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Legislatura XI - Commissione VI - Processo Verbale del 22/04/2021 pomeridiano

     

    Processo verbale n. 1

    Seduta del 22 aprile 2021

     

    Il giorno 22 aprile 2021 alle ore 14,30 è convocata, con nota prot. n. AL/2021/9797 del 16/04/2021, presso la sede dell’Assemblea legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Statuto e Regolamento in seduta congiunta con la Commissione per la parità e per i diritti delle persone e, a seguire, in ordinaria, che si svolge in modalità mista, con la presenza in sede della Presidente, del Vicepresidente Michele Barcaiuolo e di un membro per Gruppo assembleare: Gianni Bessi (PD), Igor Taruffi (ERCEP), Maura Catellani (Lega), nonché degli altri partecipanti in via telematica ai sensi della deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 3 del 27 marzo 2020 e a seguito della riunione della Conferenza dei presidenti dei Gruppi del 18 marzo 2021 e della successiva decisione dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa.

     

     

    Partecipano alla seduta i consiglieri:

     

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    PICCININI Silvia

    Presidente

    Movimento 5 Stelle

    1

    presente

    BARCAIUOLO Michele

    Vicepresidente

    Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni

    2

    presente

    MUMOLO Antonio

    Vicepresidente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    9

    presente

    BARGI Stefano

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    2

    assente

    BESSI Gianni

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    2

    presente

    CASTALDINI Valentina

    Componente

    Forza Italia – Berlusconi per Borgonzoni

    1

    presente

    CATELLANI Maura

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    8

    presente

    COSTI Palma

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    5

    presente

    DELMONTE Gabriele

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    2

    assente

    FELICORI Mauro

    Componente

    Bonaccini Presidente

    1

    assente

    GIBERTONI Giulia

    Componente

    Gruppo Misto

    1

    assente

    LISEI Marco

    Componente

    Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni

    1

    assente

    MARCHETTI Daniele

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    2

    assente

    MASTACCHI Marco

    Componente

    RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna

    1

    presente

    MONTALTI Lia

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    2

    presente

    PARUOLO Giuseppe

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    2

    presente

    PIGONI Giulia

    Componente

    Bonaccini Presidente

    2

    presente

    SABATTINI Luca

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    2

    presente

    TARUFFI Igor

    Componente

    Emilia-Romagna coraggiosa, ecologista, progressista

    2

    presente

    ZAMBONI Silvia

    Componente

    Europa Verde

    1

    assente

    ZAPPATERRA Marcella

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

     

     

     

    Sono presenti i consiglieri: Simone PELLONI in sostituzione di Stefano Bargi (Lega), Marco FABBRI (PD).

     

    Partecipano alla seduta: Elly SCHLEIN (Vicepresidente e Assessore al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica, Patto per il clima, welfare, politiche abitative, politiche giovanili, cooperazione internazionale allo sviluppo, relazioni internazionali, rapporti con l’UE), Paolo CALVANO (assessore al Bilancio, personale, patrimonio, riordino istituzionale), Elisabetta LUCERTINI (Direzione generale Assemblea legislativa regionale) e Maurizio RICCIARDELLI (Servizio affari legislativi e aiuti di stato).

     

    Presiede la seduta: Silvia PICCININI

    Assiste la segretaria: Monica Bernardi

    Funzionario estensore: Angelo Baratelli

     


    Assume la presidenza della commissione Parità e diritti delle persone il vicepresidente Simone PELLONI.

     

    I presidenti PELLONI e PICCININI dichiarano aperta la seduta alle ore 14,40 e procedono preliminarmente all’appello, ciascuno per la propria commissione, ai sensi della deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 3 del 27 marzo 2020, per poi proseguire con un secondo appello degli assenti, ai fini dell’identificazione certa dei partecipanti.

     

    2930 -Relazione per la Sessione Europea dell'Assemblea legislativa per l'anno 2021, ai sensi dell'art. 5 della L.R. n. 16/2008.

     

    La presidente PICCININI introduce l’oggetto sul quale le commissioni sono chiamate ad esprimere il parere consultivo alla commissione referente Bilancio, Affari generali e istituzionali.

     

    La dottoressa LUCERTINI svolge un’illustrazione con riferimento alle materie di competenza delle commissioni.

     

    La presidente PICCININI ringrazia gli uffici per il lavoro svolto e cede la parola al dottor Ricciardelli.

     

    Il dottor RICCIARDELLI aggiunge ulteriori informazioni di carattere generale.

     

    Intervengono i consiglieri MORI e AMICO.

     

    Svolge un breve intervento anche la Vicepresidente SCHLEIN.

     

    La presidente PICCININI, in assenza di ulteriori interventi, ringrazia per la presenza l’assessore Calvano e cede la parola ai consiglieri per le dichiarazioni di voto.

     

    La commissione Statuto e Regolamento, per quanto di competenza, con 28 voti a favore (PD, BP, ERCEP, M5S), 13 contrari (Lega, FDI, RCPER) e nessun astenuto esprime il seguente parere:

     

    “La Commissione Statuto e Regolamento, riunitasi in sede consultiva ai sensi dell’articolo 38, comma 1, del Regolamento interno, nella seduta 22 aprile 2021, ha preso in esame, per quanto di competenza, il Programma di lavoro della Commissione Europea per il 2021, la Relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale all’ordinamento comunitario per il 2020, il Rapporto conoscitivo della Giunta regionale all'Assemblea legislativa per la Sessione europea 2021, parte integrante della Delibera di Giunta n. 342/2021.

    Con riferimento agli atti preannunciati dalla Commissione europea nel proprio Programma per il 2021, la Commissione assembleare Statuto e Regolamento, ritiene di particolare interesse, tra le nuove iniziative previste dall’Allegato I, le iniziative collegate ai seguenti obiettivi strategici:

     

    Obiettivo n. 5 “Il decennio digitale europeo”

    Il decennio digitale europeo: obiettivi digitali per il 2030 (carattere non legislativo, 1° trimestre 2021)

     

    Obiettivo n. 6 “Pacchetto dati”

    -          a) Legge sui dati (carattere legislativo, con una valutazione d'impatto, articolo 114 TFUE, 3° trimestre 2021)

    -          b) Revisione della direttiva sulle banche dati (carattere legislativo, con una valutazione d'impatto, articolo 114 TFUE, 3° trimestre 2021)

    Obiettivo n. 42 “Pacchetto sulla trasparenza e la democrazia”

    -          Revisione dello statuto e del finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (carattere legislativo, con una valutazione d'impatto, articolo 224 TFUE, 3° trimestre 2021)

    -          Maggiore trasparenza nel settore della pubblicità politica a pagamento (carattere legislativo, con una valutazione d'impatto, articoli 114 e 224 TFUE, 3° trimestre 2021)

    -          Revisione della direttiva del Consiglio relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini (carattere legislativo, con una valutazione d'impatto, articolo 22 TFUE, 4° trimestre 2021)

    -          Iniziativa contro l'abuso del contenzioso nei confronti di giornalisti e difensori dei diritti (carattere legislativo o non legislativo, 4° trimestre 2021)

     

    Con riferimento all’obiettivo n. 5  Il decennio digitale europeo, si evidenzia che il “modello per il decennio digitale”, proposto dalla Commissione europea nella comunicazione “Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale” individua tra i quattro punti cardinali per mappare il percorso della UE verso gli obiettivi della transizione digitale, anche la Digitalizzazione dei servizi pubblici nell’ambito del quale la Commissione propone di perseguire 3 ambiziosi obiettivi entro il 2030: 100% dei servizi pubblici principali disponibili online per le imprese e i cittadini europei; il 100% dei cittadini europei avrà accesso alle cartelle cliniche (cartelle elettroniche);l'80% dei cittadini utilizzerà l'identificazione digitale.

    Inoltre si sottolinea che nella comunicazione “La bussola per il digitale 2030” la Commissione europea, al fine di garantire che all'interno dello spazio digitale si possano esercitare gli stessi diritti che si applicano offline, propone anche una cittadinanza digitale basata sui seguenti principi e diritti, da includere  in  una dichiarazione solenne interistituzionale tra la Commissione europea, il Parlamento europeo e il   Consiglio,   ad integrazione del Pilastro europeo dei diritti sociali:

    -          libertà di espressione, compreso l'accesso a informazioni diversificate, affidabili e trasparenti;

    -          libertà di avviare e svolgere un'attività online;

    -          protezione dei dati personali e della vita privata e diritto all'oblio;

    -          protezione della creazione intellettuale delle persone fisiche nello spazio online.

    -          accesso universale ai servizi Internet;

    -          un ambiente online sicuro e affidabile;

    -          istruzione e competenze digitali universali affinché le persone possano partecipare

    -          attivamente alla società e ai processi democratici;

    -          accesso a sistemi e dispositivi digitali rispettosi dell'ambiente;

    -          servizi pubblici e amministrazione digitali accessibili e antropocentrici;

    -          principi etici per gli algoritmi antropocentrici;

    -          conferimento di maggiore autonomia e responsabilità ai minori e loro tutela nello

    -          spazio online;

    -          accesso ai servizi sanitari digitali.

     

    In riferimento agli obiettivi che la Commissione europea intende perseguire con la “Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale”, si ricorda anche che l’Assemblea legislativa ha recentemente approvato con la delibera n. 38 del 23/02/2021 la nuova Agenda Digitale regionale 2020-2025 – Data Valley bene comune (ADER), che definisce la strategia con cui la Regione Emilia-Romagna vuole supportare lo sviluppo digitale del territorio e della società. Si sottolinea che questo nuovo strumento è pienamente in linea con la strategia dell’UE, a partire dall’importanza riconosciuta alle competenze digitali e alle infrastrutture, quali premesse necessarie per trasformare le amministrazioni e le imprese del territorio e si evidenzia inoltre che  “Uno degli obiettivi primari della piena realizzazione della Data Valley Bene Comune è la definizione di una legge sulla cittadinanza digitale che affermi e tuteli i diritti digitali dei cittadini emiliano-romagnoli” e che andrà ad affiancarsi alla Legge Regionale 11/2004 per lo sviluppo della Società dell’informazione, anticipando così l’attuazione di quanto proposto a livello europeo.

    Con riferimento all’obiettivo n. 6 Pacchetto "Dati" si ritiene che a fronte delle opportunità che si apriranno per il miglioramento dell’accesso a dati ed informazioni utili, sarà necessario bilanciare gli interessi del singolo con quelli della collettività attraverso la regolamentazione del non facile obiettivo della protezione dei dati personali. Pertanto, in considerazione dell’impatto ampio e trasversale sulla comunità regionale, i suoi cittadini e le sue istituzioni, si chiede alla Giunta e all’Assemblea di monitorare con particolare attenzione lo sviluppo delle iniziative legislative “Legge sui dati”, “Revisione della direttiva sulle banche dati”, “Spazio europeo dei dati sanitari” al fine di valutare l’opportunità di formulare osservazioni sulle proposte adottate dalla Commissione europea.

    Con riferimento all’Obiettivo 42 Pacchetto sulla trasparenza e la democrazia, si evidenzia che la Commissione tra il 3° e il 4° trimestre lancerà una serie di iniziative con l’obiettivo di migliorare la resilienza delle democrazie europee, combattere le minacce di ingerenze esterne nelle elezioni europee e la disinformazione e, infine, sostenere mezzi di comunicazione liberi e indipendenti.

    Si rileva che, a seguito di una consultazione pubblica svolta tra luglio e settembre 2020, il 3 dicembre la Commissione europea ha pubblicato il Piano d'azione per la democrazia europea in cui riconosce che le misure emergenziali adottate per contrastare la pandemia da Covid-19 hanno condizionato il processo politico e hanno acuito le minacce che le nostre democrazie già prima della crisi sanitaria dovevano affrontare: estremismo, polarizzazione, diffusione di informazioni false per manipolare l’opinione pubblica.

    Si evidenzia che il Piano, nel pieno rispetto delle competenze nazionali, definisce un quadro rafforzato delle politiche europee e misure specifiche al fine di:

    -          Promuovere elezioni libere e regolari con una forte partecipazione democratica attraverso varie misure, anche di carattere legislativo, con cui rafforzare la trasparenza nella comunicazione politica e nelle sponsorizzazioni, con riferimento soprattutto all’ambiente online in cui l’uso improprio di dati personali può orientare, se non manipolare, l’elettorato attraverso tecniche di targetizzazione e uso di algoritmi. La Commissione a questo proposito ritiene necessario rafforzare l’applicazione e il rispetto del Regolamento generale sulla protezione dei dati 2016/679 del 27/04/2016. Inoltre propone la revisione del Regolamento 1141/2014 relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee con cui rafforzare le norme volte a prevenire ingerenze esterne e contrastare i finanziamenti indiretti da parte di interessi stranieri; promuovere la cooperazione tra gli Stati in materia di parità di trattamento e copertura mediatica equilibrata durante le elezioni e di sicurezza informatica per proteggere le infrastrutture elettorali da possibili attacchi informatici. Inoltre, insieme agli Stati membri e al Consiglio d’Europa, verrà preparato un compendio delle prassi di voto elettronico. La Commissione europea, infine, incoraggia gli Stati membri a utilizzare al meglio tutti gli strumenti finanziari a disposizione per sostenere e rafforzare le capacità della società civile a partecipare, a livello nazionale e locale, ai processi di definizione delle politiche pubbliche, incentivando soprattutto le azioni rivolte ai giovani

    -          Sostenere mezzi di informazione liberi e indipendenti: libertà e pluralismo sono sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali e sono essenziali per le democrazie perché da un lato obbligano chi riveste incarichi politici a rendere conto del proprio operato, dall’altro aiutano i cittadini a prendere decisioni informate contrastando disinformazione e manipolazione. Per tutelare il pluralismo dei media la Commissione propone una informazione più chiara e trasparente su chi possiede o controlla i mezzi di informazione, la distribuzione trasparente ed equa della pubblicità di Stato e una maggiore tutela della sicurezza delle giornaliste e dei giornalisti, sia fisica che online, per contrastare campagne diffamatorie e azioni legali strategiche (le cosiddette “azioni bavaglio”). La Commissione europea sollecita una maggiore cooperazione tra Stati membri nello scambio di buone pratiche volte a promuovere uno spazio più sicuro per i giornalisti in tutta l’Unione europea e questo scopo, con il nuovo programma Europa Creativa, sosterrà partenariati nel settore dei mezzi di informazione per la condivisione di best practice volte a promuovere standard giornalistici nell’UE e la formazione dei professionisti del settore. Nel 2018 la Commissione, al fine di garantire elevati standard di trasparenza nel settore dei media, aveva approvato la direttiva 2018/1808 sui servizi di media audiovisivi indicando come termine di recepimento il 19 settembre 2020. Si evidenzia che entro tale data la direttiva è stata recepita solo da 4 paesi (Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Ungheria) e che, per quanto riguarda l’Italia, la direttiva è attualmente contenuta nel disegno di legge della Legge di delegazione europea 2019-2020 in corso di approvazione.

    -          Contrastare la disinformazione attraverso l’elaborazione di risposte politiche adeguate ai vari tipi di “disinformazione”: contenuti falsi, distorsione, inganno, manipolazione. Al fine di comprendere il panorama delle minacce e individuare strumenti atti a contrastare tali fenomeni è fondamentale una maggiore cooperazione all’interno dell’UE, tra la società civile, il mondo accademico, il settore privato, e i partner internazionali. La Commissione inoltre richiama l’attenzione sull’uso delle piattaforme dei social media che, pur essendo diventate sempre più importanti nel dibattito politico, possono essere utilizzate per diffondere ed amplificare contenuti falsi e fuorvianti e possono rappresentare una minaccia per la mancanza di trasparenza nell'uso degli algoritmi e per la grande quantità di dati personali generati dall'attività online. Attraverso la legge sui servizi digitali la Commissione proporrà norme per responsabilizzare maggiormente le piattaforme sui contenuti, sulla pubblicità e sui processi algoritmici. Piattaforme molto grandi saranno obbligate a valutare i rischi connessi ai loro sistemi, non solo per quanto riguarda i contenuti e i prodotti, ma anche con riferimento alla tutela degli interessi pubblici e dei diritti fondamentali, della salute pubblica e della sicurezza. La legge sui servizi digitali darà inoltre agli utenti possibilità significative di contestare le decisioni delle piattaforme di rimuovere o etichettare i contenuti. Infine, la Commissione sosterrà progetti di alfabetizzazione mediatica nell'ambito della nuova sezione transettoriale del programma Europa creativa e anche attraverso altri programmi indirizzati soprattutto ai giovani e alle scuole (ad esempio, Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà).

    Si evidenzia che la Commissione europea riesaminerà l'attuazione del piano d'azione nel 2023, un anno prima delle elezioni del Parlamento europeo, e rifletterà sull'eventualità di adottare ulteriori misure.

    Si invitano Giunta e Assemblea, nell’ambito delle rispettive competenze, a seguire l’evoluzione delle iniziative collegate a questo pacchetto con l’impegno di attuare quanto verrà approvato nel contesto dell’ordinamento regionale.

    Con riferimento al tema della semplificazione normativa, si evidenzia che la Regione Emilia Romagna è impegnata da tempo nell’attuazione delle politiche per la qualità della legislazione e la semplificazione normativa, in coerenza con le indicazioni contenute nelle diverse iniziative della Commissione europea tra le quali si ricordano “Legiferare meglio” del 2002, “Programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT): situazione at-tuale e prospettive” del 2014 , "Legiferare meglio per ottenere risultati mi-gliori – Agenda dell’UE" del 2015, l'Accordo interistituzionale "Legiferare meglio" da parte di Parlamento europeo, Consiglio dell'UE e Commissione europea, firmato del 2016, fino alla comunicazione del 2017 “Completare il programma “Legiferare meglio” e la più recente “Legiferare meglio: bilancio e perseveranza nell’impegno” del 2019. In questo contesto europeo, si ricorda che la Regione si è dotata di una norma specifica con la L:R: 18 del 2011 “Misure per l'attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione”, in attuazione della quale fin dal 2013 vengono realizzati con cadenza annuale interventi di “sfoltimento” normativo che sono anche l’occasione per operare periodiche revisioni delle norme interessate al fine di renderle adeguate agli obiettivi ed efficaci.

    A questo proposito si evidenzia che, seguendo un preciso ordine cronologico, la legge regionale 10/2015 ha preso in esame le leggi approvate nel decennio che dagli anni Settanta agli Ottanta, il collegato alla legge comunitaria 2016 ha preso in esame le leggi approvate tra il 1981 e il 1990, il collegato alla legge comunitaria 2017 ha preso in esame le leggi approvate tra il 1991 e il 2000; la legge attuativa della sessione europea del 2018 ha preso in esame le leggi approvate nel decennio compreso tra il 2000 e 2010; la legge regionale n. 17/2019 si concentra prevalentemente sulle leggi approvate dal 2011 fino al 2019.

    Si sottolinea che complessivamente dal 2013 al 2019, la Regione Emilia-Romagna ha abrogato 302 leggi regionali, 10 regolamenti, 146 disposizioni normative. A completare la sequenza e con particolare riferimento allo stato di adeguamento dell’ordinamento regionale rispetto all’ordinamento europeo nell’ambito della Sessione euroepa 2021, si richiamano anche i progetti di legge attualmente all’esame delle Commissioni 2970 -Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Legge europea per il 2021". (Delibera di Giunta n. 352 del 15 03 21) e 2971 -Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Disposizioni collegate alla legge europea 2021 – Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali". (Delibera di Giunta n. 353 del 15 03 21)

    Rispetto al tema della qualità degli atti normativi, si evidenzia che a partire dal 2017 è stato dato avvio allo strumento della programmazione normativa, in attuazione della delibera di Giunta n. 468/2017, al fine di favorire lo svolgimento di adeguate analisi tecnico-normative, tecnico finanziarie e di legittimità. A questo proposito, tra gli strumenti di analisi ex-ante, si ricordano: la scheda tecnico-finanziaria, obbligatoria dal 2014; l’analisi di impatto della regolazione (AIR); l’Analisi di impatto sulle Micro Piccole e Medio imprese (cd. Test MPMI)  la cui adozione obbligatoria è prevista a livello europeo e poi nazionale dal 2011 (art. 6, comma 1, della legge n. 180 del 2011; l’analisi tecnico-normativa (ATN) svolta dal Servizio Affari legislativi sui progetti di legge d’iniziativa della Giunta.

    Rispetto alla valutazione dell’efficacia delle leggi e del loro impatto (VIR), si ricorda che essa si concretizza attraverso la predisposizione di relazioni valutative che la Giunta redige e trasmette all’Assemblea legislativa in risposta alle clausole valutative contenute nelle leggi. Nel corso del 2020 le relazioni trasmesse all’Assemblea Legislativa sono state dieci, relative alle seguenti leggi regionali: l.r. n. 22/2014 (Disciplina delle attività di pescaturismo, di ittiturismo e di acquiturismo. Istituzione della Consulta ittica regionale. Modifiche alla legge regionale 21 aprile 1999, n. 3); l.r. n. 17/2016 (Modifiche alla legge regionale 2 settembre 1991, n. 24 "Disciplina della raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi nel territorio regionale e della valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale”) ; l.r. 18/2016 (Testo Unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell'economia responsabili); l.r. 5/2016 (promozione e sostegno delle pro loco) ; l.r. 10/2017 (Interventi per la promozione e lo sviluppo del sistema regionale della ciclabilità); l.r. 5/2013 (Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipenden-za dal gioco d'azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate); l.r. 26/2009 (Disciplina e interventi per lo sviluppo del commercio equo e solidale in Emi-lia-Romagna) l.r. 3/2017 (Valorizzazione delle manifestazioni storiche); l.r. 13/2012 (Nor-me per la copertura dei rischi derivanti da responsabilità civile negli enti del servizio sani-tario regionale); l.r. n. 20/2014 (Norme in materia di cinema e audiovisivo).

    A questo proposito e con riferimento alla partecipazione della Regione alla formazione e attuazione del diritto e delle politiche dell’Unione europea, si richiama l’art. 22, comma 1 della L.R. 16/2008 “clausola valutativa” nel quale si prevede che “L'Assemblea legislativa esercita il controllo sull'attuazione della presente legge e ne valuta i risultati ottenuti. A tal fine, con cadenza triennale, in occasione della discussione del rapporto conoscitivo per la sessione europea, la Giunta presenta alla competente Commissione assembleare una relazione [...]” e si evidenzia che la Sessione europea 2021 sarà pertanto l’occasione di fare il punto, nella I Commissione referente, sullo stato di attuazione della norma.

    Infine sul tema della better regulation, si segnala che l’adozione della Comunicazione "Legiferare meglio”, annunciata dalla Commissione europea in uscita per la fine del 2020 nel precedente Programma di lavoro, è stata rimandata al 27 aprile 2021. Si evidenzia che la comunicazione si concentrerà sulla riduzione degli oneri sulla base di un approccio “one in, one out” con l’obiettivo di compensare gli oneri introdotti recentemente alleggerendo di oneri equivalenti imprese e persone nello stesso settore. Pertanto, anche alla luce delle considerazioni sopra formulate, si invitano Giunta e Assemblea nell’ambito delle rispettive competenze, a monitorare l’iniziativa al fine di aggiornare le politiche regionali sulla semplificazione alle più recenti indicazioni europee.

    Con riferimento alla tema della Partecipazione, si ritiene opportuno richiamare in questo contesto la L.R. 16/2008 che disciplina la partecipazione della RER al processo di formazione e attuazione delle politiche e del diritto dell’Unione europea, per evidenziare che con le modifiche apportate dalla L.R. 6/2018, è stata introdotta la Rete europea regionale che è stata attivata per la prima volta in occasione dell’avvio dell’attuale Sessione europea.

    Si evidenzia che la Rete europea regionale nasce con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di partecipazione al processo decisionale europeo attraverso la valorizzazione delle relazioni con gli stakeholder del territorio regionale. Fanno parte della Rete europea regionale i firmatari del Patto per il lavoro e per il clima e le Unioni dei Comuni dell’Emilia-Romagna. Il coordinamento delle attività è effettuato da una Cabina di regia composta dal Presidente della Giunta e dal Presidente dell’Assemblea legislativa, o loro delegati, che si avvale del supporto tecnico di un Gruppo di lavoro costituito da funzionari dell’Assemblea legislativa e della Giunta regionale. La legge prevede che la Rete venga convocata dalla Cabina di regia sia prima dell’avvio dei lavori della Sessione europea, per la presentazione del programma di lavoro annuale della Commissione europea, sia dopo l’approvazione della Risoluzione di indirizzo, per l’illustrazione delle iniziative europee di maggiore interesse per il territorio regionale su cui potranno essere attivate le consultazioni che coinvolgeranno la Rete.

    Si rileva che tramite le consultazioni i componenti della Rete potranno partecipare attivamente alla fase ascendente del processo di formazione delle politiche e del diritto dell’Unione europea. Con le loro osservazioni, infatti, contribuiranno alla definizione della posizione della Regione Emilia-Romagna su iniziative e atti europei di interesse regionale. Inoltre, al fine di garantire la più ampia partecipazione alle attività di formazione e attuazione delle politiche e del diritto dell’Unione europea, durante l’anno la Rete verrà informata delle ulteriori opportunità di confronto quali: l’Udienza conoscitiva che precede l’avvio dei lavori di analisi politica del programma di lavoro della Commissione europea nelle Commissioni consiliari; l’udienza conoscitiva sulla progetto di legge europea regionale e la partecipazione della Regione Emilia-Romagna alle consultazioni promosse a livello nazionale ed europeo.

    A livello europeo, il concetto di democrazia partecipativa trova il suo principale fondamento nel testo Trattato di Lisbona, in particolare, l'art. 10, par. 3, del TUE sancisce il diritto per ogni cittadino di partecipare alla vita democratica dell'Unione e l’art. 11 specifica le modalità con cui il principio della democrazia partecipativa si concretizza offrendo ben quattro strumenti di partecipazione transnazionale: informazione, consultazione, dialogo e definizione dell'agenda. Sul tema si richiama la Conferenza sul futuro dell'Europa, il cui avvio era stato annunciato dalla presidente Von der Leyen per il 9 maggio 2020 ma che, a causa del Covid-19, è stato rimandato di un anno. Si tratta di un'iniziativa comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione europea che agiscono in qualità di partner paritari insieme agli Stati membri dell'Unione europea per dare vita ad un vero e proprio processo "dal basso verso l'alto", ad un'esercizio paneuropea di democrazia partecipativa e deliberativa che mira a consentire ai cittadini di tutta l'UE di avanzare proposte con cui dare forma alle future politiche dell'UE. Ciò avverrà attraverso molteplici eventi e dibattiti organizzati in tutti gli Stati membri, nonché attraverso una piattaforma digitale multilingue interattiva.

    Gli eventi si terranno su tutto il territorio dell’Unione e non solo nelle grandi città, e saranno organizzati in partenariato con la società civile, con i parlamenti nazionali e regionali, il Comitato delle regioni, il Comitato economico e sociale, le parti sociali e il mondo accademico. A livello europeo, le istituzioni si impegnano a organizzare panel di cittadini che dovrebbero essere rappresentativi in termini di origine geografica, genere, età, contesto socioeconomico e/o livello di istruzione dei partecipanti.

    Si evidenzia che le istituzioni europeo prevedono eventi specifici dedicati ai giovani, in quanto la loro partecipazione è essenziale per garantire un impatto duraturo della conferenza. Si evidenzia altresì che i contributi di tutti gli eventi saranno raccolti, analizzati, monitorati e pubblicati su una piattaforma digitale multilingue, dove i cittadini potranno condividere le loro idee e inviare contributi online. Un meccanismo di feedback garantirà che le idee formulate durante gli eventi si traducano in raccomandazioni concrete per le future azioni dell'UE.

    Si rileva sulla base dell'agenda strategica del Consiglio europeo, degli orientamenti politici 2019-2024 della Commissione europea e in considerazione delle sfide poste dalla pandemia di COVID-19, i temi su cui verteranno i confronti nel corso della Conferenza saranno: la costruzione di un continente sano, la lotta contro i cambiamenti climatici e le sfide ambientali, un'economia al servizio delle persone, l'equità sociale, l'uguaglianza e la solidarietà intergenerazionale, la trasformazione digitale dell'Europa, i diritti e valori europei tra cui lo Stato di diritto, le sfide migratorie, la sicurezza, il ruolo dell'UE nel mondo, le fondamenta democratiche dell'Unione e il rafforzamento dei processi democratici che governano l'Unione europea. Le discussioni potranno riguardare anche questioni trasversali connesse alla capacità dell'UE di realizzare le priorità politiche, tra cui legiferare meglio, l'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, l'attuazione e applicazione dell'acquis e la trasparenza e, comunque, i cittadini potranno avanzare ulteriori temi e questioni di loro interesse.

    Si evidenzia che l’Assemblea legislativa avrà un ruolo molto importante poiché il Centro Europe Direct dell’Emilia-Romagna, che ha sede presso l’AL, è stato nominato hub della Conferenza, insieme ad altri centri europei, e sarà chiamato dalla Direzione generale comunicazione della commissione europea a coordinare in Emilia-Romagna le attività relative a questo importante appuntamento.

     

    Anche il presidente PELLONI cede la parola ai consiglieri per le dichiarazioni di voto.

     

    La commissione Parità e diritti delle Persone, per quanto di competenza, con 29 voti a favore (PD, BP, ERCEP, M5S), 15 contrari (Lega, RCPER) e nessun astenuto esprime il seguente parere:

     

    “La Commissione per la parità e per i diritti delle persone, riunitasi in sede consultiva ai sensi dell’articolo 38, comma 1, del Regolamento interno, nella seduta del 22 aprile 2021, ha preso in esame, per quanto di competenza, il Programma di lavoro della Commissione Europea per il 2021, la Relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale all’ordinamento comunitario per il 2020, il Rapporto conoscitivo della Giunta regionale all'Assemblea legislativa per la Sessione europea 2021, parte integrante della Delibera di Giunta n. 342/2021.

     

    Con riferimento agli atti preannunciati dalla Commissione europea nel proprio Programma per il 2021, la Commissione assembleare per la parità e i diritti delle persone, ritiene di particolare interesse, tra le nuove iniziative previste dall’Allegato I, le iniziative collegate ai seguenti obiettivi strategici:

     

    Obiettivo n. 6 “Pacchetto dati”

    a) Legge sui dati (carattere legislativo, con una valutazione d'impatto, articolo 114 TFUE, 3° trimestre 2021)

    b) Revisione della direttiva sulle banche dati (carattere legislativo, con una valutazione d'impatto, articolo 114 TFUE, 3° trimestre 2021)

     

    Obiettivo n. 15 “Governance societaria sostenibile”

    Governance societaria sostenibile (carattere legislativo, con una valutazione d’impatto, articoli 50 e se del caso, 114 TFUE, 2 ° trimestre 2021)

     

    Obiettivo n. 18 “Pacchetto economia equa”

    a) Piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali (carattere non legislativo, 1° trimestre 2021)

    b) Raccomandazione per una garanzia europea per l'infanzia (carattere non legislativo, 1° trimestre 2021)

    c) Comunicazione su un nuovo quadro per una strategia in materia di salute e sicurezza sul lavoro (carattere non legislativo, 2° trimestre 2021)

    d) Piano d'azione per il settore dell'economia sociale (carattere non legislativo, 4° trimestre 2021) 

     

    Obiettivo n. 28 “Ricerca, innovazione, istruzione e gioventù”

    Comunicazione sull’approccio globale in materia di ricerca, innovazione, istruzione e gioventù (carattere non legislativo, 2 ° trimestre 2021)

     

    Obiettivo n. 37 “Strategia dell’UE di lotta contro l’antisemitismo”

    Comunicazione sulla strategia dell'UE di lotta contro l'antisemitismo (carattere non legislativo, 4° trimestre 2021)

     

    Obiettivo n. 38 “Diritti dei minori”

    Strategia dell'UE sui diritti dei minori (carattere non legislativo, 1° trimestre 2021)

     

    Obiettivo n. 39 “Prevenire e combattere forme specifiche di violenza di genere”

    Proposta per prevenire e combattere forme specifiche di violenza di genere (carattere legislativo, con una valutazione d'impatto, articolo 82, paragrafo 2, articoli 83 e 84 TFUE, 4° trimestre 2021)

     

    Obiettivo n. 40 “Lotta ai reati generati dall’odio e all’incitamento all’odio”

    Iniziativa volta ad ampliare l'elenco dei reati dell'UE per includervi tutte le forme di reati generati dall'odio e di incitamento all'odio (carattere legislativo, con una valutazione d'impatto, articolo 83 TFUE, 4° trimestre 2021)

     

    Obiettivo n. 44 “Strategia dell’UE sulla disabilità”

    Strategia dell'UE sui diritti delle persone con disabilità (carattere non legislativo, 1° trimestre 2021)

    Con riferimento all’iniziativa n.6 Pacchetto dati, che prevede la definizione di una Legge sui dati e la Revisione della direttiva sulle banche dati, si concorda sull’importanza di stabilire condizioni condivise a livello europeo per un migliore controllo e condivisione dei dati per i cittadini e le imprese, ma si sottolinea altresì l’importanza che la raccolta e la gestione dei dati si svolga con una metodologia rispettosa delle differenze di genere e che tenga conto di indicatori attenti agli aspetti di genere, in grado di fare luce sui complessi fenomeni alla base delle disparità. Con particolare riferimento ai dati sanitari, si richiama inoltre quanto già evidenziato nella “Risoluzione sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, Piano europeo di lotta contro il cancro - COM (2021) 44 final del 3 febbraio 2021. Osservazioni della Regione Emilia-Romagna ai sensi dell’articolo 24, comma 3, della legge n. 234 del 2012” approvata dalla I Commissione assembleare il 22 marzo 2021 “[...] si ritiene fondamentale imprimere un necessario sviluppo della salute e medicina di genere, affinché le differenze biologiche e socioculturali tra uomini e donne si traducano in differenti approcci nella prevenzione, nella diagnostica, nella terapia e nella riabilitazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica il genere come determinante di salute attraverso il quale è necessario promuovere un’attività scientifica e di ricerca genere-specifica, includere uomini e donne nei trials clinici, sviluppare percorsi di diagnosi e cura gender oriented, formare il personale sanitario. A tal proposito si evidenzia che la Regione Emilia-Romagna già nel 2014, ben prima del Piano nazionale per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere in attuazione dell’articolo 3, comma 1, Legge 3/2018, introdusse per via legislativa la necessaria e doverosa dimensione interdisciplinare della medicina che vuole studiare l’influenza del sesso e del genere su fisiologia, fisiopatologia e patologia umana.” Alla luce delle considerazioni esposte, si invita la Giunta a mantenere alta l’attenzione rispetto all’applicazione di metodologie di raccolta e gestione dei dati rispettose delle differenze di genere e si chiede alla Giunta e all’Assemblea di valutare le iniziative europee collegate al Pacchetto dati con una particolare attenzione a questo aspetto.

    In riferimento all’obiettivo di Governance societaria sostenibile (carattere legislativo, con una valutazione d’impatto, articoli 50 e se del caso, 114 TFUE, 2 ° trimestre 2021) risulta necessario sviluppare il concetto di sostenibilità non solo in riferimento al Green Deal europeo, ma significativamente in rapporto alla declinazione delle pari opportunità in azienda e di una organizzazione antidiscriminatoria ispirata ad un Women New Deal europeo che realizzi gli indirizzi della Strategia per la Parità di genere 2020-2025 COM (2020) 152 final, in linea con l’Obiettivo 5 dell’Agenda ONU 2030. In tal senso l’Assemblea legislativa ha approvato una Risoluzione del 5.11.2020 che impegna la Giunta regionale e la stessa Assemblea per quanto di competenza a “(…) monitorare, in collaborazione con la Consigliera regionale di parità, organizzazioni sindacali, direzioni del lavoro e tutti i soggetti coinvolti, le discriminazioni e le molestie sul lavoro (…) individuare agevolazioni e premialità per le aziende che praticano le pari opportunità nella propria organizzazione e promuovono l’inserimento lavorativo di donne in carico a percorsi assistiti di usciti dalla violenza”. A ciò si aggiunge l’Ordine del giorno collegato al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2021-2023 in cui si impegna la Giunta “a dare ampio spazio nella futura programmazione europea 2021-2027 a temi ed obiettivi trategici quali il Women New Deal (…)”. Si ritiene altresì necessario rafforzare il sistema di protezione e contrasto della violenza e le molestie nel mondo del lavoro come da ratifica del Parlamento italiano della Convenzione OIL n. 190, in quanto violenza e molestie sono incompatibili con lo sviluppo di imprese sostenibili e hanno impatto negativo su organizzazione del lavoro, rapporti di lavoro, reputazione delle imprese e produttività. Propositi che si invita a perseguire nell’ambito regionale con azioni integrate e trasversali, anche mediante valutazioni di impatto di genere ex ante. 

    Con riferimento all’iniziativa n. 18 Pacchetto economia equa, si concorda con l’importanza di dare piena attuazione al Pilastro europeo dei diritti sociali affinché la ripresa d’Europa non lasci indietro nessuno, ma anzi rappresenti l’opportunità per rafforzare l’equità sociale nella duplice transizione digitale e verde. Si valutano pertanto positivamente i tre obiettivi principali per l'UE definiti dal piano d’azione, da conseguire entro il 2030: 1) che almeno il 78 % della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro; 2) che almeno il 60 % di tutti gli adulti partecipi ogni anno ad attività di formazione; 3) che il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale diminuisca di almeno 15 milioni. A questo proposito si richiamano le azioni già presentate o annunciate dalla Commissione europea collegate al Pilastro: l'agenda per le competenze per l'Europa (principio 1), la strategia per la parità di genere (principio 2), il piano d'azione dell'UE contro il razzismo (principio 3), il pacchetto a sostegno dell'occupazione giovanile (principio 4), la proposta di direttiva relativa a salari minimi adeguati (principio 6), una proposta di direttiva sulla trasparenza retributiva (principio 2), una nuova strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 (principio 17), la garanzia europea per l'infanzia (principio 11), un nuovo quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro (principio 10), un'iniziativa per migliorare le condizioni di lavoro delle persone che lavorano attraverso le piattaforme digitali (principi 5 e 12) e un piano d'azione per il settore dell'economia sociale.

    In riferimento alla nuova garanzia europea per l'infanzia, si auspica che questa possa contribuire a ridurre la povertà infantile e le disuguaglianze garantendo a tutti i bambini l’accesso a servizi di base come sanità, istruzione, abitazioni adeguate e alimentazione sana in attuazione della strategia dell’Unione sui diritti dei minori (di cui al paragrafo successivo). A questo proposito, richiamate la L.R. 2/2003 “Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e la L.R. 14/08 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni” e il Piano sociale e sanitario ad esse collegato, si evidenzia la particolare attenzione che la Regione Emilia-Romagna pone alla tutela dei minori e delle loro famiglie e si valutano positivamente le azioni di prevenzione e protezione messe in campo dai competenti servizi regionali per ridurre le situazioni di disagio e svantaggio socio-culturale e per migliorare e potenziare le risposte integrate della rete dei Servizi socio-sanitari. Tra queste si menzionano in particolare per il 2020, l’istituzione di un tavolo tecnico regionale per l’avvio di un percorso di qualificazione del sistema di cure ed accoglienza dei minori (DGR n. 1444/2020), l’avvio di un programma formativo per il sistema integrato (DGR n. 1742/2020) e l’aggiornamento, in corso di definizione, delle raccomandazioni per l’accoglienza delle vittime di violenza in Pronto soccorso alla luce delle più recenti indicazioni nazionali e sulla base dell’esperienza maturata negli anni nei servizi della Regione.

     

    Sull’obiettivo 28 relativo alla Comunicazione sull’approccio globale in materia di ricerca, innovazione, istruzione e gioventù (carattere non legislativo, 2 ° trimestre 2021), si sottolinea la necessità di perseguire un approccio di formazione, orientamento e inclusione delle competenze femminili nelle materie STEM come sostenuto dalla Strategia europea per la parità di genere secondo cui “Le donne e gli uomini, le ragazze e i ragazzi, in tutta la loro diversità, dovrebbero essere liberi di esprimere le loro idee e le loro emozioni e di perseguire le loro scelte formative e professionali senza sentirsi vincolati da ruoli di genere stereotipati”, al fine di colmare il profondo divario esistente di coinvolgimento di donne e uomini in settori di importanza strategica. Per tale scopo l’Assemblea legislativa ha approvato la Risoluzione del 5.11.2020 in cui impegna la Giunta “a sostenere e investire sulle iniziative e sulle progettualità di contrasto agli stereotipi di genere, avvicinamento delle ragazze alle materie STEM, anche attraverso bandi”, che si invita l’Esecutivo a tradurre in azioni concrete.

     

    Con riferimento all’obiettivo 38, si evidenzia che la Commissione europea ha adottato la prima Strategia dell’UE sui diritti dei minori [COM(2021) 142 del 24/3/2021], contestualmente alla  proposta di raccomandazione del Consiglio che istituisce la Garanzia europea per l’infanzia, al fine di promuovere pari opportunità per i minori a rischio di povertà o di esclusione sociale, condizioni che purtroppo la pandemia da Covid-19 ha acutizzato, intensificando anche i rischi di violenza domestica e di adescamento online con forme di cyberbullismo e sfruttamento sessuale. Si rileva che strategia è stata costruita attraverso un ampio processo partecipativo in cui sono stati coinvolti oltre 10.000 minori che hanno contribuito anche alla realizzazione della versione facilitata della Strategia comprensibile ai bambini (Child-friendly strategy version).

    La strategia, che avrà un approccio metodologico trasversale, si muove lungo sei coordinate:

    -          il coinvolgimento dei minori nella vita politica e democratica attraverso una piattaforma apposita realizzata dalla Commissione europea in collaborazione con il Parlamento europeo e le organizzazioni che si occupano di minori;

    -          il diritto dei minori di realizzare pienamente il loro potenziale attraverso politiche inclusive in ambito educativo e socio-sanitario per garantire pari opportunità indipendentemente dal contesto sociale attraverso la Garanzia per l’infanzia e il rafforzamento di Garanzia giovani;

    -          il diritto dei minori di essere liberi dalla violenza, attraverso sistemi integrati di protezione che gli Stati membri sono invitati a creare per combattere con maggiore forza la violenza nei contesti socio-educativi;

    -         il diritto dei minori a una giustizia “a misura di minore” e politiche di sostegno alle giovani vittime, inconsapevoli dei propri diritti;

    -          il diritto dei minori di navigare in sicurezza nell’ambiente digitale e di sfruttarne le opportunità;

    -          i diritti dei minori nel mondo: l'UE ribadisce il suo impegno a proteggere, promuovere e rispettare i diritti dei minori in tutto il mondo e nei contesti multilaterali, applicando inoltre una politica di tolleranza zero nei confronti del lavoro minorile.

     

    Sul tema minori, si rileva che le numerose politiche attuate dalla Regione Emilia-Romagna si sono rivelate nel tempo efficaci: a partire dal 2013, anno di approvazione della Delibera di indirizzo 1677/2013 per migliorare l’accoglienza e la cura di minori vittime di maltrattamenti e abusi, si è infatti strutturato un modello di governance pubblico integrato che, nel mettere al centro i bisogni dei minori, dà vita ad importanti sinergie con i soggetti della rete coinvolti nelle azioni di tutela. Inoltre, in attuazione della scheda n. 25 del “Piano sociale e sanitario 2017-2019”, la Regione Emilia-Romagna nel corso del 2020, durante quindi il periodo di emergenza sanitaria da Covdi-19, ha proseguito il suo impegno di contrasto alla violenza di genere e su persone di minore età, finanziando i Centri cittadini “Liberiamoci dalla violenza” per gli uomini che agiscono violenza, con l’obiettivo di lavorare sul cambiamento degli uomini.

    In questo quadro, si concorda sull’importanza delle iniziative della Commissione europea collegate alla tutela dei minori e si chiede pertanto a Giunta e Assemblea, nell’ambito delle rispettive competenze, di seguire l’evoluzione di tali iniziative e di impegnarsi a dare attuazione nel contesto delle diverse politiche regionali alle normative e alle strategie adottate a livello europeo e nazionale

     

    Con riferimento al tema della parità di genere, si valuta positivamente lo sforzo della Regione di focalizzare nel 2020 l’attenzione sull’importanza di garantire alle donne la parità di partecipazione e di opportunità nel mercato del lavoro, attraverso la promozione di politiche finalizzate anche ad evitare che le conseguenze negative del COVID aggravino i divari di genere esistenti, a discapito dei risultati raggiunti. A questo proposito si ricorda che il  nuovo Patto per il lavoro e per il clima, sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna con tutte le parti sociali a dicembre 2020, coinvolge il Tavolo regionale permanente per le politiche di genere con l’obiettivo di “progettare politiche innovative che promuovano: la qualità e la stabilità del lavoro femminile; l’eliminazione dei divari salariali di genere; i percorsi di carriera; la formazione in tutte le discipline; l’imprenditoria femminile; la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro anche attraverso un rafforzamento della rete dei servizi; la migliore distribuzione del carico di cura; interventi in materia di orari e tempi delle città; il contrasto a tutte le discriminazioni e alla violenza di genere e omobitransfobica”, rafforzando l’impegno verso la parità di genere e la promozione di un vero e proprio women new deal, per contrastare le diseguaglianze che impediscono lo sviluppo equo e sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030  in particolare con l’obiettivo n. 5. Va in questo senso la recente approvazione della L.R. 11/2020, art. 26 - Modifica all’articolo 31 della legge regionale n. 6 del 2014, 1. Dopo il comma 2 dell’articolo 31 della legge regionale n. 6 del 2014 (Legge Quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere) è inserito il seguente: "2 bis. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione costituisce un apposito fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile denominato “Fondo regionale per l’imprenditoria femminile e Women New Deal”. Si invita pertanto la Giunta e l’Assemblea a continuare a collaborare per concretizzare gli obiettivi sopra evidenziati e a dare piena attuazione nel contesto delle diverse politiche regionali alle normative e alle strategie adottate a livello europeo e nazionale.

     

    Sul tema della parità di retribuzione in particolare, si segnala la Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi – COM (2021)93 final adottata dalla Commissione europea il 4 marzo. Questa iniziativa legislativa ha l’obiettivo di realizzare l’effettiva attuazione del principio della parità retributiva prevista nella direttiva 2006/54/CE, integrata nel 2014   da una raccomandazione della Commissione sulla trasparenza retributiva, principio che nonostante il quadro giuridico citato resta ancora una sfida per l’UE, divenuta ancora più urgente per le conseguenze economiche e sociali della pandemia. Alla luce delle considerazioni espresse sopra sulla parità di genere, si chiede a Giunta e Assemblea di seguire l’evoluzione della proposta e di impegnarsi a dare attuazione per quanto di competenza alla normativa europea adottata;

     

    Sull’obiettivo “Prevenire e combattere forme specifiche di violenza di genere (obiettivo n. 39), si rileva che la Commissione europea lancerà nel 4° trimestre 2021 una strategia specifica di carattere legislativo. Nel valutare positivamente le azioni messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la L.R. 6/14 “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere”, si evidenzia anche che di fronte all’acuirsi del rischio di violenza nei contesti domestici, dovuto all’impossibilità di uscire nel rispetto delle norme di contenimento della diffusione del virus Covid-19, la Regione ER si è tempestivamente attivata per dare risposte concrete sostenendo e rafforzando la rete territoriale di prevenzione e assistenza alle donne vittime di violenza e ai loro figli e i servizi esistenti per uscire dalla violenza, nonché finanziando azioni per la promozione dell’autonomia abitativa delle vittime di violenza per accompagnarle nel loro percorso indipendenza (DGR 1764/2020) e, parallelamente, sostenendo i Centri pubblici per uomini autori di violenza. Parimenti si ritiene fondamentale perseguire azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere in linea con l’attuazione della Convenzione OIL n. 190 sull’eliminazione della violenza e molestie nel mondo del lavoro. A tale scopo si inserisce la collaborazione integrata e funzionale di vigilanza e rilevazione delle discriminazioni sul lavoro affidata alla Consigliera di parità regionale.

    Si evidenzia inoltre che è stato avviato il percorso di attuazione della L.R. 15/2019 “Legge regionale contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” coinvolgendo gli stakholder impegnati sul territorio regionale e si ricorda che dal 2008 è attivo sul territorio regionale il Centro regionale contro le discriminazioni che, con i suoi 155 punti di accesso su tutto il territorio, svolge un’importante azione di prevenzione, supporto e monitoraggio contrastando tutti i fattori di discriminazione indicati nell’art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e non solo quelli relativi alla discriminazione razziale.

    Si chiede alla Giunta di continuare ad attuare pienamente la L.R. 6/2014 e la L.R. 15/2019 e sostenere gli interventi che vengono promossi sul territorio per diffondere una cultura dell'integrazione e della non discriminazione e per contrastare i fenomeni di violenza determinati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Inoltre, alla luce del quadro esposto, si chiede alla Giunta e all’Assemblea, ognuno per le proprie competenze, di monitorare lo sviluppo di questa iniziativa al fine di valutare l’opportunità di formulare osservazioni nel seguito della Sessione europea.

     

    In merito alle politiche antidiscriminatorie (obiettivi 37 e 40), la Commissione parità sottolinea l’impegno della Commissione europea volto a rafforzare la propria azione nella lotta contro il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza. A tale proposito si richiama il Piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025 dal titolo Un’Unione dell’uguaglianza approvato il 18/09/2020. Si tratta di una delle azioni previste nel Piano d’azione sul Pilastro europeo dei diritti sociali, in cui la Commissione definisce le misure che intraprenderà nei prossimi 5 anni adottando un approccio intersezionale al fine di contrastare qualsiasi forma di discriminazione e disuguaglianza che la crisi sanitaria causata dal Covid-19 ha fatto emergere o acuito. Le azioni previste saranno dirette sia a verificare l’efficacia della normativa esistente, sia a colmare carenze negli ambiti in cui le discriminazioni hanno maggiori effetti quali, ad esempio, l’istruzione, il lavoro, le politiche socio-sanitarie.

    La Commissione europea prevede inoltre interventi per contrastare le discriminazioni nell'accesso al lavoro e all'istruzione e nelle politiche socio-assistenziali attraverso iniziative specifiche e le possibilità offerte da Next Generation EU e dai fondi europei, in particolare, il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e altri strumenti di finanziamento per l'integrazione delle comunità emarginate. In tal senso la Commissione invita gli Stati membri, cui è affidata l'attuazione della maggior parte del bilancio dell'UE, che sono pertanto determinanti nella definizione di politiche e azioni a sostegno delle vittime di razzismo e discriminazione, a utilizzare al meglio i fondi disponibili per queste azioni nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e di Next Generation EU

    Con riferimento all’obiettivo 37 “Strategia dell’UE di lotta contro l’antisemitismo”, si segnala che gli episodi di violenza contro gli ebrei sono diventati negli ultimi anni sempre più numerosi, tanto da indurre la Commissione europea a prevedere il lancio nel 4° trimestre del 2021 di una specifica strategia con cui ribadire la trasversalità della lotta contro l'antisemitismo a tutti i livelli di governo. Si segnala inoltre che l’8 gennaio 2021 la Commissione europea e l'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto hanno pubblicato un manuale per l'uso pratico della seguente definizione operativa di antisemitismo: “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto”, adottata nel 2016 dall’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, già recepita da 18 Paesi europei tra cui anche l’Italia, che, pur non essendo giuridicamente vincolante, è uno strumento ampiamente utilizzato per identificare gli indicatori di pregiudizio e per informare sull'antisemitismo, affinché ne vengano riconosciute e contrastate le manifestazioni. Si segnala altresì che è in discussione il progetto di legge regionale d’iniziativa della Giunta oggetto 2789, Modifica della legge regionale 3 del 2016 “Memoria del Novecento”, per disciplinare la partecipazione della Regione Emilia-Romagna al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS di Ferrara, in adesione ai princìpi costituzionali e ai valori fondativi dell'Unione europea, in attuazione della propria carta statutaria e in armonia con le leggi statali.

    Con riferimento all’obiettivo 40, in coerenza con quanto previsto nel Piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025, nel 4° trimestre 2021 la Commissione europea lancerà anche un’iniziativa di carattere legislativo volta ad ampliare l’elenco dei reati dell’UE per includervi tutte le forme di reati generati dall’odio e di incitamento all’odio, allo scopo di evitare pratiche di profilazione discriminatorie, nella consapevolezza che un più  accurato monitoraggio contribuirà a rafforzare la lotta contro i pregiudizi e dare vita a società più inclusive. Indagini sulla vittimizzazione, quali quelle svolte dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA) continuano infatti ad evidenziare come i reati generati dall’odio e le vessazioni nei confronti di alcune specifiche categorie, tra cui migranti, LGBTI e minoranze etniche, siano un fenomeno persistente in tutta l’UE che però non emerge nella sua gravità dalle statistiche ufficiali. Questa lacuna oltre a rendere più fragile il sistema sociale, non garantisce un trattamento equo ed adeguato delle vittime.

    Su questi temi, si valuta positivamente il sostegno riconosciuto dalla RER alla Fondazione Scuola di pace di Montesole attraverso la L.R. 35/2001, che promuove iniziative che educano alla pace e al rispetto dei diritti umani per una società senza xenofobia, razzismo ed ogni altra violenza verso la persona umana, e si invita la Giunta a monitorare a livello europeo l’avanzamento di tali iniziative e di attuare nel contesto delle varie politiche regionali tali disposizioni legislative anche attraverso l’uso delle risorse economiche finanziarie provenienti dagli strumenti di finanziamento europei.

     

    Con riferimento all’iniziativa n. 44 Strategia dell’Unione europea sulla disabilità 2021-2030, si concorda pienamente con i tre obiettivi principali a cui tendono le azioni previste: 1) garantire alle persone con disabilità il pieno godimento di tutti i diritti degli altri cittadini UE con particolare riferimento al diritto alla libera circolazione e la partecipazione al processo elettorale del 2023; 2) mettere le persone con disabilità nelle condizioni di vivere in modo indipendente e inclusivo rispetto alla comunità ; 3) proteggere le persone con disabilità da qualsiasi forma di discriminazione e violenza e garantire loro l'accesso alla giustizia, all'istruzione, alla cultura, allo sport e al turismo, all'occupazione e a tutti i servizi sanitari. A questo proposito, considerato che la pandemia di COVID-19 ha amplificato gli ostacoli e le disuguaglianze, si evidenzia la necessità di rafforzare l’impegno per garantire parità di trattamento alle persone con disabilità e si invitano la Giunta e l’Assemblea, nell’ambito delle rispettive competenze, a seguire l’evoluzione di questa iniziativa con l’impegno di dare attuazione nel contesto delle diverse politiche regionali alle azioni previste. In particolare, si pone l’accento sull’importanza di prendere in considerazione non solo i bisogni ma anche i desideri delle persone più fragili e con disabilità al fine di promuovere la loro vita autonoma attraverso politiche e azioni non esclusivamente legate ai loro bisogni, ma con una visione complessiva e trasversale per l’affermazione della loro piena personalità.

     

    Con riferimento alle iniziative di cui all’Allegato II “Iniziative Refit” si ritiene di particolare interesse la seguente iniziativa:

     

    41. Controllo dell'adeguatezza della legislazione dell'UE in materia di violenza contro le donne e violenza domestica

     

    Con riferimento alle iniziative di cui all’Allegato III “Proposte prioritarie in sospeso” si segnalano le seguenti iniziative:

     

    49. Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa e relative misure

    50. Proposta di Direttiva del Consiglio recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale

     

    Si auspica che entrambe le proposte di Direttiva sopra indicate, il cui iter è in attesa di giungere a conclusione, possano essere approvate quanto prima al fine di rendere il quadro normativo europeo sulle politiche di pari opportunità ancora più completo ed efficace.

     

    I presidenti PELLONI e PICCININI ringraziano e dichiarano chiusa la seduta congiunta alle ore 15,45.

     

    Alle ore 15,55 la Commissione Statuto e Regolamento riprende i propri lavori in seduta ordinaria.

     

    -          Approvazione dei processi verbali n. 3, 4 e 5 del 2020.

     

    La Commissione approva all’unanimità.

     

    2970 -Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Legge europea per il 2021". (Delibera di Giunta n. 352 del 15 03 21)

    (Relatore Consigliere Bessi Gianni)

    (Relatrice di minoranza Consigliera Catellani Maura)

    (Sede consultiva - parere alla Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali)

     

    2971 -Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Disposizioni collegate alla legge europea 2021 – Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali". (Delibera di Giunta n. 353 del 15 03 21)

    (Relatore Consigliere Bessi Gianni)

    (Relatrice di minoranza Consigliera Catellani Maura)

    (Sede consultiva - parere alla Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali)

     

    La presidente PICCININI introduce gli oggetti, sui quali la commissione è chiamata ad esprimere parere consultivo alla commissione referente Bilancio, Affari generali e istituzionali e cede la parola ai relatori.

     

    Il relatore consigliere BESSI e la relatrice di minoranza consigliera CATELLANI svolgono un’illustrazione preliminare.

     

    Interviene la vicepresidente SCHLEIN, puntualizzando le finalità della legge europea.

     

    L’assessore CALVANO si sofferma sulla attività di refit normativo previsto dal progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Disposizioni collegate alla legge europea 2021 – Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali”.

     

    Interviene la consigliera COSTI che anticipa anche la dichiarazione di voto per il PD.

     

    In assenza di ulteriori interventi, la presidente cede la parola ai consiglieri per le dichiarazioni di voto.

     

    Con separate votazioni di identico esito, la Commissione Statuto e Regolamento esprime parere favorevole, per quanto di competenza, sugli oggetti 2970 e n. 2971 con 27 voti a favore (PD, BP, ERCEP), 11 voti contrari (Lega, RCPER) e nessun astenuto; non partecipa al voto M5S.

     

    In assenza ulteriori interventi, la presidente PICCININI saluta e ringrazia gli intervenuti.

     

     

    La seduta termina alle ore 16,30.

     

    Approvato nella seduta del 3 giugno 2021.

     

     

     

     

    La segretaria

    La Presidente

    Monica Bernardi

    Silvia Piccinini