizio 2013, stato di previsione della spesa:

    a) Variazioni in aumento: unità previsionale di base 1.3.3.2.9110 – Lotta e prevenzione di infestazioni da culicidi:

    1) Cap. 25540 “Contributi per interventi di lotta agli adulti ed alle larve di culicidi (Art. 2, comma 1, L.R. 13 giugno 1991, n.15)”:

    Stanziamento di competenza

    Euro 50.000,00

    Stanziamento di cassa

    Euro 50.000,00;

    2) Cap. 25545 “Contributi per interventi volti alla prevenzione ed al contenimento del fenomeno di infestazione da culicidi (Art. 2, comma 2, L.R. 13 giugno 1991, n.15)”:

    Stanziamento di competenza

    Euro 50.000,00

    Stanziamento di cassa

    Euro 50.000,00;

    b) Variazioni in diminuzione: unità previsionale di base 1.7.1.1.29000 - Fondo di riserva per le spese obbligatorie:

    1) Cap. 85100 “Fondo di riserva per le spese obbligatorie”:

    Stanziamento di competenza

    Euro 100.000,00

    Stanziamento di cassa

    Euro 100.000,00.”

     

    Il presidente LOMBARDI invita quindi la Commissione a procedere alla nomina del relatore ai sensi dell’articolo 50 dello Statuto.

     

    La Commissione, su proposta del consigliere Montanari, concorda di nominare relatore il consigliere Mario Mazzotti.

     

    Il presidente LOMBARDI cede la parola alla vicepresidente per l’illustrazione.

     

    La vicepresidente SALIERA chiarisce che l’articolo 1 prevede la norma finanziaria della legge regionale 21 del 2012 sul governo territoriale delle funzioni amministrative, il 2 riguarda invece lo slittamento al 2014 dell’entrata in vigore della tassa sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA), richiesta dallo stesso Ministero competente per una maggiore uniformità di applicazione da parte delle Regioni. Sull’articolo 3, demanda l’illustrazione tecnica alla responsabile del servizio bilancio e finanze.

     

    SOLDATI precisa che la legge regionale n. 13 del 2007 prevedeva un limite temporale alla possibilità di continuare ad avvalersi di ACI (ente pubblico non economico) fino al 31 dicembre del 2010, rinnovabile per un altro triennio, quindi fino alla fine del 2013. La Regione con la disposizione in esame toglie questo vincolo temporale rinnovando per il triennio successivo. Per l’affidamento entro la fine dell’anno si dovrà completare una gara di carattere europeo, ma, contemporaneamente alla gara, la Giunta vorrebbe valutare anche la possibilità dell’avvalimento della convenzione ACI nell’ipotesi in cui non si riescano a completare positivamente gli esiti di questa gara, considerate le problematiche riscontrate dalle altre Regioni per contenere i costi complessivi.

    Il costo complessivo per l’Emilia-Romagna si aggira attualmente in torno ai 4,6 milioni all’anno, a fronte di un introito di circa 500 milioni. Si tratta di un costo molto basso rispetto ad altre Regioni. La Giunta sta valutando anche la possibilità di internalizzare, e quindi di gestire autonomamente, la banca dati, ma ciò richiede l’acquisizione di prodotti informatici che potrebbero essere messi a disposizione tramite il riuso da parte di altre Regioni, pur se dietro corrispettivo.

     

    Il presidente LOMBARDI chiede chiarimenti sul posticipo della tassa IRESA, per sapere se era stata prevista una voce in entrata nel bilancio 2013.

     

    SOLDATI risponde che non era stata prevista.

     

    La vicepresidente SALIERA illustra infine l’articolo aggiuntivo che riguarda gli stanziamenti destinati alla lotta alle zanzare per il turismo delle zone costiere del Delta del Po.

     

    Conclusa la discussione generale, la Commissione procede all’esame degli articoli e degli emendamenti.

     

    Articoli 1, 2 e 3

    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime parere favorevole con 18 voti a favore (PD, UDC), nessun contrario, 9 astenuti (PDL, LN).

     

    Art. 3 bis (emendamento n. 1 della Giunta regionale)

    La Commissione esprime parere favorevole con 17 voti a favore (PD), nessun contrario, 10 astenuti (PDL, LN, UDC) al nuovo articolo.

     

    Art. 4

    La Commissione esprime parere favorevole con 18 voti a favore (PD, UDC), nessun contrario, 9 astenuti (PDL, LN) all’articolo suddetto.

     

    Il relatore consigliere MAZZOTTI si riserva di chiedere l’autorizzazione alla relazione orale ai sensi dell’articolo 91, comma 2, del Regolamento interno dell’Assemblea.

     

    Determinazioni procedurali in ordine all’esame dei progetti di legge oggetto:

    3644 - Progetto di legge d'iniziativa della consigliera Noè: "Disposizioni tributarie in materia di IRAP per agevolare la conciliazione dei tempi famiglia lavoro" (19 02 13)

    3545 - Progetto di legge d'iniziativa della consigliera Noè: "Disposizioni tributarie in materia di IRAP" (22 01 13)

    e del progetto di legge ogg. 1478:

    1478 - Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Noè, Villani, Alberto Vecchi, Filippi, Bazzoni, Pollastri, Bignami, Leoni, Bartolini, Aimi, Lombardi e Malaguti: "Disposizioni tributarie in materia di IRAP" (10 06 11) Relatore consigliera Silvia Noe’

     

    Il presidente LOMBARDI richiama l’articolo 31 del Regolamento interno, relativo all’abbinamento dei testi e domanda al relatore e ai proponenti, che nel caso di specie coincidono, la possibilità di unificare i diversi testi.

     

    La consigliera NOE’ conferma di voler pervenire ad un testo unificato per armonizzare la normativa proposta e apportare gli opportuni aggiornamenti.

     

    Il presidente LOMBARDI in conclusione di seduta ricorda che lunedì 25 marzo prossimo la Commissione svolgerà l’audizione degli stakeholders sul programma di lavoro 2013 della Commissione europea.

     

     

    La seduta termina alle ore 16.10.

     

    Approvato nella seduta dell’8 aprile 2013.

     

    La Segretaria

    Il Presidente

    Claudia Cattoli

    Marco Lombardi