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Legislatura IX - Commissione IV - Verbale del 24/02/2014 antimeridiano

     

     

     

     

     

    Verbale n. 6

    Seduta del 24 febbraio 2014

     

    Il giorno 24 febbraio 2014 alle ore 10,30 si è riunita presso la sede dell’Assemblea Legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali, convocata con nota prot. n. 7065 del 19 febbraio 2014.

     

    Partecipano alla seduta i Consiglieri:

     

     

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    DONINI Monica

    Presidente

    Federazione della Sinistra

    2

    presente

    PIVA Roberto

    Vice Presidente

    Partito Democratico

    5

    presente

    VECCHI Alberto

    Vice Presidente

    Forza Italia - PDL

    5

    presente

    BARBATI Liana

    Componente

    Italia dei Valori – Lista Di Pietro

    1

    presente

    BARBIERI Marco

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    CARINI Marco

    Componente

    Partito Democratico

    5

    presente

    CORRADI Roberto

    Componente

    Lega Nord Padania Emilia e Romagna

    4

    assente

    DEFRANCESCHI Andrea

    Componente

    Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it

    1

    assente

    FIAMMENGHI Valdimiro

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    GRILLINI Franco

    Componente

    Gruppo Misto

    4

    presente

    MANDINI Sandro

    Componente

    Italia dei Valori – Lista Di Pietro

    1

    assente

    MARANI Paola

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MAZZOTTI Mario

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    MUMOLO Antonio

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    NALDI Gian Guido

    Componente

    Sinistra Ecologia Libertà - Idee Verdi

    2

    presente

    NOÈ Silvia

    Componente

    UDC - Unione di Centro

    1

    presente

    PARUOLO Giuseppe

    Componente

    Partito Democratico

    2

    presente

    POLLASTRI Andrea

    Componente

    Forza Italia - PDL

    3

    presente

    SERRI Luciana

    Componente

    Partito Democratico

    2

    assente

    VILLANI Luigi Giuseppe

    Componente

    Forza Italia - PDL

    2

    presente

     

     

    Hanno partecipato ai lavori della Commissione: C. Cicognani (Serv. Informazione e comunicazione istituzionale).

     

     

    Presiede la seduta: Monica DONINI

    Assiste la Segretaria: Nicoletta Tartari

    Resocontista: Vanessa Francescon

     


    La presidente DONINI dichiara aperta la seduta alle ore 10,40.

     

    Sono presenti i consiglieri Barbati, Carini, Grillini, Marani, Mumolo, Piva, Pollastri e Villani.

    4739 - Progetto di legge: "Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare".

    A firma dei Consiglieri: Marani, Grillini (14 11 13)

     

    La presidente DONINI introduce la discussione generale sul progetto di legge relativo al caregiver, ricordando che a seguito dell’udienza conoscitiva svoltasi la settimana precedente sono arrivate - e inviate ai commissari - una serie di osservazioni e richieste di modifica da parte di associazioni e organizzazioni che si occupano del tema.

    Aggiunge che la proposta legislativa in questione è la prima che viene sottoposta ai nuovi vincoli derivanti dall’intervento della sezione regionale della Corte dei Conti; in particolare si riferisce all’obbligo di corredare il testo normativo con la scheda tecnico-finanziaria. Fino ad oggi, per prassi si demandava alla legge di bilancio il finanziamento delle singole leggi approvate; da ora in avanti, l’indicazione degli specifici mezzi di copertura finanziaria deve essere contenuta in ogni proposta normativa. Specifica che l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa, confrontandosi anche con i presidenti di commissione, ha adottato una delibera contenente i nuovi aspetti procedurali dell’iter legislativo ed ha istituito un gruppo di lavoro a supporto dell’attività legislativa dei consiglieri. Una delle questioni più complicate da affrontare è stata quella relativa agli emendamenti la cui approvazione avrebbe comportato una modifica rispetto alle previsioni contenute nella scheda; dopo un ampio dibattito, l’Ufficio di presidenza ha deliberato che al termine dell’iter in Commissione il relatore del progetto di legge adegui la scheda tecnico-finanziaria e la trasmetta all’Aula.

    Segnala infine che ai commissari è stata trasmessa la scheda tecnico-finanziaria del progetto di legge, fornita dalla relatrice Marani. 

     

    Entrano i consiglieri Barbieri, Vecchi, Noè e Naldi ed esce il consigliere Pollastri.

     

    La consigliera MARANI sottolinea che il suo intervento sarà breve perché ha già avuto modo, in precedenti sedute, di illustrare il contenuto del progetto di legge in questione.

    Ribadisce che la proposta normativa fissa dei principi declinando il concetto di innovazione del sistema di welfare. L’obiettivo è quello di comprendere i bisogni che nel tempo sono mutati, includendo coloro che oggi sono esclusi dal sistema. Sempre più si chiede alle famiglie di soggetti con disabilità di svolgere un ruolo sostitutivo dei servizi formali. La proposta in esame mira a riconoscere il ruolo svolto da tali soggetti, che in Regione sono circa 289 mila, supportandoli nell’attività svolta. Ricorda che coloro che vivono 24 ore su 24 con persone non autosufficienti affrontano rischi notevoli: isolamento, affaticamento psichico, impoverimento (spesso le donne per assistere un familiare rinunciano al loro posto di lavoro).

    L’Unione europea ha sollecitato più volte i Paesi membri ad affrontare il problema dell’assistenza c.d. informale, definendo norme di garanzia per i caregivers. Il Governo, a marzo, ha stabilito che una quota del Fondo nazionale per la non autosufficienza fosse destinata a sostenere i familiari che si prendono cura di persone in difficoltà.

    Un intervento di rilievo, contenuto nel testo all’esame, riguarda la domiciliarità e il ruolo del terzo settore (volontariato e associazioni), che rappresenta un pezzo importante del sistema di welfare. L’intento è quello di affermare un concetto di domiciliarità diverso da quello tradizionalmente inteso, più efficace e flessibile, che garantisca effettivamente la conciliazione. Ricorda che ci sono Distretti che già hanno sperimentato formule nuove che andrebbero estese e sviluppate.

    La proposta di legge intende promuovere nuovi modelli di assistenza, basati sull’integrazione dei servizi formali con quelli non formali. Nello specifico, il dettato normativo prevede il riconoscimento della figura e del ruolo sociale del caregiver che viene inserito nella rete dei servizi come soggetto che partecipa alla programmazione degli stessi. Per svolgere tale rilevante funzione, la legge assicura ai caregivers la formazione e l’informazione, il sollievo di emergenza e di tipo programmatico.

    Ribadisce che la proposta in questione non può supplire alla mancanza di una legge nazionale che preveda, ad esempio, delle agevolazioni fiscali (deduzioni per chi svolge tale attività di cura) e la regolarizzazione di tale tipologia di assistenza familiare.

    Sottolinea che in sede di udienza conoscitiva a fronte della richiesta, da parte delle associazioni di familiari, di finanziare il più possibile la proposta normativa, si è sollevata la preoccupazione dei sindacati che, con tale nuova disciplina, non si depotenzino i servizi.

    Rassicura che lo scopo della proposta non è emarginare le donne, costringendole a stare a casa a svolgere attività di cura, ma al contrario l’obiettivo è proprio aiutarle nel lavoro di assistenza.

     

    Esce il consigliere Villani.

     

    La consigliera NOE’ ritiene condivisibili le ragioni poste alla base della proposta normativa, che mira a valorizzare la funzione del terzo settore. Ma – aggiunge – proprio il mondo della cooperazione risente di grandi contraddizioni, presenti a  suo giudizio anche a livello istituzionale: ricorda che l’assessore Lusenti, a proposito della vicenda dell’ANT, ha definito la sussidiarietà uno strumento di supplenza rispetto al ruolo e alla funzione del pubblico. Si tratta di un’opinione che non condivide, perché – a suo parere – mortifica proprio il ruolo e la funzione di coloro che svolgono attività di assistenza e che – a suo giudizio – non rispecchia nemmeno lo spirito della proposta normativa della collega Marani. A suo parere, tale contrasto rende poco credibile l’intervento normativo che rischia di essere inapplicabile. Dunque, pur esprimendo un giudizio positivo sul contenuto del progetto, tuttavia invita la collega Marani ha riflettere sul contesto in cui la sua proposta si inserisce, perché, a suo parere si rischia, di prendere in giro proprio coloro che si vuole tutelare, cioè i caregivers.

     

    Entra il consigliere Mazzotti.

     

    Il consigliere GRILLINI premette di essere favorevole a norme di principio che traccino una visione del mondo (anche se spesso di difficile applicazione pratica), ma non a una concezione etica di Pubblica amministrazione.

    L’argomento in questione lo tocca da vicino per l’esperienza fatta già ricordata in altre occasioni, assistendo la madre gravemente malata e ricorda che sua sorella ebbe serie difficoltà a conciliare l’attività di cura con la professione.

    Denuncia la mancanza di norme che garantiscano l’assistenza continua e ricorda che Livia Turco, presentò allora una legge quadro in materia, che si scontrò con il problema del finanziamento. Il nodo principale – continua- è la legislazione nazionale, che concede solo due o tre giorni al mese di permesso per assistenza.

    Esiste una grave lacuna della legislazione nazionale che è di difficile soluzione. Le statistiche indicano che il 74% delle donne si occupa dell’assistenza e cura dei propri familiari. Il rischio evidente è che tale argomento finisca per riguardare solo l’universo femminile e non quello maschile, che viene in tal modo deresponsabilizzato. A suo giudizio invece gli uomini devono essere parimenti coinvolti nel lavoro di cura e assistenza. La legislazione nazionale dovrebbe garantire un giusto equilibrio tra legame affettivo familiare e compiti dello Stato. Al riguardo propone di presentare alle Camere un testo di legge che risolva tale questione.

    Circa la sussidiarietà, ritiene che essa non debba essere concepita come strumento sostitutivo, ma sottolinea come, a suo parere, debba avere un ruolo e una funzione distinti, seppur valorizzati, rispetto a quelli che sono i compiti delle istituzioni pubbliche.

     

    Esce il consigliere Mumolo.

     

    La consigliera BARBATI condivide i due interventi che l’hanno preceduta e anche i principi ispiratori del testo all’esame; propone però di tradurre in italiano il termine “caregiver”.

    Ammette di avere molte perplessità in relazione all’argomento in esame perché le prospettive di vita si sono allungate e gli anziani con problemi di disabilità sono assistiti da altri anziani. La proposta in esame interviene su un tema reale, ma lo fa fissando dei principi generali, di difficile applicazione, che non risolvono le vere questioni sostanziali. A suo giudizio sarebbe opportuno stanziare più aiuti economici, dei voucher ad esempio, per coloro che si prendono cura dei loro cari. Inoltre, reputa necessaria una legge nazionale.

     

    Entra il consigliere Paruolo ed esce il consigliere Vecchi.

     

    La presidente DONINI ritiene che il testo all’esame si sia giustamente occupato di un tema reale e urgente.

    Manca – prosegue – un quadro nazionale di riferimento che riguardi le politiche del lavoro (permessi, agevolazioni fiscali) e avanza dei dubbi e delle perplessità circa l’ipotesi, suggerita dai colleghi, di proporre un disegno di legge alla Camere.

    Sottolinea che a livello locale molto si è fatto e si sta facendo e ricorda che nel Piano socio-sanitario regionale il tema in questione è stato inserito e parte della quota del Fondo per la non autosufficienza è destinata a tale scopo. In Regione esiste una rete di realtà associative che si occupa di coloro che prestano attività di assistenza. La questione che va perfezionata riguarda la relazione tra i servizi e l’attività integrativa di cura svolta dai caregivers. Ci deve essere – continua – una chiara distinzione tra i ruoli, per evitare equivoci e ambiguità. L’attuale modello di welfare rischia di essere superato perché c’è un cambiamento demografico di cui non si può non tenere conto. Si dichiara perplessa nello spostare quote significative di risorse pubbliche dai servizi all’intervento diretto, attraverso assegni di cura: è convinta che una scelta di questo tipo significhi un eccesso di delega alle famiglie che non produrrà nel tempo alcun risultato positivo e non sarà sostenibile a lungo. A suo parere andrebbero rafforzati i servizi pubblici perché è impensabile scaricare sui familiari, seppur con aiuti economici, l’onere dell’assistenza e della cura di coloro che necessitano di assistenza.

    La proposta di legge si prefigge di sistematizzare ciò che, in realtà, si sta già facendo in Regione attraverso l’attuazione del Piano socio-sanitario, dunque, a suo parere, rafforza le sinergie esistenti attorno alla persona che versa in difficoltà, anche attraverso il riconoscimento del ruolo del caregiver.

    Concorda con il suggerimento della collega Barbati di tradurre in italiano il termine “caregiver”.  

     

    Entra il consigliere Fiammenghi.

     

    La consigliera MARANI è consapevole che il provvedimento non è di per sé sufficiente a rappresentare le esigenze e il futuro di un sistema di welfare adeguato: per esempio, tra 15 anni le liste di attesa per le residenze per anziani saranno lunghissime, con la conseguenza che il sistema non sarà in grado di rispondere alle esigenze di residenzialità. In Francia, il problema è stato già affrontato, perché ci si è resi conto che alle residenze era meglio sostituire i domicili serviti in ogni quartiere. Dunque, il sistema di welfare, in particolare delle residenze, va pertanto riprogettato tenendo conto di una pluralità di aspetti, compresa la diversità di esigenze dettate da differenti patologie.  

    Circa il ruolo del terzo settore, sottolinea che esso non è sostitutivo del pubblico, cui spettano compiti di programmazione, regolazione e di garanzia per tutti i cittadini; parallelamente va valorizzata l’economia sociale, che è una risorsa che arricchisce il sistema. L’Assemblea legislativa ha il dovere di affrontare il problema del cambiamento dei bisogni, predisponendo strumenti che diano risposte nuove; è vero che la proposta di cui è presentatrice fissa dei principi generali, ma a suo giudizio è necessaria perché non sempre le linee di indirizzo contenute in provvedimenti generali vengono concretamente applicate in modo uniforme nei singoli territori. Ricorda in proposito la cronaca degli ultimi giorni, che ha riportato il caso del Comune di Bologna che non ha speso 6 milioni di euro del Fondo per la non autosufficienza. Ciò evidenzia che vi è un problema legato ai meccanismi di impiego delle risorse, che sono evidentemente troppo rigidi e inadeguati nel rispondere ai bisogni delle famiglie e a causa di tale rigidità del sistema molte famiglie non hanno potuto usufruire degli assegni di cura. La proposta all’esame, all’art. 4 che promuove forme di sostegno economico alle persone assistite domiciliarmente dal caregiver, rappresenta un’opportunità in più, perché consente di ottenere l’assegno di cura anche a chi è assistito da un familiare. 

    Inoltre la disposizione che stabilisce che il familiare concorra al PAI (piano assistenziale individualizzato) consente di coordinare l’impegno di cura del caregiver con l’intervento dei servizi assistenziali.

    Utile inoltre potrebbe risultare la sperimentazione dell’assicurazione contro i rischi di infortunio delle persone che svolgono assistenza (previsto dalla proposta di legge).

    Annuncia che presenterà alcune proposte emendative al progetto di legge, che hanno recepito taluni dei suggerimenti provenienti dai colleghi ed espressi anche durante l’udienza conoscitiva.

    Chiede e si augura che la sua proposta sia sostenuta non solo dalla maggioranza ma anche dall’opposizione.

    È d’accordo nel predisporre un disegno di legge alle Camere per sollecitare anche il Parlamento nazionale ad intervenire sul tema in questione, a cui solo l’Emilia-Romagna ha tentato di dare una risposta.

     

    La presidente DONINI, in mancanza di ulteriori richieste di intervento in discussione generale, chiude la seduta, anticipando che nella prossima sarà esaminato il primo piano attuativo della legge sulla ludopatia.

     

    La seduta termina alle ore 11,55.

     

    Approvato nella seduta del 18 marzo 2014.

     

    La Segretaria

    La Presidente

    Nicoletta Tartari

    Monica Donini